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Sanzioni di merda

DI DMITRY ORLOV

Club Orlov

Quale che sia la divinità pagana responsabile del tempo di questo inverno, questa sembra che stia prendendo in giro gli americani. Non credete nel riscaldamento globale? Bene, perché allora i moscoviti non possono godersi la rara vista dei salici in fiore a gennaio lasciando voi a congelare? Il risultato è stato brutale. Non solo le temperature molto basse, in una regione dove alcune persone sembrano credere che un berretto da baseball si qualifichi come copricapo invernale, hanno esacerbato una stagione influenzale già molto brutta (il vaccino contro l’influenza standard è efficace solo al 10% contro il ceppo di quest’anno), ma hanno causato un aumento dei prezzi del gas naturale, fino a $6,4 al metro cubo, segnando un record per gli ultimi quattro anni e superando il prezzo in Asia.

I russi credono nel riscaldamento globale. Hanno aperto alla navigazione le rotte del mar Artico per tutto l’anno, sostenuta dalla nuova flotta rompighiaccio. Forniscono scorciatoie per il trasporto marittimo mondiale ed allo stesso tempo aggirano punti strategici come lo Stretto di Malacca, il Canale di Suez e lo Stretto di Gibilterra. I russi hanno anche approfittato del riscaldamento dell’Artico per aprire la regione all’esplorazione ed alla produzione di petrolio e gas. Alla fine dell’anno scorso, l’ambizioso nuovo progetto di gas naturale liquefatto Yamal si è aperto con grande entusiasmo. Un’intera nuova città è stata costruita sopra il circolo polare artico. Lo stesso Putin ha fatto una visita ed ha dato l’ordine di iniziare a pompare. Una nuova flotta di navi cisterna per il trasporto di GNL è pronta per portare il gas a clienti di qualsiasi parte del mondo.

Nel 2012 scrissi che non esiste davvero un mercato globale del gas naturale. Bene, ora c’è! (ma il resto di quel che scrissi allora vale ancora oggi). Nel frattempo, gli Stati Uniti sono andati all-in sul fracking, tecnica costosa e dannosa per l’ambiente, per lo sfruttamento degli idrocarburi marginali presenti nello scisto. Questa scelta ha comportato un aumento temporaneo dei volumi di petrolio e gas e livelli astronomici di indebitamento per le aziende coinvolte, che ora sono bloccate in uno scenario di schema Ponzi, cercando di sopravvivere mentre continuano a produrre in perdita. Ma i volumi temporaneamente aumentati hanno fatto credere agli americani di poter diventare fornitori di gas naturale in Europa e non, facendo fuori la russa Gazprom. A tal fine, a metà dello scorso anno l’amministrazione Trump ha imposto una serie di sanzioni, progettate per impedire alla Russia di aumentare la propria quota nel mercato europeo del gas (che attualmente si attesta al 40%), con grande costernazione di Germania, Austria ed altri paesi, che non vedono alcun beneficio nell’esser costretti ad acquistare gas americano, costoso ed inaffidabile.

A quel tempo, non pensavo che questa strategia avrebbe funzionato, ed ora risulta che avevo ragione. Non solo le consegne di gas statunitensi verso l’Europa si stanno rivelando una specie di scherzo, ma il primissimo carico di LNG da parte del progetto russo Yamal sta partendo per… Boston, ed arriverà all’impianto di gassificazione di Everett il 22 gennaio. Apparentemente, l’amministrazione Trump è felice di lasciare che gli europei stiano al gelo ed al buio, privati ​​dell’accesso al gas russo, ma per quanto riguarda gli stessi Stati Uniti –  sanzioni! Il fatto imbarazzante, cioè che questo episodio pressoché distrugge l’idea che le esportazioni USA di GNL possano competere col più grande produttore di gas del mondo, Gazprom, può essere facilmente risolto… rifiutando di parlare delle importazioni di gas dalla Russia e parlando invece del fatto che si sta importando gente da “sh*thole countries”.

