PERCHÉ HA SENSO PARLARE ANCORA DI COVID

Per alcuni, o molti, può sembrare scontato che si debba ancora parlare di Covid e di cosa esso abbia rappresentato e rappresenti. Ma qui proveremo a suggerire un piano di lettura che, purtroppo, è stato a malapena sfiorato e che invece è essenziale e cambia radicalmente la nostra prospettiva. Per chi non ha paura di ap

PERCHÉ HA SENSO PARLARE ANCORA DI COVID

Di Massimo Selis, giubberossenews.it

Per alcuni, o molti, può sembrare scontato che si debba ancora parlare di Covid e di cosa esso abbia rappresentato e rappresenti. Altri invece, crediamo in numero decisamente maggiore, nonostante non abbiano minimamente assecondato la narrazione ufficiale, una volta ritornati alla “presunta normalità” hanno voluto, più o meno coscientemente, guardare avanti e non metterci più il pensiero o quasi.

Il variegato mondo dei “dissenzienti” rispetto alle folli imposizioni pandemiche può, oggi, suddividersi in uno di questi due gruppi. All’interno di ciascuno, vi sono senza dubbio delle sfumature e delle differenti intensità.

Ad esempio, molti non solo non ne parlano più apertamente in pubblico, ma nemmeno seguono più notizie e approfondimenti sulla questione. Come se fosse un drammatico episodio del passato su cui quasi stendere un rassicurante oblio. La vita di tutti giorni chiama, e non c’è tempo, né energie per riesumare quanto successo e le discriminazioni subite.

Vi sono anche coloro che vi mettono il pensiero assai di rado, ma se capita una conferenza o un altro evento sul tema cercano di essere presenti. In molti, anche se non lo ammettono, prevale ancora la rabbia. In altri, forse ancora più latente ma non per questo meno incisivo, si è adagiato uno stato simil depressivo, a seguito di ciò che si è subito, della cattiveria, ferocia in alcuni casi, ricevuta anche da parenti, amici, colleghi, ecc.

Ora però torniamo al punto di partenza, ovvero al fatto che sia oggi necessario continuare a parlare della “questione covid”, perché qui c’è stato e c’è un grande fraintendimento. Occorre arrivare alla motivazione prima per cui tale evento non può e non dovrà essere accantonato.

Dal 2020 noi abbiamo potuto constatare come oltre il 90% della popolazione del nostro Paese abbia assecondato ogni folle norma, all’interno di una narrazione che non poteva essere messa in discussione. Categorie come quelle della politica, della salute, della giustizia, dell’educazione e istruzione, della cultura, dell’arte, tanto per citare alcune fra quelle con importanti responsabilità sociali, hanno tutte viaggiato spedite sul sentiero della narrazione unica.

Cosa dice tutto questo se ci solleviamo dal piano della semplice analisi storica, scientifica, a quello metapolitico, che è il più importante? Qui l’uomo d’oggi difetta gravemente perché egli non sa più andare oltre l’analisi dei dati. Per cui ha un valore relativo se egli si posiziona dalla parte della maggioranza, del potere, o dalla parte minoritaria e antagonista, perché in entrambi i casi restano valide le “categorie di pensiero” dell’era moderna, le quali sono fallate perché totalmente antitradizionali.

I fatti parlerebbero chiaro se solo non avessimo paura di abbandonare le false categorie di pensiero della modernità. Essi ci raccontano di una crisi generale, radicale, irreversibile e pertanto “ultima” di ogni ambito dell’ordinamento sociale. Non parliamo di una crisi delle singole persone, ma di una crisi dell’umanità e della società tutta. Una crisi che doveva necessariamente erompere e manifestarsi in modo drammatico.

Non è tanto che la Storia abbia preso una nuova direzione dal 2020 in poi, quanto il fatto che vi era una storia – la minuscola qui è d’obbligo – che viaggiava in superficie, fatta dagli eventi che si concatenano e che noi interpretiamo solo attraverso analisi “orizzontali”. Ma al di sotto vi era la Storia – qui con la maiuscola – che sempre avanzava per condurre l’umanità verso il suo compimento. Questa Storia talvolta si manifesta in modi più “visibili” attraverso eventi che vanno letti chiaramente come dei Segni: l’evento covid è uno di questi.

Ecco che allora da quel 2020 la reale direzione della Storia si è palesata e a nessuno è più concesso di ignorarla, perché nulla da quel momento deve più essere come prima. Le idee stesse di politica, di istruzione, di cura, di arte, di cultura, di relazioni, e in ultima analisi di uomo, debbono essere messe in discussione per poi cambiarle. E cambiare radicalmente, così come radicale è la crisi che stiamo vivendo. Perché ognuno di questi ambiti oggi parla il linguaggio della fine, di una fine. E quando ci si approssima a tale compimento è sciocco pensare di apporre delle toppe, bisogna agire in chiave restauratrice, che è tutt’altra cosa. Lo sguardo deve farsi più che ideale, potremmo dire profetico, perché di veramente umano è rimasto davvero poco o nulla.

Molti si domandano come sia potuto succedere ciò che è successo. Chi vi scrive qui, invece, attendeva un tale evento da vent’anni, da quando ha iniziato a schiarirsi sempre meglio le idee su quale “tempo specialissimo” noi siamo chiamati a vivere. Non potevamo prevedere la natura dell’evento, ma sapevamo che un primo forte scossone sarebbe giunto. Perché era inevitabile. Perché era provvidenziale, in un certo senso. Sì, proprio così, provvidenziale! E che a questo scossone ne sarebbero seguiti altri, presumibilmente di maggiore intensità. E li attendiamo a breve.

Perché, potremmo chiederci? Affinché questa umanità si desti dal sonno in cui giace e comprenda come ogni aspetto del suo vivere, individuale e sociale, è pervertito, rovesciato. E come tale perversione opera più o meno sottilmente da lungo tempo, per cui nessuno può sentirsi esente. Le derive ideologiche e le follie pandemiche sono solamente i sintomi terminali di queste perversioni.

Il “Segno Covid” ci doveva destare dall’illusione di questa non-vita in cui lentamente siamo precipitati. In cui il lavoro è quanto di più disarmonico possa esistere, in cui la formazione è, se va bene, una trasmissione di conoscenze che non hanno più nulla di iniziatico, dove l’arte al massimo è piacevole intrattenimento o atto di denuncia, dove tutto, ma proprio tutto è antimetafisico. E l’uomo, prima ancora che un animale sociale è un animale metafisico. Ma forse noi oggi non sappiamo più nemmeno cosa significhi tale espressione, tanto per capire in quale abisso stavamo nuotando.

Questa società in cui noi siamo nati e cresciuti è destinata a sparire nel giro di pochi anni. Il quanto rovinosamente dipende in parte anche da noi. Non saranno le attuali strutture di potere a crollare su se stesse, ma l’intero edificio in cui ci sono anche i nostri lavori, i nostri studi, le nostre abitudini e così via. Il Segno parla di tutto ciò in maniera assai precisa, potremmo dire inequivocabile e ci impone di essere come i mandorli che fioriscono prima del concludersi dell’inverno annunciando la primavera. Simbolicamente essi sono i vigilanti, e così abbiamo da essere noi che mentre assistiamo al naufragare di un mondo, già ci adoperiamo per far sbocciare i fiori di quello a venire, anche se non lo dovessimo vedere con gli occhi esteriori. Non si tratta affatto di restare inerti e passivi, ma al contrario di adoperarsi con ogni mezzo e forza per costruire tutto il Buono, Il Bello e il Giusto che si potrà. E questo può avvenire solo e soltanto al di fuori delle comuni dinamiche sociali.

