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Polanyi e la distruzione distruttrice del mondo moderno

DI NICOLAS BONNAL

dedefensa.org

Per una volta saremo meno cool del solito. Mentre uno scrittore tedesco censurato (vedete Friedrich Zauner, Unz.com) racconta degli stupri commessi nella civile città universitaria di Tübingen, noi parleremo di questo mondo moderno che non smette di distinguersi e di mostrarsi contento di se stesso. In Germania sono passati da Goethe e Bach al caro Hitler e alla Merkel, il mondo moderno.

Il mondo moderno ha distrutto il mondo, la sua diversità, la sua cultura, la sua tradizione, le sue civiltà. Ciò che oggi chiamano diversità non è altro che un mezzo strategico-tecnocratico per fottere gli altri a spese del contribuente.

La rivoluzione industriale ha distrutto tutto, lo stesso si può dire del capitalismo schiavista che ha creato il sistema nazi-mondialista della piantagione (riproposto, come sappiamo, un po’ ovunque). Quando detto è stato notato da Karl Polanyi il cui pensiero fu criticato dagli pseudo-liberali. Polanyi è un genoniano, un tradizionalista che ha descritto scientificamente il mondo moderno e le conseguenze che da esso derivano. Cos’è il mondo moderno se non una grande trasformazione?

Alla fine de La grande transformazione, che tutti citano senza leggere (è una peculiarità della nostra epoca, ha affermato un mio vecchio compagno di scuola ora docente alla Sorbonna, tra l’altro autore delle prefazioni di alcuni miei libri) Polanyi scrive:

“Fu questo il processo a cui furono sottoposte le tribu native come quella dei Kaffir e quelle che emigrano verso la città perdendo le loro virtù ancistrali e diventando una massa incapace, “animali semiaddomesticati”, tra loro fannulloni, ladri, prostitute — attività a loro prima sconosciute — in tutto simili alla massa di popolazione impoverita dell’Inghilterra del 1795-1834.”

Sintetizzando: i poveri kaffir smarriscono le loro virtù ancistrali e diventano come gli altri popoli sfruttati ossia un’orda di ladri, di sbandati, di prostitute etc., un po’ come i mobs o il sottoproletariato inglese nello stesso periodo. Poe descrive magnificamente questa mutazione umana in L’uomo della folla.

Polanyi aggiunge giustamente (le parole sono le stesse) :

“La degradazione umana della classe lavoratrice agli esordi del capitalismo era il risultato di una catastrofe sociale non misurabile in termini economici”.

Parla di Owen e dei suoi tentativi di creare, prima di Disney e dei programmi televisivi, una cultura per le masse contadine diseredate e dislocate:

“Lui stesso li paga con bassi stipendi e cerca di elevarli creando appositamente e interamente per loro un nuovo sistema culturale.”

Infine compara ciò che è comparabile, ossia i poveri di tutto il mondo la cui cultura è stata annientata dall’incontro con il capitale e l’occidente:

“I vizi sviluppati dalla massa erano in generale gli stessi delle popolazioni meticce sconvolte da quel disintegrante contatto culturale: dissipazione, prostituzione, borseggio, mancanza di risparmio e fede, sciatteria, bassa produttività sul lavoro, mancanza di rispetto per sè e assenza di resistenza. Lo sviluppo dell’economia di mercato stava distruggendo il tessuto tradizionale delle società rurali, la comunità, la famiglia, la vecchia forma della proprietà fondiaria, le tradizioni e i valori che reggevano la loro vita senza alcun bisogno di una struttura culturale”.

Nel mondo moderno non c’è salvezza (lo so questo non mi renderà popolare! Non sono qui per farmi eleggere ma per ristabilire delle verità). La protezione dell’ingenuo Speenhmaland non serve a niente (idem per le piantagioni gesuite del Paraguay). Cfr. nostre periferie, i ghetti sociali o gli slums di Auckland delle quali un lettore mi ha recentemente raccontato:

“La protezione offerta da Speenhamland peggiorò le cose.”

La distruzione creatrice del mondo moderno (leggere la descrizione spaventosa che Tocqueville fa di Manchester: la descrive come un labirinto infetto, un asilo di miseria, una Stige di questo nuovo inferno) è una presa in giro; il mondo moderno è una distruzione distruttrice («sottoproletariato di tutto il mondo, unitevi sotto le insegne di MC Donald e Walt Disney!»). Questo è quanto accade al mondo quando il mondo stesso diventa obeso, abbruttito, tecnofilo, avviato verso un processo di impoverimento e sostituzione dal quale si salva solo un’esigua parte di classe media ancora accorta e colta. Polanyi ricorda la distruzione culturale (è come in bosco che viene bruciato e rinfoltito con alberi di eucalipto provocando gli incendi in Portugallo e dando vita a un paesaggio australiano):

“Lo sviluppo dell’economia di mercato stava distruggendo il tessuto tradizionale delle società rurale, la comunità, la famiglia, la vecchia forma della proprietà fondiaria, le tradizioni e i valori che reggevano la loro vita senza alcun bisogno di una struttura culturale. La protezione offerta da Speenhamland peggiorò le cose. Dal 1830 la catastrofe sociale era paragonabile in tutto e per tutto a quella dei Kaffir oggi”.

