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Perchè non avete capito la Legge russa sul maltrattamento in Famiglia? Perchè non vi hanno menato abbastanza da piccoli!

DI MASSIMO BORDIN

micidial.it

Ora, non è che siccome ho scritto un libro sul pensiero filosofico di Putin mi debba andar bene tutto quello che succede in Russia. Anzi, è vero proprio l’opposto, dato che la filosofia si caratterizza per il forte spirito critico. Ma la questione della legge russa che depenalizza i reati di maltrattamento in famiglia merita vendetta. Il solo fatto che una simile bufala abbia riempito le pagine dei giornali e occupato i principali telegiornali nazionali doveva insospettire, e invece niente! Giù strali contro Putin e i russi e la dittatura. I segnali inequivocabili sono due: 1. siamo in guerra fredda con la Russia di Putin e 2. l’occidente la sta perdendo (per fortuna).

Vogliamo fare la fatica di analizzare la faccenda?

Il parlamento russo, la Duma, sta cercando di risolvere un vulnus legislativo, cioè una contraddizione che persiste nella sua legislazione. Siccome in Russia, come ovunque, alcuni reati allungano a dismisura i processi, anche in Russia è emersa la necessità di DEPENALIZZARE alcune cose. In Italia, se non fosse che cambiamo idea ogni tre per due, siamo campioni del mondo in quanto a depenalizzazione: si pensi al solo reato di offesa a pubblico ufficiale che è un reato a seconda del tempo atmosferico… credo di saperne qualcosa visto il mio trascortso in Polizia Locale. Nel caso russo preso in esame dai criminali giornalisti italiani (e mi denuncino pure, tanto poi arriva Putin che depenalizza tutto); dicevo, secondo i giornalisti italiani, Putin avrebbe depenalizzato la violenza in famiglia. Titoli come “Picchiare la moglie in Russia non sarà più reato”, lo stanno a dimostrare. Il vulnus era in pratica questo. Con la legge attuale, se una persona picchia un membro di un’altra famiglia, ad esempio un estraneo che dà una sberla ad un ragazzo di un’altro nucleo famigliare, ora come ora NON inizia un processo penale. Questo avviene anche in assenza di lesioni, poprio il tipico scappellotto, insomma. Ad un certo punto, la Duma ha depenalizzato questo reato perchè tanto tempo fa lo era. Ha fatto bene, ha fatto male? Se io dò un calcio nel sedere al vicino di casa di 17 anni perchè tiene lo stereo a palla devo andare in prigione? Complimenti, adesso mi spiego come sono morti Socrate e Gesù… Comunque, la contraddizione consiste nel fatto che sta cosa di rappresentare un reato è invece rimasta dentro il nucleo famigliare. In altre parole, se io dò uno scappellotto a mio figlio in Russia vado in galera, se invece glielo dà il vicino di casa NO… Vi pare logico? A parte il fatto che se porto mio padre in Russia e vado a deporre alla polizia mio padre non lo rivedrò mai più, la Duma ha giustamente pensato che fosse una contraddizione legislativa bella e buona e che potese dare adito a lungaggini infinite, ricorsi, appelli ecc ecc. E quindi? Quindi sta cercando di depenalizzare il reato ANCHE dentro il nucleo famigliare.

Ed è come da noi! E’ già cari russofobici, perchè in Italia funziona più o meno come vorrebbero fare in Russia. Non ci credete?

Allego quanto magicamente postato da Rolando Dubini su facebook e che ho verificato stamane:

“Il reato di percosse senza lesioni in Italia: nella sostanza è depenalizzato dal 2002
Originariamente il codice penale italiano faceva rientrare il reato di percosse nell’ambito dei delitti contro la persona (artt. 575-623 bis). Il delitto, se dal fatto non derivi una malattia nel corpo o nella mente e se la violenza non è elemento costitutivo o circostanza aggravante di un altro reato, è punito secondo l’articolo 581 c.p. con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a 309 euro.
Il reato di percosse è perseguibile soltanto a querela della persona offesa ma l’arresto, il fermo e le misure cautelari non sono consentite.
Alla fattispecie incriminatrice si applicano, inoltre, le aggravanti ed attenuanti comuni (ex artt. 61 e 62 c.p.).
Pero’ a partire dal 2 gennaio 2002, data di entrata in vigore del d.lgs. n. 274/2000, il delitto è passato alla competenza del Giudice di Pace (Cass. n. 30736/2009), il quale applica la pena della sola multa da 258 a 2.582 euro (ex art. 52 comma 2 lett. a), d.lgs. n. 274/2000), salvo che non ricorrano le circostanze aggravanti indicate dall’art. 4 del decreto, poiché in tal caso il reato rientra nella competenza penale del tribunale monocratico e trova applicazione la cornice edittale (reclusione fino a 6 mesi o multa fino a 309 euro) prevista dall’art. 581 c.p.”

Dunque, ricapitolando:

  1. la legge non è ancora passata, deve arrivare all’altra camera della Duma, e poi al Presidente per la firma. Ancora non è successo.
  2. la legge vuole risolvere una contraddizione tra comportamenti simili, che porta –  ora come ora – alla prigione una mamma o un papà che percuotono SENZA LESIONI un figlio, mentre non comporta conseguenze penali se a fare lo stesso gesto è una persona estranea alla famiglia.
  3. in Italia, come dimostra la sentenza qua sotto, è già così e pure peggio, perchè se picchi la moglie una sola volta, e senza lesioni, ti becchi una sanzione e non è reato penale, come ben descritto dalla sentenza recente che vi metto per conoscenza:

Gli ermellini  della Corte di Cassazione si sono pronunciati in merito a una vicenda risalente al 2008 e avvenuta a Catanzaro (Catanzaro è in Italia, cari russofobici, ndr) tra una coppia di coniugi. Al tempo, lui nel corso di una lite diede uno schiaffo alla moglie e la minacciò con un coltello. Lei lo denunciò. Il marito, finito sotto processo, aveva avuto in primo grado una condanna a due mesi di reclusione per violenza privata, una sentenza confermata in appello. Da lì, il fascicolo è arrivato davanti agli ermellini, in concomitanza con l’introduzione da parte di Palazzo Chigi nel marzo 2015 del decreto che prevede la “non punibilità per particolare tenuità dell’offesa”. Partendo proprio da quel decreto, i supremi giudici hanno ribaltato il giudizio dei colleghi di secondo grado, assolvendo l’uomo.

 

Massimo Bordin

Fonte: http://micidial.it

Link: http://micidial.it/2017/01/perche-non-avete-capito-la-legge-russa-sul-maltrattamento-in-famiglia-perche-non-vi-hanno-menato-abbastanza-da-piccoli/

28.01.2017

 

visto su  http://megachip.globalist.it/

Pubblicato da Davide

  • Bugiardo1975

    Articolo scritto veramente coi piedi.

    • Lorenzo

      omamma mia ma argomentare il proprio dissenso è diventato un delitto?

      • Leonardo Sinigaglia

        Beh, se l’ha scritto Bugiardo, vuol dire che in realtà a lui è piaciuto.

    • Davide

      Forse anche il tuo commento ? Proviamo ad argomentare ?

    • Davide

      Forse anche il tuo commento ? Proviamo ad argomentare ?

