SONO ANDATO A PUTTANE

SONO ANDATO A PUTTANE

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Questo scritto è per voi donne, parla della spaventosa degenerazione del sesso commerciale, e della mancata risposta di quello ‘sano’. Vorrei sentire le vostre reazioni.

Non sono un ipocrita, per cui inizio raccontandovi che tempo fa ho caricato una prostituta e l’ho portata a casa mia. Pagata subito, lei si spoglia, si lava e mi dice “ti faccio di bocca e poi mi scopi, ok?, mezzora, ok?”. E’ piuttosto bella, ma dico sul serio, decisamente superiore alla media italiana, e non è l’unica là fuori. Rimane sul letto ad aspettare la mia carica, ma io le chiedo a bruciapelo “Perché fai sto mestiere?”. La mia sintesi potrà apparire banale, eppure in un Paese come l’Italia dove la Cultura della Visibilità è tutto, una donna così bella deve proprio passare le notti a caricar gente (come me o peggio)? Mi dice: “Con 100 euro in Romania mangi un mese in quattro persone, ecco perché”. Lo immaginavo, ma insisto: “Certo, se però ti trovi un uomo benestante qui… e bella così te lo trovi subito… non è un po’ meglio?”. Lei: “Come faccio? Con chi esco? Da sola? Non conosco nessuno”. “Ok,” replico “iscriviti a un’agenzia di modelle per intimo, per le fiere o cose del genere”.La ragazza mi fissa come se stessi parlando di Marte e di volare lassù. Il messaggio di quello sguardo, credetemi, era di una disistima terribile; il marciapiede è il target che la sua storia le ha trasmesso in eredità, non le è concesso neppure contemplare un mezzo gradino più alto. La giovane mi sollecita a consumare l’incontro nei minuti restanti, ma io a quel punto ho altri pensieri e la mia serata di sesso rapido svanisce. Sulla via del ritorno apprendo che non ha uno sfruttatore, lo ha avuto ma, dice lei, “se una ha le palle alla fine può sbarazzarsene, garantito”. Le credo, o meglio, le crede il mio senso di colpa.

Il senso di colpa. Perché l’ho fatto? Mi voglio rispondere. L’ho fatto perché volevo avere fra le mani una giovane ragazza nuda senza impazzire per trovarne una, esercizio che per il maschio medio normalmente significa trenta serate nei locali, cento abbordi sempre difficili, e altre mille assurde peripezie che noi uomini dobbiamo inventarci per avere finalmente una o due magre occasioni di sesso. L’ho fatto perché l’alternativa praticamente non esiste, e l’alternativa si chiamerebbe Sesso Ludico. Ludico significa eros veloce, fuori dal sesso di casa (che ora non ho), senza allegati, laccioli, sgambetti, commediole da recitare eccetera. Insomma, un aperitivo, una partita a carte, solo che al posto del Campari o degli amici/amiche c’è il sesso, puro relax da scambiare con chi ne ha altrettanta voglia lì per lì. Nel mondo del sesso ludico la donna che desidera un’ora di svago si comporta come l’uomo, tale e quale. Invece della palestra o della cioccolata in tazza con l’amica, essa adocchia un bel tipo ovunque si trovi, lo squadra, decide ‘ok, quello mi attizza’ e gli si avvicina per chiedergli “Che fai stasera? Domani? Ti va un’uscita?”. Sì?, bene. No?, ok passo al prossimo. Una cosa pressoché inesistente qui, oggi, fra noi. Ne riparlo più sotto.

Il fatto è che noi uomini corriamo quasi ogni giorno della nostra vita adulta dietro al sesso ludico, lo necessitiamo come l’aria, perché il nostro DNA ci ha fatti così. Siamo degli ‘inseminatori’ che dai tempi in cui camminavamo a quattro zampe in qualche punto della Tanzania dobbiamo inseminare il più possibile. Lo fanno i leoni, i topi, i pipistrelli e praticamente ogni specie di sesso maschile sul Pianeta. Questo ci ha ‘regalato’ un desiderio sessuale molto, molto superiore a quello femminile (per le donne, stesso marchio da DNA in direzione opposta, visto che siete programmate per figliare e conservare la specie). Ecco perché vi sembra sempre che gli uomini ‘ce l’abbiano piantata nella testa’ (la gnocca); non è una mania, è genetica. Ma qui sorge il problema dei problemi. Al mondo ci sono solo maschi e femmine (salvo rare eccezioni), e se i primi necessitano di sesso dieci volte le seconde, che accade?

