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Presentazione della Aula del Palazzo dei Gruppi parlamentari. Foto di Enrico Para

Orgogliosi di essere italiani

DI TRUMAN BURBANK

Comedonchisciotte

(Alcune note sul convegno di Moneta Positiva del 23 novembre, presso l’Aula dei gruppi parlamentari, al centro di Roma, vedere qui l’annuncio.)

 

Ancora un convegno di Moneta positiva a Roma, il precedente era stato l’anno scorso.

La sensazione è positiva: ottimo il locale, adeguato in un certo senso alle dimensioni del problema trattato. Importante la sensibilità mostrata dalle istituzioni nel consentirne l’uso. E così, ben vestiti come si deve a un ambiente istituzionale, facciamo la nostra parte. Una volta tanto non ci sentiamo isolati come un oratore di Hyde Park che parla a un pubblico immaginario.

La sala, della capienza di circa 300 posti, è quasi piena, anche se l’abbondante spazio tende a dare una sensazione di dispersione. Presenti sia giovani che anziani.

In generale lo stile del convegno è abbastanza sobrio, come si addice al locale, e ciò può essere utile per l’impatto su quelli che vorrebbero “serietà”, cioè percepire che Moneta Positiva è un’organizzazione affidabile.

Forse si perde qualcosa in creatività rispetto ad altri convegni più spettacolari (ricordo con piacere l’incontro di Modena) ma la sensazione è che siamo cresciuti e comunque sono numerose le occasioni che scatenano applausi, ad es. la frase di Rinaldi “Mi sento orgogliosamente e profondamente italiano”. (E io la trasformo in titolo).

Parte scatenato Fabio Conditi nel presentare il problema moneta e poi nel raccordare i numerosi e validi interventi.

Non si riesce a sintetizzare tutto. Sono stati affrontati molti temi e parecchi meriterebbero un convegno dedicato.

Si può però citare qualcosa.

Conditi introduce il discorso della scarsità della moneta, da cui derivano molti nostri problemi quotidiani.

(Qui credo che il concetto andrebbe chiarito: c’è scarsità di moneta per il popolo, ma mai c’è stata tanta abbondanza di moneta per la speculazione.)

L’inossidabile Antonino Galloni ci fornisce una visione storica, a cavallo tra la sociologia e l’economia, degli ultimi decenni italiani.

Conditi strikes again con le slides fornite da Steve Keen, che analizzano l’andamento del debito privato, il quale in Italia è sempre stato molto buono. (Il che a me appare normale: la nostra eredità cattolica ci ha fatto sempre sentire il debito come peccato).

Giovanni Zibordi ci dà una visione di come sta andando oggi l’economia italiana, oltre a ricordare che almeno parte del nostro debito potrebbe essere semplicemente cancellata.

Marco Cattaneo ci racconta di come sia stato un colossale errore adottare quella moneta straniera di nome euro.

Antonio Rinaldi ci spiega come quello che solitamente viene definito come “divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro” sia stato invece un matrimonio diabolico  tra la Banca Centrale e il capitale finanziario.

Una citazione: “Meglio poveri ma liberi, che ricchi e schiavi”.

Il sorprendente Orango Riso (1) cerca di farci capire che ciò che conta non sono i soldi ma una vita piena. Ci spiega cosa è la cooperazione e la competizione. Ci racconta di come la competizione possa essere patologica o emulativa. Afferma che “la realtà non esiste” e qui mi sorprende, pensavo di conoscere almeno tre tipologie di realtà.

Alla fine Orango propone la FIL (felicità interiore lorda) al posto del PIL.

Un problema ricorrente

Tutti partecipanti hanno parole di apprezzamento per  questo governo. Eppure allo stesso tempo sentono come all’orientamento positivo del Governo corrisponda un insufficiente coraggio nel prendere decisioni. A livello numerico si può citare Zibordi, il quale dice (più o meno): “Una finanziaria che volesse davvero far ripartire l’economia italiana dovrebbe osare un deficit del 10% del PIL, il 2,4% proposto conclude poco”.