Polanyi cita uno storico nero occupatosi della condizione degli afroamericani:

“L’eminente sociologo nero Charles S. Johnson fu il solo a notare delle analogie tra la degradazione razziale e quella di classe: “In Inghilterra dove, incidentalmente, la rivoluzione industriale era più avanzata rispetto al resto d’Europa, il caos sociale che seguì la drastica riorganizzazione economica ha reso i bambini impoveriti pari agli schiavi africani …. Le giustificazioni per il sistema dello schiavo bambino erano quasi identiche a quelle del commercio degli schiavi”.

Ciò che è importante notare nelle parole di questo scrittore è che il problema non è il razzismo, come vorrebbe farci credere il sistema, ma il denaro. Il capitale mondiale usa questo pianeta a proprio piacimento, ovunque elimina i popoli e distrugge le loro culture, e non lascia più niente. Marx, all’inizio dell’ottava parte, descrive l’arte di liquidare i contadini scozzesi e poi i pescatori scozzesi. Razzista? I superstiti si ammassano nelle periferie davanti ai loro televisori. È la storia del mondo moderno. E credo che dopo Marx, Tocqueville, o Edgar Poe (è per questa ragione che lo cito sempre) questo mondo moderno non goda di ottima fama. Con il suo capitale distruttore e assimilatore non è più brillante come un tempo (e con lo statalismo che, come hanno notato anche Tocqueville, Marx o Debord, si è sviluppato per controllarci, per sterminarci o per fregarci, per assisterci, per sostituirci o per fotterci – è il caso di dire) e almeno per una volta questo è una buona notizia.

 

Nicolas Bonnal

Fonte: www.dedefensa.org

Link: http://www.dedefensa.org/article/polanyi-et-la-destruction-destructrice-du-monde-moderne

18.,07.2017

 

Traduzione per www.comedonchisciote.org acura di VOLLMOND

 

Pubblicato da Davide

  • televisione falsa

    l’ industrializzazione e’ stata un grosso male , nella nostra societa’ siamo oggi diventati una umanita’ da buttare nel cesso , tutti viziati , cattivi , senza valori con paura di tutto

  • PietroGE

    È anche la storia del mondo post moderno. Basta sostituire alle classi sociali diseredate che si affollavano nelle città le masse immigrate delle periferie delle città europee, ai primi capitalisti di rapina i ‘buonisti’ che stanno depredando un intero continente privandolo delle gente capace di lavorare e di consumare succhiando come sanguisughe i pochi miliardi che potrebbero essere spesi in quelle economie per darli ai moderni schiavisti. La storia si ripete, e come! La novità è che le forze che prima si opponevano al capitale che, come dice l’articolo, ” ovunque elimina i popoli e distrugge le loro culture, e non lascia più niente”, oggi sono al suo servizio dopo aver tradito le classi sociali che si erano impegnate a difendere.
    L’unica opposizione viene da quelle forze che erano, e sono ancora, considerate ‘reazionarie’, nazionaliste e razziste dagli scribacchini al servizio dei padroni della finanza mondialista, quelli che hanno sostituito i ‘padroni del vapore’.

  • DesEsseintes

    “Genoniano” si dice in spagnolo o non so in che altra lingua.
    In italiano si dice “guénoniano”.

  • DesEsseintes

    Cito dall’articolo:

    “L’eminente sociologo nero Charles S. Johnson fu il solo a notare delle analogie tra la degradazione razziale e quella di classe”

    Esatto.
    Classe sociale e razza sono la stessa cosa ossia manifestazioni della discriminazione del gruppo “altro” solo che a seconda del periodo storico si definiscono i concetti in base a determinazioni diverse.

    Il dramma è che ancora oggi la gente ragiona confondendo classe sociale con razza e non se ne rende conto il che è precisamente la causa di quella disastrosa impasse politica, sociale e soprattutto spirituale nella quale ci troviamo impantanati.

    Questo è evidente in Sudamerica dove nel passato esisteva un sistema di caste razziali per cui oggi il latino americano sovrappone automaticamente i due termini; ad esempio in argentina per dire “pezzente” o “operaio povero” o “persona di bassissima condizione” si dice “negro”.

    “Y a los negros como le dicen?”
    “Monos…”

    Da noi è una cosa nascosta ma il sottotesto è identico a quello sudamericano.

    Non riusciamo a liberarci da questa idea che sia necessario un capro espiatorio da discriminare e eventualmente da sacrificare.
    Non ci liberiamo da questo schema evidentemente insostenibile per la società nel suo complesso che porterà la stragrande maggioranza della popolazione a regredire verso forme di servitù conclamata o quantomeno di para servitù.
    Ma non ci liberiamo perché consideriamo più importante la possibilità di avere almeno qualcuno sotto di noi piuttosto che essere membri paritari di una collettività.

    Perché?

    Questo non lo so e non riesco a capirlo.

    • Gino2

      l’idea che nella società non debbano esistere “caste” ma individui membri “paritari” è una idea che proviene dalla manipolazione del progetto sionista.

      Non siamo tutti uguali, nel bene e nel male.
      L’unica cosa che una società deve garantire è la parità di diritti nella protezione e preservazione delle diversità.

      Il falso ideale di una società in cui siamo “tutti uguali” è fonte di conflitto.

    • DesEsseintes

      Per gli scemi del villaggio: essere pari non significa essere uguali.

