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Solo le banche centrali tengono a galla l’Italia

DI PAOLO BECCHI E GIOVANNI ZIBORDI

 MilanoFinanza

Nel 2019 che si è appena chiuso l’Italia come borsa è stata la migliore del mondo industriale avanzato (se si esclude la Russia) con un +32%, e come titoli di stato i BTP hanno fatto meglio di ogni altro titolo con un +17%. Questo risultato è arrivatoin presenza di un PIL nominale piatto cioè crescita reale di 0,1% e inflazione intorno allo 0%, degli zero che ci collocano in fondo a tutte le graduatorie internazionali. Può capitare che sia le borse che i bonds possano salire in presenza di economia con crescita modesta, ma una performance record di borse e titoli di stato assieme mentre il PIL e l’inflazione sono a incremento zero è da Guinness dei primati.

Può essere però che la borsa italiana “anticipi”, che come a volte succede sia un indicatore di qualcosa di buono per l’economia e così anche la bella performance dei BTP?

Cominciando da questi ultimi, il mercato calcola ora che nel 2020 ci sarà scarsità di titoli di stato nell’eurozona, perché il QE lanciato da Draghi prima di andarsene può arrivare a coprire quasi tutte le emissioni di debito pubblico, che in eurozona sono ai minimi storici grazie al pareggio di bilancio che ci impongono i paesi del Nord Europa. Come si vede in Giappone ed Eurozona la Banca Centrale spazzerà via quasi tutti i titoli che gli Stati emetteranno e nel mondo il totale “netto” delle emissioni si dimezzerà, da 1,251 mld nel 2019 a 700 miliardi nel 2020.

Mentre i politici continuano a preoccuparsi del debito pubblico, sul mercato si moltiplicano i commenti che guardano a questi numeri e lamentano scarsità di “safe assets” nel mondo, cioè di titoli di stato, visto che la FED ha ripreso a comprare treasury al ritmo di 60 mld al mese, la BCE da settembre ha pure ricominciato e il Giappone non vuole smettere.

Questa scarsità di debito pubblico “fresco”, fa sì che i titoli di paesi molto indebitati (dal 100%del PIL in su) come Portogallo, Spagna, Italia, Francia e anche la povera Grecia, siano sempre richiesti e quindi rendano da meno di zero all’1,4% massimo (BTP a dieci anni).

I nostri politici andrebbero quindi informati del fatto che sul mercato finanziario ci si preoccupa non del debito pubblico, ma del fatto che il debito sia troppo poco, perché si considerano le centinaia di miliardi che le Banche Centrali comprano con il QE come finanziamento indiretto dei deficit pubblici (anche se i prof di economia sono restii a riconoscerlo perché nei libri di testo il QE non era previsto). Per il resto è inutile che provino ad attribuirsi meriti perché qui si tratta della “stampa di moneta” della BCE e l’ostinazione dei nordici nel non voler emettere titoli.

L’unica cosa certa per l’Italia è un effetto ricchezza, concentrato sulle fasce alte di reddito, che hanno più investimenti finanziari e non tengono tutto in conti correnti e polizze.

Le quotazioni degli immobili però restano piatte in Italia (a differenza di Francia e Germania ad esempio dove aumentano, specie in Germania che ha un boom immobiliare, senza contare Parigi che sembra presa d’assalto ora dagli investitori internazionali). La produzione industriale è tornata a calare, anno su anno, e il credito alle imprese continua a contrarsi avendo ormai perso il 25% rispetto a dieci anni fa, mentre ad esempio in Francia e Spagna è aumentato e continua ad aumentare. Per quanto riguarda quindi il bel rimbalzo della borsa non ci sono elementi, a parte i tassi di interesse e il QE (e l’onda lunga del rialzo di tutti i mercati) per sperare che sia un buon segnale per l’economia reale.

Questo soprattutto perchè il credito alle famiglie e le imprese è la variabile che più ha sostenuto la crescita economica negli ultimi dieci anni o venti anni nel mondo, dalla Cina agli USA, al Canada, a Hong Kong, all’Australia e all’eurozona stessa.