      • Bugiardo1975

        Eh.. È questo il punto, non ci ho capito granché: non c’è una premessa chiara, non c’è un fatto chiaro, e non ci sono conclusioni chiare. Vabbè, ma tranquillo, era solo un’opinione personale. Ho letto articoli migliori su CDC anche dello stesso autore di questa specie di articolo.

        • Massimo Bordin

          PREMESSA: «Il parlamento russo, la Duma,
          sta cercando di risolvere un vulnus legislativo, cioè una
          contraddizione che persiste nella sua legislazione. Siccome in Russia,
          come ovunque, alcuni reati allungano a dismisura i processi, anche in
          Russia è emersa la necessità di DEPENALIZZARE alcune cose …».

          IL FATTO CONTESTATO: «secondo i giornalisti italiani, Putin avrebbe depenalizzato la violenza in famiglia».
          CONCLUSIONE: «sarebbe come da noi! E’ già cari russofobici, perchè in Italia funziona più o meno come vorrebbero fare in Russia».
          poi allego una sentenza della cassazione che dimostra tutto quanto argomentato prima. Puoi anche non essere d’accordo, ma non sostenere che non è chiaro (sei l’unico che mi contesta in chiarezza su migliaia di visualizzazioni). Ciao

          • Bugiardo1975

            Si si per carità…

          • Georgejefferson

            Articolo demagogico e qualunquista, vuoi che argomento?

          • Massimo Bordin

            si, le critiche sono sempre ben accette. Di fatto, noi abbiamo la stessa legge che vorrebbero in Russia e che ancora non è ancora passata. Ascolterò volentieri, ma questo è un FATTO. E spulciare le quotidiane decisioni della Duma alla ricerca di qualche contraddizione o equivocitò è solo russofobia, e della peggior specie

          • Georgejefferson

            Su, non fare il finto tonto, non hanno costruito un mondo pacifico dove le scorrettezze mediatiche sono solo delle mele marce in un clima, altrimenti naturale e onesto. Certo che le contraddizioni esistono anche in Italia, e il mondo mediatico e informativo e’ pieno di scorrettezze simil titolo ad effetto. Ma questo riflette la realtà intrinseca, endogena al sistema mondo capitalista e la Russia non ne e’ di certo esente, anche in russia si agisce spesso “spulciando” facendo gridare alla eurofobia o antiamericanismo.

            I fatti non significano nulla senza l’interpretazione che seleziona e ne consegue indirizzo idealistico.

            Intanto non sapevo che “hai scritto un libro sul pensiero filosofico di Putin”, meno male che ce lo hai ricordato. Per curiosità lo “spirito critico” della filosofia a cui alludi, si riferisce alle critiche mosse nei suoi confronti, oltre alle descrizioni della sua filosofia ? Mi incuriosirebbe eventualmente quali, anche in sintesi.

            La bufala riguarda l’ imprecisione dei giornalisti, nel dettagliare i dati e fatti, presumo, non le dichiarazioni della ex deputata secondo cui i reati di maltrattamenti in famiglia sono “antifamiliari” (familofobi?) oppure il presidente della duma che riterrebbe la manovra di penalizzazione buona per “creare famiglie forti”. Certo tutte cose senza importanza di fronte ai “dati” e “fatti”, condizionano l’opinione pubblica, fomentano un clima di paura (sopratutto in ambito femminile e spesso conseguente annichilimento di qualsivoglia sussulto di denuncia o protesta) e si attizzano istinti animaleschi di molti “puri e duri” che si identificano con l’uomo forte, cosi idealizzato nella violenza e autoritarismo naturalizzato artificialmente.

            Mmmm troppo difficile il ragionamento? Non sono “dati e fatti”? Vero che forse non ti occupi di filosofia, e allora sono più capibili (sopratutto di pancia) piccoli sfoghi da condividere, un po irrazionali ma efficaci per empatizzare meglio:

            Le “pagine riempite”..”gli strali contro Putin…”la necessita di depenalizzare” (“come ovunque, indicendo una naturalizzazione Astorica che pero, spesso legittima filosoficamente depenalizzazioni ma a fasi alterne, dipende dal portato ideologico)…i giornalisti “criminali”…le minimizzazioni (la sberletta o calcio nel sedere tradizionale al bulletto ragazzino..che ovviamente se conclamato e’ assurdo che faccia partire il procedimento penale, ma senza considerare la violenza mirata che non lascia segni ma incide lo stesso, qui minimizzata con 2 esempietti facili facili).

            Quindi la logica sarebbe: c’e’ un fatto (la depenalizzazione della violenza generica) la si induce come “necessaria”, non per contingenza storica ( inefficenza che andrebbe migliorata nella durata dei processi) quindi giustificata sottilmente (pragmatismo cinico e senza prospettiva) che giustifica la parificazione anche in ambito familiare. Una logica impeccabile, praticamente un calare le braghe di fronte al conservatorismo interessato della real politick.

            Ovviamente vale per tutti i paesi. Ma dato che a volte ci si interessa di filosofia, quale sarebbe la tua posizione riguardo a questo? Sarebbe da mantenere “penale” la violenza, domestica o no? Magari come deterrente, stimolo al coraggio di denuncia degli oppressi che possono sentirsi più protetti, miglioramenti dei tempi processuali, prevenzione con campagne di sensibilizzazione ecc…

            Oppure “la necessità” come codice etico purchssia? Avrai pure una testa per illustrarci come la pensi no? Oppure sono solo lungaggini infinite, ricorsi, appelli ecc..? Sarebbe da sentire il parere delle vittime anche, possibilmente non in un clima di paura che le annichiliscono.
            Che in Italia ci siano record di depenalizzazioni non e’ una sorpresa, ma bisognerebbe distinguere caso per caso.
            Quale e’ la tua opinione argomentata caso per caso? No perche non sono tutti uguali “i dati” e ” fatti” , per esempio la depenalizzazione dello spinello (che non significa liberi tutti) e quella sulla violenza non e’ proprio la stessa cosa sai? Ma cosi come mille esempi altri, oppure il facile calderone unico attizza di più la pancia ingenua?

