Se la cancel culture colpisce le università: il green pass e la lotta per la libertà

Di Lorenzo Maria Pacini, ComeDonChisciotte.org

Stiamo vivendo una fase transitoria epocale, com’è evidente sotto gli occhi di tutti. In un modo o nell’altro, chi prima e chi dopo, tutti veniamo interrogati dallo sviluppo degli eventi e ne restiamo coinvolti, dovendoci interrogare sulla propria posizione, per prendere una decisione. Nella grande battaglia in corso, l’attacco più recente in Italia è quello sferrato al mondo della scuola e dell’università, forse il più delicato e, in senso progettuale sul lungo periodo, il più fondamentale.

Sappiamo bene che la questione educativa è uno dei punti imprescindibili di ogni sistema politico: dal modo in cui si formano i giovani dipenderà il futuro della collettività, pertanto si è sempre riservata una particolare attenzione a come si insegna, la didattica, e a cosa si insegna, i contenuti, costruendo delle metodologie il cui fine non è mai stato semplicemente pedagogico, ma sempre e comunque anche politico e sociale. Non a caso, nel corso della Storia abbiamo fulgidi esempi di particolare interesse per l’istruzione proprio là dove sono sussistite delle forme politiche che hanno determinato l’andamento stesso della Storia, perché la pedagogia è un’arma più potente delle bombe e il carattere che viene impresso ad un popolo tramite ciò che apprende rimane nel tempo.

Nell’Italia repubblicana, l’attenzione all’istruzione non è certo venuta meno: riforma dopo riforma, gli “esperti” dei dicasteri hanno accontentato i politici costruendo una narrazione pedagogica fondata sui cosiddetti valori della democrazia liberale, della resistenza ai soprusi, alle ingiustizie e ai totalitarismi, alla “Costituzione più bella del mondo” che deve essere considerata come esempio mirabile di libertà, intesa, questa, nei modi più disparati. Il risultato è che abbiamo tutti imparato la cantilena, ma in pochi abbiamo compreso cosa sia davvero la libertà, ed oggi paghiamo lo scotto di questa superficialità nel confronto con la cancel culture, la “cultura della cancellazione”, quel vero e proprio movimento ideologico di ri-scrittura della cultura che, a livello mondiale, sta operando una rivoluzione sociale di tipo globalista. Il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche in questo movimento è totale, e ancora di più ad essere fatte oggetto dell’attacco sono le università, nate come luoghi in cui si fa cultura, avviene il dibattito, la ricerca, la sperimentazione, il che significa i luoghi prediletti in cui iniettare il virus dell’ideologia.

L’idea di cancellare una cultura non è nuova, già la Storia ce lo insegna, appartiene al totalitarismo, ne è l’essenza. Il nazismo, ad esempio, procedeva alla cancellazione della cultura bruciando libri, i khmer rossi procedevano alla cancellazione della cultura occidentale, che aveva “infettato” la purezza di quel popolo, uccidendo persino coloro che ne erano stati infettati. Si tratta sempre di difendere una “purezza”, di impedire la “contaminazione”, di fermare un’infezione. Termini che di questi tempi ci suona famigliari, ma sui quali forse troppo spesso pecchiamo di poca riflessione.

Il totalitarismo è sempre il tentativo di cancellare la memoria. Ora si vuole cancellare la memoria di ciò che sia la libertà stessa. Il meccanismo ha un che si serpentino, perché se dapprima i fautori della grande formattazione mondiale della cultura hanno promosso la rimozione di alcune fette culturali del passato, intentando processi ai contenuti e alle intenzioni ma pur sempre mantenendo una certa distanza cronologica, oggi si pretende di cancellare ciò che è stato narrato fino a pochi anni prima.

Avendo già proceduto alla demolizione dell’antica cultura Occidentale, reputata maschilista, razzista, etnocentrista, da superare, non resta che abbatterne gli ultimi spiragli di sensatezza attaccando quella stessa forma mentis che nel Novecento è stata sbandierata come progresso. Ogni giorno che passa si avverte sempre più, soprattutto chi fa un lavoro intellettuale lo sente, un clima di timore, di paura di ritorsioni. La parola diviene sempre più controllata, sospetta, indagata, sotto processo, anche i testi vengono usati con timore. Si sta creando una spirale del silenzio, e un’intera cultura, rischia di essere cancellata.

Non dal nazismo, non dai khmer rossi, ma dalla cultura progressista, dalla cultura liberale, che ogni giorno di più mostra il proprio volto totalitario, la sua ostilità verso ogni discorso che non si adegui all’imperativo che la governa: costruire un discorso pulito, così universale da dissolvere le differenze, le identità, i pensieri non in linea.

Si sta imponendo questo totalitarismo per il quale deve essere cancellata ogni cultura che non accetti di risolversi nello scambio economico, nei diritti degli individui intesi come esseri atomizzati e irrelati, privati di radicamento in una memoria e in una tradizione, e proprio per questo indefinitamente manipolabili, ridotti – lo si può ancora dire senza finire sotto processo? – a meri corpi biologici, privi di storia, tradizione.

Peggio ancora, nell’ultimo anno e mezzo, quasi due, deve essere cancellato tutto e chiunque non accetti la narrazione di un mondo impregnato di paura, sottoposto ad una vigilanza pseudo-sanitaria in cui la scienza è divenuta la nuova religione, i cui dogmi non devono assolutamente essere messi in discussione, pena il rogo mediatico e la squalifica sociale.

La libertà, gridata ai quattro venti come conquista a tutto campo dalla fine della guerra alla fluidità dei generi, passando per il boom economico e la liberazione sessuale, viene adesso minacciata dall’ultima trovata proveniente dal sistema politico stesso: il green pass.