Accade un disastro, e cioè un giro di prostituzione e di pornografia per un valore cumulativo mondiale di 120 miliardi di dollari. Accade che la quasi totalità degli uomini che voi donne conoscete o che vi giacciono accanto fa uso di porno, ga-ran-ti-to, e che una percentuale spaventosa va a prostitute, o ci è andato, o ci andrà, o ci ritornerà. Accadono le vite veramente buttate delle ragazze come la mia rumena, e tutta la mafia e orrore correlati. Accade che vivete, voi donne, in un mondo dove la vostra immagine è artificiosamente ridotta a perenni orgasmi e voluttà mentre mangiate uno yogurt in tv, o toccate una lavastoviglie o una scatoletta di tonno. Vivete in un mondo dove dal giornalaio è meglio non guardare a sinistra/destra perché è zeppo di cosce spalancate e bocche deformate da arnesi immensi, tette culi capezzoli come coriandoli (immagino l’inverso, io che compro il giornale immerso fra cazzi, pettorali gonfi, testicoli plasticati, ecc.). Vivete in un mondo dove vostro figlio al 99% imparerà come si fa sesso dal dvd più porco del momento (e fosse solo uno). E in un mondo strano dove esiste l’espressione “gliela do o non gliela do”, ma non l’espressione “glielo do o non glielo do”, e un mondo così vi condanna a una vita grama, pensateci. Ve la spiego: c’è una legge di mercato, bieca come sempre è quella legge, dove la domanda (di gnocca) è cento volte l’offerta, e voi donne (detentrici della preziosa materia) avete così un potere immenso di frustrare noi uomini sempre tormentati da quel DNA maledetto. Salvo poi che dopo averci fatto spellare la testa e altro per finalmente ‘averla’, noi ve la facciamo pagare in mille modi da veri beceri quali sappiamo essere. Bello schifo. E poi ci sono le vili chat erotiche (faccia a faccia macché, dietro il pc di tutto), gli scambisti, i privé dei locali Lap Dance con ancora altre orde di rumene o nere e coi vostri mariti/fidanzati lì a plotoni. Ci sono le migliaia di anonime studentesse che si prostituiscono in ogni città con gli annunci sulle riviste di settore, le escort di lusso, e poi la miserabile piaga del porno turismo di Cuba, Tailandia ecc. Insomma, un quadro osceno. Una realtà colossale, ciclopica, oggi deviante oltre il limite dell’assurdo, che troneggia sulle nostre vite ma che riceve da voi donne quasi nessuna attenzione, né proposte di soluzioni. Vivete accanto a uomini ridotti, loro malgrado, così. La vostra vita è zuppa di questa malattia erotica da DNA sfasato rispetto all’evoluzione dei tempi, e cosa fate?

Prevengo qui alcune obiezioni udite non di rado da donne coinvolte in questi dibattiti. Reclamate per esempio che non siete voi a restringere l’offerta di sesso, anzi, che sono gli uomini oggi a esserne sovente disinteressati. Mi sono persino sentito dire “ma io la darei eccome, è che non si trovano poi tutti sti uomini”. Sono affermazioni fallate, dovute al fatto che la donna in queste cose tende a mentirsi, a operare una rimozione acrobatica della realtà, là dove essa non si accorge che alla sua eventuale disponibilità interiore corrisponde però un respingente istantaneo all’esterno, che scoraggia moltissimo il maschio nell’approccio. In parole povere, lei vorrebbe, ma poi ‘se la tira’ al momento del contatto con l’uomo, cioè si irrigidisce o pretende il solito preambolo per noi estenuante di un lungo rito corteggiatore anche per una semplice trombata, e noi spesso gliela diamo su. Altre donne sostengono che sono i pregiudizi maschili a bloccarle, cioè il timore di essere poi additate come quelle che ‘la danno a tutti’, le ‘pompinare’ ecc. In questo c’è un elemento di verità, ma si tratta oggi, nel mondo occidentale evoluto, di casi sporadici, e ciò non spiegherebbe in ogni caso l’imponente divario di domanda/offerta che domina il sesso fra i generi. Infine ci sentiamo dire da voi che l’uomo comunque non perderebbe il vizio del sesso commercial-mediatico anche se lo potesse ottenere tranquillamente dal mercato ‘sano’, poiché “in fondo voi maschi sognate sempre di possedere la donna, vi eccita comprarvela, la dovete immaginare serva e sporca”. Di nuovo vi gabbate. Le ultime ricerche di settore puntano in primo luogo al bisogno fisiologico insoddisfatto come motivazione del cliente, poi al bisogno di essere accolti, e solo in ultimo al maschilismo irriducibile. Possiamo sicuramente dire che per tantissimi maschi la natura squallida dell’alternativa a pagamento - che si tratti della milionesima sega davanti al pc o, peggio, della trombata con una che ti mette fretta, ti succhia con il preservativo, e alla quale non puoi leccare la passera per paura dell’Aids, che non ti bacia, e sta lì a prendersi il tuo corpo come fosse un comodino da spostare – è una parte assai spiacevole di queste vie di fuga che volentieri si risparmierebbero. Poi, certo che ci sarebbe sempre una minoranza fisiologica di uomini recidivi che punterà comunque al degrado, ma chissenefrega, non fanno testo.

