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Senza la scorta Saviano muore … come bestseller (le scorte fermano i killer?)

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

La vita di Roberto Saviano è sacra come ogni vita, ma è la saga della sua scorta che è profana.

Fate questi due esercizi:

1) Aprite su Google tutte le foto che trovate di Saviano e scorta. Guardatele bene e pensate in quante di esse vi era la piena possibilità che un killer della malavita, un professionista del tiro, lo potesse uccidere a 15-20 metri per poi saltare sul retro di una moto e scomparire. Oppure: che un cecchino potesse fare un lavoro alla JFK e avere tutto il tempo per dileguarsi (la malavita sa sempre dove sta la vittima, le soffiate sono la regola e i depistaggi anche più sofisticati, alla lunga, non hanno mai salvato nessuno, basta leggere la storia dei grandi attentati in Medioriente dove fior di servizi segreti, anche USA, hanno fallito).

2) Leggete l’Abc del lavoro delle scorte armate in ogni Paese, da quella della Regina d’Inghilterra a quella dei Capi di Stato, fino a gente come Saviano. E’ specificato con estrema chiarezza che la scorta non ha alcun mezzo diretto per evitare un assassinio quando il protetto si trovi nelle tante occasioni di esposizione alla strada pubblica. Il lavoro delle scorte in questi casi può essere solo preventivo, con una complessa serie di tecniche e misure che sono solo palliativi di efficacia molto limitata, proprio perché il cosiddetto fattore sniper (cecchino) non può essere direttamente contrastato in alcun modo, se non sigillando interi quartieri e sterilizzandoli con immense perquisizioni metro per metro, casa per casa. Questo non accade nel caso delle uscite di Saviano.

Pensateci bene un attimo, poi continuate: i due punti sopra ci dicono che se la malavita non ha ancora ucciso Roberto Saviano è perché non ha nessuna intenzione di farlo.

Non ci serve neppure ricordare le scorte di Falcone e Borsellino, serve invece ricordarsi che quando organizzazioni come le Mafie internazionali decidono di ucciderti, accade, punto. Purtroppo davvero non esiste nulla di fisico che le possa fermare, meno che meno due o tre agenti che fra l’altro, come si evince inequivocabilmente dalle foto di Saviano, sono costretti a esporsi col target in decine di situazioni pubbliche persino affollate.

Non è un qualche veleno che me lo fa dire, è l’evidenza sopra esposta che impone di affermare che la scorta per Saviano serve a fargli vendere libri, non a salvargli la vita. E non sto affatto ‘insultando’ la sua presunta perdita di libertà. Sciocchezze, Saviano non è Julian Assange che sta davvero morendo nelle ‘catene’ dell’eroe in condizioni agghiacciati; il nostro Roberto è un super privilegiato con una libertà di esprimersi, di muoversi, e di godere di gratificazioni un milione di volte superiore a quella di qualsiasi cittadino libero.

Le Mafie non l’hanno ancora colpito per due ragioni evidenti, sopra a probabilmente altre:

Prima, è fin ridicolo sostenere che le indagini dello scrittore – che per misteriosi motivi spiegabili solo dalla fisica quantistica senza quasi potersi muovere da casa otterrebbe esclusive mondiali sulle cosche per cui sarebbe più in pericolo di vita di molti inquirenti – siano più letali di quelle di decine di eroici giornalisti, magistrati minori e forze dell’ordine anonimi del sud Italia, o colombiani, venezuelani, pakistani, russi, ceceni, che nessuno conosce e che come scorta hanno solo il cane, se ne hanno uno. Questo è assurdo. Dunque perché ucciderlo e creare un putiferio? Falcone e Borsellino erano un’altra cosa, siamo tristemente seri.

