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Qualcosa su Anna Frank

DI ALCESTE

alcesteilblog.blogspot.it
Il mio impegno antifascista dei bei giorni non si concretò mai nell’antifascismo verbale. Men che mai nell’antifascismo militante contro i fascisti, che ho sempre considerato una parte residuale della politica: al pari dei comunisti.
C’erano milioni di persone che si richiamavano al comunismo e al fascismo, ma solo a chiacchiere. Che il fascista o il comunista fossero segnati antropologicamente dalle rispettive ideologie fu vero sin agli anni Cinquanta. Si può dire, col senno di poi, che tali marchi erano cicatrici, e cicatrici di ferite fisiche e spirituali, destinate, però, a scomparire col volgere d’una generazione.
E così fu, nonostante le P38.
Quando nacqui alla fine dei Sessanta comunismo e fascismo erano già morenti: non informavano più le nostre vite. Il fascista e il comunista si ritrovavano a Fregene a ingozzarsi di panini e frittate; i loro figli erano già attenti ai primi ritrovati tecnologici. A vestirsi con gusto ricercato. Il ricco era ricco e il povero lo invidiava. Il busto di Mussolini serviva ad appendere l’ombrello e Lenin, in attesa del Che, era ormai un poster.
Alla memoria, tuttavia, credevo.
I partigiani, le Fosse Ardeatine, il 16 ottobre 1943, via Tasso, il 5 giugno 1944 erano, per me, circa mille anni fa, date importanti.
Mi piaceva ricordare certe figure, alcuni morti.
Promuovevo dibattiti, anniversari, riscoprivo martiri.
La Resistenza e le sue costellazioni, anche in tale accezione, erano, però, già un guscio vuoto negli anni Ottanta. La gente dimenticava, certo, ma era soprattutto il protervo formalismo degli antifascisti – duri a comprendere la nuova realtà – il vero ostacolo a una condivisione serena del passato.
Anche qui la sinistra si dava come dividuum: da una parte celebrava stancamente, ma a tutti i costi, con quell’aria di superiorità morale che strapperebbe gli schiaffi a un santo, dall’altra monetizzava un sentimento che avrebbe dovuto essere generale.
Si era ridotto tutto a manfrina, a sovvenzione, a parassitismo.
Le iniziative individuali, nuove e meritorie, venivano soffocate dalla burocrazia dei buoni tanto che ogni celebrazione era imposta, e non accettata nella sua intima umanità.
E infatti gli Italiani se ne fregavano altamente.
Più se ne fregavano più la bontà assumeva i contorni del dispotismo.
L’antifascismo, insomma, si fece prima istituzione, poi legge, e perciò coercizione.
Si moltiplicarono aedi, trombettieri e gendarmi.
In tale oligarchia dei buoni si distingueva, netta, la comunità ebraica. Gli Ebrei, almeno quelli di Roma, si lamentavano, sempre e comunque, in modo invasivo.
Bastava non citare una virgola e si metteva subito in moto quell’impasto urtante di vittimismo e arroganza che fa tanto chutzpah e che, una volta, fece saltare la mosca al naso persino a Sandro Pertini, il Presidente “sei condanne e due evasioni”: “Ma che vogliono questi qua?“.
Gli Ebrei sono antipatici, sono difficili da trattare, ma sono vittime.
Vittime più vittime degli altri, però, e, quindi, ancora più antipatici.
È il prezzo da pagare all’imposizione della bontà.
L’antifascismo pretende di essere celebrato a forza.
La Shoah di essere divinizzata come religione laica di Stato.
Risultato: cerimonie di cartapesta in cui tutti fingono una parte.
Le parole del Presidente della Lazio Claudio Lotito: “Andiamo a fare la sceneggiata” (a seguito dell’episodio dell’Anna Frank giallorossa) sono la ovvia e naturale risultante di una serie di errori storici e psicologici nonché una epitome esatta del sentimento popolare.
Un umor nero nascosto ai sondaggi, come sempre accade quando è la propaganda e non la morbida ragionevolezza a dettare la linea grigia del bene e del male.
I rabbini fanno gli offesi, Lotito va in pellegrinaggio, le polizie e la magistratura indagano, intellettuali e parlamentari sgranano il rosario dell’indignazione, ma la situazione è questa qua: di Anna Frank non importa nulla a nessuno.
I giocatori di serie A col Diario in mano sono una tetra barzelletta, forse più di Carlo Tavecchio, presidente della FGCI, che, con quel bel volto limpido e chiaro, va a cospargersi il capo di cenere al Ghetto.
E tutto questo perché non si è voluto considerare un periodo tragico della propria storia sub specie aeternitatis, ma solo come rivalsa; e quando tale strategia cominciò a fallire rovinosamente (e a concretare un crescente rifiuto) la si volle militarizzata, per legge.
È stato messo in circolo il veleno per eccellenza, quello del rancore e del sordo risentimento.
Le coordinate ideologiche del dopoguerra sono svanite del tutto.
Praterie vaste e brumose ci attendono, pronte per disperderci definitivamente; o per inscenare nuovi carnai.
Meglio così.
Alceste
Fonte: http://alcesteilblog.blogspot.it
Link: http://alcesteilblog.blogspot.it/2017/10/qualcosa-su-anna-frank.html
25.10.207

