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Perché Trump non inizierà una guerra con la Corea del Nord

DI

counterpunch.org

Trump non farà guerra alla Corea. Non è cosa.

Non solo gli americani non hanno le forze terrestri per un’operazione del genere ma, cosa più importante, non servirebbe alcuno scopo strategico. Gli Stati Uniti hanno già la posizione voluta nella penisola. Il Sud rimane sotto la sua occupazione militare, i sistemi bancari sono stati integrati con successo in quello occidentale ed il nord-est asiatico fornisce una piattaforma essenziale per circondare i veri rivali, Cina e Russia.

Che senso avrebbe dunque fare una guerra?

Nessuno, ma Washington non riesce a stare con le mani in mano.

Mi rendo conto che molti pensano che sia Trump a decidere e che la sua impulsività potrebbe portarlo a commettere errori fatali. Come avrete notato, il presidente ha però consegnato la politica estera ai propri generali, allineati ai potentati che muovono la scacchiera e che lo hanno convinto a dispiegare il THAAD. Quest’ultimo dispone di “potenti AN/TPY-2 radar, che possono essere usati per spiare il territorio cinese, e di intercettori progettati per proteggere basi e truppe statunitensi in caso di guerra nucleare con Cina o Russia”.

THAAD chiaramente non è rivolto alla Corea, un pesce piccolo. È una parte essenziale delle manovre militari che gli USA stanno facendo sottotraccia per attuare la strategia “pivot to Asia”.

La belligeranza di Trump ha anche indotto una risposta del Nord, che ha accelerato i test di missili balistici ed armi nucleari. La reazione della NK ha incrinato i tentativi di distensione del sudcoreano Moon Jae-in. Allo stesso tempo, il comportamento del Nord ha rafforzato i gruppi di estrema destra che, tra le altre cose, vogliono dispiegare armi nucleari tattiche nel Sud. Aggravando le ostilità tra Nord e Sud, Trump ha contribuito a mandare a monte gli sforzi per ricongiungere le due Coree, creando una giustificazione per continuare l’occupazione militare statunitense.

In altre parole: la crisi ha fatto chiaramente intensificare la presa di Washington sulla penisola, promuovendo gli interessi dell’élite americana. Dubito seriamente che Trump si sia inventato questo piano da solo. Questa è roba da deep state, che ha finalmente capito come sfruttare la personalità mutevole del presidente a proprio vantaggio.

Una parola sul nucleare della Corea del Nord

I leader nordcoreani non vogliono buttare i soldi in armi nucleari e missili balistici quando i loro cittadini fanno la fame. Ma non hanno altra scelta. La responsabilità principale di ogni governo è quella di fornire sicurezza ai propri cittadini. È difficile farlo quando la nazione è tecnicamente ancora in guerra con un paese che ha rovesciato o tentato di rovesciare 50 governi sovrani negli ultimi 70 anni. La guerra coreana non si è conclusa con un trattato ma con un armistizio, il che significa che la guerra è in corso e potrebbe riaprirsi in qualsiasi momento. E Washington non firmerà un trattato con il Nord perché disprezza la loro forma di governo e aspetta solo l’opportunità di detronizzarlo. Trump non è diverso da molti dei suoi predecessori a questo proposito. Odia la leadership di Pyongyang e non ne fa mistero.

Insomma: gli Stati Uniti si rifiutano di fornire a Kim garanzie scritte che non riprenderà le ostilità. E quindi, naturalmente, il Nord ha preso contromisure. E, sì, il leader sa benissimo che se non avesse fatto sfoggio delle sue testate nucleari, gli americani avrebbero – come candidamente suggerito da Colin Powell – “carbonizzato il Nord”. Ma Kim non userà le testate perché non ha ambizioni territoriali né vuole essere ridotto in cenere. Le sue armi sono semplicemente una forma di tutela per i futuri negoziati con Washington. L’unico problema è che Trump non vuole contrattare perché gli interessi geopolitici statunitensi sono meglio raggiunti se da alcuni patetici test missilistici si passa ad un Armageddon. Nessuno sa come sfruttare una crisi meglio di Washington.