Secondo: l’opera di Saviano ha manifestamente offerto una dignità finora sconosciuta alla malavita, quella della celebrità mediatica come mai prima in Italia (CamorraNetflix, è ben il caso di dire oggi). In questo modo la ‘Saviano Inc.’ ha fatto – e lo affermo senza prove documentali che sarebbero impossibili, ma con la prova dei flussi umani che sempre piovono ovunque vi sia celebrità, anche della peggior specie – ha fatto, dicevo, di certo fluire inaspettate adesioni di giovanissimi alle cosche. Esse sono oggi divenute, grazie proprio a Saviano e all’impressionante industria mediatica che lo circonda, parte crimine parte Vippismo hollywoodiano, molto, ma molto più attraenti di prima per giovanissimi senza arte né parte. Solo lo stolto uccide la gallina dalle uova d’oro. E vi è uno storico, quanto autorevole, antecedente di quanto affermo. Il colossale apparato mediatico del film Il Padrino di Francis Ford Coppola attizzò l’ego della Mafia di New York al punto che il super boss Joe Colombo volle una fetta della torta in notorietà, e senza motivi di lucro collaborò col produttore Al Ruddy. Ed infatti è noto che dopo l’eccezionale successo di pubblico del film, per la prima volta fra i mafiosi di Little Italy comparvero atteggiamenti letteralmente copiati dal set, come i baci guancia-guancia o i giuramenti di fedeltà in stile papale all’anello del Padrino. Effetto Vip appunto.

E per chi sostiene che l’epica ‘saviana’ ha contribuito a puntare i riflettori sulle mafie, ricordo che riflettori di Coppola, o di Scarface, o di Goodfellas, non hanno affatto contribuito a nulla, se non appunto il contrario. Ben altro funziona, come ho scritto in passato.

Queste sono alcune osservazioni ragionate per stare al di sopra della ‘caciara’ salviniana e piddina sulla questione, ma che hanno però un valore sostanziale in questa drammatica domanda:

Quante scorte sono elargite in Italia a insulsi personaggi benedetti dal Vippismo mentre altri eroi sconosciuti sono condannati a una vita di snervante paura? E tornando all’essenza di cosa davvero una scorta può prevenire, cioè un’infinita serie di angherie non letali contro la vittima ma di fatto distruttive, sono proprio questi abbandonati eroi che ne avrebbero più bisogno.

 

Paolo Barnard

Fonte: http://paolobarnard.info

Link: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=2083

25.06

Pubblicato da Davide

19 Commenti

  1. Nel sistema cattolico c’è la trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo.
    Anche nel sistema politico italiano c’è la Trinità: Cantone, Saviano e Travaglio con il relativo mistero: sono tre individui distinti e separati ma sono la stessa persona: il volto (umano?) del Sistema.

  2. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Condivido in tutto e per tutto……
    Vorrei tanto vivere in un paese dove non ci sia bisogno di santi, d’eroi (o palloni gonfiati dai mainstream dello spettacolo)………e di scorte! Il perché è ovvio.

  3. La scorta non ferma un attacco pianificato bensi evita l’esagitato o l’esaltato di turno (il modellino di duomo dato in testa al Berlusca per capirci).
    Fossi in Saviano eviterei di insultare l’intelligenza delle persone (inferendo che rischia la vita) e rinuncerei alla stessa. Se e’ uno che non ha paura ed e’ amato dalla gente come dice sempre, agisse di conseguenza. Altrimenti, sotto il vestito, niente…

  4. Storicamente le mafie furono impiantate con l’Unità d’Italia dagli inglesi, le similitudini rituali con la massoneria ne sono chiara dimostrazione, hanno servito come mercenari quando le esigenze politiche internazionali lo richiedevano, senza dimenticare il flusso di cassa in nero che ha alimentato la City da quando esiste, i padrini per cui oggi saviano lavora, come inquisitore, sono i medesimi poteri cosmopoliti, quelli che uccisero Aldo Moro, Falcone e Borsellino tra tanti altri per intenderci, quindi perchè mai dovrebbero volerlo uccidere?

  5. Saviano e le sue verità scopiazzate dal “Giornale di Napoli” e da “Cronache di Napoli”…

  6. allora, ricordiamo innanzitutto che Saviano è stato condannato in via definitiva per plagio. Ampi stralci di “Gomorra” non sono farina del suo sacco. Mi chiedo quindi a chi serve il “personaggio” Saviano e chi lo manovra.

  7. Marco Echoes Tramontana

    Un articolo moderato nei toni, mi ha stupito.
    Comunque condivido “dal sontuoso attico di nuova York” cit. D. Fusaro.

