Perché no al reddito di cittadinanza

DI ALDO GIANNULI

aldogiannuli.it

A quanto pare, dopo il M5s, Sel, il Pci (già Partito dei comunisti italiani) ora anche Berlusconi si pronuncia a favore del reddito di cittadinanza. Tanta convergenza appare un po’ sospetta, vi pare?  Magari varrebbe la pena di chiedersi se tutti intendano la stessa cosa. Tutti fanno riferimento “all’Europa” ma in Europa esistono sistemi abbastanza diversi e l’indicazione chiarisce poco. Qui non vogliamo passare in rassegna le diverse soluzioni adottate, ci limiteremo solo ad alcune osservazioni generali.

Partiamo da una premessa: se si sta pensando ad un modello una tantum per venire incontro alle situazioni di sofferenza sociale esistenti, ad esempio un assegno di 5-600 euro per 18 mesi, anche allo scopo di riattivare il mercato interno e permettere a molte aziende di ripartire ed assumere, non avremmo nulla da eccepire, salvo fare i conti per capire dove prendiamo i soldi (ovviamente distraendoli da altre destinazioni attuali). Sin qui tutto bene, ma questo non è il reddito di cittadinanza, reddito garantito o comunque lo si voglia chiamare. Con questa espressione si intende un sussidio stabilmente concesso a chi non raggiunga un certo livello ritenuto necessario alla sopravvivenza. In alcuni casi il contributo è concesso per un certo periodo di tempo (in genere uno o due anni), in altri non prevede particolari limiti di tempo, ma il beneficiario deve accettare le offerte di lavoro che gli vengono fatte (magari con la facoltà di rifiutare le prime due offerte). In alcune situazioni il reddito non è compatibile con altre forme di reddito, lavoro incluso, in altre l’assegno statale è una integrazione del salario da un lavoro precario o comunque sottopagato. Come si vede le forme sono diverse, e quindi ma qui facciamo un discorso in generale su uno schema base che prevede un reddito costante per un tempo prolungato.

Il primo problema che si pone è se l’assegno sia compatibile o no con un altro reddito da lavoro ovviamente basso. Naturalmente l’assegno statale si immagina sia piuttosto contenuto, diciamo 5 o 600 euro al mese con i quali nessuno può vivere, per cui, proibire che contemporaneamente si possa svolgere altro lavoro significa solo incrementare il lavoro nero e spingere il lavoratore ad accettare lavori senza versamenti di sorta. Immaginiamo invece che si conceda di affiancare un lavoro all’assegno statale. Il risultato sarebbe solo quello di spingere i datori di lavoro a tenere bassi i salari e l’assegno avrebbe solo una funzione adattativa del lavoratore alle condizioni di sotto salario. Peggio ancora se il reddito statale fosse a tempo: nessun datore di lavoro accetterebbe di assumere il lavoratore integrandone  il salario essendo molto più facile licenziarlo e trovare un altro dipendente che goda di un periodo di reddito garantito.

In ogni caso, il risultato sarebbe una ulteriore spinta al sotto salario, magari attraverso i voucher, spostando parte dell’onere adattativo sulle casse pubbliche.

In secondo luogo, si pone il problema di chi avrebbe diritto al reddito statale; andando subito al sodo: solo cittadini italiani o anche immigrati regolari? Va da sé che se il contributo fosse dato agli immigrati, questo scatenerebbe da un lato un’ ulteriore spinta ad immigrare nel nostro paese, e dall’altro prevedibilmente rafforzerebbe le spinte xenofobe. Escludere gli immigrati significherebbe creare una stratificazione sociale per cui ad una massa di bianchi poveri ma assistiti, corrisponderebbe una sotto classe di immigrati  costretti a lavorare con un reddito ancora inferiore per reggere la concorrenza degli italiani.

C’è poi il problema della fascia di età alla quale corrispondere il reddito. In primo luogo da che età? Anche agli studenti? Mi farebbe piacere ma non facciamo prima a ripristinare il presalario abolito negli anni settanta su pressione del Pci? A tutti gli ultra diciottenni? Anche a un figlio di papà che però risulti vivere da solo?

