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Questo pomodoro ti spiegherà come funziona il capitalismo

DI DARIO DE MARCO

minimaetmoralia.it

Ci voleva una strage, dodici braccianti africani morti in un incidente stradale in Puglia, per richiamare l’attenzione su condizioni di lavoro, e vita, che non sono tanto differenti dalla schiavitù: mancano solo le catene di ferro in senso materiale (e non sempre).

Ci vuole sempre una strage, e uno è persino tentato di dire ben venga, il sacrificio di vite umane (basta che si tratti di vite che non sono la mia), se serve a far capire qualcosa, a cambiare qualcosa. Addirittura il ministro dell’ordine pubblico, che se i negretti non stanno dietro al grilletto di solito tacet, ha fatto la voce grossa, ha detto caporali ha detto sfruttamento ha detto mafia. Allora uno dice vedi, menomale, anche lui farà qualcosa di buono come quell’altro, sgomineremo il caporalato. Perché la colpa è dei caporali, no? No.

I caporali di fatto sono la penultima ruota del carro: sono quelli che provvedono alla logistica, diciamo così, in una situazione senza regole e organizzazione. Dal reclutamento per il lavoro a giornata, tutti in fila prima dell’alba tu vieni tu no (uh? Come nell’ottocento? Sì, proprio come nell’Ottocento), al trasporto per e dai campi, fino alla sistemazione per la notte, baracche a 5 stelle com’è noto. Perché non vanno ai centri per l’impiego? Magari al contrario di quello che si dice, qualche italiano che questi lavori li vuole ancora fare c’è, che ne sai, e sta iscritto al collocamento. Non ci vanno perché sanno che i proprietari delle terre offrono poco e niente, qualche euro a giornata, se non qualche centesimo a quintale, e quindi a fare la raccolta ci può andare solo chi è veramente disperato. Ah, ok. Allora la colpa è dei proprietari terrieri, no? No.

I proprietari delle terre – che sarebbe eccessivo chiamare agricoltori anche se spesso godono delle agevolazioni e delle sovvenzioni destinate ai coltivatori diretti, ma sarebbe forse ingeneroso definire latifondisti – sono costretti a cercare di pagare tutti il meno possibile, perché i loro margini di guadagno sono bassi, e si riducono sempre di più. Infatti nella maggior parte dei casi i venditori non possono stabilire i prezzi, ma li subiscono. Sembra strano ma è così, di solito chi vende una cosa la mette a un certo prezzo, ma qua è il contrario.

Dipende dalla particolare situazione: in ogni zona esistono poche, o addirittura una sola industria di trasformazione (quella che fa i pelati per capirci). Quella arriva da te e dice oggi per un quintale di pomodori non ti do più 2 euro, te ne do uno. Non ti sta bene? Non compro. E i pomodori ti marciscono in casa. In economia si chiama monopsonio, fa ridere ma è il contrario del monopolio, dove c’è un solo venditore, qua c’è un solo compratore, e può essere anche peggio. Allora, evviva, la colpa è dell’industria, no? No.

L’industria a sua volta è schiava della GDO. Se il nome non ti dice niente, sappi che è quella che ti mette in tavola il 90% delle cose che mangi. È la Grande Distribuzione Organizzata, quella che fa da intermediario tra l’industria e il venditore diretto, ovvero i supermercati e le catene. La GDO fa esattamente come fa l’industria con gli agricoltori, anzi peggio. Il meccanismo è quello delle aste, perché i venditori sono tanti e il compratore è uno: e sono aste al ribasso, o al doppio ribasso. Che senza entrare nei dettagli tecnici, già il nome fa paura. Quindi, eureka, la colpa è della GDO, no? No.

La GDO,  poverina… No aspetta, rifacciamola. La GDO sostiene che lei, poverina, non può farci niente. È il mercato che è cattivo, perché e questo che vuole la gente, dice, un po’ come dicono i direttori di palinsesto della tv spazzatura. Solo che mentre lì la qualità può essere un elemento opinabile, qui alla fine c’è una sola cosa che conta, ed è misurabile: il prezzo. Come faccio a metterti i pelati a 29 cent, quando quello è un altro poco il costo solo della lattina vuota? Come faccio a mettere il supermercato in condizione di farti l’offerta, la superofferta, il 3×2, il sottocosto? Allora, eccoci arrivati: la colpa è tua, no?