Questo strumento di natura ideologica, che ben poco ha di riferibile alla cura della salute della popolazione, è di fatto l’ultima trovata per distruggere la concezione collettiva della libertà. La sua imposizione all’interno delle università manifesta un attacco intenzionale alla capacità razionale e al confronto critico della società in cui viviamo.

È, senza troppi giri di parole, un attacco all’intelligenza umana, è irrazionalità pura, una violenza contro la dignità della persona e della comunità. Viene richiesto di adottare un lasciapassare che è come un marchio classificatore, che divide i cittadini – nel nostro caso gli studenti e i professori – fra serie A e serie B, fra benedetti ed eretici, fra quanti ricevono la gentile concessione dal despota di turno e quelli che, invece, vengono privati dei loro diritti fondamentali.

Dove sono finiti gli insegnanti che predicavano l’antifascismo e indottrinavano con i valori della resistenza? Dove stanno le associazioni e i comitati che entravano nelle scuole e nelle università parlando dei diritti e predicando la libertà, ora che propri i diritti e la libertà sono messi sotto pericoloso assedio? Dove sono gli indignati del politico pronti a blaterare nei salotti televisivi, adesso che la classe politica ha assunto un evidente ed innegabile carattere totalitario?

L’introduzione del green pass nelle università è precisamente un’operazione di cancel culture, perché attraverso uno strumento pratico, si punta a cancellare la percezione, il significato, l’esperienza della libertà. Come per ogni strategia politica, non bisogna compiere l’errore di considerare gli effetti immediati, ma occorre guardare sul lungo termine: modificare un comportamento umano adesso, ingenerare un uso sociale oggi, permette di modificare totalmente le norme e le relazioni sociali. Non è fantascienza, è scienza politica, è comunicazione, è sociologia e psicologia sociale.

La Storia già ci riporta innumerevoli casi, recenti anche nel nostro Paese, in cui a partire da una consuetudine sociale, da una propaganda giornalistica o cinematografica, da un lasciapassare o una tessera di partito, si è giunti alla guerra ideologica contro alcune classi di individui, compiendo atroci mostruosità.

Le università vengono così trasformate in fabbriche dirette dal governo di turno, per produrre menti conformate al pensiero unico dominante. O fai così o non lavori, o presenti il marchio degli eletti o non hai diritto allo studio. Senza entrare nella considerazione della ferita economica che ciò significa per le innumerevoli famiglie di professori e personale amministrativo, ma anche per il futuro della nazione intera perché impedendo agli studenti di formarsi si impedisce a nuovi lavoratori di prepararsi al futuro impiego, non possiamo non prendere una posizione davanti a questa violenza ideologica.

Se la storia si ripete, ripeteremo il coraggio. A quanti vivono nel mondo dell’università è richiesto oggi di opporsi con decisione e dimostrare, coraggiosamente, che i nostri sono luoghi di sapienza e conoscenza, di libertà e costruzione di un mondo migliore, e giammai saranno carceri in cui soffocare le vite con una cultura malata, soffocando la ragione umana e impedendo ai cuori di volare alto. Quanto rischiamo di perdere è tanto, non lo si può negare, ma a cosa giova il compromesso con l’iniquità?

A quale pro scendere a compromessi con chi sta già operando soluzioni finali senza alcun compromesso? Se necessario, ci riuniremo in università libere e alternative, costruiremo o meglio tramanderemo la sacralità dell’istruzione.

Il nostro coraggio – chi scrive è un professore impegnato in prima linea – deve essere di esempio per gli studenti e per quanti stanno combattendo la medesima battaglia. Davanti al giudizio della Storia, spetta a noi scegliere se i nostri nomi saranno scritti fra quanti hanno lottato valorosamente, o fra quanti si sono piegati alla dittatura, o peggio ancora fra gli ignavi di cui il sommo poeta Dante sentenziò «non ragioniam di lor, ma guarda e passa» (Inferno, III, 51).

Di Lorenzo Maria Pacini, ComeDonChisciotte.org

Lorenzo Maria Pacini, classe 1994, toscano di nobile famiglia, è sempre stato un ribelle del pensiero. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma, Filosofia e Scienze dell’Educazione presso l’Università degli Studi di Ferrara con una tesi in Estetica della Musica, perfezionandosi poi in Bioetica all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, per proseguire con la laurea Magistrale in Filosofia, nel ramo della Politica con una tesi sul Platonismo politico in A. Dugin all’Università degli Studi di Parma. Successivamente ha proseguito gli studi presso l’Istituto Europeo di Psicologia Positiva di Madrid, specializzandosi in Mindfulness e Gestione Emotiva. Scrittore poliedrico sin da adolescente per varie realtà, editore in collaborazione con diverse case editrici, ha cominciato la propria esperienza giornalistica come Capo Redattore de Il Pensiero Forte, per poi divenire Vicedirettore de Il Corriere delle Regioni e fondare, nel 2021, Idee&Azione. Professore di Filosofia e Sociologia presso UniDolomiti di Belluno, la SSML San Domenico di Roma e la Libera Accademia degli Studi– Istituto di Neuroscienze Dinamiche Erich Fromm di Bellinzona, continua a formarsi e studiare, perché la vita è un meraviglioso cammino di libertà.


Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

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PietroGE
Utente CDC
1 Settembre 2021 20:56

La cancel culture ha già raggiunto l’università americana producendo l’abisso nel quale sta precipitando l’occidente, prima la sua cultura e poi necessariamente la sua gente. Esempio dell’idiozia che ha preso il potere : il wokismo, ossia il senso di colpa imposto negli USA ai bianchi europei dalle élite multiculturali (e multicriminali), che ha ormai raggiunto vette inviolate :
“…. In pratica, si traduce in un’abietta sciocchezza, come l’accusa che la matematica sia razzista.
No, non è uno scherzo. Un consorzio di 25 organizzazioni educative ha offerto “A Pathway to Equitable Math Instruction”, che cerca di “smantellare il razzismo nell’insegnamento della matematica”. Il gruppo rileva la supremazia bianca in pratiche così insidiose come concentrarsi sulla risposta giusta o dover mostrare il proprio lavoro (cioè, l’apprendimento).
Ecco la prova che, come diceva un articolo di qualche settimana fa su CdC le civiltà non vengono distrutte, si suicidano.

Hospiton
Utente CDC
1 Settembre 2021 21:03

Le università vengono colpite con veemenza dagli accadimenti e non potrebbe esser altrimenti. Sui problemi di quelle anglosassoni non ho elementi a sufficienza per esprimermi, credo però che la vicenda di Jordan Peterson, autore fondamentale nel dibattito sul polcor, la dica lunga. In quanto a quelle italiane, bè anche in questi luoghi del sapere (o dovrei dire pseudo-tale?), come in gran parte dei settori della vita pubblica nostrana, nei decenni si è creato l’humus ideale affinché operazioni come quella che stiamo osservando trovassero complici a bizzeffe, quinte colonne più o meno consapevoli. Ricordo alcune interviste di Federico Zeri, tra i maggiori conoscitori d’arte che ci siano stati nel XX secolo; sparava micidiali bordate contro gli ambienti universitari, più simili a corti dell’ancien regime che a palestre per la mente, e snocciolava nomi pesanti come Longhi, Argan, Brandi, rei di aver contribuito al decadimento dell’istituzione. Poteva permetterselo in quanto coerente (non ebbe mai una cattedra, né mai l’avrebbe accettata alle condizioni previste dal Sistema) e immensamente autorevole, ed il suo discorso tenuto a Bologna in occasione della consegna della laurea ad honorem nel 1998 fu sferzante. Questo è il video dell’intervento, Zeri parla dal minuto 16 ma le stoccate partono dal… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 23 giorni fa effettuato da Hospiton
IlContadino
Utente CDC
1 Settembre 2021 21:22

In famiglia ci apprestiamo ad iniziare il secondo anno di didattica in salotto, giardino e nel bosco;) la chiamano educazione parentale. Abbiamo due figli. Ricordo che quando il piccolo si avvicinava all’età scolare ci informammo a suo tempo su percorsi “alternativi”, risultavano distanti, costosi oppure distanti e costosi. Alla fine abbiamo accettato il compromesso e abbiamo mandato il piccolo alla scuola comunale. Non è andata neanche così male, con qualche aggiustatina la cosa ha funzionato discretamente. Così anche il secondo ha seguito le orme del fratello. Poi è arrivato il nuovo corso, la bilancia su cui soppesavamo pro e contro della scuola pubblica è andata in frantumi, irrimediabilmente. Proprio stamattina siamo venuti a conoscenza dell’approccio che tiene la dirigente scolastica della scuola di paese, parole sue: “I no-vax li strozzerei tutti”. Ora faremo un altro anno in parentale, ma credo che anche se l’anno prossimo la scuola dovesse tornare “normale” non riusciremmo a mandarvi i nostri figli. Io e mia moglie, proprio stamattina, abbiamo iniziato a pensare ad una soluzione alternativa, vogliamo creare un modo differente per istruire i nostri figli ed eventualmente anche altri ragazzi, magari collaborando con altre persone che hanno una visione simile. Alla scuola pubblica che… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 22 giorni fa effettuato da IlContadino
danone
Utente CDC
Risposta al commento di  IlContadino
1 Settembre 2021 22:37

Conta, 20 anni fa ho lavorato per 4 anni come educatore in servizi di aggregazione adolescenti.
Esperienza bellissima.
Ai tempi lessi un gran libro, penso il migliore di quelli che ho letto in materia di educazione-formazione scolastica, si intitola “I ragazzi felici di Sammerhill” di un certo Alexander Sutherland Neill.
Nella tua situazione, oltre che un bel libro, ti sarà anche certamente di ispirazione.

Predator.999
Utente CDC
Risposta al commento di  IlContadino
2 Settembre 2021 8:12

Non disperate, presto i pro-vax della popolazione verranno seppelliti e nessuno li piangerà. L’ecatombe inizierà quest’inverno con le prime influenze e durerà almeno un lustro.

https://www.mittdolcino.com/2021/09/01/stiamo-vivendo-lapocalisse/#more-50083

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giovacairo
Utente CDC
Risposta al commento di  IlContadino
2 Settembre 2021 12:20

Così togli uno dei principali processi di crescita: LA SOCIALIZZAZIONE.
Assurdo

Primadellesabbie
Utente CDC
1 Settembre 2021 22:05

Articolo dopo articolo, commento dopo commento, mi convinco che siamo un popolo di trapezisti, acrobati per non ammettere le proprie responsabilità.

I ‘cattivi’ sono cattivi, ma i ‘buoni’ hanno imposto un progetto sbagliato, infarcito di falsità e ipocrisie, che fa acqua da tutte le parti, l’opportunismo è stata la cifra e gli opportunisti sono il telaio portante della società, segnalarne i limiti e denunciarne le malvagità implicite equivale a sanguinoso tradimento (“sputare nel piatto in cui si mangia“, secondo un bieco aforismo coniato sapientemente dalla cattiva coscienza patentata).

