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SCOPERTA

DI MIGUEL MARTINEZ
Kelebek

Scusate, in questo periodo vado poco sui blog degli amici, per assoluta mancanza di tempo.

E’ per questo che scopro solo adesso il più brillante e azzeccato, ma anche comprensibile saggio sul neofascismo che io abbia mai letto. Una cosa che potrei solo chiamare, definitiva. E che, ovviamente, condivido in tutto.

Chi è interessato all’argomento, deve assolutamente leggere questo saggio di dieci giorni fa:

IL DICIOTTENNE DI FORZA NUOVA

DI EUGENIO CAZZIDUI
The Jesus Web Concept

Non importa che sia diciottenne, o che sia di Forza Nuova; potrebbe avere 14 anni e nessuna esperienza di partito (per fortuna), potrebbe averne 88, di cui una dozzina di militanza nell’MSI. L’età anagrafica non è influente: è “diciottenne” perché è un eterno adolescente. Si tratta di una maschera della commedia dell’arte politica post-contemporanea. C’è una proprietà necessaria e sufficiente a renderlo tale: impegnarsi costantemente in un commento infinito del Fascismo (maiuscola); in questo, ha molto in comune con Giorgio Bocca – un Bocca molto meno colto ma molto più simpatico. Per procedere il nostro studio in proposito, dunque, dobbiamo ricostruire che tipo di commento questo sia, perché è infinito, e cosa sia il Fascismo (maiuscola) suo oggetto.
Prima di tutto, però, un piccolo disclaimer. Quello che segue non vuole essere minimamente offensivo! Al contrario di Giorgio Bocca, infatti, io non credo che il DdFN incarni il Male Assoluto™. Spesso il DdFN, a prescindere da tutte le cappellate che è in grado di partorire, si rivela un bravo ragazzo, un amico leale, un cittadino onesto. Ma procediamo.

Inizierei dalla fine, domandandomi: cos’è il Fascismo (maiuscola)? Il Fascismo è un esistenziale del DdFN. I due si presuppongono a vicenda. Da ciò deduciamo che con Fascismo, qui, non si intende ne’ un fenomeno storico, ne’ una categoria politica; il che ci permette di semplificare di molto il nostro compito. Se intendessimo con questo termine la parabola storica del ventennio, e ci soffermassimo in una sua analisi seria e dettagliata, saremmo condannati ad una mole enorme di lavoro che ci allontanerebbe dal nostro obiettivo: discutere del DdFN. Ciò cui si accenna qui con Fascismo è qualcosa di mitologico, eterno, immutabile ma inafferrabile; è il rifugio di un’aspettativa escatologica a cui il DdFN, spesso, resta per sempre fedele. Trae queste sue qualità da qualcosa che ha caratterizzato sul serio il fascismo con la minuscola: ovvero il fatto di non essere mai stato pensato, di non avere mai avuto un solido riferimento ideologico, e di essere stato così caratterizzato, nel bene e nel male, da una pluralità di momenti e posizioni, in tutta la sua storia. Ma l’impreparazione speculativa del DdFN gli sbarra la strada all’esperire il fascismo-con-la-minuscola nel pieno della sua complessità e non rara contraddittorietà; è irretito da questa visione poliedrica e fantasmagorica, e non riesce a superarla, perché gli manca il linguaggio. C’è qualcosa, però, che può aprire la strada all’interpretazione delle mille onde che increspano quell’affascinante lago multicolore: è quella patologia contemporanea per cui le parole non hanno più nessun significato. Se è così, qualunque evento storico reale può essere “interpretato” fino a diventare il suo contrario; e, complice anche la diffusione su internet di certa “informazione” di bassa lega, ne consegue inconsciamente che ogni faccia del fascismo storico può anch’essa essere ribaltata ad libitum. A questo punto diventa tutto più facile: senza dover nemmeno affaticarsi a fare uso dell’argomentazione razionale, il DdFN scopre che, celebrando gli intenti a scapito del risultato, per poi magari fare il contrario, mettendo insieme brandelli di propaganda e gagliardetti del Duce, leggendo ogni singolo tassello fuori dal suo contesto storico, ognuno di essi assume il colore giusto perché il loro complesso si tinga della tonalità del Bene.