E’ ovvio che oltre i sessanta si tratterebbe semmai di aumentare le pensioni sociali, ma che facciamo con il cinquantenne che ha perso il lavoro e stenta a trovarne un altro? Magari in questo caso si potrebbe procedere con una sorta di prepensionamento. Insomma, qui il problema è quello dei trenta-quarantenni che non lavorano ed è da capire se questa sia la strada giusta.

C’è poi un altro problema da risolvere: i contributi pensionistici  da chi sarebbero versati? Il datore di lavoro li verserebbe sulla base del salario che versa e che, abbiamo detto essere tendenzialmente basso, mentre  appare poco immaginabile che lo stato, paghi gli oneri sul reddito garantito perché si tratterebbe di una spesa aggiuntiva insostenibile e poco giustificabile: ti do un reddito in cambio di nessun lavoro, poi ti metto su anche i versamenti pensionistici, per cui, in teoria un cittadino che nascondesse altri redditi, passerebbe dalla condizione di assistito in servizio  a quella assistito in pensione.

Insomma stiamo ponendo le premesse della sostanziale abolizione del sistema pensionistico (salvo che per i pochi fortunati che riusciranno ad avere un lavoro più o meno regolare) e per una generazione per la quale si prepara una vecchiaia di stenti.

Ancora: gli assistiti che fossero richiesti di fare un lavoro pubblico dovrebbero farlo senza compenso? Infatti, alcuni propongono il reddito garantito in cambio di lavori di interesse sociale con questo pensano di aver avuto una pensata geniale. Mi spiace deluderli: esperienza fatta e fallita 40 anni fa con la legge 285/77 che fu un autentico disastro. Non è il caso di ripetere.

Non mi sembra che quella del reddito garantito sia la scelta migliore e tutto sommato, pare che si tratti di una misura antipopolare, utile solo a far digerire il sistema di diseguaglianze che si è formato. Ma questo fa parte delle considerazioni politiche che rinviamo ad un prossimo pezzo.

Questo mondo sta diventando decisamente strano: pretendiamo dai giovani lavoro senza retribuzione (fra stage, tempo di lavoro a scuola, volontariato ecc)  però pensa di dare un reddito in cambio di nessun lavoro che è comunque una forma di marginalizzazione delle nuove generazioni.

I giovani non devono chiedere reddito ma lavoro.

 

Aldo Giannuli

Fonte: www.aldogiannuli.it

Link: http://www.aldogiannuli.it/perche-no-al-reddito-di-cittadinanza/

4.01.2017

34 Commenti
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mago
Utente CDC
5 Gennaio 2017 8:13

Si dovranno inventare qualche cosa alla fine,il sistema pensionistico alias schema Ponzi ha retto fino ad oggi ..la bufala che gli immigrati garantiranno e stampelleranno il sistema lo credono solo quelli del pd…o si va verso la seria ridistribuzione delle risorse e/ o ricchezze o si dovrà volenti o nolenti ammettere che il sistema capitalistico che ha rovinato il mondo ha fallito ed iniziare una nuova era pena il caos totale.

Luigi za
Luigi za
Risposta al commento di  mago
5 Gennaio 2017 9:10

@comedonchisciotte-90cc440b1b8caa520c562ac4e4bbcb51:disqus

Si dovranno inventare qualche cosa alla fine,…

L’hanno già inventato e lo stanno sperimentando su vasta scala in India.
Leggi il mio intervento sopra questo tuo.

Fantapolitica? Mah non ne sarei proprio certo.

SanPap
Utente CDC
Risposta al commento di  mago
5 Gennaio 2017 10:01

“credono solo quelli del pd”
secondo me quelli del pd hanno in mente altro: facciamo loro pagare i contributi e speriamo che si tolgano dalle balle prima che scatti l’età pensionabile, così incameriamo i contributi; ti sei dimenticato che sono strenui difensori dei diritti dei lavoratori !!

SimSim
SimSim
Risposta al commento di  mago
6 Gennaio 2017 2:51

sono d’accordo sul concetto di redistribuzione, credo onestamente che alla lunga, visto il casino di debiti pubblici, derivati, carte e stracarte, l’unica soluzione un giorno sarà buttare tutto nella spazzatura e ricominciare tutti da zero. Anche perchè c’è il problema dei paradisi fiscali, nei quali io non oso immaginare quale ricchezza sia occultata.

