SONO ANDATO A PUTTANE

SONO ANDATO A PUTTANE

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Questo scritto è per voi donne, parla della spaventosa degenerazione del sesso commerciale, e della mancata risposta di quello ‘sano’. Vorrei sentire le vostre reazioni.

Non sono un ipocrita, per cui inizio raccontandovi che tempo fa ho caricato una prostituta e l’ho portata a casa mia. Pagata subito, lei si spoglia, si lava e mi dice “ti faccio di bocca e poi mi scopi, ok?, mezzora, ok?”. E’ piuttosto bella, ma dico sul serio, decisamente superiore alla media italiana, e non è l’unica là fuori. Rimane sul letto ad aspettare la mia carica, ma io le chiedo a bruciapelo “Perché fai sto mestiere?”. La mia sintesi potrà apparire banale, eppure in un Paese come l’Italia dove la Cultura della Visibilità è tutto, una donna così bella deve proprio passare le notti a caricar gente (come me o peggio)? Mi dice: “Con 100 euro in Romania mangi un mese in quattro persone, ecco perché”. Lo immaginavo, ma insisto: “Certo, se però ti trovi un uomo benestante qui… e bella così te lo trovi subito… non è un po’ meglio?”. Lei: “Come faccio? Con chi esco? Da sola? Non conosco nessuno”. “Ok,” replico “iscriviti a un’agenzia di modelle per intimo, per le fiere o cose del genere”.La ragazza mi fissa come se stessi parlando di Marte e di volare lassù. Il messaggio di quello sguardo, credetemi, era di una disistima terribile; il marciapiede è il target che la sua storia le ha trasmesso in eredità, non le è concesso neppure contemplare un mezzo gradino più alto. La giovane mi sollecita a consumare l’incontro nei minuti restanti, ma io a quel punto ho altri pensieri e la mia serata di sesso rapido svanisce. Sulla via del ritorno apprendo che non ha uno sfruttatore, lo ha avuto ma, dice lei, “se una ha le palle alla fine può sbarazzarsene, garantito”. Le credo, o meglio, le crede il mio senso di colpa.

Il senso di colpa. Perché l’ho fatto? Mi voglio rispondere. L’ho fatto perché volevo avere fra le mani una giovane ragazza nuda senza impazzire per trovarne una, esercizio che per il maschio medio normalmente significa trenta serate nei locali, cento abbordi sempre difficili, e altre mille assurde peripezie che noi uomini dobbiamo inventarci per avere finalmente una o due magre occasioni di sesso. L’ho fatto perché l’alternativa praticamente non esiste, e l’alternativa si chiamerebbe Sesso Ludico. Ludico significa eros veloce, fuori dal sesso di casa (che ora non ho), senza allegati, laccioli, sgambetti, commediole da recitare eccetera. Insomma, un aperitivo, una partita a carte, solo che al posto del Campari o degli amici/amiche c’è il sesso, puro relax da scambiare con chi ne ha altrettanta voglia lì per lì. Nel mondo del sesso ludico la donna che desidera un’ora di svago si comporta come l’uomo, tale e quale. Invece della palestra o della cioccolata in tazza con l’amica, essa adocchia un bel tipo ovunque si trovi, lo squadra, decide ‘ok, quello mi attizza’ e gli si avvicina per chiedergli “Che fai stasera? Domani? Ti va un’uscita?”. Sì?, bene. No?, ok passo al prossimo. Una cosa pressoché inesistente qui, oggi, fra noi. Ne riparlo più sotto.

