Se l’America si dissolve

Larry Romanoff
thesaker.is

Questo articolo è un’introduzione al tema della propaganda di massa e, forse cosa più importante, ad una breve serie di articoli che descrivono in dettaglio come gli Stati Uniti siano stati per più di 100 anni la nazione più sottoposta alla propaganda e al lavaggio del cervello di tutto il mondo. Questo fatto è rimasto sepolto per generazioni, ma le prove sono indiscutibili. Uno degli elementi più importanti in questa storia, come vedremo, è l’impiego della propaganda nel marketing bellico americano.

Parafrasando Michael Lewis, “Una delle qualità che distingue gli Americani dagli altri popoli è la loro ingenua convinzione che ogni straniero desideri essere uno di loro, ma anche il più zelante patriota giapponese non si illude che gli altri popoli vogliano essere giapponesi.” Gli Americani non solo credono che tutti, segretamente, vogliano essere come loro, ma credono che nessuna nazione possa avere successo o persino progredire senza essere come loro e adottare l’intero sistema di valori americano. Non è possibile. Non ci sono alternative al modello americano e, se ce ne fossero, Dio non sarebbe contento.

Le élite del governo e della corporatocrazia statunitense hanno inventato e imposto per 200 anni il concetto di “destino manifesto,” una proposta teologica che “trasformava l’illusione religiosa di un’ipocrisia e un razzismo senza limiti” in una teoria popolare, secondo cui Dio avrebbe affidato agli Americani il compito di governare il mondo. Reinhold Niebuhr aveva scritto che ciò che non prometteva di por fine al dolore era l’arrogante convinzione degli Americani che “la Provvidenza avesse chiamato l’America a guidare l’umanità nel suo pellegrinaggio verso la perfezione.” (1) Questi concetti di eccezionalismo e di destino manifesto hanno come fondamento una cultura politica pervasiva, infusa del concetto religioso di una sorta di alleanza con Dio. “Le guerre di aggressione, i genocidi e l’imperialismo sotto il logoro camuffamento della libertà a diretto contatto con Dio sono vecchi trucchi propagandistici che, in tutta la storia del Paese, sono stati usati per illudere le masse statunitensi fino al presente. A tutt’oggi, la maggior parte degli Americani crede ardentemente che tutte le guerre ingiustificate e criminali della loro nazione siano state combattute per rendere il mondo un posto sicuro per la democrazia.

I politici americani e i loro alleati nell’esercito, a Hollywood, nell’editoria, negli affari e nelle banche, hanno deliberatamente creato e poi sfruttato la lealtà nazionalistica di un pubblico credulone e disinformato per plasmare percezioni e valori su vasta scala. Gli Americani sono stati programmati per generazioni da una politica basata sulla religione, che ha insegnato loro a vedere il mondo in bianco e nero, buoni contro cattivi, a credere che solo le virtù e i valori americani fossero buoni per l’umanità e che questi valori avrebbero sempre trionfato. Questi miti artificiali hanno insegnato agli Americani che loro, i loro leader e la nazione stessa sono morali, giusti e retti, benefattori disinteressati del mondo, e che è loro dovere combattere il male, ovunque si trovi. Tutto è distorto e si basa non solo sulla disinformazione ma su un vero e proprio inganno. L’immagine che l’America aveva di se stessa e la sua percezione delle nazioni e dei popoli del mondo, sono state tragicamente e superficialmente distorte per creare la narrativa della superiorità morale americana.

La maggior parte delle festività americane, a parte quelle ovviamente religiose come il Natale, sono intrise di sfumature politiche e religiose, molte delle quali rafforzano i miti storici della fondazione e dello sviluppo della nazione. Sono fatte per risvegliare false memorie storiche, insieme a spirito patriottico e credenze religiose, creando una sorta di collante che dà un falso senso di identità sociale. L’intero concetto di nazionalità americana si basa su questa perversa politica religiosa che dà vita ad un’identità nazionale estremamente ideologica che, per evitare il crollo, deve essere rinforzata quasi quotidianamente.

Ma è tutto ciò che hanno. Essere americani non è essere legati da una razza o da una lingua comune, né da una storia, da una cultura o da una tradizione. Senza tutto questo, gli Americani sono vuoti, privi di cultura e civiltà, privi di tradizioni, di credenze o storie comuni. Gli Americani hanno solo la loro inadeguata religione politica a legarli insieme, e non c’è altro per loro, nessuna comunità o senso di appartenenza al di là dell’essere un membro di questa “squadra,” visto che l’unico collante è la loro ideologia politica. La loro intera esistenza da Americani è fondata su questa falsa narrativa ideologica, Tutto il regime poggia su questi miti e su queste favole moralistiche politico-religiose. Se smascheriamo e distruggiamo questi miti, costringendo gli Americani ad affrontare la cruda realtà della loro nazione, l’intera narrativa crolla e, se la narrazione crolla, il regime non può resistere.

