Da un po’ di tempo, circola la proposta di istituire un
“reddito di cittadinanza” o “universal basic income” (
UBI). esteso a tutti i cittadini senza distinzione.
O al massimo, esteso ai cittadini secondo criteri razziali, come lo statunitense
Movement for Black Lives che propone la necessità di un UBI, riservato però a chi abbia la pelle nera: poiché i trisnonni dei neri della Georgia erano tenuti in schiavitù da un pugno di proprietari terrieri di origine inglese, i discendenti americani dei braccianti lucani o polacchi hanno il dovere di mantenere a vita i nuovi immigrati dal Senegal.
Poi si scopre, come è ovvio, che in ciascuno dei tredici stati originali, c’erano anche
famiglie nere libere che possedevano schiavi, a volte
anche bianchi. Dimostrando così, meglio di tutti i
politicorretti, come i neri possano fare tutto ciò che possono fare i bianchi.
Wikipedia riassume così il concetto del Reddito di Cittadinanza:
“Il reddito di base o reddito di cittadinanza o reddito di sussistenza o reddito minimo universale è una erogazione monetaria, a intervallo di tempo regolare, distribuita a tutti coloro dotati di cittadinanza e di residenza in grado di consentire una vita minima dignitosa, cumulabile con altri redditi (da lavoro, da impresa, da rendita), indipendentemente dall’attività lavorativa effettuata, dalla nazionalità, dal sesso, dal credo religioso e dalla posizione sociale ed erogato durante tutta la vita del soggetto.”
Non sono servizi quindi, ma
soldi, che ognuno può spendere su qualunque cosa gli luccichi davanti agli occhi.
Piovono su tutti indistintamente, quindi è un concetto completamente diverso da quello dell'”assistenza ai poveri”, sotto qualunque forma.
Dove nasce questa idea?
Destra e Sinistra sono termini che significano mille cose contraddittorie, ma possiamo dire che la
Destra economica abbia le idee abbastanza chiare.
Intanto, c’è la premessa religiosa che tutti gli esseri umani utilizzino razionalmente i loro soldini, per cui qualunque cosa ne facciano ci porterà nel migliore dei mondi possibili.
Poi immaginatevi le opportunità di smercio che può offrire uno Stato che non fornisce più servizi sanitari o case popolari perché ognuno li potrà
comprare dai privati.
Infine, la cosa più importante: gli imprenditori potranno contare sulla
massima flessibilità nelle assunzioni e nei licenziamenti. E’ finita l’idea che gli imprenditori, che costruiscono il mondo, debbano pure avere qualche responsabilità per ciò che ne fanno.
Basta pensare al lavoro retribuito come
arrotondamento: i
richiedenti asilo, che hanno già tetto e cibo garantito, possono permettersi di lavorare in nero per cifre
al di sotto della sussistenza. Come succedeva agli esordi del capitalismo, quando i contadini potevano permettersi di mandare il terzogenito a lavorare in fabbrica, o alla vecchia zia di cucire vestiti in conto lavorazione, tanto per aggiungere qualche spicciolo in casa.
Dietro tutto questo, c’è una piccola domanda tecnica:
come si paga una simile pacchia?
Da incompente generico, mi sembra che il progetto – almeno da noi – sia di triplicare le tasse a tutti gli italiani che lavorano, per permettere a quelli che non lavorano di continuare a comprare roba fatta in Cina
.
Ma passo a cose che capisco meglio.
Dietro il Reddito di Cittadinanza, ci sono due affermazioni:
1) “La tecnologia sta rendendo obsoleta la maggior parte dei mestieri”.
2) “Quindi, se la gente non ha più un mestiere, come si fa a far Girare l’Economia?”
Partiamo dalla
seconda affermazione, chiedendoci esattamente perché bisogna far Girare l’Economia.
Come sapete, quando voglio capire il mondo, metto da parte i libri e mi guardo attorno, in un terreno molto preciso, delimitato dai fischi dei rondoni, tra dove i cormorani si asciugano le ali sulla Pescaia, fino alla fontana di Boboli, dove l’airone se ne sta in piedi tra le statue barocche.

