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Puigdemont è eversivo quanto De Mita e Rajoy sa che l’UE gli salverà il culo. Telenovela terminata?

DI MAURO BOTTARELLI

rischiocalcolato.it

Tanto tuonò che non solo non piovve ma uscì quasi il sole. Come era ovvio, Puigdemont ha dimostrato di non avere i coglioni e si è lanciato in un compromesso che nemmeno durante un congresso della DC di metà anni Ottanta: proclamo l’indipendenza ma la sospendo per trattare. Che cazzo tratti se Madrid ha già detto di no? E qui casca l’asino: il nostro Braveheart dalle palle mosce ha detto chiaro e tondo, nel corso del suo paraculesco discorso, che alcuni tentativi di mediazione sono noti e altri sono segreti ma in atto. In parole povere, ha giocato facile una recita a soggetto.

Delle due l’una: o sa che ormai è fottuto e allora cerca la fine del martire, anzi della vittima per farsi salvare il culo da un’entità terza che intervenga per placare gli animi o invece sa di avere un paracadute pronto. Ovvero, l’UE – contestata per il suo immobilismo pre-referendario – sta già lavorando per una soluzione che eviti una figura di merda sia a lui che a Rajoy. Tanto più che appare quantomeno ridicolo ritardare di un’ora il proprio intervento “storico”, salvo far vedere attraverso le telecamere della tv catalana, il fitto lavorio di mediazione tra le due anime del movimento indipendentista catalano. Si sapeva di questo appuntamento da almeno cinque giorni, quale leader credibile si fa vedere con la maggioranza spaccata a pochi minuti dal discorso che ha tenuto bloccata davanti agli schermi una nazione intera? Un cretino. O un gran furbacchione.

Puigdemont sa di aver pisciato fuori dal vaso ma la trasposizione iberico-catalana di “Scemo e più scemo” gli ha garantito la sponda di un Rajoy che con il peccato originale delle cariche della Guardia Civil ha tramutato l’indipendentismo catalano in un culto laico a livello globale: a quel punto, non c’era che da mediare. Ma non con Madrid, bensì con la gente che si era bellamente presa per il culo, ammantando un referendum che l’OCSE invaliderebbe dopo 30 secondi in un atto epocale per il quale vale la pena anche di prendersi le manganellate. Pensate infatti che la gente che dormito nei seggi per presidiarli, quella che si è fatta trascinare via a brutto muso dalla polizia, quella che è stata in coda per ore, abbia compiuto quei gesti per ottenere un’indipendenza proclamata e subito sospesa, in virtù della ricerca di un dialogo?

Se Puigdemont non avesse fatto riferimento all’indipendenza nel suo discorso, se lo inculavano con tutti i pantaloni. E giustamente. Certo, quel “proclamazione inammissibile” giunto come prima risposta da Madrid sembra chiudere ogni porta ma, al netto della credibilità politica da recuperare, pensate che Mariano Rajoy abbia la forza di andare contro a un’Europa che, lasciatogli mostrare i muscoli, ora ovviamente gli chiederà di abbassare i toni e giungere a più miti consigli? L’importante è solo non perdere del tutto la faccia, vista la risicata maggioranza su cui si basa il suo governo. Dopodiché, basterà giungere a uno “storico accordo” che apra un percorso indipendentista a tappe e tutto rientrerà. Perché chissà cosa succederà nel mondo, nel frattempo.

Banche e aziende smetteranno di fibrillare, così come l’IBEX 35 e lo spread e tutto rientrerà: l’indipendenza, quando la guardi in faccia e non la citi a cazzo da un palco, fa paura. E la Catalogna ce lo ha dimostrato chiaramente. Se sono scesi a patti nei Paesi baschi, ETA compresa, un motivo ci sarà. Occhio, piuttosto, al caos sulla nostra legge elettorale. Lì qualcuno potrebbe davvero cedere alla tentazione di muoversi “a braccio”, giocando con piazze che non sa gestire. E che possono ospitare anche soggetti terzi. In attesa del casus belli.