      • PietroGE

        Ah bene, se razza = classe sociale vuol dire che (considerando l’equazione da sinistra a destra) l’accusa di razzismo non esiste più. Se io dicessi di essere contro la razza usuraia ebraica, praticamente sarebbe una affermazione di contesto sociale economico. Al contrario se l’eguaglianza vale da destra a sinistra ogni presa di posizione (ad esempio) contro i capitalisti sarebbe un volgare epiteto razzista.
        Ma forse l’esempio che si vuol portare è quello di una classe sociale oppressa, che etnicamente non si distingue dagli oppressori, che viene ridefinita come razza differente ed espulsa dal Paese. Il quale Paese si definisce come l’unico democratico della zona.
        È ovvio poi, che si può parlare di razza e classe sociale solo nei Paesi che sono multietnici e multiculturali. L’operazione che viene fatta in questo caso è prima definire il razzismo come male assoluto, poi, come dice il sociologo, trasformare una differenza sociale in una razziale e poi chiedere come compenso l’affirmative action. Sottacendo il fatto che privilegiare una razza significa discriminare contro le altre.

        • DesEsseintes

          Ma che capisci tu…e ti metti a fare il logico pure…

          Comunque per aiutarti: razza e classe sono cose “diverse” in sé stesse ma sono UGUALI in quanto differenti manifestazioni concrete della discriminazione.

          La gente cioè, nel momento della discriminazione, le sovrappone perché sente il bisogno di dare un fondamento “oggettivo” a questa discriminazione e quello più radicale è il “genetico”, quello che riguarda l’aspetto fisico ossia ciò che non è reversibile mentre la classe sociale tutto sommato è una determinazione contingente che può essere superata o cambiata.

          Quanti squinternati che ci sono in giro.

          • PietroGE

            Riassumo io sinteticamente il tuo “pensiero” per gli utenti CdC.
            Lui è contro la razza……degli altri e per il meticciato…..sempre degli altri.

          • DesEsseintes

            Ma cosa farfugli…

          • Annibale Manstretta

            Non farci caso, è il prosecchino delle 10..

          • oriundo2006

            Cito: ” ..razza e classe sono cose “diverse” in sé stesse ma sono UGUALI in quanto differenti manifestazioni concrete della discriminazione…”. Il pensiero è discriminante in sè stesso: è la sua maniera di funzionare. Vogliamo abolirlo perchè CONSENTE tali ‘manifestazioni discriminanti ? Precedenti post su CDC alludono proprio a questa eventualità, di diminuzione del Q.I. proprio per meglio pensare ciò che si vuole ALTROVE, beninteso…e dunque credere che la società SENZA classi e senza razze d’ora in avanti esista solo perchè si è stabilito che altrimenti vi è discriminazione…
            Benvenuto in 1984: evidentemente lo hai letto alla tua maniera…confesso che non ci avevo pensato.
            In realtà occorre vedere se la ‘disciminazione’ regge oppure no, è solo uno schermo mentale senza radici ‘oggettive’ oppure segnala delle differenze utili alla comprensione dei fenomeni, che non sono un monolito unico ma si differenziano LORO in un caleidoscopio di aspetti che noi poi recepiamo. Primo passo. E secondo passo, decidere se associare o meno a diversi fenomeno differenti conseguenze di ordine pratico, ovvero differenziarle ‘moralmente’. Io sono per la linea minore: la diversità umana esiste in peggio come in meglio e le sue cause sono ben lungi dall’essere incontrovertibili. Dipendono dal DNA ? Cavalli-Sforza che ne ha fatto argomento di una vita di studio non scioglie l’enigma, ma ‘politically correct’ lo ascrive a lingua, cultura, condizioni sociali e geografiche diversissime che hanno reso il genere umano diversissimo. Dunque, le diversità ESISTONO ed il dibattito può vertere solo sulle cause: ma nessuno può negare che anche nel campo umano esista la differenziazione che porta nuovi caratteri e capacità. Si chiama evoluzione della specie…

          • DesEsseintes

            No guarda, di quello che hai scritto non hai capito nulla.
            Poi dici cose interessantissime e hai sicuramente ragione ma io parlavo d’altro.
            Grazie per l’intervento, comunque.

          • MarioG

            Mah, non so se sono sciocchezze oppure ovvieta’:
            e’ evidente che se in posto, diciamo gli USA, gli schiavi sono, per legge, soltanto negri, la gente poi “sovrappone”…

          • DesEsseintes

            Vabbe’ dai…va bene cosí…

      • Gino2

        la società si evolverà inevitabilmente verso le caste. Il segno della evoluzione sarà quando queste caste non saranno imposte con la forza ma scelte per appartenenza quindi con la consapevolezza di voler appartenere a un gruppo e non ad un altro.
        In fondo tolta di mezzo la scalata sociale, il potere e l’arricchimento personale che creano gli attriti tra le caste, non esiste alcuna controindicazione e la divisione in caste è naturale e persino ovvia.

  • azul

    Proprio ieri mi stavo chiedendo quali fossero le virtù “ancistrali” e ancestrali di quel nigeriano di 26 anni, che dopo aver picchiato e violentato una vecchietta di 76 anni è tornato a chiedere l’elemosina all’uscita dello stesso supermercato dove l’aveva abbordata.. Forse qualche lettore politically correct può aiutarmi.