Un breve stop sui dati, vale la pena conoscerli. In Italia ci sono circa 70 mila prostitute rappresentati oltre 35 Paesi. I casi di violenze su queste donne in questi ultimi anni sono stati circa 700.000. Sono 9 milioni i clienti italiani delle prostitute (1 uomo su 2) con un giro d'affari di 1 miliardo e 80 milioni di euro all’anno. Nel mondo, il business della prostituzione raggiunge i 60 miliardi di euro (battuto solo da quello delle droghe), con circa 40 milioni di donne coinvolte; il giro d’affari del porno passa i 57 miliardi di euro, senza contare l’immenso mercato nero. I clienti italiani delle prostitute rispondono al seguente identikit: in prevalenza uomini fra i 35 e i 40 anni, lavoratori, nella maggioranza dei casi single con un’istruzione medio-alta; cercano le ragazze direttamente in strada in media una volta ogni 15 giorni. Per un nutrito gruppo, le mogli/compagne sono viste così: “Ti costringono ad andare in cerca di sesso a pagamento perché quando ti sposano ti promettono che farai sesso tutte le volte che ne avrai voglia, poi usano il sesso come una risorsa, un'arma”. Il mercato globale del turismo sessuale incassa qualcosa come cinque miliardi di dollari all’anno, con Paesi come la Thailandia dove il turismo (a prevalenza sessuale) è stato la prima fonte di valuta estera e contribuiva per il 13 % al Pil. Cuba, che sotto il regime di Batista era soprannominata il bordello degli USA, è oggi nota come il bordello d’Europa, con gli italiani in prima fila.

(fonti: Gruppo Abele, Dipartimento Pari Opportunità, Ministero degli Interni, Fondazione Ismu, Transcrime, Università di Trento e Cattolica di Milano)

Spaventoso. Il problema della disparità di domanda e offerta di sesso fra uomini e donne è una catastrofe, e credo che queste righe lo abbiano dimostrato. Allora, donne, le vie per affrontare tutto ciò sono per me due, salvo poi scoprirne delle altre se avrete l’intelligenza di aprire un ampio dibattito su questo immenso problema. O mantenere lo status quo, con miglioramenti cosmetici, se decidete che per tanti motivi non potete/volete cambiare il vostro approccio al sesso. Oppure fare la terza rivoluzione dei generi nella Storia. Va fatta in partnership con noi uomini, ma non vi nascondo che qui la parte maggiore tocca a voi. Eccola: dovete abbracciare il Sesso Ludico, imparare a farlo e a chiederlo con naturalezza. Dovete imparare a smettere di avere paura di ‘far vedere’ che lo volete quando lo volete, dovete soprattutto semplificarci immensamente il percorso che dallo stimolo erotico porta alla soddisfazione di quello stimolo, semplificarlo imparando ad accogliere con più morbidezza le nostre avances (indipendentemente dal sì o no-grazie finali), oppure e soprattutto cominciando a FARLE quelle avances. Sesso gioco, sesso aperitivo, sesso jogging, sesso semplice. Donne, siamo esasperati dalla fatica orribile che dai 15 anni in poi ci tocca fare ogni volta, ogni maledetta volta che una ragazza ci colpisce, che vorremmo una ‘smanazzata’, un divertissment, o anche solo parlarlvi con una birra in mano. Voi non sapete cosa significhi esse ‘cacciatori’ in questo campo, può essere emozionante per un po’, poi ti distrugge, soprattutto quando nella normalità dei casi su cento tentativi al maschio tornano sbattuti in faccia come padellate 98 occhi scocciati, o girate di spalle, oppure i “non mi stressare”, i “non è il caso”, la rigidità, la freddezza o addirittura il disprezzo. Vi garantisco che sono tutte pugnalate alla nostra emotività, moltiplicatele per decenni, anche se noi poi fingiamo di sbattercene, ma non è vero. Una vita così ci indurisce, ci incattivisce dentro, e infatti, come scrivevo più sopra, poi le donne quel potere lo pagano carissimo, quando noi avvelenati ci vendichiamo da beceri chiamandovi troie o bocchinare con gli amici e nelle compagnie appena riusciamo finalmente ad averla. Qui entra in gioco la parte che tocca al maschio nella terza rivoluzione dei generi, cioè un impegno a dismettere per sempre, a seppellire negli inferi, lo stigma demenziale che appiccichiamo ancora oggi alle poche donne capaci di sesso ludico. Dobbiamo cancellare dal nostro cervello l’idea medievale che quelle che la danno sono una cosa, quella da sposare sono un’altra. Dobbiamo altresì piantarla con la pretesa idiota che tutte la diano con gioia ma non nostra moglie. Significa imparare in questo campo a non vedere, a non sentire, a non chiedere, ovvero il non detto anche se immaginiamo, e che valga per i giochi extra di lui come per quelli di lei. Questa rivoluzione va fatta in partnership, perché conviene a tutti.

