DI SIMONA MASINI
(“keep showing the truth, no electrcity, this laptop's battery is dying now, i must leave soon.
Mohammed” 7 Luglio 2006, una mail dall’inferno!)
In queste ultime settimane l’afa è opprimente. Cosa non darei perché un bell’acquazzone spazzasse via almeno un po’ di questo caldo che lascia senza fiato!
D’estate la pioggia cade quasi accarezzandoti,
la brezza fresca abbraccia il tuo corpo affannato, il profumo della
terra bagnata arriva ai tuoi sensi inebriandoti.
“Pioggia d’estate”. Questo il
nome del genocidio in atto a Gaza. Davvero di pessimo gusto.
“Gli faremo cadere il cielo addosso”
“Gaza deve scomparire”
AGGIORNAMENTO: A seguito, Israele chiude ai palestinesi americani per la prima volta dal 1967 (Amira Hass; Ha'aretz); Equivicinanze (Miguel Martinez; Kelebek); Un sondaggio "mirato" (Vichi; Palestina Libera!) ed un appello urgente per una squadra di calcio palestinese a Roma che non può fare ritorno a Gaza.Alcune delle frasi del governo israeliano
che, usando la scusa della cattura di un soldato, sta commettendo quello
che chiunque dotato anche di un unico neurone libero da faziosità non
stenterebbe a chiamare CRIMINE CONTRO L’UMANITA’.
In cambio del soldato rapito, i palestinesi chiedono la liberazione di 1000 tra donne e bambini (secondo la loro legge, gli israeliani possono incarcerare palestinesi dai 12 anni in su e riservargli lo stesso trattamento degli adulti: la tortura).
In TV hanno mostrato l’immagine della cattura di un gruppo di palestinesi: nessuno si è domandato – almeno - se è normale bendare un prigioniero?
E che dire del “ancora un raid israeliano a Gaza: 12 morti” e subito aggiungono: “le vittime erano miliziani di Hamas”.
Ma quanti miliziani ha Hamas! A parte il fatto che non è vero (…non possono mica raccontare che stanno massacrando la popolazione civile! Sarebbero antisemiti!), è così scandaloso che un popolo occupato da sempre, privo di un esercito regolare, abbia dei resistenti? Siamo tutti figli e nipoti della Resistenza Italiana, appena eleggono un senatore a vita o un presidente della repubblica si puntualizza immediatamente che è stato un partigiano e i partigiani delle altre resistenze li chiamiamo terroristi??
Una sera, mentre facevo zapping, capito sul tg5 e rimango di stucco (più del solito, intendo): “Mimosa Martini in diretta da…..Israele”! Come “in diretta da Israele”??
Le immagini erano di Gaza (le stesse del tg3), da dove parlava Mimosa Martini?
Non importa. Evidentemente, a tracciare i confini ci ha pensato Rossella: tutta quell’area è Israele!
Gaza senz’acqua, senza elettricità, cibo razionato, farmaci centellinati.
Distrutti i ponti, le vie di comunicazione, le centrali idroelettriche, l’università, le scuole, un orfanotrofio, le sedi dei ministeri, le abitazioni civili; valici chiusi, decine e decine di palestinesi bloccati al valico di Rafah – chiuso dal 25 Giugno - in fuga verso l’Egitto e costretti a rimanere lì, non possono andare in Egitto e non possono più tornare a casa perché l’esercito di occupazione israeliano glielo impedisce e, comunque, molti di loro non hanno più una casa perché gliel’hanno distrutta i bombardamenti.
Ieri il numero dei morti per il caldo e gli stenti al confine tra Gaza e l’Egitto è salito a 4.
Uno di questi era un ragazzino di 15 anni appena tornato dal Cairo dopo un intervento al cuore.
Quanti morti in quasi 3 settimane? Non lo so, ho perso il conto.
La media esatta dal 30 Giugno al 12 Luglio è di 6,833 morti al giorno (dati del ministero della sanità palestinese: 82 morti – 22 erano bambini - e 217 feriti dal 30 Giugno al 12 Luglio).
Nonostante la difficoltà a raccoglierli, visto che sparano sulle ambulanze, gli ospedali sono pieni di feriti, molti gravissimi e senza farmaci né elettricità per i macchinari d’emergenza è come se fossero già morti.
Non c’è più posto per i cadaveri, che vengono lasciati in strada: è caldo e manca l’acqua, cosa pensate che accadrà? Non ci sono farmaci, figuriamoci vaccini!
Manca il tempo per seppellirli tutti perché i bombardamenti non finiscono mai.
C’è poco tempo per piangere i propri cari, i propri figli, le madri e i padri uccisi. Bisogna scappare e farlo in fretta.
A Gaza non si mangia, non si beve e non si dorme.