Il fatto è che noi uomini corriamo quasi ogni giorno della nostra vita adulta dietro al sesso ludico, lo necessitiamo come l’aria, perché il nostro DNA ci ha fatti così. Siamo degli ‘inseminatori’ che dai tempi in cui camminavamo a quattro zampe in qualche punto della Tanzania dobbiamo inseminare il più possibile. Lo fanno i leoni, i topi, i pipistrelli e praticamente ogni specie di sesso maschile sul Pianeta. Questo ci ha ‘regalato’ un desiderio sessuale molto, molto superiore a quello femminile (per le donne, stesso marchio da DNA in direzione opposta, visto che siete programmate per figliare e conservare la specie). Ecco perché vi sembra sempre che gli uomini ‘ce l’abbiano piantata nella testa’ (la gnocca); non è una mania, è genetica. Ma qui sorge il problema dei problemi. Al mondo ci sono solo maschi e femmine (salvo rare eccezioni), e se i primi necessitano di sesso dieci volte le seconde, che accade?

Accade un disastro, e cioè un giro di prostituzione e di pornografia per un valore cumulativo mondiale di 120 miliardi di dollari. Accade che la quasi totalità degli uomini che voi donne conoscete o che vi giacciono accanto fa uso di porno, ga-ran-ti-to, e che una percentuale spaventosa va a prostitute, o ci è andato, o ci andrà, o ci ritornerà. Accadono le vite veramente buttate delle ragazze come la mia rumena, e tutta la mafia e orrore correlati. Accade che vivete, voi donne, in un mondo dove la vostra immagine è artificiosamente ridotta a perenni orgasmi e voluttà mentre mangiate uno yogurt in tv, o toccate una lavastoviglie o una scatoletta di tonno. Vivete in un mondo dove dal giornalaio è meglio non guardare a sinistra/destra perché è zeppo di cosce spalancate e bocche deformate da arnesi immensi, tette culi capezzoli come coriandoli (immagino l’inverso, io che compro il giornale immerso fra cazzi, pettorali gonfi, testicoli plasticati, ecc.). Vivete in un mondo dove vostro figlio al 99% imparerà come si fa sesso dal dvd più porco del momento (e fosse solo uno). E in un mondo strano dove esiste l’espressione “gliela do o non gliela do”, ma non l’espressione “glielo do o non glielo do”, e un mondo così vi condanna a una vita grama, pensateci. Ve la spiego: c’è una legge di mercato, bieca come sempre è quella legge, dove la domanda (di gnocca) è cento volte l’offerta, e voi donne (detentrici della preziosa materia) avete così un potere immenso di frustrare noi uomini sempre tormentati da quel DNA maledetto. Salvo poi che dopo averci fatto spellare la testa e altro per finalmente ‘averla’, noi ve la facciamo pagare in mille modi da veri beceri quali sappiamo essere. Bello schifo. E poi ci sono le vili chat erotiche (faccia a faccia macché, dietro il pc di tutto), gli scambisti, i privé dei locali Lap Dance con ancora altre orde di rumene o nere e coi vostri mariti/fidanzati lì a plotoni. Ci sono le migliaia di anonime studentesse che si prostituiscono in ogni città con gli annunci sulle riviste di settore, le escort di lusso, e poi la miserabile piaga del porno turismo di Cuba, Tailandia ecc. Insomma, un quadro osceno. Una realtà colossale, ciclopica, oggi deviante oltre il limite dell’assurdo, che troneggia sulle nostre vite ma che riceve da voi donne quasi nessuna attenzione, né proposte di soluzioni. Vivete accanto a uomini ridotti, loro malgrado, così. La vostra vita è zuppa di questa malattia erotica da DNA sfasato rispetto all’evoluzione dei tempi, e cosa fate?