Ecco allora perché è imprescindibile parlare ancora di covid! Perché da quell’istante l’umanità è posta di fronte al suo destino, come di fronte ad un gigantesco specchio che le rimanda la sua immagine deforme e contemporaneamente la sua immagine gloriosa che deve riconquistare; perché è chiamata a riconoscere di essere l’umanità che deve vivere questa fine e il nuovo inizio. E come detto sopra, le prove proseguiranno ancor maggiori affinché ciascuno venga provato sino alla fine.

Ha senso oggi parlare di covid, e avrà ancora senso parlarne fra un anno, fra cinque, a patto però che finalmente lo si intenda come un Segno e si accetti di salire al piano di lettura metapolitico. Bisogna superare la contro-suggestione che ha cavalcato l’idea di una “soluzione” dentro la medesima cornice di questo mondo che è proprio quella che ha generato ciò che oggi vediamo. La Storia non si riavvolge.

L’evento covid è di portata universale, ma purtroppo non lo abbiamo inteso. Ci siamo comodamente assestati sul piano delle scontate partigianerie. Esso invece non parla solo a coloro che hanno assecondato la narrazione dominante, ma parla a ciascuno di noi e all’intera umanità perché tutti dobbiamo comprendere a fondo che delle forme mondane a cui siamo abituati non resterà pressoché nulla. Non è semplicemente il potere a manifestare le sue storture, ma la vita di ciascuno di noi. Bisogna scendere e comprendere in profondità il Segno. Alcuni hanno accettato di entrare in crisi e di comprendere. E si sono messi in cammino. Sono persone nuove che possono testimoniare come oggi vedano ogni realtà in modo diverso. Perché sì, per comprendere davvero bisogna passare per la crisi. Ci auguriamo che sempre più persone accettino questo piano di lettura della realtà. Sappiamo quanto sia difficile perché bisogna silenziare l’ego che vorrebbe solo trovare una soluzione dentro la cornice conosciuta. Che vorrebbe non vedere messa in discussione la sua realtà. Ma qui, vedete, ci stiamo confrontando con forze ben superiori al piano materiale. La Sapienza Tradizionale conferma al millimetro quanto esposto sin qui. Bisogna chiedersi se si vuol essere per la Verità e per la Vita o semplicemente ci si vuole accontentare di “avere ragione”.

Di Massimo Selis, giubberossenews.it

Fonte - https://giubberossenews.it/2024/06/19/perche-ha-senso-parlare-ancora-di-covid/

Commenti (79)

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    1. ignorans 3 luglio 2024

      La cosa che più non mi piace di questo articolo è la sua escatologia.
      Non trovo niente di comune, che tutti devono attraversare, realizzare, ecc.
      Ma forse questa tesi era utile per fare della sociologia... L'odiata sociologia...

    1. Teopratico 2 luglio 2024

      Ancora devo entrare dentro a un cinema, o godermi un concerto, anche l' abitudine di entrare in un bel caffè l'ho persa, locali e ristoranti già li disertavo da prima, adesso solo baretti e una pizza trimestrale. Mai più salito su un aereo, prenotato un albergo etc... Non per protesta, ma perché proprio non riesco più. Certo che mi ha danneggiato l'affaire Cov2, psicologicamente, ma mi ha donato certezze, la certezza di non aver sbagliato, di aver valutato bene cosa stava diventando "il sistema" ed essermene tirato fuori parecchi lustri prima dell' operazione Cov2 ricavandomi, al momento degli obblighi sanitari, una sterminata libertà, vera, tangibile e intoccabile che mi ha permesso di attraversare una soglia da dove è ormai impossibile tornare indietro.

    1. catgarfield 2 luglio 2024

      Sapevo già da prima che la maggioranza era conformista ma confesso che mi ha fatto male confrontarmi con una simile evidenza. Personalmente in seguito a quanto accaduto ho conosciuto più di qualche "essere umano" ed è stato (ed e tuttora) una piacevole scoperta frequentare persone che si sono così aggregate, alla speciazione che ne è seguita. D'altra parte oggi quando vedo gente nel quotidiano non posso fare a meno a considerarli poco più che bestiame ed a tale identità associarli istintivamente: il collega "criceto" , il conoscente "maiale", quell'altra "scimmietta" ... e così via , e nel mucchio tante ma tante pecore. Per esempio qualche settimana fa ho incontrato una conoscente, una donna comunque sempre garbata e per di più caruccia, ma "pecorella". Per caso il discorso ha sfiorato l'argomento ed io ho detto qualcosa come " ... è stato davvero folle, in quel periodo mi sembravano tutti impazziti... " e la sventurata mi ha risposto dolcemente "... si ma .... ci sono stati i morti ...!". Il mio dilemma è: ma sarebbe morale ora se mi facessi una pecora? Non so davvero se ci riuscirei. C'è stata una speciazione.

    2. nicola 2 luglio 2024

      Non sarebbe certamente immorale. Anzi...

    1. Pfefferminz 2 luglio 2024

      C'è da chiedersi dove voglia andare a parare l'autore dopo aver usato termini sibillini come il "Segno", l'essere "provvidenziale", la "Sapienza tradizionale", il confronto con "forze ben superiori al piano materiale". Non manca neanche l'accenno agli ulteriori scossoni che stanno per abbattersi sugli ignari esseri umani né il monito che nulla sarà come prima, mentre tralascia di nominare l'unico vero motivo per cui ha ancora senso parlare di Covid: l'operazione Covid è stata un crimine contro l'umanità e i responsabili sono ancora a piede libero.

    2. absitiniuriaverbis 2 luglio 2024

      Come si diceva una volta:papale papale.

    1. fiurdesoca 2 luglio 2024

      squallido articolo messianico. ora una infusione "mistica" ci salverà...
      ma mi faccia il piacere...
      l'uomo è quello che è.

    1. ezio 2 luglio 2024

      Vivo in territorio occupato, quasi tutti sono dei collaborazionisti, non mi fido di nessuno....Al prossimo scossone si balla!

    1. Falcon 120 2 luglio 2024

      Al di là delle opinioni che ogni uno esprime in merito, una cosa é certa, i criminali hanno avuto gioco facile, perché non siamo uniti tra di noi, per lo stesso interesse ogni uno ha un comportamento diverso e un modo di pensare diverso, dobbiamo imparare ad applicare i protocolli per ogni situazione che si presenta solo così potremo essere accomunati da un unico pensiero, diversamente perderemo tutte le guerre che si presenteranno in futuro, faccio un esempio: se il 90% di noi avesse rifiutato il siero, o i Look down, o i cambiamenti del nostro sistema di vita, pensate che la cosa sarebbe andata avanti con lo stesso risultato di oggi? Siamo troppo divisi e il loro motto é dividi et impera!

