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Se i terroristi hanno preso di mira la Russia, chi c’è dietro i terroristi?

DI TONY CARTALUCCI
journal-neo.org

Undici morti e decine di feriti: questo il computo dell’attacco nella metro di San Pietroburgo. Gli analisti occidentali ne danno la colpa o a terroristi ceceni o a gruppi affiliati ai guerriglieri siriani.

 

Si sta cercando di sminuire la portata degli attacchi e di sfruttarli politicamente contro Mosca. Un pezzo sul Sydney Morning Herald (“Fears of a Putin crackdown after terror attack on St Petersburg metro” ) prova a ipotizzare:

 

Ma quindi di chi è la colpa? Nessuno lo ha detto chiaramente. Frank Gardner della BBC dice che i sospetti vanno su nazionalisti ceceni o su un gruppo emulatore dell’IS, che vuole vendetta per gli attacchi aerei di Putin in Siria. O forse entrambi.

 

Putin in passato ha fatto tacere le proteste civili con il pretesto della sicurezza: lo farà anche stavolta, e funzionerà?

 

Almeno un commentatore pro-Cremlino ha collegato l’attentato alle recenti manifestazioni organizzate dall’avversario politico di Putin.

 

Le manifestazioni ed i gruppi terroristici coinvolti hanno un denominatore comune – entrambi sono promossi dalle élite americano-europee, con il secondo gruppo che riceve anche un significativo sostegno materiale da Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti.

 

Sono decenni che vengono foraggiati finte ONG e gruppi armati per cercare di strappare la Cecenia a Mosca.

 

Oltre la Cecenia, la DIA (Defense Intelligence Agency) statunitense, in una nota del 2012 (PDF), ha ammesso che:

 

Se la situazione precipita, potrebbe nascere un principato salafita nella parte est della Siria (Hasaka e Der Zor): questo è proprio ciò che vogliono i sostenitori dell’opposizione per isolare il regime siriano, considerato come un’appendice del regno sciita (Iraq e Iran).

 

Il memo DIA spiega poi esattamente chi siano questi sostenitori del “principato salafita” (e chi i suoi veri nemici):

 

L’Occidente, i Paesi del Golfo e la Turchia sostengono l’opposizione; Russia, Cina ed Iran sostengono il regime.

 

In sostanza, il “principato salafita” (leggi “stato islamico”) è stata una creazione degli Stati Uniti per effettuare un regime change in Siria. L’attuale sedicente “Stato Islamico” si trova proprio in Siria orientale. Il suo evidente ruolo è minacciare Damasco ed impedirne la pace.

Il fatto che la Turchia, che è nella NATO, funga da centro di supporto non solo per l’IS ma anche per Al Nusra (costola regionale di Al Qaeda) fa supporre non solo un loro coinvolgimento nei fatti di San Pietroburgo, ma anche quello dell’Occidente e dei suoi alleati.

 

Che gli Stati Uniti siano o meno direttamente coinvolti non è rilevante. Senza l’aiuto dato a questi gruppi da Washington e relativi alleati, un tale caos globale non sarebbe possibile. Gli attacchi politici alla Russia ora si sono forse trasformati in attacchi terroristici.

 

Come dice un report del 2009 di Brookings Institution, per minare un paese è essenziale fomentarne i movimenti di piazza.

 

Nel documento si spiega bene cosa fare per rovesciare il governo iraniano:

 

Se si riuscisse a scatenare una rivolta contro il regime clericale, bisognerebbe poi appoggiarlo militarmente: il che vuol dire che una rivoluzione colorata potrebbe non essere la scelta giusta. Il regime iraniano potrebbe non arrendersi ma invece lottare strenuamente. O si scongiura un intervento militare di Teheran oppure Washington deve intervenire in prima persona.

 

Il documento inoltre suggerisce di finanziare eventualmente anche gruppi terroristici, tipo i Mujahedin:

 

Gli Stati Uniti potrebbero collaborare con gruppi come il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (NCRI), che ha sede in Iraq, e la sua ala militare, i Mujahedin-e Khalq (MEK), aiutando le migliaia di suoi membri che, sotto il regime di Saddam Hussein, hanno condotto guerriglie ed operazioni terroristiche contro il regime dei mullah.

 

Il documento dice anche che:

 

Il MEK rimane nella lista di Washington delle organizzazioni terroristiche straniere. Nel 1970, il gruppo uccise tre ufficiali degli Stati Uniti e tre contractors civili in Iran. Durante la crisi degli ostaggi del 1979-1980, il gruppo appoggiò la decisione di prendere ostaggi americani. Infine, Elaine Sciolino ha riferito che mentre i leader dei gruppi hanno condannato pubblicamente l’11/9, all’interno lo si è festeggiato.