I carriarmati e i bulldozer sono dappertutto. Hanno rioccupato anche le aree delle ex colonie ebraiche, arrivano con gli aerei assordando e stordendo la popolazione oltrepassando il muro del suono e poi bombardano, bombardano…
Sparano su tutto: giornalisti, ambulanze, infrastrutture civili essenziali; spazzano via case, campi, scuole, ospedali.
La popolazione è terrorizzata, i bambini sotto shock.
Dopo le stragi di metà Giugno, la Resistenza Palestinese ha rapito un soldato israeliano: Abu Mazen condanna.
Inizia un’invasione senza precedenti: Abu Mazen condanna.
Hamas chiede alla polizia e alle forze di sicurezza palestinesi di sparare contro l’esercito israeliano: Abu Mazen ordina di non sparare.
Qassam contro drones, carriarmati, bulldozer, F16, elicotteri Apache: Abu Mazen condanna il lancio di Qassam.
Hamas chiede il cessate il fuoco ad ambo le parti: Olmert rifiuta e affonda senza pietà “Non si tratta con i terroristi! Lo stato d’Israele ha il diritto di difendersi!”
Il Ministro egli Esteri palestinese aveva ottenuto dalla Lega Araba, sempre più indifferente, la presentazione di un documento presso il consiglio di sicurezza internazionale in cui chiede la fine dell’aggressione israeliana e uno scambio di prigionieri: Abu Mazen rinnega il ministro del governo democraticamente eletto e dichiara che l’unico rappresentante palestinese all’estero è Qaddoumi, segretario di Fatah.
Qualche giorno fa, il ministero della sanità palestinese ha reso noto uno studio condotto di recente su strane lesioni riscontrate su civili rimasti feriti durante uno degli attacchi condotti da Israele a Gaza il 10 Luglio scorso.
Si tratta di ferite da schegge di proiettili sulla cui superficie sarebbero state ritrovate tracce di sostanze chimiche radioattive.
Le schegge, entrate nella carne, provocherebbero ustioni estese verso l’interno fino a raggiungere e distruggere gli organi e i tessuti ossei. Non è stato possibile curare queste ferite e i medici sono ricorsi all’amputazione degli arti, ove possibile.
Il ministro ha chiesto alla comunità internazionale l’invio di una commissione medica per valutare le ferite e accertare l’uso di armi chimiche e radioattive da parte di Israele.
Già circa 3 anni fa l’Islamic Association of Palestine (con sede negli Usa) aveva ipotizzato l’uso di armi chimiche contro la popolazione palestinese, in particolare gas di un singolare colore paglierino che avrebbero provocato attacchi epilettici, anche a distanza di tempo, a chi li aveva inalati.
Purtroppo, nel dicembre 2004, un’associazione ebraica statunitense li ha denunciati per antisemitismo e per “collegamenti con un gruppo terroristico” e ha ottenuto che il loro sito web fosse oscurato. Il “gruppo terroristico” in questione, manco a dirlo, è Hamas.
Circa una settimana fa, dopo una sorta di “nota di demerito”, l’Onu ha chiesto più volte di poter inviare osservatori. Niente da fare. Nessun testimone. I giornalisti di al-Jazeera, uno dei target più gettonati, lo sanno bene.
Il gruppo pacifista israeliano Gush-Shalom, con un comunicato stampa urgente del 7 luglio scorso, si è rivolto all’Unione Europea perché intervenga con una forza d’interposizione a Gaza e in Cisgiordania. Ma l’Europa non risponde, la paura di scontentare i suoi pessimi amici è davvero troppa. E io che, quando ho pagato le 94.000 lire di tassa per “entrare in Europa”, ho masticato amaro ma ho pensato: “Bhè, forse la sudditanza nei confronti degli Usa diminuirà un pochino”. Illusa!
In Cisgiordania hanno arrestato decine di ministri e parlamentari di Hamas e centinaia di civili (detenzioni amministrative).
La popolazione è insorta, sciopero generale a Gerusalemme Est, manifestazioni sedate con la forza un po’ ovunque.
Espulsi da Gerusalemme e requisite le proprietà ad avvocati e personalità legate ad Hamas. Checkpoits dappertutto, Tulkarem, Jenin, Hebron assediate: alcuni morti e molti feriti. Nablus sigillata: imposto a tutti i cittadini al di sotto dei 35 anni il divieto di lasciare la città.
Nonostante l’incredibile dispiegamento di uomini e mezzi – ma in Cisgiordania possono contare anche sulla loro forza paramilitare: i coloni – per la sua opera di sterminio a Gaza e in Libano, Israele riesce senza problemi a proseguire la costruzione del muro dell’apartheid passando letteralmente sopra ai manifestanti palestinesi, internazionali e israeliani contro l’occupazione.
Durante l’assedio a Gaza, gli spazi aerei siriano e libanese erano stati violati più volte da Israele.