    2. nicola 2 luglio 2024

      Mettila così: ci ha insegnato che le cose dobbiamo guadagnarcele e che ognuno si salva da sé, e non grazie a qualcosa o qualcuno.

    3. R66 2 luglio 2024

      L'idea dell'unione in quel senso è a mio avviso controproducente e, lasciando stare i principi, lo è per un semplice fatto sequenziale.
      L'imposizione avviene prima dell'accordo, cosicché il cittadino si trova a dover esprimere una reazione senza averne parlato con altri.
      Di parlarne nel mentre non c'è mai tempo e di farlo prima non c'è mai voglia, risultato: si asseconda.
      Inoltre, anche nel caso più favorevole, non darei per scontato che tutti mantengano gli accordi.
      La realtà invece è che ognuno deve decidere in base ad una scala di valori che ha dentro e non optare per la soluzione più indolore, che tra l'altro, alla lunga, non si dimostra neanche tale.
      Quando certi valori sono scadenti o assenti, non c'è sicurezza esterna che regga e, se devo dire la mia, trovo anche giusto che sia così.

    1. massimo70 2 luglio 2024

      a me purtroppo questa vicenda non ha elevato a nessun livello della coscienza, al contrario!
      L'instabilità e la paura di quel periodo a livello economico mi hanno portato a praticamente azzerare la mio quota di aiuti che davo qua e la, ho dichiarato apertamente guerra allo stato e dove posso , nel mio piccolo, cerco di fotterlo si trattasse anche solo di un euro, ho perso la fiducia nei medici e la stima di alcune persone.. insomma non mi hanno inoculato e mi hanno reso un cittadino peggiore di quello che ero.
      Alla resa dei conti questa faccenda mi sarà costata ancora un centinaio di reincarnazioni :-)

    1. Bertozzi 2 luglio 2024

      Mah, personalmente la pandemenza e relativi comportamenti generali non mi han stupito per niente, forse credevate tutti di vivere in mezzo a gente buona e sana e pensante, ma così non è, e se l'avete scoperto grazie ad essa, che dire: Buongiorno! Se aveste aderito al Bertozzianesimo avreste capito da anni che il vicino padre amico fratello nonno ecc non vede l'ora di farti le scarpe e ci mette niente a segregarti se glielo comanda la TV o un camice o una divisa. E scommetto che molti di voi ancora adesso faticano ad accettarlo.
      L' articolo ci ricorda che sono ancora in mezzo a noi, anzi sono la maggioranza, i depensanti segregatori, per cui anche qui non capisco lo stupore, le domande "come ci siamo arrivati fino a qui ecc". L' unico rammarico è che la pandemenza se n'è portati via troppo pochi, in effetti speravo - Grazie a vaccini medici e forze dell'ordine - in un bel ripulisti di vecchi astiosi e paurosi, ma ne son morti meno che con un influenza normale, e sono ancora in giro ad ammorbarci; in compenso sono riusciti a far fuori giovani e ragazzi di tutte le età, quelli davvero uccisi barbaramente, ma vabbè, vuoi mettere ammazzare il nipote per salvare il nonno paghettato? Almeno poi viene qui e ci dice che il mondo non è più come una volta, pur dimentico del fatto che se non è più come una volta la colpa è soprattutto sua. E poi l' attacco è stato evidente proprio sui giovani e sui lavoratori -merce rara di sti tempi- come da rito transumano, in cui gli infanti vengono sacrificati sull'altare affinché i vecchi ne bevano il sangue e la paura. Niente, dimentichiamo, andiamo pure avanti.

      E non è che sia servita davvero a molto, la finta pandemia, visto che cresce comunque il numero di teledipendenti che credono a qualsiasi farloccata dell'ultima ora, viste le decine di esperti geotinellici terzoguerramondiali che gridano all' escalation da mane a sera.
      La verità è che l' unica cosa che ha ucciso il covis è l' informazione, la notizia, i fatti, dopo quel martellamento costante niente pare più avere senso, ogni notizia passa e va, non dura una mattina, perde di consistenza e verità, e questo porta i piu - drogati di notizie ad effetto - a cercarle in ogni dove, anche dove non c'è ombra di fatto.
      Succede più niente.
      Dopo il covis, non succede più niente, questa è l' amara verità. Prendiamo atto.

    2. Senna 2 luglio 2024

      "L’ unico rammarico è che la pandemenza se n’è portati via troppo pochi"

      Non sono scemi, sono molto furbi, avessero rifilato veramente quella merda (300mila dosi al giorno solo in Italia), in 15gg 4,5 milioni di covidioti sierati, molti si sarebbero stesi sul posto e di più fortunati sarebbero usciti strisciando dai tendoni, ci sarebbero stati il 100% di effetti collaterali, quindi essendo i fascios di Londra molto furbi, la maggiorparte delle dosi erano placebo, altrimenti in 10/15gg anche i più coglioni avrebbero cominciato ad avere dei "leggeri" dubbi.

    3. Senna 2 luglio 2024

      "L’ unico rammarico è che la pandemenza se n’è portati via troppo pochi"

      Gli anglofascios sono molto furbi, al ritmo di 300mila dosi al giorno (nella sola Italia), in 15gg 4,5 milioni di covidioti sierati, hanno rifilato placebo al 97/98% della gente, altrimenti dai tendoni non ne usciva 1 in piedi!
      Anche i covidioti più c0gli0ni, avrebbero cominciato ad avere qualche "leggero" dubbio, detto alla Fantozzi.

    4. Individualista 2 luglio 2024

      Non è che siano placebo, è che se avessero ammazzato tutti subito, il gioco sarebbe stato scoperto. Invece ci sono tempi e sviluppi diversi (anche perché lo stesso principio attivo ha effetti diversi su soggetti differenti), e soprattutto Big Pharma ci vuole speculare sui corpi malati che campano ancora un po'.
      I sierati sono tutti morti che camminano, se non altro spiritualmente.

    5. Senna 2 luglio 2024

      No, se avessero veramente rifilato quella merda (diversificata) ad oltre 40 milioni di persone in Italia, te ne saresti accorto, significherebbe che almeno 2 persone su 3 dovrebbero avere effetti collaterali pesanti e questo non è successo. I porci prima hanno causato la strage di Bergamo rifilando 35/40 mila dosi tutte al 100% letali a Bergamo e Brescia provincia per causare i morti da mettere in prima pagina come giustificazione di tutto quello che poi hanno fatto, lock down, GP e liquame genico obbligatorio etc.
      Ma poi hanno rifilato al resto d'Italia 2/3% di dosi letali per tenere in piedi la farsa della "pandemia" e del virusse.
      Siginifica tra uccidere e mandare in TI ca 1,5 milioni di persone e mandi in totale tilt l'intera sanità.