Al capolinea abbiamo rizzato il tendone e ognuno pretende le luci su di sé per mostrare quello che sa fare, e che ha contribuito a portarci a questo punto.

Alla larga!

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Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
1 Settembre 2021 23:57

Ma quando vedi le origini di questo “progetto sbagliato”? Intendo: credi che abbiamo perso il controllo in tempi “storici” o i problemi sono ben più profondi, remoti? Perché quando cerco di individuare un punto da cui partire mi rendo conto di quanto sia un’operazione utopistica, è inevitabile rintracciare le radici dei mali di un’epoca risalendo ancora più indietro nel passato, e così via…alla fine vien da pensare che la decadenza sia veramente un fatto millenario, da kali yuga, e che la resa dei conti potrebbe avvenire domani così come tra un altro millennio. Già, i “buoni”: argomento ostico, non so se abbiano “imposto” o “proposto”, quale che sia la risposta gli esiti sono negativi (e se ci auto-schieriamo tra loro, bè prima o poi dovremo accertare la nostra fetta di responsabilità nel fallimento generale)

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
2 Settembre 2021 1:30

Qui mi riferisco alla modernità, a coloro che hanno guidato la, peraltro sacrosanta, ampiamente matura e opportuna, liquidazione dell’assolutismo e si sono poi rivelati degli apprendisti stregoni.

Il risultato e la dimostrazione di quanto dico è la società che ci circonda, alla quale mi riferisco sopra, ed è risibile incolparne la gente.

Se il progetto era adatto a gente diversa doveva essere svolto sul pianeta dove questa risiede.

Francamente, vista la situazione, non sento l’esigenza di mostrarmi dalla parte giusta o sbagliata, peraltro facilmente intercambiabili, il moralismo non è una priorità.

Ma mi sento responsabile, oltre che vittima, per non aver trovato il modo per una azione efficace
(impastoiato da pregiudizi ho rifuggito ambienti che contano, ad es., o anche, ho letto e riletto la lezione invece di voltar pagina e passare alla successiva) dato che, seppur per sommi capi, avevo capito per tempo e non ho fatto abbastanza.

Ultimo aggiornamento 23 giorni fa effettuato da Primadellesabbie
Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
2 Settembre 2021 7:32

Credo di capire e condividere i problemi di cui parli, dato che attanagliano anche me (magari con modalità diverse, ogni percorso esistenziale ha le sue peculiarità). Ad esempio i pregiudizi, relativi ad ambienti frequentati o comportamenti da tenere in determinate situazioni: non so se tu abbia visto il video di Zeri che ho postato in un commento, ecco più volte mi sono chiesto se al posto suo, in una coerenza massima, avrei rifiutato il riconoscimento o avrei approfittato dell’occasione per lanciare qualche messaggio al mondo della cultura (e non solo). Dato un carattere schivo probabilmente avrei optato per la prima ipotesi, non so però se sarebbe stata la scelta migliore. E si, può darsi che nessuno abbia fatto abbastanza, non siamo riusciti a trovare l’azione efficace, va detto però che l’impresa è improba: leggo i tuoi commenti e penso siano una gran testimonianza, difficilmente attribuibile alla “parte sbagliata”, ed a questi avrai affiancato azioni concrete nella vita quotidiana, che non posso conoscere ma sono certo ci siano state; altri, magari molto più influenti e consapevoli di noi sin dall’inizio (anche per meri motivi di nascita) non si son neppure posti il problema. Immagino che qui stia la differenza principale, c’è… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 22 giorni fa effettuato da Hospiton
Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
2 Settembre 2021 9:35

Avevo dimenticato Zeri, visto.
È incredibile cosa si possa fare tenendo fermo un punto di riferimento, l’arte in questo caso. Insuperabile.
(E non ha perso l’occasione per tirare le orecchie al trombone Eco!)

Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
2 Settembre 2021 10:31

Già, un meraviglioso “irregolare” con una storia incredibile che coinvolge Longhi, Berenson, Getty, Frederick Antal…in quanto a Eco si è beccato un paio di affondi niente male, evidentemente anche lui non era del tutto estraneo ad un certo modus operandi (e mi spiace dirlo perché alcuni suoi libri mi hanno divertito e incuriosito, come “Baudolino” o “Il cimitero di Praga”, lavori dove forse si concesse più libertà rispetto all’attività accademica o di opinionista).
Nei confronti dello studioso alessandrino si è espresso duramente anche Carpeoro, di seguito il video

https://www.youtube.com/watch?v=5BcqeAWHicw

l’affondo su Eco è a 1h 32, poche ma pesanti parole

ps se non hai già visto questa conferenza di Carpeoro te la consiglio per intero, molto interessante (purtroppo l’audio non è perfetto)

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
2 Settembre 2021 10:42

Le esternazioni di Carpeoro sono uno dei fenomeni interessanti del nostro tempo, seguo fin dalle primissime battute e credo di capire delle cose.
(È ingiustificabile la sciatteria di chi registra queste conferenze).

danone
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
2 Settembre 2021 10:52

Anch’io prendevo regolarmente la mia dose di Carpeoro racconta, poi dopo aver raccontato di essere d’accordo sull’adozione sistemica del green-pass, ma non solo per quello, mi sono disintossicato e ho smesso.
Per me è lui un cialtrone, non chi muove a lui certe critiche e si fa etichettare così da lui.
E’ ancora troppo vanaglorioso per essere un vero iniziato.

