Resistere alla tirannia dipende dal coraggio di non conformarsi

 

Barry Brownstein – American Institute for Economic Research – 6 novembre – 2021

 

Lo psicologo sociale Roy Baumeister inizia il suo libro “Evil: Inside Human Violence and Cruelty”, con una proposizione che sarà controintuitiva per molti: “Il male di solito entra nel mondo senza essere riconosciuto dalle persone che aprono la porta e lo lasciano entrare. La maggior parte delle persone che perpetrano il male non vedono ciò che stanno facendo come male“.

Liquidare i malfattori come “pazzi” è un tentativo di assolvere sia loro che noi dalla responsabilità. Baumeister osserva: “Le persone diventano estremamente turbate e abbandonano l’autocontrollo, con risultati violenti, ma questa non è pazzia“. Se solo i “pazzi” commettono atti “malvagi”, potreste ragionare che non c’è bisogno di rafforzare i muscoli spirituali e morali. Si potrebbe saltare la riflessione, lo studio e la pratica che costituiscono la forza spirituale e morale.

Voi, chiede Baumeister, “obbedireste all’ordine di uccidere civili innocenti? Aiutereste a torturare qualcuno? Sareste rimasti passivamente a guardare mentre la polizia segreta trascinava i vostri vicini nei campi di concentramento?” e prosegue: “La maggior parte delle persone dice di no. Ma quando tali eventi accadono davvero, la realtà è ben diversa“. Oggi, per restare in tema, obbedireste all’ordine di sparare sulle persone che si rifiutano di rispettare gli obblighi?

In uno dei libri più istruttivi sulla Germania nazista, “Ordinary Men: Reserve Police Battalion 101 and the Final Solution in Poland”, lo storico Christopher Browning esplora il motivo per cui la maggior parte delle persone dice sì e commette atti atroci anche quando gli viene data la libertà di dire no.

Gli uomini del Battaglione di Polizia 101 non erano assassini psicopatici appositamente selezionati. Inizialmente, il Battaglione fu istituito per far rispettare il dominio nazista nella Polonia occupata. Alla fine, la loro missione cambiò, portandoli ad essere gli assassini genocidi di ebrei che erano incaricati di radunare. Browning spiega: “La maggior parte degli assassini non erano appositamente selezionati, ma estratti a caso da una sezione trasversale della società tedesca, e non uccidevano perché costretti dalla minaccia di una terribile punizione per aver rifiutato“. Per lo più erano “poliziotti della riserva, di mezza età“. Non era stata la guerra a spingere questi uomini alla depravazione, “non si erano trovati sotto il fuoco nemico, né avevano perso dei compagni“.

Browning esplora una delle loro prime azioni omicide, “sparando a circa 1.500 ebrei nel villaggio polacco di Józefów nell’estate del 1942“. Il maggiore Wilhelm Trapp si rivolse ai suoi uomini prima dell’inizio della sparatoria: “Pallido e nervoso, con la voce strozzata e le lacrime agli occhi, Trapp lottava visibilmente per controllarsi mentre parlava. Il Battaglione, disse a malincuore, doveva svolgere un compito spaventosamente sgradevole. Questo incarico non era di suo gradimento; anzi, era altamente deplorevole, ma gli ordini venivano dalle più alte autorità“.

Trapp fornì una “giustificazione” per l’imminente massacro – gli ebrei stavano danneggiando la Germania e minacciando le truppe tedesche – ma poi Trapp “fece un’offerta straordinaria: se qualcuno degli uomini più anziani tra loro non si sentiva all’altezza del compito che aveva davanti, poteva uscire“. Il compito, spiegò Trapp, era l’uccisione immediata di tutte le donne, i bambini e gli anziani.

Solo dodici dei circa 500 del Battaglione inizialmente accettarono l’offerta di Trapp di “uscire”. Browning ha stimato che “dal 10 al 20 per cento di quelli effettivamente assegnati ai plotoni di esecuzione” si chiamò fuori “con metodi meno appariscenti o chiesero di essere esentatati dai plotoni di esecuzione una volta che la sparatoria era iniziata”. Eppure, per la maggior parte dei poliziotti, uccidere divenne una seconda natura: “Molti poliziotti della riserva che erano inorriditi nei boschi fuori Józefów… successivamente divennero volontari occasionali per numerosi plotoni d’esecuzione e “caccia all’ebreo”“.

La ricerca di Browning fornisce intuizioni sulla mentalità che alimentava l’obbedienza: “Chi avrebbe ‘osato’, dichiarò con enfasi un poliziotto, di ‘perdere la faccia’ davanti alle truppe riunite“. Un altro disse: “Nessuno vuole essere considerato un codardo“.

Non tutti coloro che eseguivano gli ordini mancavano di coscienza morale: Un altro poliziotto, più consapevole di ciò che richiedeva veramente coraggio, disse semplicemente: “Sono stato un codardo“.

Alcuni razionalizzarono le loro atrocità: “Era possibile per me sparare solo ai bambini. Il mio vicino ha allora sparato alla madre e io ho sparato al bambino che le apparteneva, perché mi sono detto che, in fondo, senza la madre il bambino non poteva più vivere“.

Per sfuggire alla colpevolezza morale, altri offrivano la scusa di quale differenza potevano fare: “Senza di me [a sparare] agli ebrei non sarebbero comunque sfuggiti al loro destino“. Quanti manager dicono oggi: “Che differenza posso fare? Se non licenzio i non vaccinati, lo farà qualcun altro”.

Browning spiega: “La preoccupazione degli uomini per la loro posizione agli occhi dei loro compagni non era accompagnata da alcun senso di legame umano con le loro vittime. Gli ebrei si trovavano fuori dal loro cerchio di obblighi e responsabilità umane“. Oggi, gli amministratori degli ospedali stanno licenziando lavoratori con una forte immunità naturale che hanno servito fedelmente durante la pandemia e rifiutano il vaccino. Come gli uomini del Battaglione, questi amministratori stanno solo seguendo gli ordini.

Cosa sarebbe successo quel terribile giorno del 1942 se più poliziotti avessero riconosciuto l’umanità dell'”altro” e avessero avuto il coraggio di non obbedire? Oggi, cosa accadrebbe se più imprese, come In-N-Out Burger, si rifiutassero di obbedire agli editti del governo? In ottobre, Stephen Davis, un capo battaglione dei pompieri della Florida, “è stato licenziato per aver rifiutato di punire i dipendenti del dipartimento elencati come non vaccinati“. Cosa accadrebbe se più dirigenti avessero il coraggio del capo Davis? Senza obbedienza, la tirannia fallisce.

