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PECORELLI E LA STRATEGIA DELLA TENSIONE SECONDO I FRANCESI (PARTE I)

DI H.S.
ComeDonChisciotte

Nel numero di Osservatorio Politico del 18 febbraio 1977, il bollettino di Mino Pecorelli, giornalista piduista con ottime entrature nei servizi segreti italiani, comparve un articolo assai interessante che riportava il contenuto di un documento dello SDECE, il servizio francese, sulla “strategia della tensione” e sul coinvolgimento del MOSSAD, il servizio segreto israeliano. E’ utile riportarne, punto per punto, il contenuto per comprendere quale fosse l’atteggiamento dei servizi segreti francesi (ma anche italiani) sull’argomento. Dopo aver analizzato ogni parte dell’articolo, procederemo ad un’interpretazione articolata ed autonoma della “strategia della tensione” in Italia. Veniamo
ora a scoprire quanto Pecorelli scrisse a proposito…

Punto uno: il MOSSAD si dà una mano di rosso…

“In questo quadro (i servizi segreti attivi nel Mediterraneo), riteniamo utile ricordare che esiste un documento SDECE (lo spionaggio francese) che descrive la situazione italiana nel modo seguente: premesso che nel 1973 a Bruxelles dietro gli organismi ufficiali della IV Internazionale è sorta una centrale rivoluzionaria mondiale che i servizi politico – militari occidentali hanno indicato con la sigla T.T. (Think Tank); premesso che in questa struttura operano congiuntamente elementi trotzkisti
filoamericani e israeliani del MOSSAD (l’agguerritissimo servizio segreto di Tel Aviv) al fine di impedire che in seno ai movimenti extraparlamentari europei possa prevalere la componente filoaraba”.
Il fatto che il contenuto dell’articolo derivasse da un rapporto o documento dello SDECE, il servizio segreto francese, è assai significativo, perché, in quegli anni, Parigi era un osservatorio privilegiato dei fenomeni terroristici, sovversivi ed eversivi. Infatti in quegli anni era operativa la scuola di lingue parigina Hyperion dietro la quale, con ogni probabilità, si celava una centrale per il coordinamento o collegamento del terrorismo internazionale di ultrasinistra. Fondata da transfughi della lotta armata filobrigatista in Italia con il probabile apporto di giovani intellettuali
francesi in odore di Sessantotto, è difficile non pensare che uomini dell’Hyperion non avessero rapporti con lo SDECE o altri organismi di sicurezza francesi. Quel che è più significativo, però, è che il documento avrebbe sfatato un luogo comune molto in voga in quegli anni e duro a morire e cioè che, fondamentalmente, la CIA o altri servizi segreti del Patto Atlantico si servissero del terrorismo di estrema destra anche contro la sinistra o l’estrema sinistra. Anche se l’estensore si concentrava sull’apporto del MOSSAD alla struttura descritta, appare chiaro che anche la CIA o altri servizi segreti americani vi fossero coinvolti. Insomma, almeno a partire dal 1973, sarebbe esistita un’area dell’ultrasinistra europeo occidentale, costituita da trotzkisti, anarchici e situazionisti, che poteva essere definita
filoamericana e filoisraeliana.
Terminata l’onda lunga del Sessantotto, fra i servizi segreti americani e quelli israeliani si ritenne di poter utilizzare quest’area di estrema sinistra in quanto, per buona parte, avversava l’URSS ed il Patto di Varsavia. In questo senso era possibile influenzare in senso filoamericano e “reclutare”…
Da parte israeliana si voleva tentare di portare questi militanti di estrema sinistra su posizioni filoisraeliane ed allontanarli da quelle filoarabe e palestinesi certo molto diffuse. L’estensore sembrerebbe, quindi, suggerire che i servizi segreti americani e quelli israeliani – seppur concentrandosi su questi ultimi – agissero congiuntamente
per obiettivi diversi ma convergenti. Come è noto, infatti, una buona parte degli stati arabi era su posizioni filosovietiche. Certo che ha scritto l’articolo tendeva a mettere un po’ in ombra il ruolo degli americani, essendo forse filoamericano lui stesso, per sottolineare quello degli israeliani. E’ certo che il MOSSAD si infiltrò massicciamente
nelle file dei movimenti extraparlamentari usciti dal Sessantotto e non dimentichiamo che buona parte dei maggiori leader giovanili del “maggio francese” era di origine ebraica. Questo non per insinuare, ma soltanto per dare l’idea…