Tempo fa, vi raccontai della mia conversione sulla via di Sant’Agostino. Quando abbiamo organizzato un “
mercatino del vestitino che non gli sta più e adesso a chi lo regalo“, e ci siamo trovati a portar via più roba di quanta ne avessimo portata, perché di Roba, al mondo, ce n’è ormai troppa:
“Immagina adesso di trovarti a spingere un carrello della spesa stracarico sui sassi sconnessi dell’Oltrarno, pieno di più vestiti di quelli con cui sei arrivato; e la ruota davanti finisce in una buca e non riesci a tirarla fuori e le macchine dietro si fermano con gli autisti che inveiscono e il fruttivendolo si mette pure a fare lo spiritoso e i bambini con gli altri carrelli si mettono a giocare e i turisti osservano tutta la scena.
Ecco, in quel preciso momento, capisci con il corpo, e non solo con le chiacchiere, che tutti quelli che parlano di crescita, di sviluppo, di potenziale, di spirito d’impresa, di espansione del mercato sono quelli che ti hanno messo la ruota nella buca.”
E adesso torniamo alla prima affermazione, “
la tecnologia sta rendendo obsoleta la maggior parte dei mestieri”.
Formulata così, non riesco a pensare a un’idiozia maggiore.
E’ vero, certamente, che a causa della tecnologia, tanta gente sta perdendo lo stipendio che riceveva a fine mese.
Ma c’è un altro aspetto.
Prendiamo il
solito giardino, dove attualmente
nessuno viene pagato per fare qualcosa.
Partiamo dal cancello d’ingresso, che fa davvero schifo. Andrebbe ridipinto tutto. Ci vorrebbero un fabbro, un pittore, un architetto con idee originali ma in armonia con la storia fiorentina.
Per tenere aperto il giardino, ci vorrebbero quattro persone al giorno, in due turni: una all’ingresso, a ricevere la gente e a spiegare le regole, e una a girare continuamente a vedere che vengano rispettate, unendo fermezza e diplomazia: due turni, sette giorni la settimana, diciamo
ventotto persone.
Poi ci vorrebbe qualcuno in grado di seguire i drammi familiari, tra divorzi e sfratti, diciamo tre o quattro psicologi, nonché un avvocato con tutto il suo studio. E poi ci vorrebbero cinque persone che dessero una mano a tutte le mamme che non ce la fanno a star dietro ai figlioli tutto il giorno, perché hanno da lavorare…
Falegnami, affrescatori, stuccatori…
Gente in grado di insegnare il calcio, il pallavolo, l’inglese, l’arabo, i giochi di prestigio…
Storici in grado di passare mesi agli archivi, ricostruendo le vicissitudini del luogo…
cantanti e musicisti, in grado di mettere tutto ciò in musica…
Da pulire il giardino tutti i giorni da un capo all’altro, da spiegare a ogni frequentatore come vanno differenziati i rifiuti, da vedere come coinvolgere ciascuno a fare qualcosa anche loro. E da fare un piano per ridurre davvero la produzione stessa dei rifiuti…
Esperti di cultura punjabi, in grado di comunicare con le mamme sikh e musulmane…
qualcuno in grado di spiegare a genitori e bambini il motivo per cui
è da fessi lavorare gratis per Zuckerberg, digitando ossessivamente sul telefonino; e quindi un misto di buon senso da quinta elementare e di informazioni tecniche da laurea in elettronica…
gente in grado di cogliere il nesso tra allattamento da un capo, e dall’altro, l’idea che il bambino deve sentirsi responsabile e non solo
beato utente senza freni che può spaccare tutto…
Cuochi e pasticcieri per le cene e le feste, con dietro dietisti ed esperti di alimentazione (e da riflettere sul rapporto tra cibo e rifiuti), qualcuno in grado di organizzare una campagna per farci regalare violini, muratori, esperti di alberi e di pianti…
un gruppo di psicologi e medici e diplomatici che ci aiuti a capire come frenare i babbi e le mamme che fumano davanti ai figlioli…
diciamo che
per un centinaio di persone, potremmo trovare lavoro al nostro piccolo giardino.
Qui smascheriamo la menzogna fondante:
di lavoro utile per tutti, fisicamente e mentalmente stancante ma profondamente soddisfacente, ce ne sarebbe un’infinità.
Pochissimo di questo lavoro potrebbe essere sostituito, anche dal più brillante dei robottini.