 

Nel 1981, il MEK ha bombardato il quartier generale del Partito della Repubblica Islamica, l’allora principale organizzazione politica della leadership clericale, uccidendo circa 70 alti funzionari. Tra il 1998 e il 2001, ha rivendicato una dozzina di omicidi contro obiettivi civili e militari iraniani. Per collaborarci, Washington dovrebbe almeno rimuoverlo dalla lista delle organizzazioni terroristiche straniere.

 

Se dunque il potere americano ha finanziato gruppi terroristici all’estero ma anche nei propri confini, perché non dovrebbe fare lo stesso con la Russia?

 

L’America fa solo finta di combattere l’IS in Siria, in realtà non ne attacca i suoi palesi finanziatori. I fatti di San Pietroburgo potrebbe essere solo l’ultimo di una lunga serie di attentati orchestrati a fini geopolitici.

 

Avendo fallito in Siria e non avendo alcuna leva al tavolo dei negoziati, gli U.S.A. vogliono far vedere a Mosca che possono ancora crearle del caos, sia in Russia che nei paesi a lei alleati.

ESTRATTO DA:
Tony Cartalucci
Fonte: http://journal-neo.org
Link: http://journal-neo.org/2017/04/04/if-terrorists-targeted-russia-who-s-behind-the-terrorists/
4.04.2017
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura  di HMG

Pubblicato da Davide

  • adestil

    la realtà è una,la russia non è una vera potenza capace di proiettarsi come gli USA..
    l’abbiamo visto in Siria a che è servito mandare aerei vincere alcune battaglie ma di fatto non vincere la guerra?Per quale motivo Putin ha ritirato anticipatamente buona parte delle flotta e degli aerei dano possibilità agli USA di mettere in campo 1000uomini supportati da carrarmati e aerei e cacciare ISIS da Mosul per spingerli proprio nella zona della Siria controllata da russi ed Assad?
    Ora poi gli USA hanno pure organizzato la trappola delle armi chimiche (dopo l’attacco kamikaze a San Pietroburgo o le manifestazioni in piazza dopo l’ultimo attacco ai russi che è stata l’uccisione dell’ambasciatore)e all’ONU tutti vogliono invadere la Siria ed i russi fanno la figura di chi appoggia i massacri chimici dei bambini..
    Anche se non si arrivasse all’invasione USA-UK-Francia-Italia tuttavia l’immagine di Putin sarebbe distrutta..e sicuramente nuove sanzioni o pignoramento ricchezze dei boiardi del petrolio che sostengono Putin e ne dirigono le mosse,sempre troppo lente e mai audaci,hanno quasi paura di vincere..

    • Gino2

      questo dubbio ti viene perché presumi che Russia e Usa si scontrino veramente invece di vedere il loro “collaborare” a un certo livello (interessi interessi e interessi, soldi soldi e ancora soldi) mentre mantengono uno scontro “d’ufficio” come facciata.

    • MarioG

      Sicuramente la capacità di “proiezione” della Russia è una frazione di quella degli USA. In effetti, gli USA non fanno che “proiettarsi” ai massimi livelli da 100 anni.
      E al momento vogliono bloccare sul nascere il riemergere della Russia come potenza mondiale, e lo vogliono in misura non inferiore di quanto deisderino contenere la Cina.

      Ora, la Russia non ha nessuna intenzione di proiettarsi al pari dell’impero USA e mi pare che non aspiri a nulla del genere in tempi prevedibili. Si ricordano come può essere costoso anche un intervento sul vicino di casa, come l’Afganistan. Se sono intervenuti in Siria è perchè sanno benissimo che la distruzione della Siria è una minaccia diretta ai loro stessi confini. E anche in queste condizioni sono, come lei ha osservato, molto parsimoniosi nei mezzi. E probabilmente fanno bene a non mettere sul tavolo tutto il potenziale, cercando piuttosto di coinvolgere altri alleati, come l’Iran, allo stesso scopo.

      Lasciando da parte possibili precipitazioni degli eventi con attacchi NATO alla Siria, non sarei così sicuro come lo è lei sull’esito della demonizzazione di Putin. L’ iniziativa di Putin nel 2013, all’indomani del primo falso attacco chimico di Assad, l’ha di fatto innalzato nella considerazione e nella credibilità all’interno della comunità internazionale, la quale, per fortuna, non è fatta solo di Mogherini, Hollande e Merkel.

  • antonio maria cacciapuoti

    una cosa è certa, la matrice islamica come sempre. Poi si possono fare congetture su un asse dem USA- Arabia Saudita per frenare le ingerenze repubblicane di Trumph sugli accordi internazionali svaniti con la sua elezione; oppure un moto interno islamico o una sorta di vendetta che scuote la Russia dalla Cecenia a Mosca appunto. Non dimentichiamo la situazione in Ucraina e la NATO che nei suoi quadri non vuole perdere l’egemonia (al pari di altri) come invece può accadere con un ulteriore avvicinamento di Mosca all’Occidente. Tante ipotesi, una sola certezza

  • Jeorge Confederate Flag

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