Prezzi dei prodotti, inflazione e tassi di interesse, sono i temi caldissimi dibattuti nel nostro attuale quotidiano. Al riguardo, ritengo opportuno, tra la confusione che regna sovrana, fare chiarezza con questo “framework” elaborato dall'economista Warren Mosler, padre fondatore della MMT.
La MMT (Modern Money Theory) è una scuola economica di matrice keynesiana nata negli anni ’90 negli Stati Uniti e attualmente è sviluppata dall’Università del Missouri a Kansas City (Umkc). La Mmt studia e analizza il funzionamento dei sistemi monetari moderni (caratterizzati da moneta fiat, quella che tutti noi teniamo in tasca dal 1971, priva di valore intrinseco) e le potenzialità della capacità di spesa degli Stati a moneta sovrana nel raggiungimento del pieno sviluppo economico e sociale, prevedendo anche programmi di lavoro garantito.
Nel contributo che segue, Warren Mosler chiarisce in modo inequivocabile ogni aspetto riguardante il livello dei prezzi, dei tassi e dell'inflazione, facendoci capire - una volta in più - quanto il dibattito pubblico sia inquinato e quanto sia, volutamente o meno, tenuto lontano dalla verità.
Buona lettura.
UN QUADRO PER L’ANALISI DEL LIVELLO DEI PREZZI E DELL’INFLAZIONE
Di Warren Mosler – tradotto da Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani) per ComeDonChisciotte.org
Lo scopo di questo scritto è presentare un quadro riguardante l’analisi del livello dei prezzi e dell’inflazione. La MMT (Modern Monetary Theory) è attualmente l’unica scuola di pensiero economico che, in diretto contrasto con altre scuole di pensiero, identifica e modella specificamente, sia la fonte del livello dei prezzi sia le dinamiche che interagiscono dietro le variazioni del livello dei prezzi stessi, con la MMT che offre un’unica comprensione dell’inflazione, all’interno della sua definizione accademica, come parte del suo quadro generale per l’analisi che si applica a tutti i regimi valutari.
Mi è stato chiesto di fare un capitolo sull’“inflazione” secondo la definizione da manuale che è “un continuo aumento del livello dei prezzi”. Tuttavia, a un attento esame, questo risulta essere nella migliore delle ipotesi, alquanto elusivo. In qualsiasi momento il livello dei prezzi è presumibilmente sia statico che quantitativamente indefinibile. Ecco perché anche la ricerca più sofisticata della banca centrale utilizza astrazioni, la più familiare è l’indice dei prezzi al consumo (CPI), che consiste in beni e servizi selezionati, progettati per riflettere il costo della vita piuttosto che “il livello dei prezzi”. Le banche centrali non possono determinare un tasso di variazione continuo di questa astrazione. Possono solo dirti come è cambiato il CPI in passato e possono tentare di prevedere cambiamenti futuri. Peggio ancora, presumono che la fonte del livello dei prezzi sia del tutto storica, derivata da un’infinita regressione nel passato che, in teoria, precede la nascita dell’universo.
I. La storia della moneta – MMT
La storia della moneta-MMT presuppone uno stato che desidera approvvigionarsi tramite un sistema monetario così sequenziato:
1 – Imposizione di passività fiscali coercitive
2 – Spesa statale[1]
3 – Pagamento tasse e acquisto titoli di Stato
di nuovo, con una narrazione più estesa:
1. Lo Stato impone debiti tributari con sanzioni per il mancato pagamento. I crediti d’imposta richiesti per il pagamento delle tasse sono unità della valuta dello Stato, emesse solo dallo Stato stesso.
