“Reddito di base e 15 ore di lavoro alla settimana”, l’utopia dello storico che ha detto ai ricchi di Davos di pagare le tasse

DI CHIARA BRUSINI

lfattoquotidiano.it

L ‘olandese Rutger Bregman nel libro Utopia per realisti propone una ricetta per eliminare la povertà (“un investimento che si ripaga con gli interessi”), aumentare l’occupazione e il tempo libero, incentivare le persone a scegliere carriere utili invece di attività che “distruggono ricchezza”. Irrealizzabile? “Anche la fine dello schiavismo, l’emancipazione delle donne e l’avvento della previdenza sociale erano progressiste nate folli e irrazionali”

Soldi gratis per tutti e (molto) più tempo libero. Perché garantire a ogni cittadino un reddito di base conviene: riduce la criminalità, la mortalità infantile e la dispersione scolastica e favorisce la crescita e l’uguaglianza di genere. E ridurre la settimana lavorativa a 15 ore aumenta la produttività, aumenta i posti part time, riduce le emissioni di C02 e favorisce l’emancipazione femminile. E’ la Utopia per realisti (uscito in Italia per Feltrinelli) di Rutger Bregman, trentenne storico olandese con interessi che spaziano dalla filosofia all’economia, salito agli onori delle cronache per un provocatorio discorso contro l‘evasione e l’elusione fiscale tenuto in gennaio ai partecipanti all’ultimo Forum economico di Davos. “Nessuno solleva l’argomento che i ricchi non pagano la loro parte, quella che è giusto che paghino”, ha scandito Bregman – che il mensile Fq Millennium aveva intervistato nel novembre 2017 – davanti alla platea di milionari riuniti in Svizzera. “Mi sento come a una conferenza di pompieri in cui non è permesso parlare dell’acqua. Tasse, tasse, tasse. Tutto il resto sono stronzate“.

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19 Commenti
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natascia
natascia
20 Settembre 2019 1:30

Condivido la visione di questo giovane pensatore che si ispira , tra l’altro, alla parabola dei talenti : Matteo 25, 14-30. Oggi tutti i talenti sono.sotterrrati per paura e le risorse dell’ animo umano zittite .Tuttavia, è la totale assenza di consapevolezza che nel tempo sta intaccando ogni cosa.

kikko19
kikko19
20 Settembre 2019 1:30

giusto lavorare meno, il lavoro e’ sopravvalutato (adesso ci sono le macchine che possono fare quasi tutto), pero’ che i capitalisti mollino l’osso non ci credo. vedo piu una ‘forzata’ riduzione delle bocche da sfamare nel vicino futuro. le risorse sono limitate e finiranno e i ricchi non vorranno soccombere con la plebaglia per cui staranno gia’ covando qualcosa per farci il culo.

Vincenzo Siesto da Pomigliano
Vincenzo Siesto da Pomigliano
20 Settembre 2019 1:30

Esatto! Lavorare meno, lavorare tutti e vivere nel rispetto della Natura e delle tradizioni popolari…..

johnny rotten
johnny rotten
20 Settembre 2019 1:30

Il denaro è una merce creata dall’uomo, come tale se ne può fare un uso, un abuso e addirittura un uso tossico, quest’ultimo è lo stadio in cui sulla bilancia a disposizione degli umani il denaro sta su di un piatto mentre sul’altro c’è tutto il resto, come per gli stupefacenti il denaro è diventato il metro su cui l’uomo moderno costruisce qualsiasi considerazione di qualsiasi tenore, etica, morale e di ogni altro genere, allo stesso modo che per un tossicomane l’eroina è il fulcro della sua esistenza e tutto quanto è vissuto in funzione del suo possesso, giunti a questo punto della Storia proporre soluzioni che non prevedano la liberazione da una così velenosa assuefazione significa la resa totale dell’essere umano, il rassegnarsi a non avere altri traguardi più consoni alla sua reale natura, che fino ad un certo punto della Storia ne avevano significato il processo evolutivo, insistere sul centrare tutto l’essere umano sul denaro è una sorta di auto-eutanasia, per vivere e per progettare futuri la specie umana ha bisogno di liberarsi da questa specie di maledizione auto-imposta, per ritrovare significati della sua esistenza ben più grandi del commercio e del falso benessere materialista, quando il mezzo… Leggi tutto »

SanPap
SanPap
20 Settembre 2019 1:30

si può fare di meglio, il modello ce l’abbiamo: gli animali anche il suggerimento Matteo 6,25-34 25 Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? 27 E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita? 28 E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; 29 eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. 30 Ora se Dio veste in questa maniera l’erba dei campi che oggi è, e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede? 31 Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” 32 Perché sono i pagani che ricercano… Leggi tutto »

Albert  Nextein
Albert Nextein
20 Settembre 2019 1:30

Non tiene conto del principale fattore che porta ad un fallimento certo delle sue proposte.
La natura umana.
Questo è peggio dei socialdemocratici statalisti.
Questo è completamente fuori.