Trump sa qualcosa della storia dell’attuale crisi? La Corea del Nord accettò di porre fine al suo programma di armi nucleari nel 1994, in cambio gli Stati Uniti avrebbero dovuto soddisfare modeste richieste. Sa che l’America accettò tali termini ma poi li violò? Sa che il Nord ha onorato i suoi impegni ma alla fine si è stufato di essere preso in giro e dunque ha ripreso il programma di arricchimento del plutonio? Lo sa che è per questo che il Nord oggi ha armi nucleari?

Non sono congettura, è storia.

Ecco un estratto di un articolo dell’Indipendent che fornisce un breve schema del cosiddetto Accordo Quadro:

“Secondo i termini del 1994, la Corea del Nord ha accettato di congelare, per poi smantellare, il suo programma nucleare in cambio della “normalizzazione completa delle relazioni politiche ed economiche con gli Stati Uniti”. Il che voleva dire quattro cose:

Entro il 2003, gli americani avrebbero costruito due reattori nucleari ad acqua leggera in Corea del Nord per compensare la perdita di energia nucleare.

Nel mentre, avrebbero dovuto rifornirla di 500.000 tonnellate all’anno di combustibile pesante.

Avrebbero sollevato le sanzioni, rimosso la Corea dalla sua lista di stati che supportano il terrorismo e, soprattutto, normalizzato i rapporti politici, tuttora soggetti alle condizioni dell’armistizio del 1953.

Infine, entrambe le parti avrebbero offerto “assicurazioni formali” contro la minaccia o l’uso di armi nucleari” (“Perché l’accordo del’ 94 è fallito – e cosa Trump può imparare da esso”, The Independent).

Era un accordo che soddisfaceva le richieste di ambo le parti. Il Nord ne ricavò alcuni vantaggi economici e le garanzie di sicurezza disperatamente volute; in cambio, gli Stati Uniti ottennero di poter controllare tutti i siti nucleari, impedendo così lo sviluppo di armi di distruzione di massa. Tutti ebbero esattamente quanto voluto, giusto? Piccolo inconveniente: gli americani sin dal primo giorno cominciarono a non adempiere alle promesse. I reattori ad acqua leggera non sono mai andati oltre la fase di costruzione e le consegne di combustibili pesanti divennero sempre più rare. Al contrario, i nordcoreani si attennero fedelmente all’accordo. Fecero tutto quel che ci si aspettava da loro, ed anche di più. Infatti, secondo lo stesso articolo, quattro anni dopo l’entrata in vigore dell’accordo:

“sia gli USA che l’agenzia internazionale per l’energia atomica erano soddisfatti che la Corea non avesse violato l’accordo quadro. Ma per quanto riguardava i propri impegni, Washington non li aveva rispettati” (Independent).

Ecco qua: il Nord ha mantenuto la parola, gli Stati Uniti no. Semplice.

Come al solito i media hanno manipolato la realtà. La colpa non ricade su Pyongyang, ma su D.C. Ecco di più dallo stesso articolo:

“La Corea del Nord non è stata rimossa dall’elenco dei paesi sponsor del terrorismo fino al 2008, sebbene avesse già soddisfatto i criteri di rimozione… Cosa più importante, non è stata intrapresa alcuna azione per fermare formalmente la Guerra Coreana – che non si è mai tecnicamente conclusa. Le assicurazioni formali che gli USA non avrebbero attaccato non sono state fornite se non sei anni dopo la firma dell’accordo quadro” (Independent).

Quando Bush venne eletto nel 2000, le cose non fecero altro che peggiorare. Il Nord venne incluso nel discorso di George W. sull'”Asse del Male” e venne etichettato come un “governo criminale contro cui gli Stati Uniti avrebbero dovuto prepararsi”. Il Pentagono inoltre intensificò le esercitazioni militari congiunte in Corea del Sud, altra benzina sul fuoco. Alla fine, Bush abbandonò completamente l’accordo ed il Nord tornò a costruire testate.