Prevengo qui alcune obiezioni udite non di rado da donne coinvolte in questi dibattiti. Reclamate per esempio che non siete voi a restringere l’offerta di sesso, anzi, che sono gli uomini oggi a esserne sovente disinteressati. Mi sono persino sentito dire “ma io la darei eccome, è che non si trovano poi tutti sti uomini”. Sono affermazioni fallate, dovute al fatto che la donna in queste cose tende a mentirsi, a operare una rimozione acrobatica della realtà, là dove essa non si accorge che alla sua eventuale disponibilità interiore corrisponde però un respingente istantaneo all’esterno, che scoraggia moltissimo il maschio nell’approccio. In parole povere, lei vorrebbe, ma poi ‘se la tira’ al momento del contatto con l’uomo, cioè si irrigidisce o pretende il solito preambolo per noi estenuante di un lungo rito corteggiatore anche per una semplice trombata, e noi spesso gliela diamo su. Altre donne sostengono che sono i pregiudizi maschili a bloccarle, cioè il timore di essere poi additate come quelle che ‘la danno a tutti’, le ‘pompinare’ ecc. In questo c’è un elemento di verità, ma si tratta oggi, nel mondo occidentale evoluto, di casi sporadici, e ciò non spiegherebbe in ogni caso l’imponente divario di domanda/offerta che domina il sesso fra i generi. Infine ci sentiamo dire da voi che l’uomo comunque non perderebbe il vizio del sesso commercial-mediatico anche se lo potesse ottenere tranquillamente dal mercato ‘sano’, poiché “in fondo voi maschi sognate sempre di possedere la donna, vi eccita comprarvela, la dovete immaginare serva e sporca”. Di nuovo vi gabbate. Le ultime ricerche di settore puntano in primo luogo al bisogno fisiologico insoddisfatto come motivazione del cliente, poi al bisogno di essere accolti, e solo in ultimo al maschilismo irriducibile. Possiamo sicuramente dire che per tantissimi maschi la natura squallida dell’alternativa a pagamento - che si tratti della milionesima sega davanti al pc o, peggio, della trombata con una che ti mette fretta, ti succhia con il preservativo, e alla quale non puoi leccare la passera per paura dell’Aids, che non ti bacia, e sta lì a prendersi il tuo corpo come fosse un comodino da spostare – è una parte assai spiacevole di queste vie di fuga che volentieri si risparmierebbero. Poi, certo che ci sarebbe sempre una minoranza fisiologica di uomini recidivi che punterà comunque al degrado, ma chissenefrega, non fanno testo.

Un breve stop sui dati, vale la pena conoscerli. In Italia ci sono circa 70 mila prostitute rappresentati oltre 35 Paesi. I casi di violenze su queste donne in questi ultimi anni sono stati circa 700.000. Sono 9 milioni i clienti italiani delle prostitute (1 uomo su 2) con un giro d'affari di 1 miliardo e 80 milioni di euro all’anno. Nel mondo, il business della prostituzione raggiunge i 60 miliardi di euro (battuto solo da quello delle droghe), con circa 40 milioni di donne coinvolte; il giro d’affari del porno passa i 57 miliardi di euro, senza contare l’immenso mercato nero. I clienti italiani delle prostitute rispondono al seguente identikit: in prevalenza uomini fra i 35 e i 40 anni, lavoratori, nella maggioranza dei casi single con un’istruzione medio-alta; cercano le ragazze direttamente in strada in media una volta ogni 15 giorni. Per un nutrito gruppo, le mogli/compagne sono viste così: “Ti costringono ad andare in cerca di sesso a pagamento perché quando ti sposano ti promettono che farai sesso tutte le volte che ne avrai voglia, poi usano il sesso come una risorsa, un'arma”. Il mercato globale del turismo sessuale incassa qualcosa come cinque miliardi di dollari all’anno, con Paesi come la Thailandia dove il turismo (a prevalenza sessuale) è stato la prima fonte di valuta estera e contribuiva per il 13 % al Pil. Cuba, che sotto il regime di Batista era soprannominata il bordello degli USA, è oggi nota come il bordello d’Europa, con gli italiani in prima fila.