  8. Barnard lucido……gatta ci cova.

  9. Saviano sarebbe potuto anche rimanere un icona della lotta alle mafie, se poi non si fosse trasformato in un icona della sinistra italiana, un paraculo (considerati i talleri incassati dai suoi inutili libri).
    Un pagliaccio buonista e mondialista

  10. Saviano fa eventi in piazza che, se fosse vera la storia della sua condanna a morte sentenziata dai casalesi, mette a rischio centinaia di persone, dato che le mafie non hanno mai avuto problemi ad ammazzare i passanti pur di colpire il loro bersaglio.. quindi a Saviano deve essere negato il permesso di organizzare eventi di piazza se è vero che è un bersaglio delle mafie. Se invece gli viene permesso di farlo può voler dire 2 cose.. o che Saviano non è in pericolo di vita (e di conseguenza neanche chi va a vederlo).. o che le istituzioni preposte sono totalmente idiote e incompetenti. Resta il fatto che Saviano è un adepto menestrello del mondialismo apolide voluto dalle multinazionali, e le mafie sono appunto multinazionali.

    Maria de Filippi raccata bambocci malati di vippismo e li introduce nello star system facendone precipitare la qualità (tv spazzatura), allo stesso modo Saviano raccatta bambocci malati di vippismo e li introduce nel mafia system facendone precipitare la qualità (mafia spazzatura), mi spiego meglio.. di certo per i tutori della legalità (quelli veri) sarà più facile combattere contro una mafia composta da bambocci malati di vippismo che contro una mafia fatta da uomini con le palle. Ad un bamboccio malato di vippismo che diventa picciotto solo per imitare i suoi eroi della tv, quando lo arresti bastano due pizze in faccia fatte bene per fargli cercare mamma e farlo cantare come un usignolo (ti dirà pure quante volte il boss va al bagno, se lo sa), molto diverso è invece quando hai a che fare con picciotti che fanno i mafiosi perché sono mafiosi nell’animo (che non aprono bocca nemmeno sotto tortura). La manodopera scadente rende scadente ogni settore, e quello mafioso non fa eccezione, e da questi arruolamenti di scadenti bambocci malati di vippismo l’unica cosa che le mafie otterranno sarà un drastico aumento dei pentiti. Riina e Provenzano (2 che la mafia la sapevano fare bene e sapevano che la mafia non è per i bambocci malati di vippismo) si staranno rivoltando nella tomba.

  11. Un grande, bravissimo attore! Altro che giornalista minacciato dall’ndrangheta!
    Saviano distoglie lo sguardo dal vero, attuale profilo delle mafie, che è molto molto più altolocato, e ha superato ormai da due decadi il livello dei colletti bianchi. Stiamo parlando di Stato, ragazzi. Quello vero, il deep state. Quello che commercia pesante con armi, droghe, corpi vivi e finanza.
    Una volta si sarebbe chiamato Gladio, oggi si chiamerà in altro modo. Seguendo questa fantasiosa e bizzarra teoria (non provabile e quindi non falsificabile), Saviano sarebbe dunque una creazione dei… Servizi! Yes, Saviano è un fake creato dai servizi, e serve a molte cose insieme, a seconda delle necessità, tra cui quella di farci credere (come fecero fare magistralmente negli Usa a Francis Ford Coppola) che la mafia e la camorra siano “picciole cose” da delinquentelli di strada, sfigati e poco evoluti. Tutt’altro!
    La sfida lanciata a Salvini, praticamente in mondovisione, è un braccio di ferro tra funzioni dello stato. Da una parte il nuovo dictator del Viminale (leghista, prima di lui, Maroni), che evidentemente vuole vederci chiaro in alcune vecchie e strane faccende, come ad esempio il commercio di esseri umani nel Mediterraneo. E dall’altra le vecchie compagini al servizio di molti Paesi che (esattamente come accadde con Gladio) non vogliono mollare le loro vecchie e mercenarie abitudini.
    Insomma, quel “buffone” lanciato da Saviano a Salvini (che non mi sembra sia stato seguito da una querela) sta a significare il lancio di un guanto di sfida.

  12. Caro barnard per la parte squisitamente di security ci capisci poco, le scorte servono per proteggere da un certo tipo di minaccia, certo che se ti vogliono uccidere lo fanno ma la cosa è più difficile, la scorta ti salva da un certo livello di minaccia che nel caso specifico non mi pare troppo attrezzata. Visto che hai fatto riferimento ai film ricordo l’attentato di pizza connection dove usano due bazooka e li è lo scortato che si fa uccidere…. per le considerazioni politiche dico che il ragazzo al massimo deve parlare di camorra e basta invece sembra un tuttologo….

