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Rapporto sull’incidente di Salisbury: prove inconsistenti per sciocchi

FONTE: ORIENTALREVIEW.ORG

La presentazione del governo britannico sull’incidente di Salisbury, ripetutamente citata nei giorni scorsi come “prova definitiva” del coinvolgimento russo nel tentativo di assassinio di Skripal, è stata resa pubblica oggi.

Questo pdf di 6 pagine è uno dei punti più bassi della propaganda britannica. Fa sostanzialmente solo due asserzioni sul caso Skripal, entrambe false:

La prima. “Novichok è un gruppo di agenti sviluppato solo dalla Russia e non dichiarato ai sensi della Convenzione sulle Armi Chimiche” – falso. Novichok fu originariamente sviluppato nell’URSS (nel Nukus Lab, oggi in Uzbekistan, sito completamente dismesso secondo l’accordo USA-Uzbekistan entro il 2002). Uno dei suoi principali sviluppatori, Vil Mirzayanov, disertò negli Stati Uniti negli anni ’90, e la sua formula chimica venne pubblicata apertamente su varie riviste chimiche fuori della Russia. Craig Murray, ex top agente britannico, ha specificamente sottolineato questo punto il 17 marzo:

Venni a sapere che, a fine 2016, degli scienziati iraniani avessero deciso di studiare se i novichok potessero essere realmente prodotti da ingredienti disponibili in commercio.  L’Iran è riuscito a sintetizzare un certo numero di novichok. L’ha fatto in piena cooperazione con l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW), ed ha immediatamente riferito i risultati all’OPCW, di modo che potessero essere aggiunti al database delle armi chimiche.

Questo rende completamente assurda la frase “di un tipo sviluppato dalla Russia” di Theresa May, detta nel Parlamento e nel Consiglio di Sicurezza ONU. Questo spiega perché Porton Down si sia rifiutato di cedere alle pressioni del governo e di dire che l’agente nervino era russo. L’Iran non è l’unico paese in grado di produrre un novichok.

Seconda. “La Russia è sicuramente responsabile. Nessun altro paese ne ha capacità, intenti e moventi. Non c’è una spiegazione alternativa plausibile” – un incredibile esempio di autoipnosi. Nessuno degli elementi precedenti potrebbe nemmeno lontanamente portare a questa conclusione. Il prof. Richard Sakwa, dell’Università del Kent,  ha scritto in merito il 23 marzo:

Piuttosto che le sole due possibilità delineate dalla May, in realtà ce ne sono almeno sei, forse sette. Il primo è che sia stato un omicidio di stato, forse ordinato da Putin… Questa versione semplicemente non ha senso, e fino a che non emergono prove concrete, dovrebbe essere ignorata…

La seconda versione, secondo la quale le autorità avrebbero perso il controllo delle scorte di armi chimiche, è più plausibile. Ad inizio anni ’90 le strutture russe erano notoriamente negligenti; negli anni 2000 è stato però imposto di nuovo un rigoroso controllo degli stock, fino alla loro definitiva distruzione nel 2017. È possibile che una o più persone anonime abbiano nascosto del materiale e poi condotto una sorta di operazione clandestina…

La terza versione è l’esatto opposto: una sorta di azione anti-Putin da parte di coloro che cercano di forzare le sue scelte politiche …

La quarta versione è simile, ma questa volta gli anti-putiniani non sarebbero russi, ma stranieri. La lista di chi avrebbe beneficiato dal discredito della Russia è lunga. Se novichok o la sua formula si sono davvero diffusi, allora non sarebbe difficile pianificare un’operazione false flag. L’elenco dei paesi citati sui social media a riguardo è lungo. L’Ucraina ovviamente è in cima alla lista, non solo per la motivazione, ma anche per il possibile accesso al materiale, essendo uno stato post-sovietico con legami storici con il programma russo di armi chimiche. Israele ha un grande inventario di armi chimiche e non è parte dell’OPCW; non ha però alcun motivo per fare un attacco del genere (a meno che non si sia verificata qualche perdita involontaria). Un’altra versione è che il Regno Unito stesso abbia provocato l’incidente, come un modo per aumentare il proprio peso politico. Lo stabilimento britannico di armi chimiche, Porton Down, si trova a soli 12 chilometri da Salisbury. Anche se plausibile ad una prima analisi, non vi è assolutamente alcuna prova che questa sia una versione credibile, e quindi anch’essa non dovrebbe essere tenuta in conto.

La quinta versione è uno sviluppo più elaborato del punto precedente. Esistono prove circostanziali, una versione delineata dal Daily Telegraph, secondo cui Skripal potrebbe aver contribuito ad ideare il “Dossier Trump” di Christopher Steele. L’agente britannico che reclutò Skripal, Pablo Miller, vive a Salisbury, ed ha anche collegamenti con Orbis International, l’agenzia di Steele a Londra. Seconda questa versione, Skripal stava ancora lavorando in un modo o nell’altro con l’MI6, ed avrebbe fornito informazioni a Steele, che poi è intevenuto a gamba tesa sulla politica americana, evitando con successo il tanto desiderato riavvicinamento tra Trump e Putin. La profonda rabbia per i malevoli risultati dell’intervento britannico e di Steele nella politica internazionale e negli affari interni degli Stati Uniti avrebbero provocato l’omicidio per vendetta, con l’effetto dimostrativo ottenuto usando un’arma così bizzarra.

La sesta versione è il coinvolgimento di alcuni elementi criminali, che per ragioni note solo a loro hanno contrabbandato il materiale e l’hanno rilasciato per sbaglio. In questa versione, gli Skripal sono le vittime accidentali e non intenzionali. Ci sono varie elaborazioni di questa versione, incluse le attività di mafiosi anti-Putin. Si potrebbe aggiungere una settima versione, in cui lo Stato islamico o qualche altro gruppo islamista cercano di creare disordini in Europa.

Quel che segue è ancor più deprimente. La diapositiva 3 è una sorta di lezione di anatomia:

La slide 4 sembra rappresentare una vera e propria “trappola per il miele”. Basta guardarla:

Gli autori di questo ultimo “report” hanno creato un cocktail molto strano di accuse di vario tipo, nessuna delle quali è mai stata provata o riconosciuta da alcuna entità responsabile (come una corte legale o un’organizzazione internazionale ufficiale dedicata). Non vogliamo ovviamente discutere di ciascuna cella, ma prendendo, ad es., “agosto 2008 invasione della Georgia” in realtà non riusciamo a capire perché l’aggressione di Saakashvili, riconosciuta dall’UE , contro l’Ossezia del Sud sia rappresentata qui come un esempio di “attività maligna russa”…

Avete perso completamente la testa, signore e signori a Downing Street?

 

Fonte: https://orientalreview.org

Fonte: https://orientalreview.org/2018/03/28/salisbury-incident-hard-evidence-for-soft-minds/

28.03.2018

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Pubblicato da Davide

2 Commenti

  1. Il disfacimento morale degli imperi decaduti è una costante storica, qui però si sta esagerando, lo sanno a londra e nelle capitali europee che la Federazione Russa può cancellarli dala faccia della terra in un battibaleno? altro che scherzare col fuoco, e hanno pure sputtanato una volta per tutte il mito dell’impassibilità e della serietà degli inglesi.

  2. La cozza britannica deve stare attenta a non giocare troppo col fuoco perchè se a Putin gli dovessero girare i cosiddetti zebedei il suo Regno sparirebbe in meno di una mezzoretta!!