Durante questo periodo di Covid, possiamo imparare lezioni dal libro di Browning su come trattiamo le persone che fanno scelte diverse dalle nostre. Possiamo renderci conto di quando non riusciamo a vedere l’umanità negli altri. Possiamo diventare consapevoli quando giustifichiamo una mentalità noi contro loro. Possiamo mettere in discussione le nostre percezioni. Aspettare che Biden o Fauci cambino per primi è ignorare il nostro potere di scelta.

 

Lezioni apprese

Browning riflette sulle azioni del Battaglione e si chiede: “Se l’obbedienza agli ordini per paura di una terribile punizione non è una spiegazione valida, che dire dell'”obbedienza all’autorità” nel senso più generale usato da Stanley Milgram?

Browning si chiede se c’è “una ‘tendenza comportamentale profondamente radicata’ a conformarsi alle direttive di coloro che sono posizionati gerarchicamente sopra, anche fino al punto di eseguire azioni ripugnanti in violazione delle norme morali ‘universalmente accettate’” e prosegue:

 Le nozioni di ‘lealtà, dovere, disciplina’, che richiedono una prestazione competente agli occhi dell’autorità, diventano imperativi morali che prevalgono su qualsiasi identificazione con la vittima. Gli individui normali entrano in uno “stato agenziale” in cui sono lo strumento della volontà di un altro. In tale stato, non si sentono più personalmente responsabili del contenuto delle loro azioni, ma solo della loro buona esecuzione.

Browning racconta: “Milgram fece riferimento diretto alle somiglianze tra il comportamento umano nei suoi esperimenti e sotto il regime nazista, concludendo: ‘Gli uomini vengono indotti ad uccidere con poca difficoltà’“.

È importante notare che “Milgram stesso nota che le persone invocano molto più frequentemente l’autorità che la conformità per spiegare il loro comportamento, perché solo la prima sembra assolverli dalla responsabilità personale“. Eppure, nel caso del Battaglione, “molti poliziotti hanno ammesso di aver risposto alle pressioni sul conformarsi – come sarebbero stati visti agli occhi dei loro compagni – non all’autorità“. Sulla base della sua ricerca, Browning conclude: “A Józefów il conformismo ebbe un ruolo più centrale che l’autorità“.

La Covidocrazia esige che tutti si conformino e svergogna coloro che fanno scelte diverse. Browning spiega i pericoli di una cultura della vergogna: “La cultura della vergogna, facendo del conformarsi una virtù primaria, spingeva i comuni tedeschi in uniforme a commettere crimini terribili piuttosto che soffrire lo stigma della codardia e della debolezza e la ‘morte sociale’ dell’isolamento e dell’alienazione nei confronti dei loro compagni“.

La segregazione degli ebrei era un facilitatore di azioni malvagie. Browning sottolinea la pervasiva messa al bando degli ebrei dalla società tedesca “e la conseguente esclusione delle vittime ebree da qualsiasi terreno comune con i perpetratori rese ancora più facile per la maggioranza dei poliziotti conformarsi alle norme della loro comunità immediata (il battaglione) e della loro società in generale (la Germania nazista)“.

Per alcuni poliziotti che non spararono, i loro legami commerciali avevano modellato la loro visione degli esseri umani. Uno disse: “Attraverso la mia esperienza commerciale, specialmente perché si estendeva all’estero, avevo acquisito una migliore visione delle cose. Inoltre, attraverso le mie precedenti attività commerciali conoscevo già molti ebrei“.

Negli anni ’40 lo psicologo sociale di Harvard Gordon Allport sviluppò la sua famosa “ipotesi del contatto”: “Aumentare l’esposizione ai membri di un gruppo esterno migliorerà gli atteggiamenti verso quel gruppo e diminuirà i pregiudizi e gli stereotipi“. I legami commerciali uniscono le persone.

Oggi, i politici fanno gli straordinari demonizzando, deridendo e punendo i “membri del gruppo esterno” che non obbediscono ai loro dettami.

 

Una storia di anticonformismo

 

Recentemente Tim, un lettore e imprenditore neozelandese, mi ha inviato la sua potente testimonianza in un e-mail:

Cinquanta e passa anni fa, da bambino andavo alla scuola elementare Ranui nella periferia di Auckland. C’erano due ragazzi Māori nella mia classe di [ragazzi di] 9 anni. A volte durante il giorno si scambiavano commenti in Māori.

Se l’insegnante li sentiva, teneva tutta la nostra classe in punizione dopo la scuola per 15-30 minuti. L’ho sempre odiato perché uno dei ragazzi era mio amico, e un mio regolare compagno di giochi dopo la scuola. Anche l’altro tornava a casa da scuola a piedi con me, erano miei amici.

Ma la maggior parte della classe incolpava questi due ragazzi Māori per il fatto che eravamo tutti chiusi dentro dopo la scuola. La maggior parte dei ragazzi nella mia classe li disprezzava e li maltrattava.

Io non potevo farlo; non potevo disprezzarli, perché erano miei amici. Forse anche allora, come ragazzo, potevo vedere cosa stava facendo la nostra insegnante.

La nostra insegnante stava usando il resto della classe come un’arma contro quei due ragazzi, incoraggiando gli atteggiamenti dispettosi e discriminatori nei loro confronti.

La scelta di Tim di non conformarsi alla pressione sociale ha fatto la differenza per i suoi amici Māori. La capacità di Tim di vedere l’umanità negli altri lo ha aiutato a diventare un imprenditore di successo? Dopo tutto, gli imprenditori hanno successo quando aiutano a servire i bisogni degli altri.

Tim ha continuato la sua testimonianza:

Oggi, 50 anni dopo, mi sento di nuovo come quando ero nella mia classe alla scuola elementare Ranui. L’insegnante sta dicendo a tutti noi che continueremo ad essere bloccati finché il 90% (o quello che è) del paese non sarà vaccinato. E, inoltre, ci viene detto che è colpa di quel 20% (o giù di lì) che finora ha scelto di non accettare i due vaccini.

Come paese, siamo tutti incoraggiati a riversare la colpa e l’odio verso chiunque abbia deciso di non vaccinarsi.

Indipendentemente dal mio stato vaccinale, ho amici e familiari che mi rifiuto di odiare o biasimare.

Metto la colpa esattamente al suo posto. Ai piedi della mia insegnante delle elementari per le nostre punizioni, non dei miei due amici d’infanzia.

E ai piedi del nostro Primo Ministro per le sue regole di chiusura, non ai miei amici e familiari che hanno scelto di rifiutare un vaccino di cui, a torto o a ragione, non si fidano.

Siate come Tim. Siate come il 10-20% del Battaglione 101 che non si è conformato. Il nostro disprezzo dovrebbe essere verso coloro che esigono la nostra obbedienza e dividono l’America in un gruppo interno e un gruppo esterno. Diventate più consapevoli di quando permettete che il vostro pensiero venga deviato dalla propaganda.