  13. Saviano è un “ologramma mediatico” confezionato nei laboratori di Soros come le Pussy Riot, la Bonino, Renzie e Macron. E’ evidente che per trasformare un mediocre plagiatore di manoscritti in una “icona” della lotta alla camorra, la presenza di una “scorta” diventa un elemento scenografico essenziale, anche in vista del passaggio successivo che è quello di spendere il personaggio sul piano politico in favore delle sinistre mondialiste e del loro “guru” indiscusso, il pluri-pregiudicato internazionale George Soros, massimo sponsor di Saviano, del gender, della droga libera e del traffico di clandestini, supportato in questa “rispettabile attività” proprio da quella stessa camorra che Saviano è così impegnato a combattere “a rischio della propria incolumità” !!! (sic…).

  14. Se si limitasse a parlare di mafia, o meglio a romanzare e scopiazzare dato che Saviano è noto per copiaincollare senza citare ( condannato per plagio ) sarebbe anche digeribile se somministrato a piccole dosi, ciò che lo rende un personaggio discutibile è il suo ergersi a giusto tra i giusti, sarà la sua ascendenza ?

  15. Un articolo del 2010 di Uriel Fanelli (alias Wolfstep) che mi fece capire chi è Saviano, ne consiglio la lettura e la condivisione.

    Come diffondere l’infezione mafiosa “denunciandola”, ovvero Saviano l’untore.