Un confronto con la Francia illustra il vero problema dell’Italia. Da noi il credito a famiglie e imprese è stato tagliato e tuttora cala (per le imprese) ed è sceso al 110% del PIL. In Francia non ha mai smesso di crescere ed è arrivato al 210% del PIL.

Come mai i politici francesi e le banche francesi sono riusciti a gestire questa montagna crescente di credito e quindi di debito con successo? Nessuno ha notato che il PIL della Francia, da quando c’è l’euro, è salito un poco più di quello della Germania. Si parla sempre di imitare la Germania parsimoniosa, ma in realtà abbiamo di là delle Alpi una Francia che ha portato il debito pubblico dal 56 al 100% in dieci anni e il debito privato al 210% del PIL!

Non solo in Cina, Giappone e USA, ma anche in eurozona, si è spinta la crescita grazie al debito (pubblico e privato).

Solo l’Italia non lo ha fatto dal 2008 ad oggi, l’aumento del rapporto debito pubblico rispetto al PIL è dovuto solo al collasso del secondo. Come si è visto sopra da noi il debito privato, che era più basso che negli altri paesi, si è ancora ridotto e abbiamo crescita zero o negativa per PIL, inflazione, produzione e mercato immobiliare.

Solo la borsa e BTP si sono ripresi nel 2019 per cui siamo ora aggrappati alla ricchezza finanziaria, a 200 miliardi circa (forse) di capital gain distribuiti tra famiglie e istituzioni finanziarie che possono spingere un poco di consumo di fascia alta.

In sintesi, si dipende ora più che mai largamente dalle Banche Centrali, non solo la BCE, ma anche la FED e BoJ. L’impatto delle manovre dei governi come il nostro, fermi al 2% di deficit, è secondo quasi tutti gli esperti, più o meno nullo e le banche, a differenza che in Francia ad esempio, continuano a tagliare il credito alle imprese e limitarlo alle famiglie. La conclusione è che non avendo altro a cui appoggiarsi nel governo, nelle banche e nel paese, conviene per ora guardare l’andamento di listini e mercati e sperare che aiutino a tenerci a galla, continuando – chi li ha – a fare soldi con soldi.

 

Paolo Becchi e Giovanni Zibordi

Fonte: https://paolobecchi.wordpress.com

Link: https://paolobecchi.wordpress.com/2020/01/08/solo-le-banche-centrali-tengono-a-galla-litalia/

8.01.2019

 

Pubblicato su MilanoFinanza, 08/01/2020

Pubblicato da Davide

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16 Commenti

  1. I vichinghi limitavano l’accumulo di ricchezza sostituendo le monete, che erano d’oro, ogni tot anni.
    In pratica, le vecchie monete andavano restituite al re in una certa data per essere sostituite prima che andassero fuori corso.

    La cosa particolare è che ogni 4 monete versate ne venivano restituite solo 3. Questo era anche il loro modo di risquotere le tasse e di fare girare il contante.
    Ovviamente molti cercavano di spendere il più possibile prima della “scadenza” per evitare la svalutazione del patrimonio. Tenere i soldi sotto il materasso quindi era considerato un comportamento stupido.

    L’avversione verso il risparmio dei popoli nordici, quindi, ha una lunga storia…

  2. Infatti la finanza dei boom e dei bust nelle borse . Boom per i più ricchi e bust per i poveracci.che non ottengono le informazioni nei momenti buoni e si privano dei loro risparmi nei momenti meno propizi.E’ solo la truffa delle bande dei bankster mondiali.e ci riescono sempre,questo è la loro linfa vitale,l’ignoranza delle persone.

  3. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Gira e rigira questo significa che, e ancora una volta di più, bisogna trovare l’alternativa al sistema capitalista che è fatalmente insostenibile. Ma il problema, che riguarda tutti i paesi e non solo l’Italia, non è solo economico…

    • Condivido al 100×100 caro Vincenzo! Il capitalismo è come avere un tumore, un batterio, un virus letale e non fare niente, nulla al fine di estirparlo! Anzi lo si rispetta, venera, elogia, sostiene”!! La follia dilaga per ogni dove e la cosa risulta estremamente oscena e repellente!!!

