Pompeo in Eurasia alla ricerca di nuovi alleati contro la Russia

DI PAUL ANTONOPOULOS

geopolitica.ru

Giorni fa, il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha completato un tour di tre giorni in Ucraina, Bielorussia, Kazakistan e Uzbekistan. Alla conclusione del tour ha orgogliosamente proclamato che Mosca non influenzerà più in esclusiva il mondo post-sovietico.

In Ucraina, Pompeo ha avuto colloqui col presidente Vladimir Zelensky, il ministro degli affari esteri Vadim Pristiko e il ministro della Difesa Andrei Zagorodnuk. Zelensky ha mostrato una indiretta solidarietà verso il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, annunciando che le relazioni tra i due paesi non erano state danneggiate dai tentativi di impeachment, ma che al contrario erano migliorate. Zelensky ha esortato le imprese americane a investire in infrastrutture ucraine e allo sviluppo della zona sul Mar Nero per stabilire una base di amicizia, mentre Pompeo ha incoraggiato il presidente ucraino a visitare Washington.

Non esistono condizioni limitanti nei riguardi del presidente Zelensky per venire a Washington. Troveremo il momento giusto o l’opportunità appropriata“, ha detto Pompeo.

Il presidente ucraino in risposta ha dichiarato che andrà negli Stati Uniti se le parti si accorderanno su “qualcosa di proficuo”. “Non intendo diventare un viaggiatore politico come i miei predecessori“, ha spiegato Zelensky.

Il principale nodo dell’incontro è stata la reazione di Washington alla proposta del presidente ucraino di coinvolgere gli Stati Uniti nella risoluzione della crisi nel Donbass. Pompeo ha assicurato a Zelensky che Washington sta seguendo da vicino i negoziati sulla questione del Donbass e che non prevede di smettere le sanzioni contro la Russia, sottolineando che gli Stati Uniti non riconosceranno mai la Crimea come territorio russo.Pompeo ha effettivamente dimostrato che la Casa Bianca tiene in gran conto il suo rapporto con l’Ucraina.

Il Segretario di Stato ha continuato il suo tour giungendo in Bielorussia dove non trattiene rapporti con Minsk.

Non intendiamo parlare di una scelta tra noi e loro (la Russia),ma solo di relazioni diplomatiche“, ha detto Pompeo.

Ha quindi annunciato che un ambasciatore degli Stati Uniti sarebbe presto tornato a Minsk, dove era mancato dal 2008, da quando il presidente bielorusso Alexander Lukashenko aveva ritirato l’ambasciatore della Bielorussia da Washington a causa delle sanzioni occidentali. Lukashenko ha iniziatola sua conversazione con Pompeo con parole di gratitudine.

Ritengo positivo che lei abbia corso il rischio di venire a Minsk per vedere quale sia qui il nostro atteggiamento“, ha detto Lukashenko spiegando come la “dittatura” bielorussa sia diversa.

Il miglioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Bielorussia non si limiteranno alla riattivazione delle ambasciate. Pompeo ha chiarito che ha consentito la revoca delle sanzioni contro il paese, a causa del miglioramento dei diritti umani. Ha anche accennato ad una cooperazione economica.

Il capo del Dipartimento di Stato ha anche posto l’attenzione sul problema dell’approvvigionamento energetico affermando che la Casa Bianca stava seguendo i colloqui tra Minsk e i suoi fornitori russi riguardo ai prezzi del gas.

Gli Stati Uniti vogliono aiutare la Bielorussia nella costruzione di un proprio paese sovrano“, ha detto Pompeo in una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri Vladimir Makei. “I nostri produttori di energia sono pronti a fornire a prezzi competitivi il 100% del petrolio necessario. Siamo il maggiore produttore di energia al mondo e tutto ciò che si deve fare è chiamarci”.

Lukashenko ha garantito a un funzionario americano che la sovranità bielorussa era fuori discussione e che aveva “trovato comprensione” con Washington in diverse aree, dimostrando che la visita di Pompeo ha portato le relazioni Minsk-Washington a un nuovo livello. Lukashenko sta cercando di trovare un equilibrio con l’Occidente. Tuttavia, non si è parlato di un riorientamento della posizione della Bielorussia.

Il Segretario di Stato americano ha quindi visitato l’Uzbekistan, dimostrando il rinnovato interesse di Washington per l’Asia centrale e non a causa dell’Afghanistan. Si prevede che nel prossimo futuro gli Stati Uniti inizieranno una nuova strategia verso l’Asia centrale che enfatizzi la cooperazione con la regione, soprattutto in materia di sicurezza oltre che di energia.

In Kazakistan, dopo un incontro con il presidente Kassym-Jomart Tokayev, gli Stati Uniti hanno invitato le imprese locali a continuare nella loro amicizia quando Pompeo ha affermato di essere “convinto che la cooperazione con gli Stati Uniti darà migliori risultati a qualsiasi stato”.

La visita di Pompeo con la leadership kazaka ha rafforzato politicamente la transizione del potere in Kazakistan e ha pienamente legittimato il nuovo presidente del paese. Ha anche aperto nuove opportunità per gli Stati Uniti di accedere al paese ricco di risorse.

Il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev è al potere da quasi altrettanto tempo di Trump e gli è riconosciuto il merito di aver apportato riforme critiche nel suo paese. Pompeo ha anche espresso sostegno verso tutte le riforme dell’Uzbekistan oltre che per un’espansione delle relazioni con Washington. Ha tuttavia spinto Tashkent a riconsiderare la sua posizione di osservatore dell’Unione economica eurasiatica suggerendo invece di perseguire l’adesione all’Organizzazione mondiale del commercio.

