Home / ComeDonChisciotte / NOVE GIUGNO SENZA ZAVORRA

NOVE GIUGNO SENZA ZAVORRA

TIRA PIU’ UN PELO DI CRINE DELLA “POLTRONE PRODI” S.p.A., CHE QUALCHE MILIONE DI MORTI AMMAZZATI

DI FULVIO GRIMALDI
Mondocane Fuorilinea

Alex Zanotelli, tanto bravo, ma dovrebbe spiegare ai
fratelli comboniani che agevolare l’imperialismo sostenendo la balla del
genocidio in Darfur è peccato mortale (mortale soprattutto per la pace e i
popoli); Lidia Menapace, nota ormai come Menaguerra, anziana ma prodigiosa
pacifista acrobata, manager di giri della morte afgani; Rossana Rossanda,
supremo grillo parlante in perpetuo andirivieni tra il cerchio e la botte;
l’amico Fosco Giannini che “tanto tuonò che non piovve”; Haidi Giuliani che,
ormai ahimè più romana che genovese, giudica D’Alema il “ministro più a
sinistra” mai avuto; Luisa Morgantini per la quale basta che l’assassino e la
vittima si scambino due carezze e guai se quest’ultima reagisce scalciando
contro la vergine di Norimberga apertagli dal primo; Franca Rame, affogata nel
nonsense quando qualcuno ha interrotto le sue perorazioni contro la guerra
ricordandole che aveva votato per la spedizione in Afghanistan; Andrea Catone,
che ha disdegnato perfino di guardare il deliquo progressivo del PRC, fin
quando non lo hanno sollevato agli organi dirigenti…Tutti al seguito dell’ultrà
non-violento Bertisconi, folgorato
da orgasmi militaristi in Libano. E poi tanti altri, tutta le salmerie
salmodianti pace delle Ong e dei cattolici che, se non ci fosse la guerra,
sarebbero in cassa integrazione; personaggi e personalità e soggetti illustri e
meno illustri, furbacchioni o candidi, provvisoriamente fuori di testa per
eccessi etilici, o disinvolti benevolenti da fumo, lestofanti, doppiogiochisti,
distratti, colti nel sonno e, in ultima fila, quelli che perdonateli perché non sanno quello che fanno,

tutti a firmare lo svergognato appello a una manifestazione unitaria contro il Bush delle vacanze
romane, per favorire una positiva evoluzione
delle politiche di governo.
Magari chiedendo permesso. Mancano
invece i radicali, che, schietti e coerenti, coprono oceani di sangue
sventolandoci sopra bandiere Usa e israeliane: alla pena di morte preferiscono
assai gli stermini collettivi.

Tutti però dentro a una carovana messa insieme e
guidata dai quei girelli e misirizzi che nel luglio 2006, sorriso a larghe
falde e mandato bacini a quei
quattro smandrappati che, davanti al Palazzo, chiedevano di non uccidere l’Italia ammazzando l’Afghanistan,
bertisconianamente votarono per spedire gente e mezzi a distruggere quel paese
e spianare la via all’armagheddon finale impostato dai criminali psicopatici di
Washington, Londra e Tel Aviv. Ma come, con largo anticipo il movimento della
pace, anzi, il movimento antiguerra, con la sua lucida avanguardia
antimperialista, NoDaMolin, NoTav e No-tante-altre-aberrazioni, indice contro
il pupattolo al tritolo della élite guerrafondaia occidentale una
manifestazione nazionale ed ecco che, ancora una volta, piomba sul sacrosanto
progetto il sempre più infausto presidente della Camera e criptoleader del PRC,
con tanto di sega circolare per dividere in due, confondere, frantumare e offrirsi di togliere le castagne dal
fuoco al subalterno locale di Bush. E questi arrivano belli belli, spruzzando
acqua santa, agitando turiboli obnubilanti e invitano a una “manifestazione
unitaria”! Mettendo tutti sullo stesso piano, proprio come usa quando si parla
di “estremisti palestinesi” ed “estremisti israeliani”, di “Nato bombarola” e
di “Milosevic pulitore etnico”, di “Abu Ghraib” ma anche di “terroristi
islamici”. Carnefici e vittime, al meglio tutti uguali, pari dignità, pari
indegnità, par condicio. Al peggio scambiati di ruolo,
invertiti.

