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BEIJING - APRIL 27: A model stands beside a Ferrari 599 GTO during the Beijing Auto Show on April 27, 2010 in Beijing of China. Major global automakers plan to unveil dozens of new models at the Beijing auto show, which has quickly become one of the biggest and most important auto shows in the world, runs April 30 through May 2, during which 990 models - with 89 making their global debut - will be displayed in a 200,000-sq-m area. (Photo by Feng Li/Getty Images)

Povertà assoluta e reddito della gleba

FONTE: SOLLEVAZIONE (BLOG)

BRICIOLE LIBERISTE. DAL SIA AL REI, DALL’INCLUSIONE “ATTIVA” A QUELLA “SOCIALE”.

Ecco la fotografia, non certo quella sopra scattata dall’ISTAT sulla povertà in Italia. Risultati allarmanti, peggio di noi sta solo la Grecia:

«La povertà assoluta in Italia nel 2015 coinvolgeva il 6,1% delle famiglie residenti (pari a 4 milioni 598 mila individui). E’ quanto risulta dal rapporto ‘Noi Italia’ dell’Istat. I valori sono stabili sul 2014 sia per l’incidenza di povertà assoluta sia per quella relativa. Rispetto al 2014 peggiorano soprattutto le condizioni delle famiglie con 4 componenti (dal 6,7% al 9,5%). Il 10,4% delle famiglie è relativamente povero (2 milioni 678 mila); le persone in povertà relativa sono 8 milioni 307 mila (13,7% della popolazione).
In Italia sono occupate poco più di 6 persone su 10 tra i 20 e i 64 anni, il dato peggiore nell’Unione europea ad eccezione della Grecia. Tra i 20 e i 64 anni nel 2016 era occupato il 61,6% della popolazione con un forte squilibrio di genere (71,7% gli uomini occupati, 51,6% le donne). Grande anche il divario territoriale tra Centro-Nord e Mezzogiorno (69,4% contro il 47%). Nella graduatoria Ue sul 2015 solo la Grecia ha un tasso di occupazione inferiore, mentre la Svezia registra il valore più elevato (80,5%)».

Mentre uscivano questi dati il governo, in pompa magna, ha annunciato questa mattina l’istituzione del “REI”, che sta per  “Reddito di inclusione sociale” —che sostituisce l’attuale SIA, che sta per “Sostegno per l’Inclusione Attiva”. In Conferenza stampa sia Poletti che Gentiloni hanno presentato questa normativa non solo come una grande svolta, ma pure come una soluzione di giustizia sociale e di progresso civile.

Una tabella del 2013. Oggi è molto peggio…
E’ così?

No, non è così.

«Assicurare un reddito minimo a tutti, o a un livello sotto cui nessuno scenda, quando non può provvedere a se stesso, non soltanto è una protezione assolutamente legittima contro rischi comuni a tutti, ma è un compito necessario della Grande Società [cioè dello Stato]».

Chi l’ha detto? L’ha detto Von Hayek, grande stratega e condottiero dell’armata neoliberista.

Può non piacere ma il cosiddetto “reddito di cittadinanza” può essere perfettamente funzionale al progetto neoliberista, che considera la disoccupazione di massa un dato necessario per tenere bassi i salari dei lavoratori, di converso alti i profitti del capitale.

Il governo ha spostato un’inezia dalle casse dello Stato per dare un’ elemosina a circa 400mila famiglie indigenti numerose (1,8 milioni di persone). Ma di che cifre complessive stiamo parlando? 1,18 miliardi per il 2017 e di 1,7 miliardi per il 2018. Un ottantesimo circa di quanto lo Stato spende ogni anno solo per il rimborso degli interessi sul debito!

Un sussidio da fame visto che si tratterà di 80 euro (di nuovo 80!) a componente, fino ad un massimo di 400 euro per famiglia. Un’elemosina tenendo conto che politicanti come Poletti e Gentiloni guadagnano ogni mese 250 volte di più dei poveri cristi che riceveranno (se lo riceveranno) questo sussidio.

Il REI, il “Reddito di inclusione sociale” va rompe forse con la logica liberista e austeritaria? Per niente. Questa misura mentre avviene nel quadro di una nuova stretta della spesa pubblica (si punta ad un 1,2% di deficit sul Pil), è rispettosa sia del dogma per cui il debito pubblico verso la finanza speculativa va ripagato ad ogni costo, sia dei parametri restrittivi sulle politiche di bilancio, quindi del vincolo esterno euro-tedesco.