Rispetto al sistema capitalistico, io credo che abbia delle evidenti storture a lungo termine, sia un sistema foriero di grosse iniquità, ed è un sistema malato dal momento che necessità continuamente di nuovi mercati e nuovi spazi per sopravvivere a se stesso. Ma nonostante tutto questo, con i suoi limiti immensi e le sue colpe innegabili su gran parte degli eventi storici sin qui, ci viene facile parlare oggi che siamo sul ciglio, ma 200 anni fa un sistema diverso non sarebbe stato possibile. Oggi forse si, anche se non sarà una passeggiata in nessun caso.

Franz-CVM
Redazione CDC
5 Gennaio 2017 8:36

Aggiungo un articolo di un anno fa del blog del Pedante, che riporta un interessante reportage di Frances Coppola sull’esperienza inglese del reddito di cittadinanza. Il tipo di reddito in uso è sinistramente simile a quello che propongono i 5 stelle. Quello che succede applicandolo è agghiacciante…

http://ilpedante.org/post/dei-diritti-e-delle-pene-nell-eta-del-merito

michele d
michele d'onofrio
5 Gennaio 2017 8:44

Francamente mi sembra che le argomentazioni dell’Autore non si reggano in piedi. Ad esempio, perché un tizio qualunque che abbia in tasca un reddito minimo dovrebbe accettare un lavoro sotto pagato, come si sostiene nell’articolo? quali ragionamenti reggerebbero un’affermazione simile? Io ritengo piuttosto che, se si ha in tasca un minimo garantito, si è meno disposti ad accettare lavori insoddisfacenti. Contrariamente a quanto affermato da Giannuli, forse il reddito garantito a prescindere dal lavoro svolto potrebbe rivelarsi uno strumento utile a riqualificare il lavoro facendo sparire quei lavori inutili di cui il sistema è pieno. Per quanto riguarda la struttura che dovrebbe avere questo strumento, il prof. Fumagalli ha pubblicato da tempo le sue dieci tesi in proposito (che si trovano comodamente in rete), si potrebbe partire da queste.

Gino
Gino
Risposta al commento di  michele d'onofrio
5 Gennaio 2017 9:12

vedi il reddito minimo sarebbe garantito dalla tua “totale” disponibilità a qualunque lavoro.
Invito tutti a vedere questo breve ma esaustivo servizio sull’ Hartz IV tedesco

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-1d38c610-ca19-47df-a185-9491cd8b8b17.html

Questo è il modello di reddito proposto? siamo fottuti!

Voglio aggiungere uno spunto di riflessione.
L’articolo18 è andato! La robotizzazione avanza. l’idea di produttività anche. Le ore di lavoro aumentano.
Qualcuno mi spiega come fa un 50/60 enne a tenersi un lavoro o trovarsene un’altro quando il datore di lavoro puo decidere di liberarsi degli anziani e sostituirli con gente fresca pronta a tutto?
Non vedete all’orizzonte una “crisi” (anche questa verrà definita NON PREVEDIBILE ahahahah) del sistema pensionistico visto che bisogna arrivare quasi a 70anni per avere qualche monetina per comprarsi un tozzo di pane?

SanPap
Utente CDC
Risposta al commento di  Gino
5 Gennaio 2017 10:23

infatti
la robotizzazione avanza ? bene facciamo lavorare i robot e ricaviamo i fondi per il reddito minimo garantito dal lavoro dei robot; tra l’altro non ci sarebbe neanche bisogno di subordinare il reddito minimo garantito all’accettazione di lavori umilianti, per quelli ci sono robot. O no ?

F. B.
F. B.
Risposta al commento di  michele d'onofrio
6 Gennaio 2017 15:13

Sono pienamente d’accordo con te.

Luigi za
Luigi za
5 Gennaio 2017 9:08

Non mi sembra che quella del reddito garantito sia la scelta migliore e tutto sommato, pare che si tratti di una misura antipopolare, utile solo a far digerire il sistema di diseguaglianze che si è formato….

Eppure son quasi convinto nel mio cinismo cosmico che c’è chi si é portato ancora più avanti di noi europei applicando un metodo per risolvere alla radice il problema dei senza reddito o con reddito insufficiente.
Mi riferisco al premier indiano Modi che di punto in bianco ha messo fuori legge nel suo Paese l’uso dei tagli delle banconote di uso più comune.
Risultato: paralisi economica con impossibilità da parte dei più poveri di procurarsi perfino il necessaio per nutrirsi.
Se tiene duro tempo un mesetto ed una grossa fetta degli ‘inutili’ morirà di stenti. Geniale no?