Riequilibrare urgentemente lo squilibrio intollerabile fra domanda maschile e offerta femminile di sesso nel mondo moderno, conviene però soprattutto a voi donne. Come si diceva, il controllo dell’offerta (la do - non la do) vi dà un potere immenso, ma vi massacra pure. Oggi il corpo femminile è ipertroficamente valutato proprio a causa di quella sproporzione, e se non lo fosse più, se cioè a domanda 100 corrispondesse un’offerta adeguata, sparirebbe anche la commerciabilità oltraggiosa delle vostre parti corporee: mai più donne-pezzi di scottona nude e saltellanti che appaiono in tv ma non si odono; mai più deficienti televisive che ‘vengono’ mentre scartano il budino; mai più le ‘Albe Parietti’ invitate a parlare fra esimi intellettuali solo perché le telecamere possano offrirci due tette e una bocca da pompini fingendo però la parità intellettuale in televisione; fine del degrado grottesco della vostra immagine, in Italia in particolare. Dovete, in sintesi, svalutare la gnocca su questo mercato impazzito, rendendola molto molto più felicemente accessibile, e consegnare così al dimenticatoio della Storia le massime come 'tira più un pelo di figa che un carro di buoi', che infatti ispirano l’osceno concetto del gnocca-based marketing che vi insudicia la vita. E infine, pensateci, in un mondo di sesso ludico crollerebbe una fetta enorme del putrescente castello mondiale del commercio sessuale, portandosi al cimitero gli scempi planetari che causa.

Questa la mia sintesi di partenza. La penna a voi, datevi da fare, agite, proponete, fatevi sentire.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=129
20.08.2009

VEDI ANCHE:PAOLO B VA A PUTTANE, E IO SONO RIMASTA AL PALO

Commenti (235)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. falcoerotico 3 luglio 2014

      Sono andato a puttane è un titolo pieno di fantasiosa originalità ma un tantino fuorviante se non si conosce bene la differenza fra l' andare a puttane o a prostitute e l' andare ad escort http://www.torchemada.net [www.torchemada.net] e l' esempio è palese in quanto nel primo caso si paga una prestazione sessuale senza tanti fronzoli, nel secondo caso andando con un' accompagnatrice, si paga un compenso sempre economico ma per un servizio di compagnia. Il che è assai diverso.

    1. carlemagne 22 dicembre 2009

      [Racconti] Adry
      Berangher /arterotica.eu - 18.03.2009

      Il desiderio vissuto come un amante...come la terza presenza sul palcoscenico del piacere in un rullare senza fine dei due protagonisti che non si saziano mai... che mentre si affogano nelle loro maree mielificate già sognano un altro coito.

      Sogno già di starti di nuovo dentro
      Ora che sto affondando il mio cazzo
      nel tuo ventre mentre mi apri la figa
      come una cozza alla punta del coltello
      Sei bella e puttana quanto basta
      per tenermi sulla corda come un equilibrista
      tra un desiderio e una voglia che si rincorrono
      per sorprenderci ogni volta che ci piace farlo
      nelle alchimie erotizzanti delle pose dei nostri corpi
      Affogati nelle maree di miele di un 69...
      o quando Tu ti afferri al lavandino
      mentre io ti monto innestato nel tuo culo
      facendoti rullare in rondò miagolanti di piacere
      che l'anima si nasconde per non venire con Noi
      in geyser eruttanti di goduria e di miele...

      |

    1. carlemagne 22 dicembre 2009

      [Racconti] Adry
      berangher/arterotica.eu - 18.03.2009

      Il desiderio vissuto come un amante...come la terza presenza sul palcoscenico del piacere in un rullare senza fine dei due protagonisti che non si saziano mai... che mentre si affogano nelle loro maree mielificate già sognano un altro coito.