Eh no, dai. No. Non voglio mica scaricarti addosso il peso di tutto. Perché è vero, come dice Stefano Liberti su Internazionale, che “quando noi compriamo sottocosto, c’è sempre qualcun altro che quel costo lo sta pagando”. Però come faccio a darti la colpa, quando so che non arrivi a fine mese, tra il lavoretto in agenzia e la pensione d’invalidità della nonna, e l’offertona della pummarola in lattina ti risolve il problema della cena. Oppure, anche se a fine mese ci arrivi sereno, mica puoi sempre comprare dal biologico o dal contadino, è vero che la qualità si paga ma a te sinceramente quel sugo dell’ipercoop t’è sembrato buono uguale a quello del gruppo d’acquisto solidale, se non meglio. E poi uno si deve rilassare almeno quando va a fare la spesa, mica puoi sempre stare nel mood fa’ la cosa giusta.

E allora? Di chi è la colpa? Di tutti. E di nessuno. Perché è proprio così che funziona questo sistema economico. Il capitalismo non redistribuisce le ricchezze, redistribuisce le colpe. Frammenta le responsabilità, fino a ridurle in pezzettini così piccoli da essere invisibili, irrilevanti. E poi dà un pezzettino a ognuno, ognuno se lo guarda, il suo frammento, e dice, io? Ma figurati. E ha ragione. E ha torto. E ha ragione.

Di chi è la colpa? Del sistema, si sarebbe detto una volta. Ma il sistema è solo un concetto astratto, un modo di dire, una metafora, un’invenzione dei noglobal sessantottini, il Sistema non esiste, ahahaha, ciao, vado a farmi una pasta al pomodoro.

 

Dario De Marco

Fonte: www.minimaetmoralia.it/

Link: http://www.minimaetmoralia.it/wp/pomodoro-ti-spieghera-funziona-capitalismo/

9.08.2018

Pubblicato da Davide

12 Commenti

  1. Tutto vero. Articolo però irritante. Inizia con la sparata saccente su Salvini. E francamente sul SUO tavolo il 90% delle cose arriva dalla GDO. A casa mia facciamo un po’ di fatica (non solo parole) e il 10% delle cose arrivano dalla GDO. Per il resto produttori locali.

  2. Non sono d’accordo. Basterebbe istituire la pena di morte per gli schiavi (tanto la loro vita secondo questo articolo non vale nulla) che accettano di essere pagati per meno di 10 euro l’ora. Pena eseguita immediatamente e senza processo direttamente sul campo di lavoro. Vedi come finisce subito tutta questa moina.

    • e certo. come il marito che per fare un dispetto alla moglie si traglia i c…!!!
      servirebbe “tagliare le unghie” alle banche finanziarie, a chi gioca in borsa, a chi specula per arricchirsi…!!!
      come ultimamente é stata vietata la pubblicità alle “bische dalemiane”, così bisognerebbe vietare la pubblicità – in ogni luogo e in ogni sede, anche mediatica – alle borse finanziarie d’affari…!
      come? sarebbe sufficiente “NAZIONALIZZARE” ogni settore su cui si arricchiscono i parassiti (comprese fmi, bce e altri soggetti nazicapitalisti, schiavizzatori) in giro per il mondo…!
      un pò di sano socialismo e sarebbe la fine di tutti i predatori… “prenditori” e “magnager”!
      un esempio?: qualcuno ricorda come sono stati cacciati i “predatori nazicapitalisti” dall’islanda…?
      perché i regimi nazisti e i suoi media tengono la bocca chiusa non informando i popoli sovrani su quel paese…?
      perché gli imperialisti attaccano i paesi ad alto contenuto di democrazia (venezuela, brasile, argentina, siria, yemen, afganistan, ecc. ecc…)?
      forse perché i naziglobalisti imperialisti temono che i popoli liberi e sovrani potrebbero prendere coscienza e rompere le loro catene… decretando per sempre la fine degli schiavisti…?
      hasta la victoria siempre…!

      • Più che i paesi ad alto contenuto di democrazia (quale? bisognerebbe definirla), l’Impero colpisce nell’ordine:
        – quelli ad alto contenuto di socialismo (es. Venezuela)
        – quelli che non si allineano ai dictat o danno fastidio ad Israele (Siria, Iraq, Iran)
        – quelli che hanno risorse appetibili (Afghanistan per il commercio di oppio, ed es., il Venezuela per il petrolio, etc…)
        quanto a noi, finché rimarremo schiavi dei bisogni che loro ci inducono e servi delle varie clientele, continueremo a vivere in questa finta democrazia con poche speranze di rompere le catene.