Altro punto importante: questa IV Internazionale o Think Tank avrebbe avuto sede a Bruxelles, cioè, precisamente, il Quartier Generale della NATO; il che non era veramente il massimo per una struttura “rivoluzionaria”
o presumibilmente tale e che, quindi, allora, avrebbe dovuto attestarsi su posizioni antiamericane ed antiNATO. Questo vorrebbe dire fondamentalmente due cose: primo che il T.T. non era veramente “rivoluzionario”, ma una struttura al servizio della provocazione di matrice americana ed israeliana; secondo che anche gli altri servizi segreti della NATO potevano aver facilmente avuto rapporti con il T.T. Da quanto scritto da Pecorelli sembrerebbe
emergere la descrizione di un’area dell’ultrasinistra postsessantottina internazionale filoamericana, filoisraeliana e, in qualche modo, filoNATO.
Ciò poteva essere funzionale sia al rafforzamento di una sinistra sempre più antisovietica, ostile ai partiti comunisti occidentali e su una linea progressivamente “demarxistizzata”, sia alla creazione di un serbatoio utile ad operazioni di pura provocazione.

E’ interessante anche il fatto che Pecorelli etichettasse i “militanti” della IV Internazionale come trotzkisti. Come è noto Trotzki fu uno dei più importanti leader della Rivoluzione bolscevica, poi perseguitato dalla dittatura di Stalin. Da allora, per i sovietici l’eresia trotzkista divenne sinonimo di “fascismo”. Un teatro dello scontro fra i comunisti
stalinisti e i trotzkisti – affiancati dagli anarchici – fu la guerra di Spagna (1936 – 1939). Lo scontro indebolì i repubblicani a vantaggio del fascismo franchista. Trotzki stesso fu assassinato per ordine di Stalin. Nel periodo della guerra fredda molti trotzkisti, perseguitati, si rifugiarono negli USA, dove, in un certo senso, Trotzki stesso aveva messo solide radici e Il Partito Comunista USA era rigorosamente trotzkista. E’ verosimile pensare che, sfruttando la divisione ed il conflitto all’interno del comunismo internazionale, si volesse, da parte degli americani, utilizzare i trotkisti contro Stalin ?
Certamente vi furono casi di seguaci di Trotzki che, delusi e perseguitati si misero a disposizione… Comunque sembrerebbe che, solo negli anni attorno al Sessantotto, il “reclutamento” fosse stato massiccio.
Proprio agli inizi degli anni Settanta aumentò la diffusione del cosiddetto “neoconservatorismo” negli USA, in risposta proprio all’onda del Sessantotto e dei movimenti degli anni Sessanta. Non sorprende scoprire che il fondatore del neoconservatorismo fu Leo Strauss, un ex trotzkista, che sostituì al concetto di “rivoluzione permanente”, quello
di “guerra permanente”. I cardini del neoconservatorismo americano continuano ad essere l’imperialismo globale degli USA e l’asse USA – Israele. Molti neoconservatori sono dei reduci degli anni Sessanta, del Sessantotto e delle loro lotte, ex trotzkisti, appunto, molti dei quali di origine ebraica. Costoro cominciarono ad avversare proprio
le lotte per cui si erano precedentemente impegnati e la posizione filoaraba di gran parte dell’ultrasinistra. Furono loro a portare le fazioni trotzkiste di cui si è detto, su posizioni filoamericane e filoisraeliane ? Certo non è peregrino sostenere che il T.T. poteva costituire la fase di transizione dai sessantottini, trotzkisti, anarchici e
libertari ai neoconservatori e neoliberisti, insomma dalla Nuova Sinistra alla Nuova Destra.
Un altro dato
di estremo interesse è costituito dal fatto che, in quello stesso anno 1973 in cui venne creato il T.T., venne anche fondata la cosiddetta Trilateral, organismo che raccoglieva politici, diplomatici, industriali, finanzieri, militari, giornalisti, ecc… uniti dal comune credo tecnocratico, neoliberista e filoccidentale. Il promotore dell’organizzazione
fu David Rockfeller delle potente famiglia di magnati del petrolio e finanzieri e legato all’ala “liberal” del Partito Repubblicano USA. La Trilateral presentò un documento che lamentava l'”eccesso di democrazia” portato dal Sessantotto e, per la parte che riguardava il controllo di mass media e giornali vi si ispirò senza dubbio il
Piano di Rinascita Democratica per l’Italia della loggia massonica coperta P2 e Licio Gelli, attestati su posizioni di oltranzismo filoamericano ed atlantico. Si trattava di demolire la presa che le sinistre avevano sulla cultura. Risulterebbe che, proprio in quegli anni, alcuni militanti ed intellettuali dell’estrema sinistra si fossero avvalsi di borse
di studio della Fondazione Rockfeller. Fra questi il prof. Toni Negri, teorico di Potere Operaio, poi dell’Autonomia legata al cosiddetto Movimento del Settantasette che divenne anche un serbatoio del “terrorismo rosso” in Italia. Il prof. Negri era schierato su una posizione anti PCI molto forte. Secondo altre voci, la stessa scuola di lingue Hyperion
sarebbe stata finanziata dalla Fondazione Rockfeller. Se queste notizie fossero confermate potremmo tranquillamente concludere che i “trilateralisti” neoliberisti ed i neoconservatori, dopo la fine della spinta dei movimenti giovanili del Sessantotto, tentarono, non si sa con quale misura di successo, di fare proseliti fra intellettuali e militanti della sinistra extraparlamentare. I servizi segreti stessi, probabilmente, non furono che strumenti che seguirono queste direttive. Lo stesso Pecorelli, in un altro articolo, insinuò che il prof. Negri seguiva un copione scritto dai servizi segreti italiani.
Comunque si era in pieno periodo della “fine delle ideologie” con la crisi irreversibile dell’impero sovietico e la progressiva fine dei regimi fascisti in Europa. A pensieri orientati sulla “società” e sulla “comunità” subentrava il concetto di “individuo”, forse vero terreno di incontro fra il neoliberismo di matrice “trilaterale”, il neoconservatorismo, l’anarchismo o libertarismo postsessantottino, l’anarcocapitalismo alla Nozick e l’edonismo consumista figlio della società del benessere. L’impasto che stette alla base del reaganismo dagli anni Ottanta. Ma questa è solo una mia opinione…