Ah dimenticavo, l’ha fatto per combattere la corruzione.

Roberto Giuffrè
Utente CDC
Risposta al commento di  Luigi za
5 Gennaio 2017 13:48

Gli psicopatici sono venuti allo scoperto. Leggevo molti anni fa di persone dei think tank che a porte chiuse col divieto di filmare e registrare facevano conferenze anche nelle università sul problema della sovrappopolazione presentando ipotesi di sterilizzazione di massa, genocidio con vari metodi, anche di stenti e fame, ecc. Queste persone non sono più nascoste e sono anche consiglieri della Casa Bianca. E continuano a propinare le loro idee malsane. Ed il pericolo è che ci sia anche chi li ascolta. E se è vero che tutta la faccenda vaccini e Bill Gates puzza così tanto, di questi programmi sono già in fase avanzata di sperimentazione. Tra l’altro ogni volta che sento di questo problema ed ho modo di parlare con tutti i sostenitori del fatto che la sovrappopolazione stia diventando un problema, ho sempre percepito o avuto conferma che queste persone erano razziste, o insofferenti della quantità di stranieri che hanno sotto casa per le strade, fino ad arrivare a sociopatia, atteggiamento antisociale o anche persone agorafobiche o con problemi a socializzare. Non mi stupirei se tutti gli accaniti sostenitori della riduzione della popolazione siano anche persone con disturbi profondi della personalità o della sfera delle relazioni. O… Leggi tutto »

PietroGE
Utente CDC
5 Gennaio 2017 9:38

Nella sostanza d’accordo con Giannulli. Occorrerebbe anche chiarire la definizione di quello che si chiama reddito di cittadinanza. Una simile definizione sarebbe giusta per un reddito dato a TUTTI coloro che hanno la cittadinanza italiana e hanno un reddito inferiore ad un certo valore di soglia. Quello di cui si discute è invece un sussidio di disoccupazione o di povertà vestito con una nome alla moda. Su questo, le obiezioni più serie sono quelle di tipo finanziario e organizzativo, già discusse molte volte e citate nell’articolo.
Il reddito di cittadinanza vero e proprio sarà una necessità del futuro (prossimo o lontano che sia) se lo sviluppo della tecnologia farà sparire posti di lavoro a milioni, e non solo per le classi operaie, ma anche per il ceto medio. Dovrà essere finanziato da un aumento di produttività, diminuzione della forbice di reddito e risparmi sulla spesa pubblica. Una cosa non facile.

SanPap
Utente CDC
Risposta al commento di  PietroGE
5 Gennaio 2017 9:54

va aggiunta la definizione di cittadinanza: ius soli, ius sanguinis (madre, padre, entrambi), ius primae noctis (in caso di neo servi della gleba)

Roberto Giuffrè
Utente CDC
5 Gennaio 2017 9:49

L’economista della Kansas City Missouri University, Matthew Forstater è contrario a questi sussidi, ed ha ideato i programmi di Job Guarantee per i periodi di crisi.
Dove lo Stato diviene datore di lavoro di ultima istanza e piazza la gente a fornire servizi ai cittadini e ristrutturazioni dell’apparato statale e infrastrutturale.
Cioè un ragazzo ad ogni anziano, una ragazza ad ogni donna incinta che la aiuti in casa. Sistemare strade, scuole, ed altri edifici pubblici, gli archivi della P.A. e ammodernamento della burocrazia, ecc.
Insomma ce ne sarebbe di cose da fare ed occupare tutti.
In questo modo tutti lavorano e saranno liquidati quando il periodo di crisi finisce.
Questo perché i cittadini rimangano attivi, non disimparino i mestieri e siano pronti e produttivi dopo la crisi.
Ma anche gli dia dignità e li faccia essere utili alla comunità.
E col denaro che spenderanno alimenteranno la domanda aggregata e faranno ripartire il settore non governativo.
Nonostante tutte le cazzate che ci vengono propinate dal neoliberismo, è e sarà sempre lo Stato il monopolista della moneta ed il foraggiatore dell’economia.
Non lo puoi mettere da parte.