Qualcuno ha opportunamente scritto che il patriottismo americano può essere meglio inteso come il più grande caso di isteria collettiva della storia. Ma, lo ripeto, è tutto ciò che hanno. Non c’è altro. Questo è tutto ciò che tiene insieme le vite individuali. La loro intera società, la loro identità, il nucleo stesso della psiche americana, sono tutti basati sull’orgia isterica di una religione politica onnicomprensiva. Poiché, come popolo o come nazione, non hanno nient’altro di sostanziale, questo moderno maccartismo è tutto ciò che impedisce il collasso dell’identità americana. Come qualcuno ha fatto notare, se la Francia dovesse dissolversi, i Francesi sarebbero ancora francesi. Se capitasse all’America, gli Americani non sarebbero più niente.

Come si evince da questo e da molto altro, l’America è un paese estremamente ideologico, con il nazionalismo americano che si manifesta sotto forma di uno sciovinismo forte e artificiale, arroccato sui pilastri gemelli di un sistema politico multipartitico disfunzionale e travisato e di un capitalismo brutale ed egoista, il tutto avvolto nel sudario di un Cristianesimo pericolosamente primitivo e sacrilego.

Né gli Americani riescono a capire o a comprendere il concetto di civiltà in società diverse. Per loro, i riferimenti alla cultura o alla civiltà di una nazione sono solo scuse a buon mercato per evitare l’inevitabile, diventare cioè cloni americani, adottando le cosiddette istituzioni e valori americani. Gli Americani non sanno nulla delle altre nazioni o delle altre culture, se non la loro presunta, grande inferiorità. Pochi Americani hanno la capacità o il desiderio di imparare un’altra lingua e, ancora meno, sanno qualcosa della storia o della cultura di altre civiltà più antiche della loro. Capiscono il consumismo e si vantano dei propri diritti, usando la bellicosità e il darwinismo sociale (il sogno americano) come sostituto della civiltà, della cultura e dell’umanità.

Gli Americani vengono talmente sopraffatti dalla propaganda fin dalla nascita, così imbevuti della loro naturale superiorità e dell’eccezionalità data loro da Dio che, semplicemente, non riescono a sopportare che qualcuno sia diverso da loro, e il loro Cristianesimo primitivo e violento impone di convertire o uccidere chiunque sia diverso. Questi atteggiamenti profondamente radicati influenzano l’intero spettro dell’esperienza umana, come si vede dall’insensato sciovinismo che porta a convertire automaticamente in un valore universale e in un diritto umano qualunque atteggiamento o credo americano, non importa quanto vacuo esso sia. Un conoscente americano una volta mi aveva detto che il diritto del suo animale domestico al cibo per cani era un “diritto umano” e quindi incluso nella definizione di democrazia.

Non solo gli Americani universalizzano praticamente tutto ma, a causa dell’infusione del Cristianesimo nel loro credo politico, moralizzano anche tutto, il che si traduce in “il tuo modo di vivere non solo è diverso, è anche sbagliato,” nel senso di moralmente sbagliato. E questo atteggiamento, che permette loro di fare i moralisti su ogni questione discutibile, deriva dalla loro eredità cristiana di destra, la convinzione che tutto ciò che fanno è “giusto” perché Dio è dalla loro parte. Prendono quindi una posizione inattaccabile (nella loro mente), secondo cui qualsiasi cosa facciano, per quanto brutale, ripugnante, disumana o disonesta, è giustificata dalla loro intrinseca giustizia morale che, a sua volta, deriva dall’approvazione di Dio. Data la naturale belligeranza degli Americani, questi atteggiamenti si trasformano in un allarmante desiderio di usare la violenza per imporre i loro valori, le loro istituzioni e la loro volontà a tutte le altre nazioni.

Questo è in parte il motivo per cui gli Americani si intromettono così tanto, e la ragione della loro patologica attenzione verso le altre forme di governo. Ecco perché l’editoriale di un quotidiano, parlando della Siria, aveva affermato che: “anche se per noi fosse illegale interferire, sarebbe comunque giusto.” Quindi, dovremmo rovesciare un governo legittimo semplicemente perché non tiene in considerazione i valori americani, i valori di Dio, e possiamo ignorare le leggi degli uomini perché rispondiamo a un’autorità superiore. In questo contesto, le morti e le distruzioni inflitte sono irrilevanti. Il popolo americano sa che deve intromettersi negli affari interni delle altre nazioni perché “è la cosa giusta da fare” ed è giusta perché è la volontà di Dio.

Gli Americani altro non sono che dei sempliciotti ingenui e creduloni, almeno per quel che riguarda la politica estera della loro nazione. Il loro governo mente in continuazione e loro credono sempre alle bugie. Le centinaia di interventi all’estero, le guerre, i colpi di stato, le invasioni, sono sempre state presentate come missioni per salvare popolazioni meno fortunate, e gli Americani hanno sempre applaudito, apparentemente ignari delle carneficine e delle miserie che infliggono agli altri. Il presidente americano McKinley aveva detto che andava in guerra contro Cuba per fermare “l’oppressione alle nostre porte,” e loro avevano applaudito. Il presidente Taft aveva affermato che stava rovesciando il governo del Nicaragua per promuovere il “vero patriottismo,” e loro avevano applaudito. George Bush aveva distrutto e schiavizzato l’Iraq per “trovare le armi di distruzione di massa,” e loro avevano applaudito. Obama aveva distrutto la Libia per “liberarla,” e loro avevano applaudito.

