Ragnatele cadute dal cielo

Articolo 16-04-2025 PressKit

L’associazione “I Guardiani del Cielo” O.d.V scrive al sindaco di Udine preoccupata per i filamenti, simili a ragnatele, che cadono dal cielo. Li hanno fatto analizzare e i risultati sono preoccupanti. Pubblichiamo la lettera che hanno mandato al primo cittadino.

“I Guardiani del Cielo” O.d.V.
Piazza Patriarcato 8
33100 Udine – Numero civico: 94160820307

All’onorevole Sindaco e in copia a tutti i consiglieri comunali responsabili

Udine, 4 aprile 2025

Oggetto: Preoccupazione per il fenomeno del declino dei filamenti e richiesta urgente di chiarimenti

Egregio Sindaco,

Vi scriviamo in seguito alle numerose segnalazioni di cittadini preoccupati che hanno trovato sui loro balconi, terrazze, giardini e automobili filamenti di varie dimensioni e spessori che non sembrano essere di origine naturale.

A prima vista, i filamenti rinvenuti assomigliano a ragnatele, ma il loro spessore, la loro lunghezza e la loro consistenza elastica portano a considerare altre possibilità, soprattutto perché in Italia non sono presenti specie animali corrispondenti.

In quanto organizzazione senza scopo di lucro impegnata nella sostenibilità e nella tutela dell’ambiente, abbiamo preso sul serio le segnalazioni quotidiane dei nostri membri e di molti altri cittadini che si chiedono se queste sostanze apparentemente artificiali possano essere potenzialmente dannose per la loro salute.

Abbiamo quindi deciso di informare l’istituzione più vicina al cittadino e responsabile della salute pubblica, ovvero tu. La presenza di queste fibre è stata documentata in tutta Italia e in Europa, in particolare in Germania, Austria, Belgio, Paesi Bassi e Svizzera.

Nel nostro impegno per la salvaguardia del pianeta, ci siamo rivolti a un’organizzazione svizzera che si dedica anche alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Con nostra grande sorpresa, abbiamo fatto una scoperta davvero inquietante.

L’organizzazione “WIR – per efficacia – intuizione – rispetto”, fondata e guidata da Christian Oesch, ha condotto uno studio approfondito per un periodo di 22 mesi con scienziati di alto rango e dottori di ricerca provenienti da tutto il mondo. Inclusi:

• Hansjörg Grether – Chimico applicato, Project Manager e Coordinatore della ricerca
• Philipp Zeller – Dottorato di ricerca in fisica presso l’ETH di Zurigo

Lo studio è stato realizzato con ingenti risorse finanziarie (circa 200.000 euro) per analizzare la natura di questi filamenti. Sono stati utilizzati metodi analitici all’avanguardia, quali:

• Spettroscopia infrarossa a trasformata di Fourier (FTIR)
• Spettrometria di massa a plasma accoppiato induttivamente (ICP-MS)
• Microscopia ottica con sezioni micrometriche
• Microscopia elettronica a scansione (SEM) con sezioni
• Pirolisi accoppiata a gascromatografia e spettrometria di massa (Py-GC/MS)
• Gascromatografia-spettrometria di massa (GC/MS)

I risultati di questa ricerca dimostrano chiaramente che i filamenti bianchi rinvenuti dai cittadini in tutta Italia sono fibre cave di poliammide con un diametro interno di 1-3 micrometri e un diametro esterno di circa 4-6 micrometri.

Queste fibre contengono una miscela di oltre 30 diversi composti chimici, tra cui:

• Idrocarburi alifatici, saturi e insaturi
• Idrocarburi aromatici, compresi i derivati del benzene
• Chetone
• Derivati dell’acido acrilico
• Epossidi e derivati dell’istamina

Alcuni di questi composti sono classificati nel Global Molecular Database (GHS) come pericolosi, tossici, irritanti o addirittura infiammabili. L’altra parte non è mai stata catalogata dalla comunità scientifica, il che accresce ulteriormente la nostra preoccupazione.