(fonti: Gruppo Abele, Dipartimento Pari Opportunità, Ministero degli Interni, Fondazione Ismu, Transcrime, Università di Trento e Cattolica di Milano)

Spaventoso. Il problema della disparità di domanda e offerta di sesso fra uomini e donne è una catastrofe, e credo che queste righe lo abbiano dimostrato. Allora, donne, le vie per affrontare tutto ciò sono per me due, salvo poi scoprirne delle altre se avrete l’intelligenza di aprire un ampio dibattito su questo immenso problema. O mantenere lo status quo, con miglioramenti cosmetici, se decidete che per tanti motivi non potete/volete cambiare il vostro approccio al sesso. Oppure fare la terza rivoluzione dei generi nella Storia. Va fatta in partnership con noi uomini, ma non vi nascondo che qui la parte maggiore tocca a voi. Eccola: dovete abbracciare il Sesso Ludico, imparare a farlo e a chiederlo con naturalezza. Dovete imparare a smettere di avere paura di ‘far vedere’ che lo volete quando lo volete, dovete soprattutto semplificarci immensamente il percorso che dallo stimolo erotico porta alla soddisfazione di quello stimolo, semplificarlo imparando ad accogliere con più morbidezza le nostre avances (indipendentemente dal sì o no-grazie finali), oppure e soprattutto cominciando a FARLE quelle avances. Sesso gioco, sesso aperitivo, sesso jogging, sesso semplice. Donne, siamo esasperati dalla fatica orribile che dai 15 anni in poi ci tocca fare ogni volta, ogni maledetta volta che una ragazza ci colpisce, che vorremmo una ‘smanazzata’, un divertissment, o anche solo parlarlvi con una birra in mano. Voi non sapete cosa significhi esse ‘cacciatori’ in questo campo, può essere emozionante per un po’, poi ti distrugge, soprattutto quando nella normalità dei casi su cento tentativi al maschio tornano sbattuti in faccia come padellate 98 occhi scocciati, o girate di spalle, oppure i “non mi stressare”, i “non è il caso”, la rigidità, la freddezza o addirittura il disprezzo. Vi garantisco che sono tutte pugnalate alla nostra emotività, moltiplicatele per decenni, anche se noi poi fingiamo di sbattercene, ma non è vero. Una vita così ci indurisce, ci incattivisce dentro, e infatti, come scrivevo più sopra, poi le donne quel potere lo pagano carissimo, quando noi avvelenati ci vendichiamo da beceri chiamandovi troie o bocchinare con gli amici e nelle compagnie appena riusciamo finalmente ad averla. Qui entra in gioco la parte che tocca al maschio nella terza rivoluzione dei generi, cioè un impegno a dismettere per sempre, a seppellire negli inferi, lo stigma demenziale che appiccichiamo ancora oggi alle poche donne capaci di sesso ludico. Dobbiamo cancellare dal nostro cervello l’idea medievale che quelle che la danno sono una cosa, quella da sposare sono un’altra. Dobbiamo altresì piantarla con la pretesa idiota che tutte la diano con gioia ma non nostra moglie. Significa imparare in questo campo a non vedere, a non sentire, a non chiedere, ovvero il non detto anche se immaginiamo, e che valga per i giochi extra di lui come per quelli di lei. Questa rivoluzione va fatta in partnership, perché conviene a tutti.

Riequilibrare urgentemente lo squilibrio intollerabile fra domanda maschile e offerta femminile di sesso nel mondo moderno, conviene però soprattutto a voi donne. Come si diceva, il controllo dell’offerta (la do - non la do) vi dà un potere immenso, ma vi massacra pure. Oggi il corpo femminile è ipertroficamente valutato proprio a causa di quella sproporzione, e se non lo fosse più, se cioè a domanda 100 corrispondesse un’offerta adeguata, sparirebbe anche la commerciabilità oltraggiosa delle vostre parti corporee: mai più donne-pezzi di scottona nude e saltellanti che appaiono in tv ma non si odono; mai più deficienti televisive che ‘vengono’ mentre scartano il budino; mai più le ‘Albe Parietti’ invitate a parlare fra esimi intellettuali solo perché le telecamere possano offrirci due tette e una bocca da pompini fingendo però la parità intellettuale in televisione; fine del degrado grottesco della vostra immagine, in Italia in particolare. Dovete, in sintesi, svalutare la gnocca su questo mercato impazzito, rendendola molto molto più felicemente accessibile, e consegnare così al dimenticatoio della Storia le massime come 'tira più un pelo di figa che un carro di buoi', che infatti ispirano l’osceno concetto del gnocca-based marketing che vi insudicia la vita. E infine, pensateci, in un mondo di sesso ludico crollerebbe una fetta enorme del putrescente castello mondiale del commercio sessuale, portandosi al cimitero gli scempi planetari che causa.

