'PROTOCOLLI DEI SAVI ANZIANI DI SION'

DI ALBERTO B. MARIANTONI
Gli Scomunicati

Un falso storico-letterario che in molti continuano a ritenere autentico

Cesare, nel ‘De Bello Civili’ (2, 27, 2), affermava: “Quae volumus et credimus libenter” (ciò che vogliamo, lo crediamo anche volentieri).

E’ ciò che, purtroppo, continua regolarmente ad avvenire all’interno delle nostre società, con il celebre volume, intitolato “I Protocolli dei Savi Anziani di Sion”: un’opera apparsa per la prima volta, in forma abbreviata, sul giornale locale di Kisinev, in Ucraina, nel 1903, e successivamente ri-pubblicata per esteso, come un vero e proprio libro, nella città di Tsarkoye Sielo, in Russia, nel 1905, con una prefazione e rimaneggiamento generale del Prof. Sergyei Nilus (un mistico religioso russo che sosteneva che i suddetti ‘Protocolli’ altro non erano che la traduzione, dal francese in russo, di un discorso che sarebbe stato pronunciato, molti anni prima, da un non meglio precisato responsabile del Giudaismo, davanti ad un auditorio di all’incirca 300 altri responsabili della medesima tradizione religiosa-culturale-storica).Per finirla, una volta per tutte, con le varie ed interessate mistificazioni che tendono a farlo credere autentico, mi permetto di fare le seguenti puntualizzazioni:

1. Salvo qualche insignificante e marginale dettaglio di trascrizione e/o di traslitterazione, l’insieme delle citazioni (con tanto di riferimenti specifici) che appaiono nel testo dei ‘Protocolli’ – e che sono tratte, sia dal ‘Talmud’ che dallo ‘Shulkàn ‘arùkh’ (o ‘Choulkhan Aroukh’ o ‘ShA’ = “Codice di leggi” a partire dal Talmud di Babilonia) di Joseph Caro o Yossef Karo di Safed (1488-1575) – sono esatte.

Secondo il ricercatore francese contemporaneo, Jacques Halbronn, le citazioni in questione sarebbero state estrapolate dal libro del tedesco Jacob K. Ecker (“Der ‘Judenspiegel’ im Lichte der Wahrheit” – eine wissenschaftliche Untersuchung. Paderborn. 1844 – “Lo ‘specchio giudaico’ alla luce della verità”) che, a sua volta, prendeva in esame una serie di considerazioni espresse da Justus Briman (un ex adepto del Giudaismo convertito al Cristianesimo), nel suo ‘Judenspiegel’.

2. Il libro composto sotto il titolo: “I Protocolli dei Savi Anziani di Sion” e’ un falso storico-letterario.

E’ un falso, per le seguenti ragioni:

a. l’ispirazione per la compilazione di una tale “opera” sarebbe nata, in ambienti anti-giudaici ed anti-semiti russi (sembra incoraggiati e sponsorizzati dall’allora polizia segreta zarista), dopo il Congresso sionista mondiale di Basilea (Svizzera) del 1897, organizzato da Theodore Herzl (il “padre” del Sionismo internazionale).

b. la “tela di fondo” del suddetto libro – come fu dimostrato, già nel 1921, dal giornalista britannico Philip Graves del “Times” di Londra – e’ abbondantemente scimmiottata e/o ricalcata dal testo di una satira politica, contro Napoleone IIIº, scritta dal francese Maurice Joly ed intitolata : “Dialogo all’inferno tra Macchiavelli e Montesquieu”, del 1894;

c. un giudizio della Corte di Berna (giudice Meyer), in Svizzera, del 14 Maggio 1935, ne stabilisce, di fronte alla legge, la loro non autenticità.