E’ corretto precisare che, se le informazioni ricevute da Pecorelli provenivano dai servizi segreti francesi, il tutto và preso con le molle. Infatti, vista la presenza a Parigi di una presunta centrale del terrorismo internazionale come l’Hyperion, lo SDECE poteva occultare il suo ruolo e depistare verso la IV Internazionale, magari estranea al terrorismo di ultrasinistra. Lo SDECE poteva avere l’obiettivo di nascondere il proprio ruolo nei fenomeni di sovversione degli anni Settanta. Inoltre la stessa Hyperion poteva depistare i servizi segreti francesi verso i trotzkisti, magari perché legata ai sovietici oppure per una supposta linea filoaraba opposta a quella filoamericana e filoisraeliana del T.T. Allora si moltiplicano le domande: l’Hyperion e il T.T. erano due fenomeni diversi e addirittura opposti ed in conflitto fra loro nonostante le comuni basi ideologiche ? O l’Hyperion, fondata nel 1975, era una pura emanazione del T.T. e della IV Internazionale?

Ipotesi da verificare, ma è pur vero che, a partire da un certo momento, molti soggetti transitarono dal trotzkismo e dal libertarismo al neoconservatorismo ed al neoliberismo e questo fenomeno e le sue radici andrebbero studiati.
Tutto, a detta di Pecorelli, sembrerebbe aver comunque molto a che vedere con la situazione italiana e con la “strategia della tensione” in Italia.

Andiamo avanti…

… E ricorda che l’ananas và servito freddo

“Premesso che si fa risalire alla T.T. l’operazione più clamorosa compiuta in Spagna sotto Franco (ci riferiamo all’uccisione, da parte di manovali dell’ETA, del filoarabo Carrero Blanco), premesso che, in Italia, un’operazione da attribuire senz’altro al T.T. è quella dell’attentato alla questura di Milano (sette morti) compiuto dal terrorista Bertoli, addestrato in un kibbutz israeliano e fornito d’armi a Marsiglia”.

Approfondiremo questa parte nel punto successivo. Per ora ci basta chiarire e sottolineare alcuni punti. Secondo Pecorelli (e presumibilmente secondo gli agenti dello SDECE) la filoamericana e filoisraeliana T.T. era una vera e propria centrale terroristica. Insomma CIA e MOSSAD avrebbero manipolato un terrorismo di marca “rossa”. Pecorelli cita due operazioni. L’assassinio di Carrero Blanco, numero due, del regime franchista e fascista spagnolo in crisi irreversibile, viene ricondotto al conflitto fra fazioni filoisraeliane e quelle filoarabe.

Il franchismo sarebbe stato schierato dalla parte degli arabi. L’attentato sarebbe stato voluto dagli israeliani che si sarebbero serviti dell’organizzazione terroristica basca ETA con funzioni di pura manovalanza. Insomma, indirettamente Pecorelli ribadisce un concetto: il terrorismo di questo movimenti, gruppi e gruppuscoli era o è semplice manovalanza al servizio di questa o quella parte politica o militare. Molto spesso, infatti, il fatto che vi sia un gruppo terrorista che rivendica un’azione serve ad occultare eventuali altre matrici. Si tratta di un concetto da tenere bene a mente per quanto riguarda operazioni terroristiche di un certo livello come ad esempio quella che coinvolse Moro.

