Paolo Villaggio non era un comico

DI LEONARDO CAFFO

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Paolo Villaggio non era un comico, ma un cinico. Secondo il Foucault de “Il coraggio della verità” l’unica forma di vita realmente filosofica possibile: grazie, dopo anni a leggere i tuoi libri e vedere i tuoi film, per averci insegnato che questo è un mondo pieno di “duca conti”, “gran maestri”, “contesse serbelloni” ovvero di “gran pezz’di merd” che costringono le nostre esistenze a sopportare “cagate pazzesche” di cui dovremmo tutti fare a meno.

Leonardo Caffo

Fonte: www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/leonardo.caffo/posts/10213740217765855?pnref=story

3.07.2017

11 Commenti
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Mechano
Utente CDC
6 Luglio 2017 12:19

Scusate ma i 92 minuti di applausi a questo post non glielo vogliamo fare?

Adriano Pilotto
Utente CDC
6 Luglio 2017 14:02

Mi associo alla richiesta di Mechano.
Anche se non tutti, molti dei film di Paolo Villaggio sono ritratti della società che a pieno diritto rientrano nel grande e magnifico filone della ” commedia all’italiana”.

sandrez
Utente CDC
Risposta al commento di  Adriano Pilotto
7 Luglio 2017 12:38

e infatti ogni battuta comica non è altro che una mezza verità.
si ride su qualcosa che in parte è vero.

http://www.homolaicus.com/teoria/comico.htm

Holodoc
Utente CDC
6 Luglio 2017 16:02

Io aggiungerei che quelli che ne escono peggio dai film di Fantozzi non sono gli oligarchi, ma i collegi del ragioniere, forse ancora più viscidi dei padroni perché inconsapevoli complici del gioco al massacro sociale di cui sono insieme protagonisti e vittime.
Solo Fantozzi ha a volte il coraggio di voler sovvertire questo ordine. Purtroppo la forza del gregge (e la sfiga) ha sempre la meglio su di lui.

SimSim
SimSim
Risposta al commento di  Holodoc
7 Luglio 2017 11:04

Concordo. Aggiungo ancora, ciascuno dei colleghi é a se stante un personaggio tristissimo. É la descrizione tipica del mondo lavorativo, dove si scontrano senza soluzione (e trovano solo parzialissimo conforto dal puntarsi il dito contro e ridere del prossimo) i guai e le insoddisfazioni personali di ciascuno. In questo, sebbene la sottomissione al potere sia sempre concettualmente presente, essa compare solo a gocce, incarnata nel megadirettore di turno. Che é esattamente la frequenza con cui un impiegato semplice entra in contatto con le alte sfere di un´azienda simil-ministeriale come quella di Fantozzi.

DesEsseintes
DesEsseintes
6 Luglio 2017 16:36

La gente applaude reverente un uomo che la disprezzava.
È sempre cosí.
Forse è giusto che sia cosí, non lo so…

Gino2
Gino2
Risposta al commento di  DesEsseintes
6 Luglio 2017 17:14

se ti senti disprezzato da villaggio e dai suoi film è un problema tuo.

Lizzie
Utente CDC
6 Luglio 2017 16:46

Una delle cose più sensate che ho letto

dadafari
Utente CDC
6 Luglio 2017 18:31

tra l’altro mi sembra che in Urss fossero tra i film occidentali più apprezzati e non censurati.

gilberto6666
Utente CDC
6 Luglio 2017 19:44

Già il fatto che i film di Fantozzi mi abbiano sempre fatto incazzare, oltre a generarmi una certa tristezza, non può che farmi aderire agli applausi per questo bellissimo commento.

ilTafano
Utente CDC
7 Luglio 2017 8:33

Se i vari “duca conti”, “gran maestri”, “contesse serbelloni” ovvero di “gran pezz’di merd” esistono certamente la “colpa” non è loro.
Forse chi è costretto a sopportare le “cagate pazzesche”, dovrebbe cominciare a risvegliarsi e cambiare registro.
Diversamente, ci saranno sempre, come nella storia della civiltà, sempre ci sono stati “duca conti” e, specialmente, “gran maestri”.