Poi venne Obama, uguale al predecessore tranne che per l’immagine. Come scrive Tim Shorrock nel suo ottimo articolo in The Nation, Obama sabotò i “colloqui a sei”, sospese l’assistenza energetica per pressare il Nord ad accettare “piani di verifica” ancor più stringenti, “abbandonò l’idea di colloqui diretti” con Pyongyang e “decise una serie di esercitazioni militari con il Sud che aumentarono in dimensioni e frequenza”.

Così, anche se Obama è riuscito a nascondere la sua crudeltà ed aggressività dietro l’immagine di “peacemaker”, i rapporti con il Nord continuavano a deteriorarsi e la situazione si è progressivamente peggiorata.

Leggete questi brevi estratti dall’articolo di Shorrock, fanno capire chi è realmente responsabile:

“L’accordo quadro ha portato la Corea del Nord a fermare per più di un decennio il suo programma di armi nucleari a base di plutonio, sacrificando un arricchimento sufficiente a costruire più di 100 bombe nucleari. Quel che la gente non sa è che la Corea non ha creato alcun materiale fissile dal 1991 al 2003”.

“…l’accordo rimase in piedi nel governo Bush. Nel 1998, Rust Deming del Dipartimento di Stato testimoniò al Congresso che non vi era stata alcuna violazione fondamentale del Framework Agreement”.

“…Pyongyang era disposta a terminare lo sviluppo, il collaudo e l’impiego di tutti i missili a medio e lungo raggio”.

“Dal ’97… i nordcoreani cominciarono a lamentarsi che gli Stati Uniti erano lenti a consegnare il petrolio promesso e porre fine alle sue politiche ostili…”.

“Era su questo sfondo – la crescente convinzione che gli americani non avessero aderito agli impegni – che il Nord nel ’98 cominciò ad esplorare altre opzioni militari”.

“Bush stracciò l’accordo quadro, esacerbando il deterioramento delle relazioni che aveva scatenato un anno prima quando,  nel gennaio 2002, nominò la Corea parte del suo “Asse del Male”. In risposta, il Nord cacciò gli ispettori dell’agenzia internazionale per l’energia atomica ed iniziò a costruire ciò sarebbe diventata la sua prima bomba nel 2006, innescando una seconda crisi nucleare che continua fino ad oggi” (“La diplomazia con la Corea del Nord ha funzionato prima e può funzionare ancora”, Tim Shorrock, The Nation).

Ora il Nord ha le bombe a idrogeno e Washington continua a fare i suoi stupidi giochetti. Tutta questa falsa crisi è un grande fumo, progettato per nascondere le macchinazioni imperiali dell’élite americana. Trump sta usando i test missilistici di Kim come pretesto per estendere i tentacoli del Pentagono in Asia, così da assumere un ruolo dominante nella regione che nel mondo cresce più rapidamente. Sono cent’anni che Washington fa sempre le stesse mosse. Purtroppo, sono bravi a farle.

 

Mike Whitney

Fonte: www.counterpunch.org

Link: https://www.counterpunch.org/2017/09/08/why-trump-wont-start-a-war-with-north-korea/

8.09.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura  di HMG

Pubblicato da Davide

  • Francesco Funari

    Secondo me l’autore non tiene conto che la politica estera degli Usa è parzialmente sacrificata al loro delicato e complesso equilibrio interno.

  • giorgio peruffo

    E purtroppo il “mondo” è duro a capirle.

  • Truman

    Sull’argomento mi segnalano il post di G. P. su Conflitti e Strategie:

    IL PAZZO E’ KIM?Mentre i nostri commentatori del piffero, col loro codazzo di
    giornalisti dilettanti, sprecano tempo a psicoanalizzare Kim – il pazzo,
    il folle, l’Hitler del XXI secolo, e via sproloquiando – per leggere
    qualcosa di sensato bisogna ricorrere alle fonti estere. Anche a quelle
    statunitensi che, sul tema, appaiono molto più ragionevoli dei servi
    europei. Secondo gli analisti americani, l’alleanza tra la Superpotenza e
    la Corea del Sud resta determinante per legittimare la presenza a
    stelle e strisce in un’area strategica come quella Asia-Pacifico, per
    contenere la Cina ma anche per sorvegliare paesi amici, con velleità
    egemoniche, come il Giappone. In Corea del Sud gli Usa hanno un
    avamposto militare privilegiato che sarebbe impossibile collocare, alle
    stesse condizioni, in un altro contesto. …
    segue su http://www.conflittiestrategie.it/il-pazzo-e-kim#disqus_thread