    • Gino2

      C’è gente che continua a condividere ogni notizia di ogni minima infrazione commessa da “africani”.
      Questi non si rendono conto della manipolazione che subiscono.
      Dov’è?
      Che in Italia ogni giorno ci sono centinaia di “delitti” piu o meno gravi e la stragrande maggioranza (lo dice la statisticha) è commessa da italiani contro italiani.
      FINE
      BASTA.

      Se vi sofffermate ogni qual volta la notizia riguarda un NEGRO siete vittime di una manipolazione precisa.
      svegliatevi

      • PietroGE

        “minima infrazione”???
        E poi, hai una idea di quanta sia la popolazione carceraria non italiana?

        • Gino2

          hai ragione. avrei dovuto scrivere “minimo reato”.

          • azul

            Se uno stupro ripetuto e percosse continuate a danno di una vecchietta di 76 anni sono per te un minimo reato, il manipolato sei tu, o forse sei tu il manipolatore. Inoltre parlando di numeri e statistiche, la popolazione carceraria italiana è composta per il 50% da immigrati. Comunque quello che volevo dire io è che nessuno dovrebbe essere privato o costretto a rinunciare alle proprie tradizioni ancestrali, là dove queste si sono create e sviluppate. L’Italia avrebbe un dovere morale di accoglienza solo nei confronti di quelle popolazioni che in passato abbiamo sfruttato con la sgangherata colonizzazione fascista: Eritrei; Somali e Albanesi. Ma soprattutto dovremmo avere dovere e orgoglio di accogliere i discendenti di quegli italiani che furono costretti a lasciare l’Italia per cercare condizioni dignitose di vita in Argentina.

          • Gino2

            Io non l ho scritto. E fai fatica s capire il senso di ciò che ho scritto.

          • DesEsseintes

            Gli argentini?
            Ma quelli già da tempo, mi pare 1987, hanno diritto al passaporto italiano se riescono a dimostrare la discendenza.
            Ci sono alcune postille ma a quanto ne so sono abbastanza facili da aggirare.

          • azul

            Hai ragione e non solo gli argentini ma tutti i discendenti nati all’estero che possono ottenere la cittadinanza grazie allo ius sanguinis, finchè rimarrà in vigore almeno. Il punto è che mentre il Portogallo, ad esempio, concede vari privilegi ed esenzioni fiscali nei confronti di cittadini brasiliani, anche per interessi meramente economici. Noi invece incentiviamo solo l’immigrazione clandestina, avendone, fra l’altro, solo un ritorno economico assolutamente negativo (senza parlare del disastro sociale della guerra fra poveri che si sta creando). Ai seguaci dei vari Titi Boeri e agli altri che ancora credono alla erratamente cinica favola degli immigrati “che però ce pagano la pensione”, suggerisco di leggere dati, numeri e statistiche inequivocabili riportati in questo illuminante articolo di LB Caracciolo: http://orizzonte48.blogspot.com.br/2015/09/immigrazione-dati-spinnati-degli.html

          • MarioG

            Si’, pero’ Eritrea e Somalia con la “sgangherata” colonizzazione monarchico-liberale anteguerra (I).
            Comunque in fase di saldi e risarcimenti si deve fare a pari di tutto:
            accogliamo gli sfruttati dell’africa orientale insieme a tutte le infrastrutture che usano ancora oggi.

          • azul

            Cronologicamente è vero, anche se il fascismo e la sua colonizzazione fu una evoluzione e non una rivoluzione di quel regime. Il socialismo Mussolini lo aveva perso di vista e dimenticato insieme alla Sarfatti.

          • Gino2

            il problema di accogliere o non accogliere non esiste.
            E’ fuffa.
            E’ manipolazione.
            Con delle precise strategie comunicative attuate dal main stream e con delle precise politiche assolutamente contraddittorie, da parte dei governi e della UE nasce il caso “accoglienza” a la popolazione (preferisco chiamarla GGENTE nel senso dispregiativo di una massa poco pensate instintiva e facilmente manipolabile) segue a ruota schierandosi istantaneamente PRO o CONTRO.

            Di fatto si predica l’accoglienza dei profughi che è dettata dal diritto internazionale oltre che dal buon senso e dal senso di umanità.
            Su questo, essendo queste persone non in numero altissimo, il problema non esiste dovendole distribuire su tutti i paesi civili che partecipano a quelle comuni regole. Quindi dovendole distribuire in tutto il mondo civile occidentale sono una goccia nell’oceano.
            Primo probema “DISSIPATO” per inconsistenza!

            Secondo problema, più complessoI : milioni di profughi economici.
            Anche qui si predica l’accoglienza salvo poi non accogliere.
            Dunque una politica contraddittoria.
            La Francia accoglie ma lascia che si creino le tendopoli a Calais creando dunque lei LA POLITICA un problema sociale.
            Gli immigrati economici in un certo numero sono necessari alla economia europea?
            BENE, facciamoli entrare in silenzio senza creare nessun caso, nessun barcone, nessuna tendopoli e la gente neanche se ne accorgerà!
            Come di fatto non si accorge della enorme quantità di immigrati che entra regolarmente dalle frontiere con i passaporti.