    • Spero tu stia scherzando!
      La maggior parte dei Contratti di lavoro Italiani non arriva mai a quella cifra!

  3. Quindi, riassumendo, è necessario importare disperati tali da accettare la condizione di schiavi per permettere ai disperati nostrani, neoschiavi del mondo delle meraviglie neoliberiste, di andare a fare la spesa nel discount dai prezzi più svaccati.
    Mi ritengo fortunato perché viviamo in campagna e gran parte dei generi alimentari di prima necessità riusciamo a produrceli da soli riducendo la spesa presso la GDO al minimo. L’economia attuale gira su bisogni indotti ad arte da campagne pubblicitarie, intorno a servizi inutili praticamente autoreferenziali e sull’illusione di accedere ad un ascensore sociale, ormai fuori servizio da anni, tramite un’istruzione che è solo diplomificio.
    partiamo dall’ultimo punto che ho citato: l’istruzione. Se lo Stato analizzasse i reali bisogni di manodopera e svolgesse un ruolo attivo nello sviluppo economico del paese, non spenderebbe cifre esorbitanti per tenere in piedi carrozzoni inutili e dannosi dove parcheggiare per decenni le nuove generazioni ma incentiverebbe l’istruzione professionale già dalle medie inferiori, le tanto deprecate e classiste scuole di avviamento.
    Il passo successivo dovrebbe essere quello di finanziare i settori produttivi che producono realmente e, perché no, riportarsi in casa (i.e. nazionalizzare) un po’ di attività e farle funzionare davvero, tagliando i fondi a tutte quelle attività parassitarie che non sono altro che ammortizzatori sociali, serbatoi di voti per i partiti e centri di potere clientelari. Un’economia pianificata è un’utopia socialista? sicuramente, ma preferisco l’attività del sognare ad occhi aperti ad un sonno senza sogni.

  4. Il problema lo risolvi smettendo di usare le persone dove possono essere usate le macchine, come nella raccolta dei pomodori; poi tra il coltivatore e il venditore ci sono cinque passaggi: Coltivatore, intermediario,gdo, intemediario, venditore; bisogna togliere gli intermediari.

    • Gli intermediari facevano da calmiere per i prezzi e – purtroppo – non esistono piu’. La c.d. “asta” dove veniva battuto il prezzo giornaliero delle derrate soggette ad abbondanza nel momento del raccolto – dall’uva, all’olio, agli agrumi, al pomodoro, al grano, orzo, favino, lupinella, ecc. – parlo della Puglia ovviamente – non esiste piu’. Il magazzino o il consorzio dove veniva conferito il raccolto, oramai, e’ diventato un servizio per la grande distribuzione e non per il produttore.
      L’acquisto avviene tramite internet o direttamente in campo … le conseguenze sono evidenziate in parte dall’articolo…e vedremo cosa accadra’ con il mercato libero dell’energia….

  5. Il mercato fa il mercato: è nella sua natura.
    Lo Stato, invece, deve tornare a fare lo Stato.

    • Il problema e’ che lo Stato fa politica (=scende a compromessi), non il padre di famiglia (=risolve i problemi).
      E allora, se la Tunisia sequestra qualche nostro peschereccio o chiude i propri porti ai migranti “salvati” al largo della Libia, lo Stato risolve consentendo l’abbattimento di nostri ulivi plurisecolari con la scusa della Xilella (ma in Tunisia non c’e’?) e obbligandoci a comprare olio tunisino…secondo lo Stato in questo modo ci ha tutelato…in realta’ ha solo trasferito il problema da qualche altra parte. In questo periodo storico pare proprio che soluzioni non se ne trovino…e’ tutto una sola grande partita di giro…e adesso e’ quasi finita la ricreazione…testa sotto a chi tocca…e speriamo che me la cavo

  6. Giorni fa YouTube mi ha propinato il video di una ragazza americana che vive in Italia. Nel video spiegava la differenza tra le abitudini alimentari americane ed italiane.

    Diceva che non è vero che gli americani amino il junk food, ma che piuttosto sono in pochi negli USA a potersi permettere cibi sani. Mentre in Italia ed in Europa in generale i due tipi di cibo hanno lo stesso costo quindi molte più persone hanno accesso al buon cibo.

    Oggi mi chiedo se il motivo di questa disponibilità di frutta e verdura in Europa non sia dovuto ad altro che la schiavitù dei lavoratori agricoli… possibile che il lavoro sia meno tutelato da noi che nella patria del capitalismo?