Questa la mia sintesi di partenza. La penna a voi, datevi da fare, agite, proponete, fatevi sentire.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=129
20.08.2009

VEDI ANCHE:PAOLO B VA A PUTTANE, E IO SONO RIMASTA AL PALO

Commenti (235)

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    1. mikaela 22 agosto 2009

      Barnard da fastidio sia alle destre che alle sinistre qualsiasi cosa scriva.
      gli avete tolto tutto quello che potevate ma non la possibilita' di scriveree menomale che non siete ruisciti a mettere i vostri artigli su CDC
      Per capire chi sei basta leggere l'impegno che ci metti nel postare interi libri e manuali sotto altri articoli su CDC

    1. Malas 22 agosto 2009

      caa dici?

    1. adriano_53 22 agosto 2009

      da come ragiona, barnard a puttane, almeno con la testa, c'è andato tanto tempo fa, e non è più tornato: resta aperta la questione di quale testa dispone un simile farlocco.




      Comunque, a prescindere di quale testa si parli, la sua mente ( o la sua mentula?) lavora come una meretrice.




      Solo un idiota assoluto può pagare una donna, per il gusto perverso e imitativo di chiederle perché fa la puttana.



    1. sheridan 22 agosto 2009

      Non credo ci sia molto squilibrio tra domanda e offerto, credo che quello che risulta ancora difficoltoso e' l'incontro tra domanda e offerta.

      Insomma il mercato e' ancora poco liquido, come se tu volessi comprare le generali in borsa e non riesci a incrociare chi te le vende pur esistendo migliaia di soggetti disposti a vendere.

      Ma c'e' un altro aspetto ancora piu' problematico: il mercato oltre ad essere poco liquido e' anche poco efficiente, tutti gli operatori del mercato (sia donne che uomini) sono portati istintivamente a sopravvalutare la propria merce per cui risulta difficoltoso concludere affari. Se vai in borsa e vuoi vendere le fiat a 12 euro quando scambiano solo ad 8 mi sembra ovvio che non riesci a venderele.

    1. Franky_Ramone 22 agosto 2009

      e quando qualcuno è in difficoltà, eccoci tutti qua. Pronti a dare una mano... ROSAROSSA ...GODI FORTE !!!

    1. Franky_Ramone 22 agosto 2009

      e anche tu mat confermi quindi che un problema esiste

    1. Franky_Ramone 22 agosto 2009

      quello di cui parla xmas è un pò quello che stavo cercando di spiegare io in un mio post sopra. Non voglio aggiungere niente a quello detto da lui se non portare un caso personale: mia nonna. Mia nonna ha quasi novant'anni e appartiene alla generazione del dopoguerra veneto DC. Quindi il 68 non l'ha mai sentito e certe cose non le ha proprio come cultura. Ciononostante è una forza della natura, ha carattere, volontà ed è da 20 anni che sta senza mio nonno e tira avanti la baracca da sola. Ha fatto qualche lavoretto nei campi da giovane, poi per il resto è rimasta sempre in casa a tirar su figli e a far da mangiare. Non vedo alcuna debolezza in lei e penso che sia riuscita nella vita a cogliere più successi e a farsi rispettare rispetto a tante donne 'emancipate' di oggi che conosco. Insomma si può essere donne con i coglioni anche se si sta in casa 'sottomesse' e senza lavorare. Sò già che ora mi salterete addosso però vi posso dire che quella serenità nei vecchi di oggi che hanno creduto nella famiglia, anche con magari alcuni problemi nel passato, non penso che l'avranno tante persone di oggi con schiere di psicologi, avvocati e altre puttanate nel futuro. Il problema è se mai che la donna 'emancipata', la famiglia 'spaccata', i coniugi con problemi consumano di più. Sì affidano con maggiori probabilità a mutui, perdendo anche il senso del risparmio, e a persone esterne che risolvano i loro problemi, pagando naturalmente