2. Le passività fiscali, per definizione, creano venditori di beni e servizi che cercano in cambio i crediti d’imposta appropriati, quest’ultimo per definizione è la disoccupazione.[2]
3. Lo stato quindi si approvvigiona spendendo la sua valuta per acquistare i beni ed i servizi che desidera.
4. Si possono poi pagare le tasse e, se messi in vendita dallo Stato, si possono poi acquistare titoli dello Stato.
5. La spesa statale eccedente il gettito fiscale rimane in essere come attività finanziaria netta nell’economia che soddisfa i desideri di risparmio fino a quando non viene utilizzata per pagare le tasse.
II. La MMT Micro Foundation: la valuta come monopolio pubblico
La storia della moneta secondo i dettami della MMT ha inizio con l’imposizione di passività fiscali coercitive per creare una domanda fittizia di quella stessa valuta. Questa domanda, per nozione, è la somma delle unità della valuta necessarie per pagare le tasse e finanziare i desideri di risparmio residuo, come evidenziato da ciò che viene offerto in vendita dagli agenti che cercano quella valuta in cambio dei loro beni e servizi. In cambio delle valute statali odierne, ad esempio, i settori non-governativi offrono beni e servizi in vendita fino a quando non hanno soddisfatto il loro bisogno di pagare le tasse e i loro desideri di risparmio netto.
Il sistema monetario statale è un monopolio pubblico con lo Stato unico fornitore di ciò che occorre per il pagamento delle tasse. Lo Stato quindi, è colui che necessariamente, detta i termini di scambio quando spende per acquistare beni e servizi, con la quantità che può acquistare inversamente proporzionale ai prezzi che paga. Ad esempio, se le passività fiscali sono $ 100 ed i desideri di risparmio sono $ 20 e lo stato si offre di pagare $ 1 al giorno per il lavoro, lo stato sarà in grado di ottenere 120 giorni di lavoro. Se invece lo stato paga $2 al giorno per lavoro, otterrà solo 60 giorni di lavoro. In entrambi gli esempi il settore non-governativo sta vendendo lavoro al prezzo che lo Stato ha stabilito, fino al punto in cui gli agenti di quei settore hanno fondi sufficienti per rispettare le loro passività fiscali e per risparmiare come desiderato.
Stante una data passività fiscale nominale ed un desiderio di risparmio fissi, quando lo Stato paga prezzi più alti, ridefinisce il valore della valuta al ribasso e conseguentemente acquista meno in termini reali. Pertanto, lo Stato, per una questione aritmetica, se paga prezzi più alti, può acquistare più beni e servizi reali, solo aumentando le passività fiscali o attraverso maggiori desideri di risparmio. Cioè, per tornare all’esempio precedente in cui le passività fiscali erano $ 100, il risparmio desidera $ 20 e il salario del lavoro è stato aumentato da $ 1 al giorno a $ 2 al giorno, un aumento delle tasse a $ 200 o un aumento dei desideri di risparmio a $ 140 comporterebbe allo Stato di ottenere gli stessi 120 giorni di lavoro che ha ricevuto con il salario di $ 1.
Negli Stati Uniti, le passività fiscali tendono ad aumentare poiché il governo degli Stati Uniti paga prezzi più elevati a causa delle tasse sulle transazioni federali, statali e locali basate sui prezzi. Questi includono imposte sul reddito i cui redditi nominali più elevati comportano maggiori oneri fiscali ed imposte sulle vendite i cui prezzi più elevati comportano anche oneri fiscali più elevati.
Inoltre, i desideri di risparmio si basano su considerazioni reali piuttosto che nominali. I desideri di risparmio previdenziale, ad esempio, si basano sul costo della vita presunto durante gli anni della pensione. Con l’aumento dei prezzi, i desideri di risparmio nominale aumentano di conseguenza. Anche le esigenze di liquidità aziendale e le esigenze di finanziamento delle scorte e dei crediti aumentano con l’aumento dei prezzi.