    Vorrei spiegare in che modo la mafia si sta diffondendo grazie , anche e specialmente, al cosiddetto antimafia mediatico. E specialmente, in che modo gente come Saviano, apparentemente impegnata a combatterla, in realta’ non stia facendo altro che diffonderla.
    La mafia vive , sul piano sociale , di due caratteristiche tipiche della societa’ ove la mafia e’ nata. Esse sono la codardia placcata onore e la sfiducia negli altri.
    Sulla sfiducia negli altri, il principio e’ molto semplice: se pensi che tutti intorno a te, o almeno la gran parte, siano persone oneste, ti farai meno problemi nel metterti contro il delinquente. La societa’ civile, e la relativa fiducia che ha chi ne chiede la mobilitazione, dipendono proprio dalla fiducia che la gente ha… nella societa’ civile stessa.
    Se qualcuno , per dire, getta la carta al suolo (per fare un esempio banale), io posso anche rimproverarlo. Posso rimproverarlo se penso che eventuali passanti saranno dalla mia parte, e che mi difenderanno (o almeno interverranno) nel caso di reazioni. Se invece credo che tutti, attorno a me, se ne fregheranno, cioe’ che non esista nessun “noi”, rinuncero’ in partenza a combattere quel malcostume. Perche’ se quando rimprovero quella persona , quella mi risponde “mavaffanculo” e la gente attorno a me mi risponde “fatti i cazzi tuoi” anziche’ unirsi a me, evidentemente verro’ sconfitto.
    La prima necessita’ dell’infezione mafiosa, quindi, e’ di togliere ai cittadini la fiducia che hanno nel corpo sociale chiamato “noi”. Ove la mafia e’ nata, per dire, questa idea di “noi” non esiste affatto, in nessun modo, mai e per nessun motivo, ne’ e’ mai esistito. (1) Al massimo esiste un amorfo “tutti”.
    Qualsiasi enunciazione del tipo “noi siamo onesti”, cioe’, e’ nemica della mafia. E’ nemica della mafia perche’ se il cittadino ha fiducia negli altri, se pensa che gli altri siano onesti quanto lui, probabilmente o piu’ facilmente tenderanno a combattere la disonesta’. Qualsiasi fiducia nella societa’ civile ha, essenzialmente, il tono di un pericolo mortale per la mafia di qualsiasi tipo: la mafia desidera una societa’ nella quale il cittadino onesto si sente isolato perche’ onesto, dove non esiste alcun “noi”(2) , dove il solo gruppo coeso sia la mafia stessa, dove il solo legame sia quello mafioso.
    Questo cancro si propaga anche e specialmente anche attraverso il cosiddetto “antimafia culturale”: per quanto chauvinista, la Lega ha avuto il merito di ricostruire un “noi”, cioe’ un concetto di gruppo, e di legarlo ad un territorio, che in quanto “nostro” diventa degno di cura e di rispetto.
    Ovviamente, in questo l’operazione culturale della Lega va in contrasto con la mafia, dal momento che crea proprio quel “noi” che da’ forza e coraggio a chi gli si oppone. Se il cittadino, basandosi sul vero o meno , pensa che questo “noi” sia dalla sua parte, che sia onesto e sano, piu’ facilmente si opporra’ al crimine. Non perche’ la lega sia la Lega: qualsiasi gruppo riconoscibile faccia la stessa affermazione e’ ugualmente nemico della mafia, e quindi degli untori.
    Cosi’, poco importa se si dice che il settentrionale, il leghista , il netturbino , che parliamo di un gruppo di lesbiche o di allevatori di totani, dicendo che siano onesti : qualsiasi gruppo riconoscibile, diverso dalla mafia, che dica di essere un eventuale punto di forza dell’individuo e’ un pericolo per le mafie.
    Le mafie riconoscono se’ stesse SOLO in una societa’ come quelle ove la mafia e’ nata ove la mafia e’ l’unico gruppo coeso con un forte vincolo di lealta’ e solidarieta’ tra i membri, mentre il resto della societa’ e’ un “tutti” amorfo , destrutturato, composto da individui che diffidano gli uni degli altri, e che non hanno vincoli di lealta’ o solidarieta’ altrettanto forti.
    Nel qualificarsi come gruppo riconoscibile, coeso e dichiaramente dotato di lealta’ interna, e nel dichiarare tale anche una parte del paese, la Lega si e’ qualificata immediatamente come avversaria culturale della mafia. Alla quale offensiva la mafia stessa ha reagito creando una controcultura devastante, quella dell’antimafia che diffonde la mafia.
    Che cosa fa l’antimafia culturale? Insegna che non ci sono gruppi coesi e onesti , perche’ tutti i gruppi sono (in questa visione) ugualmente colonizzati dalla mafia. Di conseguenza, tu cittadino nel combattere la mafia sei solo, e quindi o sei un raro “eroe”(3), COMUNQUE SOLITARIO, (come un guidice o uno scrittore) oppure non hai speranze. In questa visione ovviamente la mafia ha agio, perche’ nessun eroe solitario la puo’ sconfiggere.
    Storicamente, la mafia teme molto il militare. In nessuno dei posti ove l’operazione Vespri ha agito, per dire, ci sono stati assalti armati ai militari. La ragione per questa codardia, oltre alla codardia stessa, e’ che l’esercito e’ un gruppo riconoscibile caratterizzato da un concetto di onore in combattimento, da una lealta’ reciproca e da una solidarieta’ reciproca, e quindi e’ esattamente cio’ che la mafia teme.
    L’untore di mafia, quindi, come la mafia non puo’ tollerare alcuna affermazione del tipo “il mio gruppo sociale e’ fatto di persone che mi appoggerebbero in massa contro la mafia perche’ noi siamo onesti”. Non importa che l’affermazione sia vera o meno, e non importa a quale grupposi riferisca: si tratta esattamente del contrario di tutto quello che la mafia vuole imporre come cultura, allo scopo di infettare una societa’ e diffondersi.
    L’untore di mafia si riconosce immediatamente dalla sua ostinata, orgogliosa e vigorosa opposizione nei confronti di qualsiasi gruppo sociale esteso dichiari di essere coeso, solidale e dalla parte degli onesti.
    Potete fare un test rapido coi vostri amici: provate a dire “nel mio paese la mafia non c’e’ perche’ se un negoziante denuncia la maggior parte si schiera con lui”. Otterrete una reazione RABBIOSA, ostinata, ostile, maligna, da tutti quelli che sono, nei fatti, veicoli di infezione della mafia e della sua cultura. Avrete immediatamente una mappa degli untori, dei veicoli di infezione.
    Non importa che ne siano consapevoli o meno: non sempre il portatore di un’infezione sa di esserlo.
    Ma il fatto e’ che il principale meccanismo virale della mafia e’ quello di seminare una cultura per la quale NESSUN GRUPPO ha la coesione e la lealta’ tra membri che serve a combattere la mafia.