    1. epifaniog 22 agosto 2009

      "Noi uomini abbiamo un desiderio sessuale molto superiore a quello delle donne"... già questa premessa mi sembra da anni '50.
      Esiste una molto minore propensione ai rapporti occasionali tra le donne (che non vuol dire che sia del tutto assente) e questo è vero, ma questo non vuol dire che le donne siano delle "bambole di pezza". A me (forse perché sono gay) sembra indice di più maturità: pensare la sessualità con una persona completamente scevra dal rapporto interpersonale riduce la sessualità a una masturbazione a due, nel migliore dei casi.
      E poi, parliamoci chiaro: esiste anche una cosa che si chiama "controllo dell'energia sessuale". Il desiderio sessuale non è come la fame, la sete o il bisogno di andare al gabinetto. E non è detto che ogni volta che tu hai voglia di scopare devi per forza soddisfare questa voglia.
      In quanto alla pornografia, ormai con la diffusione del cyberporno il gap tra maschi e femmine nella fruizione di pornografia è sempre meno ampio. Con tutti i rischi di dipendenza che questo comporta.

    1. franganghi 22 agosto 2009

      @GiuseppeManeggio

      Hai perfettamente ragione.

      @tutti
      BARNARD in questo articolo è riuscito non si sa come a non parlare dell'influenza del vaticano sulle questioni in oggetto. in effetti il nodo culturale sulla base del quale si sviluppa il traino di buoi a pelo è proprio questo, in italia.

      parlo esclusivamente della mia esperienza e penso che in pochi siano in grado di porre la questione in termini assoluti o comunque universalmente validi.

      siamo persone e non dati statistici. basterebbe eradicare i preconcetti sul sesso, sulla prostituzione, sulle donne facili e sul "sesso peccaminoso" in genere per dare modo al "problema" di risolversi da solo.

      in effetti il sesso viene vissuto senza timori solo in posti nei quali culturalmente non è stato associato al peccato. un ateo/a quale tipo di remora può avere nel decidere se passare o meno una notte a letto con uno sconosciuto?

      ;)

      Ciao a tutti.

      Franga

    1. holamotohd 22 agosto 2009

      Sei sicuro di ascoltare?

    1. holamotohd 22 agosto 2009

      Esatto. Mi rende triste, mi addolora. Sentimenti così forti sono rari e meritano rispetto.

    1. rosarossa 22 agosto 2009

      ..quando si respira questo grado di consapevolezza e quando ci si è costruiti insieme a lei... ci si osserva e ci si sente come un sacco vuoto.. lei è la mia "pillola rossa" e certo non credo conti farsene una ragione o costruirsi palliativi, anestetizzare non è nel mio spirito. Ma certo dal profondo del cuore, abbraccio le vostre parole che sono dolcissime ..siete persone speciali

      vi abbraccio tutti

    1. Eli 22 agosto 2009

      Rimani fiducioso ed aperto all'amore, e vedrai che quando meno te lo aspetti un altro amore arriverà. E proverai cose mai provate prima, ed amerai come non hai mai amato.

    1. Eli 22 agosto 2009

      Finalmente degli argomenti di buon senso su questa pagina. Se Barnard voleva scatenare una valanga di bieco vetero-maschilismo, del quale peraltro non si sentiva nessuna nostalgia, e del quale avremmo volentieri fatto a meno, per non intristirci, ci è riuscito in pieno. Le tue parole sono una boccata di aria fresca.