Pertanto, in generale, un’economia che sperimenta un continuo aumento dei prezzi richiede un continuo aumento nominale di ciò che viene casualmente chiamato “l’offerta di moneta” che costituisce il risparmio netto di attività finanziarie dell’economia. Senza questo aumento non si possono realizzare reali desideri di risparmio, come testimoniano poi la conseguente disoccupazione e l’eccesso di capacità in generale. Questo, infatti, è il mio racconto per la recessione del 1979. Il saldo di bilancio si è inasprito poiché le passività fiscali sono aumentate più rapidamente della spesa pubblica e la crescita del debito pubblico reale è ulteriormente rallentata a causa degli aumenti del livello dei prezzi, con la combinazione che ha portato l’economia in una grave recessione.
III. La fonte del livello dei prezzi
Con lo Stato unico fornitore di ciò che lui stesso, richiede per il pagamento delle tasse, l’economia ha bisogno della moneta dello Stato e quindi, implicitamente la spesa statale stabilisce i termini dello scambio; per ciò il livello dei prezzi è una logica conseguenza funzionale dei prezzi che lo Stato paga quando spende.
Ci sono due dinamiche primarie coinvolte nella determinazione del livello dei prezzi. Il primo è dato dal valore assoluto numerario dello Stato, che risulta in base ai prezzi che lo Stato paga quando spende. Inoltre, le uniche informazioni relative al valore assoluto misurato in unità della valuta dello Stato, sono le informazioni trasmesse dalla spesa statale. Pertanto, tutti i prezzi nominali possono essere necessariamente ricondotti ai prezzi che lo Stato paga quando spende la sua valuta.
La seconda dinamica è la trasmissione di queste informazioni da parte dei mercati ripartite per prezzo, che esprimono i livelli di indifferenza tra acquirenti e venditori, – il tutto nel contesto della struttura istituzionale dello Stato.
Il livello dei prezzi, quindi, è costituito dai prezzi dettati dalla politica di spesa pubblica insieme a tutti gli altri prezzi successivamente derivati dalle forze di mercato che operano all’interno della struttura istituzionale del governo.
IV. Agenti di Stato
Il Congresso degli Stati Uniti ha designato gli agenti che lavorino per suo conto. Questi includono la Federal Reserve Bank che gestisce il sistema monetario, i membri delle banche commerciali del Federal Reserve System che sono regolamentati e controllati a livello federale ed il Tesoro degli Stati Uniti che esegue acquisti e vendite come indicato dalla legislazione, dando istruzioni alla Federal Reserve Bank di addebitare o accreditare conti appropriati.
Le banche commerciali membri della FED, hanno conti a richiesta presso la FED chiamati conti di riserva. Le passività fiscali federali vengono scaricate, o dal pagamento di banconote della Federal Reserve (contanti) o dalla Fed stessa addebitando un conto di riserva della banca membro e, se è un cliente bancario che inizia il pagamento, dalla banca membro addebitando simultaneamente il conto bancario del cliente che effettua il pagamento. Le entità non bancarie possono effettuare pagamenti alla Fed solo indirettamente tramite una banca membro della Fed come corrispondente o utilizzando contanti.
Anche le banche, in quanto agenti del governo, influenzano il livello dei prezzi, poiché i prestiti bancari supportano l’indebitamento dei clienti da spendere in beni e servizi. La regolamentazione e la supervisione del governo controllano i prezzi pagati con i fondi presi in prestito dalle banche commerciali. E, con la liquidità illimitata insita in una politica di cambio fluttuante, senza regolamentazione le banche potrebbero prestare senza limite alcuno ed in assenza dei requisiti di garanzia o altri mezzi per controllare i prezzi pagati dai mutuatari, questo potrebbe compromettere rapidamente la capacità del governo di provvedere a se stesso e vedere la propria valuta svalutarsi catastroficamente.