    Capite chiaramente perche’ Saviano si sia concentrato principalmente sul Nord Italia nella sua trasmissione: la Lega aveva dichiarato di essere un gruppo coeso e solidale di onesti e per questo meno attaccabile dalle mafie. E’ ovvio che ci saranno criminali mafiosi anche al nord, del resto ci sono state numerose ondate migratorie cui la Lega avra’ agio di scaricare eventuali colpe. Ma la tesi di Saviano e’ esattamente quella che e’ funzionale alla diffusione della mafia: nessun gruppo e’ abbastanza coeso e solidale da resistere, quindi se il cittadino del nord si illude di avere qualche forza di gruppo contro la mafia, si sbaglia. L’unico gruppo e’ la mafia, e gli unici che la combattono sono gli eroi solitari come Saviano, questo e’ il messaggio dell’untore.
    Saviano, che sparge l’infezione mafiosa, non poteva fare altro che attaccare chi sta dimostrando nei fatti (e’ di stamane l’arresto di Iovine(4) ) che esistano gruppi sociali coesi e solidali i cui membri sono capaci di opporsi alla mafia o di guidare una guerra contro di essi.
    Non importa che sia vero o meno quel che pretende la Lega; il concetto e’ che Saviano ha mostrato l’istinto, l’istinto dell’untore di mafia, che mira immediatamente a distruggere la fiducia in qualsiasi gruppo si dichiari coeso e solidale al punto da resistere meglio alla mafia.
    Saviano, cioe’, sta contribuendo a diffondere la mafia al nord, seminando nei cittadini sfiducia nel corpo sociale e nei gruppi locali piu’ riconoscibili, ovvero sforzandosi di creare una cultura sociale come quella ove la mafia e’ nata, dove non esiste una cazzo di societa’ civile, ma solo un “tutti” indistinto e amorfo, fatto di singoli che diffidano gli uni degli altri e che spargono veleni gli uni contro gli altri alla prima occasione, spesso sfruttando semplici ambiguita’ del linguaggio.
    Il secondo punto della infezione di cultura mafiosa che Saviano sta portando per il paese e’ la cultura della presunta strapotenza della mafia.
    Ponetevi una domanda: se io vi dico che il nemico e’ invincibile, superiore, che dispone di mezzi imbattibili, che dispone di una incrollabile lealta’ interna, che e’ gia’ infiltrato ovunque, che puo’ eliminarvi sempre e comunque, a voi viene piu’ o meno voglia di combatterlo?
    Questo e’ esattamente il problema: a leggere l’ammasso di leggende metropolitane campane che Saviano ha riversato nel suo libro, si direbbe che la mafia sia l’organizzazione perfetta. Infallibile, inarrestabile, pervasiva, intelligente, piu’ di qualsiasi cosa si usi per fermarla.(5)
    Questa non e’ una cosa nuova per chi studia storia militare: demoralizzare il nemico perche’ perda la battaglia ancora prima di iniziare e’ un concetto che si trova persino nei testi di strategia cinesi di secoli fa.
    La mafia e’ davvero invincibile? Sinora, non ha mostrato di esserlo. Anzi, potrete fare una prova tra i vostri amici: affermate che sconfiggere la mafia non sia cosi’ difficile perche’ in fondo si tratta di stupidi cafoncelli tamarri, e che quando lo si vuole fare, si infliggono colpi durissimi senza troppi sforzi (6) . Otterrete , e vi lascio il compito di verificare chi siano a farlo, una vera e propria sollevazione popolare.
    Alcuni, e spetta a voi fare l’esperimento, vi diranno che no, la mafia e’ invincibile, superiore, inarrestabile, che e’ sempre esistita e sempre esistera’, che e’ diffusa ad ogni livello, che non c’e’ speranza per nessuno.
    Queste persone sono veicoli di contagio dell’infezione, perche’ portano la paura che sottende l’omerta’, il mutismo e la rassegnazione.
    Saviano, con la sua propaganda filomafiosa che tende ad ingigantirne la potenza, che tende a trasformarla in una potenza superiore, strapotente, inarrestabile, intelligentissima, non fa altro che portare la sfiducia nelle truppe avversarie alla mafia. Se voi foste un poliziotto, vi sentireste incoraggiati dal sentirvi dire che tanto i vostri superiori sono mafiosi, che il ministro e’ mafioso, che tutti sono mafiosi, e quindi non potete aspettarvi neanche lealta’ dalla vostra stessa gerarchia?
    La risposta e’ no. La risposta e’ che nel propagandare e rafforzare l’idea che la mafia sia invincibile e che sia ovunque ed a qualsiasi livello, non si fa altro che portare disfattismo, scoramento, depressione tra chi la deve convincere. Che e’ esattamente lo scopo di certo “antimafia”.
    Saviano non ha scritto nulla di nuovo: quello che ha raccontato lo sentirete, uguale, in qualsiasi bar campano. Il container pieno di cadaveri surgelati. yawn. Davvero? Wow. Era un container Zoppas? Yawn.
    Ma nel fare questo sta propagandando l’idea di mafia onnipotente, imbattibile, superiore, che porta paura, omerta’ e rassegnazione. Esattamente quella paura, quella rassegnazione che (a parole) attaccano i cavalieri dell’antimafia, per poi esserne causa cosciente.
    Ho scritto male di Saviano quando usci’ il suo primo libro, sfidandolo a scrivere il secondo. Ovviamente non lo ha fatto: evidentemente, non riesce piu’ a raccogliere abbastanza leggende metropolitane sulla camorra da poter riempire un altro libro.
    Continua, tuttavia, ad infettare il paese con la propaganda , questa parabola continua al potere mafioso, che a suo dire sarebbe ovunque, senza speranza di resistenza di gruppo, se non affidandosi ai pochi eroi (come lui), che per meriti ignoti e comunque individuali (mai di gruppo, la mafia e’ l’unico vero gruppo, ricordate?) che ancora hanno il coraggio (e il rientro economico) di combatterla.
    Rimango quindi della mia opinione, ma vi aggiungo qualcosa: Saviano e’ un pessimo scrittore, e adesso e’ diventato un pericoloso veicolo di infezione culturale.
    Si dira’ “ma cosi’ lo isoli, cosi’ poi lo fanno fuori”. A parte il fatto che li mafiosi o faranno fuori quando non gli servira’ piu’, e adesso gli serve ancora quindi non lo faranno, la verita’ e’ che onestamente preferisco credere in una societa’ piu’ sana che in un eroe solitario.
    Gli eroi solitari vanno bene per i fumetti della Marvel.
    Nel mondo reale servono organizzazioni, gruppi, eserciti, non cavalieri solitari. Ci servono soldati, non eroi.
    E affermare che nessun gruppo puo’ essere davvero coeso e immune alla mafia, come fa Saviano e come fanno tutti gli untori come lui, e’ esattamente cio’ che serve: alla mafia.