Pubblicato da Davide

40 Commenti

  1. In sto paese tutto vien buono per far commedia e ciarla. Che per darsi tono devono tracimare in una finzione di serietà. A Roma, poi!!! La serietà lì è roba di cartongesso. Devon mettersi la maschera tragica, sennò non potrebbero ciucciare con buona (=fasulla) coscienza. Le sceneggiate dei napoletani sono un po’ più simpatiche. Qualche volta riescono a farti ridere. Quelle dei romani invece ti fan sempre piangere.

  2. Quello che dà veramente fastidio della vicenda, fatta la tara degli imbecilli che urlano “Ebreo!” come un insulto, è che la povera Anna Frank, ragazzina uccisa 70 anni fa dall’odio razziale, sia presa a simbolo delle persecuzioni agli Ebrei di oggi, come le trasmissioni TV a reti unificate farebbero intendere. Peccato che i bambini e i ragazzini uccisi OGGI siano in enorme maggioranza non ebrei, e che (alcuni) carnefici abbiano la kippah.

    • Infatti…. ma ricordi che gli ebrei sono i padroni del discorso. Sono maestri del “chiagni e fotti”. Son sempre più convinto che solo a Roma poteva nascere una caciara del genere.
      A Napoli non me la immagino neppure in cartolina. Se la vede la maglietta del Napoli con la foto di Anna Frank? Se li immagina gli scugnizzi che ne leggono il Diario?
      E neppure potrebbe succedere a Milano, tra Milan e Inter a turno chi filo-semita e chi antisemita.
      Mi ascolti…. son proprio “romanate” de Roma. C’est tout. E pensi che tale latrina ambientale è la sede del nostro Governo!

      • Infatti la stessa cosa era successa nel 2013 a “casacche” invertite , però non accadde niente!
        Giornalisiti o giornalai ?

  3. A parte il fatto che di Anna Frank e di tutta sta inutile diatriba non me ne frega una mazza, faccio notare che quello che si legge non è il diario di Anna Frank, ma la versione rivista e corretta dal padre e ovviamente dalla casa editrice di appunti e fogli sparsi. Non capisco come possiate pensare che una bimba di 12 anni avesse scritto certi pensieri e considerazioni.
    Otto Frank, noto imprenditore tedesco figlio di banchiere, miracolosamente sopravvissuto per 1 anno ad Auschwitz, unico sopravvissuto della sua famiglia, direi proprio che ha fatto il botto

    • Ben detto, oltre a tutto l’ultima edizione del diario è di 800 pagine. E quando mai una ragazzina tredicenne avrebbe scritto 800 pagine di diario?
      Ma sono 800 pagine di [email protected]@ate del padre che ha pensato bene di fare i soldi sulla pelle della figlia.

    • Robert FAURISSON ha scritto nel 2000 un libro sul Diario di Anna Frank smontando punto per punto tutta la storia. La casa di Anna Frank è stata demolita in parte e non è più possibile confermare nessuna delle vicissitudini raccontate nel diario. Oggi il libro di Faurisson, tradotto in molte lingue, è introvabile anche on line, bannato da tutte le librerie, non più distribuito da Amazon. In Svizzera è reato dubitare della veridicità del Diario, già dal 2010. Il padre di Anna Frank era internato ad Auschwitz, malato e curato dai nazisti, per questo si è salvato. Gli altri sono morti di tifo. Non so se tutti, Anna e la sorella di sicuro. Sono morte a Bergen Belsen.
      Al di là di tutte queste considerazioni, si tratta comunque di una triste storia. Il diario forse è falso, ma i morti sono tutti veri. E comunque sono tutti morti innocenti, internati in quanto ebrei e non per altri motivi.