SimSim
SimSim
Risposta al commento di  Roberto Giuffrè
6 Gennaio 2017 2:57

Tutto giusto. Noi però non abbiamo una moneta, la nostra è battuta dalla BCE. E qui torniamo al punto che se non cambia a 180° l’europa, tanto vale uscirne.

AlbertoConti
Redazione CDC
5 Gennaio 2017 10:38

Chissà perchè, Giannuli compreso, si pensa al reddito di cittadinanza come fosse un sussidio di disoccupazione, peggiorato in quanto premia i lazzaroni e/o i furbetti.

Al contrario andrebbe concepito come garanzia di Stato ad una vita dignitosa per tutti, vecchi e neonati compresi, compatibilmente alle risorse del sistema-paese.

Vedreste allora finalmente riconosciuti i diritti delle famiglie che crescono i cittadini del futuro, quelli che manderanno avanti la baracca, una baracca dove si spartice quel che c’è, senza per questo dover mortificare i meriti reali, non quelli di nascita o mafiosi. Un Paese degno di questo nome e dell’amore dei propri cittadini.

Piramis
Utente CDC
Risposta al commento di  AlbertoConti
5 Gennaio 2017 11:56

Alberto, non potrei essere più concorde. Il Reddito di Cittadinanza non dovrebbe essere un sussidio di disoccupazione, dovrebbe essere un sostegno al diritto per una vita più dignitosa e, possibilmente, più serena. I risvolti che poi avrebbe sul mercato del lavoro, saranno cose che interesseranno l’economia che imparerà a regolarsi di conseguenza, come sempre succede, ma se non usciamo dalla logica dei “furbetti” o dei “paraculi” e cominciamo a guardare un po’ più in là del naso, questa società non si riuscirà mai a cambiare o, perlomeno, non in meglio. Anni fa feci una proposta per un Reddito di Cittadinanza Universale, “finanziato” con una moneta complementare, chi fosse interessato può trovare la bozza di proposta qui https://www.dropbox.com/s/btyqve9ij6fux6t/Reddito-di-Cittadinanza-e-Moneta-Complementare-Lirae-ultima-versione.pdf Si tratta di una soluzione che può essere implementata gradatamente, economica, facilmente gestibile e che avrebbe dei risvolti notevoli sull’economia e sulla società. Chiaramente, nel PDF scaricabile non si trovano tutti gli esempi e tutte le possibilità che il sistema offrirebbe, è un prospetto sintetico, ma sufficiente per innescare un ragionamento in merito, se si desidera approfondire l’argomento. Ci sto preparando un sito per spiegarla e dibatterla in maniera da affinarla e raccogliere pareri, proposte, critiche, suggerimenti e poi metterla a disposizione di… Leggi tutto »

Leno Lazzari
Utente CDC
5 Gennaio 2017 11:05

Una forma di aiuto economico simile (500-600 euro al mese) lo auspicherei per certi pensionati che non arrivano a quattrocento Euro al mese e che campano di “elemosine”, aiuti famigliari, scarti di banchi di orto-frutticoli. Insomma, quelli che non raggiungono da soli un livello minimo o da paese “civile” . Personalmente, essendo io uno fra i tanti che non crede affatto alla capacità di questi partiti di rialzarsi dalla fogna morale in cui si sono adagiati come maiali nel fango, sto aspettando e pregando che alle prossime elezioni vincano i sia pure inesperti grillini .
Devo però dire che uno dei punti del movimento che non condivido affatto è porprio il reddito di cittadinanza generalizzato………….per cui sono certo finirebbe per fare la fine delle migliaia (ma qualcuno s’è azzardato a contarle ?) di pensioni di invalidità farlocche . Il problema è quello dei controllori e l’INPS in questo è un fallimento totale .
Chi sarebbe preposto all’assegnazione del reddito di cittadinanza e quali mezzi avrebbe per evitare l’italico paraculismo ?

furibondius
Utente CDC
5 Gennaio 2017 11:57

abbiamo diritto anche e principalmente ad un reddito. la maggioranza del lavoro è inutile, ed anche in tempi di vera miseria la gente reclamava pane, non lavoro.
Giannuli sei figlio di una mentalità approssimativa come tutto il tuo articolo, mi verrebbe dire : va a lavorare, così, pour parler…….