Mauro Bottarelli

Fonte: www.rischiocalcolato.it

Link: https://www.rischiocalcolato.it/2017/10/puigdemont-eversivo-quanto-de-mita-rajoy-sa-lue-gli-salvera-culo-telenovela-terminata.html

11.10.2017

Pubblicato da Davide

  • natascia

    Viene da chiedersi a cosa serva andare a votare. Segreti di stato sparsi qua e là come freschi funghi. Ingerenze di entità note e non. Qualsiasi produttore di fiction televisiva potrebbe risparmiare molti diritti d’autore solo prendendo spunto da una minima parte del materiale naturale presente nei nostri parlamenti . Per non parlare dell’ingaggio diretto della totalità delle nostre politichesse.

    • Soul

      “Viene da chiedersi a cosa serva andare a votare. ” A niente.

      • rossana

        Secondo me, serve a fare dei sondaggi su vasta scala, pagati dai contribuenti, il cui scopo è misurarsi la rispettiva lunghezza dell’uccello fra partiti così da stabilire razionalmente come distribuire e a chi le cadreghe che contano…
        Tutto qui.

        • Antonio Posta

          Acuta risposta. Verissimo.

  • snypex

    Le rivoluzioni le fanno i popoli per conto dei banchieri.

  • Cataldo

    Va bene tutto, ma al solito si cita la DC a sproposito, negli anni 80 all’interno del partito si svolse una dura battaglia, e non ci fu nessun compromesso, alla fine DeMita perse tutto, il partito ed il governo. L’azione dei “basisti” ebbe fine e da li a pochissimo finì anche la prima repubblica. Pertanto se voleva parlare di compromessi all’italiana doveva guardare altrove e non citare cose che evidentemente non conosce affatto.

  • Pedro colobi

    Gli autonomisti catalani , a mio parere, non hanno mai veramente pensato di costruire uno stato indipendente dalla Spagna ma invece alla costruzione di una Spagna multinazionale. In pratica una federazione , che penso riusciranno a realizzare presto anche per le spinte dei baschi dei gallegos ed il sostegno di Podemos.

  • Vamos a la Muerte

    Basta guardarlo in faccia Puigdemont per capire la “statura” del personaggio.
    Più che altro c’è da chiedersi come abbiano così tante persone potuto seguire un simile pagliaccio prendendosi financo delle manganellate in faccia!
    E del resto, si sa: i politici sono espressione dei popoli che rappresentano nonostante tanti bamba lo neghino recisamente.

    • fastidioso

      mica alludi al conte nostrano ?

    • Perfidissimo Volto

      Adesso, senza fare i lombrosiani, basta sentire le sciocchezze che dice più che osservare la sua faccia. Lei si stupisce di quante persone lo seguano? Lei conosce il lavaggio del cervello che, grazie all’autonomia idiomatica e culturale che la Costituzione spagnola accorda alla Generalitat catalana, il governo regionale catalano ha operato e opera diffondendo una storia catalana (in catalano) che non esiste o, quando esiste, è talmente stravolta unicamente per mostrare la Catalogna come un paese oppresso e i catalani vittime di angherie, soprusi, eccetera?
      Se una famiglia già parte senza basi culturali solide e mandai figlioletti a scuola dove vengono plagiati coltivando l’idea che la Catalogna è superiore alla Spagna, che è migliore, che Madrid è ladrona e usurpatrice, che i catalani sono più fichi e che senza la Catalogna la Spagna non sarebbe niente mentre la Catalogna senza Spagna sarebbe la nazione leader d’Europa, l’imprinting è ormai dato. E i giovani cresceranno acriticamente e coll’idea di essere schiavi (senza catene) e che la Spagna è una nazione coloniale che li ha colonizzati. Invece hanno (oggi forse avevano vista la fuga impresariale), case editrici, produzione di ogni cosa, banche… bye bye Catalunya, non pagheranno più le tasse alla Generalitat e neanche i prestiti che le facevano. Barcellona, Girona, la costa brava e il resto avranno dei momenti difficili da passare, ma questo Puigdment non glielo ha detto, e come lui neanche quella sciattona di Anna Gabriel che ha parlato nel Parlament, delussissima da Puigdement perché voleva tutto e subito.
      La gente che si infiamma pensando che la Catalogna, solo perché ci vengono turisti da tutte le parti del mondo, sia l’ombelico della Terra, non conosce assolutamente che vuol dire una Catalogna separata dalla Spagna, soprattutto in questa maniera. Pensa che siccome geograficamente si trova in Europa continuerà a starci, politicamente, come prima. Perché è ignorante. E l’ignoranza è il terreno fertile dei disastri economici, sociali e culturali, che possono realizzarsi in un attimo e senza ritorno.
      I catalani, ahiloro, si accorgeranno che vuol dire l’isolamento in cui si sono andati a cacciare da sé, e da amati diventeranno odiatissimi ovunque, perché le perdite economiche che sono avvenute la passata settimana sono enormi.