    • disqus_iUEFcL1eJR

      Ho letto l’articolo proposto solo dopo aver scritto il mio precedente commento.
      Francamente non condivido specie la parte dell’articolo in cui si attribuisce ora alla Cina il merito (o il demerito?) di aver reso “pericoloso” il Nk fornendogli tecnologia nucleare.

      • Trollerball

        Commercio estero della NK: 85% coi cinesi, sia import che export. Non so come si interpreta. La Cina non vuole che gli Stati Uniti portino in zona i sistemi Thaad, forse per questo sta cercando di fare il gioco degli Stati Uniti all’ONU

        • disqus_iUEFcL1eJR

          non capisco bene cosa centra il commercio del NK con la cina.
          Capisco ancor meno questo:”La Cina non vuole che gli Stati Uniti portino in zona i sistemi Thaad, forse per questo sta cercando di fare il gioco degli Stati Uniti all’ONU.”

          mi risulta che i sistemi Thaad siano già stati installati…perciò quanto meno la cina ha fallito il suo obiettivo: non installazione del Thaad in cambio delle sanzioni dell’Onu (=americani) votate anche da loro (cinesi)

          • Trollerball

            “La Cina è categoricamente contraria al dispiegamento dei sistemi di difesa missilistica statunitensi “Thaad” in Corea del Sud… Pechino insiste con forza affinchè la Corea del Sud e gli Stati Uniti valutino oggettivamente gli interessi della parte cinese, fermino il processo di dislocamento e ritirino gli armamenti già schierati,” —si afferma in una dichiarazione di Geng Shuang pubblicata sul sito del ministero degli Esteri cinese”. La notizia è del 29 luglio, ecco i riferimenti:
            https://it.sputniknews.com/mondo/201707294822479-nucleare-Pyongyang-diplomazia-geopolitica-sicurezza-difesa-Thaad-Pechino/
            Il sistema Thaad non è stato ancora completato, hanno iniziato l’installazione ed è parzialmente operativo, ma ci vorranno ancora dei mesi.
            Trump propone di sanzionare chiunque commerci con NK. Si dà il caso che soltanto i cinesi commerciano con NK, quindi le sanzioni colpirebbero anche la Cina. Insomma, premono il grilletto sulla NK ma mirano alla Cina.
            Cina considera il Thaad una minaccia diretta perché gli Stati Untii potrebbero colpirli con un (temuto) first strike senza subire la reazione. Il sistema antimissilistico degli USA, secondo la Cina, servirebbe soprattutto a questo.

          • disqus_iUEFcL1eJR

            cerco di analizzare un po’ quello che mi hai gentilmente risposto.
            “La cina teme il Thaad perché è concepito soprattutto in funzione anticinese.”

            A me sembra assurdo che per convincere gli americani i cinesi votino sanzioni contro il NK.
            Risultato di questa “cineseria”: “Trump propone di sanzionare chiunque commerci col NK” e, siccome il NK commercia all’85% con la cina il destinatario delle nuove sanzioni sarebbe soprattutto la Cina!
            Proprio una bella mossa quella di votare le sanzioni al NK! Cosa pensavano i cinesi? che Trump si sarebbe accontentato? per gente come i cinesi che hanno una storia millenaria alle spalle è davvero sconfortante constatare tanta ingenuità.