    Uriel

    • Come diceva qualcuno, sono d’accordo a metà. Ossia, è vero che Saviano manda un messaggio pericoloso, però è altrettanto vero che la mafia al Nord esiste da un pezzo (da ben prima di Gomorra), almeno da quando hanno inventato il soggiorno obbligato. Negli ultimi anni il fenomeno è solo peggiorato, e le infiltrazioni nelle istituzioni (locali e no), come stabilito da numerosi indagini, devono solo fare stare tutti molto vigili e attenti. La ricetta giusta è : Meno Saviano e più Davigo.

  16. Standing ovation per questo articolo: curiosamente pensavo anch’io alle similitudini col Padrino di Coppola (coincidenza: nei giorni scorsi ridato per l’ennesima volta in tv). E il paragone con Assange è impressionante. Non è che per caso c’entra il fatto che mentre uno appoggia apertamente USA e Israele, l’altro li combatte?

  17. per una volta daccordo in toto con barnard..

    cosa dicono i francesi di saviano
    consigliato leggere:
    http://www.parismatch.com/Actu/International/Le-mythe-ecorne-de-Roberto-Saviano-804838

    un giornalista abusivo..secondo la cassazione..
    e piu che la sua scorta fisica, saviano dispone di una scorta mediatica che guai a chi ne parla…

  18. La scorta a Saviano serve a far venire i lucciconi alle signore di sinistra con quattro appartamenti ereditati quando leggono Repubblica o guardano Fazio. Senza scorta poverino non troverebbe più lavoro.