  4. Alla fin fine mica hanno fatto bene i tifosi della Lazio, ma criminalizzare a tal punto quella che alla fin fine è libertà d’espressione ci fa capire in che stato totalitario viviamo. Non è che possiamo reputarci migliori della Corea del Nord se poi, toccando i tasti giusti, reagiamo quasi allo stesso modo. Tanto più che c’è un filone di pensiero che classifica il diario di Anna Frank come falso… Per carità, auguro pace e amore per tutti, ma sinceramente neanche mi piace subire i diktat morali di chicchessia.

  5. Ottimo articolo! Su un punto concordo a pieno: fascismo e nazismo sono finiti nel 1945! Quanto più ci si allontana da quegli anni la materia diventa “storia”, che ognuno dovrebbe essere libero di poter ricostruire con libertà e serenità. Ma così non è ed al fascismo “storico” è subentrato un fascismo ricostruito da una narrativa di comodo, assai più illiberale e squallida: l’Antifascismo fascista!

  6. “alla fine dei Sessanta comunismo e fascismo erano già morenti: non informavano più le nostre vite. Il fascista e il comunista si ritrovavano a Fregene a ingozzarsi di panini e frittate; i loro figli erano già attenti ai primi ritrovati tecnologici”: cosi è. La Vita è tutta una sceneggiata con tutti noi che recitiamo, sempre più stancamente, la parte che ci è data da recitare in attesa della Fine. Cambiano gli attori ma i ruoli sono gli stessi.
    Claudio Lotito ha detto la pura e semplice verità.

  7. Premetto che per commentare le notizie ANSA bisogna collegarsi tramite facebook.
    Tutto quello che si legge qui su Anna Frank e i fatti di Roma, se provate a scriverlo sul sito dell’ANSA viene censurato dopo pochi minuti e il profilo facebook di chi fa il commento viene immediatamente cancellato. I commenti salgono e poi scendono, man mano che vengono bannati. Alla fine della storia restano on line soltanto i commenti del tipo: i tifosi laziali sono dei razzisti, poveri ebrei perseguitati, Israele è l’unica democrazia del medio oriente, bisogna chiedere scusa, ecc. ecc.
    Questa si chiama censura. Il sito ANSA viene monitorato in continuazione, giorno e notte. Il motivo di tanto zelo è semplice: ci sono decine di migliaia di visualizzazioni per articolo e questo rende necessario il controllo da parte dell’apparato di propaganda.
    Viviamo in democrazia?

    • “e il profilo facebook di chi fa il commento viene immediatamente cancellato”

      Se è vero , risulta un buon metodo per cancellarsi definitivamente

      • Non rischiare il tuo profilo vero, quello puoi cancellarlo quando vuoi, dipende soltanto da te. Fai un profilo nuovo, fittizio ma verosimile, e prova a fare un po’ di commenti spinti quando si presenta una buona occasione. Niente di offensivo, solo quelle verità nascoste che su CDC si leggono spesso mentre invece sulla stampa mainstream non si leggono mai. Dopo un po’ ti cancellano tutti i tuoi commenti, ti bloccano il profilo Facebook e quando cerchi di rientrare ti scrivono: “abbiamo riscontrato movimenti anomali, ecc. ecc.”. Se invece vuoi verificarlo attraverso una prova indiretta, leggi i commenti degli altri, quelli che vanno controcorrente, e tienili d’occhio. Dopo un po’ li vedrai sparire, non tutti ma molti. Altra cosa che puoi fare è controllare il numero dei commenti. Vedrai che talvolta diminuiscono. Sono quelli censurati. Questo succede soltanto quando l’argomento centrale riguarda “i padroni del discorso”. Io penso che ci siano delle persone (molte) pagate per controllare il sito ANSA e non appena trovano un commento “contro” lo segnalano a Facebook come discriminazione razziale o spam. Anche se non è vero. Facebook riceve segnalazioni da più parti, con una certa insistenza, alla fine interviene e ti blocca, per non rischiare di essere considerata “complice”. Penso si tratti di un meccanismo introdotto recentemente, sulla scia delle bordate della Boldrini. Prima non lo avevo notato. Ho “bruciato” tre profili perché all’inizio non capivo cosa stesse succedendo. Alla fine ho capito e ho lasciato perdere. Sta di fatto che questo è un modo per censurare certe opinioni. Censura che si affianca ad altra censura, quella che viene fatta su giornali, riviste e ogni altra pubblicazione. Probabilmente tra qualche anno la censura sbarcherà definitivamente in internet e non si leggeranno altre opinioni se non quelle “approvate”. Ma approvate da chi?
        Questo è il Ministero della Verità di Orwell.