            E i russi – che a loro volta sono sotto sanzioni da parte americana – perché hanno votato anche loro le sanzioni al NK? Anche loro sarebbero minacciati dal Thaad? Anche loro speravano che Trump si sarebbe accontentato?
            Santo cielo, se questo è il livello di astuzia delle due grandi potenze siamo messi proprio male!
            Ma io non credo affatto che russi e cinesi siano degli stupidi e, quindi, che si illudessero su trump. Perciò bisognerebbe trovare un’altra spiegazione per il loro comportamento all’ONU e questa spiegazione è abbastanza semplice: stanno intimando anche loro a Kim di finirla e se non la finisce ci penserà il poliziotto Trump a fargliela finire o ammazzandolo o con una vera e propria guerra..,così vivranno tutti felici e contenti: Trump sarà incoronato con l’alloro del vincitore, la cina metterà un suo uomo in corea del nord che non cesserà di farle da cuscinetto, la russia non so cosa ci guadagnerà ma forse qualcosina ci sarà anche per lei.
            Intanto sarà stato eliminato l’ennesimo “dittatore” che aveva osato sfidare il padrone del mondo!
            Ora a me non importa più di tanto dei Kim o dei Gheddafi o dei Saddam ma mi preoccupa constatare che spesso russia e cina fanno il gioco degli Usa e che, in qualche misura, ne siano addirittura complici.
            E mi indigna alquanto che il “multipolarismo” (della triade Usa+ Cina+ russia) debba nascere sulla pelle di tutti quelli che non si adattano ai loro giochi e interessi. Da questo punto di vista non vedo gran differenza tra un Trump un Putin o un XI…scandalosa affermazione che mi attirerà forse gli strali di qualche pseudo antimperialista di qui sopra.
            Cina e russia avevano un sistema più semplice e limpido per opporsi al Thaad degli Usa in corea: anzitutto votare contro ogni tipo di sanzione finché trump non avesse smesso quantomeno di provocare con le sue esercitazioni militari, in secondo luogo pretendere che si intavolasse un vero negoziato tra tutte le parti e in modo da garantire non solo lo smantellamento del Thaad ma anche il sacrosanto diritto della corea del Nord di vivere come meglio crede e col “dittatore” che preferisce.
            Invece russi e cinesi pretendono, proprio come gli americani, che kim faccia la prima mossa cessando gli esperimenti nucleari!

          • Trollerball

            Le sanzioni che hanno votato all’ONU sono più leggere rispetto a quanto proposto inizialmente da Trump, quindi è stata approvata una via di mezzo. Non penso che gli Stati Uniti possano fare la guerra a Kim e credo che abbiano invece interesse a mantenere alto il confronto. Per questo non hanno nemmeno preso in considerazione la proposta di pace Cina-Russia, vale a dire basta esercitazioni americane in zona, basta missili coreani. C’è un articolo interessante di Giulietto Chiesa, lo trovi qui:
            https://it.sputniknews.com/opinioni/201709064986463-opinione-corea-cosa-vuole-kim/