L’identica risposta da parte del pubblico si ha anche di fronte alle uccisioni e agli assassinii sponsorizzati dallo stato americano. In tempi passati, queste erano operazioni segrete, eseguite nell’ombra, ma oggi vengono fatte alla luce del sole e trasformate in eventi di PR. La legge americana è stata riscritta per permettere al presidente degli Stati Uniti di ordinare l’uccisione di individui in qualsiasi Paese del mondo senza dover fornire alcuna prova a nessuno, e poterlo fare senza accuse o processi. Proprio come con la tortura, la macchina della propaganda ha ridefinito “democrazia, libertà e diritti umani” per includervi queste uccisioni come parte della religione politico-cristiana americana, legalizzata dal Procuratore Generale degli Stati Uniti Eric Holder, che ha categoricamente affermato che queste uccisioni governative “non si distaccano dalle nostre leggi e dai valori americani.

Questa propaganda è efficace. La stessa ingenua semplicità mentale derivante da decenni di intensa programmazione ha creato un ampio sostegno pubblico per questi omicidi. Bush aveva fatto giustiziare Saddam Hussein con un’impiccagione pubblica, e gli Americani erano scesi in strada ad applaudire. Moammar Gheddafi era stato catturato, sodomizzato con una baionetta, poi ucciso con un colpo alla testa, e avevano esultato per le strade. Obama aveva simulato l’uccisione di Osama bin Laden, e avevano applaudito. Gli Americani fabbricano la loro storia creando miti popolari e rendendo persino un crimine come l’omicidio un’occasione per celebrare l’appartenenza alla squadra vincente. Solo in America centinaia di migliaia di persone faranno festa per le strade alla notizia che il loro leader ha appena ucciso in un altro Paese qualcuno che non gli era simpatico.

In questo, come in quasi tutti gli altri aspetti della politica estera americana, è necessario non dimenticare mai che la democrazia è una moneta ad una sola faccia. Ricorderete la situazione in Iraq, dove gli Stati Uniti avevano deliberatamente incastrato Saddam Hussein sulla questione dell’invasione del Kuwait e poi lo avevano tradito. Dopo la “liberazione” del Kuwait, gli Stati Uniti avevano messo in giro la voce che Saddam aveva ordinato di uccidere George Bush per il suo doppio gioco. Non erano state presentate prove, ma se l’accusa fosse stata vera non ci sarebbe stato da sorprendersi. Come tutta risposta, gli Stati Uniti avevano bombardato l’Iraq perché, secondo il presidente Clinton, il bombardamento “era essenziale per … affermare l’aspettativa di un comportamento civile tra le nazioni.” Il bombardamento di civili innocenti sembrerebbe essere conforme alla definizione di “comportamento civile.” Io posso ucciderti, ma tu non puoi uccidermi. Amo la democrazia.

Torniamo un attimo alla Libia. Sappiamo i veri motivi per cui il governo degli Stati Uniti aveva distrutto quella nazione e fatto uccidere il suo leader, era stato per ottenere un vantaggio commerciale, militare, politico e finanziario ma, nelle superficiali profondità della credulona mente americana, il loro governo aveva rovesciato un brutale dittatore e liberato il suo popolo per motivi umanitari. Ascoltate Hillary Clinton: “Sono orgogliosa di stare qui sul suolo di una Libia libera. Gli Stati Uniti sono orgogliosi di stare al vostro fianco nella vostra lotta per la libertà e continueremo a stare al vostro fianco mentre continuerete su questa strada. Questo è il momento della Libia. Questa è la vittoria della Libia e il futuro appartiene a voi.” Il presidente Obama, americano, fervente cristiano e vincitore del Premio Nobel per la pace, era stato altrettanto affascinante, dichiarando la morte di Gheddafi “un giorno importante” e dicendo alle pecore americane che, grazie alla distruzione totale della Libia, “innumerevoli vite erano state salvate.” Bugie di questa portata dovrebbero essere punibili con l’impiccagione.

E qui sta parte della tragedia dell’America e la ragione per cui il paese, alla fine, dovrà implodere: l’enorme scollamento tra l’ideologia propagandata al popolo e la brutale realtà della esigua élite che gestisce il governo, l’esercito, le multinazionali, le banche e i mass media. Non c’è nessun’altra nazione la cui popolazione è costretta ad un divario così grande tra mito e realtà, tra ciò che il popolo crede che il suo governo abbia fatto e ciò che ha effettivamente fatto. Quando il popolo un giorno metterà insieme i pezzi, gli Stati Uniti avranno un’altra rivoluzione; non credo che ci sia niente che possa impedirla. Non per niente George Bush Sr. aveva detto: “Se il popolo sapesse cosa stiamo facendo, ci impiccherebbero ai lampioni.” Forse un giorno, presto, lo faranno.