    • Il capitalismo è insostenibile certo. Mentre il socialismo che promette benessere per tutti indistintamente, servizi “garantiti” e pasti gratis all’infinito è proprio l’esempio perfetto della sostenibilità.

      Ti informo nel caso non lo sapessi che la causa principale degli squilibri insostenibili risiede nel fatto che l’attuale sistema economico è basato su denaro monopolizzato e gestito unicamente da enti centrali che lo creano all’infinito, da lì l’insostenibilità in un mondo con risorse finite.
      E che questa centralizzazione del credito e la sua monopolizzazione la ritroviamo auspicata nel Manifesto Comunista, quello scritto da un certo Marx.
      Però per voi comunisti è colpa del capitalismo.

  4. Secondo me articolo che non vale una cippa.

  5. Qualcuno potrebbe chiedere agli autori di analizzare la performance francese al netto del Franco CFA?
    Se anche noi avessimo un terzo dell’economia africana a sostenere il nostro PIL, forse avremmo una performance da fare invidia?

    Ovviamente il furto di risorse finanziarie in questo articolo non viene considerato.

  6. Tralasciando l’orticaria che ho nel leggere Zibordi, leggendo il titolo dico solo che l’Italia come finzione giuridica, è ancora in piedi solo grazie alle persone reali a chi lavora e produce, crea investe e innova sul territorio, e che poi si trova il 70% del suo lavoro estorto da questo stato infame, e ovviamente grazie anche ai debiti fatti a nostro nome.
    Però per Zibordi fare debito e inflazionare (l’inflazione a 0 la vede solo lui dato che basta far la spesa per capire che le cose costano sempre di più) all’infinito va benissimo, almeno fino alla prossima guerra.

    Per l’Italia come territorio e persone invece, le cose andrebbero benissimo se non vi fosse il problemino di cui sopra, se la ricchezza prodotta venisse lasciata dove sta, se lo stato non depredasse i territori con motivazioni e risultati sempre più assurdi, se fossimo tutti liberi di commerciare tra di noi senza l’immotivata intromissione di un terzo come lo stato (o la mafia, non è che cambi molto).

  7. l’articolo ribadisce di come oggi la ricchezza venga generata “virtualmente”, e non realmente – produzione -.
    se poi andassimo a vedere chi genera il + 30% dei listini, ovvero società che “producono” solo servizi ed i più neppure dividendi…..

  8. Articolo fuorviante perchè prende in cosiderazione solo il nostro paese come se fossimo dei privilegiati . Sarebbe piu’ corretto dire : ” Solo le banche centrali tengono in piedi il sistema finanziario mondiale corrente ” .
    Non siamo solo noi che usufruiamo dell’azione delle BC che tentano di evitare un crash sistemico ( che comunque arriverà lo stesso ) . La FED sta stampando a tutta manetta per sorreggere i mercati finanziari ed evitare un crollo epocale che porterà al collasso ed alla fine il sistema monetario mondiale corrente .Le illogicità e le profonde distorsioni sistemiche sono troppo grosse per andare avanti a lungo ( Un piccolo esempio sul nasdaq 2 società , APPLE e MICROSOFT capitalizzano piu’ dell’ intero PIL della Germania , TESLA capitalizza 86 Miliardi di USD pur perdendo costantemente 1 Miliardo all’anno ) . Questa follia se qualcuno sopravviverà nel futuro verrà ricordata come uno dei periodi piu’ neri e bui e dell’umanità . L’unica cosa da fare è prepararsi al collasso e prendere delle contromisure preventive . Il Mondo sta per ritornare nel caos e nelle guerre .
    La Pax Armata dei cani Yankee è finita e con essa il vecchio equilibrio post bellico .