L’altra operazione, quella in Italia alla questura di Milano, viene attribuita all’estremasinistra filoisraeliana, infatti Bertoli si professava anarchico e frequentava un medico milanese sedicente anarchico, agente di un servizio segreto
israeliano. Aveva soggiornato in un kibbutz ed era in possesso di una
bomba a mano di fabbricazione israeliana. Tuttavia la matrice “rossa”
non è convincente: la stessa figura di Bertoli, informatore prima
del SIFAR e poi del SID, era equivoca. Il suo nominativo comparve in
una lista di “reclutabili” nell’organizzazione paramilitare atlantica
GLADIO, inoltre frequentava gli ambienti dei terroristi neofascisti
di Ordine Nuovo del Veneto. Come è emerso dalle inchieste sulla strage
di piazza Fontana e di quella della questura di Milano, i neofascisti
veneti erano ampiamente infiltrati dai servizi segreti militari USA.
Inoltre fra questi elementi di Ordine Nuovo, nonostante l’ideologia
neonazista, vi erano anche posizioni filoisraeliane. Sembrerebbe che
un gruppo di militanti dell’organizzazione neofascista fosse stata
addestrata nei campi libanesi sotto il controllo degli israeliani e
delle milizie cristiane maronite. Inoltre Ordine Nuovo aveva un movente
che è stato spiegato dal neofascista Vinciguerra e dal giornalista
, collaboratore dei servizi segreti inglesi Bellini: il bersaglio doveva
essere il Ministro degli Interni Rumor che, all’indomani della strage
di piazza Fontana, non aveva proclamato lo stato di emergenza, vero
e proprio preludio di un colpo di stato. Bertoli sarebbe stato istruito
ed addestrato proprio dagli ordinovisti veneti. Se, quindi, un coinvolgimento
israeliano potrebbe rimanere in piedi, la pista che porterebbe ai trotzkisti
del T.T., data da Pecorelli per scontata, non appare molto convincente, dati i trascorsi dello stesso Bertoli. Il discorso sull’estrema destra lo approfondiremo nel prossimo punto…

Punto due: qui ci vuole un po’ di nero contrastante

“Secondo lo SDECE, in Italia, oltre la centrale trotzkista, la CIA e il MOSSAD tramite strutture del Ministero degli Interni (Ufficio Affari Riservati ?), avrebbero creato organizzazioni di estrema destra spingendole a compiere attentati da attribuire all’estrema sinistra allo scopo di creare le premesse di un intervento dell’esercito per favorire l’avvento di una dittatura militare sul modello greco. In realtà (è sempre lo SDECE che parla) il vero scopo perseguito dal MOSSAD è stato quello di ricattare, intimidire, rendere inoffensivi quei circoli militari e della destra che si erano prestati a simile provocazione”.