Sebbene gli Stati Uniti comprendano che la cooperazione con Russia e Cina rimarrà una priorità per l’Asia centrale, gli Stati Uniti auspicano una maggiore influenza nella regione, in particolare nel Kazakistan e nell’Uzbekistan, due paesi soggetti all’influenza russa e cinese.

Sebbene Pompeo sia riuscito ad ottenere, a prescindere dall’Ucraina, un notevole miglioramento delle relazioni degli Stati Uniti con i quattro suddetti paesi è improbabile che Washington possa riuscire a sostituirsi alla Russia nella sua tradizionale zona di influenza. Non vi sono dubbi sul fatto che, sebbene siano state prese in considerazione questioni commerciali ed energetiche, Pompeo stia tentando di indebolire l’influenza russa come parte della più ampia strategia di Washington di costante pressione contro il Gigante Eurasiatico. Tuttavia, gli Stati Uniti sono troppo lontani dall’Asia centrale per diventare veramente l’influencer dominante nella regione.

 

Paul Antonopoulos

Sabato 8 febbraio 2020

Fonte: https://www.geopolitica.ru/

Link: https://www.geopolitica.ru/en/article/pompeo-attempts-create-new-allies-eurasia-against-russia

 

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da Oldhunter

 

Pubblicato da Rosanna

"Suave, mari magno turbantibus aequora ventis, e terra magnum alterius spectare laborem; non quia vexari quemquamst iucunda voluptas, sed quibus ipse malis careas quia cernere suave est." Tito Lucrezio Caro, De Rerum Natura, Libro II
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11 Commenti

  1. Putin ha fatto il coniglio in Ucraina e si ritrova il nemico a fare un altro passo in casa sua. I russi non hanno ancora capito che le armi si devono usare.

  2. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Ma il vero problema per il pianeta qual’é? Questo ” Pompeo” e i suoi connazionali o la disastrosa situazione ambientale? Certe notizie oramai servono solo a distrarre l’opinione pubblica dai problemi più impellenti… I polli devono essere accompagnati al macello senza rendersene conto.

  3. Bielorussia. riapre ambasciata usa a Minsk : alto rischio di rivoluzione colorata….

  4. Ha dimenticato la Turchia. I Paesi dell’Asia centrale sono abitati da popolazioni turcofone che guardano alla Turchia come un naturale alleato. Ovviamente viste le influenze russe, a quanto sembra in diminuzione, e cinesi in crescita (più quelle turche) gli USA hanno pensato bene, in questo periodo dove le materie prime sono importantissime per il settore ad alta tecnologia di farsi amici questi Paesi, un po’ quello che fa la Cina in Africa. L’accerchiamento della Russia, secondo me può essere un fattore geostrategico, ma il problema dell’approvvigionamento di materie prime essenziali conta forse anche più della geopolitica. Già oggi la Cina ha in pratica il monopolio per l’estrazione alcuni elementi importanti come le Terre Rare , Litio, Cromo Cobalto ecc. ecc. e questi elementi sono essenziali non solo per i ben tecnologico di consumo ma anche per il settore militare. Uno si chiede che cosa ci sta a fare l’Europa, perché non si muove. Ma già, l’Europa è ormai in declino terminale.

  5. Mi chiedo quando, il Presidente Donald Trump, si deciderà a mandare Mike Pompeo a fare compagnia a John Bolton.

  6. Gli usa le stanno tentando tutte: ora cercano di comprarsi anche gli amici della russia! Non gli riuscira’di certo! Questo virus: ne sanno nulla loro e big pharma? Un virus con dentro l’hiv e vogliono mettercelo dentro come vaccino! Sperano di indebolire i piu’poveri, vogliono tenere la terra solo per loro. Ma non e’detto che gli riuscira’…..

  7. Giuda in confronto fa bella figura

  8. Se trattano è perché non possono minacciare, non mi aspettavo questo segnale di debolezza…..
    In altri tempi avrebbero offerto l’entrata nella UE e Nato con velati segnali in caso di rifiuto, la virata verso il soft power è evidente ma tardiva…. Sono passati i tempi della Georgia e della Crimea!

  9. Bielorussia e Russia erano ai ferri corti per la fornitura a basso prezzo di petrolio da parte dei russi, i quali erano scontenti perchè i bielorussi dopo la raffinazione lo vendevano a prezzi stracciati agli ucraini, comunque pare che i buoni rapporti tra i due paesi non sono compromessi http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Putin-Lukashenko-e-la-diplomazia-dell-hockey-Ancora-nessun-accordo-sul-prezzo-del-petrolio-8b6ac7e1-e6f8-4e46-8632-1c7a6453b8d1.html#foto-1 il punto è che i russi vogliono annetterla la Bielorussia e Lukashenko forse vuole trattare per la sua situazione successiva.
    Comunque i bielorussi parlano tutti russo e sono quasi tutti ortodossi, per cui l’integrazione è inevitabile, a differenza degli ucraini che ad ovest sono greco-cattolici se non proprio cattoiici.

  10. A proposito della domanda che si pongono Annibal61 Pas de deux, e cioè perchè Putin non reagisce. Ho cercato di saper qualcosa e pare che anche lui abbia accaniti nemici interni. Nella stessa Duma tra l’altro.
    Poi sono scoraggiata perchè la gente vuole e vede solo i jeans e le calze di nylon e non c’è niente da fare.
    Naturalmente queste cose non le avranno affatto ma per il solo desiderio si venderanno la Russia. Come è successo in Ucraina.
    Spero che Putin non debba vedere la fine della Russia, unico Patriota in quelle lande perse.

  11. Non passa giorno che Pompeo non ci illustri la prossima sconfitta .