Hospiton
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
2 Settembre 2021 11:09

Ti comprendo, devo ammettere che alcune sue uscite sulla situazione attuale mi hanno spiazzato, ricordo qualche battibecco con il conduttore Fabio (leggero nella forma ma non nella sostanza) sull’andamento della campagna vaccinale in Israele. Mi parve seccato dalle obiezioni, una reazione difficile da interpretare (ma ho l’impressione che il parlar troppo d’attualità senza dati sufficienti alla lunga l’abbia stancato). Credo rimangano interessanti i suoi studi sui Rosacroce e la Tradizione, sono argomenti che mi appassionano da prima di imbattermi in Carpeoro e nelle sue conferenze ho trovato rilevanti corrispondenze con quanto appreso in precedenza su testi di altri studiosi come la Yates. Ovviamente non si può prender nulla per oro colato, sappiamo di muoverci su un terreno insidioso.

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  Hospiton
2 Settembre 2021 15:35

Hospiton e Danone.

Il valore o meno di ciò che uno sa o dice non lo mette al riparo da prese di posizione incoerenti o che possono sembrare tali, e questo vale anche per gli iniziati di grado più elevato.

Alcuni elaborano rigorosamente i ragionamenti senza uscire dagli schemi, così che le umane e ineludibili incoerenze si possono cogliere solo alla lunga e usando grande attenzione, altri, come il nostro, si pronunciano su una vasta gamma di argomenti e la cosa si può cogliere con maggiore facilità, le occasioni non mancano.

Sono stato disturbato anch’io da questa posizione sulla vaccinazione, che però era stata preannunciata in tempi non sospetti a commento della legge Lorenzin.

Nello specifico si tratterebbe di chiarire con quale tipo di Stato ognuno di noi desideri avere a che fare.

Ad ogni modo date un’occhiata qui, è di pochi mesi fa, da 48’00” a 51’00”:

https://www.youtube.com/watch?v=vnI5g8iH69k

Ultimo aggiornamento 22 giorni fa effettuato da Primadellesabbie
danone
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
2 Settembre 2021 19:21

Non è sufficiente a giustificarlo.

1 crede ad un virus più pericoloso di quel che si è oggettivamente dimostrato e con questo è caduto comunque anche lui in una falsa narrazione.

2 ritiene che i vaccini siano l’unica soluzione quando non ce ne sono altre. Questa è un’idiozia perchè è l’opposto, cioè puoi e devi sempre e comunque lavorare nel miglioramento delle condizioni igieniche e di alimentazione-attività fisica al sole. I vaccini è dimostrato sono intervenuti solo in fase già calante di ogni pandemia, lo spiegava bene anni fa persino quel delinquente di grillo in un suo spettacolo.
E poi tutta la questione green-pass.
Il problema di Carpeoro è che si sente superiore al suo prossimo, grazie alla sua cultura ed ai suoi studi, ma di vera ricerca interiore ne ha fatta pochina o ha travisato il lavoro da fare, capita, è carattere, ma l’iniziato le supera certe questioni.
Ho anche il sospetto che come massone, capisca meglio il punto di vista delle elite massoniche, promotrici di progetti secolari, se non millenari, che quello del vile popolino.

Ultimo aggiornamento 22 giorni fa effettuato da danone
danone
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
2 Settembre 2021 9:41

Capisco anch’io ciò che scrivi, ma ti dico anche che il senso di colpa che provi, è inutile ed ipocrita provarlo per le sorti degli altri, lo devi limitare solo sulle tue di sorti, e poi non deve essere nemmeno un senso di colpa, ma una valutazione il più possibile oggettiva e responsabile, di azioni, pensieri e comportamenti.
Con quella vai davanti al tuo dio-coscienza e ascolta che succede, poi mi saprai dire.

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
2 Settembre 2021 10:20

Una delle nostre caratteristiche è quella di suggerire agli altri il comportamento corretto, indicare il negozio del tabaccaio a chi chiede un fiammifero credo sia l’archetipo.

Comunque grazie, pur non trascurando l’importanza del tuo appunto, penso che il coinvolgimento sia connaturato alla nostra condizione, tanto che subiamo le conseguenze del nostro mancato influire efficacemente sul comportamento generale.

Prendere le distanze non è di nessuna utilità, e pensare a noi stessi avulsi dalla comunità che ci circonda ci colloca in un’altra era, cosa che può avere i suoi vantaggi, ma noi siamo capitati qui e ora.

Si possono vivere le due esperienze, ma una non dovrebbe essere l’alibi per evitare o improntare il modo di affrontare l’altra.

Ultimo aggiornamento 22 giorni fa effettuato da Primadellesabbie
danone
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
2 Settembre 2021 10:37

Da quello che scrivo si capisce che non considero inutile il lavoro per gli altri o anche solo il buon esempio, non fraintendere la critica che ti ho mosso.

Tu hai scritto..
tanto che subiamo le conseguenze del nostro mancato influire efficacemente sul comportamento generale.

Dove è scritto che è così, su quale pietra?Questo per me è già quasi un delirio di onnipotenza inconscio, non so se è chiaro.
Ti serve pensarla così, ok, ma non puoi averne certezza, se no vivi ancora nella dimensione del cantarsela e del suonarsela.
Non prenderla come una critica a te persona, che non conosco, ma ad un modo di pensare egoico-egoistico, da falsa personalità ipocrita ed infantile, che abbiamo tutti, me compreso.
Vanno superati certi punti di vista completamente arbitrari ed emotivi, legati ad una importanza personale, che per noi è ancora alta, per molti è tutto, ma per l’essere universale è niente, fino a prova contraria ovviamente.