            Quindi in sostanza la politica crea casi e problemi inesistenti per prendere per i fondelli la GGENTE
            che puntualmente ci casca e si cristallizza attorno a PU:.ANATE colossali scontandosi discutendo sputando mentre il solito potere sla ride!
            E me la rido anche io nel vedere che proprio non ce la fate!

          • MarioG

            “Fateli entrare in silenzio… la gente non se ne accorgera'”
            Bravissimo compagno!
            Poi alla fine se ne accorge lo stesso, quando in una carrozza del treno non capisce una parola di chi gli sta attorno.
            Ma che importa! Problemi inesistenti!
            L’immigrazione e’ una “pu—ttanata” che non vale la pena di discutere…
            Si e’ autotratteggiato stupendamente!

          • Gino2

            scusami MarioG ma è una visione superficiale.
            Fateli entrare in silenzio non significa di nascosto.
            E poi la gente si trova attorniata dai NEGRI sull’autobus.
            Significa fare una vera politica di integrazione dove chi ottiene la cittadinanza viene formato e inserito e le seconde generazioni sono gia perfettamente autoctone.
            Quindi non significa affatto immigrazione incontrollata!
            Significa immigrazione molto controllata ma senza sollevare polveroni.
            Quindi forse ti troverai attorniato da gente abbronzata sull’autobus ma che parlano la tua lingua, hanno i tuoi usi e costumi.

          • MarioG

            Questi sono discorsi teorici (nel senso deteriore).
            “L’integrazione” e’ immaginabile con numeri molto contenuti, a prescindere dalla cattiva gestione. Con questi numeri immigrazione significa ESATTAMENTE sostituzione a prescindere da tutte le buone intenzioni e ammessa anche il rispetto delle leggi penale (e grazie tante: ci mancherebbe altro). Qualcuno non capisce (o finge di non capire) che non e’ che si puo’ impiantare la cultura del paese d’arrivo come si infila un vestito nuovo a masse di immigrati (e non si capisce neanche con che diritto farlo, peraltro). Come fa a impedire che si formino ghetti (anche solo linguistici) quando si forma una massa critica di immigrati in un qualche quartiere?
            Queste sono finzioni buone per la propaganda.

          • PietroGE

            Eh già siccome sono invisibili la gente non li vede neanche. I problemi quindi sono inesistenti, l’immigrazione l’hanno inventata Salvini e la Meloni per vincere le elezioni!. Da ridere.

          • Gino2

            discutere con chi volutamente o per incapacità, travisa sempre cio che c’è scritto è inutile e snervante.
            Rileggi forse ce la fai.

          • PietroGE

            I “problemi presentati dai media” costano quest’anno quasi 5 miliardi e i sindaci non sanno più dove mettere gli immigrati mentre la rabbia cresce tra le gente. Prima hai parlato di minimo reato per uno stupro ora di problema inesistente o mal posto e accusi me di travisare?

          • Gino2

            ancora.
            Non ho parlato di minimo reato per uno stupro. Affatto.
            Ho parlato genericamente di “ogni minimo reato” riferendomi alle migliaia di post pubblicati sui social media dove se un immigrato si gratta il culo è scandalo.
            Ogni reato va punito secondo il codice. Non ho dubbi su questo e non giustifico un reato commesso da un NEGRO mentre voi non fate altro che guardare morbosamente i reati commessi dai NEGRI.

            La rabbia cresce GIUSTAMENTE tra la gente per come l’immigrazione viene trattata sia dai media sia dalla politica. Questo è il problema.
            L’immigrazione è un problema per come viene affrontata, questo ho detto, scrivi, riscrivo e sottoscrivo.
            Il che significa anche che se ne entrano milioni in mezz’ora E’ un problema. se si creano i ghetti è un problema.

            Ma se l’immigrazione fosse gestita per come deve essere non esiste il problema perchè di quanta gente entra ed è entrata senza il minimo scalpore dalle frontiere non te ne sei accorto nemmeno.
            Il fatto che l’immigrazione coi barconi è gestita così goffamente e contraddittoriamente (li accogliamo ma poi li lasciamo nelle tendopoli) serve per creare scontri sociali, tensioni e a covogliare sforzi e SALIVA di voi tutti contro il problema dell’immigrazione e non contro la manipolazione che ci sta dietro.

            So che forse non è tanto semplice da comprendere ma non ci posso fare niente.
            Per me è piuttosto ovvio

          • MarioG

            Il problema immigrazione ammette una “posizione” semplicissima:
            gli immigrati superano ormai qualsiasi soglia di “integrazione” possibile (non c’e’ “cattiva gestione” che tenga), per non parlare di occupazione. Sono un costo che grava sulle spalle della popolazione italiana (si badi: anche quando una parte di essi fosse impiegata, perche’ c’e’ comunque a spasso il 40% della forza lavoro giovanile).
            Sono uno dei problemi contingenti e futuri piu’ gravi da affrontare.
            Tanto per essere chiari, ed evitare di girarci intorno.

          • Gino2

            secondo te perchè ” gli immigrati superano ormai qualsiasi soglia di “integrazione” possibile” ?

            Cerchiamo di risalire sempre alle cause e non farci confondere dal rumore di fondo e dal polverone mediatico/politico.

            Dov’è i problema? QUal’è il nodo della questione?

            Continuare a dire che bisogna fermare l’immigrazione e l’invasione è vedere il problema ma in maniera sfocata perchè il vero problema, ripeto, non è l’immigrazione ma da come e soprattutto PERCHE viene gestita cosi.