  • disqus_iUEFcL1eJR

    I neri dell’elite americana sono peggio dei loro ex-padroni bianchi…forse perché hanno nel loro dna il bisogno di dimostrarsi ancora un po’ schiavi e ligi ai voleri dei loro ex-padroni.
    Pensiamo a quella serpe di Obama, a quella ex consigliera presidenziale di Bush (mi sembra che si chiamasse Rice) che assieme al suo criminale padrone non si fece scrupolo di ammazzare più di 3000 americani nelle famose “torri gemelle” spacciando che fossero state vittime di un attacco terroristico, e pensiamo a Colin Powell, quell’assassino che sventolava una fialetta all’Onu per ottenere il via libera alla distruzione dell’Irak.
    Sempre lo stesso ex generale nero assassino, non soddisfatto di aver bruciato l’irak ora vorrebbe anche “carbonizzare” il NK. La cosa triste è che tutti questi criminali purtroppo riescono a farsi passare come “democratici” amanti della pace mentre le loro vittime vengono descritti come dittatori, come folli, come Hitler e via dicendo.
    Bene fa il NK a sputare in faccia a tutta questa associazione di delinquenti e criminali mentre mi sembra fin troppo soft e al limite della complicità la reazione di russi e cinesi che addirittura, in sede Onu, hanno finito con l’approvare sanzioni chieste e volute da quegli stessi assassini che le hanno imposte anche nei loro stessi confronti (mi riferisco soprattutto alla russia).
    C’è un sacco di gente malata di russofobia ma ce n’è anche parecchia altra malata di russofilia al punto da giustificare sempre e comunque qualsiasi mossa facciano i russi.
    Addirittura nella categoria dei “russofili costi quel che costi” c’è anche chi si inventa che proprio i russi avrebbero armato e reso “pericoloso” il Nk fornendogli in passato la tecnologia dei vettori (in parte è vero ma si trattava solo di Scud degni di rottamazione) ma fornendogli ora addirittura anche quella per il traporto degli ordigni nucleari e questo allo scopo di impaurire e infastidire gli americani!
    Gli assassini a stelle e strisce ringraziano perché le teorie sulla “pericolosità” del NK è proprio quella funzionale ai loro progetti omicida!
    Sarà un caso ma ho letto che qualcuno – mi sembra l’ Inghilterra – ora voglia approfondire la questione e indagare se non siano stati proprio i russi a rendere “pericoloso” il Nk…a quale scopo è facile immaginare!
    Poi ci sono quelli che pur schierandosi a parole con la corea del nord non si dimenticano mai di sottolineare che Kim è un “dittatore”, un assassino che fa sbranare i rivali (lo zio e non so chi altro) coi cani e via dicendo…e gli assassini che siedono a Washington ringraziano ancora perché tutto questo è funzionale al loro programma di criminalizzazione di Kim.
    Anche tutta questa gentucola che si atteggia ad antimperialista o semplicemente antiamericana meriterebbe di ricevere solo sputi in faccia perché stupidamente fanno il gioco proprio di chi (gli Usa) dicono a parole di voler combattere.
    Se, invece, qualcuno si azzarda a dire che la Corea del nord per la sua sopravvivenza può contare solo sull’aiuto soprattutto cinese perché forse (e ripeto il forse) tutte le sue attuali bombe nucleari servirebbero a ben poco in caso di guerra aperta contro i cani americani, e se questo qualcuno sospetta che le sanzioni approvate anche da russia e cina sono forse il segnale che questi due giganti vogliono anch’essi liberarsi di Kim, allora la stessa gentucola gli si avventa contro definendolo un Troll ben pagato da qualcuno!
    La stupidità di certi antimperialisti nostrani o meno è più pericolosa della criminalità degli obama, delle rice e dei colin Powell perché distorcono la realtà delle cose in modo da fornire argomenti utili proprio a quei criminali che a parole dicono di voler combattere.

  • Mario Vincenti

    Anche io sono convintissimo che non ci sara’ alcuna guerra tra Stati Uniti e Kim perche’ sostanzialmente non conviene a nessuno dei due. Inoltre si continua a definire Trump un guerrafondaio e un “belligerante” mentre finora per mano sua non e’ cominciata nessuna guerra e le truppe americane si trovano invece ad occupare paesi stranieri per dei conflitti voluti, procurati e portati a termine dal trio di criminali di guerra Bush-Obama- Hilary. Questi tre erano dei veri e propri guerrafondai, Trump per ora non rientra nel club.

    • disqus_iUEFcL1eJR

      “le truppe americane si trovano invece ad occupare paesi stranieri per dei conflitti voluti, procurati e portati a termine dal trio di criminali di guerra Bush-Obama- Hilary. ”

      se i conflitti voluti dal trio di criminali sono stati “portati a termine”, perché Trump dovrebbe continuare ad occupare paesi stranieri ? E perché l’amabile Trump non chiude i conflitti iniziati da quel trio ma anzi li inasprisce con l’invio di altre truppe (vedi afganistan)?
      E perché inasprisce le tensioni col NK? Solo per vendere armi a giapponesi e corea del sud? E come mai il trio criminale e tutti gli altri ancora non lo hanno defenestrato?
      Vi siete innamorati di Trump solo perché diceva cose piacevoli ai vostri orecchi e a quelli di chi lo ha votato!
      La Clinton è la cattiva (e in effetti è cattiva) mentre Trump è bravo!
      Vi fate incantare facilmente dalle apparenze e dalle chiacchiere.
      Aspettate e vedrete!