          • Massimo Bordin

            Rispondo per step, essendo il tuo post lungo. Primi 2 step: tu scrivi: “Certo che le contraddizioni esistono anche
            in Italia, e il mondo mediatico e informativo e’ pieno di scorrettezze
            simil titolo ad effetto. Ma questo riflette la realtà intrinseca,
            endogena al sistema mondo capitalista e la Russia non ne e’ di certo
            esente”. Risposta: e allora? se trovo un’informazione a senso unico, dalla stampa alla televisione, tutta orientata spiegarci che ora in Russia si possono picchiare donne e bambini (quando invece è così proprio altrove, compreso il nostro paese di cazzari) dovrei forse esimermi dallo scrivere che non è vero e che si tratta solo di informazione antirussa priva di fondamento? E’ un classico dell’argomentazione ad personam, che anch’io ho usato, ma che proprio per questo con me non funziona. Se un poliziotto becca un ladro di polli questi non gli può chiedere di soprassedere perchè tanto in giro ci sono anche i ladri di cavalli… quindi del fatto che la stampa in Russia sia manipolata me ne frega di meno del fatto che sia manipolata in italia, dove vivo, voto e pago le tasse (e lì è maniplata di meno… comunque) .
            Secondo punto: “grazie di averci detto che hai scritto un libro” ecc ecc. . Io sono contento dell’attenzione di CdC, sito che seguo e che stimo, ma non sapevo che il pezzo sarebbe finito qui. L’incipit era per chi segue abitualmente il mio sito, quindi era un incipit maggiormente chiaro a chi frequenta abitualmente il sito, se avessi saputo che veniva postato qui avrei usato un altro incipit, rivolto a chi non mi conosce. Nel libro parlo del pensiero di Putin in modo favorevole. Se hai la pazienza di googolare vedrai che, tranne “putinfobia” di Giulietto Chiesa, tutti gli altri libri in italiano parlano male di putin, a te l’onere di trovare i pro in quei libri… sintetizzare qui le mie 150 pagine di filosofia pare impresa ardua. La mia critica a Putin va ai suoi trascorsi fine 90 e inizio 2000, cioè alla fase di collaborazione con Eltsin e alla sua collaborazione/amicizia con Berlusconi, uomo con cui non condivide affatto i valori di base. L’ultima fase di Putin è invece quella meglio considerata nel libro. Conoscendo il sottoscritto le opere lette e divulgate da Putin, i suoi discorsi pubblici e le decisioni strategiche, il mio libro non cade di certo nella demenziale «reductio ad Hitlerum» mediatica.
            Nel pomeriggio, se ho tempo, rispondo agli altri e più interessanti punti che hai sottoposto.

          • PersicusMagus

            Ma qual è il problema?
            Massimo Bordin ha espresso il suo parere per di più dichiarando senza ipocrisie di essere un filo putiniano.
            Siccome le alternative di informazione sono tutte anti putiniane ha fatto bene a far sentire la sua voce.
            Tra l’altro “dando informazioni” e non limitandosi alle pallosissime arringhe degli opinionisti a scartamento ridotto che fanno furore sul web.

            Il discorso che “anche Putin è cattivo” significa poco.
            Il potere è cattivo ovunque ma intanto noi cerchiamo di smascherare le menzogne di quello che opprime noi, qui e adesso.
            Dopodiché ognuno ha i mezzi per non farsi infinocchiare e per decidere a chi vuole o gli interessa dare retta.

          • Georgejefferson

            Una critica non e’ “un problema”. Se non e’ ipocrita Massimo tanto di cappello, io parlavo di altro, di demagogia (che può essere anche espressa in buona fede), che esprime critica alle frasi ad effetto, inducendola con frasi ad effetto ecc..L’ informazione non e’ per nulla “tutta” antiputiniana.

            I “dati” e “fatti” sono quasi sempre selezionati per indurre interpretazioni e indirizzo idealogico. Quindi l’argomento “informazione neutra” non e’ un argomento serio. Ci sono tantissime “pallosissime” opinioni, condivido, ma se permetti, ognuno lo decide da sè, quali si e quali no.

            L’argomento bambinesco suoi buoni e cattivi, ancora, non e’ un argomento, pensa a chi lo usa sul tema “la Clinton cattiva” (che sia pessima lo condivido), appunto, significano poco, ma io non mi sono espresso in quei termini, tu li induci.

            La sensibilizzazione, manipolazione dell’ opinione pubblica ecc.. riguardo alla minimizzazione della violenza, con tutto il suo portato ideologico, e’ un problema (anche, non l’unico) che opprime noi, qui e adesso. Ho parlato anche di questo, non “questioni extraterrestri”.

            I mezzi (culturali) a tantissimi vengono negati.

          • Georgejefferson

            Cit.”ora in Russia si possono picchiare donne e bambini”

            e’una frase ad effetto, tutto il circo mediatico gioca per frasi ad effetto. Un po come “il debito pubblico divorerà l’ orfano e la vedova”. Nessuno ti obbliga ad “esimerti”, ma sono chiare strategie mediatiche che tu descrivi inducendo scandalo, non ho argomentato nulla sulla tua persona.

            Cit.”Se un poliziotto becca un ladro di polli questi non gli può chiedere di soprassedere perchè tanto in giro ci sono anche i ladri di cavalli”

            E’ argomento retorico, te lo mostro cosi: Se in un paese e’ depenalizzata la violenza generica questo non e’ una giustificazione per cui anche la violenza privata e’ da prendere con leggerezza con annessa sensibilizzazione negativa con frasi quali: il reato di “maltrattamento in famiglia” è “anti-familiare” (senatrice Mizulina)…la depenalizzazione dei maltrattamenti in famiglia è una “condizione per creare famiglie forti” (presidente della Duma).

            Come vedi, l’argomento “un male non giustifica altri mali” viene usato a fasi alterne.

            Cit.”che la stampa in Russia sia manipolata me ne frega di meno del fatto che sia manipolata in italia, dove vivo, voto e pago le tasse”

            A ecco bene, si capisce, non e’ uno scandalo la stampa manipolata, e’ un problema quella in Italia che a volte sputtana quella in russia (tanta stampa la elogia), che simpatizzo, e poi io pago le tasse qua.
            Non si capisce che argomento sia quello delle tasse (Ps. molti arricchiti non le pagano e molti politicanti fanno leggi per le libere circolazioni dei capitali, sarai arrabbiato anche con loro, presumo), ma comunque e’ chiaro il concetto: critico la stampa manipolata ma solo quella antipatica.

            Cit.”alla fase di collaborazione con Eltsin e alla sua collaborazione/amicizia con Berlusconi, uomo con cui non condivide affatto i valori di base”

            Condivido la critica sulle “collaborazioni”, puoi fare una sintesi (anche poche parole) sui cosidetti “valori di base” di Putin? Presumo li condividi, se ne puo allora parlare, magari nei valori di base scopriamo che sono anch’ essi altamente criticabili, o forse no. Ma sarei curioso.