            Di conseguenza continuare a mostrare e fissarsi sui reati degli immigrati, oggi due stupri, una ejaculata, una rapina, un uomo nudo in mezzo alla strada etc. mi sembra una cosa piuttosto infantile che fa esattamente il gioco della manipolazione che si sta attuando,
            SCANNATEVI fra di voi, create tensioni e conflitti sociali…che tanto è quello che volevamo.
            chiaro?

          • MarioG

            Innanzitutto l’ultima “fissazione” di cui parla non riguarda i miei commenti precedenti.
            Curiosa la sua domanda – per lei capitale- “perche’ viene gestita cosi'”. Siete sempre tanto EVANESCENTI…
            Viene gestita come un’invasione di massa perche’ quello e'(in qualunque modo sia gestita)
            Perche’ invece non si fa una domandina piu’ intelligente:
            “perche’, in primo luogo e a prescindere dal modo, viene promossa l’invasione?”
            Seconda domanda:
            “Ne avevamo bisogno”?

          • Gino2

            Guarda che in sostanza sono le stesse domande.
            E quello che sto provando a dire è che esistendo una precisa strategia l’attenzione dovrebbe essere su chi la attua, non sullo strumento.

            Se per farti sloggiare da casa ti invio sciami di api, le api e le loro punture sono una conseguenza ovvia.
            La gente è maniacalmente fissata da ogni puntura e odia le api, stigmatizza ogni loro comportamento, ripeto, in maniera maniacale.
            Sui social network e su qualche “Giornale” si leggono almeno 3 o 4 notizie al giorno di punture di ape.
            Ape punge sul naso, sciame spaventa anziani al parco, ape punge cavallo che si imbizzarrisce…etc

            Per me è follia perchè tutta la mia attenzione sarebbe rivolta a CHI e a PERCHE mi invia le api.
            Inutile insistere e dire AIUTIAMO LE API A CASA LORO
            o LE API DLINQUONO
            o LE API CI STANNO INVADENDO
            Non ti stanno invadendo..
            c’è qualcuno che te le manda per romperti le balle perchè se ti costruissi un’arnia nel giardino non avresti alcun fastidio dalle api, trattate da api ne avresti anche il miele.
            Invece voi da RAZZISTI insistete a stigmatizzare il NEGRO in quanto NEGRO DELINQUENTE CON L’UCCELLO DI FUORI che trattato come viene trattato non puo fare altro che delinquere per e barboneggiare.

            CAPITO???
            azz che fatica ragazzi

  • Echoes

    Misa che questa tematica mi perseguiterà per molto ancora… comunque:

    “Lo sviluppo dell’economia di mercato stava distruggendo il tessuto tradizionale delle società rurali, la comunità, la famiglia, la vecchia forma della proprietà fondiaria, le tradizioni e i valori che reggevano la loro vita senza alcun bisogno di una struttura culturale”

    Mi chiedo se forse sia sbagliato pensare che lo status normale dell’uomo moderno sia questa descrizione, ovvero di un individuo che senza la corruzione finanziaria si auto organizzi in comunità al limite dell’idillio.
    Secondo me, c’è del marcio nel DNA, e quindi lo stato di default moderno è quello della sopraffazione, mors tua vita mea. E badate bene non intendo stato naturale, quello è sparito quando l’umanità ha abbandonato la natura in quanto habitat tanti millenni or sono.

    Quindi perché si cerca sempre di ribadire questa malinconia verso quei micro periodi dove l’uomo conviveva secondo tradizione, valori ecc.. Ma quando? Ma dove? Prima delll’ invasione spagnola? Dell’ inquisizione? Dei rastrellamenti? Delle invasioni di pace?
    Beh certo, si stava meglio quando si stava peggio 🙂
    Ditemi a quale società-modello-esempio dovremmo fare riferimento, qual’è lo standard della bontà che tanto rende nostalgici i ‘descrittori’ del declino contemporaneo.

    Oggi la finanza fa schifo e la vita è alienante? E buongiorno! Sta a noi migliorare prima di tutto la percezione della vita, poi agire di conseguenza. E se saran mazzate, moriremo vivendo.

    • DesEsseintes

      Il problema è che l’articolo è sommario in una maniera indecorosa.

      Polanyi dice altro molto meno banale.
      Riassumendo all’osso: esistono due tendenze nella società e sono quella della competizione, gerarchia, dominio ma anche sviluppo e dall’altra solidarietà, collettività su un piano paritario ma tendenza alla stasi dello sviluppo.
      Secondo Polanyi la storia si muove come un pendolo fra questi due estremi quindi, essendo noi all’estremo della competitività stiamo per avviarci a un ritorno verso la solidarietà.
      Non significa che si diventa tutti più buoni ma che la società torna a esprimere le sue potenzialità di “collettivismo” più che quelle di “competitività”.
      Essendo noi dei subalterni dovremmo cominciare a capire che ci conviene molto di più il collettivismo che la competizione perché nel secondo caso accetteremmo (evidentemente senza comprenderlo…) di essere inevitabilmente portati a una condizione di servitù sia materiale che culturale e spirituale.