Informazioni dettagliate sono disponibili qui: www.vereinwir.ch/spinnenfaeden, in particolare nel PDF di presentazione ivi linkato.

A supporto di questa spaventosa scoperta, ci sono due brevetti che dimostrano che le tecnologie corrispondenti esistono e sono state sviluppate sia da aziende private che da agenzie governative:

• EP1755382B1 “Dispositivo e relativo utilizzo per la produzione di fibre polimeriche di dimensioni nanometriche come vettori di principi attivi in agricoltura”
• EP1200653B1 “Mesotubi e nanotubi”

Il fatto che queste indagini siano state condotte senza il sostegno del governo e di loro iniziativa solleva interrogativi preoccupanti.

Alleghiamo alla nostra comunicazione i link al sito web dell’organizzazione esecutrice, che ha reso pubblici i risultati della sua ricerca: www.vereinwir.ch/spinnenfaeden.

Cosa si dovrebbe fare adesso?

È compito del sindaco, in quanto istituzione più vicina al cittadino, informare tutti i livelli superiori della pubblica amministrazione, al fine di sollecitare gli organi di controllo competenti ad effettuare accertamenti sull’aria, l’acqua e il suolo in Italia. Una volta completati questi controlli, ci aspettiamo che i risultati vengano resi pubblici, sia al pubblico sia alla nostra organizzazione per un’ulteriore diffusione.

Solo in questo modo

Tutti noi possiamo assolvere ai nostri doveri pubblici e sociali, proprio come voi, nel vostro ruolo di rappresentanti e servitori dei cittadini.

Vi ringraziamo in anticipo per la vostra tempestiva risposta e vi porgiamo cordiali saluti.

Monica Laneri
Presidente dei Guardiani del Cielo

Claudio Leandri
Vicepresidente dei Guardiani del Cielo

16.04.2025

Commenti (9)

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Mostra commenti 9 caricati
    1. piero deola 18 aprile 2025

      Sono almeno 10 anni che si verificano tali fenomeni sempre segnalati e ignorati dai politici consenzienti.Solo pochi giorni fa la meloni ha autorizzato con una firma il proseguimento della dispersione aerea dei veleni.

    1. Jocondor 18 aprile 2025

      Notizie prese da una tesi di laurea di Padova, del 2011:

      "Numerosi gruppi di ricerca si focalizzarono sullo studio delle nanofibre: fibre caratterizzate da un diametro di dimensioni nanometriche, e dotate di proprietà uniche, derivanti dall’elevatissimo rapporto area/volume. Le nanofibre vengono comunemente ottenute per elettrofilatura di soluzioni polimeriche, nelle quali il solvente può essere, in alcuni casi, acqua o altro solvente organico.
      Il principale vantaggio dell’elettrofilatura di soluzioni polimeriche è legato al fatto che questo processo è stato molto studiato in anni recenti ed è stato applicato ad un gran numero di polimeri per una vasta gamma di applicazioni. D’altra parte la possibilità di utilizzare l’elettrofilatura in soluzione è connessa all’esistenza di un opportuno solvente, a temperatura ambiente o di poco superiore, per il polimero prescelto. Questo fa sì che molti polimeri di potenziale interesse, quali ad esempio il PE, il PP, etc non possano essere processati mediante elettrospinning di soluzioni. Oltre a ciò va considerato che durante
      l’elettrospinning di soluzioni polimeriche, elevate quantità di solvente vengono disperse nell’ambiente e devono quindi essere captate onde evitare problemi di sicurezza e/o ambientali
      Per queste ragioni si è deciso di analizzare, in questo lavoro di tesi, un metodo per produrre nanofibre polimeriche a partire da fusi polimerici e non da soluzioni: il melt-elettrospinning.
      In questo modo è potenzialmente possibile ottenere nano fibre di polimeri non processabili in soluzione; si evita inoltre la dispersione nell’ambiente di notevoli quantità di solvente, per cui il processo è certamente più “verde”.