Il problema non è affatto che “manca il lavoro”, anzi
mancano i lavoratori.
Altro che mantenerli a sbafo.
A lavorare!
Miguel Martinez
Fonte: http://kelebeklerblog.com
Link: http://kelebeklerblog.com/2017/06/10/soldi-subito-per-tutti/
10.06.2017
Glock 14 giugno 2017
La questione del lavoro è centrale in questo passaggio storico. E' vero che il lavoro manca, ma è anche vero che il lavoro non manca. Com'è possibile che due affermazioni opposte siano entrambe vere? Nel sistema produttivo in cui viviamo, che si chiama Capitalismo, non è sufficiente che il lavoro generi profitto solo per quello che lo fa materialmente, esso deve compensare anche il capitalista, l'attore che da il via alla produzione e spende denaro per organizzarla. Questo compenso, chiamato profitto, va a ricomporre il capitale inizialmente speso e ad aumentarlo di un po'. Questo aumento si chiama valorizzazione del Capitale. Il fine del capitalista è, quindi la valorizzazione del Capitale. Il Capitalista, quindi, investirà solo nei lavori che permettono tale valorizzazione. Mai in altri. Il capitalista non investirà mai in una produzioni il cui profitto gli permetterà unicamente di ricostituire il capitale iniziale. E' il motivo per cui, in genere, gli investimenti in infrastrutture sono a carico dello Stato, unico ente, nel Capitalismo, che può investire senza profitti. Ecco, a causa anche dell'innovazione tecnologica, quei tipi di lavoro profittevole oggi stanno scarseggiando. Al contrario tutti quei lavori che non consento profitti del tipo che ho detto prima, oggi sarebbero abbondanti: cura e tutela del paesaggio, assistenza ai malati, agli anziani e ai bambini, salvaguardia del patrimonio artistico e ambientale, ricerca scientifica ecc. Il profitto ha la sua legge inesorabile. Nell'attuale fase il capitalismo, nella sua corsa al profitto, alla maggior produttività, sta cercando di appiattire verso il basso il costo della manodopera. Nel linguaggio capitalista, "pagare meno i lavoratori" si dice "aumentare la produttività". Quando vi dicono che bisogna "aumentare la produttività" in realtà intendono dire che hanno bisogno di abbassare i salari. Quando vi dicono che in Germania c'è "più produttività", significa che i lavoratori tedeschi sono più tartassati di quelli italiani, anche se, magari, guadagnano di più. L'aumento di produttività si ottiene in due modi: 1) facendo lavorare di più i lavoratori per gli stessi (o addirittura meno) soldi 2) impiegando macchine, che sostituendo il lavoro umano, consento di licenziare una quota dei lavoratori, riducendo quindi il costo del lavoro. In entrambi i casi, l'aumento di produttività non è mai una buona notizia, per il lavoratore! Sarà mai possibile che le macchine sostituiscano del tutto l'uomo nei lavori di primo tipo, quelli profittevoli? Assolutamente NO, non nel capitalismo, perchè nel capitalismo è sul lavoro UMANO che si realizza il profitto. Solo USCENDO dal capitalismo si potrebbe realizzare l'automazione totale. Eliminando i Capitalisti, non ci sarebbe bisogno di valorizzare il capitale. Una rivoluzione violenta e sanguinosa? Forse, ma perché? L'eliminazione fisica dei grandi capitalisti non sarebbe nemmeno necessaria, potrebbero continuare a vivere negli agi fino alla vecchiaia, come la Regina Elisabetta. Senza la compulsione a valorizzare il Capitale non farebbero male a nessuno, sono così pochi, in fondo. Nel mondo dell'automazione totale, però, rimarrebbero i lavori dell'altro tipo, quelli non profittevoli, che necessitano, guarda caso, di capacità prettamente umane quali empatia, sensibilità, creatività, collaborazione. Lavori per i quali il ricatto fondamentale "Chi non lavora non mangia" potrebbe non essere nemmeno più fondamentale. In tal caso sì, un Reddito di Cittadinanza uguale per tutti, dalla nascita alla tomba, incondizionato e slegato da ogni ricatto potrebbe essere una buona idea.