Ma questo è un evento singolare, causato da temperature fredde da record, o un segnale delle cose che verranno? Credo che sia la via del futuro. Per prima cosa, il regime delle sanzioni non regge. Gli Stati Uniti non sono la sola “nazione eccezionale” per quanto riguarda la violazione delle proprie sanzioni: gli inglesi, di fronte alle carenze di gas, hanno scelto di ignorarle, desiderosi di diventare i nuovi clienti di Yamal. Dopo una prestazione così ridicola, perché mai qualcuno, in qualsiasi parte del mondo, dovrebbe prendere sul serio le dichiarazioni di Washington? A questo punto, gli stessi americani preferiranno probabilmente tacere su chiunque violi le loro sanzioni, per paura di essere derisi in privato. Dopotutto, ci sono modi molto più semplici per dominare il ciclo delle notizie; ad esempio, semplicemente dicendo qualcosa che dia alle persone la scusa per offendersi.

Ma mentre gli americani sono impegnati ad offendersi, c’è un’altra questione molto più grande che si profila all’orizzonte. Pensate che il Picco di Hubbert sia morto? Oh, allora che mi dite del Global Warming?… Il fatto è che il 2017 è stato a dir poco disastroso per quanto riguarda l’esplorazione di petrolio e gas. I geologi sono stati in grado di trovare solo la sostituzione per l’11% degli idrocarburi prodotti nel corso dell’anno. Questo è il peggior risultato di sempre! Nulla del genere è accaduto dagli anni ’40, quando il mondo era troppo occupato a combattere una guerra mondiale per impegnarsi nell’esplorazione di petrolio e gas. Ciò che questo significa per i prezzi dell’energia è difficile da dire: come ho spiegato in questo articolo, il conflitto tra prezzi superiori che i consumatori possono permettersi, ma inferiori ai costi di produzione, manderà in bancarotta sia consumatori che produttori, ma non tutti e non allo stesso tempo. Quel che è certo è che se questa tendenza a lungo termine dovesse andare avanti (e perché non dovrebbe?), entro un decennio inizieranno a verificarsi gravi carenze nella produzione di petrolio e gas.

Ciò che è particolarmente degno di nota di questo triste risultato è che non è per nulla sconvolgente per i russi. Questo perché la maggior parte del petrolio e del gas appena scoperti è in Russia. Lo scorso anno, ha accresciuto le proprie riserve di petrolio di un miliardo di tonnellate, di cui 350 milioni possono essere prodotte senza investire in nuove tecnologie. In confronto, l’anno scorso ha prodotto 560 milioni di tonnellate. Pertanto, a seconda del livello di investimento tecnologico, la Russia ha raggiunto un livello maggiore o uguale rispetto alla propria capacità di mantenere ed aumentare la produzione di petrolio. Una situazione analoga si verifica per il gas naturale: nell’ultimo anno, è stata in grado di far crescere le proprie riserve di 1,5 trilioni di metri cubi. È probabile che questo trend positivo continui, perché quando si tratta di esplorare le sue vaste riserve nell’Artico in rapido riscaldamento, la Russia è appena all’inizio.

Fin dal golpe del 2014 in Ucraina, a cui è seguita l’imposizione di sanzioni anti-russe, si è pensato molto a cosa occorra per revocarle. Ed ora sembra che abbiamo la risposta: basta un raffreddore. Il Regno Unito e gli Stati Uniti sono buoni esempi, ma qui ce n’è uno ancor migliore: il freddo ha fatto sì che il governo ucraino abolisse le sue sanzioni contro il fornitore russo Yuzhtran e riprendesse l’importazione di antracite russa. L’Ucraina è una sorta di Mini-Me del dottor Male americano: questo gli dice che il suo compito è quello di odiare la Russia, e così fa del suo meglio con le sue sanzioni. Ma morire di freddo ed al buio non è il massimo, e così sta cominciando ad acquistare sia il combustibile nucleare che il carbone russo.