    1. sarah 2 luglio 2024

      Ha ancora senso parlarne. Ha senso perché, oltre a tutti i pensieri che abbiamo lungamente esposto e condiviso qui e fuori, la terribile vicenda ha segnato un passaggio cruciale della dissoluzione della nostra civiltà. Noi non siamo più gli stessi, indubbiamente e più o meno consapevolmente, ma neanche il contesto in cui viviamo lo è più. L'articolo dice che la vita di tutti i giorni ci chiama, certo, ci chiamano quegli stessi doveri che tre anni fa ci hanno messo di fronte alle più impensabili aberrazioni. Solo che adesso, l'impressione è quella di agire e svolgere i propri ruoli in un contesto mutato e snaturato, che non ha una direzione in cui procedere. Si agisce seguendo regole "precedenti" che apparentemente sono ancora valide eppure in molti casi sono stonate rispetto al mondo che ci circonda. Il fine verso cui si tende, individualmente o come membri di una società, non è chiaro per niente. Ci si conforta pensando che tutto sia come prima, ma in cuor nostro sappiamo o "sentiamo" che non è così. Dimenticare dà un vantaggio immediato ma facilita il processo che ha portato dove siamo, senza riferimenti ed esposti alle volontà sempre più "diaboliche" di qualcun altro.

    1. ailavioni 2 luglio 2024

      E' stata una brutta faccenda. Ma ci è andata ancora bene. Penso fra i tanti, a mio nonno. Cent' anni e più fà, mandato in guerra a sparare a chi non conosceva e nenche odiava. Colpito assieme al suo gruppo da una bomba e reputato morto, lasciato fra i morti sul campo. Finchè, di notte, uno di quelli che sono definiti sciacalli perchè rubano ai morti, perquisendolo si è accorto che era ancora vivo. Invece di abbandonarlo, se lo è caricato in spalla e lo ha portato in salvo. Con un buco in testa, una mano coi tendini tagliati e altre ferite ha superato una prova peggiore della nostra.
      Ci è andata ancora bene...
      Ma per il futuro, le solite mani che organizzano queste faccende temo che non resteranno inoperose.

    2. Saint_brun 2 luglio 2024

      ..nemmeno le nostre resteranno inoperose!

    1. absitiniuriaverbis 2 luglio 2024

      Non si dovrà ritornare alla situazione ante covid, detta normale, perché non era affatto normale.
      La distribuzione gaussiana dei genuflessi (per virtù o necessità) sarà sempre attuale e quindi esisteranno sempre gli estremi ed i valori medi.
      Lascio stare Schopenhauer secondo cui, si oscilla tra noia e dolore.

    2. LuxIgnis 2 luglio 2024

      Già sembra che ci sia stato solo il Covid come spartiacque.

    3. R66 2 luglio 2024

      Diciamo che per i viventi è il più grosso e come reazione c'è stato un fallimento quasi totale; credo sia sufficiente per prenderlo ad esempio.

    4. LuxIgnis 2 luglio 2024

      Abbiamo avuto fortuna di non aver fatto la guerra. Mio padre, e mio nonno sì (due). E posso assicurare che è ancor peggio.
      Se qualcuno si è svegliato solo sotto il Covid, ben venga, ma è un cojone. Ci sono sempre stati i presupposti per vedere la realtà al di là della patina ingiallita che raccontano.
      Chi è sveglio è sveglio, chi dorme dorme, non è certo il Covid che può far la differenza.

    5. R66 2 luglio 2024

      Una delle prerogative per capire se qualcuno era/è/sarà sveglio, è quello di confidare o meno nella collettività per eventi futuri.
      Anche durante le guerre qualcuno avrà provato a trovare manforte per non andare, altri semplicemente non sono andati, il principio resta valido per ogni cosa.

    6. LuxIgnis 2 luglio 2024

      Dipende. Come ora i coscritti ucraini. Chi aveva i soldi o parenti in Russia è scappato da tempo o sta lì ben protetto. Gli altri corrono come possono dai reclutatori.
      Hai mai visto i video?

      Soldi, parenti, amicizie, possibilità varie, opportunità, sono collettività. Senza collettività non le avresti. Puoi anche non affidarti alla collettività ma comunque ti serve se vuoi ottenere qualcosa.
      Altrimenti corri, corri finché qualcuno più veloce di te ti acchiappa.

    7. R66 2 luglio 2024

      ...e dato che forse mi acchiapperà: vado guerra, chiedo lasciapassare e compagnia bella.
      Ottima filosofia.
      Strano che ti domandi il perché parliamo ancora della Covid.

    8. gix 2 luglio 2024

      Hai ragione Lux, la guerra è ancora peggio, dal punto di vista materiale, non c'è dubbio. Anche se chi ha una certa età ha vissuto gli echi della guerra tramite i racconti dei genitori o parenti che l'hanno vissuta, vale però forse la pena di riflettere sulle effettive analogie tra i due eventi. Qui va detto che, pur essendo la guerra apparentemente più devastante, lo è in realtà forse meno dal punto di vista della coscienza e della consapevolezza. Il nemico è chiaramente riconoscibile; ci sono ideologie, schieramenti, divise molto evidenti e estremamente semplici da interpretare, anche per le coscienze più primitive. Nella guerra tradizionale non c'è il rischio di perdere l'identità, si conoscono i pericoli e non ci si fa illusioni sulla natura umana intenta al combattimento. Non si corre, in sostanza, il rischio di cortocircuiti cognitivi, come è accaduto con la pandemia. La dissonanza cognitiva sta per esempio nel fatto che le aggressioni alla libertà, alla stessa sopravvivenza personale, sono avvenute nel nome del bene collettivo, dell'intera umanità. Questo in guerra non accade, ciascuna delle parti non vuole imporre il bene collettivo, ma solo quello che vuole lei, nel proprio esclusivo interesse; gli altri, una volta sconfitti, possono pure morire. Tale constatazione rende molto più complicato elaborare gli eventi, in modo da uscirne il più velocemente possibile, con la coscienza pronta a riscattarsi. Non è un caso che dopo la guerra la voglia di creare un mondo migliore era generalmente diffusa più o meno tra tutti, mentre oggi molti fanno fatica a pensare a qualcosa di veramente nuovo e diverso, oltre a non aver nemmeno voglia di realizzarlo. Molti sono disarmati, non hanno gli strumenti per comprendere chi è il vero nemico, e questo renderà difficile uscirne per la maggior parte della gente.

    9. LuxIgnis 2 luglio 2024

      Strano che tu non abbia ancora capito e insieme a te altri che, ti piaccia o no, della collettività non ne puoi fare a meno.
      Chi pensa l'incontrario o è un'ipocrita o uno con coscienza scarsa.

      In più la tua logica è da bambino da 3° elementare. Il fatto di non avere possibilità di fuga non vuol dire accettare.
      Questo lo pensa chi proprio ha gli occhi foderati di prosciutto come si dice da queste parti.
      A voi il Covid ha dato alla testa più di quelli che c'hanno creduto. Molto di più.
      Buona fortuna.

    10. LuxIgnis 2 luglio 2024

      Era un'allegoria per dire che c'è anche di molto peggio. Essere obbligati a un vaccino per quanto pericoloso sia, non è paragonabile a prendersi una pallottola nel corpo. O a uccidere.
      Comunque la guerra è devastante, anche nelle identità. La gente che torna ha subito trasformazioni radicali dentro. A volte irreversibili e devastanti.
      E ci vogliono anche lì molti anni per uscirne fuori. Se avessi parlato con qualcuno reduce, te ne accorgeresti di quello che dico.
      Per quanto le situazioni non siano paragonabili, sono su piani diversi, hanno comunque qualcosa in comune.
      Ma almeno io preferisco resistere a un vaccino che prendermi una pallottola in testa o peggio uccidere.