Alle proteste, Olmert ha sbraitato insulti.
2 soldati israeliani rapiti dagli Hezbollah libanesi (ricordiamoci che Israele occupa ancora oggi la parte più a sud del Libano e le Alture del Golan siriane).
La colpa è di tutti: Libano, Siria, Iran…Israele bombarda il Libano.
Distrugge le centrali elettriche, i ponti, i cavalcavia, le strade vicino a Beirut. Bombarda anche l’aeroporto (che viene chiuso e bollato come centro di smistamento armi), la periferia e il sud del Libano: più di 40 morti, tutti civili, 15 bambini.
Distrutta la strada di collegamento con Damasco.

[Ponte libanese distrutto dai bombardamenti]
Gli Hezbollah rispondono lanciando katyusha contro le città israeliane a ridosso del confine libanese e provocano 2 morti (una donna e un bambino israeliani) e 120 feriti lievi.
Israele, forte dei suoi 2 morti civili, urla il suo sacrosanto ed esclusivo diritto a difendersi e fa strage: più di 70 morti in 48 ore (e mentre sto scrivendo sono le 8.25, quindi il numero è destinato a salire…).
Le reazioni:
Bush: “Israele si difenda, i terroristi non vogliono la pace”
Canada: condanna il Libano per il rapimento di 2 soldati israeliani.
Unione: critica l'uso sproporzionato della forza da parte di Israele (capito? "critica") Olmert: “Spazzeremo via gli Hezbollah”
D'Alema: ieri "condanna duramente la politica dei rapimenti di cittadini e soldati israeliani come strumento politico" e chiede "l'immediata liberazione dei prigionieri e invita Israele, riconoscendo il suo legittimo diritto all'autodifesa, di dare prova di moderazione"
Oggi si limita a dire che "Israele sta esagerando"
Rice: "I palestinesi liberino il soldato israeliano" e "condanna il rapimento dei 2 soldati israeliani da parte degli Hezbollah. Questa azione minaccia la stabilità della regione ed è contraria agli interessi dei popoli israeliano e palestinese. Accusa Iran e Siria.
"Israele ha diritto a difendersi"
Proprio ieri la Regione Lazio ha firmato il contratto “Lisite” (Lazio e Israel Sharing Innovation Technology Experience) con il Centro industriale israeliano per la ricerca e lo sviluppo (Matimop) per una collaborazione nel settore della ricerca e dello sviluppo tecnologico.
In Inghilterra, The Guardian ha pubblicato una lettera firmata da 30 personalità inglesi – primo firmatario il sindaco di Londra – che chiedono al governo la fine della complicità in questo massacro, il ripristino degli aiuti alla Palestina e il riconoscimento del governo palestinese. Sempre in Inghilterra, 300 ebrei hanno affittato l’intera pagina di un quotidiano chiedendo: “Cosa sta combinando Israele??”
La stampa italiana, tranne rare eccezioni, è unanime nel limitarsi a ribadire il diritto alla difesa di Israele (e solo di Israele, evidentemente); al solito noto la palma d’oro: dalle pagine del Corriere della sera si piagnucola che: "Israele è costretta a difendere la sua esistenza" (Magdi Allam).
Nella notte, grazie al veto degli Usa, bocciata una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che chiedeva la fine dell’assedio di Gaza.
Il sole è alto, non c’è una nuvola,
ma questa pioggia d’estate sta incenerendo il Medio Oriente.
(per le immagini di Gaza: http://rafah.virtualactivism.net/news/todaymain.htm )
Le foto sono di Mohammed Omer, il ragazzo
che mi ha scritto da Gaza chiedendomi di raccontare la verità)
-- Simona Masini
http://www.comedonchisciotte.org
VEDI ANCHE:
ISRAELE DOVREBBE CERCARE NEMICI RAGIONEVOLI (HASAN ABU NIMAH)
marzian 15 luglio 2006
EQUIVICINANZE
DI MIGUEL MARTINEZ
Kelebek
Un mese fa, un certo Ben Kurtzer si è stabilito, con moglie e cinque figli, a Maaleh Adumim, la gigantesca colonia israeliana nei Territori Occupati, che taglia in due il cosiddetto West Bank e viola clamorosamente quella cosa ormai dimenticata che un tempo chiamavano "legalità internazionale".
Ricordiamo a chi cerca di distinguere tra lo stato d'Israele e "pochi coloni estremisti" che Maaleh Adumim è stata voluta da un governo laburista e costruita da un governo likudista.
E che a ricevere il neo-colono all'aeroporto, c'era il presidente d'Israele e il ministro dell'immigrazione.
Ben Kurtzer - secondo da sinistra - accolto dal presidente d'Israele
Mentre i nativi palestinesi vivono sotto quotidiano coprifuoco, esproprio e bombardamento, questo signore di Dallas nel Texas annuncia che per lui "è il luogo più comodo" e che "non ha paura. Ci sono un sacco di cose buone che succedono in Israele".