Questa è la situazione attuale; nei prossimi anni, man mano che le riserve di idrocarburi fuori non russe si ridurranno, le carenze di produzione diverranno comuni ed i mercati si spaccheranno. I governi di gran parte del mondo, forse anche quello USA, giungeranno dunque alla conclusione che semplicemente non possono cavarsela senza l’energia russa. Desiderosi di tenere le luci accese e di non far esplodere le tubature, capiranno che è nel proprio interesse frenare la propria russofobia, andarci piano con la retorica anti-russa, sollevare od ignorare le sanzioni, e semplicemente provare a raggiungere il miglior accordo possibile con Mosca.

 

Dmitry Orlov

Fonte: http://cluborlov.blogspot.it

Link: http://cluborlov.blogspot.it/2018/01/sanctions-shmanctions.html

16.01.2018

Traduzione per www.comedonchisciotte.org di HMG

Pubblicato da Davide

8 Commenti

  1. Devo dire che l’ingenuità di Orlov mi sorprende. Cioè gli Usa si siedono a un tavolo e raggiungono un accordo nel rispetto del multipolarismo per approvvigionarsi di una risorsa strategica quale è l’energia? Orlov stesso un anno fa prospettava che gli Usa si sarebbero presi le ricchezze Saudite, cosa in parte avvenuta col golpe di Mohammad Bin Salman. Secondo voi quanto ci impiegano a mettere le mani su quelle russe, costi quel che costi?

  2. Sarebbe interessante sapere cosa pensano i nostri candidati futuri governanti, dei rapporti con la Russia, che a causa delle sanzioni, danneggiano l’economia italiana.

    • Quello che pensano non conta, tanto fanno e dicono quello che viene loro comandato.

    • Russia: un partner economico e strategico contro il terrorismo – Le sanzioni, e le conseguenti contromisure volute da Mosca, hanno pesato sull’export italiano per 3.7 miliardi di euro nell’ultimo anno complicando, inoltre, ogni possibile forma di collaborazione anche in tema di lotta al terrorismo. Il Movimento 5 Stelle lavorerà per il ritiro immediato delle sanzioni imposte alla Russia e per il rilancio della cooperazione con quello che considera un partner strategico fondamentale.

  3. Ma è mai possibile, anzi degno degli uomini, che si scatenino guerre omicide pur di possedere il monopolio del Gasss, che in fin dei conti è solo il concentrato delle scoregge di mamma Geo?.. …
    Altro che destini Divini, per l’Uomo..

  4. “I governi di gran parte del mondo, forse anche quello USA, giungeranno dunque alla conclusione che semplicemente non possono cavarsela senza l’energia russa. Desiderosi di tenere le luci accese e di non far esplodere le tubature, capiranno che è nel proprio interesse frenare la propria russofobia, andarci piano con la retorica anti-russa, sollevare od ignorare le sanzioni, e semplicemente provare a raggiungere il miglior accordo possibile con Mosca”.
    Orlov è alquanto ottimista: la domanda non è SE gli Usa attaccheranno militarmente la Russia ma QUANDO.
    Gli yankees non si siedono al tavolo per negoziare ma arraffano ciò di cui hanno bisogno.
    Spero per i Russi che Putin, Lavrov e la propria Classe Dirigente siano ben consci di questo fatto (io personalmente credo di Sì) e non facciano come Stalin che si lasciò sorprendere dall’invasione nazista in quanto si sentiva protetto dal Patto Molotov-Ribbentrop. E al giorno d’oggi, tra l’altro, non passa giorno che gli yankees non gridino al mondo la loro voglia di distruggere la Russia quindi…

  5. Ho riso così tanto nel leggere questo articolo che sono quasi arrivato alle lacrime. La lista delle stupidità neocon si allunga senza fine e ci lascia in eredità le migliori performance del Muppet Show di passata memoria. Chissà se un giorno qualcuno raccoglierà l’eredità per farci un “Neocon Show” più spassoso di quello che oggi offre Crozza.