  8. Chissà perché Alceste me lo figuravo come un vecchio comunista, invece non ha fatto manco il 68…Comunque non si capisce bene il nesso tra i romani e certe tipiche mancanze nei confronti degli ebrei. Una scemenza è sempre tale, a Roma come a Napoli come nel lombardo veneto, le simpatie poi sono questione personale. Sicuramente ancor meno si comprende il senso dell’operazione maglia giallorossa su piccola ebrea; cos’era, ironia?umorismo? o semplice offesa? Bo. C’è persino da sospettare che sia stato una specie di mini false flag de noantri… gente che fa stampare un adesivo e lo va ad attaccare in giro…

  9. “I giocatori di serie A col Diario in mano sono una tetra barzelletta,..”

    E magari avranno letto anche le pagine scritte con la biro…

  10. Ignoranza non neonazismo

    Ho letto Il diario di Anna Frank quando frequentavo le elementari. Nello stesso periodo ho visto il film di George Stevens del 1959 a lei dedicato. A 16 anni ho
    letto, invece, Se questo è un uomo di Primo Levi ed I sommersi ed i
    salvati. Mi sono commosso per le storie personali e collettive dei
    perseguitati in periodo di guerra. Non ho mai creduto però alla
    narrazione del nazi-fascismo male assoluto dell’umanità. Di genocidi e
    di oppressioni è pieno il mondo antico, moderno e contemporaneo. Hitler
    (e non solo lui) ha sterminato 4, 5 o 6 milioni di ebrei (disputare sul
    conto dei cadaveri, dati i numeri elevati, è volgare e irrispettoso dei
    morti medesimi e della loro memoria). L’antiebraismo soffiava in Europa
    da secoli, non molti uomini, anche negli alti ranghi, ne erano immuni.
    Lenin, tra questi, si diceva disgustato dall’antisemitismo dei
    bolscevichi. Più di una volta dovette riprendere i suoi che si
    lasciavano andare ad episodi di razzismo. Gli ebrei sono stati vittime
    di quell’epoca finendo nei campi di concentramento insieme ad
    omosessuali, comunisti ed altri oppositori. E’ stato un olocausto (di
    molti individui di varia estrazione etnica, religiosa e sociale) non
    l’olocausto per antonomasia, in quanto stessa sorte tragica è toccata,
    nei tempi addietro, ad altri sventurati: dagli indiani d’America agli
    africani e agli asiatici in Usa ecc. ecc. Non c’è popolo che non abbia
    ammazzato e siamo in attesa che altri si apprestino a farlo. Francesi,
    italiani, inglesi, russi e così via, tutti, chi più chi meno, hanno
    versato sangue incolpevole e colpevole senza badarci troppo. Diceva
    Cioran: “l’ora del crimine non suona allo stesso momento per tutti i
    popoli. Così si spiega il permanere della storia”. Anche ora, mentre
    scrivo, ci sono popoli bastonati e categorie sociali vessate e
    percosse, sotto gli occhi della Comunità internazionale, arbitro poco
    imparziale, che s’impegna per alcuni ignorando altri. Gli umani sanno
    essere spietati quando le condizioni storiche lo consentono e quando le
    convinzioni ideologiche lo facilitano. Oggi, gli Ebrei non sono più
    vittime indifese e quando devono, o lo ritengono opportuno per ragioni
    di stato, incarnano crudelmente il ruolo dei macellai. Ne sanno qualcosa
    i palestinesi, i quali, a volte, se le meritano pure ma se possono
    ricambiano le atrocità subite con speculari violenze.