Ma torniamo un attimo indietro: come si fa a uscire dal capitalismo senza terribili bagni di sangue, dissennate rivoluzioni che molto probabilmente NON risolverebbero il problema e anzi lo peggiorerebbero (la storia insegna)? Quali proposte politiche ORA potrebbero andare nella direzione di creare le condizioni per un'uscita soft dal capitalismo? Sussidi per i disoccupati (cioè il RdC come lo intende il M5s?)? Io temo che tali provvedimenti diventerebbero soltanto un ennesimo regalo di soldi pubblici alla finanza e alla grande imprenditoria. Lo Stato elargisce sussidi e il privato è sollevato dall'onere di pagare il giusto le maestranze. Non credo che possa funzionare. Quello che invece bisogna assolutamente fare è difendere la capacità di spesa dello Stato. Chiamiamola sovranità monetaria o quel che volete, se le varie pressioni per limitare la capacità degli stati di spendere per i cittadini continueranno, presto avremo grandi multinazionali che avranno PIU' capacità di spesa degli stati. Questo non è solo male, è malissimo. In Europa i PIIGS rischiano esattamente questo. E' importantissimo rompere la manetta di quel 3% del PIL, prima che arrivino Intel, Google o Amazon e si comprino, che so, il Veneto. E uscire dall'Euro. Uscire dall'Euro. Uscire dall'Euro. Inoltre bisogna combattere il lavoro del primo tipo, quello in mano a loro e che sta finendo, e lottare per l'altro lavoro, quello abbondante e che non finirà mai. "Vogliamo più alberi, vogliamo la rinascita dei piccoli comuni, vogliamo più asili e più ospedali!" sono ottimi slogan.
E uscire dall'Euro. Uscire dall'Euro. Uscire dall'Euro.
Pfefferminz 14 giugno 2017
Lei e' riuscito a mettere a fuoco ed a inserire in un contesto di piu' ampio respiro molte delle problematiche apparse in modo sconnesso nei commenti. Il Suo intervento e' talmente interessante che dovrebbe apparire nella Home.
Pierrot Lenolese 14 giugno 2017
É vero in parte ma dissentirei sull'uscita dall'Euro, d'accordo che come é strutturata economicamente l'Europa ad oggi é un disastro, ma anche se ne uscissimo rimarrebbero relazioni sociali e accordi economici da rifondare. Pertanto usciamo pure dall'EU (non dovrebbe essere un TABÚ), ma non prima di valutare se esiste qualche possibilità di smetterla con l'organizzazione puramente monetaria e costruire l'EU che sogno, quella dei popoli. Perché ció avvenga chiedo ai politici Italiani (se ne esistono ancora) di presentare progetti in tal senso.
Pfefferminz 14 giugno 2017
Strano. A me l'accento messo sulla necessita' di uscire dall'Euro e' stato quello che mi e' piaciuto di piu'. La frase "uscire dall'euro" ripetuta tre volte alla fine dell'articolo e' il coronamento di un articolo perfetto, dallo stile chiaro, senza fronzoli, che va al dunque enunciando in poche righe cio' che e' veramente importante. Perche' e' importante fuoriuscire dall'euro? Perche' altrimenti non possiamo fare nulla di quello che sarebbe necessario fare per il benessere dei cittadini. Perche' se non possiamo svalutare la moneta, si deve svalutare il lavoro (salari piu' bassi e meno diritti). E' la conditio sine qua non. Considerando che molti italiani sono contrari all'uscita dall'euro, a volte penso se non valga la pena di "accontentarsi" di un'uscita temporanea dalla moneta unica. Questo e' quello che propaga l'economista indipendente Hans Werner Sinn, ex direttore dell'IFO -Insitut. Egli afferma che ogni Paese dell'Unione che si trova in difficolta' dovrebbe avere la possibilita' di uscire temporaneamente dall'Euro e di introdurre una propria moneta. Da subito, lui dice, per fare un esempio, i greci non acquisterebbero piu' i pomodori in Olanda perche' dovrebbero pagarli in Euro e ricomincerebbero a coltivare gli ortaggi nel proprio paese con conseguente risveglio dell'economia. Anch'io condivido l'idea di un'Europa ove ogni popolo mantiene la propria identita'.
Antonello S. 15 giugno 2017
Questo è un intervento da incorniciare (anche se non parlerei di uscita dal capitalismo, ma di regolamentazione dello stesso) e da commentare in maniera più articolata.