          • Massimo Bordin

            step 3. “la bufala riguarda l’imprecisione dei giornalisti …”, no, la bufala è che è una notizia falsa, no “imprecisioni”. Quella apparsa sui giornali non è una legge ancora approvata, è solo iniziato l’iter. Inoltre, e soprattutto, è nata da una raccolta di firme (più di 200mila) in Russia da parte dei cittadini perchè c’è attualmente una contraddizione enorme: se tu piccchi mio figlio hai una multa, se lo picchio io che sono il padre ho galera fino a due anni. Siccome si tratta esattamente dello scapaccione (“lieve entità”, “senza recidiva”, ecc,. queste le espressioni usate) la società russa sta pensando che sia una boiata mantenere la legge attuale. Devo interpretare e trascurare un poco i fatti, come ad esempio che in Italia dove si grida allo scandalo è molto peggio, ecc ecc? Ok, intepreto. I reati per me devono riguardare fatti gravi! Il resto, come appunto la lieve entità di una percossa, vengono circoscritti e fermati meglio se sono derubricati a illeciti e non reati. Gli equilibri famigliari sono complessi e difficilmente un giudice riesce ad entrare davvero nei meandri famigliari. Quando lo fa, deve farlo perchè ci sono fatti gravi, comprovati, ecc. ecc. Poni il caso che tua moglie ti denunci perchè dice che l’hai schiafegggiata. A te magari non pare proprio sia andata così, magari pensavi di aver solo risposto per le rime a seguito di una lite con urla o perchè ti ha fatto le corna e in quegli attimi concitati proprio non ti pare che sia come dice lei. Se passa questa legge, vieni sanzionato! E se ricapita sarai processsato! In che senso sarebbe sbagliato? Cioè, secondo te è meglio mandare a processo per una sberla? Una sberla per la quale il giudice non ha referto, perchè se c’è referto è TUTTO un altro discorso… Un giudice dovrebbe condannare Tizio perchè ha dato una sberla a Caio, ma non ci sono segni, non c’è referto. Ti rendi conto del pananto giuridico che si crea? Inoltre, se questo gesto viene fatto da estranei va ben, non ci sarà alcun processo… e la logica? stiamo facendo rovesciare nella tomba Aristotele come una trottola, caro mio. Tu parli anche di deterrenza, se ho ben capito, di gerarchie famigliari, di messaggio. Fingi di non sapere, allora, che gran parte del malessere famigliare è determinato dall’educazione, dalle dinamiche sociali … se guardi alle cose gravi che avvengono nelle famiglie (ti basta “chi l’ha visto”, non occorre neanche scomodare Hans Kelsen) vedi che il disagio avvviene per questioni economiche, per ignoranza, per abbruttimento, per il capitalsimo come correttamente dici tu, o per “struttura”, per dirla con Marx. Non capita mai, mai e mai che uno dica: “aspetta che evito di spingere mio figlio, perchè se mi denuncia poi vado in prigione”. Poi, per me, tu puoi anche credere a Biancaneve, ma i disagi famigliari non dipendono dalla bontà della legge, ma da circostanze economiche e culturali. Sono stato in Norvegia, lì difficilmente Tizio picchia Caia in occasione di una separazione. Perchè? Negli States in alcuni stati come ben saprai lo Stato ti ammazza se uccidi, ma questo non è mai stato un deterrente, perchè è solo la fine del degrado che limita i reati, e non la severità della norma. Se leggi Beccaria (che stranamente era un nostro connazionale…) egli diceva che la detterrenza è data dalla “certezza della pena”, non dalla sua severità equivoca. Nel caso di specie, l’esempio è perfetto: meglio una sanzione con successiva minaccia del penale se vi sono recidive, che un processo penale hic et nunc che rovina la famiglia per sempre ed i cui esiti sono lunghi e incerti. I reati devono riguardare cose molto gravi, e per me una sberla, non lo è per niente. Se avviene tra genitori e figli, purtroppo, in molti casi è adddirittura necessaria, come sanno benissimo tutti quelli che hanno figli. L’educazione non segue un modello unico, come pensavano gli illuministi, ma deve adattarsi al carattere del soggetto in formazione. In altri termini certi, se non gli dai una sberla, non correggono il comportamento errato. Se hai mai avuto a casa un gattino (non una tigre), sai che la popò evita di farla dappertutto solo dopo che lo hai un po’ strapazzato. Se tu pensi di usare Rousseau in alcune situazioni educative, accomodati pure, ma rimarrai deluso.
            step 4 “vero che forse non ti occupi di filosofia”… “la pancia” ecc ecc. mmmm, a me questa cosa puzza di sinistra al caviale, cioè di una sinistra che ha dimenticato la dialettica capitale-lavoro per occuparsi esclusivamente di beghe da letto. Magari mi sbaglio, ma la puzza è forte. Per dirla con Don Abbondio “le ho viste io quelle facce”. Comunque sulla filosofia non so quanto conti il curriculum: io mi sono laureato in filosofia nel 1996 e la insegno da qualche lustro. I relatori erano Rita Medici e Antonio Santucci, la tesi era sulla scuola di Budapest (lukacs – agnes heller). Marxisti che avevano un pochino letto qualcosa…
            Ci sarebbero altre cose meritevoli di precisazione (come la necessità della depenalizzazione – che non è ciò che intendevo – ecc ecc) ma ho sempre trovato stucchevoli gli articolisti che portano i 3D fino all’eternità con la pretesa di avere l’ultima parola. La lascio volentieri a te senza replicarti. (ps se vuoi sapere cosa penso di Putin in modo completo devi andare su amazon e buttar via 4,49 euro. Io non divento di certo ricco. Tu non diventi di certo povero. ma almeno avrai vero materiale per una polemica sul Putinismo prossimo venturo).

          • Georgejefferson

            Ti ringrazio per il clima di dialogo civile e pacato (cioè ci provi, apprezzo molto l’impegno), ma non sono del tutto d’accordo. Mi ritaglio del tempo e ricostruiamo per bene. l’ultima parola di solito la lascio volentieri al piccolo qualunquista che insulta, nel tuo caso, e’ meritevole di civile considerazione da parte mia, ma non per orgoglio narcisista, e’ per il piacere di un dialogo profondo e che merità passione.

          • Massimo Bordin

            Avevo promesso di non replicare, ma a questa parte si, visto che è una tua richiesta: “quali sarebbero i valori di Putin? ecc ecc” Premesso che come ti ho già detto ci sono stati più Putin, come ci sono stati più Stalin, più Marx, più Gramsci, non è possibile rispondere semplificando. Ad ogni domanda c’è una risposta semplice … ma è quella sbagliata! Quindi occorre fornire risposte complesse. Tuttavia, come avrai capito, sono poco socratico, nel senso che amo gli articoli e meno i dialoghi (e peraltro non li apprezzerebbe nemmeno socrate questi qui, visto che sono scritti). Mi sforzo dunque di essere sintetico: Putin ha capito che il capitalismo è una fallace allocazione delle risorse. Viene da letture e cultura marxista e non lo ha mai dimenticato. Tuttavia, rappresenta anche un popolo profondamente spirituale, incomprensibile senza lo studio dell’ortodossia religiosa russa. Quindi, per dirla fuori dai denti, Putin crede che l’economia debba essere pianificata, ma non nel senso della collettivizzazione di ogni risorsa, ma solo di quei mezzi di produzione davvero rilevanti per la nazione, come l’energia. Quindi, non si oppone allo scambio, ma non lo ritiene “libero”, il che fa di lui un politico antiliberista, forse l’unico genuinamente antiliberista in occidente, pur sapendo che l’individualismo e l’ambizione personale siano una predisposizione umana della quale tenere conto (è più vicino a stalin che a trotskj semplificando un po’ su concetto di transumanesimo). In altre parole ancora, Putin promuove il mercato, ma un mercato ben ben regolato dalla volontà popolare e che però non trova una sintesi nella democrazia diretta stiloe grillo, ma nello Stato come concetto e smbolo, oltre che come istituzione. Se vuoi capire davvero Putin devi capire Hegel e la dialettica. Può anche non piacere Hegel, per carità, ma è il pensatore che più di altri si avvicina al pensiero di Putin. Come saprai, hegel ha ispirato considerazioni a destra e a sinitra. Lo stesso marx era hegeliano, ma lo era anche gentile. Quindi? quindi Putin rappresetna una discreta sintesi dell’hegelismo. Lo dimostrano i libri che ragala, come le opere di Berdjaev, Solviev, Ilyn. Filosofi russi vicini sia all’idealismo di matrice tedesca che al pensiero ortodosso russo, senza il quale è impossibile capire la Russia, la cui mentalità è profondamente influenzata dalla tradizione, ma anche dal clima e dal paesaggio. Inoltre (ma qui davvero dovrei scriverci sopra una treccani!), Putin è fortemente influenzato dalle cose imparate come colonnello nei servizi, e cioè le strategie di gestione dei conflitti che fanno riferimento alla cultura orientale, da Sun Tzu ai 36 stratagemmi. Se fossimo al bar (ma non lo siamo) ti avrei detto: dio, patria e famiglia, ma anche ridistribuzione della ricchezza di stampo socialista (aaargh, un rossobruno?). Buona giornata e alla prossima polemica. Essendo io politicamente scorretto avremo ancora molto da ridirci. Ciao