Leggendo questa parte viene da chiedersi se, quanto scritto da Pecorelli fosse veramente il frutto di un rapporto dello SDECE francese o, se, in realtà riflettesse la visione dei fatti che ne avevano settori dei nostri servizi segreti. Quindi una realtà filtrata con la lente di una parte dei servizi italiani. Come è noto Pecorelli era molto vicino alle posizioni dell’allora ex direttore del SID Miceli, parlamentare del MSI, quindi schierato a destra e già sotto inchiesta per il golpe Borghese e per la Rosa dei Venti. Il tutto viene incentrato un po’ semplicisticamente sulla divisione fra fazioni filoarabe (cui, si capisce, farebbero riferimento Pecorelli e Miceli) e quelle filoisraeliane. La visione di Pecorelli sembrerebbe piuttosto ricalcare un rapporto di Giannettini, l’agente neofascista del SID, già teorico della cosiddetta “guerra non ortodossa” e ufficiale di collegamento con il “gruppo nero” di Freda e Ventura coinvolto nella strage di piazza Fontana. Giannettini attribuiva la “strategia della tensione” al MOSSAD ed alle fazioni filoisraeliane interne ai servizi segreti NATO. Abbiamo già visto che, secondo Pecorelli, il numero due di Franco era stato assassinato dai baschi dell’ETA su mandato del T.T. filoisraeliano. In effetti si insinua, con una
parte di ragione, che il MOSSAD e le fazioni filoisraeliane volevano
liquidare i regimi fascisti in Europa occidentale, perché filoarabi
, antisionisti ed antisemiti, magari servendosi di gruppi di tendenza
ideologica opposta. A mio parere si tratta di una visione parziale dei
fatti, visto da chi proviene, tendenziosa. Ma vediamo, in sintesi
, cosa ha scritto il giornalista vicino ai servizi segreti: da una
parte la CIA (questa volta viene chiamata direttamente in causa) ed
il MOSSAD, servendosi dell’Ufficio Affari Riservati del Ministero
degli Interni, alimentavano la “strategia della tensione” attraverso
i gruppi trotzkisti filoamericani e filoisraeliani legati alla fantomatica
sigla T.T., dall’altra creavano gruppi di estrema destra per compiere
attentati da attribuire all’estrema sinistra e creare le premesse
di un colpo di stato militare, tuttavia il MOSSAD perseguiva in realtà
lo scopo di liquidare i militari e i gruppi di estrema destra – ed
è sottinteso – per la supposta tendenza antiaraba ed antisionista
di queste fazioni. Pecorelli aveva a lungo difeso Miceli quando era
incappato nelle maglie della giustizia e attribuiva i suoi guai giudiziari
ad Andreotti e alle fazioni filoisraeliane. A giudizio di molti, nella
destra e nell’estrema destra, Andreotti era un traditore perché
, dopo aver appoggiato i tentativi di golpe li aveva liquidati e si
era avvicinato al compromesso storico fra DC e PCI. Le campagne di Pecorelli
contro Andreotti sono sempre state violentissime e, in parte, hanno
rispecchiato determinate posizioni di destra. Ma perché quel che è
scritto convince solo a metà ? La prima cosa che non convince è il
fatto che CIA, MOSSAD e Ufficio Affari Riservati avessero avuto il
bisogno di creare delle organizzazioni di estrema destra per compiere
attentati da attribuire all’estrema sinistra. Dal secondo Dopoguerra
esisteva in Italia una miriade di gruppi riconducibili al clandestinismo
neofascista e disponibili ad azioni terroristiche. E’ già tutto documentato
! Gli americani, fin da subito, strumentalizzarono i neofascisti in
funzione anticomunista e cercarono gli appoggi delle alte sfere dell’Esercito
in cui venivano privilegiati coloro che erano su posizioni rigorosamente
di destra o con un passato fascista. E questo certo non solo in Italia
! Le due maggiori organizzazioni dell’estrema destra extraparlamentare
, poi coinvolte nella strage di piazza Fontana e nella “strategia
della tensione”, erano sorte da scissioni dal MSI, considerato troppo
parlamentarista, dalla fine degli anni Cinquanta. Non c’era proprio
alcun bisogno di “creare” organizzazioni di estrema destra agli
inizi degli anni Settanta perché già da tempo erano disponibili. Il
fatto che, poi, il giornalista, implicitamente, situasse la datazione
della creazione di questi gruppi di estrema destra contemporaneamente
alla nascita della centrale trotzkista è ulteriormente sospetto. Anche
in questo caso è ampiamente documentato che i tentativi di golpe e
colpi di mano con corredo di istigazione alla violenza ed al caos sono
da retrodatare di qualche anno. Il colpo di stato dei colonnelli greci
risale all’aprile del 1967 ed è stato, sin da allora, un modello
per i neofascisti e per le alte sfere dell’Esercito, dell’Arma
dei carabinieri e dei servizi segreti che simpatizzavano con la destra.
I primi attentati dinamitardi di un certo peso attribuibili all’estrema
destra e la strage di piazza Fontana risalgono al 1969. Procediamo con
ordine: per come la conosciamo, nelle tecniche terroristiche, la
“strategia della tensione” nelle sue basi teoriche ha inizio negli
anni Sessanta, nel periodo della guerra in Algeria ove a colpi di attentati
, si fronteggiavano l’FNL algerino e l’OAS francese. L’OAS era
un’organizzazione formata da militari e coloni francesi, chiaramente
di destra e colonialisti. Quando cominciò a profilarsi l’indipendenza
algerina, militanti dell’OAS si rifugiarono nel Portogallo clericofascista
e fondarono una (finta) agenzia di stampa l’Aginter Press, una sorta
di “internazionale nera” come l’Hyperion e la fantomatica T.T.
della IV Internazionale potevano essere considerate “internazionali
rosse”. In quegli anni l’OAS si rese responsabile di diversi attentati
contro De Gaulle, colpevole di aver ceduto sulla questione algerina.
Il fondatore dell’Aginter Press Guerin Serac era un cattolico tradizionalista
che aveva combattuto da partigiano a fianco degli angloamericani contro
i nazisti, guadagnandosi la Bronze Star. Convinto colonialista, filoccidentale
e filoamericano Guerin Serac, come ufficiale aveva combattuto in Corea
, Indocina e nella guerra per il canale di Suez , in cui Israele,