  • Ronte

    Le guerre mondiali esplodono per risolvere crisi economiche e politiche, accompagnate da quelle sociali e culturali. Questo ci racconta la Storia.
    Domanda:” Sono gli USA, prima potenza imperialista, in crisi?”. Se la risposta è si, come del resto ci spiega la realtà, tutto è possibile, anche una guerra di vastissime estensioni (i pretesti li lasciamo agli storici di servizio).

  • Cataldo

    Non capisco come non emerga in tanti commenti una circostanza importantissima, ancora di più nel contesto orientale: le dimostrazioni di ciccio Kim sono in perfetta sincronia con eventi centrali della proiezione diplomatica della Cina, il missilone all’apertura della conferenza sulla “via della seta”, la super bomba quando si apre l’incontro dei BRICS in CIna, etc etc. Questa e solo una delle tante cose che, nel tempo, portano a pensare che il dialogo NK – USA sia molto più complesso ed articolato di quello che sembra, ma è molto importante sul piano mediatico, il che in una “dimostrazione” è il piano centrale dell’analisi.
    L’approccio coordinato delle due potenze verso la NK, alla luce di quanto sopra, è una prospettiva nuova per il regime, che vede i suoi spazi di manovra ridursi sempre di più.
    Il balletto con gli USA deve finire, questo è certo, vedremo presto come si articolerà il finale della coreografia.

  • Annibale Mantovan

    La risposta è semplice: L’ America non inizierà alcuna guerra contro la Corea Nord perchè ha quasi la certezza di perderla e con essa perderà l’ Alleato del sud e pure il Giappone se questo decide di immischiarsi! I generali americani non sono mica scemi.

  • Vamos a la Muerte

    Non credo che gli Usa siano “bravi a fare sempre le stesse mosse da 100 anni”: in fin dei conti stiamo parlando di un popolo di zotici ignoranti (classe dirigente inclusa) le cui mosse le capirebbe anche un bambino. Semplicemente Russia e Cina cercano disperatamente di discutere con Washington da pari a pari facendo finta di non vedere il malcelato razzismo degli yankees verso tutto ciò che non sia anglofilo o sionista; inoltre Russia e Cina hanno il terrore della guerra perché l’hanno vissuta direttamente sul proprio territorio mentre gli Usa la vedono come un’avventura lontana da scatenare in qualche Paese esotico dando la possibilità di arricchire il Paese. Finché una guerra non sarà combattuta a New York o Los Angeles gli ammeregani non capiranno mai il significato profondo della parola “Guerra”.

  • DesEsseintes

    E se invece Trump stesse acuendo il dissidio con la Corea del Nord per aprire un ineludibile spazio di mediazione per Putin?
    Se davvero lo scopo di Trump, come ha piu’ volte dato a intendere in campagna elettorale, è quello di andare verso un mondo multipolare questa ipotesi potrebbe essere verosimile.
    Trump non puo’ essere apertamente amico di Putin pur essendolo personalmente e forse (forse) si sta cercando una via indiretta che mediante una apparente politica di forza al limite dell’esagerazione metta in scacco i falchi del Deep State.

    Solo un’ipotesi.

    • disqus_iUEFcL1eJR

      “Se davvero lo scopo di Trump, come ha piu’ volte dato a intendere in campagna elettorale, è quello di andare verso un mondo multipolare ….”

      ne ha dette tante di balle durante la campagna elettorale! E ammesso ma non concesso che fosse sincero tutto quello che sta facendo da quando è stato eletto dimostra che è stato totalmente soggiogato da quegli stessi ambienti che diceva di voler battere. Parlava di “Mondo multipolare”? si ma forse pensava a qualche altro pianeta della galassia.

      • DesEsseintes

        Si’, pero’ è anche difficile pensare che non prevedesse di dover usare delle strategie alternative necessariamente un po’ machiavelliche.

        Ma probabilmente hai ragione tu.