Chiedo anche io se fosse possibile postarlo direttamente nella home.
Glock 17 giugno 2017
Vi ringrazio, ma vorrei chiarire ancora due cose. La prima è la questione dell'uscita dal Capitalismo, che io ritengo necessaria. Io, però intendo uscita dal Capitalismo come sistema dominante, cioè come sistema in cui i Capitalisti comandano, hanno il potere politico. Il capitalismo non è nato d'incanto dopo la Rivoluzione Francese, c'era anche prima, c'era anche ai tempi dell'Impero Romano e prima ancora, solo che non era il sistema dominante. Il Capitalismo non sparirà d'incanto, ma quando ai capitalisti sarà tolto tutto quel potere in eccesso che hanno conquistato, potrà continuare ad esistere, a patto che non provochi troppi danni. La seconda è la questione dell'uscita dall'Euro. L'Euro non è un sistema-moneta che funziona MALE, è un sistema moneta che funziona BENE. Sta provocando gli effetti che doveva provocare, secondo le intenzioni di chi l'ha inventato. Non è mai servito a creare più concordia fra i popoli in Europa, ma meno. E ce lo hanno sempre detto in chiare lettere: "L'Euro servirà a creare più competizione" più chiaro di così. L'Euro serve soltanto alle aziende di dimensione sovranazionale, oltre che a quello strano conglomerato post-statale che è la Germania, un territorio in cui le leggi dello stato rispecchiano i regolamenti delle corporation. A noi, alla gente, l'Euro ci fa solo male. Ma dai scherziamo? Ci ha dimezzato gli stipendi e raddoppiato i prezzi!!! Bisogna dirlo ai giovani, che non c'erano quando ce l'hanno rifilato!
Gino2 17 giugno 2017
i tuoi interventi sono molto precisi e apprezzabili.
Purtuttavia ti faccio notare che in questo momento storico siamo al "punto di svolta" del capitalismo. Cioè stiamo vivendo in un periodo di passaggio e il capitalismo stà mutando in qualcos'altro.
Purtroppo però sta mutando in maniera controllata.
I "capitalisti" col potere in eccesso stanno mettendo fine al capitalismo nel senso che stanno accentrando i poteri molto rapidamente e in un vertice molto ristretto. Non c'è più spazio per l'imprenditore capitalista degli anni '80.
Viriamo verso un capitalismo "oligopolista"/oligarchico che è un mix di comunismo e capitalismo.
Nel capitalismo ognuno può diventare imprenditore di se stesso diventando capitalista, il modello del sogno americano, per così dire.
Poche regole in modo da permettere un continuo "ribollire" di aziende di ogni grandezza che nascono crescono si fanno concorrenza muoiono e vengono sostituite da altre.
La mancanza di regole ha sostanzialmente mano mano accentrato il potere in grossi "serbatoi", le lobby, che si stanno sostituendo allo stato comunista che invece controlla ogni cosa.
Se nel comunismo non esiste la proprietà privata perchè tutto è del popolo, in questa forma emergente di capitalismo oligarchico non esisterà la proprietà privata perchè tutto è gia privato, di proprietà di qualche lobby!
Al posto dello stato accentratore ci sono oligarchie accentratrici.
Questo è gia in atto, in stato avanzato e per la imponenza dei mezzi di queste oligarchie non credo esistano possibilità di fermare questo cambiamento.
Quindi il capitalismo stà finendo e con esso gli stati nazione democratici...ma non nel senso che sarà un bene per i popoli che potranno beneficiare del fatto che non si rincorrerà piu il profitto a scapito dei popoli stessi, nel senso che i popoli non avranno più alcun capitale da investire saranno in sostanza sudditi di una nuova forma di nobiltà/monarchia.
Profetizzo una europa in cui le differenze di classe sociale saranno sempre piu marcate fino ad arrivare a una ristretta minoranza "nobile" e in una gigantesca massa di "prolet" e che queste classi vivranno in ambienti diversi separati da muri e recinti. I prolet più "fortunati" saranno utilizzati come lavoratori nella società "nobile", gli altri vivranno alla giornata in un ambiente senza molte regole, in mano a"clan" criminali e nel contempo militarizzato.