          • Georgejefferson

            Se per “notizia falsa” ti riferisci ad un titolo ad effetto del tipo ” Picchiare donne e figli per creare famiglie più forti”, ti stai attaccando alla fiscalità delle parole in ugual modo di quelli che ci si attaccano al contrario, cioè per criticare esponenti politici Russi. Un titolo ad effetto del genere e’ sleale ed hai ragione, ma e’ chiaramente una provocazione simile a mille altre in ogni direzione ideologica, nel caso specifico abbiamo una depenalizzazione degli abusi domestici con motivazioni che vanno dalla minimizzazione (la sberletta) ad una astratta “necessità” (lungaggini infinite, ricorsi, appelli ecc..), ad una logica che fa leva sulla omologazione dei casi, ma casualmente (molto casualmente) al posto di parificare le pene, le depenalizza (sempre omologazione e’, ma ad indirizzo ideologico preciso). Aggiungiamo pure le dichiarazioni pubbliche di alti esponenti:

            “il reato di “maltrattamento in famiglia” è “anti-familiare” (senatrice Mizulina)…la depenalizzazione dei maltrattamenti in famiglia è una “condizione per creare famiglie forti” (presidente della Duma)”

            Ed abbiamo una bella operazione di sensibilizzazione dell’ opinione pubblica che fa leva sui bassi istinti di violenza come dato “naturale”, pronta a fomentare il confuso riscatto di tantissimi “celoduristi” sempre attenti a cogliere i “frame” conflittuale indotto dalla classe dominante.

            Insomma, imprecisi…si perchè non e’ sul serio, insoma non e’ detto, si tratta solo di “progetto” votato con 380 voti a favore e 3 contrari. Manca il parere del senato con annessa eventuale firma di putin. E non e’ mica detto che firmi, l’uomo forte al comando (nelle rappresentazioni mediatiche) con le foto di ammazza leoni e torso nudo. Non e’mica detto, quindi sono titoli imprecisi.

            Pero la raccolta firme, bisogna essere precisi, la raccolta firme da parte dell 0, 14 % della popolazione russa (e’ sempre un numero preciso no? oppure fa meno effetto? Ma tanto l’effetto non conta, non conta l’ interpretazione delle persone, i numeri sono numeri). Pero sono pochissimi cittadini, se mi scrivi da parte dei “cittadini” tout court non sei preciso, anzi, e’ una notizia falsa.

            Cit.”se tu picchi mio figlio hai una multa, se lo picchio io che sono il padre ho galera fino a due anni”

            Hai hai, giusta osservazione, capisco che l’esempio del padre che picchia e’ molto incidente nell’educazione del figlio, ma perchè queste differenze? Meriterebbe la galera fino a due anni anche l’estraneo alla famiglia, fermo restando che un giudice che condanna senza una giusta constatazione della gravita del fatto non e’ un giudice, ma un pinco pallino.

            Il solo scapaccione non lo so, da millenni genitori violenti rimbombano nel tempo i figli con gli scapaccioni (oggi meno, e non dappertutto) ed e’ più prassi comune introiettata come forma educativa che scapellotto rarissimo. Poi bisogna vedere come si interpreta “lieve entita”, un figlio oppresso dalla violenza, fisica e psicologica quotidiana, può benissimo chiudersi e mai denunciare, per paura. e il messaggio lassista che passa (col rinforzo delle dichiarazioni dei “virili” alla duma) probabilmente rinforza questa prassi “educativa”.
            Magicamente pero, un pugno di celoduristi in russia diventa “la società” russa.

            Non so se “devi” interpretare e trascurare un poco i fatti, sembra pero che “i fatti” di promozione e giustificazione di modelli educativi violenti e paternalistici li hai trascurati un po. Ma ognuno fa le scelte che crede.

            Cit.”Ok, intepreto. I reati per me devono riguardare fatti gravi! Il resto, come appunto la lieve entità di una percossa, vengono circoscritti e fermati meglio se sono derubricati a illeciti e non reati”

            Condivido abbastanza, ti sembrera strano, ma non sono un fautore della società securitaria e repressiva, pero e’ una semplificazione ridurre un tema cosi complesso nella semantica delle parole, giudicando a priori il “grave” e “meno grave”, il problema spesso e’ che si maschera un modello educativo sbagliato, violento con a base la paura come metodo (che fa danni enormi in tutto il vissuto di una persona) con la scusa della sberletta rarissima che “capita” e quindi da punire molto meno.

            Capisco che un giudice
            cit. “difficilmente riesce ad entrare davvero nei meandri famigliari”, che sia un tema delicato e difficile, ma lo stesso lo e’ con il giudice, che deve decidere se mandare a manganellare una protesta, o incarcerare un barbone che cerca elemosina. Non si capisce allora questo benedetto giudice, in quali ambiti abbia più o meno capacità di giudizio.

            Di certo, mi auguro che un bravo giudice, riesca a discernere tra una persona pacifica, che dopo innumerevoli soprusi dalla moglie, cede alla sberletta, dal violento abituale come prassi “normale” perche introiettata dalla società in cui vive. E’ il suo lavoro, e non e’ detto che tutti i giudici debbano essere dei pinco pallino.

            Non e’ giusto infatti che si vada sotto processo per una sberla, ma questo e’ ovvio. Il giudice senza referto ha però facoltà di indagare sulle storie personali, ovviamente cercando le prove, ma e’ anche ovvio che “la possibilità” di indagare, aiuta la persona oppressa a prendere più coraggio a denunciare.
            Ma dopo ci stanno anche tutte le implicazioni pratiche su altri versanti, campagne di sensibilizzazione alla denuncia, fondi per le associazioni che aiutano le persone vittime di violenze ecc.. Ma tutto questo può essere ostracizzato da una opinione pubblica manipolata, nel senso della “normalizzazione culturale” alla violenza, come dato di natura.

            La logica di aristotele non c’entra, altrimenti dovresti spiegare perchè l’inverso, cioè omologare le leggi penalizzando anche l’esterno, oltre che il familiare, sarebbe meno logica del contrario.