    Al netto di questa descrizione impietosa, non sono accettabili le
    reazioni dei media e dalla politica italiana per lo stupido episodio dei
    tifosi laziali che hanno fotoshoppato Anna Frank con indosso la
    maglietta della Roma. Un pugno di cretini, con in mezzo qualche
    minorenne, che, non conoscendo la Storia, usa l’effige di una ragazzina
    uccisa dai nazisti per sfottere la tifoseria opposta rappresenta
    esclusivamente la sua ignoranza. Non c’è sintomo della recrudescenza di
    un fenomeno definitivamente tramontato nel 1945. Non esiste attualmente
    nessun rischio nazi-fascismo e chi lo afferma e ingigantisce la vicenda
    vuole soltanto creare un’ondata emotiva di sdegno per occultare le
    proprie responsabilità nello sfascio nazionale. Far credere che vi sia
    di nuovo il fascismo alle porte è l’unico modo che hanno per
    giustificare la loro inutile esistenza di tromboni democratici servi
    dell’occidente americanizzato. Non hanno più argomenti per tenersi in
    vita e così ricorrono a divaricazioni ideologiche di un mondo che non
    esiste più per mascherare tutte le loro inefficienze e svendite di
    sovranità.

    Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo, ha chiesto scusa a
    tutta l’Ue per la faccenda. Mattarella, Presidente della Repubblica, ha
    parlato di atto disumano. Non farebbero meglio costoro a chiedere scusa
    agli italiani per gli atti disumani verso imprenditori e lavoratori, i
    quali si stanno suicidando per una crisi economica da loro non risolta e
    aggravata in ogni modo possibile, con innalzamento delle tasse,
    abbassamento degli stipendi, distruzione del welfare state, inondazione
    di immigrati, evaporazione di sicurezza pubblica ecc. ecc. Non sono
    forse questi gli unici atti crudeli di cui si dovrebbero vergognare?
    Come ha scritto La Grassa, i sinistri-antifascisti, ormai a corto di
    idee e di credibilità, si attaccano ad idiozie umanitaristiche,
    perversioni culturali (quali basi per l’affermazione di presunti diritti
    di minoranze vituperate), o, appunto, il ritorno dei sanguinari in fez
    (detto in soldoni: tutto l’armamentario del politicamente corretto) per
    conservarsi al potere. Questo “caso” della curva laziale non sta né il
    cielo e né in terra, doveva essere completamente ignorato dalle
    istituzioni, finire, al massimo, in un breve trafiletto nei giornali
    sportivi locali e celermente risolto con una multa per la società ed
    eventuale Daspo per quei decerebrati che lo hanno messo in atto. Invece,
    qualcuno lo ha voluto trasformare nell’episodio emblematico di un
    inesistente pericolo di ritorno al ventennio. Il gioco a cui stanno
    giocando questi laidi truffatori è chiaro. Non stanno tornando i
    barbari, i barbari sono già nelle mura della città ma si fanno chiamare
    democratici.

    Gianni Petrosillo
    Fonte: /www.conflittiestrategie.it
    Link: http://www.conflittiestrategie.it/ignoranza-non-neonazismo
    25.10.2017

    • Concordo nella sostanza. Ma l’assioma riacutizzarsi dell’antisemitismo- (peraltro mai esistito in Italia) ritorno del fascismo è falso, questo è quello che vogliono far credere alla gente, ma non è così. Mi aspettavo una demistificazione anche in questo senso.

  11. Ma si .. “Gli Ebrei sono antipatici, sono difficili da trattare, ma sono vittime” . L’articolista si è dimenticato “avidi” ( una svista ) . Perché si sa , i Cattolici sono invece simpatici e alla mano e i Negri hanno il ritmo nel sangue . L’intelletto identitario mente , fomenta razzismo e crea disastri , ma è tanto facile e beato che quasi dispiace scuoterlo un po’ : se gli riveli lo scoop che ebrei come N.Chomsky o A.Einstein ( per dirne due tra centinaia .. ) sono di una simpatia e autoironia per lui inarrivabili , i suoi neuroni vanno in tilt . Troppo complicato . Per lui esiste l’Ebreo e basta . E se non esistesse , se lo inventerebbe .

  12. Immenso Alceste demistificatore delle arcane mitologie moderne.

    Lc 12.2
    Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto.

  13. Poveracci chi ha fatto quello che ha fatto, perché al di là delle vostre considerazioni legate alla vera storia del diario cosa che io non conoscevo, si deve pensare che questi hanno voluto offendere altri esseri umani con un accostamento ignobile.
    Comunque avete tutti ragione quando dite che sono tutti orientati, in curva c’erano altre offese tipo verso i gay di cui nessuno ha parlato. Si vede che questa notizia bastava per rispondere al vecchio pane e circense……

  14. Una domanda ad Alceste: perché il sito Pauper class che a me piaceva tanto non è più aggiornato da maggio?

  15. A 35 sono arrivato a dirmi antifascista.
    Non l’ho mai fatto prima, neanche quando mi ci prendevo a sprangate;
    li vedevo come delle persone che, come me, combattavano contro il sistema, non rappresentavano il vero nemico.
    Non ne faccio una rappresentazione politica.
    Fascista, comunista,liberale, ecc. sono costrutti storico-culturali, non è la defininizione che mi interessa ma il significato.che racchiude quel segno.