Larry Romanoff

(1) https://williamblum.org/aer/read/100

 

Fonte: thesaker.is
Link: http://thesaker.is/if-america-dissolves/
31.01.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

43 Commenti
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oriundo2006
oriundo2006
7 Febbraio 2021 10:28

Tutto sta nell’ intendersi su CHI sia il ‘dio’ degli americani…e verrebbe da ricordare Khomeini a questo proposito.
E’ un castello di carte fondato sul giudeo-cristianesimo, come l’ articolo indica, piu’ forse sul secondo termine, anche se ad esempio hanno introdotto la festivita’ di Hannukkah, Festa delle Luci, tra le festivita’ USA ufficiali.
Questa era in origine una festivita’ pagana in auge migliaia di anni fa ed e’ rimasta uguale nel mondo indu’ come Diwali: da ‘diw’/Diu’/Deus/Theos … diuturnus/giorno ecc.: dimostrazione della reviviscenza del paganesimo ‘modificato’ nel piu’ ortodosso monoteismo. La lotta fra il c.d. ‘vitello’ e Jhave’ ha prodotto una serie di compromessi, verrebbe da dire…
Ma c’e’ forse qualcosa di piu’ spiccio che iniziare una ardita discussione metafisica o glottologica: una guerra persa. Dunque ‘dio’ non e’ piu’ con noi, dunque siamo in ‘colpa’, dunque…ecc. ecc….dunque forse, quel ‘dio’ li’ non era quello giusto. Come volevasi dimostrare.

RUteo
RUteo
7 Febbraio 2021 10:47

Si dissolvano pure , mi dispiace di non poter dare una mano ad accelerare il processo .

emilyever
emilyever
Risposta al commento di  RUteo
7 Febbraio 2021 13:38

Io salverei anche le fabbriche dei sogni, Hollywood e Disneyland, che trapiantata in Francia non ha lo stesso fascino, gli stessi orizzonti. E il baseball

Hospiton
Hospiton
Risposta al commento di  emilyever
7 Febbraio 2021 14:07

Sicuramente quella Hollywood che seppe coniugare qualità e impegno sociale, particolarmente negli anni ’70 e primi ’80 (ad esempio pellicole come “Silkwood” con Meryl Streep o l’ottimo “Brubaker” con Robert Redford ed un eccezionale contorno di caratteristi). Qualcosa di buono viene prodotto anche oggi ma la visibilità è poca, nonostante cast di alto profilo (suggerisco “In dubious battle” di e con James Franco, tratto dal romanzo di Steinbeck “La battaglia”, incentrato sulle lotte dei lavoratori durante la Grande Depressione). E condivido anche il riferimento al baseball, tradizione ed una sterminata bibliografia e cinematografia ad esso dedicata (“Il migliore” di Malamud, portato al cinema da Levinson, protagonista ancora il grande Redford). Non tutto ciò che proviene dagli States merita l’oblio.

danone
danone
Risposta al commento di  Hospiton
7 Febbraio 2021 15:13

Beh, allora io salverei anche molta fantascienza di qualità, quasi tutta americana e anche qualche film “politico” come “I tre giorni del condor” sempre con Redford. Da non dimenticare poi il mitico John Belushi in Blues Brother come film musicale e in “vicini di casa” con Dan Aykroyd come perla caricaturale sulla vita della provincia americana.

Hospiton
Hospiton
Risposta al commento di  danone
7 Febbraio 2021 16:50

Sulla fantascienza non sono ferratissimo, certo salverei diversi classici del genere. Sul politico pienamente d’accordo (oltre al magnifico “I 3 giorni del Condor” avevamo già parlato di “JFK” e “Nixon” di Stone, tanto per citare due pietre miliari).

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Hospiton
7 Febbraio 2021 17:15

Lo stesso ragionamento sugli anni ’70 si può fare riguardo all’Italia, anche se noi, causa terrorismo, avevamo già perso in parte la speranza in una società veramente equa. La stessa cosa può dirsi in UK dove la libertà di espressione aveva raggiunto livelli oggi inimmaginabili (ad es. Monty Python).

Il motivo di questa tolleranza del potere verso queste forme di denuncia? Semplice: il capitalismo doveva mostrare il suo lato umano e “democratico” per contrastare nelle classi sociali più basse le sirene del comunismo.

Hospiton
Hospiton
Risposta al commento di  Holodoc
7 Febbraio 2021 17:55

Già, e non so se sia più corretto parlare di “tolleranza” o piuttosto di un Potere all’epoca letteralmente costretto a scendere a patti.
Il merito era del Comunismo (sia come opposizione che visto come spauracchio)? O di correnti interne, non necessariamente legate al comunismo ed aventi una visione sociale più equilibrata delle cosiddette elite conservatrici, tendente quanto più possibile a reali forme di democrazia? Negli USA anni ’60-’70 ritengo maggiormente probabile la seconda ipotesi, diverso il caso italiano ed europeo…

Quale che sia la risposta credo che gli esempi di denuncia sociale e politica di quel periodo vadano custoditi e tramandati, compreso ciò che di buono è stato prodotto da cinema e letteratura americana, prima o poi potrebbero tornar nuovamente utili.