robespierre
robespierre
5 Gennaio 2017 12:01

SI TRATTEREBBE SOLO DEL PRIMO PASSO. D’ALTRONDE QUALCOSA IN TASCA INDURREBBE PURE GLI ITALIANI ORA INDIGENTI O QUASI AD AUMENTARE UN PO’ I CONSUMI. DI FATTO SI CHIACCHIERA TANTO PER IL REDDITO DI CITTADINANZA, COMUNE GUARDA CASO A TUTTI I PAESI DELL’UE TRANNE ITALIA E GRECIA, SENZA PARLARE DELLA CASSA INTEGRAZIONE CHE DI FATTO E’ LA STESSA COSA, PERO’ SOLO A BENEFICIO DI TALUNI EX (O QUASI) LAVORATORI. VA BENE CHE IN ITALIA I CITTADINI SIANO SEMPRE DIVERSI, MA UNA BUONA VOLTA QUALCOSA DI PARITARIO NO? P.S.: LA DIARIA PER EXTRA COMUNITARI, ERGO NON ITALIANI, DI FATTO NON E’ LA STESSA COSA?

robespierre
robespierre
Risposta al commento di  robespierre
6 Gennaio 2017 15:21

Si tratterebbe solo del primo passo. D’altronde qualcosa in tasca indurrebbe pure gli italiani ora indigenti o quasi ad aumentare un po’ i consumi. Di fatto si chiacchiera tanto per il reddito di cittadinanza, comune, guarda caso, a tutti i paesi dell’UE tranne Italia e Grecia, senza parlare della cassa integrazione che di fatto e’ la stessa cosa, pero’ solo a beneficio di taluni ex (o quasi) lavoratori. Va bene che in Italia i cittadini siano sempre diversi, ma una volta qualcosa di paritario no? P.S:: la diaria per extra comunitari, ergo non italiani, di fatto pure non e’ la stessa cosa?

adestil
Utente CDC
5 Gennaio 2017 14:20

balle caro giannulli..il reddito di cittadinanzza te lo danno col cannocchiale.. e se mai lo daranno lo daranno ai clandestini.. nessuno di quelli che cita giannulli,da vero disinformatore,parla di reddito di cittadinanza ,il ministro Martina ha parlato di reddito di inclusione e non solo per cambiare il termine,ma la sostanza..infatti con 1 miliardo di euro cosa ci fa? Martina ha detto che andrà a quei nuclei familiari,inizialmente solo con prole,sotto ai 3000euro l’anno… quindi non andranno mai ai giovani disoccupati….ma pochissime famiglie che sicuramente se la passano male ma ovviamente se con prole a 3000euro l’anno sarebbero già morti,quindi di sicuro che fanno lavoro nero o sono assisititi e chi sono i più assistiti?Le famiglie di immigrati sicuramente andranno alle famiglie di migranti che lavorano in nero non hanno casa di proprietà(che fa reddito) ma casa popolare o centri di assistenza.. caro aldo giannulli… ad averceli 600euro al mese per un disoccupato italiano sto giannulli come altri vive sulla luna… 600euro con meno di quanto paga un qualsiasi call center per un lavoro di mexxa o coi voucher… chi lo vuole ,giannulli,un lavoro da 1000euro ,quando va bene con turni e senza pause (come prevedono le nuove leggi)manco per andare… Leggi tutto »

Papaconscio
Utente CDC
5 Gennaio 2017 15:04

Con una proprietà popolare della moneta, una banca centrale nazionalizzata, una fiscalità monetaria, tanto per cominciare, allora un reddito di cittadinanza universale ed incondizionato (erogato cioè per il solo fatto di essere cittadino italiano) avrebbe senso, in un quadro di riforma generale del nostro ordinamento dalle sue fondamenta.
Le idee di Giacinto Auriti (uno dei guru di Grillo) sono disponibili in rete, ma anche quelle di Fumagalli e Gallino, tra gli altri. Chiaramente, queste misure comporterebbero la fine di gran parte del carrozzone parassitario pubblico, vaglielo a spiegare al “blocco sociale A” (infatti Grillo se ne guarda bene).