V. La determinazione del livello dei prezzi
Lo Stato stabilisce i termini di cambio per la sua valuta con i prezzi che paga quando spende, e non di per sé con la quantità di valuta che spende. Ad esempio, se lo Stato ha un’offerta a tempo indeterminato per assumere soldati a $ 50.000 all’anno, il livello dei prezzi così definito rimarrà costante indipendentemente dal numero di soldati assunti e dalla spesa statale totale. Lo Stato ha fissato il valore del proprio numerario in modo esogeno, fornendo quell’informazione di valore assoluto che le forze di mercato poi utilizzano per allocare, in base al prezzo determinato dai valori di scambio di altri beni e servizi determinati sul mercato. Senza le informazioni fornite dallo Stato, tuttavia, non vi sarebbe alcuna espressione di valore relativo in termini di quella valuta.
Se lo Stato decidesse, ad esempio, di aumentare il prezzo che paga per i suoi soldati a $ 55.000 all’anno, ridefinirebbe il valore della sua valuta al ribasso e aumenterebbe il livello generale dei prezzi del 10%, allo stesso modo le forze di mercato rifletteranno quell’aumento del normale corso di allocazione per prezzo e ne determineranno il valore relativo. E finché lo stato continuerà a pagare ai soldati $ 55.000 all’anno, assumendo valori relativi costanti, il livello dei prezzi rimarrà invariato. E tanto per fare un esempio, lo Stato dovrebbe aumentare continuamente il tasso di retribuzione del 10% all’anno per sostenere un aumento annuale continuo del livello dei prezzi del 10%.
VI. Dinamiche di inflazione
Comincio con una definizione accademica del tasso di inflazione:
“Il continuo aumento della struttura a termine dei prezzi affrontati dagli agenti economici oggi, per acquisti e vendite per date di consegna future.”
Questo può anche essere indicato come prezzo a termine ed è un’espressione del tasso di interesse stabilito dalla politica della banca centrale.
La MMT distingue tra le variazioni nel tempo del livello dei prezzi rispetto al tasso di inflazione espresso dall’attuale struttura a termine dei prezzi.
Il livello dei prezzi cambia con i prezzi pagati dallo Stato quando spende (politica fiscale) mentre i cambiamenti nella struttura a termine dei tassi di interesse (politica monetaria) alterano la struttura a termine dei prezzi. E quand’unque la struttura a termine dei prezzi non è una previsione delle variazioni del livello dei prezzi, ciò non significa che non influenzi la direzione futura del livello dei prezzi.
La politica dei tassi di interesse funziona anche come un trasferimento fiscale in quanto lo stato è un pagatore netto di interessi agli altri settori dell’economia. Con livelli di debito pubblico superiori al 100% del PIL, ad esempio, un aumento dei tassi dell’1%, alla fine aggiunge all’economia pagamenti di interessi per oltre l’1% del PIL. Questo aumento della spesa statale aumenta direttamente i redditi nominali e, nella misura in cui gli agenti che ricevono i pagamenti di interessi aumentano la loro spesa, i pagamenti di interessi statali supportano le vendite, la produzione e l’occupazione.
Gli interessi passivi statali riducono anche lo spazio fiscale in quanto soddisfano parzialmente la necessità di pagare le tasse e di risparmio netto creato dalle passività fiscali statali, il che significa che ci saranno molti meno beni e servizi offerti in vendita per soddisfare le restanti passività fiscali. Ciò significa che gli acquisti reali di beni e servizi da parte dello Stato sono ridotti dai pagamenti di interessi secondo lo stesso quadro di analisi discusso negli esempi precedenti.
Pertanto, come descritto sopra, concludo che è molto più probabile che il pagamento degli interessi da parte dello Stato, attuato dallo Stato stesso per rallentare il tasso di crescita e per contrastare gli aumenti dei prezzi, faccia il contrario.