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Hospiton
7 Febbraio 2021 18:13

Per non parlare della produzione musicale…

danone
danone
Risposta al commento di  Hospiton
7 Febbraio 2021 18:36

Il quadro geo-politico dei due blocchi durante la finta guerra fredda (i due blocchi hanno sempre seguito un’unica regia che le controllava) ha permesso l’assopimento degli istinti animali più predatori, perchè entrambe le parti avevano comunque bisogno di una base allargata di consenso della loro popolazione. Venuto giù il muro, il neoliberismo era già pronto con la bava alla bocca per azzannare l’osso. La perdita di democrazia di questa fase dipende proprio dal fatto che oggi i poteri padroni non hanno più bisogno di cercare il consenso elettorale di un tempo. Oggi sono i poteri tecno-economici a condurre il gioco, non più la politica dei partiti di massa, troppo vincolata-dipendente dall’elettore. Prendi la dichiarazione di oggi della Lagarde.. “Annullare il debito pubblico? Assolutamente no La Lagarde ha definito «impensabile» tale prospettiva. «Sarebbe una violazione dei trattati europei, che proibiscono in maniera stretta il finanziamento monetario degli Stati». «È una delle regole fondamentali dell’euro», precisa la Lagarde. Che aggiunge: «Se solo l’energia spesa a reclamare l’annullamento del debito pubblico alla Bce fosse consacrata a un dibattito sull’utilizzo del debito, sarebbe molto più utile! A cosa sarà destinata la spesa pubblica? Su quali settori investire? Ecco i temi essenziali da affrontare oggi».… Leggi tutto »

Hospiton
Hospiton
Risposta al commento di  danone
8 Febbraio 2021 3:13

Mi chiedo da tempo se i due blocchi seguissero effettivamente un’unica regia o se in entrambi gli schieramenti (comunque non monolitici, soprattutto in Occidente) esistessero correnti in grado di opporsi a determinati disegni. Oggi il trionfo delle oligarchie più conservatrici è sotto gli occhi di tutti, Magaldi parlò già un anno fa di riposizionamenti proprio di personaggi come Lagarde e Draghi ma la deriva pare continuare verso la solita direzione….dichiarazioni come quella che hai riportato non fanno certo ben sperare, l’iniziativa di Piketty però merita attenzione (studioso formatosi tra École des hautes études en sciences sociales e London School of Economics, l’eliminazione del debito è parte della prosecuzione del piano – su strade apparentemente spiazzanti – o qualcosa si muove in direzione contraria?). Non mi convince quel cenno alla ricostruzione “ecologica”, obiettivo condiviso da troppi elementi altolocati per non far sentire puzza di bruciato.

danone
danone
Risposta al commento di  Hospiton
8 Febbraio 2021 9:26

Certo, è facile che anche le dichiarazioni sulla cancellazione del debito siano tutte finte mosse, che in realtà preparano la strada al grande reset. Il fatto che sottolineino la ricostruzione ecologica è già un segnale evidente di finta narrazione.

Hospiton
Hospiton
Risposta al commento di  danone
8 Febbraio 2021 11:29

Infatti, pessimo segnale che si aggiunge ai tanti altri raccolti in un anno di dichiarazioni allucinanti, è parso evidente sin dall’inizio della farsa che ai piani alti si attendeva con ansia messianica il pretesto per “ricostruire socialmente e ecologicamente”, ricostruzione di marca eco su cui l’establishment lavora alacremente da parecchi anni. Pure il servitore Conte ha ripetuto il concetto fino allo sfinimento, infilandolo a forza nei discorsi tenuti in questi mesi: “la pandemia cambierà per sempre le nostre vite” e farneticazioni simili, non si capisce perché mai un virus con bassissima mortalità dovrebbe modificare la società, a meno che mr. Covid non sia sbucato appositamente per questo motivo. Ora vediamo che combinerà Draghi, per quanto Magaldi abbia spesso offerto buoni spunti e appaia ben informato questa storia del riposizionamento massonico di Supermario mi lascia perplesso.

danone
danone
Risposta al commento di  Hospiton
8 Febbraio 2021 11:37

Non crederci. Magaldi non mi piace per niente, anche se a volte può essere una fonte di certe anticipazioni. Per me è uno schierato (logge progressiste), quindi le sue narrazioni sono viziate in partenza. Col movimento Roosevelt non va da nessuna parte.

Hospiton
Hospiton
Risposta al commento di  danone
8 Febbraio 2021 11:46

Lascio uno spiraglio solo perché tendo a rifiutare le chiusure nette, soprattutto se non sono in possesso di sufficienti informazioni…detto questo rimango fortemente scettico, per usare un eufemismo, il devastante 2020 ha aumentato la disillusione. Ho trovato disgustoso il clima da “unità nazionale” creato da stampa e politica (che hanno una credibilità pari a zero, per quanto mi riguarda) per far digerire Draghi a noi plebei, esattamente come fecero con Monti nel 2011. Ormai ne ho viste troppe per concedere fiducia sulla base di qualche rivelazione o qualche retroscena, al Mov. Roosevelt, a Magaldi e agli ambienti progressisti il compito di farci ricredere (ma se Draghi si fosse realmente avvicinato alle posizioni progressiste sarebbe stato accolto come abbiamo visto, cioè una sorta di Messia? Mah…)

Truman
Truman
7 Febbraio 2021 12:02

Articolo ben scritto e valido, ma mi sembra ci sia almeno una dimenticanza: tra gli elementi costitutivi del pensiero (più che ideologia mi sembra inconscio collettivo) c’è il mito della Frontiera, l’idea che gli USA debbano andare sempre avanti, civilizzando nuovi territori, senza mai fermarsi. Credo che questo mito abbia avuto origine ai tempi della “corsa all’ovest”, quei tempi raccontati nei film western (appunto, il western riassume questa mitologia).
PS: cosa voglia dire “civilizzare” l’ha spiegato bene Romanoff (che poi mi fa pensare alla famiglia reale russa, chissà?)