Molti nel Battaglione non hanno capito i loro crimini fino a decenni dopo la fine della guerra. Non aspettate di riflettere fino a quando uno storico futuro scriverà un libro su come avete sostenuto la tirannia mettendo il conformismo al di sopra dei diritti umani.

Oggi Charles Eisenstein sottolinea: “Molte persone si fidano delle autorità e si conformano volentieri alle loro regole. Non si trovano di fronte a nessun dilemma, nessun momento iniziatico, nessun punto di scelta autodefinente che crei il mondo, non ancora“.

Conformarsi, mancando di coraggio, non vi risparmierà le scelte che la vita vi chiederà. Eisenstein ci provoca: “Man mano che le narrazioni delle autorità si trasformano in assurdità e le loro regole si trasformano in oppressione, sempre più spesso ci troviamo di fronte a questa scelta: … Fare ciò che sai che è giusto, o cedere alla pressione, consolandoti con parole a cui non credi. ‘Non avevo scelta’“.

Abbiamo tutti una responsabilità personale nel preservare la libertà. Il prezzo dell’abdicare alla nostra responsabilità è alto. Come dice Browning, i tedeschi hanno pagato un alto prezzo per “aver riposto una fiducia acritica nella ‘ferma leadership’ di un’autorità politica apparentemente ben intenzionata tra il 1933 e il 1945“.

 

Barry Brownstein è professore emerito di Economia e Leadership all’Università di Baltimora.

È l’autore di The Inner-Work of Leadership, e i suoi saggi sono apparsi in pubblicazioni comela Foundation for Economic Education e Intellectual Takeout.

 

 

Link: https://www.aier.org/article/resisting-tyranny-depends-on-the-courage-to-not-conform/

Scelto e tradotto da Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte

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mazzam
mazzam (@mazzam)
Utente CDC
17 Novembre 2021 19:07

…stein.

mmmhhh… non so, c’è da fidarsi?

LuxIgnis
LuxIgnis (@luxignis)
Utente CDC
17 Novembre 2021 19:08

Amare verità. Punto.

clausneghe
clausneghe (@clausneghe)
Utente CDC
17 Novembre 2021 19:15

I Tedeschi nazisti facevano schifo, su questo non ci piove, ma gli Americani, grazie alla loro spaventosa tecnologia nucleare, riuscirono a vaporizzare centinaia di migliaia di persone, animali e vegetali in meno di un minuto, a freddo e senza valido motivo. E questa è Storia.
Per quanto riguarda le analogie del Male di allora con quello di adesso, direi che mettere la stella gialla sul petto non sia fuori luogo, anzi..

Armin
Armin (@armin)
Utente CDC
Risposta al commento di  clausneghe
17 Novembre 2021 20:04

L’Asse si è comportato valorosamente e con onore nella 2GM. I vincitori hanno gettato fango su di esso, in realtà i crimini sono tutti dalla parte dei vincitori: Dresda, Tokyo, Hiroshima, Nagasaki, Roma, Milano, bombardamenti terroristici anglosassoni, gli stupri in Italia dei “liberatori du merde”, ecc. Un brillante avvocato Patriota, Americano, era stato chiamato a Norimberga come procuratore. Dopo che assistette allo schifo di quei processi falsi si licenziò. Il presidente della Reichsbank era un ebreo Tedesco, fedelissimo nazionalsocialista. Non lo hanno impiccato assieme agli altri “colpevoli” perché si ridicolizzavano, i “liberatori virtuosi e buoniI”. Quello che raccontano le “élite” sono solo bugie e balle. Quello che raccontano l’incontrario della Verità.

BrunoWald
BrunoWald (@brunowald)
Utente CDC
17 Novembre 2021 19:26

Dicendo “punto” si ottiene solo di rinchiudersi nelle proprie convinzioni preconcette, cosa non particolarmente utile. Comunque… non è questo il punto, ma semmai che siamo governati sistematicamente dai peggiori, e che costoro trovano sempre un sacco di persone “normali” – il classico vicino, l’infermiera, il bravo ragazzo ecc. – disposte a fare il lavoro sporco per conto loro, con le più varie giustificazioni. In un video delle manifestazioni a Milano si sente un poliziotto rispondere a una ragazza: “Eh, se la polizia dovesse prima decidere se le leggi sono giuste o ingiuste, dove andremmo a finire?” Ecco, sono proprio persone del genere che ci porteranno nei containers, se gli venisse ordinato, e in certe circostanze ci ammazzerebbero pure, magari soffocando il disagio (altri con piacere, perché è parte della natura umana), in quanto persone come la Schilirò, o il poliziotto che ha affrontato i suoi colleghi a Melbourne, sono eccezioni. Gli altri si adeguano, perché è la cosa più facile da fare. Poi non sorprende che l’ebreo Brownstein porti certi esempi anziché altri tratti dai territori palestinesi occupati, e lo storico Browning citi i crimini di un battaglione tedesco piuttosto che quelli di reparti britannici e americani, che ne verrebbe… Leggi tutto »

Primadellesabbie
Primadellesabbie (@primadellesabbie)
Utente CDC
Risposta al commento di  BrunoWald
17 Novembre 2021 20:15

Ci sono persone che non diventerebbero mai “criminali di guerra”, in nessun caso, come ci sono persone che non approfittano delle disgrazie altrui, come ci sono persone che rifiutano vantaggi se devono confrontarsi con altri, come ci sono persone che si accontentano di ciò che possono procurarsi e come ci sono persone che non sopportano di vedere altri umiliati in nessun modo e per nessuna ragione.

Ci sono persone con un alto concetto del genere umano.

Ci sono molte differenze, superficiali e profonde, tra le persone: perché si rifiuta il comunismo se poi si negano sistematicamente o si sottovalutano le evidenti e significative differenze?

sarah
sarah (@sarah)
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
17 Novembre 2021 22:35

Credo che abbia centrato uno dei punti principali, specie quando afferma: ” ci sono persone che non sopportano di vedere altri umiliati in nessun modo e per nessuna ragione”. In quest’ottica, secondo questo concetto di genere umano, una libertà ottenuta a scapito di altri è una libertà che non vale nulla. A parte l’esempio dello studente neozelandese, bello ma un po’ naif, ci si dovrebbe chiedere fino a che punto, da adulti, siamo ancora disposti a chiudere gli occhi, ad entrare in un locale per vaxxed dove quegli altri non possono mettere piede, oppure fino a che segno saremo disposti a considerare “normale” la deroga emergenziale ai diritti prepolitici. Presto anche noi doppiamente vaccinati perderemo questo lasciatemelo chiamare “odioso privilegio”, la magica schermata sul cellulare si spegnerà e richiederà la terza, quarta dose ecc. Ho l’impressione che questi articoli arrivino sempre con un elegante, leggero ritardo e non riescano a prefigurare gran che di utile oggi. Si limitano a generici commenti ex post utili al massimo ad essere gabbati consapevolmente.

sbregaverse
sbregaverse (@sbregaverse)
Utente CDC
Risposta al commento di  sarah
18 Novembre 2021 10:34

Sogno d’ una notte di mezza estate nel Sahara con SARAH.

