di Davide Amerio per comedonchisciotte.org
Se per anni ineofiti politici del M5S sono stati sbeffeggiati per quei "cori", in verità improvvidi, al grido "Onestà...Onestà", bisognerebbe ricordare, e tenere bene a mente, quelli ben più silenziosi, ma molto più subdoli, di certa politica (di destra, ma anche di sinistra) che echeggia nel vento il verbo "Impunità...Impunità".
Più subdoli perché non dichiarati, ma mascherati da slogan e striscioni di piazza che proclamano lo schieramento, senza se e senza ma, verso la difesa a oltranza di qualcuno ("io sto con..."), oppure che navigano tra le pieghe del linguaggio politicante, per suggerire i "distinguo", le "eccezioni", le "particolarità", che assolverebbero, nella sostanza, i "loro" amichetti condannati per i più svariati reati (quando non si parla poi del Capo bastone in persona).
Che il principale problema della Politica Italiana, negli ultimi 30 anni, sia strettamente legato alla "questione morale", ovvero alla consacrazione di una prassi di etica pubblica contraria allo spirito della nostra Costituzione, lo affermo da tempo.
A questo fenomeno consegue la a-moralità dei comportamenti politici di coloro che hanno inteso i ruoli istituzionali come naturale prosieguo dei loro interessi privati. Il Liberalismo come interpretazione del fare, letteralmente, i propri porci comodi, o i propri "business", all'interno dello Stato, garantendosi l'impunità.
Non è certamente questo ciò che intendevano i Padri Costituenti, scrivendo l'art 54 della Costituzione:
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.
Per anni, a partire dagli anni '90, nei quali gli stipendi degli amministratori delegati decollavano in modo esponenziale, ci veniva raccontato che il fenomeno era "naturale", conseguenza del carico di responsabilità (economiche, sociali, penali) in capo alle loro figure.
Il divario tra lo stipendio di un impiegato/operaio e quello dell'amministratore si allargava in modo impressionante, oltre ogni logica di economia aziendale: stock option, azioni, benefit, con i quali sono state garantite faraoniche ricompense anche (e questa è il fatto più vergognoso) quando la gestione dell'azienda era fallimentare.
Lo stesso economista Paul Krugman denunciava questo fenomeno, in uno dei suoi libri post crisi del 2007, mettendo in evidenza come si fosse creata, a livello internazionale, una "casta" di super ricchissimi molto pericolosa, per il benessere economico delle nazioni, e per l'integrità del sistema finanziario internazionale.
Detto questo... com'è possibile oggi giustificare questi amministratori delegati super stipendiati, definendoli "incolpevoli", per non aver commesso nessun fatto specifico, per non aver avuto nessun ruolo nelle conseguenze catastrofiche imputabili alle aziende che gestiscono?
Se sono non colpevoli, perché i disastri sarebbero solamente imputabili alle catene di comando a loro subalterne... sorge spontanea una domanda: ma allora perché vengono pagati così tanto?!?
Domanda retorica, ovviamente. A pensare male, diceva Andreotti, si commette peccato. E noi siamo impenitenti peccatori, quindi sospettiamo che gli strapagati amministratori siano, in buona misura, fantocci per assumersi le responsabilità giudiziarie conseguenti a malavitose scelte aziendali, necessarie per mantenere alto il profitto degli azionisti.
Ma quando queste "strategie" aziendali provocano danni irreparabili (ambientali, sociali, umani), a questi fantocci, complici della politica, che ha guardato altrove mentre qualcuno indicava i pericoli, bisogna cercare di garantire l'impunità (spudorata), per evitare che le loro lingue si sciolgano davanti ai magistrati.
Si punta quindi il dito contro la magistratura, per distogliere l'attenzione dai politici che hanno firmato contratti "capestro" con le loro aziende, sulla testa dei cittadini, garantendo profitti certi, e costi alti che ricadono sulle casse dello Stato; oppure che hanno distolto lo sguardo dai disastri annunciati, preferendo gonfiare il proprio portafoglio con mazzette sicure.
E veniamo al Clint Eastwood de' noialtri, diventato il nuovo beniamino della destra malpancista, al secolo il gioielliere Mario Roggero di Grinzane Cavour.
Ma il filmato della rapina lo avete visto?
Ora è ben comprensibile lo stato d'animo di chi subisce una rapina, magari anche più volte. Non ho particolari rimpianti per i delinquenti. Ma chiedere la "Grazia" e schierarsi a oltranza per un tizio armato di pistola che si mette a sparare in mezzo alla strada, nella quale stanno passando ignari pedoni e automobili, mi sembra alquanto fuori luogo.
La differenza tra difesa personale e omicidio colposo è abbastanza netta: ed è stata ampiamente superata. Ma se il giustiziere de' noialtri avesse colpito un'altra persona, un bambino che attraversavano in quel momento il marciapiede... lo avrebbero giustificato allo stesso modo con gli striscioni "io sto con Ruggero"?
Perché Ruggero diventa giustificabile in quanto frustrato dalla rapina? Allora giustifichiamo anche il tizio che, tempo addietro, ha sparato al suo datore di lavoro perché era stato licenziato. Non è forse "frustrato" uno che ha perso il lavoro?
Il punto è piuttosto l'infamia politica di chi cavalca le tragedie altrui: chi cerca di raccattare voti malpancisti con le disgrazie degli altri. Allora anche in questo caso si invoca "l'immunità", la "Grazia" (pure in modo grottesco cercando di scavalcare il Presidente della Repubblica).
Ma è solo l'opportunismo di certi politici per nascondere i propri fallimenti governativi, dopo aver promesso mari e monti in campagna elettorale. Oppure di nuovi avventurieri offerti nel circo mediatico, novelli salvatori della Patria: e lo spazio loro approntato che serve per recuperare consenso perso.
L'unica cosa assurda, che possiamo ostetamente rilevare, sono le compensazioni milionarie per le famiglie dei rei: no! questo non è accettabile. Se si rimborsano milioni alle famiglie di chi delinque... alle famiglie degli operai, onesti lavoratori, che escono al mattino di casa e non fanno più ritorno per l'ennesimo, vergognoso, incidente sul lavoro, quanto bisognerebbe dare? E quanto sostegno davvero ottengono dallo Stato?
Questo paese dei balocchi, per alcuni, che è diventata l'Italia, deve avere un termine.
di Davide Amerio per comedonchisciotte.org
18.07.2026
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