    11. gix 2 luglio 2024

      Di reduci ne ho avuti in famiglia più di uno, ho ascoltato i loro racconti e, come ti ho risposto, concordo assolutamente sulla durezza della guerra in quanto tale, ci mancherebbe.

    12. R66 2 luglio 2024

      Principalmente non stiamo parlando del vaccino, ma di esser stati violati nella propria volontà.
      Riguardo alla collettività negativa, rimarco spesso che intendo quella su larga scala, la tua, la mia o di chiunque altro, non conta più di qualche centinaio di individui.
      Confondi spesso la collettività diretta con il numero necessario per permettere a follie e vizi di essere spacciati come possibilità e diritti.
      Inoltre, la logica, quando non capita, ha il curioso effetto di apparire da 3a elementare.

    13. LuxIgnis 2 luglio 2024

      Io ho conosciuto uno che è stato in Russia. Quello che mi ha raccontato è da far accapponare la pelle.

    14. LuxIgnis 2 luglio 2024

      Quando mai hai una propria volontà?
      Questa viene violata continuamente, e in parte è anche com'è la vita stessa.
      La collettività invece conta eccome.
      Difatti quello che hanno sempre fatto i poteri e i suoi accoliti è quella di spezzettarla.
      Dovresti andare a lezioni di logica vi sono ottimi siti e libri. Il "se non è zuppa è pan bagnato" è logica da 3° elementare. Ovvero non è logica, è un'idiozia.

    15. gix 2 luglio 2024

      Anche io ho conosciuto un reduce dalla campagna di russia e per quanto ho sentito confermo, è stato forse il fronte più duro. Ho avuto un paio di zii reduci da prigionie assurde, uno (militare) da campo di concentramento. Raccontarono i dettagli soprattutto in vecchiaia, avvicinandosi alla morte, dicevano che non avremmo capito...

    16. R66 2 luglio 2024

      La zuppa e il resto l'hai scritto tu, rileggiti, io ti ho soltanto fatto la cortesia di riscrivere il concetto più chiaro e sintetico; come hai potuto constatare, non era un gran pensiero.
      Progressi direi.
      Per il resto, dato che confidi in questa potente collettività che solo tu vedi, i buona fortuna, fossi in te, non li regalerei così facilmente.

    17. LuxIgnis 2 luglio 2024

      dicevano che non avremmo capito…

      E già!
      Spesso si ha difficoltà a immedesimarsi negli altri. Può essere devastante sentire il dolore degli altri. E questo vale anche per tante altre cose anche molto meno drammatiche. Ma dovremmo sempre farlo perché quello è un tesoro immenso.

    18. LuxIgnis 2 luglio 2024

      Veramente dovresti leggerti tu, ma credo che sia presente a questo punto il classico analfabetismo di ritorno.
      Bah o ci sei o ci fai a questo punto.
      Ma ci sono abituato. Te ti parli addosso come sempre.
      Non ti capisce nessuno, esprimi continuamente giudizi da santone. E sei solo un privilegiato da 4 soldi con totale mancanza di empatia.
      Sai che ti dico?
      Statti bene.

    19. Bertozzi 2 luglio 2024

      Parla per te, noi lo capiamo e apprezziamo tanto il nostro @R66! hai fatto un altra bruttissima figura a livello di agone dialettico, soprattutto perché lui in diversi messaggi ha avuto la grazia di esprimersi senza usare MAI beceri insulti come invece hai fatto tu, ma ormai è tua prassi (analfabetismo idiozia privilegiato da 4 soldi , 3a elementare ecc).
      Stai messo male fratè, lasciatelo dire.

    20. LuxIgnis 2 luglio 2024

      Capirai parla uno che dileggia i pensionati ogni volta che fa un post.
      Che dice che è tutto finto, che ripete ogni volta che la qualità degli articoli qui pubblicati sono di infimo livello e addirittura pro sistema, ma poi quando è stato invitato a proporne lui si è defilato come un coniglio.
      Un disco incantato che sono mesi che ripete solo e sempre le stesse cose.
      Devo continuare?
      Vuol dire che ho fatto centro se tali critiche provengono da uno come te.

    21. Bertozzi 2 luglio 2024

      Grazie, volevo la mia dose pure io. E fatti aiutare, stai messo male, fidati.

      Ah, dimenticavo, coniglio te e tua sorella!

    22. LuxIgnis 2 luglio 2024

      Vorresti negare forse, quello che ormai fai su questo forum?
      Penso sia evidente.
      Ah e io a voi non vi considero proprio siete sempre voi a replicare ai miei post, mai io ai vostri che sorvolo con piacere. Quindi siete voi che per prima attaccate e ora come dimostri cerchi di nascondere la mano.
      Tu non stai messo male, non ci sei proprio.

    23. Bertozzi 2 luglio 2024

      Yee! Puoi fare di meglio daje! In ogni caso se tu non sei coniglio come me come mai non vediamo i TUOI di articoli? Come al solito a chiacchiere e insulti sempre il numero uno, guarda che tutto questo astio e questa rabbia uccidono, fatti fare un controllino.

    24. LuxIgnis 2 luglio 2024

      Vedili i miei post. Rispondo pane al pane e vino al vino solo alle idiozie e a interventi come i tuoi o dei tuoi amichetti. E la rabbia, - che poi non lo è, per averla dovrei prenderti in considerazione, l'ho fatto in passato ma ora non vali nulla - che tu dici ce l'ho con persone specifiche come te non con i pensionati in generale come fai tu o il 99%
      Ma visto che insisti.
      Allora io so benissimo a differenza tua che sto fuori di testa, sono il peggiore in assoluto. Ma a differenza vostra lo so e non me la prendo con i pensionati, con il 99% dell'amichetto tuo, e non mi sento superiore solo perché non ho fatto un vaccino. Denotando tra l'altro una totale mancanza di empatia e invidia. Se voi siete l'espressione di quel 1% di illuminati da tastiera allora, e te l'ho anche già detto, non mi interessate. Tenetevi quel 1% che se è rappresentato da gente come voi è anche molto peggio di quel 99%. Siete solo capaci a criticare, a giudicare, ma mai un'idea che valga la pena di ragionarci sopra. Siete sconfitti in partenza portatori di un disfattismo senza precedenti. Ma vi piace sentirvi superiori.
      Poi, aggiungo visto che hai citato mia sorella, ti dico che lei è uno dei peggiori conigli che conosco. Tra i peggiori perché è anche arrogante e rompiballe, ma sotto è spaventata e si comporta come una ragazzina delle elementari nei suoi 75 anni. Ma quel coniglio a me ha dato la possibilità negli ultimi anni di non vivere sotto un ponte o, molto più probabile, sotto terra.
      Chissà, magari un giorno un pensionato ti salverà la vita.
      Te l'ho già detto e fattene una ragione, non siamo dalla stessa parte della barricata.
      Stammi molto lontano.

    25. R66 2 luglio 2024

      Direi di variare quel Tzun-Tzen-Steven-Seagal-oriental-like a cui ti interessi e passare ad altre opzioni; non funziona, anzi...