Da notare anche che il pagamento degli interessi spetta necessariamente a chi ha già denaro, e viene anche pagato in proporzione alla quantità di denaro che uno possiede. In pubblicazioni precedenti, ho etichettato una politica dei tassi di interesse positiva come “reddito di base per coloro che hanno già soldi” (in aggiunta da Megas Alexandros: “reddito di cittadinanza per i ricchi”) che, quand’unque dichiarata come tale, non avrebbe alcun sostegno politico. Tuttavia, poiché la politica monetaria viene presentata come strumento per combatte l’inflazione, allora il conseguente aumento dei tassi della banca centrale riceve un ampio sostegno.
Per riassumere, vedo che la politica dei tassi di interesse è interpretata al contrario e questo crea confusione. Innanzitutto, il tasso di inflazione definito accademicamente è un’espressione dei tassi ufficiali della banca centrale, quindi gli aumenti dei tassi aumentano direttamente quella misura dell’inflazione.
In secondo luogo, gli aumenti dei tassi costituiscono un’ulteriore spesa in deficit statale, che tende a essere anche una distorsione inflazionistica data la struttura istituzionale della valuta.
E terzo, per me il pagamento di fondi solo a coloro che hanno già soldi come cura per quella che si crede sia l’inflazione non serve a fini pubblici.
VII. Tassi di interesse e salari
Un aumento del tasso di riferimento della Banca centrale in primo luogo aumenta la spesa in disavanzo statale e il reddito totale nell’economia. Ciò significa che i salari sono quindi una percentuale più piccola del reddito totale che in una certa misura, a seconda della propensione alla spesa, implica che il valore relativo dei salari è diminuito.
Ciò implica inoltre che se i salari sono indicizzati al livello generale dei prezzi nel contesto di un tasso di interesse di politica positivo, un aumento del salario provocherà un aumento maggiore del livello generale dei prezzi, che poi innescherà un salario più alto, in una spirale di accelerazione.
Tuttavia, nel contesto di una politica del tasso 0%, un aumento dei salari non sarebbe amplificato da questo processo.
Quello che sto evidenziando è, che questa combinazione di indicizzazione dei salari ed alti tassi di interesse, se osservati selettivamente nelle nazioni che registrano aumenti indesiderati del livello dei prezzi, contribuisce ironicamente ad accelerare l’aumento dei tassi che la politica dei tassi di interesse stessa, dovrebbe invece contenere.
VIII. La Gerarchia della Domanda
La domanda nasce dallo Stato. Senza la spesa statale il valore della valuta non è specificato e non c’è domanda aggregata. Solo successivamente alla spesa statale la moneta può acquisire valore assoluto e si ha spesa non-governativa.
IX. Conclusione
Questo capitolo fornisce un quadro per l’analisi del livello dei prezzi e dell’inflazione. Il quadro è quello della moneta stessa come monopolio pubblico, con lo Stato che fissa la domanda nominale con le sue passività fiscali, oltre a fornire i crediti d’imposta che consentono il rispetto di tali passività fiscali.
Questa comprensione spiega interamente la fonte del livello dei prezzi e del valore nominale assoluto nel tempo. È implicito anche il ruolo dei tassi di interesse rispetto alla definizione accademica di inflazione, come del resto la politica dei tassi influisce su come si esprimono i mercati.
Riferimenti:
Armstrong, P. and Mosler, W. B. (2020), ‘Weimar Republic
Hyperinflation through a Modern Monetary Theory Lens’, Weimar-
Republic-Hyperinflation-through-a-Modern-Monetary-Theory-Lens.pdf
(moslereconomics.com) accessed 25/10/2021.
Forstater. M. and Mosler, W. B. (2005),’The Natural rate of Interest is
Zero’, Journal of Economic Issues, Vol. XXXIX, No. 2, June.
Mosler, W. B. (1993), ‘Soft Currency Economics’, Soft-Curency-
Economics-paper.pdf (moslereconomics.com) accessed 25/10/2021.
Mosler, W. B. (2010), The Seven Deadly Innocent Frauds of Economic
Policy, US Virgin Islands: Valance.