            Cit. “gran parte del malessere famigliare è determinato dall’educazione, dalle dinamiche sociali … se guardi alle cose gravi che avvengono nelle famiglie… vedi che il disagio avvviene per questioni economiche, per ignoranza, per abbruttimento, per il capitalsimo come correttamente dici tu, o per “struttura”, per dirla con Marx”

            Concordo abbastanza, difatti sono del parere che le condizioni materiali determinano le sovrastrutture giuridiche, ma anche che le condizioni culturali e soggettive determinino le situazioni materiali. Per quello concordo abbastanza con Marx, perchè più volte ha dichiarato che non e’ per niente vero che la direzione sia unica, ma che esiste un condizionamento reciproco dovuto allo scorrere del tempo. Di sicuro delle persone di alto livello mediatico e pubblico che dichiarano:

            il reato di “maltrattamento in famiglia” è “anti-familiare” (senatrice Mizulina)…la depenalizzazione dei maltrattamenti in famiglia è una “condizione per creare famiglie forti” (presidente della Duma)

            Insieme ai tantissimi esagitati che non vedono l’ ora di fare una pernacchia alle leggi dei “buonisti”, rinfocolando l’ego da buon celodurista (che vorrebbero depenalizzare alcune cose…ma penalizzare di più tante altre, in una visione di società securitaria basata sulla paura e violenza)…contribuiscono di brutto alla costruzione dei modelli di società (il clima di paura e’ una condizione ottima per gli interessi del capitale)

            Non centra Biancaneve, e’ ovvio che i disagi familiari non dipendano unicamente dalla legge, ma la legge fa la sua parte, insieme a tanti altri fattori culturali.
            In Norvegia il clima più disteso nelle condizioni economiche avrà fatto la sua parte, ma le condizioni culturali (la razza non si può più dire) sono portati storici costruiti, non innatismi naturali. E allora bisegerebbe indagare bene anche, a volte basta una ricerca ( parole chiave tipo: e’ tutto oro quello che luccica in…Norvegia/ svezia o altro a piacere )

            Cit. “è solo la fine del degrado che limita i reati, e non la severità della norma”

            Sono d’accordo, mi auguro che chi manda gli sbirri a sedare una rivolta di “negros”, o uno sciopero selvaggio, o manganelli ai ragazzini esagitati con lo spinello, o al carcere per il barbone sulle strade la capisca.

            Non che non ci sia bisogno di leggi e messe in pratica, intendiamoci, ma ho il sospetto che “il giudice che non deve giudicare fatti privati” sia uno specchietto per le allodole.

            Non centra nulla un principio o valore di buon senso con il “sangue” (beccaria come nostro connazionale), nel caso specifico la retorica della “certezza della pena” fa sorridere se non nascondesse implicazioni pratiche ipocrite.E questo beccaria lo sapeva benissimo, non lo sa il bigotto perbenista borghese.

            Non e’ detto che un processo penale “rovina la famiglia per sempre ed i cui esiti sono lunghi e incerti”…dipende, non e’ cosi meccanico. A volte puo essere una liberazione da violenze e barbarie ripeture e naturalizzate.

            Una sberla in sè e’ poco, concordo, ma spesso “non e’ una sberla”, sono sberle come prassi educative, crescite roviate in un clima perenne di paura e rancore, ripercussioni psicologiche drammatiche esistenziali.

            Un esempio di cui sopra concorda con quello che hai scritto:
            Cit.” L’educazione non segue un modello unico”

            Dovresti spiegare meglio quando dici “educazione da adattarsi al carattere del soggetto in formazione”…perche sembra invece un “modello unico” che invece sopra hai stigmatizzato.

            Ti do una notizia, le persone non sono “animali”. Da millenni i retori mistificatori fanno a man bassa paragoni tra le persone e gli animali. Le persone “in formazione” sono appunto in formazione, con un libero arbitrio, che puo fiorire in positivo più con l’affettività che con la paura e violenza psicologica. E spesso le chiusure e cocciutaggini, sono portati esistenziali condizionati dal vissuto triste e rancoroso dei genitori, che insegnano con l’esempio sono a replicare abitudini insane di aggressività. Questo non vuol dire che non debba esserci una misura di severità, ma le punizioni (per esempio virtuoso, privando parzialmente la considerazione, il gioco desiderato) non e’ detto per nulla che il metodo violento sia il più giusto ed efficace.

            A meno che uno non creda che “il carattere” sia il solo dominante, come uno stigma innato a cui una persona non puo fare nulla, se non con la repressione. Ma significa che si e’ introiettata la credenza che un qualcosa,oltre a noi stessi, abbia priorità su di noi, un astratto carattere innato, una presunta “natura”, una presunta “divinità”. Certo se ti convinci lo credi.

            Non so bene cosa intendi col “puzzo di sinistra”, oggi giorno va di moda parametrare nello stesso calderone Marcuse, e l’esagitato al gay pride…Fromm con le “beghe da letto”. Quindi dovresti spiegarti meglio.
            Gli opportunisti esistono, non c’e’ da negarlo, parla piuttosto della dialettica capitale- lavoro che e’ più interessante.

            Non ti ho chiesto referenze scolastiche e sul personale, non ci sono andato, se non richesta di opinione e giudizio.

  • redfifer

    Scandaloso – Quel criminale di Putin ha depenalizzato la
    violenza domestica…!

    Scandaloso solo perchè avete la memoria corta …
    ecco l’elenco dei reati depenalizzati da Renzi. Buona Lettura!

    Si, cari amici. Prima di dare del CRIMINALE a Putin leggete
    attentamente questa lista. E’ l’elenco dei reati DEPENALIZZATI da Renzi…

    Depenalizzazione dei reati minori attraverso il Decreto legislativo di attuazione della Legge delega 67/2014 del Consiglio dei Ministri

    – Abbandono di persone minori o incapaci – art.591 c.p. co.1

    – Abusivo esercizio di una professione – art348

    – Abuso dei mezzi di correzione o di disciplina – art.571 c.p.

    – Abuso d’ufficio – art.323 c.p.

    – Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico – art.615 ter

    – Arbitraria invasione e occupazione di aziende agricole o industriali. Sabotaggio – art.508 c.p.

    – Adulterazione o contraffazione di cose in danno della pubblica salute – art.441 c.p.

    – Appropriazione indebita – art.646 c.p.

    – Arresto illegale – art.606 c.p.

    – Assistenza agli associati (anche mafiosi) – art.418 co.1 c.p.

    – Attentato a impianti di pubblica utilità – art.420 c.p.

    – Attentati alla sicurezza dei trasporti – art.432 c.p.

    – Atti osceni – art.527 c.p.

    – Atti persecutori (stalking) – art.612 bis co.1

    – Commercio o somministrazione di medicinali guasti – art.443 c.p.

    – Commercio di sostanze alimentari nocive – art.444 c.p.

    – Contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari – art.517 quater

    – Corruzione di minorenne – art.609 quinquies co.1 c.p.

    – Crollo di costruzioni o altri disastri dolosi – art.434 co.1 c.p.

    – Corruzione – art-318 c.p.

    – Danneggiamento – art.635 c.p.

    – Danneggiamento a seguito d’incendio – art.423 c.p.

    – Danneggiamento seguito da inondazione,frana valanga – art.427 co.1 c.p.

    – Danneggiamento di informazioni e programmi informatici – art.635 bis c.p.

    – Danneggiamento di sistemi informatici o telematici – art.635 quater c.p.

    – Detenzione di materiale pornografico – art.600 quater c.p.

    – Deviazione di acque e modifiche dello stato dei luoghi – art.632 c.p.

    – Diffamazione – art. 595 c.p.