    26. Bertozzi 2 luglio 2024

      Daje! Ancora! Sono un sacco di parole visto che non esistiamo e non interessiamo! Pensa se invece ci tenevi a noi, chissà quante parole facevi! Che non stiamo dalla stessa parte della barricata è ovvio, da un po' di tempo hai perso l'equilibrio e il savoir faire, per cui figurati, sei solo intriso d'odio per cui ogni ragionamento perde senso. Se fossimo faccia a faccia credo non esiteresti a mettermi le mani addosso, per cui figurati se ci tengo ad essere dalla tua parte, me ne guardo bene. È un onore non esserci. Sei un rabbioso e un violento, ti lascio volentieri nel tuo brodo. E fidati, fa male tenersi dentro tutto quell'odio se vai avanti così duri poco, poi fa quel che ti pare. Nonostante siamo di parere diverso su un sacco di cose, io non ti auguro - contrariamente a te - nessun male, anzi, però di questo passo duri poco. L' odio ti si mangerà tutto. Ti deve essere successo qualcosa ultimamente

      P.s e comunque finché non vediamo i tuoi articoli sei coniglio come noi

    1. IlContadino 2 luglio 2024

      Bel pezzo, mi stimola una riflessione.
      Il Covid ha tolto certezze, le ha spazzate via con indelicata fermezza.
      Quando vengono a meno le certezze si soffre, si sta male. Purtroppo, spesso, quando si soffre ci si incazza.
      L'incazzatura è un'arma a doppio taglio.
      Da incazzato non elabori la sofferenza, ci passi attraverso ma non la affronti.
      Continuare a pensare al Covid può servire ad elaborare le sofferenze che abbiamo vissuto nel recente passato con mente più lucida, quindi trarre i giusti insegnamenti, sfruttare l'occasione.
      Le certezze danno identità, togliere le vecchie certezze porta necessariamente ad un cambiamento. Cambiare non è mica facile, anche perché le nuove certezze potrebbero a loro volta diventare vecchie, cadere, spazio alle nuove, e così via, di tribolazione in tribolazione.

      Anche a me non garba ragionare di collettività, se non altro perché già mi è estremamente complicato badare a me stesso, figurarsi alla collettività; il risveglio collettivo, ma quando mai! Ognuno badi al proprio, è già molto più che sufficiente.

    2. R66 2 luglio 2024

      La maggior parte dei genuflessi si è convinta che chi ha dissentito si sia magicamente trovato in condizioni tali da dover perdere meno di loro.
      Credono che per alcuni sia stato più facile, mentre per loro no; a loro è stato chiesto di più, troppo.
      Non c'è uno che chieda il perché a questi 'magicamente fortunati'.
      Questa domanda già sarebbe una buona base di partenza.

    3. IlContadino 2 luglio 2024

      Credo che ogni persona abbia reagito in modo diverso, propio, personale.
      Magari poi capita che le persone si comportino in un certo modo ma in realtà pensino il contrario di quanto fanno.
      Il Covid è stato un evento troppo grande. Difficile, forse impossibile, fare un ragionamento generalizzato. A me viene da pensare così.
      Ho un amico che mi ha detto: "Non ce la faccio", poi si è vaccinato.
      In sé non ha trovato la forza o la volontà per affrontare il periodo, di certo le aveva, non le ha trovate.
      Ora deve vivere con questo peso, questa sensazione di essersi arreso.
      Non lo invidio. Gli auguro di superare la cosa.

    4. R66 2 luglio 2024

      Uno degli argomenti principe sul tema dovrebbe essere proprio quel peso, che più che arrendevolezza, io indicherei come sottomissione, ossia aver fatto qualcosa che non si voleva fare.
      Con quella sensazione bisogna conviverci, imparare a meditarla, ricordarla e cercare di non ripeterla invece di far finta che non sia successo niente.
      Ovvio che, a chi non pesa, come non detto...

    1. R66 2 luglio 2024

      Per gli altri c'è Putin.

    2. Bertozzi 2 luglio 2024

      Spetta, adesso e di nuovo il turno di Trump contro il Deep state, ma non prima dei destri sovranisti che aprono il parlamento europeo e quelli nazionali, sull'esempio di Meloni e le pen.

    3. R66 2 luglio 2024

      Sono rimasto un po' indietro...
      Ho una curiosità su Trump: prima del 2016 avrebbe aggiustato tutto lui da non presidente, dopo il 2016 non poteva aggiustare tutto lui da presidente (altri glielo impedivano) e dopo il 2021 di nuovo aggiusterà tutto lui da non presidente...
      Non conviene, a lui e a tutti i suoi sostenitori, che rimanga non presidente?

    4. Bertozzi 2 luglio 2024

      Alcuni sostengono infatti che dietro a Biden c'erab già lui a gestire tutto da "non presidente" vista la demenza conclamata dell'uomo più potente del mondo. Appena sarà presidente presidente i suoi fan ripartiranno col 'vorrebbe ma non può, non glielo permettono ', un po' come con la Meloni e le accise, la sudditanza internazionale i fondi all'ucraina i migranti triplicati ecc. Lei vorrebbe, ma poverina non glielo permettono

    5. Senna 2 luglio 2024

      Vendendo TIM agli anglofascios, grande sovranismo e patriotismo!! Sicuramente ciuffo tinto restituirà tutto all'Italia!!! make italy great again!!

    1. R66 2 luglio 2024

      C'è un punto del tema su cui mi scontro con altri che ugualmente non hanno sottostato alla nefandezza: questa sorta di speranzoso risveglio.
      I dati, i fatti, le evidenze, ci mostrano che non il 90%, già di per sé spiazzante, ma circa il +99% hanno assecondato; quindi, dove sono questi risvegliati?
      Sono i "post-consapevoli"?
      Quelli che hanno errato, ma non erreranno più?
      Quelli a parole, gli eserciti che già precedentemente avevano detto "mai più la seconda", "mai più la terza", "mai più..." e poi sono scomparsi come la IX legione?
      Sono forse i geni del lasciapassare falso, i grazie-alla-madonna-ho-la-febbre o i lasciati-passare-tamponati?
      Beh, staremo a vedere al prossimo giro, fino ad allora il resoconto resta: +99% andati.
      Con questa percentuale, il Bello, il Buono e il Giusto, intesi ad una collettività estesa, fanno abbastanza sorridere.
      Ma... un momento... ci stiamo preparando a questo famoso prossimo giro?
      No, no, si tifa, si spauracchia e null'altro.
      Il che evidenzia l'aver capito poco o nulla dalle proprie gesta, delle proprie possibilità, priorità e compagnia bella.
      Aspettiamo miracoli...

    2. nicola 2 luglio 2024

      Se la metti sul piano dei compromessi fatti ti do ragione. I duri e puri che non hanno mai ceduto su nulla, ma proprio su nulla, sono davvero pochissimi. Io per primo ho ceduto su più fronti: mi sono messo la mascherina per entrare nei negozi, e sul lavoro, nonostante che mi fossi autosospeso dopo il 15 ottobre, data dell’introduzione del green pass, sono rientrato a febbraio con la tessera ottenuta a seguito del raffreddore. Il che significa che ho fatto anche due o tre tamponi. Non sottovaluto la cosa e non mi sento diverso da chi invece ha ceduto integralmente al ricatto. Sentirsi eroi o cianciare di “resistenza fino alla morte” solo per non essersi inoculati qualche liquido strano fa effettivamente un po’ sorridere.