Ultimo aggiornamento 22 giorni fa effettuato da danone
Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
2 Settembre 2021 10:54

Ho usato il noi di proposito, noi subiamo perché noi non abbiamo influito efficacemente, ciascuno secondo le sue occasioni e possibilità.

Si tratta della dinamica implicita che la possibilità di pensare instaura in una comunità con le caratteristiche di quella in cui ci troviamo a vivere.

Non vedo arbitrarietà o emotività.

danone
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
2 Settembre 2021 11:04

E’ arbitrario ed emotivo usare questa valutazione sugli altri o su un ambiente relazionale collettivo astratto.
La giusta utilità ed oggettività di queste riflessioni, che nascono da dentro, la ottieni solo se la limiti a te stesso e alle tue personali relazioni.
In quell’ambito forse qualcosa di oggettivo puoi capire e reindirizzare, nuovi obiettivi del tuo agire, se no è solo teoria sociologica, non ricerca di consapevolezza.

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
2 Settembre 2021 13:00

Non ho capito perchè mi coinvolgi in queste serie di affermazioni concatenate.

Ti ringrazio per l’attenzione, ma ho delle idee al proposito, sulle quali lavorare.

danone
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
2 Settembre 2021 13:14

A volte le serie di affermazioni concatenate contengono linee logiche condivisibili, ma non è necessariamente una priorità riconoscerlo :-))

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
2 Settembre 2021 13:53

Sarebbe proprio l’uso inappropriato e indiscriminato della logica, secondo l’opinione degli inventori di questa forma di ragionamento, a costituire uno degli ostacoli alla crescita del nostro mondo.

Ultimo aggiornamento 22 giorni fa effettuato da Primadellesabbie
danone
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
2 Settembre 2021 14:25

Personalmente propendo più nel definire la logica come l’anticamera che deve fare la ragione, necessaria per accedere a forme di contemplazione superiore, però sono percorsi indimostrabili, seppur condivisibili, una volta esperiti a vario grado.

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
2 Settembre 2021 15:39

Una parte dell’umanità ha dato il meglio di se stessa in epoche nelle quali la logica non esisteva.

danone
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
2 Settembre 2021 18:34

Non concordo :-))

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
2 Settembre 2021 19:32

C’è poco da concordare, la logica è stata inventata da una scuola analoga a quella che ha inventato il sanscrito, e che identifichiamo con il nome del letterato Panini, quando la cultura indiana era al suo apice, ed era stata pensata per poter discutere di un ristretto campo di argomenti, data la sua portata riduttiva rispetto alla possibile estensione del pensiero.

Gli appartenenti a quella scuola mai avrebbero pensato che la logica sarebbe stata adottata come metodo di ragionamento da una intera civiltà e, quando gli eredi di quei pensatori si resero conto di cosa stavano combinando i greci, non riuscivano a capacitarsene e lo scrissero.

Ultimo aggiornamento 22 giorni fa effettuato da Primadellesabbie
danone
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
2 Settembre 2021 20:02

Su questo posso anche concordare.
La funzione superiore della facoltà razionale della mente è il pensiero intenzionale e intuitivo-creativo, non la logica.
La logica appartiene alla mente analitica-associativa, che funziona attraverso l’ analisi e il ragionamento.
Il processo logico è il lavoro più “nobile” della mente analitica, il pensiero intenzionale è il lavoro superiore della mente non associativa, ma creativa-intuitiva, così credo che ci capiamo, anche se poi non concordiamo.
A parer mio servono entrambe, anche quì non c’è antitesi o contrapposizione.
Un buon lavoro fatto sul piano logico è trampolino per un uso superiore della mente.
Una mente incapace di distinguere un processo logico da uno illogico non va da nessuna parte.

Ultimo aggiornamento 22 giorni fa effettuato da danone
Gino
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
2 Settembre 2021 22:24

Se la mia ‘interpretazione’ della logica è corretta, il tuo errore (un errore che a mio parere condividi con la stragrande maggioranza della popolazione) sta nell’attribuire alla logica un campo molto più vasto rispetto a quello che effettivamente le compete. In estrema sintesi, la funzione assolta dalla logica è sempre ed esclusivamente descrittiva: essa permette di esplicitare, al di là di ogni ragionevole dubbio, una parte di ciò che venga detto; permettendo una comprensione sicura circa la parte meccanica (algoritmica) di ciò che venga espresso (soprattutto stabilendo alcune ben precise relazioni insiemistiche). In pratica, la logica semplicemente descrive; il suo campo è esclusivamente quello della sintassi; un processo logico può essere sensato oppure può essere insensato, può essere utile oppure totalmente inutile, può sia servire a veicolare che a non veicolare significato (ma in ogni caso il significato non appartiene al campo della logica). « Una mente incapace di distinguere un processo logico da uno illogico non va da nessuna parte. » Un esempio banale, ma utile a chiarire il senso di ciò che dico: un qualsiasi sorgente, anche se scritto a casaccio, se compilabile ed eseguibile è implicitamente perfettamente logico. (la seguente citazione può permettere di cogliere almeno una… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 22 giorni fa effettuato da Gino
danone
Utente CDC
Risposta al commento di  Gino
2 Settembre 2021 22:40

Molto interessante il tuo intervento Gino, me lo leggerò meglio.
Intanto mi è soggiunto un altro esempio, poi è chiaro che su questi ragionamenti sono il primo ad aggiornare i miei punti di vista.
La logica è come la giusta via di un labirinto.
Non so perchè c’è il labirinto o perchè è fatto così, ma so per certo che se riconoscerò ed intraprenderò la giusta via, arriverò all’uscita, aperta su un altro luogo e la logica finisce sulla soglia di accesso a quel luogo.
Anche la mente logica è un mezzo per accedere oltre.