      Sogno già di starti di nuovo dentro
      Ora che sto affondando il mio cazzo
      nel tuo ventre mentre mi apri la figa
      come una cozza alla punta del coltello
      Sei bella e puttana quanto basta
      per tenermi sulla corda come un equilibrista
      tra un desiderio e una voglia che si rincorrono
      per sorprenderci ogni volta che ci piace farlo
      nelle alchimie erotizzanti delle pose dei nostri corpi
      Affogati nelle maree di miele di un 69...
      o quando Tu ti afferri al lavandino
      mentre io ti monto innestato nel tuo culo
      facendoti rullare in rondò miagolanti di piacere
      che l'anima si nasconde per non venire con Noi
      in geyser eruttanti di goduria e di miele...

    1. Ava 30 settembre 2009

      "I want only have fun, I don't want to fall in love,
      Just a little bit...
      Just a little bitch!
      Be my little bitch!
      You've got a pussy
      I have a dick
      So what's the problem?
      Let's do it quick!
      So take me now
      before it's too late!
      Life's too short, I can't wait!
      Take me now! Oh, don't you see?
      I can't get laid in Germany..."
      by Rammstein

      ( traduzione :Voglio solo divertirmi non voglio innamorarmi.. solo un po'...solo una piccola puttana! la mia puttanella! Tu hai una figa Io ho un cazzo Allora qual'è il problema? Facciamolo in fretta! Allora prendimi adesso prima che sia troppo tardi!La vita è troppo corta, non posso aspettare! Prendimi adesso! Oh, non vedi?Non posso farmi una scopata in Germania...)

      Ma alloraaa è un chiodo fisso degli uomini..ahahah e a quanto pare dilaga un pò ovunque... ( ..Germany ndr )

      Fatevene una ragione se non ci piacete niente sesso ludico.

      Avete ben due mani, vari buchi e giocattoli e per ultimo sesso ludico tra di voi ragazzi bisognosi...siete anche voi abbastanza grandi per capire che se nessuna ve la dà questo non vi dà il diritto di sfruttare una prostituta che sapete benissimo essere sfruttata... ah se poi trovate una puttana che fa sesso ludico per suo piacere ma vi mostra la parcella avanti su non siate tirchi! non potete avere sempre tutto dalla vita.. ; )

    1. Giubizza 8 settembre 2009

      Caro Paolo, mi permetto di darti un consiglio da amico: quando vai a puttane pensa a scopartele invece di fare domande del genere. ;-)

      Ciao

    1. kairomaco 27 agosto 2009

      Gentile Paolo Barnard,
      riguardo all'articolo sulle donne, la ringrazio per il coraggio mostrato ad esporsi e per la sincerità, che in questo frangente più che in qualsiasi altro, immagino le costi una certa fatica. Purtroppo il livello di quasi tutti gli interventi su Come Don Chisciotte è piuttosto deludente e molti sono inoltre diretti personalmente all'autore dimostrando inutile aggressività o senso di polemica, piuttosto che il desiderio di aprire una discussione utile per tutti. L'articolo mi pare del resto un tentativo di apertura anche se con toni un po' caustici e di parte.

      Alcune riflessioni.

      1) E' probabile che il modo più utile per arrivare a capo della questione sia parlarne direttamente con le donne, mostrare attenzione ai loro bisogni e voglia di ascoltarle, senza partire dall'idea che dobbiamo ottenere un fine, ma per il semplice fatto che senza ascolto non può esserci incontro né intesa. Magari scopriamo che anche per loro la domanda/offerta è di 1/100, ma non riguardo al sesso, riguardo a qualcos'altro di cui noi ci mostriamo carenti o che ignoriamo per nostra mancanza. Chiedere alle donne di cambiare atteggiamento proponendo una soluzione prima di sentire la loro risposta probabilmente non è una strada proficua

      2) La divisione netta tra "noi" e "voi" deve essere possibilmente evitata perché tende ad allontanarci dall'idea di unità che invece ci caratterizza come esseri umani e parti di un universo coerente.

      3) La situazione descritta non è dovuta alla sola responsabilità delle donne, ma a pari merito, è dovuta alla complicità di tutti gli uomini che sono stati sposati nella loro vita o che hanno accettato di impersonare il ruolo del fidanzato/ragazzo/partner, con le conseguenze pratiche che questo comporta, senza tollerare l'idea che la loro partner possa in qualche modo concedersi ad altri anziché essere una proprietà privata. Non possiamo chiedere alle donne maggiore apertura nella sfera del loro intimo in una società che consacra lo status di partner, è normale che in una tale situazione la donna faccia una rigorosa selezione.

      4) Il termine "sesso ludico" inoltre non mette l'accento sull'importanza della tenerezza che non richiede impegno e convenzione ma che fa una differenza fondamentale nella qualità dei rapporti umani.