BrunoWald
BrunoWald (@brunowald)
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
18 Novembre 2021 3:19

Non nego affatto le differenze tra le persone, anzi, al riguardo condivido le opinioni radicali di Nietzsche. Infatti sono sempre stato contrario ad ogni forma di egualitarismo.
Ho solo detto che persone come quelle che descrivi – che non approfittano delle disgrazie altrui, che rifiutano vantaggi ingiusti, che non sopportano di vedere umiliati gli altri – sono eccezioni: un’autentica aristocrazia dell’anima, che si tratti di filosofi, massaie o spazzini.
Non possiamo aspettarci queste cose dall’uomo medio, che si caratterizza come sappiamo per il conformismo, per l’adattarsi alle circostanze al fine di ottenere vantaggi ed evitare problemi, e in genere per non possedere una forma interiore che gli permetta di difendere posizioni personali. La meschinità è comunissima; la vera malvagità è già molto più rara (bisogna avere i coglioni per essere malvagi).
Circa i “criminali di guerra”, credo che bisogna trovarcisi, in certe situazioni. Lo stress, la paura, la sofferenza, tirano fuori il peggio da noi; il fatto stesso di veder morire la gente intorno a te ti rende insensibile. A noi certe esperienze sono state risparmiate dal destino… nessuno può sapere come reagirebbe.

Primadellesabbie
Primadellesabbie (@primadellesabbie)
Utente CDC
Risposta al commento di  BrunoWald
18 Novembre 2021 9:51

L’uomo medio è il prodotto della situazione esistenziale, personale e generale, dell’educazione predisposta e delle modalità con cui è esercitato/amministrato il potere in ogni ambito.

Se vuoi guarda come es. questi masai, ai quali il destino ha riservato di non formarsi in ambiente occidentale contemporaneo:
(1 minuto)
https://www.youtube.com/watch?v=N_4THjDmYJY
(5 minuti)
https://www.youtube.com/watch?v=3djQlEPsL8k

Ho avuto modo di conoscere bene diverse persone che hanno vissuto situazioni estreme in guerra, e ho testimonianze incrociate, i casi di nobiltà d’animo in circostanze drammatiche non sono pochi né rari.

Ultimo aggiornamento 9 giorni fa effettuato da Primadellesabbie
BrunoWald
BrunoWald (@brunowald)
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
18 Novembre 2021 16:36

Non capisco perché si debbano rompere le scatole ai leoni, specie in un’epoca in cui i grandi felini rischiano l’estinzione, ma è chiaro che venire educati tra i Masai sortirà esiti molto diversi da quelli ottenuti nelle attuali scuole e famiglie europee.
Immagino anche che combattere con la spada, oppure con le mitragliatrici, o con i droni tipo videogioco, faccia un mondo di differenza.
Poi senza dubbio i casi di nobiltà d’animo non sono pochi: ne conosco alcuni pure io. C’è persino chi andò in guerra con un libro di poesie, o di filosofia, nello zaino. Ma sappiamo bene che la ferocia è parte della natura umana, da sempre, e non mi sembra utile considerarla una deviazione perché pare, semmai, essere la norma.
Aggiungo, per onestà, di ritenere che anche la persona più nobile potrebbe, in circostanze estreme, perdere il controllo. L’ira e la sete di vendetta sono emozioni umane, e dubito che nessuno di noi ne sia assolutamente esente.

Primadellesabbie
Primadellesabbie (@primadellesabbie)
Utente CDC
Risposta al commento di  BrunoWald
18 Novembre 2021 19:20

 la ferocia è parte della natura umana”

Hai ripetuto più volte questa affermazione sulla quale dissento fermamente.

BrunoWald
BrunoWald (@brunowald)
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
19 Novembre 2021 2:14

Anch’io dissentirei volentieri da me stesso, ma resterebbe da spiegare il fatto che fin dall’alba dei tempi non ci accontentiamo di uccidere, che sarebbe anche comprensibile… In estremo oriente bollivano vivi i nemici in appositi calderoni, in mesoamerica li spellavano vivi, e via così attraverso crocifissioni e impalamenti fino ad arrivare, diciamo, al Vietnam, dove gli americani facevano collezione di scalpi e diventò di moda farsi collane con le orecchie dei vietcong, ma la cosa durò poco perché tali souvenir tendevano a marcire.
Se ti ho compreso, tu ritieni che non siamo così “per natura”, ma sia invece l’educazione a pervertire l’animo umano: mi sembra una spiegazione parziale, ma forse mi sbaglio e hai ragione tu. Rimarrò con il dubbio.

Primadellesabbie
Primadellesabbie (@primadellesabbie)
Utente CDC
Risposta al commento di  BrunoWald
19 Novembre 2021 4:45

Non discuto che alcune o molte persone siano o possano essere ‘feroci’, come dici,
non sono d’accordo che il genere umano lo sia.

Credo che la divisione in caste corrisponda alle più rilevanti inclinazioni riscontrabili negli individui che vivono in una comunità umana complessa.

Se accettiamo questa ipotesi, possiamo immaginare quante combinazioni di inconvenienti si verifichino in una società fortemente disordinata (nessuno si preoccupa della propria o altrui inclinazione) come quella in cui viviamo.

In questo momento i medici che non curano sono in evidenza. Hanno studiato medicina, ma in verità sono soldati? Mercanti? Battellieri? I medici veri li puoi contare, sono quelli che hanno continuato a curare i malati.

È ‘ferocia’?
Penso di si.
Vedi tu quale possa essere la causa.

Con questo non pretendo di esaurire il discorso, che è ampio e delicato.

Ultimo aggiornamento 8 giorni fa effettuato da Primadellesabbie
Pfefferminz
Pfefferminz (@pfefferminz)
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
19 Novembre 2021 11:02

Sui medici che non curano suggerisco che si possa trattare di ignoranza.

Primadellesabbie
Primadellesabbie (@primadellesabbie)
Utente CDC
Risposta al commento di  Pfefferminz
19 Novembre 2021 11:55

Per quanto riguarda gli ultimi modelli di automobili, i ristoranti alla moda e le vacanze si tengono molto ben informati.

Pfefferminz
Pfefferminz (@pfefferminz)
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
19 Novembre 2021 12:02

Ecco, vedi a cosa dedicano il tempo libero, invece di studiare!