Dino79
Dino79
Risposta al commento di  Truman
7 Febbraio 2021 12:03

Significa “decivilizzare”, riportare indietro. Tutto il linguaggio della propaganda americana e’ orwelliano, quindi da intendersi come il suo opposto.

emilyever
emilyever
Risposta al commento di  Truman
7 Febbraio 2021 15:53

Sicuramente la frontiera andava citata, ma credo che l’autore l’avesse integrata nella dottrina del destino manifesto, perchè per esempio Jefferson giustificò con essa le guerre indiane e la corsa all’ovest

danone
danone
7 Febbraio 2021 11:24

“Qualcuno ha opportunamente scritto che il patriottismo americano può essere meglio inteso come il più grande caso di isteria collettiva della storia. Ma, lo ripeto, è tutto ciò che hanno. Non c’è altro. Questo è tutto ciò che tiene insieme le vite individuali. La loro intera società, la loro identità, il nucleo stesso della psiche americana, sono tutti basati sull’orgia isterica di una religione politica onnicomprensiva. Poiché, come popolo o come nazione, non hanno nient’altro di sostanziale, questo moderno maccartismo è tutto ciò che impedisce il collasso dell’identità americana.” Ritratto un pò troppo severo, ma anche tristemente realistico. Casualmente mentre leggevo l’articolo, ho messo in sottofondo la musica di “Simon&Garfunkel”, che da parecchio non ascoltavo, e ho realizzato immediatamente che anche in America c’è parecchio da salvare. Tutta la musica rock, jazz, blues, soul, cauntry e pop americana, è da salvare e potrebbe essere di ispirazione alle eventuali nuove comunità locali in cerca di identità e radici vere. Potrebbero ripartire anche da lì, in caso di dissoluzione dello Stato federale e del crollo della loro posticcia identità nazionale, per aiutarsi a ricostruire rinnovate identità locali, che indubbiamente possiedono anche loro, vista la grande diversità e specificità del loro territorio, dall’est… Leggi tutto »

Guido Bulgarelli
Guido Bulgarelli
Risposta al commento di  danone
7 Febbraio 2021 13:35

Anche tanta letteratura buona. Pur se a mia volta non nutra molta simpatia per gli ienchi

wahrheit
wahrheit
Risposta al commento di  danone
7 Febbraio 2021 15:19

è il retaggio degli stati confederati

Annibal61
Annibal61
Risposta al commento di  danone
7 Febbraio 2021 19:23

Secondo me l’ americano bianco medio di origine europea è brava gente. Politicamente ingenuo magari ma lavoratore, cocciuto e caparbio. La cosa che gli invido è che quando si mettono in testa un obiettivo sfoderano sacrificio, volontà, capacità e risorse…Peccato per quei talmudici che dove si insediano rovinano tutto.

Cangrande65
Cangrande65
Risposta al commento di  danone
7 Febbraio 2021 19:29

Il popolo USA, specie i bianchi del sud e del Middle West, non è da “buttare”. E hanno una cultura istintiva/contadina/aristocratica (quest’ultima nel sud est) sottovalutata.

I più ignoranti e succubi del politicamente corretto, sono gli abitanti delle due coste, ricchi o meno. A prescindere dagli studi, che ottundono loro il cervello (a parte le altissime élite, dove nelle scuole gli studenti sanno addirittura trovare il loro paese su un mappamondo).

I negri, invece, dovrebbero prendere coscienza delle loro origini e rivendicare i loro veri diritti e non scimmiottare la cultura bianca, anche se imposto dalle élite bianche, con ostentazione di ricchezza da parte delle sotto-élite negre con rap, trap e robe da scimmie simili.

Avevano il jazz e il blues, musica identitaria e gliel’hanno distrutti per cancellargli l’anima.

Dino79
Dino79
7 Febbraio 2021 12:01

Usa = lezione storica sul fallimento delle societa’ raccogliticce.

lady Dodi
lady Dodi
7 Febbraio 2021 13:57

Anche qui caro Romanoff ci sono i poveri illusi che ogni straniero voglia essere Italiano.
Non si spiegherebbe altrimenti, l’illusione che hanno.
“Abbasso gli Usa! ” Non vedo l’ora che crolli l’Impero americano!’
“Gliela darei io una mano!”
per crollare!”.
Non sanno i Tapini che tolto un padrone ne avremo inevitabimente un altro. Credono che la piccola Italia sarà……libera e bella? Si, di farsi uno shampoo.

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  lady Dodi
7 Febbraio 2021 17:24

No no qui da noi gli stranieri sono contenti di essere stranieri… finirebbe il bengodi…

PietroGE
PietroGE
7 Febbraio 2021 13:40

Un articolo condivisibile in toto. Qualche appunto :
-Non sono gli USA “la nazione più sottoposta alla propaganda e al lavaggio del cervello di tutto il mondo.”, è la Germania del dopoguerra, e relativamente anche l’Italia.
-Il destino di natura religiosa : ‘the shining city upon the hill’, ‘God’s own country’ è una derivazione, illusoria direi, del ‘popolo eletto’ per motivi razziali.
-Giusta la critica alla società multietnica e multiculturale che ha prodotto il vuoto. Purtroppo il disastro è stato esportato proprio in Europa con le conseguenze nefaste che stiamo già vedendo e che vedremo sempre più nei prossimi anni. Anche il senso di superiorità morale è stato esportato presso la sinistra europea e italiana con l’annesso della demonizzazione dell’avversario politico, da far fuori ad ogni costo.
– Romanoff dovrebbe però far anche notare come tutto questa architettura di moralismo pseudo religioso sia simile a quella del fu comunismo sovietico.
– È naturale poi che quando non esiste più una identità etnico culturale il suo sostituto diventa il nazionalismo becero, il desiderio di trasformare il mondo in una copia del ‘nulla’ americano, individualista e edonista. E chi si ribella viene subito etichettato come criminale ‘sovranista’ ‘razzista’ e nazista.