      5) Completiamo il quadro. Chiediamoci perché le persone non reagiscono anche se sono a conoscenza della corruzione di chi ci governa, perché il movimento per i diritti è ibernato. Come ci si può aspettare una rivoluzione da persone che non si sono ancora accorte di essere state private della libertà di scambiarsi energie nel modo più naturale? Che di fronte alle mille frustrazioni e al peso della vita moderna, non hanno nemmeno la libertà di fare l'amore per compensare, perché l'inibizione si è insinuata ai livelli più basali, un mix di educazione in famiglia, scuola, chiesa, esperti di settore? Se la rivoluzione sessuale dovesse avvenire (e "sessuale" è un termine che dovremmo evitare se non vogliamo consacrare i tabù del passato, questo Reich non lo aveva preso in considerazione), allora tutto il resto sarebbe una conseguenza. Ci libereremmo delle multinazionali in pochi mesi. Le persone diventerebbero consapevoli di ciò che viene loro negato da una cultura che sostituisce i ruoli agli esseri umani, la morale al benessere comune e gli obblighi ai diritti.

      6) Di fronte alla terribile indifferenza che viviamo oggi in materia di umanità che comprende la sfera della tenerezza e dell'affetto, io non ho soluzioni ma constato come faccia la differenza se approccio una donna con un certo umorismo, consapevole che dietro ad eventuali espressioni di disprezzo c'è in realtà tanta confusione, inconsapevolezza, ignoranza, e un grande lavaggio del cervello subito passivamente. E ho più di una volta riscontrato che se anziché limitarmi a dire "Sei carina..." uso una formula del tipo "Sei carina, lo sai? Ti metto in imbarazzo se te lo dico?"

      Questo, per finire, mi riconduce a quello che considero in generale il metodo più opportuno che dobbiamo usare per relazionarci, con gli amici, con le donne e con i nostri politici (anche da loro dipende la nostra felicità no? Anche loro decidono per noi e ci influenzano. Anche loro sono vittime colpevoli a cui dobbiamo rivolgerci con fermezza ma senza disprezzo).
      Suggerisco a questo proposito quello che dice in proposito Marshall Rosenberg, una persona molto all'avanguardia:

      http://www.youtube.com/watch?v=YvFeY5GXtQo
      http://www.youtube.com/watch?v=-dpk5Z7GIFs (video in tre parti)

      I migliori saluti

    1. kairomaco 27 agosto 2009

      Gentile Paolo Barnard,
      riguardo all'articolo sulle donne, la ringrazio per il coraggio mostrato ad esporsi e per la sincerità, che in questo frangente più che in qualsiasi altro, immagino le costi una certa fatica. Purtroppo il livello di quasi tutti gli interventi su Come Don Chisciotte è piuttosto deludente e molti sono inoltre diretti personalmente all'autore dimostrando inutile aggressività o senso di polemica, piuttosto che il desiderio di aprire una discussione utile per tutti. L'articolo mi pare del resto un tentativo di apertura anche se con toni un po' caustici e di parte.

      Alcune riflessioni.

      1) E' probabile che il modo più utile per arrivare a capo della questione sia parlarne direttamente con le donne, mostrare attenzione ai loro bisogni e voglia di ascoltarle, senza partire dall'idea che dobbiamo ottenere un fine, ma per il semplice fatto che senza ascolto non può esserci incontro né intesa. Magari scopriamo che anche per loro la domanda/offerta è di 1/100, ma non riguardo al sesso, riguardo a qualcos'altro di cui noi ci mostriamo carenti o che ignoriamo per nostra mancanza. Chiedere alle donne di cambiare atteggiamento proponendo una soluzione prima di sentire la loro risposta probabilmente non è una strada proficua

      2) La divisione netta tra "noi" e "voi" deve essere possibilmente evitata perché tende ad allontanarci dall'idea di unità che invece ci caratterizza come esseri umani e parti di un universo coerente.

      3) La situazione descritta non è dovuta alla sola responsabilità delle donne, ma a pari merito, è dovuta alla complicità di tutti gli uomini che sono stati sposati nella loro vita o che hanno accettato di impersonare il ruolo del fidanzato/ragazzo/partner, con le conseguenze pratiche che questo comporta, senza tollerare l'idea che la loro partner possa in qualche modo concedersi ad altri anziché essere una proprietà privata. Non possiamo chiedere alle donne maggiore apertura nella sfera del loro intimo in una società che consacra lo status di partner, è normale che in una tale situazione la donna faccia una rigorosa selezione.

      4) Il termine "sesso ludico" inoltre non mette l'accento sull'importanza della tenerezza che non richiede impegno e convenzione ma che fa una differenza fondamentale nella qualità dei rapporti umani.