Una mia considerazione personale…

Da quando mi interesso a questa materia, non sono mai riuscito a capire la ragione per la quale, gli anti-giudaici e gli anti-semiti del mondo preferiscono continuare ad utilizzare, contro gli appartenenti al Giudaismo, il falso storico-letterario dei ‘Protocolli dei Savi Anziani di Sion’, quando, invece – per ottenere migliori e più efficaci risultati che siano o possano essere ugualmente in sintonia con i loro principali scopi politico-religiosi – potrebbero benissimo fare uso di testi originali, sforzandosi, ad esempio, di tradurre letteralmente e di diffondere ad un più vasto pubblico, sia il ‘Talmud’ (in particolare: il ‘Talmud bavli’ o ‘Talmud di Babilonia’ – completo di Mishna, Guemara, Tosephoth e Piske Tosephoth – in 34 volumi) che lo ‘Shulkàn ‘arùkh’ (opera stampata, per la prima volta, a Venezia, nel 1565, e suddivisa in 4 sezioni : Orach Chayim; Yore Deà; Even Haezer; Choshen Mishpat).

Nonostante sia accertato che i ‘Protocolli’ sono un falso storico-letterario, molti, però, si chiedono: come mai il “progetto di dominazione mondiale” annunciato nei testi del suddetto falso storico-letterario, sembra corrispondere, in tutto e per tutto, a quanto ci e’ dato di osservare o di constatare, nel mondo, dal 1900 ad oggi?

Una mia congettura…

Secondo me, non e’ escluso che la pubblicazione e la diffusione, a suo tempo, dei suddetti falsi ‘Protocolli’, abbia messo la “pulce all’orecchio” a certi ambienti sionisti e/o filo sionisti che – pur negandone l’autenticità – cercano, da allora, con tutti i mezzi a loro disposizione, di metterne in pratica, sia i dettami, sia le linee guida, sia i contenuti.

I loro migliori “alleati”?

Gli anti-giudaici e gli anti-semiti del mondo!

Questi ultimi, infatti – direttamente o indirettamente, consapevolmente o inconsapevolmente – pur sforzandosi di denunciare le puntuali e sbalorditive coincidenze e corrispondenze storiche che esisterebbero con il testo dei ‘Protocolli’, in realtà, con la loro bietolona ed inadeguata propaganda quotidiana, contribuiscono largamente ad ingigantirne l’importanza e ne favoriscono una loro più ampia, completa e minuziosa attuazione/realizzazione.

Alberto B. Mariantoni
Fonte: http://www.gliscomunicati.com
Link: http://www.gliscomunicati.com/content.asp?contentid=680
19.09.2006

3 Commenti
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dav
dav
28 Ottobre 2006 7:53

Sara vero quello che ha scritto sto signore? Intanto leggetevi questo: La conclusione seria e positiva di tutta la polemica, che nel frattempo si è sviluppata, è la seguente: che quand’anche (cioè: dato e non concesso) i Protocolli non fossero autentici nel senso più ristretto, è come se essi lo fossero, per due ragioni capitali e decisive: 1) Perché i fatti ne dimostrano la verità; 2) Perché la loro corrispondenza con le idee-madre dell’Ebraismo tradizionale e moderno è incontestabile. Poiché tanto si è parlato del processo di Berna provocato appunto dai Protocolli , è bene dire qualcosa in proposito, onde il lettore sappia a che tenersi e non si lasci influenzare da informazioni tendenziose. Il processo di Berna non è stato che una manovra dell’Ebraismo internazionale, il quale ha tentato di servirsi della giustizia svizzera (o, per dir meglio, di un giudice svizzero marxista) per ottener una specie di ratifica ufficiale giuridica della non-autenticità di questo documento, vera spina nell’occhio di Israele. Che si sia trattato proprio di una manovra, risulta dall’illegittimità stessa di sollevare, a Berna, la questione della autenticità dei Protocolli . La corte di Berna, infatti, aveva accolto l’accusa avanzata da alcune comunità israelite contro Il processo… Leggi tutto »

Zret
Zret
28 Ottobre 2006 9:10

I protocolli furono elaborati dai Gesuiti e poi attribuiti ai loro scherani.
Anche l’ordine degli Illuminati fu fondato da un gesuita.
Saluti.

LonanHista
LonanHista
28 Ottobre 2006 12:47

ma non è tutta roba di rettiliani?

(più che dei protocolli dei savi di sion,oggi si dovrebbe parlare dei protocolli degli strozzini globali=i banchieri,che sono di tutte le razze….peggiori!)