danone
danone
Risposta al commento di  PietroGE
7 Febbraio 2021 15:07

“Romanoff dovrebbe però far anche notare come tutto questa architettura di moralismo pseudo religioso sia simile a quella del fu comunismo sovietico.”

E questo rivela che dietro ai due sistemi c’è lo stesso burattinaio. Stessi metodi di propaganda, stessi obiettivi di controllo di massa, e utilizzo degli stessi sistemi di degrado della convivenza civile e culturale, il finto multiculturalismo e la superiorità morale.

Diogene
Diogene
7 Febbraio 2021 13:51

Una nazione è una popolazione. Una popolazione è una cultura. Una cultura è un modo di vedere, di pensare, di fare e vivere le cose. Quando raccogli a destra e manca, pretendi di mettere insieme tante culture quindi non puoi creare una popolazione. L’unica via fattibile passa dall’isteria religiosa ma è un gioco a scadenza, grosso modo fin quando tiene la forza militare che lega tutti quanti insieme e scarica su nemici esterni le proprie crisi interne, riesce a mantenersi vincente. Gli USA hanno sempre cercato nemici esterni, in particolare nemici deboli o fortemente indeboliti (non è un caso se hanno vinto le due guerre mondiali spazzando via il tavolo per ultimi) ma a forza di far strame dei piccoli, sul tavolo rimangono i grossi e lì le cose si complicano. A breve si scontreranno con i due pesi massimi del ring, le prenderanno in maniera allucinante ed i beoti, resosi conto che la loro alleanza con Dio non è mai esistita perchè non scenderà in campo al fianco loro e di nessun altro, andranno in crisi facendo crollare tutto.

Tonguessy
Tonguessy
Risposta al commento di  Diogene
7 Febbraio 2021 17:54

Ottima disamina. Quello che manca all’articolo (peraltro davvero ottimo) è il bisogno di avere un nemico facilmente identificabile. Tipicamente il comunismo. Poi, una volta implosa l’URSS, si sono ritrovati con il dramma di non avere più comunisti da combattere (lasciamo da parte Cuba per pietà) e allora vai con l’Iraq, Libia e Siria perchè “socalisti” quindi quasi comunisti. Questo gioco li porta a pretendere la perfezione, come scritto nell’articolo, cioè “vedere il mondo in bianco e nero, buoni contro cattivi”.

Ma, come dice il proverbio, il meglio è nemico del bene e perseguirlo è soltanto foriero di disgrazie. Finora per noi, ma la speranza è che ci siano anche per loro, impegnati a cercare il nemico tra le proprie fila prima, e allo specchio dopo.

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Tonguessy
7 Febbraio 2021 18:15

Per liquidare Cuba basterebbe togliere l’embargo… la finanza internazionale se la mangerebbe e digerirebbe in pochi anni…

Marco Ginori
Marco Ginori
7 Febbraio 2021 14:02

“Se il popolo sapesse cosa stiamo facendo, ci impiccherebbero ai lampioni.” Forse un giorno, presto, lo faranno.

Qualche nuvola all’orizzonte del colosso bicentenario ?
Più che plausibile, statisticamente certo.
Non sarà il “popolo”, quel popolo in particolare, a mettere in scena, assicurandone la sorte, un’America rinata.
Ideologia e genti un tutt’uno inestricabile.
Vincente, fiera finché il suo tempo regge e – ineluttabile – preda di Cobalto 60 allorché costui violerà la baia di New York.
Non per l’arrivo dell’angelo sterminatore, semplicemente perché la ruota gira.
Ed è già bello così.

Fabio Pironi Di Bondeno
Fabio Pironi Di Bondeno
7 Febbraio 2021 14:48

Articolo bello, interessante ma soprattutto vero. Solo due piccoli appunti: non sono “americani ” ma “statunitensi” e manca tutta la parte legata ad Israele, responsabile dell’ottanta per cento di quanto affermato…

lady Dodi
lady Dodi
7 Febbraio 2021 15:04

Visto che dobbiamo recitare il De Profundis…… cosa piace a me degli Usa…..che non c’è nessuna limitazione al contante e nello stesso tempo gli evasori fiscali li mettono in galera.
Qui ci obbligheranno ai pagamenti elettronici e nello stesso tempo l’evasione continuerà come prima.

Primadellesabbie
Primadellesabbie
7 Febbraio 2021 18:28

Le attuali popolazioni sono il risultato di grandi e piccoli spostamenti di popoli, di molti dei quali abbiamo conoscenza, di altri abbiamo prove per mezzo di studi linguistici, comparazioni di mitologie e di depositi ed espressioni culturali di varia natura.