  • Trollerball

    Gli Stati Uniti incassano l’aumento delle spese militari del Giappone, deciso grazie ai missili di Kim, incassano gli aumenti delle spese militari della Corea del Sud, portano a ridosso della Cina navi arerei e portaerei, distraggono il mondo dai veri problemi internazionali… Perché fare una guerra e perdere tutti questi vantaggi? Loro hanno saldamente in mano la Corea del Sud e da un punto di vista strategico non hanno bisogno di altro. Urlano e basta. Lo stato di guerra annunciata porta un sacco di vantaggi al sistema

    • disqus_iUEFcL1eJR

      sostanzialmente sono d’accordo però, oltre a tutto quanto già detto in fatto di armi vendute a tizio e caio, un qualche alto profitto da una eventuale guerra aperta con il NK trump potrebbe ricavarlo nel senso di mettere totalmente a tacere ogni accusa di complicità con i russi visto che muovere guerra ai coreani un po’ è come farla alla russia stessa.
      E poi ditemi se a partire dalla metà del secolo scorso – a parte forse Carter – c’è stato un solo presidente americano che non si sia insignito di qualche bella guerra tutta sua.

  • enricodiba

    Gli usa non faranno niente perché russia e cina gli hanno detto di no e le forze armate americane sono a pezzi.

    • disqus_iUEFcL1eJR

      Ma quelli (gli americani) mica combattono con gli stivali sul terreno! A fare questo mandano gli altri (nel caso i sudcoreani) mentre loro, dall’alto o dalle navi o dalle basi lanciano missili e tomawaks. Tutt’al più sul terreno mandano un po’ di truppe speciali col compito specifico di far fuori il Kim.

      • enricodiba

        Kim è intoccabile perché l’hanno detto cinesi e russi.

  • Marianne

    secondo me sono tutti fuori di testa.. .. il potere li ubriaca..e non è mai abbastanza!

  • disqus_iUEFcL1eJR

    Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu (quindi non l’ONU ma i 5 o 6 padroni dell’ONU) ha approvato all’unanimità nuove e più pesanti sanzioni contro il NK…col beneplacito, quindi, di Russia e Cina.
    Proprio com’era facilmente prevedibile Russia e Cina si sono accodati per l’ennesima volta ai voleri americani riuscendo solo ad avere un qualche sconto sulle pretese sanzionatorie americane.
    Ora gli incrollabili russofili a oltranza si consolano dicendo che tanto né la russia né la cina rispetteranno le sanzioni perché – così ragionano – russia e cina non possono permettersi di perdere il NK.
    A essere obiettivi, in realtà di paesi “persi” specie la russia ne ha avuti a bizzeffe nel più o meno recente passato (ultima in ordine di tempo è stata l’ucraina però preceduta da tanti di quei paesi che oramai se n’è perso il conto).
    Speravo che l’intervento in siria fosse il segno di un risveglio russo invece evidentemente l’orso russo è ancora almeno parzialmente in letargo oppure, risvegliandosi, ha intrecciato un nuovo amore col vecchio nemico (gli Usa) e se per caso russi e cinesi si azzarderanno a tirare qualche sgambetto (non obbedendo alle sanzioni) l’aquila americana non risparmierà nuove e più pesanti sanzioni anche a loro stessi.
    Ma sono convintissimo che russia e cina rispetteranno alla lettera il diktat americano per le sanzioni contro il NK perché sono ancor più dell’opinione che i 3 signori del mondo (Usa russia e cina) stanno felicemente collaborando per eliminare il giovane “dittatore” coreano.
    Quello non ha studiato il judo è probabilmente non è neppure esperto di scacchi come il sig. Putin , ma ha una mentalità scientifica con forse scarsa simpatia per l’immaginazione che lo porta a ragionare in termini più lineari e meno contorti dell’ambiguo giocatore di scacchi del cremlino e, quindi, ritiene che l’unico modo di difendersi dalle mire omicida del trump di turno sia quello di armarsi a dovere costi quel che costi e anche a costo di fornirsi dell’energia necessaria ritornando ai mulini a vento e ai buoi con l’aratro.
    Alla fine di questa triste vicenda coreana spero che il vincitore sia il giovane e allegro dittatore coreano contro i tristi personaggi alla Putin, Trump e Xi.