    – Divieto di combattimento tra animali – art.544 quinquies

    – Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza – artt.392-393 c.p.

    – Evasione – art 385 c.p.

    – Fabbricazione o detenzione di materie esplodenti – art.435 c.p.

    – False informazioni al P.M. – art.371 bis

    – Falsità materiale del P.U. – art.477 c.p.

    – Favoreggiamento personale – art-378 c.p.

    – Favoreggiamento reale art.379 c.p.

    – Frode informatica – art.640ter co.1-2 c.p.

    – Frode in emigrazione art.645 c.p.co.1

    – Frode nelle pubbliche forniture – art.356

    – Frode processuale – art.374 c.p.

    – Frodi contro le industrie nazionali – art.514 c.p.

    – Frode nell’esercizio del commercio – art.515 c.p.

    – Furto – art.624 c.p.

    – Gioco d’azzardo – art.718-719 c.p.

    – Impiego dei minori nell’accattonaggio – art.600 octies c.p.

    – Incesto – art.564 1 co. C.p.

    – Inadempimento di contratti di pubbliche forniture art.355 c.p.

    – Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato – art 316 ter

    – Ingiuria – art.594 c.p.

    – Ingresso abusivo nel fondo altrui – art.637 c.p.

    – Insolvenza fraudolenta – art.641 c.p.

    – Interferenze illecite nella vita privata – art. 615 bis

    – Interruzione di pubblico servizio – art.331 c.p.

    – Intralcio alla giustizia – art.377 c.p.

    – Introduzione nello Stato e commercio di prodotti falsi – art.474 c.p.

    – Introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui – art.636 c.p.

    – Invasione di terreni o edifici – art.633 c.p.

    – Istigazione a delinquere – art.414 c.p.

    – Istigazione a disobbedire alle leggi – art.415 c.p.

    – Lesione personale – art.582 c.p.

    – Lesioni personali colpose art.590 c.p.

    – Maltrattamento di animali – art.544 ter

    – Malversazione a danno dei privati – art.315 c.p.

    – Malversazione a danno dello Stato – art.316 bis

    – Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice – art.388 c.p.

    – Manovre speculative su merci – art.501 bis c.p.

    – Millantato credito – art.346 c.p.

    – Minaccia – art. 612 c.p.

    – Occultamento di cadavere – art.412 c.p.

    – Oltraggio a P.U. – art.341 bis

    – Oltraggio a un magistrato in udienza art.343 c.p.

    – Omessa denuncia di reato da parte del P.U. – art.361

    – Omicidio colposo – art.589 c.p. co.1

    – Omissione di referto – art.365 c.p.

    – Omissione di soccorso – art. 593 c.p.

    – Patrocinio o consulenza infedele – art.380 c.p.

    – Peculato mediante profitto dell’errore altrui – art.316 c.p.

    – Percosse – art. 581 c.p.

    – Possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi – art.497 bis co.1.

    – Procurata evasione – art.386 co.1

    – Procurata inosservanza di pena – art.390 c.p.

    – Resistenza a P.U. – art. 337 c.p.

    – Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio – art.501 c.p.

    – Rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro – art.437 c.p.

    – Rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio – art.326 c.p.

    – Rivelazione di segreti inerenti ad un procedimento penale – art.379 bis

    – Rifiuto di atti d’ufficio.Omissione – art.328 c.p.

    – Rissa – art.588 c.p.

    – Simulazione di reato – art.367 c.p.

    – Sostituzione di persona – art.494 c.p.

    – Sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro – art.334 c.p.

    – Sottrazione di persone incapaci – art.574 c.p.

    – Sottrazione e trattenimento di minori all’estero – art.574 bis

    – Stato d’incapacità procurato mediante violenza – art. 613 c.p.

    – Traffico d’influenze illecite – art.346 bis

    – Truffa – art.640 c.p.

    – Turbata libertà degli incanti – art.353

    – Turbativa violenta del possesso di cose immobili – art.634 c.p.

    – Usurpazione di funzioni pubbliche – art.347

    – Uccisione di animali – art.544 bis

    – Uccisione o danneggiamento di animali altrui – art.638 c.p.

    – Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine – art.516 c.p.

    – Vilipendio delle tombe – art.408

    – Vilipendio di cadavere – art.410 co.1

    – Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza – art 616 c.p.

    – Violazione di domicilio art.614 c.p.

    – Violazione di domicilio commessa dal P.U. – art. 615 c.p.

    – Violazione di sepolcro – art.407 c.p.

    – Violazione di sigilli art.349

    – Violazione degli obblighi di assistenza familiare – art.570 c.p.

    – Violenza o minaccia a P.U. art.336 c.p.

    – Violenza privata – art.610 c.p.

    – Violenza o minaccia per costringere taluno a commettere un reato – art.611 c.p.

    Fa paura tutto questo vero? Soprattutto dopo i recenti fatti di
    cronaca, uccisioni di minori, torture, violenze domestiche, violenze
    sulle donne, e tanti altri, forse davvero troppi, reati che non avranno
    più come deterrente la carcerazione.

    Ma per l’opinione pubblica il Criminale è Putin che ne ha depenalizzato uno solo…

    • Davide

      Credo che nessuno di questi reati che hai elencato, sia stato depenalizzato. Attenzione a ripotare certe notizie e senza fonti.

      • vocenellanotte

        La legge delega 67/2014 parla chiaro. Perciò giuridicamente non sono ancora stati depenalizzati, ma politicamente si.

        • Davide

          Credo che ci sia un bella differenza allora

          • Massimo Bordin

            in Italia depenalizziamo e rimettiamo l’illecito come reato con estrema leggerezza. Un esempio su tutti è l’offesa a pubblico ufficiale, che compare e scompare come reato a seconda del vento. La depenalizzazione è una tendenza normativa, un trend, che riguarda tutte le nazioni dell’Occidente