Gino
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
3 Settembre 2021 0:39

« se riconoscerò ed intraprenderò la giusta via »
ecco, appunto … ma in ciò, la logica, che c’azzecca?
Tutto ciò che è esclusivamente meccanico (ovvero, esclusivamente algoritmico), è inevitabilmente e totalmente sterile: niente in esso può avere a che fare con cose come l’interpretare ed il riconoscere, ed anche con il giusto o lo sbagliato. Da cosa ciò dipenda, dentro di noi, è tuttora un gran mistero. Quel poco che sappiamo con sicurezza ragionevole, più che altro lo sappiamo in negativo, e specialmente confrontandoci con le macchine (come, ad esempio, nel caso dei computer).

Ti avverto inoltre che nel mio commento precedente ora è inclusa una ulteriore frase; quella che, nella fretta, inavvertitamente avevo escluso dalla citazione conclusiva (la prima proposizione ora in essa inclusa); ovvero, quella che probabilmente in essa è la parte maggiormente densa di significato.

Ultimo aggiornamento 22 giorni fa effettuato da Gino
danone
Utente CDC
Risposta al commento di  Gino
3 Settembre 2021 1:38

L’ho riletto e non sono affatto in grado di contraddirti.
Riconosco indispensabile la riflessione che proponi, non tanto sul contenuto, perchè potremmo non essere d’accordo, quanto sul metodo di ragionamento che hai adottato per spiegare le cose.
Per costruirlo anche tu hai cercato una logica, per descrivere certo e per fare dei collegamenti fra concetti, non hai espresso solo una sintassi o una meccanicità concettuale, c’è di più.
Il ragionamento non è solo un processo banalmente associativo, perchè può essere fatto sia roboticamente, sia con attenzione intenzionale.
Dal mio punto di vista si può parlare di logica solo in presenza di ragionamento-riflessione vigile intenzionale, non davanti ad un banale processo associativo meccanico, pur essendo un insieme auto-coerente in sè.

Ultimo aggiornamento 22 giorni fa effettuato da danone
Gino
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
3 Settembre 2021 1:55

Quello che tu chiami “logica” io lo chiamo “coerenza”: « La verità contenuta in un sistema corrisponde alla certezza ed alla completezza con cui è possibile coordinarlo con la totalità dell’esperienza. »
È comunque un fatto che molti termini linguistici possono avere molteplici significati; e talvolta anche molto ambigui. Ciò storicamente avviene anche in conseguenza del succedersi e dell’accavallarsi di tesi tra loro contraddittorie, ed anche poi in conseguenza dell’evoluzione del consenso sociale; ovvero, della polarizzazione del consenso. In logica, in tal senso, un caso eclatante è quello del significato di “tautologia”: mentre nel caso della logica moderna sarebbe il tipo di proposizione più ricca d’informazione (a causa dell’asimmetria del vero e del falso); nel caso invece della « logica formale classica, termine usato per qualificare negativamente ogni proposizione la quale, proponendosi di definire qualcosa, non faccia sostanzialmente che ripetere nel predicato ciò che già è detto nel soggetto. »

Teopratico
Utente CDC
1 Settembre 2021 22:14

Io mi domando che diavolo fanno i ventenni di oggi, cosa pensano, che dicono, dov’è la rabbia e il coraggio che dovrebbe distinguerli?

R66
Utente CDC
Risposta al commento di  Teopratico
2 Settembre 2021 2:24

Fanno esattamente ciò per cui sono stati avviati, anzi, in questo senso rappresentano la generazione più esemplare di sempre, meglio che nell’agoghé spartano.

Gino
Utente CDC
2 Settembre 2021 0:59

Citazioni 2: 1. « Il risultato è che abbiamo tutti imparato la cantilena, ma in pochi abbiamo compreso cosa sia davvero la libertà » 2. « oggi paghiamo lo scotto di questa superficialità nel confronto con […] la “cultura della cancellazione”. dicendo « libertà », non si deve in alcun modo intendere “libertà di fare e dire ciò che a ciascuno pare”, bensì “libertà dalle costrizioni irrazionali”. Nei campi dello scibile sempre, e in ogni campo, vi sono molte opzioni possibili; la “cultura della cancellazione” sempre le sopprime tutte, salvo una. La “cultura della cancellazione” sponsorizza sempre e solamente una soluzione unica: la soluzione della Senza … Da come l’autore dell’articolo che stiamo commentando scrive (ed anche dalle note della sua biografia) il lettore può facilmente trarre l’impressione che la denuncia debba riguardare soprattutto il campo delle discipline umanistiche. Avverto quindi circa il fatto che tale impressione sarebbe oltre modo ingannevole: l’omologazione avvenne e sta avvenendo soprattutto nei campi delle discipline scientifiche; e con modalità che, secondo la mia opinione, e specialmente in relazione ai loro risvolti pratici, dovrebbero indurre nello spettatore una sensazione di ancor maggiore allarme, e ancor più preoccupazione, ed anche sensazione di pericolo grave … In… Leggi tutto »