Iacoz
Iacoz
20 Settembre 2019 1:30

Interessante! Si potrebbero aggiungere, con più tempo libero: lavori socialmente utili (poche ore settimanali),in base alle proprie competenze, per alleggerire il peso delle spese pubbliche. Poi , ovviamente più ricerca, attenzione all’ambiente, riciclo ecc…Già ma c’è un problema; per fare una cosa del genere occorrerebbe un altissimo grado di consapevolezza e intelligenza da parte della stragrande maggioranza delle persone (la totalità non oso neppure pensarlo, poi alla fine, sarebbe un mondo “perfetto” quindi “noioso”).
Per cui, molto più facile far sentire la gente insoddisfatta (e insicura), di conseguenza più disposta a spendere, e lavorare, per comprare “soddisfazioni” e farle credere che, intelligenza sia, riuscire a fare più soldi degli altri, con qualsiasi sistema, altrimenti…insoddisfazione!

nadia
nadia
20 Settembre 2019 1:30

concordo in pieno si potrebbe fare globalmente risolvendo il 99 per cento dei problemi ovunque e bisognerebbe anche dedicare i fondi a recuperare la natura e uscire dall’ottica dello sfruttamento selvaggio per trovare invece modi di vivere e produrre compatibili ed equilibrati

Pfefferminz
Pfefferminz
20 Settembre 2019 1:30

L’autore auspica l’apertura delle frontiere. Questo, secondo me, dice tutto.

Marco Echoes Tramontana
Marco Echoes Tramontana
20 Settembre 2019 1:30

1 tempo:
Qualche anno fa ero in ascensore per fare una pausa d’aria dall’ufficio all’ottavo piano per una nota azienda internazionale. I due accanto parlottavano e il più giovane, neanche 30 anni, fa all’altro: boh io ho 50 giorni di ferie, ma sai che c’è, che se sto a casa non saprei che fare.

2 tempo:
Da 10 anni lavoro nel campo privato, come consulente, e giro ogni anno da un cliente all’altro, e ogni volta vedo 2 forze che remano contro la mentalità del “lavorare meno”: lecchini aziendalisti malpagati repressi che ti contano anche i 10 minuti, e una mentalità da parte di tutte, dico TUTTE le direzioni del personale di preferire un manichino ebete seduto 8h più pranzo in postazione, invece di una persona produttiva che a seconda dei casi può fare full immersion da 10 ore e giornate di alleggerimento (per documenti, mail etc) da 6 ore.

Buongiorno idealisti.

Holodoc
Holodoc
20 Settembre 2019 1:30

Interessante articolo, riforme irrealizzabili fino a che il Dio PIL e il Dio Debito non saranno tirati giù dagli altari.

Mi piace però la conclusione ottimistica. Se la schiavitù, non è più accettata allora anche noi possiamo evolvere.

raffaello nencioli
raffaello nencioli
20 Settembre 2019 1:30

Ecco che torna di nuovo la solita fantasia socialdemocratica di un passaggio sereno e democratico dal capitalismo al comunismo, in fondo cosa ci vuole basta che i ricchi paghino le tasse, che si riduca l’orario di lavoro e che si dia un reddito di cittadinanza a tutti i cittadini, indipendentemente se occupati o meno in attività economiche. Tutto fattibile secondo Rutger Bregman e lo dimostrano i dati economici della produzione, dei consumi e delle risorse economiche disponibili.
Peccato però che le persone alle quali si rivolgeva erano lì per ben altri scopi, come sfruttare meglio il personale, come investire per aumentare il proprio capitale e soprattutto come evitare di pagare le tasse, e il poveretto lo ammette pure: “Mi sento come a una conferenza di pompieri in cui non è permesso parlare dell’acqua. Tasse, tasse, tasse. Tutto il resto sono stronzate“.