      5) Completiamo il quadro. Chiediamoci perché le persone non reagiscono anche se sono a conoscenza della corruzione di chi ci governa, perché il movimento per i diritti è ibernato. Come ci si può aspettare una rivoluzione da persone che non si sono ancora accorte di essere state private della libertà di scambiarsi energie nel modo più naturale? Che di fronte alle mille frustrazioni e al peso della vita moderna, non hanno nemmeno la libertà di fare l'amore per compensare, perché l'inibizione si è insinuata ai livelli più basali, un mix di educazione in famiglia, scuola, chiesa, esperti di settore? Se la rivoluzione sessuale dovesse avvenire (e "sessuale" è un termine che dovremmo evitare se non vogliamo consacrare i tabù del passato, questo Reich non lo aveva preso in considerazione), allora tutto il resto sarebbe una conseguenza. Ci libereremmo delle multinazionali in pochi mesi. Le persone diventerebbero consapevoli di ciò che viene loro negato da una cultura che sostituisce i ruoli agli esseri umani, la morale al benessere comune e gli obblighi ai diritti.

      6) Di fronte alla terribile indifferenza che viviamo oggi in materia di umanità che comprende la sfera della tenerezza e dell'affetto, io non ho soluzioni ma constato come faccia la differenza se approccio una donna con un certo umorismo, consapevole che dietro ad eventuali espressioni di disprezzo c'è in realtà tanta confusione, inconsapevolezza, ignoranza, e un grande lavaggio del cervello subito passivamente. E ho più di una volta riscontrato che se anziché limitarmi a dire "Sei carina..." uso una formula del tipo "Sei carina, lo sai? Ti metto in imbarazzo se te lo dico?"

      Questo, per finire, mi riconduce a quello che considero in generale il metodo più opportuno che dobbiamo usare per relazionarci, con gli amici, con le donne e con i nostri politici (anche da loro dipende la nostra felicità no? Anche loro decidono per noi e ci influenzano. Anche loro sono vittime colpevoli a cui dobbiamo rivolgerci con fermezza ma senza disprezzo).
      Suggerisco a questo proposito quello che dice in proposito Marshall Rosenberg, una persona molto all'avanguardia:

      http://www.youtube.com/watch?v=YvFeY5GXtQo
      http://www.youtube.com/watch?v=-dpk5Z7GIFs (video in tre parti)

      I migliori saluti

    1. marimari 25 agosto 2009

      forse è il contrario

    1. tersite 25 agosto 2009

      avete molte cose in comune con gli Israeliani, prima fra tutte quella di dichiararvi costantemente aggredite, mentendo spudoratamente, per mantenere il vostro potere. Abbi un po' di rispetto per chi ha pagato(cash) sempre in silenzio e senza mai venirvi a chiedere nulla. Continua a goderti la vita e i privilegi che il sistema ti concede in quanto femmina, in cambio della tua.. proverbiale omertà!

    1. sara4d 25 agosto 2009

      Cioè, non ha detto cosa?
      Barnard non ha detto che posso andare a cercare i miei debitori?
      Oppure Barnard non ha forse inteso che non gli resta che andare a puttane, visto che le donne non fanno sesso "ludico"?
      Stando alla sua provocazione, se permetti, io vado...

    1. Drachen 25 agosto 2009

      è proprio per questo che nessuno di noi si prende la briga di provare a soddisfarvi o fallisce miseramente nel tentativo. se siete solo Voi a decidere della vostra sessualità, allora noi decideremo da soli della nostra:
      useremo ogni bugia, ogni tattica, ogni mezzo per garantirci la NOSTRA soddisfazione.
      per questo l'uomo è meschino e bugiardo, non ha alternative perchè le sue esigenze non sono riconosciute, i suoi desideri non contano, il suo modo di vedere il sesso non vale.
      conta solo il sesso visto dal punto di vista femminile.
      siete troppo autoreferenziali e pretendete l'orgasmo per legge.
      ed allora noi vi facciamo credere mari e monti per poi godercelo noi
      l'orgasmo.
      questa non è comunicazione, non è scambio e non è nemmeno compromesso.
      tu parli con due lingue, una del dialogo ma poi dici "è mia e me la gestisco io". allora il nostro ce lo gestiamo noi e ne approfittiamo.
      questo è quello che succede.
      a voi non interessa capire la sessualità maschile, e ciò è tutto tranne che paritario.
      le racchie obese trovano sempre un racchio obeso con cui copulare.
      viceversa non funziona, perchè vi sono molte racchie obese che puntano molto in alto nella scelta sessuale.
      io credo che gli uomini siano molto meno selettivi delle donne soprattutto in ambito estetico.