Gio
Utente CDC
2 Settembre 2021 6:18

La questione è semplice, inutile stare qui a farci tante pippe mentali. O veramente chi segue e partecipa a questi spazi sono 4 miserabili gatti, e allora farebbero meglio di smettere di miagolare alla luna e a fare fagotto e cercarsi un angolo di mondo qualsiasi per vivere quanto più possibile serenamente gli ultimi anni di vita (e senza accampare scuse perchè se si vuole si fa), oppure tirino fuori le unghie, quelle che graffiano però, che fanno uscire il sangue. Solo che dovevano farlo prima. Leggo adesso che le manifestazioni davanti alle stazioni ferroviarie sono state definite dai media come un “flop” ed è la verità. Flop non a riguardo di episodi di paventata violenza ma proprio nel senso che non c’era nessuno, 4 gatti appunto. Qualcuno mi dirà che intanto sono 4 gatti, che risveglieranno le cosienze, che faranno resistenza, che qualcuno deve pur esserci sulla barricata per difendere la libertà degli altri. Il Mondo è già cambiato…

Predator.999
Utente CDC
2 Settembre 2021 8:07

L’azione eversiva che viene esercitata sulla scuola e le università sarà sempre più violenta e mira ad eliminare il sapere e quindi la capacità di analizzare i fatti e gli eventi dalla mente della popolazione.
Secondo me, il fattore che incide sull’entità dell’azione violenta è la ricchezza di background storico e culturale della nazione.
Quando avranno domato Francia e Italia passeranno alle altre in proporzione.
Nelle nazioni, la cui popolazione si adegua più docilmente, non hanno fretta di esercitare il dominio perchè sanno che sarà più facile.

Questo sistema eversivo potrebbe essere fermato solo se gli alti ranghi delle forze armate si opponessero, ma dubito che in quelle posizioni ci siano uomini d’onore fedeli al giuramento che hanno fatto sulla Costituzione Italiana.

E’ più facile ingrassare col sangue pagato dal popolo sottomesso.

Il fantomatico GREEN PASS è il lasciapassare dell’idiozia, chi lo usa non sa di esserne affetto altrimenti lo rifiuterebbe.

Ci sono umani che desiderano essere “governati” come un branco di animali e per distinguerli c’è bisogno di un marchio.

Ultimo aggiornamento 22 giorni fa effettuato da Predator.999
gix
Utente CDC
2 Settembre 2021 12:26

Sulle Università ho già avuto modo di esprimermi, vivendo l’ambiente dal di dentro, non aggiungerei nulla di nuovo a quanto già ben detto da Hospiton e da altri. Interessante invece è il tema dell’impegno e del coraggio che ciascuno di noi può mettere in certe situazioni e circostanze della vita, come quelle surreali che stiamo vivendo. Non credo che le forze del bene abbiano da ridire se si scende a qualche compromesso con il sistema (del male) e con lo svolgersi degli avvenimenti. E’ giusto porsi il dubbio se ciascuno di noi possa fare di più e meglio rispetto a quanto faccia attualmente, seppure convinto di essere arruolato nell’esercito del bene (e non è detto che sia così…). Non credo però che a ciascuno di noi sia permesso di fare su questo mondo qualcosa di diverso da quello che in realtà fa, che può essere migliorato o peggiorato in misura trascurabile, almeno a mio parere. Il caso di Carpeoro è tipico di come può essere dannoso colui che crede di aver qualcosa da dire per salvare l’umanità, salvo poi essere convinto che con il verdepass obbligatorio e con i vaccini miracolosi si impone la salvezza stessa obbligatoria per tutti (il… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 22 giorni fa effettuato da gix
giovacairo
Utente CDC
2 Settembre 2021 12:26

In questi giorni l’ultima notizia assurda in tema di cancel culture.
A Cambridge c’è una collazione di calchi di statue del mondo classico. Dei cerebrolesi hanno storto il naso in quanto tutto questo non farebbe altro che esaltare il punto di vista eurocentrico della cultura.
Assurdo e demenziale.

Tipheus
Utente CDC
2 Settembre 2021 13:11

Realisticamente, non nel mondo dei sogni. Chiedi a un ordinario di 55 anni a 4.000 euro netti al mese, conquistati dopo una lunghissima gioventù di stenti e una serie estenuante di fasi intermedie, di rinunciare a tutto, dimettersi, andarsi a fare una “libera università non riconosciuta”, dove magari non gli danno neanche il rimborso spese, o forse solo quello, ovvero di mettersi a fare lezioni private, o magari di fare concorrenza ai liberi professionisti, però cominciando da zero, in nero, etc… rosicchiando se va bene 1.000 euro al mese…
Ce ne sono tanti, tantissimi, contrari a questa deriva, ma poi c’è la realtà, i mutui da pagare, gli studi dei figli, e tanto altro ancora…
Mi sembra come il passaggio evangelico del ricco al quale si chiedeva “vendi tutto, dai il ricavato ai poveri, prendi la croce e seguimi…”. Sì, qualcuno magari lo farà, ma secondo voi è una soluzione?

Ultimo aggiornamento 22 giorni fa effettuato da Tipheus
danone
Utente CDC
Risposta al commento di  Tipheus
2 Settembre 2021 13:24

Se te lo poni come un dubbio vuol dire che non hai capito i termini della questione.
Chi la pensa così, senza rendersene ancora conto, sta valutando solo su ciò che pensa lui di perdere, senza accorgersene sta facendo una classificazione sua, dei valori ai quali rinuncerebbe o meno.
Non gli passa affatto per la mente, ed è questo l’errore, che questa sua classificazione dei valori sia sbagliata e che invece perderà qualcosa di ancor più inestimabile valore di quel che pensa, ma che oggi ancora lui non sa riconoscere e vedere.
A casa mia questo è un problema se si presenta, non solo nel Vangelo.

Ultimo aggiornamento 22 giorni fa effettuato da danone
Bertozzi
Utente CDC
Risposta al commento di  Tipheus
2 Settembre 2021 22:12

Sulla gioventù di stenti e le fasi estenuanti mi è quasi scesa una lacrimuccia.

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