      In una società competitiva e economicistica la massa è ridotta all’inconsapevolezza quasi animale mentre i domonanti raggiungono vette altissime sia di benessere che di evoluzione perdonale.
      In una società collettiva le vette altissime non le raggiunge nessuno ma la consapevolezza si diffonde ovunque.
      La scelta è fra queste due configurazioni del gruppo umano.

      • Echoes

        Già, e direi che andrebbe aggiunto questo commento come chiusa all’articolo.

    • ignorans

      Il punto non sono i soldi o il capitalismo. Questi sono fatti secondari fuorvianti. Il valore delle antiche civiltà risiede nel loro senso del limite, cioè nella concezione “mi devo adattare all’ambiente”. La nostra civiltà propugna invece la concezione “adattero l’ambiente alle mie necessità “. Da qui la distruzione.

      • Echoes

        Però oltre a questo aspetto, le antiche civiltà godevano anche di un fattore oggettivo quale una bassa densità di popolazione. Secondo me conta eccome per il mantenimento degli equilibri.

    • natascia

      Non so che età lei abbia, ma badtax

  • natascia

    Il pensiero più forte che mi ha suscitato leggere questo articolo è l’esistenza di un equilibrio sociale, e un preciso modo per distruggerlo per fare soldi a palate. Se i buoni fossero al potere si potrebbe agire per il ripristino dell’equilibrio da una parte e la punizione contro chi lo rompe o lo ha rotto dall’altra. Direi che l’ottimo momento per cominciare a fare ordine e requisire i capitali sarebbe dalla scoperta delle Americhe e via via fino ad oggi con l’Africa e l’Australia impiego svolgimento. La classe sociale o la casta fanno parte degli equilibri.

    • DesEsseintes

      Le classi sociali o le caste fanno parte degli equilibri di ogni società primitiva o evoluta e nulla centrano con gruppi di individui malati di predazione.

      Insomma…le caste se le sono inventate gli arya quando sono arrivati in India dove hanno schiavizzato la popolazione locale.

      Sono 5000 anni che certe persone “devono” vivere ripulendo gli escrementi dei cani con una paletta, da 5000 anni una casta si deve prostituire anche in età infantile a Falkland Road a Bombay e soprattuto negli impenetrabili e pericolosissimi meandri laterali di quel viale, fino a qualche decennio fa secondo le leggi religiose“scritte” la bambina di casta inferiore doveva soddisfare le voglie dell’adulto bramino essendone contenta e sentendosi onorata.

      Sostenere una gerarchia di casta non è un’idea prudentissima perché uno crede sempre che apparterrà a una di quelle privilegiate ma la vita riserva tante sorprese.

      Io dico che è più furbo augurarsi una società paritaria senza alcun privilegio di nascita poi voi fare come vi pare.

      • PietroGE

        Lo avevo detto io che lui era contro le razze (e le caste)…degli altri!
        E quella razza che si crede ‘eletta’ da Dio non ce la metti?

        • DesEsseintes

          Sono attaccato dai pirla avanzati di entrambe le fazioni opposte.
          La prova che ho ragione e sono in buona fede.
          Continuate, mi raccomando.

          • PietroGE

            Sono stati gli ‘arya’ ad inventare il razzismo, visto che hanno inventato le caste, non il popolino che si tagliava e si taglia ancora un pezzo di pisello per distinguersi dai vicini!
            Scemenze come queste sono da premio Nobel.

          • natascia

            Ciascuna società merita rispetto. Il problema sorge quando si crede erroneamente di poter usare le stesse unità di misura in tutti i luoghi. O si crede che eliminando le persone dai luoghi queste diventino carta bianca da pacchi. Meno male che per il momento non è così.

          • DesEsseintes

            No ma hai ragione tu!
            Era il popolino che si faceva circoncidere!
            Uno pensava che fossero gli ebrei ma non era così…era il popolino!!!
            Come abbiamo fatto a non accorgercene?

            Bravo Pietro.

            Ora se tu hai un minimo di residuo cerebrale in quel recipiente osseo cavo che trovi situato proprio in mezzo alle tue orecchie cerca di capire quello che ti scrivo, sì?

            La tradizione primordiale viene da Atlantide.
            Gli arya di Thule, gli iperborei, erano custodi di ciò che restava della tradizione Atlantidea.
            Gli ebrei sono degli atlantidei che conservano anch’essi la tradizione primordiale.
            Nessuno dei due si distingue per un particolare spirito egualitario.
            Perché quella tradizione è la stessa, ok?

            Poi si discute se gli ebrei l’abbiano ripresa dagli egiziani, ci sono i caldei e non so quanti altri, alla fine diventa una cosa confusissima che stufa un po’.

            Però fa ridere i polli che si venga a dire che sono gli ebrei i responsabili delle divisioni in caste e dei sistemi basati sulla diseguaglianza.
            L’aristocrazia germanica che ha governato per secoli in Europa era niente altro che una casta di eletti che si accoppiavano fra loro solo che avevano la discendenza patrilineare.

            Mi dici che differenza c’è fra nobiltà del sangue e popolo eletto?

            Infatti oggi ebraismo e nobiltà sono in molti casi indistinguibili segnatamente in Inghilterra.
            Se finalmente hai imparato a leggere comprati su Ebay o Amazon un vecchio libro che si intitola Tales of the British Aristocracy e trovi tutti i legami ebraici delle maggiori famiglie del peerage britannico.
            Ti ci fai sopra un paio di pippe e se Dio vuole trovi pace.