redfifer
redfifer
5 Gennaio 2017 15:51

Il Dott. Giarnulli che leggo in rete ormai da tempo, più che chiedersi se il reddito di cittadinanza sia sospetto o meno ora che ne fanno menzione tutti, farebbe bene a farne un cult da osservare e rispettare! Come professore immagino saprà che entro il 2030, il 66% della forza lavoro sarà sostituita dalla robotica e senza uno stralcio di reddito alternativo al lavoro in questa nazione, dopo la povertà subentrerà il cannibalismo, se non hai niente in tasca per comprare al mercato e quanto potrà durare la cosa, quando c’è gente la mattina che se non fa colazione si rifiuta di mettere pure le mani in tasca per pagarla! Mettiamocelo bene in testa, non sarà nessun immigrato a pagare la pensione quando verranno a mancare i salari, tantopiù non vale la pena oggi di attendere 67 anni per andare in pensione, quando tra neanche tredici anni, non ci saranno più nemmeno le buste paga sai che ridere! La robotica non distingue tra bianchi e neri e nelle nazioni dove questa risorsa mancherà sarà fame certa e anche chi avrà un biscotto dovrà lottare per mangiarselo da solo. Che lo si voglia o meno il reddito di cittadinanza in meno… Leggi tutto »

yakoviev
Utente CDC
5 Gennaio 2017 16:14

Ma non sarebbe meglio un grande piano pubblico per il lavoro, gestito dallo Stato, invece che destinare le risorse a quello che sarebbe solo un sussidio a babbo morto, funzionale solo all’accettazione del sistema economico vigente? Certo se si parte comunque dal presupposto che lo Stato non debba entrare direttamente nell’economia, più in là dei sussidi non ci potremo arrivare.

Adriano Pilotto
Utente CDC
5 Gennaio 2017 18:04

Dalla metà degli anni 70, ossia da quasi mezzo secolo, è in atto una concentrazione del reddito, o per meglio dire, uno spostamento di reddito dalle fasce basse e mediane verso

quelle alte.
Di fronte a questa tendenza di lungo periodo, fare le pulci ad una delle poche proposte politiche in controtendenza, mi sembra segno di nanismo politico, quando di non aperta connivenza con gli interessi che sostengono e beneficiano questo squilibrata distribuzione.

cavallo pazzo
cavallo pazzo
5 Gennaio 2017 19:22

Poi qualcuno mi spiegherà come si possa conciliare l’assenza di un salario garantito con l’adesione alla globalizzazione e alle teorie naziliberiste che porta le nostre imprese a dover competere con imprese che usano manodopera schiavista, per non parlare della continua automazione che taglia posti di lavoro. Sia chiaro la mia è una domanda retorica, so già come vogliono conciliarlo: creando una piccolissima èlite di produttori, una piccola classe di tecnici indispensabili adeguatamente pagati e masse sterminate di “inutili” in miseria, magari da gettare come carne da cannone in qualche guerra o su cui attuare qualche esperimento sociale.

Leo Pistone
Utente CDC
5 Gennaio 2017 20:16

Chi non vuole il reddito garantito è solo perché è un garantito a sua volta.
Il 99,9% degli avversatori del reddito garantito sono individui che non hanno lavorato un solo giorno sotto padrone, ma hanno mangiato per tutta la vita alla greppia dello stato.
Tutti loro li lascerei senza lavoro e senza reddito per qualche annetto, così che provino sulla loro pelle cosa significa.
Poi dopo questa esperienza salutare e responsabilizzante gli chiediamo di nuovo come la pensano.
Vogliamo scommettere che per allora avranno cambiato idea?

In sostanza gli avversatori del reddito garantito sono come i redattori del Sole e dell’Unità: adoratori del libero mercato e cantori delle sue sorti magnifiche e progressive, ma solo quando le sue conseguenze toccano gli altri.
Nel momento che se ne devono far carico in prima persona la loro posizione si capovolge completamente.
Guarda un po’ la combinazione…

Gino
Gino
Risposta al commento di  Leo Pistone
6 Gennaio 2017 8:33

non essere così netto. Nessuno ti regala nulla! NOn si parla di introdurre un modello di reddito sul modello del nord europa che stanno smantellando anche li. Nessuno ti regala nulla e il reddito “garantito” da salvezza può trasformarsi in schiavutù e abbassamento dei salari. Cerchiamo di ragionare invece che dare giudizi così netti senza una riflessione nel merito sopra. A meno che tu non sia grillino allora fa pure