    Ognuno decide di focalizzare l’attenzione sugli aspetti che gli sembrano più valenti, in alcuni evidenziati dall ‘articolo mi trovo anche daccordo, ma secondo me non si percepisce il contenuto più elementare dell’ Anna Frank con la maglietta della Roma:
    la disumanizzazione implicita in questa comunicazione.
    Commentato come un atto goliardico dagli autori, evidentemente non avevano cognizione del simbolo utilizzato e del significato di goliardico.
    La romanista Anna Frank, bambina, conteneva tutt’altro contenuto:
    dominazione, sopraffazione, degradazione della realtà umana.

    Questi signori sono sedicenti fascisti, non tutte le persone che si dichiarano fasciste avranno la loro stessa concezione dell’essere umano, ma sempre più spesso ho avuto modo di verificare come lì, nel contenuto ideologico, mancava l’attenzione al valore che ci rende propriamente umani: l’altruismo, la cooperazione empatica. La sopravvivenza della nostra specie.

    Si può provare fastidio per il politico che maifesta il suo pratico sdegno o per le persone che gridano allo scempio supremo per poi tornare all’anonima indifferenza quotidiana, magari più xenofoba di quanto credano; rimane comunque il fatto centrale, la Dis-umana comunicazione contenuta in quel simbolo, che è il maggiore ostacolo ad una relazione tra esseri Umani. Altro che disoccupazione,tasse, inquinamento e immigrati,
    C’è un Prius.

    • “dominazione, sopraffazione, degradazione della realtà umana.” – Non ho ben capito cosa vuoi concludere e la cosa suscita in me qualche sospetto. Tuttavia, le cose che dici: “dominazione, sopraffazione, degradazione della realtà umana.”, io le vedo ad esempio in una sortita del solito Mentana, che quando si toccano questi temi, non manca mai di far sapere a quale famiglia appartiene… Vi è “dominazione”, “degradazione”, “sopraffazione” nel modo in cui stanno terrorrizzando 60 milioni di italiani con una storiella che non meritava nessuna attenzione… Ho paura! E ce l’abbiamo in 60 milioni. Ma se non ci ribelliamo e presto tutti i 60 milioni ci si bloccherà il cervello per la paura di parlare senza che ad autorizzarci preventivamente sia un Mentana…

      • La narrazione di Anna Frank è un esempio di degradazione umana, no?
        L’elemento più serio di questa vicenda è la disumanizzazione implicita di tale comunicazione.
        Si vuole degradare l’Altro e lo si fa utilizzando un simbolo che racchiude una serie di eventi drammatici dove l’essere umano è stato sopraffatto, violentato, perchè non aveva più lo status persona, con la sua dignità e specificità.
        Ora, possiamo focalizzarci su vari aspetti di questo caso mediatico ma non si può non rendersi conto del peso che questa concezione dell’essere umano ha nel costruire le relazioni tra persone, quindi la società.
        Per me il rischio maggiore è proprio questo, il non avere più consapevolezza del contenuto latente dell’ Anna Frank romanista.

        • Ma ti pare possibile fare dei casi mediatici per ogni insulto che si scambiano le tifoserie o due persone che hanno tamponato?
          Ma ti pare che se vengo filmato mentre bestemmio iddio si può aprire un dibattito religioso?
          Ma ti pare che se da terrone metto uno striscione in curva “avee solo la nebbia” contro il milan, si può aprire un dibattito sul razzismo, o se un milanista grida “terroni mangiatevi il sapone” si può aprire ancora un dibattito sul razzismo?

          Se non si avesse nulla da fare, allora, invece che pettinare le bambole, potrebbe un ozioso esercizio e/o una maniera di ripempire palinsesti tv e/o giornali.