Primadellesabbie
Primadellesabbie (@primadellesabbie)
Utente CDC
Risposta al commento di  Pfefferminz
19 Novembre 2021 12:18

Sopra sostengo che abbiano sbagliato mestiere, come quasi tutti, in questo ammasso di scartoffie e cagamiracoli che amiamo credere una società evoluta.

lilithdea
lilithdea (@lilithdea)
Utente CDC
Risposta al commento di  BrunoWald
17 Novembre 2021 21:26

Quei due CRIMINALI di Nixon e Kissinger(è ancora vivo eh? purtroppo..) li definivano “maggioranza silenziosa”. Allora chi si conformava all’ establishment, per sopravvivere alla meno peggio e fare come sempre il lavoro sporco o da utili idiota li definivano così(tipo andare a morire in guerra allora, mentre ora “cacchinarsi” come cavie). E guarda caso allora l’odio ricadeva su chi non accettava di andare in guerra, era nero, mussulmano e seppur campione del mondo dei massimi veniva condannato, privato del titolo e soprattutto della sua licenza di combattere, cioè fare il suo lavoro se non ti uniformavi al pensiero unico.. allora come oggi del resto: “nessun vietcong mi ha mai chiamato negro”, aggiornandola forse direbbe ” nessun (presunto) “no vax” ha mai imposto una vaccinazione ai bambini”. Al contrario dei Si Vax. Ci vorrebbero più Alì in giro, spero nei campioni del tennis che al 90% hanno rifiutato questo intruglio, dicendolo apertamente: Uomini e Donne così carismatici da poter con le proprie parole colpire questo putrido potere, con più forza degli stessi pugni, rinunciando anche a titoli e lauti guadagni, solo per preservare la “nuda vita” come dice Agamben. Onore a ESSERI UMANI come loro.

https://www.youtube.com/watch?v=dHsa_vRBO-E

Ultimo aggiornamento 9 giorni fa effettuato da lilithdea
sbregaverse
sbregaverse (@sbregaverse)
Utente CDC
17 Novembre 2021 19:29

E’ qui o forse in altro sito fratello che un signore,da tempo, invita tutti ad un sano sprangmatismo?!
Che sia da implementare con la pratica la grammatica?!

Ricciardo
Ricciardo (@alegher)
Utente CDC
17 Novembre 2021 19:43

Per il momento, ho solo scorso l’articolo, il quale mi pare affronti tematiche molto generali, valutandone aspetti storici e psicologici, e quant’altro.
Invece, il titolo mi provoca un commento urgente, più legato al contesto terribile di questi mesi ed anni, che sento il bisogno di esternare: ogni giorno, e più volte al giorno, domando a me stesso se sto adottando scelte sensate; non mi chiedo se siano giuste o sbagliate, bensì se siano sensate, ragionevoli. Finché la risposta sarà affermativa potrò beneficiare della consapevolezza di stare bene con me stesso e nel mondo.
Forse occorrerebbe esortare più persone a porsi il medesimo interrogativo; vedo principalmente volti tristi, tirati, sia tra la gente comune che si incontra per strada, che, attraverso i media, tra i personaggi che partecipano a questo assurdo pandemonio.

halak
halak (@halak)
Utente CDC
17 Novembre 2021 20:05

I meccanismi psicologici come, la vergogna davanti ai compagni, l’obbedienza al superiore gerarchico, il conformismo, operano sicuramente nel senso descritto dal professore, sia nelle situazioni di tutti i giorni che in quelle estreme, e questo per tutti gli uomini. Tranne che alcuni, più autodiretti, tendono a resistere di più, la maggioranza, più eterodiretta, di meno. Tuttavia, poiché Brownstein è americano, tende a dimenticare che il bene e il male non sono concetti assoluti, ma relativi alle circostanze e ai valori vigenti nel momento in cui si deve prendere la decisione. Ci sono esempi possibili di ciò nella vita di ciascuno di noi. Fino a pochi anni fa, stigmatizzare gli omosessuali era esercitare il ” bene” perché nella moralità sociale l’omosessualità era un disvalore. Tanto è vero che ad esempio Turing o Oscar Wilde furono arrestati per questo nella liberalissima Inghilterra. Oggi, la stessa azione, il disprezzo degli omosessuali, è diventato “male”, perché i valori della società sono mutati. E gli inglesi sono pronti a rispondere all’ offesa ai nuovi valori con lo stesso bigottismo di allora. Ecco come ci si può ritrovare accusati di qualcosa che al momento in cui è stata posta in essere era perfettamente normale, morale e… Leggi tutto »

Eugiorso
Eugiorso (@eugiorso)
Utente CDC
17 Novembre 2021 20:13

Quello che so e che mi pare ragionevolmente ipotizzabile e che se “loro” dovessero perdere e i loro padroni crollare di schianto, si dovrebbe impedire che si riciclino e che la facciano franca.
Ci vorrà una spietatezza mai vista, in una simile occasione storica, facendo definitivamente pulizia in ogni angolo.
Esiste la vendetta, è un sentimento ineliminabile e dovrà essere esercitata senza risparmio per mettere l’immondizia una volta per tutte fuori dalla porta della storia.

Cari saluti

Armin
Armin (@armin)
Utente CDC
Risposta al commento di  Eugiorso
17 Novembre 2021 20:39

Condivido pienamente! Di sicuro non riusciranno a riciclarsi. Come in tutte le epoche, gli sconfitti delle élite finiscono di vivere. E queste “élite” occidentali sono le più odiose, più criminali e idiote della Storia. Non hanno nessuna grandezza, né onore, né dignità.
Non vogliono bene neanche ai propri Popoli. Rozze, malvage, idiote, indemoniate.

BrunoWald
BrunoWald (@brunowald)
Utente CDC
Risposta al commento di  Eugiorso
18 Novembre 2021 4:06

Condivido anch’io, purché la spietatezza sia riservata a coloro che sapevano quello che facevano, perché se ce la prendessimo anche con gli stupidi e i meri conformisti, dovremmo operare uno spopolamento ancor più radicale di quello desiderato dall’elite…
Inutile dire che ritengo assai improbabile un esito così favorevole, è più probabile che siano loro a disfarsi di noi, ma non bisogna disperare: nella storia come nella vita nulla è mai detto in anticipo.

danone
danone (@danone)
Utente CDC
Risposta al commento di  Eugiorso
18 Novembre 2021 10:21

Chi cerca vendetta non ha trovato ancora giustizia.
Cerchiamo sacrosanta giustizia e l’universo ci darà una mano a farla, se cerchiamo vendetta, prima o poi, ci vedremo arrivare addosso chi cercherà giustizia verso di noi e avremo tutto l’universo contro in questo caso, non solo Saturno.
Cercare vendetta è da perdenti spirituali.