Leo Pistone
Utente CDC
Risposta al commento di  Gino
6 Gennaio 2017 11:17

Non dare le cose per scontate.
Per quanto mi riguarda di riflessioni ce ne sono state più che in abbondanza, lungo un arco di tempo di molti mesi.
Se applicato in modo corretto il reddito garantito non può dare luogo a ciò che paventi. Semmai produce esattamente il contrario, proprio perché rappresenta un limite minimo sotto al quale non si può andare. Altrimenti uno sta a casa.
Tutti e dico tutti quelli con cui ho avuto contatti al riguardo e si sono schierati contro il reddito sono persone che mangiano da decenni alla greppia dello stato. E quindi il reddito garantito ce l’hanno già.

Gino
Gino
Risposta al commento di  Leo Pistone
6 Gennaio 2017 11:28

Tu dici: “Se applicato in modo corretto il reddito garantito non può dare luogo a ciò che paventi. Semmai produce esattamente il contrario, proprio perché rappresenta un limite minimo sotto al quale non si può andare.”

Mi trovo perfettamente d’accordo!

Ciò che mi “spaventa” è quel “SE applicato….”.

Non vedo in questo momento storico molto spazio per qualcosa che non sia funzionale al libero mercato.
L’impoverimento la schivitù e l’abbassamento sei salari sono invece funzionali al libero mercato.

Molto spesso (quasi sempre a dire il vero) viene sponsorizzata una idea che dovrebbe essere favorevole al popolo, per averne l’approvazione, mentre poi l’applicazione pratica di quella idea diventa svantaggio per il popolo e vantaggio per il mercato.
Per questo dico OCCHIO non tanto all’idea di una giusta applicazione del reddito garantito, quanto piuttosto alla PRATICA e REALE applicazione che sarà proposta perchè li si nasconederà la fregatura!

marco schanzer
marco schanzer
5 Gennaio 2017 21:16

E’ brutto , proporre ai lettori questa spazzatura . Su un tema che puo’ aprire le menti alla comprensione di Diritti ed Economia . E’ inutile arzigogolare sugli effetti di questa o quella piccola elargizione di soldi . I soldi non portano ne alla Giustizia , ne al benessere . Per quelli , occorre una SOCIETA’ . Una Economia comune , basata sul lavoro utile . Il RDC . e’ insensato perché e’ in contraddizione con il sistema dominante . Inoltre , le proposte di M5S e poi degli altri populisti , sono ipocrite perché preservano il ruolo del lavoro dipendente e mascherano aiutini , invece di introdurre Diritti e serenita’ , che devono prescindere da precedenti prostitutivi ed eta’ . Giannulli fa un gran pappone , che riflette la moda di confondere le idee della popolazione e di convincere che le soluzioni non esistono . Esistono , Giannulli , esistono .

SimSim
SimSim
6 Gennaio 2017 2:43

Io credo, senza questione di bandiere politiche, che Grillo abbia ragione quando dice che molti lavori si stanno automatizzando. Non tutto in assoluto sarà automatizzabile, e non tutto da subito, ma la tendenza inesorabile è effettivamente quella, e dunque a fronte di molti lavori una volta fatti manualmente ci sarà un numero “n” di lavori specialistici che sarà sempre un decimo, un quinto, fate voi la proporzione, di quelli disponibili un tempo col lavoro manuale.

Io non lo so se il reddito di cittadinanza sia o meno una soluzione o se si debba far altro, so per certo che il tema non dovrebbe mai essere esaurito in poche spiegazioni e soprattutto, la soluzione dovrebbe prevedere diversi stadi di intervento, dall’immediato fino a 20-30 anni.

Ronte
Utente CDC
6 Gennaio 2017 8:21

Articolo abbastanza esaudiente. E se non ho saltato qualche passo, manca di una proposta attendibile, che a mio avviso sarebbe quella (data la situazione critica) di distribuire il lavoro che c’è, con relativa diminuzione dell’orario di lavoro a parità di salario, fino al riassorbimento totale della disoccupazione.
La proposta di Grillo al quale fanno eco patetici gruppi politici, non è altro che l’ennesima narcotizzazione sociale, vile propaganda per ottenere consensi. “Nessuno cerchi più lavoro e tutti a nanna”.