          Ma in un mondo come quello in cui siamo, ti pare che non ci siano gia troppi argomenti SERI da approfondire e/o trattare in tv, giornali, internet etc da potersi dedicare al fatto che se dico a uno “EBREO” nel senso di taccagno (o altro), si devono aprire le cateratte dei moralisti di STOCAXXO perbenisti che non sputano a terra nè petano mai ma poi sono amici e conniventi CON I PEGGIOO ASSASSINI GENOCIDI DEL PIANETA???

          un rutto contro un genocidio……
          ma ci rendiamo conto delle proporzioni astronomiche?
          ma basta……………basta. per favore BASTA.
          insultiamo gli ebrei, i negri, diciamo che puzzano ….
          CIO CHE SI DICE NON HA NESSUNA VALENZA NESSUNA IN CONFRONTO A CIO’ CHE SI FA.
          Io dico spesso TERRONE DIMERLA a qualcuno E SONO TERRONE ma chisssenefottteeeeeeeee???CHICHICHI?CHI?
          quado stiamo assistendl al più grande cambiamento nel corso della storia moderna, cambiamento in cui una oligarchia (EBREA O NO NON ME NE FOTTTTE NIENTE) stà SOTTOMETTENDO i POPOLI facendoli tornare a condizioni lavorative e di vita DI PRIMA DEL900???

          MAANDATEVENEAFFANCULO tutti voi poveracci che state dietro a queste VACCATE

          • Io non insulto gli ebrei, non dico che i negri puzzano nè terrone di merda, o meglio se voglio esprimere paradossalmente una battuta magari anche io ho fatto comunicazioni simili, ma non credere questo ha un significato molto più importante di quanto pensiamo su come siamo fatti. Uno che non ha questi schemi mentali non la riesce nemmeno a concepire un’affermazione simile, la consapevolezza che ha di sé stesso e degli altri non gli permette di valutare così le persone.
            Poi spero che anche tu sei in grado di capire la differenza tra una dimensione scherzosa, magari una battuta, una battutaccia, fatta con degli amici terroni, e il significato di creare un simbolo che esprime una caratterizzazione di identità.
            Gli assasini genocidi, come li chiami tu, hanno una percezione dell’Altro disumanizzata, una non Persona nei cui confronti si può fare tutto il peggio senza tanti rimorsi.

          • io non sto parlando affatto di “dimensione scherzosa”
            sto parlando del fatto che di come si insulta la gente non me nefotte niente. Io guardo alla SOSTANZA.

            Cosa te ne fai di un popolo che non insulta i negri e dice solo ACCOGLIENZA ACCOGLIENZA e poi li lascia nelle tendopoli con i topi di fogna?
            Preferisco un popolo che dice NEGRIDIMERDA e NON LI VOGLIAMO , che fa vera accoglienza.

            Cosa te ne fai di uno stadio in cui non si fanno cori razzisti nè si mettono striscioni con la foto di ebbbbrei e poiquando tornano a casa si ubriacano e picchiano la moglie perchè senza lavoro nè speranze?
            Cosa ve ne fate dell’apparenza?
            O fate combaciare l’apparenza (e parlo di apparenza mediatica…cioè l’apparenza dell’apparenza) con la realtà e sostanza?

            Queste sono solo sciocchezze mediatiche, da domenicapomeriggio mentre sonnecchi tra un gol e una birra NON HANNO ALCUN VALORE nessuno niente
            zero nada.

          • A me quando stavo a Milano terrone me lo hanno detto… ma i telegiornali non non ne hanno parlato… La Notizia non è stata data…

        • Potresti spiegarti meglio? Cosa vuol dire: “la narrazione di Anna Frank è un esempio di degrazione umana”?
          a) Intendi ciò che si trova scritto nel Diario di Anna Frank? Non l’ho letto e non mi interessa leggerlo… Ho ben altro di che leggere.
          b) Intendi l’uso mediatico che si sta facendo di un fatto accaduto allo stadio? – In vita mia non ho mai messo piede in uno stadio, e le cose che succedono lì, per me restano lì…

          A me di tutta questa storia ciò che mi indigna e trovo degradato e disumano il voler strumentalmente enfatizzare un fatto insignificante, o meglio che lo sarebbe stato se non lo si fosse voluto trasfigurare alterandone la valenza calcistica… Allo stadio non si va per assistere a conferenze, o un concerto di musica classica…. Quello è il luogo, quella la cultura, quello il modo di esprimersi. È anche un momento ludico che si esprime nelle forme che ad ognuno aggradano…