    3. R66 2 luglio 2024

      Cercando di guardare al futuro, il fattore preoccupante sta proprio nel confidare che, grazie a questa fantomatica consapevolezza di "molti", la prossima angheria cesserà sul nascere.
      Tra i dissenzienti, quasi nessuno ha compiuto un vero e proprio salto di livello, i più l'avevano già fatto in precedenza; per gli altri è sorta soltanto una maggiore fiducia nella difesa a gregge.
      Dato che ormai lo sappiamo, tu dirai no, lei dirà no, io dirò no, tutti diremo no e via: risolto.
      Questo pensiero, non essendoci alcun elemento per confidarci, rimane un mistero; probabilmente è l'unica reazione possibile di fronte al rifiuto a compiere il salto.

      L'aver capito che si sia trattato di una truffa, non ha niente a che vedere con il dissenso e la collettività non aiuterà dove è richiesta una scelta unicamente personale.
      Troveranno sempre un modo per alzare l'asticella e quando l'accettazione/genuflessione non viene messa al primo posto nella propria scala dell'intollerabile, la disfatta è certa.
      Su questi argomenti c'è il silenzio più totale, fioccano invece le notizie riguardo agli pseudo-mali da vaccino, ennesima controprova della fiducia nella difesa a gregge.

    4. Senna 2 luglio 2024

      Esattamente la quasi totalità della gente e non solo in Italia, hanno creduto alla finta pandemia con virusse inventato ed hanno accettato tutto quello che è stato imposto.

    5. R66 2 luglio 2024

      Alcuni vi hanno creduto totalmente, altri parzialmente, ma per entrambi, dal credere ad una malattia all'aver accettato e perpetrato angherie sociali c'è una bella differenza.
      Non si può ancora giustificare tale comportamento tramite la paura o con le difficoltà quotidiane, nel profondo c'era e c'è un bel pezzo mancante.
      All'inizio del fenomeno, qui nel blog si è cercato di puntare sull'importanza dell'aspetto sociale, purtroppo ha prevalso la visuale male vs. bene dell'intruglio, i più pensavano fosse il cavallo vincente senza star troppo a ragionare sui principi.
      Beh, non lo è stato e ora l'altra visuale è passata in secondo piano se non è addirittura scomparsa.
      Infatti, a distanza di anni, ancora non è emerso chiaramente il concetto per cui chiunque abbia ripetutamente assecondato le magagne del lasciapassare è il primo a non credere nell'esistenza di una collettività; gli altri ne hanno soltanto preso atto.

    6. Individualista 2 luglio 2024

      Io non metterei chi ha accettato il compromesso di farsi tamponare nel calderone, anche perché, estremizzando necessariamente il tutto, l'unico ad essere uscito di casa in pieno lockdown in auto con un megafono a gridare cosa stava accadendo fu tale Dario Musso (se memoria non mi inganna), e si beccò un TSO. Quindi di duri e puri, per come la vedi tu, ci fu il suddetto ed il ragazzo che si incatenò al banco (ed anche lì TSO).

      Tenerci alla propria incolumità accettando un compromesso che non infici il tuo spirito critico, a me sembra il minimo necessario per continuare a testa alta.

    7. R66 2 luglio 2024

      Il lasciapassare è la causa delle angherie, ciò che ha inficiato sul prossimo, non il vaccino, il quale, scellerata o meno, è una scelta opinabile.
      Non si tratta di apparire duri e puri, ma di ricordarsi di aver sottostato a delle imposizioni, contribuito a incrementarle e cercare di capirne il perché.
      Senza fare questo processo intimo, si prospetta un nuovo fallimento, personale ancor prima che sociale.
      Non è un'imputazione, è un'operazione necessaria.
      Comprendo che possa non piacere, ma è proprio il disagio, quando e a chi lo crea, l'unico fattore che può aiutare in futuro.

    8. Individualista 2 luglio 2024

      Chi faceva il tampone, lo faceva per lavorare. A mio avviso, allora, si dovrebbe discutere della servitù di chi lecca il pavimento quotidianamente senza battere ciglio e vedendovi pure una cosa normale, anche laddove lavorare implichi abolire la propria moralità (abolita, per me, accettando già il compromesso di lavorare).

      Ripeto, il tuo discorso va estremizzato: sei uscito di casa o no durante il lockdown? No? Hai contribuito ad incrementare le imposizioni.

    9. R66 2 luglio 2024

      Ti ripeto, non sprecare energie a cercare giustificazioni, impiegale per trovare la forza per gli eventi futuri.
      Forse ci sarà di più del lavoro in ballo.

    1. emilyever 2 luglio 2024

      Sono persone nuove che possono testimoniare come oggi vedano ogni realtà in modo diverso.

      Proprio vero, per me è automatico parlare di sanità, di istruzione, di relazioni, di mondo insomma, precovid e post covid, o di usare la frase che niente sia più come prima.Fino a poche settimane fa prevaleva il pessimismo: la perdita di tutti i miei punti di riferimento culturale, anche fra ex colleghi e amici insegnanti, e della fiducia nelle istituzioni (ormai vado ripetendo, per esempio, che le scuole vanno chiuse, di ogni ordine e grado). Poi mi basta trovare perle qua e là per riprendere fiducia nelle persone, per esempio una giovane cardiologa che mentre mi fa l'ecografia mi esprime la sua meraviglia per il corpo umano,e per l'azione dello Spirito in esso.
      Rimane il senso di fallimento come insegnante di storia verso la generazione di ex studenti che si sono "piegati", anche se accolgo le loro giustificazioni: per fare l'Erasmus,o per lavorare in ospedale, o vivo in un'isola e non avrei potuto prendere un traghetto...ecc. Accolgo tutto, pur tremando per loro, ma esprimo loro la mia delusione per l'incapacità di analisi : abbiamo studiato il nazismo, e quando è tornato non l'avete riconosciuto.

      Ma a proposito di vedere ogni aspetto della realtà in modo diverso, erano almeno 4 anni che non prendevo un treno, e giovedì scorso, su un regionale veloce Milano-Genova, sono stata colpita dagli annunci vocali, tipo "siamo in arrivo alla stazione di Voghera, si prega di dirigersi alle porte di uscita, ma si ricorda che alcune sono fuori uso. Indirizzarsi a quelle più vicine funzionanti. Si raccomanda di scendere con prudenza"
      " Il capotreno è a disposizione dei viaggiatori nella prima carrozza e potrà parlare con loro attraverso i due citofoni all'interno di ciascun vagone". "Si ricorda ai viaggiatori che ci sono videocamere di sicurezza in tutto il treno".
      Ma si parlava a bambini di cinque anni che dovevano essere guidati , sorvegliati e protetti? che poi l'aria condizionata non funzionasse non sembrava fregasse niente a nessuno tranne alla sottoscritta che per fortuna aveva in borsa il vecchio ventaglio...

    2. nicola 2 luglio 2024

      "Poi mi basta trovare perle qua e là per riprendere fiducia nelle persone". Ecco, questa frase dice tutto.