E qui le proposte di Moneta Positiva potrebbero essere importanti per risolvere l’impossibile problema di far ripartire l’economia senza aumentare troppo il deficit. E il tempo stringe.

Il convegno termina comunque in modo moderatamente ottimista.

 

 

Mentre sto uscendo dalla sala, un giovane mi fornisce una possibile cartamoneta, un facsimile di un certificato di credito fiscale. Mi informa che lui non è di Moneta Positiva, è di un gruppo MMT. Ottimo. Forse questa volta ci stiamo muovendo insieme nella direzione giusta.

Truman

Fonte: comedonchisciotte.org

24.11.2017

 

 

 

(1) Orango Riso è visibilmente un nickname o un nome di battaglia, decodifico senza difficoltà “Orango” dal bahasa malese come “uomo”, per “Riso” non ho traduzioni.

Pubblicato da Truman

6 Commenti

  1. Io sono Lombardo e non provo nessun orgoglio quando uno straniero mi dice “voi italiani”, anzi mi indispettisce essere accomunato in un termine che non distingue tra mediterranei stereotipati tutti pizza, mandolini, baffi neri, mafia e spaghetti, e cisalpini dalle abitudini e connotazioni storiche un pò diverse. Con tutto questo riconosco che in mezzo ad una maggioranza civilmente degradata esiste un’estesa minoranza di meridionali che sono persone colte e piacevoli, capaci e coerenti, immersi tuttavia in quell’ambito sociale che li penalizza. Nel 2012 me ne sono andato e mi sto progressivamente elvetizzando, con estrema soddisfazione. Considero titolo e frase di Rinaldi completamente fuori luogo, illusorie e decontestualizzate dalla realtà. E’ un “Sentiment” che fa sorridere

  2. “Meglio poveri ma liberi, che ricchi e schiavi”.
    lo schiavo non è mai ricco dal momento che non “possiede” nemmeno se stesso.

  3. ecco questi di moneta positiva dovrebbero prima farsi domande ragionate e dovrebbero provare a rispondere invece di continuare con la solita sterile solfa.
    ma tant è. loro fanno convegni, scrivono libri
    . per loro certo l’economia tira…..

  4. Tra moneta positiva e mmt,non sò chi è peggio,in teoria tutto bene,ma la realtà è ben diversa. Finchè ci sono le banche centrali che dirigono il mercato non ci sarà nessun libero mercato,perchè in un libero mercato le banche dovevano essere fatte fallire.Inoltre secondo loro si deve fare la spesa a deficit,ma non esistono pasti gratis.Lo stato inoltre è coercitivo e i soldi li prende con la forza.Prima bisogna riformare il tutto poi,si potrà parlare di orgoglio italiano.Poi in Butan è da anni che vige il FIL e non il pil.Un classico copia e incolla. ma si sà,le persone con uno slogan si esaltano facilmente.

  5. Come detto da altri e anche dal sottoscritto in precedenti commenti, se è vero che basta la famosa riga scritta, la lettera da inviare, per esempio alla Banca d’Italia perché torni come prima, perché non lo si fa? In sostanza , e come sempre, un conto sono le buone intenzioni e i propositi, poi occorre agire e, per quanto mi desse fastidio il comportamento dei precedenti governi che ignoravano, se non per tassarli, artigiani e commercianti e cittadini (in senso lato), non vorrei dover rimpiangere di aver votato Lega. Essendo in Sardegna e con le elezioni regionali a fine febbraio, se non si vedono frutti concreti, benefici tangibili per i cittadini, sarà difficile che io o altri rivotiamo Lega (anche perché di mezzo dovrebbe esserci sempre lui, Silvio). Per esempio, parlando di soldi: e la storia dell’abolizione del limite nell’uso dei contanti? Che fine ha fatto?

  6. Meglio poveri ma liberi… liberi di fare che cosa? In quale sistema o sottoinsieme? Che mediocrità intellettuale… La realtà non esiste. Certo, se si vive in una bolla, forse può essere tendente al vero.