Mosler, W.B. (2020), ‘MMT White Paper’ MMT White Paper – Mosler
Economics / Modern Monetary Theory accessed 25/10/2021.
Forstater. M. and Mosler, W. B. ‘A General Analytical Framework for the Analysis of Currencies and Other Commodities’
FONTE ORIGINALE: http://moslereconomics.com/mandatory-readings/a-general-analytical-framework-for-the-analysis-of-currencies-and-other-commodities/
23/10/2021
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Tradotto e pubblicato da Fabio Bonciani
Pfefferminz 29 dicembre 2021
Un indizio che la fase economica che stiamo attraversando è abnorme:
"Carenza di gas creata artificialmente: gli importatori vendono gas dalla Germania all'Ucraina"
"Il gas sta attualmente fluendo dalla Germania attraverso la Polonia e, pare, verso l'Ucraina. Invece di ordinare gas dalla Russia, gli importatori di gas tedeschi esportano gas dagli impianti di stoccaggio tedeschi. Gli alti prezzi dell'elettricità in Germania sono apparentemente voluti."
https://www.anti-spiegel.ru/2021/kuenstlich-geschaffene-gasknappheit-importeure-verkaufen-gas-aus-deutschland-in-die-ukraine/
(in tedesco)
Megas Alexandros 29 dicembre 2021
Tutto è voluto e frutto di azione umana…. Questa e’ la sintesi di quanto ci sta spiegando Mosler
Arian Van Heisen 29 dicembre 2021
La fase economica che stiamo vivendo dovrebbe essere di regressione seguirà quella finale di forte contrazione, per poi iniziare un nuovo ciclo
che ha una durata totale che varia dai 5 ai 12 anni.
Potrebbe essere che siamo in Stagflazione bisognerebbe avere dati aggiornati per poterlo determinare gli uffici statistici delle Banche Centrali lo sanno.
Pfefferminz 29 dicembre 2021
Ho l'impressione che tu ti riferisca ad una teoria economica che consente di fare delle previsioni sulla base di quello che è accaduto in passato, mentre io temo che ci troviamo di fronte a degli eventi che scardinano tutte le nostre conoscenze.
Elenco alcuni eventi che danno un'idea della particolarità della situazione attuale:
- la crisi finanziaria del 2008 non è mai stata veramente risolta,
- negli ultimi anni la FED ha stampato quantità enormi di moneta che si è riversata nei mercati finanziari, cosa che causerà immancabilmente inflazione.
- non esisteva fino a poco tempo fa l'inflazione al consumo, ma essa riguardava immobili e valori azionari,
- le catene di approvvigionamento si stanno spezzando causando l'aumento dei prezzi, in particolare delle materie prime,
- le banche centrali hanno ammesso che l'inflazione non sarà un fenomeno temporaneo, ma duraturo,
- il governo cinese cerca di tenere sotto controllo il complesso digitale-finanziario del proprio paese emanano leggi apposite,
- molti multimiliardari vendono pacchetti azionari e investono nell'agricoltura,
- Tesla fa sapere ad un cliente che le apparecchiature elettronico-digitali dell'automobile restano di sua proprietà: la proprietà verrà sostituita dal possesso?
- un nuovo lockdown è alle porte,
- l'introduzione della moneta digitale (euro digitale) è già stata annunciata e il denaro (forse) avrà una scadenza (lo si deve spendere entro un certo periodo di tempo)
- esistono connessioni fra la moneta Libra e la moneta digitale cinese
Ecco perché ho parlato di "indizio" di una situazione abnorme. Direi che è difficile, quasi impossibile fare previsioni.
Fonte: https://youtu.be/rLPEDe_YH6U
Video in tedesco, Ernst Wolff, "Tempi duri ci aspettano"
Arian Van Heisen 29 dicembre 2021
Non saprei dirti se Ernst Wolff possiede doti di veggenza o di astrofisica , quindi non mi esprimo in giudizi o previsioni degne di un romanzo distopico come azzarda lui.