  • gianlu

    Secondo me si esprimono giudizi 6troppo frettolosi. Dichiarare subito l’indipendenza avrebbe voluto dire s scontrarsi con la Spagna. Puigdemont ha fatto la sua mossa. Rajoy ha risposto. Vediamo chi sarà in grado di dare scacco matto ma senza dimenticare che una partita di scacchi può terminare anche in stallo.

  • cenzino fregnaccia pettinicchi

    Contesto il titolo: De Mita era molto più sovversivo del catalano. L’italiano demitiano era la sublimazione del sovvertimento della dizione.

  • agendone

    la costituzione della Serbia cosa diceva in merito al kosovo?

  • a-zero

    Non è detto che finisca a tarallucci e vino. I borghesi, in particolare quelli mediterranei, quando si spaventano diventano rabbiosi e vendicativi verso il proprio gregge quando esso fa vedere di saper alzar la testa, al netto dei Pidgimont e Zipras di turno … Sono scorpioni e l’aculeo sono i f..sti, la sbirraglia e i militari.

    Chi garantisce che quelli di Madrid, pur di fronte alla frenata dei politici catalani, non procedano comunque per annientare tutto il campo sociale che ha dato fertilità a questo affronto?

    La barzelletta democratica e pacifica ci mette poco a sciogliersi come neve al sole reazionario. Pensare autonomo dai politicanti e stare all’erta. Materialmente all’erta.

  • yakoviev

    Mah, sinceramente la cosa mi ricorda la vicenda Tsipras con il suo referendum di qualche anno fa e la vittoria schiacciante del NO, che non servì a nulla. Dico questo perché mettere in moto dei processi politici importanti (come l’ indipendenza della Catalogna o come a suo tempo il tentativo greco di uscire dalla morsa BCE) senza avere ben chiara la strategia che si vuole adottare, fin nei minimi particolari, e anche senza avere la determinazione necessaria, puntando tutto sul tatticismo e sull’improvvisazione movimentista, porta solo disastri e sconfitte.

  • Orama Mino

    Non si può sospendere qualcosa che non esiste (indipendenza presumo), però la Catalogna sarebbe una repubblica (quindi indipendente) con tanto di dichiarazione firmata da circa 70 parlamentari.
    Mi sembra un tantino contraddittorio.
    Le spiace spiegarsi meglio?

    • giulio pelernei

      La questione è molto ambigua.
      Una minoranza sostiene che Puigdemont ha dichiarato l’indipendenza ma ha proposto la sua sospensione tramite voto parlamentare [che non è avvenuto].
      Dunque, sembrerebbe che la repubblica sia già in vigore.
      Tuttavia, altri [la maggioranza] sostengono che la dichiarazione non c’è stata proprio perché il voto parlamentare non è avvenuto.

      • Orama Mino

        Ecco, allora visto che adesso anche lei usa il condizionale (sembrerebbe) ed ammette l’ambiguità di tutta la questione, appare di tutta evidenza che siamo nel campo delle ipotesi ed ogni teoria è buona purché, in seguito, trovi conferma nei fatti.
        Se così è non mi sembra che l’articolista abbia torto.

        • giulio pelernei

          Ma è evidente a tutti che la formulazione di Puigdemont è stata volutamente ambigua con l’obiettivo di lasciare aperta una porta al dialogo [senza condizioni] con Rajoi, il quale – per ora – ha risposto con la minaccia della sospensione dell’autonomia catalana [art. 155].