LuxIgnis
LuxIgnis (@luxignis)
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
18 Novembre 2021 10:46

Etimologicamente la parola vendetta ha un significato un po’ diverso da quello usuale.
Deriva dal latino “vindicta” che vuol dire liberazione da un peso, un sopruso, rivendicazione, chiedere giustizia con forza Nell’origine della parola.
Poi assumerà quel significato che tutti conosciamo.

Bertozzi
Bertozzi (@bertozzi)
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
18 Novembre 2021 17:30

Chi vuole vendetta deve scavare due tombe, diceva Confucio

Armin
Armin (@armin)
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
18 Novembre 2021 19:51

Mi accorgo, con piacere, che sei un mistico. E’ notevole, oggigiorno.
Io non parlo di vendetta, ma di giustizia. Anche il Codice di Hammurabi, direi. Anche il Divino.
Cristo cacciò i mercanti dal tempio!
E poi risposero a Ponzio Pilato, “Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli”.
Effettivamente così accadde.

PietroGE
PietroGE (@pietroge)
Utente CDC
17 Novembre 2021 20:42

In un sistema gerarchico come quello militare, mettere in croce colui che deve obbedire agli ordini, a volte pena la morte, significa sminuire la responsabilità di chi da gli ordini e rifugiarsi sul concetto di male (assoluto o no) per coinvolgere tutti, perché sono oggetto di odio razziale. È la tesi di Goldhagen nel suo libro ‘I volonterosi carnefici di Hitler: i tedeschi comuni e l’Olocausto’ e, a quanto vedo, è anche la tesi dell’articolo. Se vogliamo seguire questa tesi, il pilota che ha sganciato la bomba su Hiroshima poteva benissimo dichiararsi malato o dire che non se la sentiva, ecc. ecc. Gli esempi sono molti. Lasciamo stare il Male quando si tratta di guerra .

buddyboy
buddyboy (@buddyboy)
Utente CDC
17 Novembre 2021 20:43

Questo paragone lo trovo veramente troppo azzardato, non è mio avviso comparabile chi uccide una persona a chi commette una delazione o agisce in modo scorretto verso il prossimo che attua scelte differenti ( di carogne e sciacalli purtroppo se ne sono sempre visti in abbondanza.o qualcuno mi vuole testimoniare che ha conosciuto solo anime belle ??..). L’ aspetto, a mio avviso fondamentale, è che chi deve uccidere un altro essere umano a sangue freddo e senza avere motivi personali estremi, è posto di fronte alla rinuncia della propria umanità così come l’ha intimamente vissuta fino a quel momento ( a meno che sia un pazzo o un delinquente incallito). La persona comune che condanna, biasima, denunzia chi non si vuole fare un vaccino, non è posta di fronte ad una scelta dirimente e drammatica e di consapevole rinuncia alla propria coscienza, perché non parte dal presupposto di fare del male al suo prossimo, se fosse cosciente che il vaccino può fare o fa male, lei stessa non lo avrebbe fatto…. È forse la banalità del male, ma per ignoranza, presunzione o stupidità questa persona crede a cio che gli viene raccontato, pensa di avere la verità in tasca e… Leggi tutto »

oriundo2006
oriundo2006 (@oriundo2006)
Utente CDC
17 Novembre 2021 21:30

Mr Brownstein, da Jewish proud ci parli un pò del SUO paese OGGI … tipo quello che fa contro i palestinesi…o altri popoli anche loro ‘semiti’. Forse capiremo meglio il passato.
O di qui o di là. Tertium non datur.

Ultimo aggiornamento 9 giorni fa effettuato da oriundo2006
Pfefferminz
Pfefferminz (@pfefferminz)
Utente CDC
17 Novembre 2021 22:36

Perché ci sono persone che compiono azioni malvage obbedendo agli ordini o conformandosi al gruppo, senza sentirsi in colpa? È un deficit della personalità, nel senso che costoro non percepiscono sè stesse come degne di rispetto in quanto esseri umani e per questo non vedono l’umanità nell’altro? O la competenza morale è una materia che può essere insegnata a scuola o più tardi, se necessario? O ha a che vedere con un certo grado di intelligenza e per questo rimane necessariamente preclusa a un determinato numero di persone? O forse l’inclinazione all’empatia è innata e può venire successivamente distrutta nel corso del processo educativo?

sarah
sarah (@sarah)
Utente CDC
Risposta al commento di  Pfefferminz
17 Novembre 2021 22:39

Credo che molta venga effettivamente distrutta nel processo educativo. Certo, i risultati di oggi sono notevoli

buddyboy
buddyboy (@buddyboy)
Utente CDC
Risposta al commento di  Pfefferminz
17 Novembre 2021 23:25

Questa è la prospettiva proposta nell’articolo, ma chi dice che realmente non provino sensi di colpa?? perché non considerare che le persone riescano, per spirito di sopravvivenza, anche a convivere con l’orrore provato per le proprie azioni ?? (parlo di omicidi ed efferatezze, non certo di Covidioti …)

Pfefferminz
Pfefferminz (@pfefferminz)
Utente CDC
Risposta al commento di  buddyboy
18 Novembre 2021 12:09

In guerra si dissolvono i freni inibitori, si sperimentano atrocità sulla propria pelle. È umano che accada quello che descrivi, che le persone riescano “a convivere con l’orrore provato per le proprie azioni”. Quello che viene evidenziato dall’articolo è come il fatto di obbedire o conformarsi conceda una certa forma di assoluzione. Il punto centrale è il grado di maturazione della competenza morale, in alcuni individui (gli psicopatici?) del tutto assente.

buddyboy
buddyboy (@buddyboy)
Utente CDC
Risposta al commento di  Pfefferminz
18 Novembre 2021 15:06

Uno psicopatico è un malato mentale, la patologia specifica va analizzata clinicamente (ma ha anche un perché “meno evidente”), che è eccezione rispetto alla normalità della società; la competenza morale è un terreno molto scivoloso, si rischia una categorizzazione del genere umano che converrai è impossibile, dovendo per correttezza di analisi, considerare tanti di quei fattori che porterebbero all’ opposto ad un relativismo enorme, certo è che se, come ho già scritto, paragoniamo un soldato in un plotone di esecuzione ad un vaccinista rompiballe, il relativismo diviene assoluto…Se invece parliamo dei mandanti, i potenti, allora entra in gioco sicuramente la psicopatologia insita nella ricerca del potere, ma qui è il ” compenso” atteso che fa superare loro ogni remora morale, il Faust ci da chiaramente ed in modo inequivocabile la prospettiva di ciò…; io ho una visione analoga a quella di Danone, anche se non ritengo che la verità sia alla portata dell’ anima…, ma un anima ce l’abbiamo tutti, anche se non lo percepiamo chiaramente, e sempre ci richiama all’ “ordine” delle cose, è da li che proviamo il tormento, come ho scritto, di convivere con l’orrore, quanto più l’ essere umano riesce a soffocare il dialogo con la… Leggi tutto »