Quello che penso delle sue valutazioni sul piano economico mi sembrano molto superficiali, da giornalista piuttosto che da studioso od esperto in Economia quando parla di moneta Flat, non mi convince, se fosse come dice sarebbe una Truffa e non credo neppure che in tal caso Russia e Cina ci starebbero a farsi Truffare.
" la proprietà verrà sostituita dal possesso? "
Questo è da tempo così in USA o G.B, a me pare pure giusto in certi settori o beni, anche se il caso di Tesla fa ridere, forse intendeva il Know How, bisognerebbe capire meglio , vedremo ?.
Pfefferminz 29 dicembre 2021
A me Ernst Wolff sembra molto convincente, ma preferirei che avessi ragione tu, perché gli sviluppi che lui descrive appartengono veramente ad un mondo distopico. D'altra parte non fa che descrivere il Great Reset di Klaus Schwab. Su proprietà e possesso: se in futuro sarà consentito solo il possesso delle cose, ci sarà qualcuno che sarà il proprietario di tutto, una prospettiva non proprio allettante. Su Tesla: il cliente non aveva il diritto di smontare parti dell'automobile a piacimento, per capirne il funzionamento. Ernst Wolff è un divulgatore, quindi penso che sappia bene di cosa parla, è stato invitato anche al Comitato Corona dell'avvocato Füllmich. Sfera di cristallo o no, non ci resta che osservare quello che accade.
Megas Alexandros 30 dicembre 2021
Non parlo il tedesco quindi non posso verificare quello che dice Wolf. Quello che ti posso dire è che la situazione è veramente di difficile lettura su quello che potrebbe essere il futuro prossimo. Posso solo analizzare e prevedere in base ai punti fermi che una comprensione corretta dell’economia monetaria ci può’ dare:
1) il GR prevede di togliere quello che è l’elemento democratico per eccellenza ovvero la moneta usata a vantaggio del popolo - con l’introduzione di redditi di sussistenza varia pagati in valuta digitale ma solo a chi rispetterà le varie imposizioni con controllo annesso a mezzo microchip - in pratica un ritorno al medioevo con la moneta ad uso esclusivo del Signore, niente proprietà privata e tutti a lavorare e/o sottomessi per poter vivere e mangiare;
2) se ci sarà inflazione, sarà stagflazione ovvero quella peggiore; gli aumenti dei prezzi attuali (vuoi per motivi speculativi e/o per strategie commerciali), si scaricheranno sui fatturati degli altri settori;
3) in tutto questo non c’è niente di naturale, divino ed imponderabile, tutto è frutto di una precisa volontà umana;
Pfefferminz 30 dicembre 2021
Concordo, grazie della risposta.
Qui un assaggio del pensiero di Ernst Wolff in italiano:
https://www.nogeoingegneria.com/effetti/politicaeconomia/la-situazione-sta-diventando-piu-minacciosa/
Megas Alexandros 30 dicembre 2021
D'accordo su quanto letto e dice Wolff... l'unica cosa su cui non concordo è questa: "Il fatto che l’inflazione stia attualmente aumentando più fortemente di quanto abbia fatto per decenni non è, come sostiene il capo della BCE Lagarde, un fenomeno temporaneo. È la conseguenza di una politica monetaria ultra-libera che è stata perseguita per più di dieci anni e che ha superato una linea rossa nel marzo dell’anno scorso: dopo l’abbassamento del tasso d’interesse chiave a zero o vicino allo zero, per le banche centrali è rimasto solo il mezzo della creazione incondizionata di denaro dal nulla"..... è frutto di una sua non piena conoscenza del fenomeno dell'inflazione e del funzionamento della moneta moderna... ed il lavoro di Mosler lo dimostra.
Ma non cambia niente l'analisi di Wolff è quanto di più vicino alla realtà che ci aspetta.