  16. Scusate, me lo ha fatto notare un conoscente: ma prima di ogni considerazione teorica, non vi sembra di notare una strana coincidenza nella prontezza con cui il villipendio di Anna Frank è uscito a pochi giorni dallo scandalo Weinstein & soci?
    Il mondo ultras-skinhead – notorio utile idiota – cioè si sarebbe prestato, probabilmente su istigazione di qualche infiltrato, per l’ennesima volta a offrire l’argomento di cui ha bisogno la comunità ebraica. Complici le redazioni dei mass media, tutte compiacenti in quanto composte di uomini della comunità, che hanno coperto con un gran clamore ciò che stava uscendo : che hollywood è praticamente tutta ebraica e non sono personaggini raccomandabili. Se si scopre il velo su hollywood rischia di cadere uno dei pilastri del deep state.
    Certo finché non ci sono prove rimangono solo ipotesi – “paranoie complottiste”, come direbbero loro. Ma alla luce di quanto già avvenuto troppe volte, il fatto si inserirebbe in un meccanismo rodato: profanazione/villipendio, clamore mediatico, incasso. E’ stato fatto quando si volevano far passare le leggi anti-revisioniste, la Legge Mancino, far dimenticare certe atrocità sioniste, … Perché non per distrarre dal caso Weinstein & Co.?
    Pour parler.

  17. Stanno venendo fuori tutti quanti gli Eletti Personaggi che già controllano i media… Forse quel che vogliono è proprio che uno replichi loro… E sarebbe una facile replica… Ma non stanno cercando la provocazione? Vi è un’indignazione che si esprime con il silenzio… Esploderà quando avrà la libertà e la garanzia di poter esplodere.

    • Se ci ripugna la mancanza di rispetto verso una vittima innocente assurta a simbolo di tutte le vittime di un determinato evento storico tragico, deve ripugnarci in misura doppia il suo sfruttamento “industriale” – parole di Norman Finkelstein, intellettuale ebreo onesto, che riscatta i tanti, troppi suoi congeneri dai minori scrupoli.
      Io il “daspo a vita” lo darei (dai giornali) a Battista e a tutti quei “giornalisti” col coccodrillo pronto che portano avanti il giochino “profanazione/villipendio, clamore mediatico, incasso”. Sono troppo artificiali perché non emani l’olezzo del giochino dai loro articoli.

  18. A Roma è così…. Io sono cresciuto in un quartiere che si trova tra San Basilio e Rebibbia, non sarà la Roma dei Rioni, ma tecnicamente fa parte della capitale.
    A Roma, a Milano, a Pozzuoli, decidi tu, si potrebbe anche arrivare a comprendere come quello che esprimiamo verbalmente è indicativo, non esaustivo, di come percepiamo il mondo, noi stessi e gli altri.
    Nel momento in cui tu oggettivizzi o peggio degradi la relazione con un’altra persona le stai negando la tua stessa, si spera, dignità, unicità e libertà di azione.
    Tutto ciò ha un riflesso nella società. Le relazioni con gli altri costruiscono la societa, costruiscono il linguaggio, il pensiero, e la consapevolezza che hai di te stesso.

    Ovviamente ci sono diverse sfumature che prendono saturazioni differenti a seconda del momento storico-culturale e dei gruppi sociali di riferimento, una battuta ad un amico che sta in comitiva con te è differente dal distribuire i simboli spracitati, come era differente dare del cristiano a Roma o a Raqqa un paio di mesi fa.
    Senza che uno se ne renda conto interiorizza delle rappresentazioni sociali, dandole per naturali ma poi avviene che questi significati condivisi presentano un conto con un prezzo da far pagare agli altri e te stesso.

    L’idea, da tempo espressa nella comunità scientifica, che l’uomo per sua natura cerca non la sopravvivenza del più forte ma la sopravvivenza dell’intero gruppo, così, a differenza delle altre specie animali, è guidato dall’istinto innato di aiutare cooperativamente, altruisticamente
    (per esempio il bambino, senza che nessuno glielo abbia insegnato, dai due anni in poi prova risonanza empatica, fatto che determina una risposta automatica ad una richiesta di aiuto, anche non verbalizzata) non può legarsi ad un’ideologia che categorizza, degrada, de-umanizza le persone, come il fascismo, in questa situazione per le non-persone sarebbe difficile ricevere.

    PS
    L’umorismo, ed anche su quest’utlimo ci sarebbe da discutere, per te si può utilizzare su tutto, non so la pedofilia, su una persona cara che ti è morta; qula’è, se c’è, il limite ?