La notizia sarebbe quasi irrilevante, se Ben Kurtzer non fosse il fratello di Dan Kurtzer, un signore che ha appena lasciato il posto di ambasciatore degli Stati Uniti [www.ynetnews.com] in Israele.
Ben dice che
Alcuni giorni fa, un tribunale belga ha condannato due impiegati [www.ejpress.org] del Centro Islamico Belga a 10 mesi di carcere e al pagamento di 17.500 euro per "istigazione all'odio razziale".Il reato?
Il loro sito web, http://www.assabyle.com, aveva pubblicato un link a un video libanese; e in quel video, qualcuno aveva paragonato l'ex-ministro degli esteri dello Stato d'Israele, David Levy, a Hitler, "per aver detto che "la terra del Libano sarebbe stata consumata dal fuoco" [www.wsws.org] (""The soil of Lebanon will burn"") nel caso di attacchi contro la cittadina di Kiryat Shimon nel nord d'Israele. Presumo che il video avesse un tono acceso, anche se non quanto un qualunque editoriale di Libero, per intenderci.
Il link era stato tolto subito dal sito, ma il giudice ha voluto ugualmente applicare la condanna, sull'improbabile base che il cittadino e uomo politico israeliano David Levy è di religione ebraica.
Ora, noi possiamo immaginare che i due condannati, se non sono dei filosofi, finiranno per pensarla più o meno come il giudice: cioè, che lo stato mediorientale che si chiama Israele "è" in qualche modo "gli ebrei".
E' importante distinguere sempre tra giudaismo e sionismo, e non per banalità di political correctness.
Lo si deve fare, per il semplice motivo che il sionismo è nato come rifiuto radicale di duemila anni di giudaismo post-templare, come tentativo di inventare un nazionalismo sul modello di quelli europei e di creare un "uomo nuovo" il più possibile alieno alla cultura tradizionale. Ed è solo dopo il 1967 che cade la netta distinzione evidente tra i due fenomeni.
Però è anche vero che le concrete organizzazioni ebraiche - a mio avviso criticabili quanto le concrete organizzazioni cattoliche o islamiche - fanno spesso il possibile per confondere i due concetti, proprio come ha fatto il giudice belga.
L'agenzia AGI del 3 luglio, ad esempio, ci informa che
Leggiamo così che il Congresso dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) ha votato all'unanimità una mozione che invita il governo italiano a intervenire in una faccenda puramente politica in un paese mediorientale: il sequestro di un soldato israeliano da parte di milizie palestinesi che chiedevano il rilascio delle donne (circa 130) e dei minorenni (circa 200) sequestrati, a loro volta, dall'esercito di cui fa parte lo stesso soldato.In un'altra mozione, la stessa UCEI chiede che il governo non avvii alcuna relazione con il governo legittimamente eletto dai palestinesi.
Poi chiede che Israele possa entrare nell'Unione Europeo, nonostante la grande distanza geografica e l'assenza di una costituzione.
Tutto questo accompagna la vittoria elettorale della destra nelle elezioni interne della comunità, una destra che ha l'inequivocabile nome di Lista Per Israele.
Chiaramente, una persona colta e ragionevole saprà ugualmente distinguere tra questa militanza a sostegno di uno stato estero particolarmente aggressivo, e i lunghi secoli di cultura umana e religiosa del giudaismo.
Ma è chiaro che un simile comportamento da parte di un'organizzazione che dovrebbe rappresentare i cittadini italiani di un determinato credo religioso, e non la lobby politico-militare di uno stato estero, non aiuta.
Immaginiamo le reazioni, ad esempio, se la Consulta Islamica da poco istituita - dopo la vittoria della "Lista Per lo Stato Islamico" - esigesse dal governo italiano il ritiro delle truppe italiane dall'Afganistan, il rifiuto di riconoscere il governo collaborazionista iracheno e l'appoggio al diritto di ritorno dei profughi palestinesi.
Però questo equivoco fa indubbiamente comodo allo stato d'Israele. Non solo perché nel lontano Belgio, si può far condannare un critico delle sue politiche per "antisemitismo"; ma soprattutto perché il risentimento confuso e generico contro "gli ebrei" che scaturisce da simili equivoci è alla base stessa dell'esistenza di Israele.
Spaventati dall'antipatia per gli ebrei che la politica d'Israele genera, gli ebrei in tutto il mondo cadono facilmente preda delle campagne sioniste. Magari anche a Dallas, si sentono minacciati in quanto ebrei e pronti a dare soldi, o persino a insediarsi nelle colonie.
Un brutto circolo vizioso.
Miguel MartinezFonte: http://www.kelebek.splinder.com/
Link: http://kelebek.splinder.com/1152874602#8682207
14.07.2006