Gran Bretagna e Francia attaccarono l’Egitto di Nasser. Generalmente
si ritiene che proprio in quell’occasione Guerin Serac maturò un’ammirazione
verso Israele e una posizione filoisraeliana. Secondo documenti rinvenuti
nella sede dell’Aginter Press a Lisbona Israele doveva essere considerato
un baluardo nella difesa dell’Occidente dal comunismo. L’Aginter
Press era un punto di riferimento internazionale per i gruppi di estrema
destra e ciò vuol dire che aveva anche la funzione
di influenzare tali organizzazioni in senso filoisraeliano. Insomma
ciò che la T.T. faceva nell’estrema sinistra, l’Aginter Press
lo faceva nell’estrema destra: portare da posizioni filoarabe o,
comunque, antisraeliane a quelle filoisraeliane.
Ma ciò smentisce
anche la convinzione che l’estrema destra fosse in blocco antisionista
ed antisemita. Già, a proposito dell’attentato alla questura di
Milano, abbiamo visto come esistesse una fazione filoisraeliana in
Ordine Nuovo. Torniamo a Guerin Serac: egli mise la sua esperienza
a disposizione della crociata contro il comunismo e divenne il teorico
della “guerra non ortodossa” o guerra rivoluzionaria”. I punti
principali della sua visione delle cose erano i seguenti: 1) Il comunismo
costituiva un complotto internazionale che si dispiegava innanzitutto
nelle guerre di liberazione dalla colonizzazione nel Terzo Mondo. 2)
Occorreva opporsi a questa espansione internazionale del comunismo adottando
metodi terroristici. 3) Bisognava ricorrere a tecniche di infiltrazione
per creare situazioni di caos, disordine e violenza. 4) Data l’urgenza
della guerra al comunismo, bisognava abbandonare la pregiudiziale nei
confronti dei fascisti, e renderli alleati organici. In Italia, a
Roma all’hotel Parco dei Principi si tenne, nel 1965, un convegno
organizzato da un istituto legato ai servizi segreti e allo Stato Maggiore
dell’Esercito e fondato sui principi della “guerra rivoluzionaria”
da applicare in Italia. E’ a partire da questo convegno che, convenzionalmente
, viene fatto datare l’inizio della strategia della tensione in Italia.
Quel che è certo è che gli uomini dell’OAS prestarono le loro preziose
“consulenze” in materia terroristica. Secondo lo studioso Giannuli
sull’Aginter Press vige ancora il segreto NATO, il che la dice lunga
sulle sue attività e sui suoi rapporti. Il colpo di stato militare
in Grecia nel 1967 fu forse il risultato più eclatante dell’attività
degli ex OAS. Sempre in quel 1967 la CIA attivò l’operazione CHAOS
, operazione di spionaggio, infiltrazione e provocazione nei gruppi
trotzkisti, filocinesi ed anarchici non solo negli USA ma anche nei
maggiori paesi europei aderenti al Patto Atlantico. Direttore ne fu
James Jesus Angleton, ex agente dell’OSS durante la guerra. Anticomunista
paranoico, fu tra i primi a servirsi dei neofascisti contro i comunisti.
Liberò il principe Borghese, comandante della X MAS fra cui, alcuni
uomini,vennero reclutati nell’organizzazione paramilitare atlantica
GLADIO. Angleton collaborò, inoltre, con gli israeliani per creare
il MOSSAD e da ciò si dovrebbe dedurre che aveva ottimi rapporti con
gli israeliani. D’altronde, militari neofascisti della X MAS furono
utilizzati per operazioni a favore degli israeliani. Tra i maggiori
collaboratori di Angleton c’era il mitico Federico Umberto D’Amato
, eminenza grigia dell’Ufficio Affari Riservati del Viminale. Gia
a capo dell’Ufficio Sicurezza Patto Atlantico, e, quindi, uomo
di una certa autorità nello schieramento atlantico, D’Amato si vantò
di essere stato sempre un uomo della CIA. Da più parti venne accusato
di essere il vero regista della strategia della tensione in Italia e
manovratore si dei gruppi di estrema sinistra e di estrema destra. Sembrerebbe
la stessa tesi di Pecorelli che, tuttavia, mise in ombra eventuali
implicazioni del SID di cui, appunto, era stato direttore Miceli.
Naturalmente l’Ufficio Affari Riservati poteva essere stato coinvolto
nella “strategia della tensione”. Nel tentativo di spingere i gruppi
di estrema sinistra a radicalizzarsi e creare disordini i militanti
di estrema destra, per la loro disponibilità, offrivano una risorsa
per l’infiltrazione. In questo senso l’Aginter Press si potrebbe
considerare come uno strumento per l’infiltrazione di tali militanti.
Erano, infatti, gli anni dello strano, torbido abbraccio fra estrema
sinistra ed estrema destra, fra neonazisti e maoisti, gli anni del
cosiddetto “nazimaoismo”. I gruppuscoli maoisti e filocinesi
erano strumentalizzabili in quanto antisovietici. Insomma era il tentativo
di inserirsi nel conflitto fra comunisti vicini alle posizioni sovietiche
e quelli maoisti. In Italia, con l’istigazione dell’Ufficio Affari
Riservati, fu l’organizzazione neofascista di Delle Chiaie Avanguardia
Nazionale a prestarsi a questa operazioni di provocazione con camuffamenti
da “filocinesi”. Uno strumento, a livello internazionale, potrebbe
essere stata l’organizzazione di estrema destra di Thiriart Jeune
Europe che aveva agganci con l’OAS e coltivava rapporti con i comunisti
cinesi e filocinesi. Il tutto all’insegna di uno slogan “terzoforzista”
fra USA e URSS. Per un certo periodo anche nei movimenti studenteschi
del Sessantotto estrema sinistra ed estrema destra convissero, poi
, con gli attentati del 1969, vennero alla luce i tentativi di “inquinamento”.
Se non c’è una verità giudiziaria sulla strage di piazza Fontana
e gli attentati del 12 dicembre del 1969, esiste un’ampia documentazione
che permette di affermare come vi fossero coinvolti neofascisti di Ordine
Nuovo e di Avanguardia Nazionale e, a livello internazionale, l’Aginter
Press. La parabola dell'”agenzia stampa” dell’OAS finì nel
1975 con la Rivoluzione dei Garofani in Portogallo e la caduta dei regimi
fascisti nell’Europa Occidentale. Il panorama internazionale era cambiato
: l’amministrazione Nixon era stata travolta dal Watergate e la guerra
del Vietnam era giunta al termine.