Mi rendo conto che quello che ho descritto è un processo comune a tutte quelle che Perniola ha definito, in “Contro la comunicazione” (libricino molto strano e molto interessante che spesso saccheggio impudentemente), “sensologie”: versioni caricaturali delle vecchie ideologie, impalcature vuote, del tutto indeterminate e controllabili. Non c’è nulla che renda camerata un camerata, se non il fatto di essere camerata. In questo contesto, la domanda “perché sei un camerata?” non ha nessun senso: il Fascismo si regge sul consenso implicito di tutti i suoi sostenitori a non porla affatto.

Simili procedimenti portano anche alla nascita del Rivoluzionario da Centri Sociali (RdCS) o di un Liberalpsicotico standard (per esempio, una Lisistrata qualunque). Ciò che è più interessante, nel caso del DdFN, è che lui appartiene all’unica di queste specie che non ha una filosofia di riferimento; non solo: è anche la specie sconfitta per eccellenza, esclusa dal vivere civile. E’ l’esclusione a costringere il nostro amico alla pressoché totale ineffettualità politica, supportata da un moderato uso stupefacente di filosofia della storia.

Il Fascismo, dunque, ha bisogno del commento infinito del DdFN, e a sua volta il DdFN è tale solo nel produrre questo commento. Perciò questo Fascismo è strutturalmente destinato a restare per sempre nel vago e nell’indefinito. Ecco perché il compito del DdFN non finisce mai: non si tratta di un discorso argomentativo volto alla riattualizzazione della politica del ventennio, non è una prolusione storica che intenda riabilitare la condotta, non sempre esattamente esemplare, delle camicie nere. E’ piuttosto un circolo vizioso, che afferma che il Fascismo è figo perché è un sacco figo, chiamando in causa materiale a volte di dubbia provenienza, interpretato in modo distorto e limitato, appiattito sulla sola dimensione che fa comodo in quel momento, “arricchito” da divertentissime considerazioni personali e frasi ad effetto; non ha nessun vero scopo se non identificare il DdFN in quanto tale, in modo da permettergli di fare amicizia con i suoi simili. Insomma, si tratta o no di un personaggio pubblicitario?

Scoperta

Miguel Martinez
Fonte: http://kelebek.splinder.com/
Link: http://kelebek.splinder.com/1170419840#10805019
02.02.2007

Il diciottenne di Forza Nuova

Eugenio Cazzidui
Fonte: http://thejesuswebconcept.splinder.com/
Link: http://thejesuswebconcept.splinder.com/post/10628863#comment
20.01.2007

Pubblicato da God

  • Interconnessioni

    La manipolazione giovanile, politica o pubblicitaria che sia, in questo caso entrambe, è evidente! Senza contare i vari passaggi di livello, gli ordini del “capobanda”, a sua volta portaborse del tale “pezzo grosso” che si vede poco perchè impegnato in Inghilterra, o dove ha i suoi affari, che guardacaso coincidono nella loro realizzazione economica con gli scopi dell’idea che sottende il “credo”, anche (e meglio) se non definito completamente, così nel suo ambito (che resta invece molto ben definito nei suoi clichè giovanil-populisti) si può saltare a piè pari sui dettagli che diventano viceversa diktat, a discrezione delle dirigenze, da applicare ai pollastri “rinchiusi” nel recinto ideologico-comportamentale.Ciò è dovuto in gran parte al sanguinario cincischiare secolare e interessato della kultura imperante che permette per dirla alla “Syriana” a ristrette oligarchie di vivere sulla speculazione mondiale, un tempo (tra le altre) di spezie e oggi di petrolio. Tutto il resto dev’essere “governato” e quindi manipolato. La cultura è tutto all’opposto, e unita all’educazione coerente, familiare e di gruppo (scuola, atelier, agorà…), può e deve grandemente contribuire a formare la libera coscienza dell’individuo.Questo sì che è un sacco figo! Altro che andar in giro a “spaccar crani” di ebrei , extracomunitari, o tifosi dell’opposta fazione! Continuiamo a darci da fare, personalmente e nelle nostre famiglie, per cambiare questo trend massmediatico di merda!