Caio Dreto
Caio Dreto
Risposta al commento di  raffaello nencioli
20 Settembre 2019 1:30

Non conosco questo nuovo Vate ne mi interessa saperne ma a naso (il mio semita) penso che sia stato avvicinato alla greppia, quella che non conosce carenze!

cristina
cristina
20 Settembre 2019 1:30

Sono d’accordo con queste idee progressiste ed aggiungo che -secondo me- ogni stato ha delle caratteristiche socioculturali ( priorità e scelte ), proposi delle idee simili in un contesto italiano conservatore e reagirono in modo strano e con ostilità e poi capi il motivo ovvero erano e sono ossessionati/e e morbosamente attaccati al contesto professionale dove cercano di passare più ore possibili perché ci identificano il “tutto” mettendo in secondo piano la qualita della vita, affetti, vita privata, hobby, studio, tempo libero. Sono come fordisti che aspirano a delle carriere che non hanno mai raggiunto per mancanza di competenze e motivazioni valide e sono stacanovisti-e che hanno accettato il ricatto contro la loro salute -puravendo alternative- dando compiacenza a condizioni di lavoro fortemente stressogene e degradanti pertanto certe idee sagge non trovano spazio in certi tessuti sociali particolarmente ottusi che preferiscono rimanere nel passato. La qualità della vita, sicurezza e prevenzione forniscono interessi di varia natura ma anche questo concetto non entra in contesti abituati a sacrificare di tutto in cambio di soldi. In Italia abusano del contratto partime che è uno strumento importante che non conoscono, lo usano solamente per pagare di meno (soldi) e come imposizione (non richiesto)… Leggi tutto »

mario michele d
mario michele d'onofrio
20 Settembre 2019 1:30

se ne dicono di cose, ma l’abolizione della proprietà privata in modo che il padrone non possa appropriarsi dello sfruttamento del lavoro resta sempre antipatica. Forse perché sarebbe più semplice?

Eru Ilúvatar
20 Settembre 2019 1:30

Si potrebbe attuare in due settimane ma non si farà mai perché manca la volontà. I padroni non vogliono perdere il loro status, gli schiavi non sanno di essere tali; tolte queste due categorie rimane un’esigua e irrilevante minoranza di individui.

Bregman lo sa benissimo, ma vuole vendere il libro e spacciare per sua invenzione idee ben più antiche di lui.

Cruciverba
Cruciverba
20 Settembre 2019 1:30

Considerazioni abbastanza legittime ed ovvie a mio modo di vedere . La realtà è che comunque noi non possiamo fare come vogliamo . Il mondo è diviso in padroni e schiavi . Il padrone ha il potere e decide , lo schiavo sta muto ed esegue . Il sistema in questi anni è stato molto affinanto dal padrone per fare in modo che lo schiavo non veda le sue catene invisibili ed anzi si consideri alla stregua di un padrone e creda di avere il potere di scegliere . Puo’ persino votare uno degli innumerevoli servi del padrone . Nel nostro sistema economico ormai potremmo vivere tutti bene in modo equo , lavorando meno e dedicando il tempo a quello che amiamo . Questa cosa non verrà mai fatta perchè l’interesse del padrone non è quello dello schiavo . Per lui noi siamo solo cose e ci butterà via quando saremo obsolete . La vera Utopia è proprio questo sistema del padrone che ruba la vita alle persone , costringendole a lavorare in sottomissione per i suoi capricci promettendogli in cambio pochi pezzi di carta che egli stesso invece crea dal nulla . La vera follia è accettare questo sistema… Leggi tutto »

Bertozzi
Bertozzi
20 Settembre 2019 1:30

La verità è che oggi “non voler lavorare” é la diventata la vera pornografia. Se uno ammette candidamente che non vuole passare la propria vita a far far soldi a qualcun’altro che non vuole le macchine sportive e i gadget inutili di oggi e che vuole vivere di poco con poco godendo delle bellezze che il mondo e la vita hanno di natura dev’essere pronto a mettersi una bella A rossa sul petto e vivere col biasimo del 99 per cento delle persone, parenti compresi. E’ peggio che bestemmiare tutte le religioni messe insieme. E questo ci dice che il condizionamento mentale ha funzionato molto bene. Se questo 99 avesse il coraggio (che deriva da cuore) di non lavorare per anche solo una settimana una decina di giorni, se la smettesse di sentirsi speciale e ammettesse di essere schiavo, l’1 per cento comincerebbe a tremare e non ci sarebbe bisogno di nessun articolo farsetta come questo. E si potrebbe rinegoziare un po’tutto.

MarcBin
MarcBin
20 Settembre 2019 1:30

15 sono anche troppe.
Direi 10.
Abolita la scuola che scassa solo il caxxo. Si impara giocando.
Si studiano animali e piante, si coltiva l’anima e la bellezza.
Il dio diventa la conoscenza come estensione del bene collettivo.
Si chiava alla grande, ognuno come vuole.
Con i soldi ci facciamo le grigliate.
Si impara a ridere e soprattutto a non rompere i koglioni.