          • PietroGE

            La differenza è che nessun tedesco, neanche Hitler, e nessun europeo ha messo di mezzo Dio per giustificare il proprio razzismo.
            Rileggiti la storia dei tuoi compaesani così romperai meno i cosiddetti e ti prenderai una pausa dal lavoro per i tuoi sponsor. Ti farà bene.

          • DesEsseintes

            Ecco un altro pagliaccio.
            Insinua che gli ebrei sono miei compaesani e che lavoro per loro mentre nell’altro post un suo compare pagliaccio della fazione opposta mi dice che faccio affermazioni antiebraiche.

            Ti segnalo immediatamente sapendo che dato che vieni qui per lavoro ti danno un pass speciale che ti consente di fare il pagliaccio senza conseguenze.

            PS: Gott mit uns era il motto di qualcuno, o no?

          • PietroGE

            Certo che con tutti questi commenti (questi ultimi post ne sono pieni), conditi da insulti, io chiederei un aumento di stipendio agli sponsor più vacanze gratis in un bel posto al mare. Certo, non deve essere gestito da musulmani perchè di questi tempi non si sa mai.
            Già una volta sei stato ‘quasi bannato ingiustamente’ ora dopo la serie di insulti rischi il passaggio di categoria a ‘bannato giustamente’.
            Ma dopotutto che te ne importa? Ritorni dopo una bella vacanza con un nuovo IP e un nuovo nick, come hai fatto in tutti questi anni. Per le elezioni c’è ancora tempo.

          • DesEsseintes

            Tu sei un diffamatore e qualcuno ti oermette di esserlo.
            Attento che la diffamazione e l’antisemitismo sono reati che la polizia postale persegue d’ufficio specialmente il secondo mentre per legge l’appellativo pagliaccio non costituisce nemmeno ingiuria.
            La cosa pazzesca è che vengo attaccato sia da una parte che dall’altra.

          • PietroGE

            Prima di minacciare, leggi il regolamento dei commenti. Il link è proprio qui sopra.

          • DesEsseintes

            Esatto e c’è scritto che è vietata la diffamazione e tu è da tempo che mi accusi di essere al servizio degli ebrei.
            Suona molto male, sai?

            Ti ho segnalato varie volte perché moderassero le tue intemperaze ma evidentemente il sito accetta che tu possa lanciare accuse gratuite ad altri utenti in nome di una tua personale idiosincrasia verso gli ebrei.

            A me interessa solo che si rispettino le opinioni e le identità di chiunque, degli ebrei, dei palestinesi, degli islamici, dei cristiani e senza generalizzazioni che sanno di razzismo.

            Poi tu hai appena fatto richiesta di bannarmi e se mi bannano significherà che le tue espressioni fortemente critiche verso gli ebrei, i tuoi ripetuti accenni alla autenticità dei protocolli dei savi di sion e le tue diffamazioni nei miei confronti sono considerate meno gravi della parola pagliaccio.

            Qualcuno giudicherà su questo.

          • PietroGE

            Io non ho fatto nessuna richiesta! Anzi, ti dirò di più, sarei dispiaciuto se ti bannassero. Dopo che se ne è andato PdS io ho solo te per litigare (!) (sto scherzando, ovviamente). Già una volta però ho avvertito te e Hito che gli insulti rischiavano di farvi bannare e lo ripeto ora. Il regolamento dice che non sono ammessi :
            “messaggi offensivi nei confronti di chiunque”
            Ora rileggiti con calma i tuoi commenti e, se vuoi, i miei. Io non insulto mai nessuno.

      • natascia

        Non credo esistano degli ordini sociali perfetti. Ciascuno ha il suo cammino da compiere. Molto violento pensare di azzerare tutti i percorsi, che a volte vanno anche a ritroso, in nome di una società paritaria che probabilmente non interessa ai più.

        • DesEsseintes

          Ma “deve” interessare ai più perché fra un po’ “i più” saranno ridotti in servitù.

          Inoltre “parità” significa solo che non puoi avere dei vantaggi economici e sociali di nascita quindi punto di partenza il più possibile uguale per tutti e poi i migliori andranno avanti ma non in virtù di ciò che ereditano da papà e mamma.
          In altre parole, ci deve essere una grandissima mobilità sociale e le eredità oltre un certo limite (alto ovviamente, non parlo delle normali eredità della classe media) devono essere super tassate.

          Non volete un sistema simile?
          E allora vi tenete questo che c’è adesso, non esistono alternative.

  • Adriano Pilotto

    “…(e con lo statalismo che, come hanno notato anche Tocqueville, Marx o Debord, si è sviluppato per controllarci, per sterminarci o per fregarci, per assisterci, per sostituirci o per fotterci – è il caso di dire) e almeno per una volta questo è una buona notizia.
    Per un lettore di Polany, che viene usato come base per l’articolo, simili affermazioni sono inaccettabili, perchè per Polany la Grande Trasformazione doveva essere guidata, non subita, ma, senza dubbio alcuno, non respinta tout court. In questo processo lo Stato è l’attore principale: lo fu allora, lo è adesso e lo sarà anche nel futuro.

    Che venga da destra o da sinistra, l’antistatalismo è sempre la forma mascherata della santificazione dell’esistente,