      In parole povere, fanno parte dell'inquinamento da agricoltura, a quanto pare. Certo averle sul balcone di casa è allarmante

    1. clausneghe 18 aprile 2025

      Se questa "Istanza" capita sotto gli occhi di qualche giudichessa woke che legge l'indirizzo "Via del Patriarcato" i promotori rischiano di finire dritti a tenere compagnia al povero Gianini..
      A parte gli scherzi, dal cielo scende di tutto, porcherie chimiche mescolate a residui bellici comprese le polveri umane, che con le enormi esplosioni che tutti i giorni da anni scuotono il nostro Pianeta salgono per km nei cieli e viaggiano con i venti per poi ricaderci in testa a nostra insaputa. Naso gocciolante, occhi rossi, tosse e starnuti sono quasi la regola, di questi tempi.
      Ma la Scienzah dice che sono allergie ai vegetali, non dice però che sono le schifezze che si legano alle erbe e foglie la vera causa.

    1. RixGa 18 aprile 2025

      In questo video più o meno al minuto 30 ne parla Gianini (l'ex aeroportuale di Malpensa internato al REMS).
      https://fb.watch/z1FEgWMvXY/?mibextid=z4kJoQ
      Con ragione oppure no, non lo so, ma descrive le condizioni meteo ideali affinché queste ragnatele si presentino.
      Vivendo in città non ricordo di aver mai assistito a questo fenomeno.

    1. Dario Lampa 17 aprile 2025

      Mi immagino che cosa ne farà il sindaco di questa lettera...

    2. maghi 18 aprile 2025

      te lo dico io cosa farà: farà quello che fece il mio 15 anni fa quando dei cittadini fecero analizzare l'acqua del sindaco trovandoci sostanze tossiche. La fece rianalizzare dal solito laboratorio e stavolta fu trovata perfetta. Il laboratorio si scuso' per l'errore precedente. Come per il covid non troveremo mai politici che difenderanno mai la popolazione e l'unico modo per salvarsi il deret@no sarà dubitare e comportarsi di conseguenza. E perchè dovrebbero difenderci? Il livello medio etico, morale e sociale è ormai così basso che sarebbe meglio che un popolo così sparisse, ma nonostante le continue immissioni di altre etnie non mi pare che la situazione sia migliorata, anzi mi pare peggiorata. Italiani, brava gente, dicevano una volta. Una volta. Poi qualche cane giallo tra tanti neri e bigi c'è ancora, ma per quanto tempo se ne vedranno ?

    1. DrCaligari 17 aprile 2025

      Et aliquando Homo araneus sternuit. (Talvolta perfino l'Uomo Ragno "starnutisce").

    1. maghi 17 aprile 2025

      un mio amico nel pisano me ne ha mandato una foto su whatsap. A me l'altra sera è capitato di uscire di casa e ritornarci di corsa, perchè sembrava di essere in una nuvola di antiparassitario, che mi fece pure venire un pò di mal di testa e bruciore alla gola. Quel che dissi pochi anni fa su un altro blog pare si stia lentamente avverando. Cioè che l'umanità non cambierà comportamenti, finchè la gente non cascherà stecchita per strada. Per fortuna poco dopo si alzò il vento e l'aria tornò respirabile. Sono convinto che stare per qualche ora in quella nuvola, sarebbe stato fatale per chiunque.
      Se 60 anni fa mi avessero detto che di lì a pochi anni, non avrei più potuto bere l'acqua del pozzo perchè inquinata da metalli pesanti e composti chimici, non ci avrei creduto, ma è successo. Speriamo non succeda lo stesso coll'aria.

    1. Nonso 17 aprile 2025

      Gelo in studio: coaguli di smog?

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