Hito 17 giugno 2017
State raccontando la stessa storia, solo che la sua ha il finale ottimista, la tua pessimista, ma potresti aver ragione tu, anche sulla base dei recenti sviluppi in USA ed il resoconto distorto che ne fanno sistematicamente i media. :)
Gino2 17 giugno 2017
non perchè lo sostengo io...ma il "finale" pessimista è gia iniziato da tempo, il "finale ottimista" al momento è solo una utopia che non si capisce bene PERCHE e come si dovrebbe attuare alla luce dell'attualità "in progress"
Faccio altresì notare che questa idea della fine del capitalismo cattivo e di una "ripresa del potere da parte dei popoli" ce la propinano da un po' con le continue notizie della serie CI SIAMO LI STANNO ARRESTANDO TUTTI
e occhio che con queste cose ci fregheranno facendoci accettare cose che non accetteremmo in nome del NUOVO ORDINE migliore del primo! (m5s?)
ci andrei cauto!
Pfefferminz 17 giugno 2017
Ottimo intervento anche questo. L'ho letto con il fiato sospeso. Pregnante l'espressione "mix di comunismo e capitalismo" che spiega, a livello intuitivo, perche' ci siano nel mondo reale degli elementi dissonanti (cose che all'interno del capitalismo sembrano andare verso il comunismo, reddito di cittadinanza?). Purtroppo sono molti gli elementi che supportano la tua tesi (aumento dei lavori con bassa ed alta specializzazione, scomparsa graduale dei lavori con specializzazione media; abolizione del contante con conseguente possibilita' di espropriazione via interessi negativi; privatizzazioni di beni pubblici), ma sono solo le prime cose che mi vengono in mente.
Gino2 17 giugno 2017
Negli stati democratici i popoli sono "proprietari" dello stato, della nazione.
Stiamo assistendo a una gigantesca "espropriazione" (il vocabolo da te usato è perfetto) per travasare il potere dai popoli a gruppi privati.
Potere e proprietà fisica materiale!
Il cittadino senza "struttura", senza organizzazioni sindacali, senza politica rappresentativa è semplicemente qualcosa da sfruttare, nudo e solo.
Tutto il resto, dal mio punto di vista, sono solo sciocchezze
Pfefferminz 19 giugno 2017
Nel "migliore dei mondi possibili" dovrebbe esserci anche il potere dello Stato di emettere moneta debt free. Sono d'accordo che l' Euro non crea concordia fra i popoli, ma non solo per l'aumento della competizione. L'astio verra' fomentato quando, per forza di cose, si dovra' passare alla fase ove i Paesi piu' ricchi (la Germania in particolare) dovranno trasferire risorse ai Paesi piu' poveri. Questo processo secondo l'economista H.W.Sinn (inascoltato nel suo Paese) e' gia' in atto, poiche' vi sono banche centrali che pagano debiti verso creditori extra-europei con denaro della BCE e si indebitano nel sistema Euro, accreditando la Germania. Questo e', sempre secondo Sinn, un "transfer", quello che secondo gli accordi di Maastricht non dovrebbe avvenire. I tedeschi si litigano quando devono trasferire risorse dai Länder ricchi (Baviera, Baden-Württemberg, Assia) agli altri Länder. Cosa succedera' quando apprenderanno che dovranno fare transfer verso i Paesi mediterranei? (L'Euro puo' funzionare solo se vi sono transfer dai Paesi ricchi a quelli poveri) La Germania, dall'altra parte, non e' in una situazione rosea: essa ha dei crediti (e non in regime di Gold Standard), una massa di crediti nei confronti di Paesi in difficolta'. Quindi anche la Germania e' legata al sistema Euro perche' interessata a riscuotere i propri crediti.
Sulla "Germania come conglomerato post statale": che vi siano leggi scritte direttamente dalle lobby, l'ho gia' sentito dire, ma la media industria mi sembra ancora molto forte. Per ultimo vorrei dire che in Germania e' accaduta la stessa cosa che in Italia con l'introduzione dell'Euro: "dimezzato gli stipendi e raddoppiato i prezzi", tant'e' vero che l'Euro viene anche chiamato Teuro (assonanza con l'aggettivo teuer = costoso). Grazie dei tuoi interessanti interventi.