E per quale non manifestato motivo questi si parano il
culo evitando di schierarsi con
chi ha tutte le ragioni del mondo, ma sono ragioni imbarazzanti per il quieto
vivere e per tante buone amicizie? Chi lo fa per non mettere a rischio la
poltrona Prodi (e sono quelli in testa all’appello)? Chi per non sputtanare i
propri capisquadra in preda a vorticoso fregolismo (vero, “oppositori interni”?)
e per continuare a illudersi che si può avere la moglie ubriaca e la botte
piena. Chi votato irrimediabilmente al buonismo di sistema. Chi non ci ha
pensato proprio, col sangue rifluito dal cervello a digerire quella peperonata.
E per ottenere che cosa ci viene chiesto di contaminare la nostra rivolta
contro la peggiore feccia politica mai apparsa oltre Atlantico con
cerchiobottisti, reggicoda, sacerdoti e chierichetti del “governo amico”? Non ci si crede, la pelle si
accappona, i capelli si rizzano, compresi i peli sullo stomaco che forzatamente
a molti di noi sono cresciuti a forza di ingoiare rospi. Si tratta di favorire una positiva evoluzione delle politiche del
governo.
Evoluzione! E’ come invitare Mister Hyde a evolversi in Dr.
Jekill, e senza neanche la pozione! E’ come chiedere al coccodrillo di mutarsi
in geco, al bombarolo velista di Belgrado di operare in Emergency, allo stesso Bush di assumere le sembianze di un
normodotato. Evoluzione da
cosa? Dagli ukase sulla nuova base
Terminator di Vicenza? Dallo scudo stellare nascosto al popolo e che lo
fotte facendo del suo paese
l’ufficiale di prima nello sterminio planetario di popoli? Perché i
cacciabombardieri nucleari F-35 ordinatici dal padrino diventino deltaplani e
il 13% di spese militari in più si ricollochi nei consultori? Perché anziché
ripetere in conferenza stampa le cose ordinategli dallo Sturmbannfuehrer Olmert (“Viva il
carattere sionista di Israele”, “i palestinesi sono solo una questione
umanitaria”, bocca cucita sui profughi…), Prodi si svegliasse dalla libidine di
servilismo che deturpa la sua già penosa senilità e invocasse il sostegno
mondiale alla lotta di liberazione palestinese? Ma davvero Domenico Losurdo,
Gianluigi Pegolo, Dario Fo, Gianni Minà riuscite a vedere anche solo una
particella subatomica di una simile evoluzione? E, soprattutto, pensate di
avvicinarla unendo chi gliele canta al “caro alleato” di Bush e di Olmert e dei
burattini boia Karzai, Sinora, Al Maliki, carcerieri e giustizieri dei propri
popoli, con chi rifugge da ogni biasimo a questo governo che galleggia tra
bassezze cortigiane e massacri coloniali?

Tra quanti hanno firmato ci sono alcuni dei migliori
cittadini di questo paese, alcuni dei pochissimi, bravi e onesti giornalisti. E
molte altre persone che stimo e delle quali mi posso vantare compagno e amico.
Mi auguro che si rendano conto di essere caduti in una trappola. Di essere
stati tentati dall’impresa in cui perfino Cagliostro fallì: unire il diavolo
con l’acqua santa, con ciò svalutanto il nobile ruolo da sempre rivestito dal
diavolo e dando dignità a quella becera truffa che è l’acqua santa. Un’acqua
santa che il 9 giugno a Piazza del Popolo, auspice il nonviolento idolatra
della “Folgore”, Vespinotti, viene spruzzata sulle malefatte del governo più
militarista d’Europa, succube dei boss statunitensi da far schiattare d’invidia
i regimi dei gemelli polacchi Kaczynski o degli altri virtuosi paesi dell’Esteuropa, mafiosamente
redenti dal socialismo reale.La cosa migliore su questa trista vicenda l’ha
scritta Nella Ginatempo rivolgendosi a un’assai confusa Haidi Giuliani, quando
ha detto che l’unità, cari amici, si ricostruisce dal basso e non coinvolgendo
una classe politica che ogni giorno riesce a dare un “più peggio” di sé.
Lasciamoli blaterare di antipolitica,
che è solo l’espressione del loro terrore a vedere che la politica gli sta
sfuggendo di mano, la poltrona sotto al culo, il voto dall’urna e i quattrini
dalle casse. L’antipolitica è oggi tutta nel palazzo. La politica è tutta
fuori. Cosa inedita? Mica tanto. E’ successo già molte volte nella storia. Di
solito prima di qualche rivoluzione. Dal basso tocca evitare che la blocchino
con la dittatura: il copione ce l’hanno già in tasca. Esagerato? Staremo a
vedere.

Concludendo, si può concepire che i francesi
lottassero contro Hitler senza occuparsi di Laval e Petain? E gli jugoslavi
tralasciando di combattere il duce Ante Pavelic? Che ce la si possa prendere con Napoleone esentando da
critiche il maresciallo Massena?
Che si contesti Fioroni stando in piazza col preside che ne sostiene i
crediti scolastici da ora di religione?

Che si metta in dubbio l’esistenza di dio, senza strappare i veli dalle
ciarlatanerie di Padre Pio? Che si possa mandare al Santa Maria della Pietà il
ministro Livia Turco e non fottere i carabinieri scappando dalla finestra
quando quelli ti vogliono fare l’antidoping in classe? Protestare contro Bush e
non il suo vassallo? Ma andiamo!

Riconcludendo, sapete qual è in assoluto la più bella?
L’Ernesto (la frazione dura, peperò parlamentare, dell’ex-opposizione
maggioritaria del PRC prima dello spappolamento) ha annunciato che, fallito il
suo tentativo di unire le due manifestazioni, ha trovato l’uovo di Colombo, ha
unito capra e cavoli: aderisce a
tutte e due le manifestazioni!. Lo immaginate, l’Ernesto, disteso tra due vette
rocciose opposte, aggrappato con le mani a un picco e con le unghie dei piedi
all’altro, stirato come un chewing gum, con sotto il baratro spalancato, pronto
ad accoglierne le ecumeniche membra? E’ un film horror-comico. Si chiama
“cerchiobottismo”.

Fulvio Grimaldi
Mondocane Fuorilinea
08.06.2007

Pubblicato da God

  • GesuDiNazareth

    In questi giorni abbiamo anche imparato dal caro leader della camera
    Bertisconi/Bushinotti che la VIGLIACCHERIA si chiama “Silenzio Istituzionale”.