Dopo aver illustrato sommariamente questo “panorama storico”, è chiaro che la “versione”
data da Pecorelli (e/o dallo SDECE) è parziale. Certo non significa
che sia falsa. Emerge, all’interno, della CIA e dei servizi segreti
dei paesi NATO una divisione fra filoisraeliani e filoarabi, ma anche
fra prospettive orientate più a “destra” e quelle orientate più
a “sinistra”
. In particolare si può ipotizzare che queste divisioni
si manifestassero anche all’interno dello stesso MOSSAD e dei servizi
segreti israeliani. Abbiamo visto come, intorno all’Aginter Press
gravitasse anche un’area di estrema destra che guardava ad Israele
con simpatia. Quindi se una parte dei servizi segreti israeliani riteneva
pericoloso l’abbraccio con i neofascisti, un’altra, invece, poteva
coltivare rapporti con l’estrema destra che poteva essere un’alleata
preziosa contro gli arabi per la salvaguardia dell’Occidente e dei
suoi valori. Inoltre l’URSS coltivava ottimi rapporti diplomatici
con diversi paesi arabi. Quindi credo si ragionevole pensare che
, ad un certo punto, nei servizi segreti americani, della NATO e israeliani
che avevano promosso la “strategia della tensione” si produsse una
frattura.
Negli anni Sessanta la divisione fra i soggetti politici
, economici e militari coinvolti nella “strategia della tensione”
correva fra coloro che ambivano ad un colpo di stato alla “greca”
, militare e fascista e quelli che si definivano gaullisti sostenendo
una revisione decisa della Costituzione e coloro, invece, che puntavano
al semplice spostamento elettorale a “destra”. La divisione passava
anche attraverso l’atteggiamento da tenere nei confronti dei neofascisti
e dell’estrema destra, tra coloro che avevano un semplice atteggiamento
strumentale e consideravano i neofascisti solamente come manovalanza
per operazioni di provocazione e coloro che, invece, come gli uomini
dell’Aginter Press, reputavano l’estrema destra un alleato organico.
Non ci si divideva, invece, sulla linea strategica di contenimento
dell’avanzata anche elettorale dei partiti comunisti e delle sinistre
attraverso la manipolazione dei gruppi più radicali dell’estrema
sinistra da infiltrare con agenti provocatori e militanti di estrema
destra. Il Sessantotto forniva un’area antagonista che poteva essere
utilizzata per operazioni di provocazione.
L’intento era, quindi
, quello di strumentalizzare i gruppi più estremisti e violenti dell’estrema
sinistra per attizzare il caos la cui responsabilità sarebbe stata
fatta ricadere sulle sinistre e, quindi, procedere alla repressione
di tutta la sinistra, sia istituzionale che extraparlamentare. Nonostante
le divisioni sulle prospettive politiche la frattura vera e propria
si consuma agli inizi degli anni Settanta, quando una parte dello schieramento
anticomunista, resosi conto che i movimenti degli anni Sessanta e del
Sessantotto avevano perso lo slancio
“rivoluzionario” degli anni precedenti, optò per
cooptare almeno parte di quell’area della Nuova Sinistra per indirizzarla
in senso filoamericano (e filoisraeliano) anche perché c’era la consapevolezza
che quest’area era anche molto antisovietica.
Si veda l’atteggiamento
tenuto con l’invasione dei carri armati sovietici a Praga e anche
la diffusa simpatia per il maoismo e la Rivoluzione Culturale cinese.
Inoltre cresce la diffidenza verso i neofascisti e per varie ragioni.
Innanzitutto si erano dimostrati inaffidabili anche nella gestione della
“tensione”, poi una dittatura militare e fascista come quella dei
colonnelli greci era impopolare anche a livello internazionale ed era
stata condannata dal Consiglio d’Europa. L’Europa non era il Sud
America e un regime come quello dei colonnelli greci non poteva reggere
come quello cileno di Pinochet. In realtà il fascismo in Europa era
in crisi irreversibile come si è poi visto. Un’altra ragione risiede
nel fatto che la “destra” economica, neoliberista e tecnocratica