    1. mat612000 22 agosto 2009

      L'articolo è un manuale ad uso e consumo dei puttanieri che hanno accesso ai mezzi di comunicazione per cercare di fornire a se stessi una spiegazione accettabile alla loro realtà di grande sfiga.
      Quello che scrive Barnard è tutto vero ma perchè lo usa per giustificare il fatto che scopa poco (o male)?
      Così come fanno tutti i miei colleghi maschi che per un coito sono disposti a:
      1) pagare
      2) farsi pigliare per il culo e immaginarsi che la prostituta provi qualcosa di più che pena o schifo per lui;
      3) passare sopra al fatto che andando a puttane (come dice Barnard) si finanzia e incoraggia un mercato tra i più turpi e disumani anche per quanto rigurada le c.d. prostitute non costrette a prostituirsi;
      4) non porsi alcuna domanda sul loro modo di vivere il rapporto con una donna e il sesso in generale.
      Quanto al c.d. "sesso ludico" così come delineato nell'articolo, lo trovo un concetto basato molto più su delle attese e delle speranze che sulla realtà dei fatti.

    1. tersite 22 agosto 2009

      ..sono un puttaniere! e non capisco un cazzo di donne. Per questo tento di capire e penso , parlo, mi confronto, ascolto. Ma come sempre mi sembra di ..intuire(AHAHAHAHAHA!!!!!!!!!!) che tale interesse nn coinvolga le donne di questo finto paese di carta e silicone. Chissà perché??????????????????????????????????????????????? AAHHAAAAAAAHHHHHHAAAAAA

    1. tersite 22 agosto 2009

      dispiacedispiace?

    1. ottavino 22 agosto 2009

      Ottimo modo di inquadrare la questione. Potrei solo aggiungere che questa è l'ennesimo risultato ottenuto per aver sradicato gli umani dal legame che avevano con la terra. Però bisogna anche dire che quello che succede è necessario che succeda!! Forse proprio per permettere ad alcuni di noi di comprenderlo e di crescere ancora....paradossi della vita....

    1. tersite 22 agosto 2009

      'nn commettere atti in puri'- potrbbe essere riferito alla violenza sessuale, pedofilia..persino al sesso con gli animali, talora praticato anche dalle femminucce : tu sei la prova vivente che le donne interpretano in modo ipocrita e oppurtunista qualsiasi legge, regola o ...comandamento(!!!!!!!!?). Infatti, senza il prezioso, capillare e attivo contributo delle donne, la tirannìa sarebbe morta da un pezzo....

    1. mecha 22 agosto 2009

      Fatemi capire bene, magari sono io che non c'arrivo.

      L' "articolo" in questione e diversi commenti scritti qui, vorrebbero farmi credere che esistono le puttane perché tutte le altre donne, stupide e/o maligne, non scopano abbastanza e quindi gli uomini che vanno a puttane sarebbero delle povere vittime innocenti.
      Si potrebbe risolvere tutto se le femmine allargassero le gambe a comando anche se non ne hanno voglia o magari perché a loro fate semplicemente schifo.
      Giusto?

      A questo mondo c'è sempre gente che cerca disperatamente il marcio tutto intorno per capire da dove viene la puzza, ma se si guardassero allo specchio troverebbero immediatamente la risposta.

      Adesso se siete dei puttanieri non è colpa vostra, che non capite un cazzo di donne, che non avete un soldo in tasca per uscire a divertirvi, che non riuscite a trovare le persone adatta a voi, che l'unico modo che l'unica tattica che conoscete per portarvi a letto una femmina è pagarle una cena con vino rosso a fiumi, o che siete trasandati e poco attraenti o siete semplicemente dei cessi.
      Ma la colpa è delle donne, che non scopano a comando e del mondo, perché non gira intorno al vostro bisogno di svuotarvi le palle, quindi giù a colpevolizzare.

      Siete solo degli sfigati che ragionano come bambini capricciosi, sulla vita degli altri.

      Sfigati.

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