    1. hagakurebutt 24 agosto 2009

      Hai già detto tutto ciò che c'era da dire. Sei stato assolutamente esaustivo e non ho nulla da aggiungere.
      Ma sono stati richiesti commenti, azione, addirittura un "datevi da fare" (!?!?! ma scherziamo!?!?!).
      Ecco il suggerimento: cambia sesso. E oggigiorno non occorre neppure
      andare troppo lontano per farlo (una volta Casablanca poteva richiedere qualche ora di aereo).
      Ora puoi farlo quasi "sotto casa", come le prostitute che cercate e trovate voi maschi.
      Quando avrai cambiato sesso, se chiederai altri commenti, sarò pronta a fornirteli ma sono quasi certa
      che non saranno richiesti, perché allora avrai compreso veramente tutto.
      E passo lo stesso suggerimento a tutti quei maschi sciovinisti e addirittura involuti, che non sanno alzare lo sguardo
      per guardare oltre allo stato del proprio pisello (link to: http://www.uomini3000.it/10341.htm - solo per certi maschi;
      io non generalizzo).

      Con tanti auguri!

      Cecilia Marchetto

    1. epifaniog 24 agosto 2009

      "senti, a me va bene anche la masturbazione a due se mi capita. "

      Embè, accomodati, chi ti tiene...

    1. epifaniog 24 agosto 2009

      Grazie darlin'!
      Interessante anche l'articolo di Nicoletta Forcheri, leggilo se non l'hai fatto.

    1. Santos-Dumont 24 agosto 2009

      Vero, ma nulla impedisce di sondare il terreno e di portarsi la ragazza in Italia. Io la mia l'ho conosciuta undici anni fa via ICQ ed è stato "amore a prima lettura". Dopo le deprimenti esperienze dal vivo italiane, la novità è stata esaltante e l'esito finale lo dimostra.

    1. Viruss 24 agosto 2009

      Semplicemente perchè siamo noi a decidere sulla nostra sessualità e mi sembra sacrosanto decidere di non "darla via" se non ne hai voglia, se non ti va il soggetto richiedente, se semplicemente non ti interessa fare sesso.
      Visto che è mia me la gestisco io e sono sempre io che eventualmente decido per un compromesso.
      Se poi qualcuno arriva e si vuole imporre con la forza, allora è violenza.
      Altrimenti caro mio, ci sono una schiera di donne racchie, obese, con grossi problemi di adattamento sociale che ugualemente non scopano e che probabilmente sono ugualmente frustrate...ma quelle scommetto che non vi va di scoparvele...solo fighe e giovani possibilmente.
      lasciamo perdere va....

    1. Drachen 24 agosto 2009

      i problemi li hai tu che devi attaccare l'interlocutore perchè non hai argomenti :)
      il voyeurismo è erotismo by definition. studia la storia dell'erotismo che è di matrice culturale, mentale ed intellettuale prima di parlare di cose che non sai.
      tant'è che l'arte erotica è quasi tutta basata sulla vista, quindi è voyeuristica per eccellenza.
      De Sade può non piacere, ma è l'icona dell'erotismo letterario.
      la sessualità sana sarebbe quella che stabiliscono le donne?
      tu parli di erotismo e non sai cos'è, lo confondi con la sessualità e
      ancora ti limiti a quella femminile (o forse solo alla tua).
      i casi sono due: o sei limitata, o sei fanatica. o forse tutte e due.

    1. Drachen 24 agosto 2009

      ma chi te l'ha raccontata questa cazzata? inibito il piacere sessuale? su Topolino forse. ci sono trattati vecchi di secoli su come dare piacere alle donne. ma che caules dici?
      il problema è che il soddisfacimento sessuale deriva da ruoli, forme e sistemi sociali in esatta antitesi con quelli attuali.
      le donne nordiche si sposano con immigrati e fanno turismo sessuale, ma cosa cavolo racconti?
      lo sai che quando gli italiani vanno la hanno ancora un successo incredibile? certo è chiaro dipende sempre come ti poni, ma la nostra
      intraprendenza è sempre un bel biglietto da visita se cortese e poco invadente.
      lo svilimento del maschio nordico è un serio problema che i governi stanno affrontando.
      alla donna emancipata nordica, guarda caso, piace essere "vittima" del cacciatore. ma il cacciatore ormai è senza frecce. ecco la verità.

    1. Drachen 24 agosto 2009

      io no, sono convinto dell'esatto contrario. la coppia oggi è stata distrutta, completamente.

    1. Drachen 24 agosto 2009

      che girata di frittata. noi dovremmo tornare a fare le avances come 200 anni fa? ma lo sai come si corteggiava una donna 200 anni fa?

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