La formazione relativamente recente degli Usa non differisce in modo tale da poterla considerare anomala se non per l’afflusso alla spicciolata, che però non possiamo escludere anche per precedenti migrazioni, e per la condizione culturale “moderna” di coloro che traversarono l’Oceano, nel senso che, in gran numero, andavano a cercare sostentamento in cambio del proprio lavoro, o fuggivano da persecuzioni o situazioni divenute ostili, serbando e portando con sé credenze ed insegnamenti mal sopportati nel Vecchio Mondo, secondo i quali intendevano vivere.

C’é abbastanza materiale da permettere di individuare degli intenti comuni e le radici di una vera e propria cultura originale.

Cangrande65
Cangrande65
7 Febbraio 2021 19:05

Per capire la mentalità statunitense è necessario leggere le opere di John Kleeves, alias Stefano Anelli (anni fa i suoi articoli venivano pubblicati qui su CDC).

I suoi libri si trovano su internet.

Quasi sicuramente ucciso con un finto suicidio, proprio per i suoi libri. Aveva smascherato gli USA (ma con una balestra su un’utilitaria. Ma per favore…).

Analisi eccezionali. Da leggere assolutamente.

L’unica sua pecca era quella di non avere mai ammesso il vero potere dei “fratelli maggiori” sugli USA. Forse dovuto ad una formazione originaria di sinistra.

Comunque, secondo il mio parere, un italiano non potrà mai assolutamente capire gli USA, se non legge i libri di John Kleeves.

gnorans
gnorans
Risposta al commento di  Cangrande65
8 Febbraio 2021 4:06

I 4 libri e articoli vari di Kleeves sono fondamentali, una lettura densa e scorrevole.
Ad esempio la presunta ingenuità e patriottismo degli statunitensi sono solo di facciata; l’esercito USA è forte tecnologicamente nei cieli e nei mari, ma l’esercito di terra è debolissimo quando si tratta di rischiare la pelle perchè i soldati si rendono conto benissimo che stanno combattendo per un’azienda e non per una patria.
Il punto forte degli USA è la propaganda, cioè l’ipocrisia, e il peggior nemico è colui che li smaschera – vedi Assange.

Annibal61
Annibal61
7 Febbraio 2021 18:16

Articolo con molte lacune, sono i talmudici a voler impicciarsi degli affari degli altri per “missione divina”. Che azz centra il popolo americano? Poi, come visto il 3 novembre scorso e l’ 11 settembre 2001…gli americani contano una beata mazza nelle decisioni che contano. Che poi vengano usati come muli ad ammazzare gente è un altro ragionamento.

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Annibal61
7 Febbraio 2021 18:24

In realtà i due popoli si completano a vicenda.

L’America è fin dall’inizio un prodotto del Puritanesimo, una setta cristiana che considera il Vecchio Testamento più importante del messaggio di Cristo, visto solo come il profeta che ha esteso l’Alleanza anche ai non ebrei. In pratica sono fin dal principio psicologicamente succubi del popolo che del Vecchio Testamento è protagonista. Trasformarli in loro servi è stato un gioco da ragazzi…

misc3
misc3
7 Febbraio 2021 19:00

Penosa caricatura degli Americani. D’altra parte, cosa aspettarsi da uno che si guadagna da vivere spacciando francobilli usati come se fossero nuovi?

angelo
angelo
8 Febbraio 2021 14:33

potrebbe essere l’inizio della fine perche’ in un paese che crede che 4 arabi, che a stento guidano una macchina, riescono a centrare con grossi aerei le due torri e che assistono allo sbriciolamento del wtc7 per opera dello spirito santo , puo’ succedere di tutto

oriundo2006
oriundo2006
Risposta al commento di  angelo
8 Febbraio 2021 14:46

Si, ma c’è poco da rallegrarsene. In una cosa gli USA hanno ragione e cioè che sono stati i difensori della libertà in tempi difficili e contro regimi che avevano altre bandiere e che della ‘libertà’ non sapevano che farsene e neppure la volevano. Era una libertà all’ ombra di oligarchie ben lontane anch’esse dalla ‘democrazia’ ( ed il sistema elettorale lo dimostra ieri come oggi ), era una libertà condita da un disprezzo paranoico verso tutto quello che poteva aver odore di ‘socialismo’, da loro considerato come un insulto sanguinoso, era una libertà a senso unico: per loro e solo per loro, il ‘popolo eccezionale’, ‘eletto’ per far ravvedere gli umani che deviassero da quello che essi stessi ritenevano ‘giusto’, ma non certo per i popoli da loro schiavizzati, in patria e altrove. Ma era la bandiera di libertà necessaria per far rammentare a tutti che un sistema politico non può vivere irregimentando milioni o miliardi di persone come in una galera. Era una bandiera necessaria ma era appunto solo un bandiera. Il fatto che gli USA siano piombati in una crisi irreversibile dimostra una cosa sola: che questa bandiera non è più proponibile per risolvere i problemi delle… Leggi tutto »

Lupis Tana
Lupis Tana
Risposta al commento di  oriundo2006
8 Febbraio 2021 16:13

gli ameri-cani difendono solo la loro libertà e quella dei loro simili criminali.

sono nazisti dentro, anche nella IIGM erano in europa solo per fare “money”… l’unica parola che conoscono. non volermene.