  9. Sono abbastanza perplesso.
    Diciamo che qualche anno fa, dei soci si sono seduti a un tavolo e hanno fissato le regole finanziarie (di spesa soprattutto) per stare insieme. Noi, siamo i soci che hanno speso di più e male, nel corso degli anni. Può anche essere che ci sia stato qualche socio che c’ha fregato: può essere. Diciamo anche che è provato che noi abbiamo a) fatto ampia cresta e b) fornito dati fasulli. Adesso, ci dicono di rientrare dei debiti. Questo lo fai se produci molto, e bene, e spendi poco, o il giusto, bene.
    Eh no. Noi diciamo agli altri soci che dovrebbero spendere di più loro, così da sembrare noi uguali, o simili, a noi.
    Forse sarebbe stato meglio uscire da questa società, se siamo stati fregati, e avviare un contenzioso. Oggi non abbiamo neanche lontanamente i soldi per uscire da questa società. Ne tanto meno la forza militare per farlo.
    Eppure c’è chi si ostina a raccontare che Gesù è morto di freddo. Invece è morto per i debiti che aveva.

  10. Ora, esistono alcune finestre politico, finanziarie, e forse militari, che si potrebbero aprire per noi, permettendoci di guadagnare tempo.
    La Libia: l’ENI è stranamente silente su questa faccenda. L’ENI è il vero ministero degli esteri italiano, da Mattei in poi. E può determinare azioni dirette e indirette militari italiane. E suggerisco di usare cautela nel giudicarle di scarso peso: non è affatto così.
    E se si fossero messi d’accordo? Con chi? Ma con tutti. As usual, In Egitto abbiamo tenuto, e ci siamo accordati con gli inglesi (Regeni? Pace all’anima sua), e ci spartiremo il più grande giacimento di gas del Mediterraneo. E gli inglesi non stanno più in Europa…
    Con gli iraniani siamo da sempre in pole position per estrarre. Con russi e turchi abbiamo il TAP in partenza… Insomma, abbiamo qualche possibilità.
    Intendiamoci: possibilità di lavorare per gli altri. Non siamo i francesi e ne vorremmo esserlo.
    Che infatti sono il nostro vero competitor.

    Ma tutto questo avrebbe senso se…

  11. Triste prospettiva per l’economia reale se ci si deve limitare, come conclude l’articolo, a sperare che siano i ricchi a far crescere il PIL e a “fare soldi con soldi”. Interessante l’accostamento fra l’aumento della borsa in Italia del 32% e la crescita del PIL pari a zero, fatto che sta a significare, se si esclude che le società siano state in precedenza sottovalutate, che l’inflazione esiste eccome, solo che è confinata nei valori delle azioni. Essa si propagherebbe ai prezzi al consumo solo se i lavoratori richiedessero aumenti salariali, cosa che al momento non è in vista, perché più preoccupati di mantenere il posto di lavoro.
    Nel complesso una situazione bloccata, ma qual è il fine ultimo della finanziarizzazione?

    • E’ un futuro distopico , masse di servi poveracci piu’ o meno consapevoli che serviranno poche centinaia di “Dei” chedettano legge .

      In realtà piu’ che futuro questo è pure il presente .
      Ormai il potere è in mano di pochissimi personaggi che decidono le sorti del pianeta.

  12. Riporto il punto di vista di un esperto di finanza, Enst Wolff, tratto da un suo articolo apparso oggi su un sito tedesco , che mi sembra integri bene quello di Becchi e Zibordi: “Dal 2008 viviamo in una situazione storica unica perché l’economia di mercato può essere mantenuta in vita solo con un’estrema manipolazione da parte delle banche centrali. Pompano sempre più denaro nel sistema, lo assegnano a tassi di interesse sempre più bassi, acquistano azioni e obbligazioni e tengono a galla società in difficoltà e Stati in bancarotta. Il problema è che queste misure minano e alla fine distruggono il sistema. Ciò significa: viviamo nella fase finale di un sistema che si basa su una crescita infinita ed è quindi in contraddizione insostenibile con la realtà, perché il mondo in cui viviamo è finito.” https://kenfm.de/the-wolff-of-wall-street-marktwirtschaft/ (l’articolo è in tedesco)

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