non poteva accettare lo statalismo ed il dirigismo di marca fascista.
Infine gran parte dell’area di estrema destra rimaneva antisionista
e filoaraba e ciò non era gradito a quella che, probabilmente, era
la fazione più forte nei servizi segreti israeliani. E’ forse con
il tentativo di golpe del principe Borghese che si comincia a manifestare
questa divisione che sfocia nel conflitto. Secondo una versione accreditata
il golpe sarebbe saltato perché mancò l’appoggio di Andreotti. Schematicamente
si potrebbe dire che la parte “moderata” che aveva in un primo tempo
dato l’avallo al golpe, poi, preoccupandosi per la partecipazione
dei neofascisti m, si tirò indietro. In sostanza si potrebbero distinguere
tre fazioni, che, in questa fase, nonostante la comune condivisione
dell’anticomunismo, sono sempre più in contrasto fra loro. La
vecchia destra con venature fasciste da una parte e una Nuova Destra
più sofisticata, tecnocratica ed egemonizzata dai neoliberisti della
Trilateral che, non a caso venne fondata proprio in quegli anni e i
neoconservatori che miravano ad assorbire almeno parte della Nuova Sinistra.
In genere questi soggetti guardavano con simpatia alla corrente autonomista
del PSI poi sfociata nel craxismo ed ai gruppi dell’estrema sinistra
sempre più orientati in senso filoamericano e filoisraeliano. Non è
forse un caso che il programma della Trilateral assomigliasse, in alcuni
punti, al Piano di Rinascita Democratica della P2. Fra queste due fazioni
che tagliavano ambienti politici, finanziari, economici, militari, massonici, imprenditoriali, dei servizi segreti, ecc.. ve ne era una terza: quella dei “golpisti bianchi” o presidenzialisti come Sogno, Pacciardi, Cavallo e Fumagalli che miravano a una revisione in senso presidenziale della Costituzione attraverso un colpo di mano, ma con l’appoggio dei partiti di centro ed il PSI per ridimensionare il PCI e eliminare le ali estreme.
Ormai è noto quale fosse la destra destinata a prevalere e, probabilmente, non è un caso che, nel giro di poco tempo caddero tutti i regimi fascisti in Europa (Spagna, Portogallo e Grecia) e con essi l’Aginter Press che da loro – oltre che dalla CIA e da altre strutture della NATO – era protetto.
Come abbiamo visto, nello stesso lasso di tempo, vennero costituite le “internazionali rosse” T.T. e l’Hyperion con il probabile apporto della Nuova Destra. Ricordiamo che se negli USA si produsse una divisione fra il Segretario di Stato di Nixon Henry Kissinger sempre meno propenso a consentire l’appoggio ai neofascisti, membro della Trilateral e con agganci nel CSIS e l’ambasciatore USA a Roma Graham Martin che finanziava la destra italiana e i gruppi politici più visceralmente anticomunisti. In Italia si produsse la cosiddetta “guerra dei servizi” nel SID fra il capo dell’Ufficio D, il controspionaggio, generale Maletti, filoisraeliano, uomo di fiducia di Andreotti dopo aver abbandonato le posizioni di destra e in rapporti con Mancini, deputato socialista autonomista con buoni agganci nella Nuova Sinistra italiana e il direttore del SID generale Miceli filoarabo, poi parlamentare del MSI, il partito della destra italiana e già coinvolto nelle inchieste scottanti sul golpe Borghese e sulla Rosa dei Venti. Pare che lo stesso Miceli fosse il destinatario dei finanziamenti dell’ambasciatore Martin.

La situazione, se è possibile, è più complicata di quella illustrata da Pecorelli e Giannettini. Il fatto che, poi, Pecorelli distinguesse fra la posizione della CIA e quella del MOSSAD che, secondo il giornalista, strumentalizzava la destra per ricattarla, dimostra che, come molti altri, egli si attestasse su posizioni atlantiche, anticomuniste ma anche di sostanziale avversione ad Israele.

Il panorama della “strategia della tensione”, quindi, si fa più ampio, complesso
e frastagliato.

Andiamo avanti…

H.S.
Fonte: https://www.comedonchisciotte.org
05.07.2007

Pubblicato da God