FONTE: RG.RU
La crisi in Ucraina durerà fintanto che non si esaurirà la pazienza degli ucraini. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin, rispondendo alle domande dei dipendenti del complesso industriale Lebedinsky nella regione di Belgorod.
Uno degli operai ha chiesto quanto a lungo durerà ancora la crisi in Ucraina, Putin ha definito retorica questa domanda.
“Abbiamo un popolo paziente” - ha ricordato il leader russo ponendo l’accento che questo vale sia per i russi, sia per gli ucraini, che per gran parte sono un solo popolo.
“Quanto tempo durerà? Non so. Dipende dalle persone, che vivono là, in Ucraina, e quanto a lungo potranno ancora sopportare”, - ha risposto.
Il presidente conta molto sul fatto che “Possa finire, questa volta, Dio voglia, senza spargimento di sangue, ma in seguito a un processo democratico”.
Poi ha spostato il discorso sulla valutazione della situazione attuale nel paese: il PIL è diminuito di un terzo nel giro di pochi anni, e il reddito, ad esempio, dei residenti di Kharkov è già due volte meno rispetto ai residenti di Belgorod (città russa non distante da Kharkov ndr.).
Proprio l’Ucraina soffre soprattutto per le sue lacerazioni, ha riferito il portavoce dei metallurgici, e come esempio ha riportato il dato che l’industria ucraina ora non sa più dove vendere i motori per elicotteri della serie “Mi”. Putin ha ricordato che per tal ragione, la Russia, è passata ai propulsori militari navali di produzione propria piuttosto che ucraina, ha poi aggiunto che molti dipendenti d’imprese ucraine si sono già trasferiti a vivere e a lavorare in Russia.
Ha inoltre riferito che, in maniera più o meno efficace, in Ucraina si continua a lavorare solo in agricoltura, avvertendo però che questo settore con la comparsa degli OGM potrà cadere in declino.
Putin ha terminato il suo intervento con una nota positiva: “Vorremmo ripristinare la cooperazione nel suo insieme, là, non tutto è andato perduto”.
Fonte: https://rg.ru/
Link: https://rg.ru/2017/07/14/reg-cfo/putin-rasskazal-kogda-konchitsia-krizis-na-ukraine.html
14.07.2017
Scelto e tradotto da Eliseo Bertolasi
Holodoc 16 luglio 2017
L'Islanda non mi convince... l'ho girata due anni fa ma sono tornato con più domande che risposte:
- come fa un paese che non esporta nulla ma importa tutto a sopravvivere? Anche l'industria delle aringhe che fino a pochi decenni fa era la fonte di sostentamento maggiore ora non esiste più. Anzi, le aringhe sono proprio scomparse dalla loro dieta, non ho trovato nessuno che le vendesse.
- com'è possibile che nel supermercato di un villaggio di 1000 anime situato sul lato opposto dell'isola rispetto alla capitale si trovi di tutto, compreso olio d'oliva toscano?
- com'è possibile che possano permettersi di pagare lavoratori stagionali provenienti da paesi ricchi (ho trovato una ragazza austriaca che lavorava in un museo).
-com'è possibile che l'Islanda, senza una vera forza militare abbia vinto una guerra commerciale per lo sfruttamento della pesca con la Gran Bretagna???
Non ho trovato risposte, ma solo un indizio: sul più grande edificio di Akureyri (2a città del paese, 17.000 abitanti) facevano bella mostra di sé una squadra e un compasso con in mezzo la lettera "G"...