Fonte: http://sollevazione.blogspot.it
Link: http://sollevazione.blogspot.it/2017/04/poverta-assoluta-e-reddito-della-gleba.html
16.04.2017

Pubblicato da Davide

  • permaflex64

    Ero in piazza il 1mo maggio 84 a fischiare Del Turco che “magnificava” alla rinunzia ed abolizione della scala mobile, da allora è seguita l’abolizione di buona parte dei diritti e dello stato sociale che sempre ha aiutato l’italiano, con uno degli stipendi più bassi se non il più basso in assoluto nel mondo occidentale, a vivere una vita dignitosa. Ottanta euro sono pochi si chiede l’estensore dell’articolo la risposta, in confronto a quello che ci è stato tolto è sì.

    • Tonguessy

      C’ero anch’io in quella piazza. Craxi prometteva 1 milione di posti di lavoro in più, grazie al surplus derivato dall’abolizione della scala mobile. Poi fu la volta di Berlusconi con il suo contratto con gli italiani (2001) a promettere un altro milione di posti di lavoro. Insomma ci sono un sacco di milioni di posti di lavoro, ma non ce ne siamo accorti. Infami.

  • slittamento

    Totalmente d’accordo, il reddito minimo è funzionale al sistema, perfetto per tenere a freno eventuali rivolte popolari. L’unica strada da intraprendere è quella della piena occupazione.

  • LICIO

    UN TENTATIVO MALDESTRO PER COMPETERE CON LA PROPOSTA DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE…

  • Mario Poillucci

    Un post sintetico ma estremamente preciso e puntuale! Impossibile non condividerlo. Comunque sia trovo visceralmente repellente e repulsivo che milioni di persone non trovino oppure abbiano il coraggio di dire un DEFINITIVO E CLAMOROSO BASTA ed in maniera ”sostanzialmente” drastica a queste vili elemosine, gabellate per grandiose concessioni, elargite, tappandosi il naso siccome il povero, l’operaio, il cittadino ecc.ecc. puzza in maniera intollerabile per quelle nobili narici! Poletti e gentiloni! Due classici esempi di persone di assoluta nullità, ininfluenti a livello culturale e/o di prestigio interno ed internazionale che guadagnano cifre mostruose proprio in virtù della loro compiacente e sottomessa nullità! Non è ancora ora di finirla? Per la derelitta, povera, descolarizzata gleba solo ciò che occorre per non morir d’inedia, per quei corrotti carnefici che si trastullano con le ns vite il baccanale non finisce mai!!! Basta con il calcio, la f1, le cazzate ecc.ecc., armi di distrazione e distruzione di massa! Ripuliamo il paese! Altrimenti come guardarsi allo specchio senza arrossire di vergogna???

  • PietroGE

    L’unico vero reddito di cittadinanza che importa ai cittadini è un lavoro stabile e ben pagato, il resto sono mance elettorali. Quello che nell’articolo non viene detto è che nel contesto della globalizzazione non è possibile nessuna altra organizzazione del lavoro se non quella attuale con i salari che si abbassano sempre più e i profitti degli speculatori che vanno alle stelle.

  • Ronte

    Possiamo stilare tutte le tabelle che vogliamo, la questione resta sempre la stessa: Capitale-Lavoro, Sfruttatori-Sfruttati, Borghesia-Proletariato. E se la risposta al Potere continua a navigare nel secolare e bugiardo riformismo o nel folle reazionismo, le cose non cambieranno di certo se non in peggio.
    Perciò, o si eleva la coscienza di classe all’altezza della situazione, o presto non ci saranno più sponde a salvarci: Lavoro nero, prestiti, usura, imbrogli, arrangiamenti vari.

  • AlbertoConti

    Gli italiani perlopiù sono così. Non capiscono il danno e ringraziano per la beffa.

  • Tizio.8020

    Comunque non è difficile.
    E’ sufficiente mettere come primo principio la regola che “NESSUNO” possa percepire più di 10 volte lo stipendio minimo.
    A quel punto, o calano i loro o crescono i nostri.
    Al lordo di TUTTO: rimborsi spese, consulenze etc.
    E chiaramente ripristinare il carcere (NON domiciliari) per i reati finanziari, l’infedeltà al Servizio Pubblico, la corruzione (& concussione !), l’abuso d’ufficio etc etc.

  • Sepp

    Anche le pensioni per come le conosciamo noi oggi e’ un reddito di
    cittadinanza, si lavora e si viene tassati per aiutare chi il lavoro
    non ce l’ha, non hanno fatto altro che riverniciare di un altro
    colore quello che i loro degni nonni facevano prima.
    Il povero supporta il povero.

  • marco schanzer

    E’ in corso una Guerra . Unilaterale . Per inadeguatezza dell’ assalito .E’ la Guerra all’Italiano non schiavo dentro . Non che si notasse molto….ma I globalizzatori volevano essere sicuri .