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epa01918309 A container ship belonging to the Chinese multinational Cosco Pacific Ltd. enters the port of Piraeus, Greece on 02 November 2009. An agreement that has been signed between the Greek government and the Chinese port operating company Cosco regarding the operation of container terminals at Piraeus port came into effect on 02 November after a one-month delay, because of a port labor union strike against the concession of the Piraeus terminals, while the port workers are poised to launch a new strike. EPA/GEORGE CHRISTAKIS

Porto del Pireo chiama CGIL Triste Genova: antipasto cinese sulla Via della Seta

DI PAOLO BARNARD

twitter.com

Porto del Pireo chiama CGIL Triste Genova: antipasto cinese sulla Via della Seta. Nel 2014 il porto del Pireo che è gestito interamente dal colosso cinese Cosco, uno dei protagonisti della Via della Seta…

Paolo Barnard

Fonte: https://twitter.com

Link: https://twitter.com/Barnard2018/status/1109816994172407809

24.03.2019

 

Pubblicato da Davide

7 Commenti

  1. Lo sciopero del 30 maggio 2018 , in Grecia, era GENERALE, , contro la politica del governo greco. Ma quali morti e feriti nelle attività portuali !

  2. Una privatizzazione di successo che stride con il limitrofo simbolo di
    un fallimento che ha fatto esasperare i burocrati europei: a una decina
    di km di distanza, l’area dell’ex aeroporto di Atene continua a languire
    a 18 anni dall’apertura del nuovo scalo, in quanto incontra sempre
    nuovi ostacoli il decollo di Hellinikon – che si autodefinisce «il
    maggior progetto di rigenerazione urbana in Europa», da 8 miliardi di
    euro -, promosso dal gruppo Latsis con capitali cinesi e arabi. «Una
    volta vari armatori saltavano il Pireo per la frequenza degli scioperi:
    non erano mai sicuri sul quando le merci potessero arrivare a
    destinazione. Ora non è più così», osserva Elias Athanasiou, ceo di
    Enterprise Greece, che si occupa degli investimenti stranieri. Sotto i
    nuovi padroni «comunisti» la conflittualità sindacale è di molto
    diminuita: del resto, quando c’è provoca persino proteste diplomatiche.
    Come ha fatto il mese scorso l’ambasciata cinese, per rimostranza contro
    un picchettaggio che ha impedito l’ingresso di lavoratori alla zona
    container(una parte delle maestranze contesta il ricorso a
    subcontractors e rivendica migliori condizioni di lavoro e salario).
    Sono i numeri a far sorridere Athanasiou: dal 2010 il Pireo è passato
    dal 96°al 38° posto nella classifica mondiale dei porti ed è diventato
    il settimo in Europa, con una movimentazione salita da un milione di Teu
    a oltre 4 milioni. Il Ceo della PPA, capitano Fu Chengqiu, ha potuto
    annunciare profitti annuali in inpennata del 92% a 21,2 milioni su
    ricavi aumentati del 7,7% a 111,5 milioni. Oggi, secondo PortEconomics,
    Il Pireo sta appena dietro Valencia e Algeciras ma l’anno prossimo
    potrà diventare il primo porto del Mediterraneo perché cresce a ritmi
    doppi rispetto alle località spagnole(+20% nel primo trimestre), oltre
    ad aver già il primato europeo per passeggeri (sui 15 milioni, ancora
    sotto i picchi pre-crisi di 20 milioni). Con i lavori da completare nel
    2019, la capacità dovrebbe salire a 7,2 milioni di Teu.

  3. Era meglio quando solo scriveva..ora con “la tecnologia” passato ad autofilmarsi non è specialmente fotogenico e si notano segni preoccupanti. La vecchiaia è un naufragio…

  4. Temo che Paolo Barnard abbia ragione. Purtroppo i cittadini italiani scopriranno solo tra qualche hanno l’ importanza delle firme di oggi. Detto tra noi una classe politica meridionale non può sottoscrivere contratti per i cittadini del nord. Al sud frega zero del nord. Loro vogliono assistenza, che sia Nord Italia, EU, Germania, USA o Cina frega zero. L’ importante è che mantengano la Burocrazia, Alta e Bassa, con i loro privilegi. Temo che Di Maio – Conte – Mattarella ci abbiano venduti.

  5. Tranquillo Barnard, “lavoreremo un giorno di meno e guadagneremo come se avessimo lavorato un giorno di più…”. Disse qualcuno nel ’92…E sono ancora lì, vivi, liberi e ricchi a pontificare. Chissà perchè ma questo accordo con la Cina mi fa venire il presentimento, visti i contraenti, di inc. per il popolo.

  6. COSCO!!!!!! La vocale finale è errata!!!!!

  7. Sarò ottimista e nazionalista, ma il racconto ufficiale non mi convince.
    Xi Jinping se non ha la stessa intelligenza politica di Putin poco gli manca, se è venuto qui da noi in pompa magna (una delegazione come non si era mai vista) non è per una questione da 2,5 miliardi……..la cosa è ben più grossa e Mercoledi ne sapremo qualcosa in più. La mia impressione è che i cinesi non abbiano gradito l’accordo di Aquisgrana, gli arroganti Franco/Tedeschi, insieme, si son creduti talmente forti da dettare legge sul commercio Cinese in Europa ( commercio che già esiste, arriva in Germania e poi viene smistato nella UE) e forse anche su quello Africano.
    Cosa è successo non ci è dato di saperlo e non lo sapremo mai, ma, Xi Jinping, ha chiesto aiuto all’Italia per assicurarsi un altro ingresso ( a Palermo ha chiesto l’aiuto ed il permesso della massoneria Italiana) e mi aspetto che l’incontro di Mercoledi con Macron e Merkel sia una resa dei conti.
    Non dimentichiamo che tra Francesi e Cinesi c’è anche la questione Africa, dove i Cinesi hanno investito pesantemente ed hanno, gentilmente, invitato i Francesi ad andare fora de bal………..non è che i Francesi, con l’aiuto dei soci Tedeschi, vorrebbero non ottemperare?