    1. gix 2 luglio 2024

      Dimenticare è impossibile, e d'altronde chi ha creato le condizioni affinchè la pandemia (e tutto il collegato) assumesse proporzioni mondiali, tutto voleva fuorchè fosse dimenticata. Quindi, nel bene e nel male, si tratta di un evento sicuramente devastante per il piano materiale e spirituale, una specie di diluvio universale, da questo punto di vista. Gli agenti smith della realtà che noi crediamo effettivamente tale, si sono finalmente potuti scatenare e dare fondo al loro distorto senso di appartenenza ad un mondo da loro ritenuto l'unico possibile. Quello che semmai colpisce è l'attivazione quasi istantanea e contemporanea di questo esercito di robot umani, quasi come se qualcuno avesse spinto un bottone ed attivato dei circuiti già presenti nel corpo e nella mente di costoro, anche se in stand by. Non è quindi tanto la tempestività di chi ha spinto il bottone a destare sospetti, quanto piuttosto la contemporanea esposizione, pubblica ed assai evidente, di coloro che sono stati attivati. Vedere esseri umani (presunti) entrare pressochè all'unisono in modalità aggressivo-compulsiva-persecutoria nei confronti dei non allineati è stata effettivamente un'esperienza rivelatrice, anche se non del tutto inaspettata. Bisogna, a questo punto, soprattutto riflettere sul valore della rivelazione: cui prodest, a chi conviene veramente tale rivelazione, se questo è il tempo giusto.

    2. pippo123 2 luglio 2024

      Era evidente ad ogni osservatore di media intelligenza che la pandeminchia fosse un problema politico e non sanitario.Mi ha stupito invece la globalizzazione unica della gestione...risposte fotocopia in Australia e in Italia...sapeva tutto di preparato di pianificato...come nei peggiori film di fantascienza horror

    3. gix 2 luglio 2024

      Se dobbiamo andare per esclusione, si dovrebbe dire che non è un problema culturale, poichè in tutto il mondo le reazioni sono state più o meno le stesse. L'unica differenza si è avuta in base all'ignoranza più o meno profonda degli eventi. Chiaro che da questo punto di vista l'elemento attivatore è stato l'informazione, vera o falsa che fosse. Magari è la prova che il pensiero crea la realtà...

    1. nicola 2 luglio 2024

      Questo è un articolo bellissimo, che condivido in pieno. La provvidenzialità dell’evento. Sì, sono assolutamente d’accordo. Non poteva esserci cosa migliore. Tempo fa lessi questa metafora: immaginiamo una scarica elettrica che attraversa i circuiti di vecchie lampadine, spente da anni. Molte non si accendono, altrettante si fulminano, ma qualcuna (finalmente) s’illumina. Ecco, il covid è stata questa scarica elettrica. Chi ha avuto la grazia d’illuminarsi dovrebbe ricordarselo sempre.
      E l’autore ha inoltre ragione quando scrive: “Bisogna superare la contro-suggestione che ha cavalcato l’idea di una “soluzione” dentro la
      medesima cornice di questo mondo”.
      È vero. Una volta avuta la grazia d’illuminarsi occorre avere la forza e il coraggio di andare oltre, il che non è scontato. Perché tutti noi siamo ancora preda della rabbia e del rancore nei confronti dei complici del covidismo. Gente ignobile, cattiva o vigliacca fino all’inverosimile, ma di fatto, se vogliamo appunto vedere la faccenda su un piano più alto, gente che non poteva fare altro che quello che ha fatto. Lo so, è difficile. Soprattutto, almeno per me, quando la memoria va al male che è stato fatto ai bambini, ai ragazzi e a tutti coloro che non avevano gli strumenti per difendersi. Una nefandezza assoluta e sconcertante,
      ma, ripeto, una nefandezza necessaria. È proprio per questo, proprio per cercare di sganciarsi da un piano di realtà ormai moribondo, che bisogna continuare a parlare di covid.
      Un applauso e un abbraccio (purtroppo solo virtuale) all’autore, a cui voglio già bene.

    2. Senna 2 luglio 2024

      Il "covid" è stato l'assoluto nulla, dato che è stata tutta una mega sceneggiata, casomai quello che questi fascisti bastardi hanno fatto dal 2020 fino al 2022, è stata per alcuni una scarica elettrica.
      Per la maggioranza il niente totale.

    1. nicolass 2 luglio 2024

      Non mi è piaciuto questo articolo perché tratta la pandemia da Covid come se fosse stata una fatalità o una punizione divina quando invece si è trattato di una meschina macchinazione umana ... vero è che il peggio dell'umanità è venuto a galla come da un water intasato. Mai dimenticherò le umiliazioni che ho subito, mai perdonerò coloro che erano pronti a saltarmi alla gola per non essermi voluto piegare, mai scorderò quanto in basso possa scadere il genere umano giustificando le peggiori nefandezze.. Il mio motto da sempre è: non dimentico niente e non perdono nessuno per il male che mi è stato fatto... e continuerò a farlo

    2. nicola 2 luglio 2024

      Se nessuno ti avesse fatto niente e se tutti si fossero comportati con raziocinio e benevolenza tu non saresti quello che oggi sei. Il che non significa che devi necessariamente perdonare, dimenticare o addirittura ringraziare, ma prendere atto che loro e le loro gesta hanno innalzato il tuo livello di coscienza.

    3. nicolass 2 luglio 2024

      nel mio caso non ho avuto bisogno che qualcuno o qualcosa mi aprisse gli occhi perché per me era tutto chiaro dal principio.. la mia coscienza era già vigile e attenta, ma allo stesso tempo è stata sferzata dal toccare con mano la bassezza del genere umano.. forse il Covid mi ha reso solo più disilluso e incattivito perché se attenti ai miei valori e ai miei principi o alla mia stessa vita allora emerge la parte peggiore di me. Se sei con le spalle al muro capisci che o combatti o muori.

    4. nicola 2 luglio 2024

      Anche per me era chiaro fin dall’inizio che si trattava di un’operazione sporca, ma se tutti l’avessero considerata come noi due sarebbe abortita nel giro di qualche giorno e oggi nessuno se ne ricorderebbe più. È stato il suo dispiegarsi e le difficoltà che ha creato a far innalzare gli stati di coscienza. Al netto della rabbia e del risentimento che provi, dubito fortemente che tu sia oggi la stessa persona che era all’inizio del 2020.

    5. Senna 2 luglio 2024

      Pandemia da covid? Mai esistita, un totale FAKE!!

    6. nicolass 2 luglio 2024

      la pandemia non è mai esistita ma le conseguenze in termini di vessazioni sono state reali purtroppo

    7. Senna 2 luglio 2024

      Certo, ma continuando a nominare pandemia quello che non c'è mai stato, si continua a fare il gioco del main stream e dei covioti boccaloni.

    1. pippo123 2 luglio 2024

      I soprusi subiti non li scorderò finchè campo, certi oltraggi morali pensavo fossero roba da film ...i nazisti in Russia e Polonia...invece li ho subiti anch'io...ho dovuto disertare un funerale di un amico morto d' infarto...non mi sono piegato allora e non lo farò in futuro...e draghi e accoliti siano maledetti...

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