Pfefferminz
Pfefferminz (@pfefferminz)
Utente CDC
Risposta al commento di  buddyboy
19 Novembre 2021 0:55

Accenni alla natura dell’essere umano (“agendo contro la sua stessa natura”). Penso anch’io che esistano delle componenti innate, come l’anelito per la libertà, ma che queste possano venire soffocate dalle influenze esercitate nel corso della socializzazione. Il concetto di competenza morale non serve a catalogare, ma a capire e non credo che i fattori da prendere in considerazione siano poi tanti.

buddyboy
buddyboy (@buddyboy)
Utente CDC
Risposta al commento di  Pfefferminz
19 Novembre 2021 11:57

Sulla natura umana abbiamo differenze di vedute e penso che sia più che legittimo…per quanto riguarda la competenza morale ritengo sia un discorso logico e lineare, forse non ci siamo capiti; un conto è il concetto di competenza morale, un altro è valutarne il grado con parametri condivisi; la c.morale di un soldato che uccide per mestiere, come la valuti rispetto ad una donna che abortisce ? già da questi due semplici esempi, si aprirebbe, tra sensibilità differenti, un confronto infinito sul grado di moralità di queste due azioni, ancor prima di eventuale giudizio sulla competenza morale di uno dei due soggetti che le compiono. A meno che tu non consideri e limiti la competenza morale al puro e semplice rispetto delle leggi.

Pfefferminz
Pfefferminz (@pfefferminz)
Utente CDC
Risposta al commento di  buddyboy
19 Novembre 2021 12:15

“A meno che tu non consideri e limiti la competenza morale al puro e semplice rispetto delle leggi.”

Questo lo possiamo escludere a priori, perché le leggi possono essere ingiuste e il comportamento morale contempla proprio di opporsi ad esse.

Per il resto hai ragione, avevo frainteso. Definire parametri condivisi non è cosa facile.
Purtuttavia penso che sia la strada da percorrere, quella di definire il concetto di competenza morale, i parametri per studiarlo, con l’obiettivo di formare quegli individui in cui esso è carente.

Primadellesabbie
Primadellesabbie (@primadellesabbie)
Utente CDC
Risposta al commento di  Pfefferminz
17 Novembre 2021 23:41

“…non percepiscono sè stesse …”

Mi limiterei a riflettere su questa considerazione.

danone
danone (@danone)
Utente CDC
Risposta al commento di  Pfefferminz
18 Novembre 2021 0:44

Pfef è più semplice.
Chi non ha ancora traslocato nell’anima fa quelle brutte cose.
Solo chi è nell’anima inizia a percepire come un bisogno, e lentamente ad assimilare nella sua vita, i principi di verità e giustizia, chi è nell’ego cerca solo menzogne utilitaristiche.
Per questo hanno così paura della morte, perchè l’ego muore come muoiono le menzogne davanti alla verità, mentre l’anima vive in eterno come la verità eterna di cui si nutre.

Pfefferminz
Pfefferminz (@pfefferminz)
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
18 Novembre 2021 2:04

Te lo dico amichevolmente, ma mi sembra che sia tu ad andare sul difficile😉
I concetti che ho indicato mi sembrano tutto sommato comprensibili: obbedire agli ordini, conformismo, empatia verso il prossimo (vedi i neuroni specchio), sentire o no la propria umanità per riconoscerla nell’altro.

Ma cosa significa “essere nell’anima”? E come perviene l’individuo a far propri i concetti di verità e giustizia?

In questa discussione sarebbe bene concentrarsi sul momento storico che stiamo vivendo, per capire cos’è che impedisce a tanti di capire che è sbagliato discriminare i non-vaccinati. L’indignazione dovrebbe portare in piazza a manifestare anche coloro che si sono vaccinati. Perché i non-vaccinati stanno diventando una minoranza priva di diritti, mentre molti, in altre occasioni, si battono a favore di tutte le altre minoranze?

Stiamo per arrivare al bivio, perché il “piano” si sta svelando in tutta la sua malvagità. Per me diventa sempre più chiaro che è tutta una montatura per togliere i diritti fondamentali alle persone. È questo il motivo per cui la vaccinazione finora non è stata obbligatoria. Perché useranno lo stesso metodo per togliere definitivamente ogni altro diritto.

danone
danone (@danone)
Utente CDC
Risposta al commento di  Pfefferminz
18 Novembre 2021 15:28

Essere nell’anima significa semplicemente sentire che aiutare aiuta te, il servizio, significa comprendere che la verità prescinde da te,poichè tu non la conosci, l’umiltà, e che la vita è un opportunità dataci chissà da chi, il mistero, per diventare migliore di come sei, non per buonismo, ma per godere appieno sempre più delle gioie della vita stessa.
Essere nell’anima produce enorme gratitudine nei confronti di tutti gli enti, te compreso, perchè avverti che tutti insieme stanno già partecipando sia alla tua piccola e limitata manifestazione fisica, sia al mistero della tua stessa presenza esserica in questo universo sconosciuto, ma che nell’anima chiami casa tua.
Grazie di esistere Pfef, ti adoro :-))

Pfefferminz
Pfefferminz (@pfefferminz)
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
19 Novembre 2021 0:34

Con l’animo allietato, je vois la vie en rose. Grazie, Danone!

sbregaverse
sbregaverse (@sbregaverse)
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
18 Novembre 2021 11:11

Dannatissimo resti ,comunque e quantunque: ONE.
No non è piaggeria;infatti il concetto espresso,lo potrei dire meglio… e in una sola riga……o forse due.
Ad Majorana….semper!

Ultimo aggiornamento 9 giorni fa effettuato da sbregaverse
Armin
Armin (@armin)
Utente CDC
Risposta al commento di  Pfefferminz
18 Novembre 2021 17:15

Per quanto ho constatato, gli anglosassoni, sono tra i Popoli Europei, i più criminali.
Bombardavano l’Italia, la Germania e il Giappone con bombe incendiarie!!!!!!!!!!!!!!!
Le città!!!!!!!!! Sono criminali! Senza rimorso, senza scrupoli. Piezzemmerda.
Per queste bestie, senza anima, senza umanità, non provo nessuna pietà. Non parlo dei Patrioti anglosassoni, che si sono battuti e combattono contro la barbarie delle “élite” indemoniate, e sono meritevoli e degni di onore e considerazione.
Uno storiografo Americano Patriota, ha detto che il Giappone, alla prima occasione
lancerà su New York 50 bombe atomiche. L’Apocalisse direi.