      • Rolmas

        Per quel che ne so io molti reati sono stati effettivamente depenalizzati. La lista di cui sopra però mi sembra eccessiva. I reati depenalizzati sono 41. Riporto un’altra lista, appena verificata da fonti che io considero attendibili:
        Reati contro la persona:
        – Ingiuria (art. 594)
        Reati contro la fede pubblica:
        – Falsità in scrittura privata (art. 485)
        – Falsità in foglio firmato in bianco. Atto privato (art. 486)
        – Falsità su un foglio firmato in bianco diverse da quelle previste dall’articolo 486. Atto privato (art. 488)
        – Uso di atto falso. Atto privato (art. 489, 2° comma)
        – Soppressione, distruzione e occultamento di scritture private vere (art. 490)
        Reati contro la moralità e il buon costume:
        – Atti osceni (art. 527, 1° comma)
        – Pubblicazioni e spettacoli osceni (art. 528, 1° e 2° comma)
        Reati contro il patrimonio:
        – Sottrazione di cose comuni (art. 627)
        – Danneggiamento semplice (art. 635, 1° comma)
        – Appropriazione di cose smarrite, del tesoro o di cose avute per errore o caso fortuito (art. 647)
        Contravvenzioni:
        – Rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto (art. 652, 1° e 2° comma)
        – Abuso della credulità popolare (art. 661)
        – Rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive (art. 668, 1°, 2° e 3° comma)
        – Atti contrari alla pubblica decenza. Turpiloquio (art. 726)
        Sostanze stupefacenti
        – Mancato rispetto dell’autorizzazione alla coltivazione di stupefacenti per uso terapeutico (art. 28, 2° comma, d.p.r. n. 309/1990)
        Codice della Strada:
        – Guida senza patente (art. 116, 15° comma, d.lgs. n. 285/1992)
        Previdenza:
        – Omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali (art. 2 d.l. n. 463/1983)
        Riciclaggio:
        – Omessa identificazione (art. 55, 1° comma, d. lgs. n. 231/2007)
        – Omessa registrazione (art. 55, 4° comma, d. lgs. n. 231/2007)
        Fallimento:
        – Omessa trasmissione dell’elenco dei protesti cambiari da parte del p.u. (art. 235 R.d. n. 267/1942)
        Società:
        – Impedito controllo ai revisori (art. 29 d. lgs. n. 39/2010)
        Assegni bancari:
        – Emissione di assegno da parte dell’istituto non autorizzato o con autorizzazione revocata (art. 117 r.d. n. 1736/1933)
        Aborto:
        – Interruzione volontaria della propria gravidanza senza l’osservanza delle modalità indicate dalla legge (art. 19, 2° comma, l. n. 194/1978)
        Diritto d’autore:
        – Abusiva concessione in noleggio (art. 171-quater l. n. 633/1941)
        Pubblica sicurezza:
        – Violazione delle norme per l’impianto e l’uso di apparecchi radioelettrici privati (art. 11 R.d. n. 234/1931)
        Contrabbando:
        – Contrabbando nel movimento delle merci attraverso i confini di terra e gli spazi doganali (art. 282 d.p.r. n. 43/1973)
        – Contrabbando nel movimento delle merci nei laghi di confine (art. 283 d.p.r. n. 43/1973)
        – Contrabbando nel movimento marittimo delle merci (art. 284 d.p.r. n. 43/1973)
        – Contrabbando nel movimento delle merci per via aerea (art. 285 d.p.r. n. 43/1973)
        – Contrabbando nelle zone extradoganali (art. 286 d.p.r. n. 43/1973)
        – Contrabbando per indebito uso di merci importate con agevolazioni doganali (art. 287 d.p.r. n. 43/1973)
        – Contrabbando nei depositi doganali (art. 288 d.p.r. n. 43/1973)
        – Contrabbando nel cabotaggio e nella circolazione (art. 289 d.p.r. n. 43/1973)
        – Contrabbando nell’esportazione di merci ammesse a restituzione di diritti (art. 290 d.p.r. n. 43/1973)
        – Contrabbando nell’importazione od esportazione temporanea (art. 291 d.p.r. n. 43/1973)
        – Altri casi di contrabbando (art. 292 d.p.r. n. 43/1973)
        – Pena per il contrabbando in caso di mancato o incompleto accertamento dell’oggetto del reato (art. 294 d.p.r. n. 43/1973)
        Guerra:
        – Omissione di denuncia di beni (art. 3 d.lgs. luogotenenziale n. 506/1945)
        Macchine utensili:
        – Alterazione del contrassegno di macchine (art. 15 l. n. 1329/1965)
        Commercio:
        – Installazione o esercizio di impianti in mancanza di concessione (art. 16 d.l. n. 745/1970)
        Fonte: Depenalizzazione: ecco la lista completa dei 41 reati cancellati
        http://www.studiocataldi.it

      • Rolmas

        Ad esempio: commettere atti osceni in luogo pubblico non è più reato; nemmeno se l’accusato si masturba in strada mentre passano studentesse universitarie. Ad affermarlo la terza sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza numero 36867 del 6 settembre 2016, con la quale ha annullato la condanna penale, inflitta in appello, nei confronti di un 70enne di Catania.
        La sentenza è stata emessa in forza della depenalizzazione di cui stiamo parlando (la legge è in vigore ed è operativa)

  • Ronte

    Una scazzottata e poi amici come prima; uno scappellotto e la lezione imparata. Gli eccessi finivano in giudizio.
    Più tardi arrivava il culto della casa e del condominio. Chiudevano i luoghi di aggregazione e socializzazione: stare alla finestra diventava vergogna, parlare per le scale pure. Tutti arroccati dentro le ‘quattro mura’ dove la televione diventava maestà incontrastata. Bombardamento a tappeto e lavaggio del cervello.
    Ma nel frattempo fuori si decidevano le cose e quelle decisioni si infilavano senza chiedere permesso anche oltre la soglia casalinga. Tasse, difficoltà economiche, problemi sul lavoro, disoccupazione, precarietà, licenziamenti. Aumentavano paure, discussioni, arrabbiamenti, percosse (l’80% delle violenze in Italia sono praticate in famiglia). Perciò il problema risiede nelle difficoltà quotidiane da superare, che si misurano oltretutto con le illusorie stupitaggini televisive. E loro che si ubriacano di provvedimenti e sanzioni, sono la causa dei mali, Duma o Palazzo Chigi che siano.

  • vocenellanotte

    La violenza privata è un argomento piuttosto delicato. Essa può manifestarsi anche in modo “non fisico” e questi sono almeno il 50%, mentre invece viene perseguita quasi esclusivamente quella fisica.
    Detto questo, mi sembra che l’articolo voglia focalizzare solo la bufala apparsa nei media. La qual cosa è alquanto banale. Sarebbe stato lodevole invece un’analisi più accurata sotto il profilo culturale, seguita da una comparazione dei sistemi giuridici che condannano la violenza.

  • ws

    la questione deriva da l’ovvio dato di fatto che i padroni dei media vogliono giornalisti servizievoli ai propri interessi.Questa stringente richiesta nel tempo ha sviluppato la “selezione del cretino” cioè un giornalista senza idee proprie che una cosa bene la sa e la fa senza esitazione : bastonare sempre chi è sgradito al padrone.
    Sfortunatamente però il servizio richiesto viene sempre più fatto “cretinamente” 😎

    • natascia

      Io direi fortunatamente. Magari questi perfetti idioti non si rendono conto del grande servizio che stanno facendo alla società.

  • natascia

    Ormai a tutti i livelli non si sa più cosa inventare pur di bloccare le ribellioni in atto.

  • Nicolass

    mi è venuta voglia di picchiare qualcuno…. qualcuno si offre volontario?? meglio se giornalista aspirante pennivendolo

  • Andrea Carancini

    Li chiamano giudici di pace ma in realtà sono giudici di guerra.

  • leda

    Grazie! è drammatica la situazione dei giornalisti italiani!

  • Corrado Crippa

    Non è vero che anche in Italia è depenalizzato. Il reato infatti non è quello di percosse, ma di maltrattamenti in famiglia, punito con la reclusione da due a sei anni nell’ipotesi base. Alla domanda poi se trovo logico che l’estraneo sia punito meno severamente rispondo sì, perché la coabitazione e la sussistenza di una relazione di affidamento (genitori-figli, maestri-allievi etc.) sono un’aggravante, non un’ attenuante.

  • Davide Diego Marras

    raga, guardate che non è detto che sia sempre l’uomo ad alzare le mani contro moglie e figli, eh.
    cioè, se proprio dovete commentare tenete in mente che la legge e rivolta a chi alza le mani, senza specificare il sesso