natascia
natascia (@natascia)
Utente CDC
18 Novembre 2021 4:47

Articolo condivisibile, ma a mio avviso superficiale in quanto non vengono scandagliate le diverse fisionomie e responsabilità delle élite . La predazione all’interno della propria specie non esiste in natura. Trattasi di peculiarità umana secondaria e di ultima istanza propria dell’istinto di sopravvivenza inteso in senso animalesco. Pratica contro la quale le stesse élite dovrebbero agire affinché la specie umana mantenesse le caratteristiche di amore e collaborazione che le hanno permesso di raggiungere quella bellezza e quell’armonia che oggi
sembrano inutili. Esatto opposto della predazione praticata occultamente con la manipolazione della coscienza dell’uomo medio, conformista per necessità e limitatezza. E’chiaro che ci si trova di fronte a delle inedite e impotenti classi dirigenti che inevitabilmente porteranno alla rovina la società. Società affidata a loro proprio dall’uomo medio che con la conformazione a delle regole che via via sono cambiate ha avvallato l’agire delle élite per poter progredire e vivere in pace, ma che mai ha dato legittimazione e approvazione alla predazione dei propri simili. In questa fase storica, all’uomo medio non resta che revocare il mandato alle élite e prendere temporaneamente il controllo della società.

Ultimo aggiornamento 9 giorni fa effettuato da natascia
sbregaverse
sbregaverse (@sbregaverse)
Utente CDC
Risposta al commento di  natascia
18 Novembre 2021 5:28

Ma SE il manipolo di manipolatori ,fosse composto da :saggi,filosofi,mistici e santi che operassero per QUELLA VERITÀ AI PIÙ SCONOSCIUTA,cioè per il BENE PIÙ GRANDE?!
SE OGNI COSA FOSSE PERFETTA COSÌ COM’È?!

Ultimo aggiornamento 9 giorni fa effettuato da sbregaverse
natascia
natascia (@natascia)
Utente CDC
Risposta al commento di  sbregaverse
18 Novembre 2021 6:52

Si, anche Balasso ha queste visioni. Sono le nebbie del Polesine.

sbregaverse
sbregaverse (@sbregaverse)
Utente CDC
Risposta al commento di  natascia
18 Novembre 2021 10:25

Bene,non lo sapevo,allora siamo in due,quasi un esecito!

danone
danone (@danone)
Utente CDC
Risposta al commento di  natascia
18 Novembre 2021 10:32

ma che mai ha dato (l’uomo medio) legittimazione e approvazione alla predazione dei propri simili

L’ha data e la da costantemente, ma a sua insaputa.
Le tecniche di manipolazione dell’ingegneria sociale servono proprio a questo, ad ottenere l’asservimento e l’adesione popolare agli scopi malvagi dei manovratori occulti, così da potersi scaricare l’anima karmicamente il più possibile dalle loro colpe, causa consociativismo volontario delle vittime con il loro carnefice.

LuxIgnis
LuxIgnis (@luxignis)
Utente CDC
18 Novembre 2021 10:41

Uhm, ho l’impressione che molti non abbiano capito fino in fondo il senso dell’articolo. Un po’ come nel famoso detto del dito e la luna. SI guarda il dito ma ci si dimentica della luna. In questo caso la luna è una semplice domanda, a cui l’articolo non risponde, ed è il perché la maggioranza delle persone si comporta in un certo modo (diciamo un 70-80%) e quindi anche il perché una minoranza nonostante tutto non si comporta così. Ed è così, come ho detto è un amara verità. Bisogna rendersene conto. La storia del ragazzo con il compagno di classe Maori è esemplare, e cose del genere penso l’abbiamo vissute tutti (magari il compagno omossessuale che veniva preso in giro da tutti, oppure di una famiglia particolare non molto consona ai dettami della società, o una donna un po’ libera che viene definita subito una mignotta, od il ribelle che diventa subito il tipo losco che chissà che combina, ecc.). E credo che la maggior parte si sia adeguata come i soldati nazisti dell’articolo, solo pochi non lo hanno fatto. E ce ne sono di modi per reagire a queste ingiustizie non per forza bisogna fare gli eroi, soprattutto… Leggi tutto »

BrunoWald
BrunoWald (@brunowald)
Utente CDC
Risposta al commento di  LuxIgnis
19 Novembre 2021 14:24

Condivido gran parte di quello che scrivi, ma anche certi dettagli sono importanti. “Veniamo educati all’ego ma mai all’anima.” Secondo me non puoi essere educato all’anima: o ce l’hai, o no. Chi non ce l’ha sarà in tutto e per tutto il prodotto dell’educazione (tipico concetto del behaviourismo americano, che rispecchia l’orrore di quel tipo di società), e la società plasma la gente per i suoi scopi, che hanno a che fare esclusivamente con la propria riproduzione, del resto se ne frega. Poi è chiaro che una società capitalista fondata sull’avidità e l’egoismo esaspererà questa situazione, molto più del Medio Evo, per dire, in cui vigevano valori comunitari e si avevano concetti come il “giusto prezzo”, l’artigiano cercava la qualità nel suo lavoro, ecc. “un sacco di gente è morta per mano dei nazi-fascisti perché hanno detto no a quella barbarie.” Se è per quello, un sacco di gente è morta per mano dei comunisti, dei cattolici, degli ebrei, degli islamici, degli anglo-americani, dei mongoli, degli incas e degli aztechi… Dove starebbe la differenza? Che il “nazifascismo” fosse una “barbarie” è un giudizio a posteriori, tuo e di molti altri che peraltro hanno di quell’idea l’immagine imposta dai suoi nemici… Leggi tutto »

Bertozzi
Bertozzi (@bertozzi)
Utente CDC
18 Novembre 2021 17:34

Avete troppa stima dell’animale uomo, mi sa.

Rnamessaggero
Rnamessaggero (@rnamessaggero)
Utente CDC
18 Novembre 2021 20:24

La verità è sempre in contrasto con i dogmi delle masse. La verità è individuale, e le masse non hanno alcun interesse per la verità.

Alle masse importano le consolazioni.

Le masse vogliono semplicemente che tu sia uno di loro.

La tua separazione li rende consapevoli della loro inferiorità.

Vogliono che tu sia mite, remissivo, sottomesso.

Se in qualche modo le oltrepassi, le superi, non sarai mai perdonato.

Osho.

Il bello del quanto sopra è che Osho, con ‘ste ovvietà, ci fa soldi vendendo libri, pure lui sfrutta le masse.

Armin
Armin (@armin)
Utente CDC
Risposta al commento di  Rnamessaggero
18 Novembre 2021 21:15

Osho era una contraddizione unica. Non era un Maestro, secondo me. Era fissato col sesso, come cura……………tuttavia compì un grave errore, tipico di coloro che non conoscono l’America: credeva che in America c’era la libertà. Prova ad attaccare e a sparlare del Sistema America, e ti dànno l’ergastolo o ti ammazzano.
Lo hanno ammazzato con il tallio.

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