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Non “i barbari” ma il vuoto di valori ci finirà

DI MASSIMO FINI
ilfattoquotidiano.it

Credo che noi siamo in una situazione molto simile a quella in cui dovettero trovarsi a vivere i Romani nei decenni che precedettero il crollo dell’Impero. C’è nell’aria un ‘sensus finis’, un’assenza di speranze, collettive e individuali, uno sfinimento, uno sfibramento, una mancanza di vitalità, un sentimento di impotenza. Che sono i classici segni di un mondo in decadenza.

I ‘barbari’ sono alle porte, molti sono già dentro le mura, premono, come ai tempi dell’Impero, ai nostri confini. I Goti, i Burgundi, i Franchi, i Vandali poterono averla vinta sulle ben più potenti e organizzate armate romane, fino a conquistarne la Capitale, riducendola ai tempi dei Lanzichenecchi a 37 mila abitanti, perché nei secoli precedenti, l’Impero e le sue strutture istituzionali e mentali erano state corrose da un tarlo che si chiamava cristianesimo. Invano gli imperatori, da Diocleziano in poi fino all’ultimo e disperato tentativo di Giuliano l’Apostata, avevano cercato di estirpare, con la repressione e la violenza, questo tarlo. Il mondo pagano, corrotto fino al midollo proprio a cagione della propria potenza, verrebbe da dire della Superpotenza, non poté nulla contro un’ideologia che portava in sé valori fortissimi e nuovi. Ma solo parzialmente nuovi perché originavano dal giudaismo. Insomma il cristianesimo rimaneva un fenomeno mediterraneo che non partiva dal nulla e non veniva dal nulla. Perciò nel giro di pochi secoli il cristianesimo poté avere di fatto la meglio sul mondo germanico, apparentemente vincitore, convertendolo a sé com’è documentato dai canti dell’Edda. Alle quasi infinite superstizioni che avevano attraversato quel mondo, ma che avevano anche, per misteriosi canali, molti punti di contatto con la Bibbia e con il Vangelo, se n’era sostituita un’altra, unica, più forte, più convincente, più coinvolgente.

Ma anche il cristianesimo, tradotto da San Paolo in una struttura potente, religiosa ma anche temporale come la Chiesa, aveva in sé i germi e i prodromi della sua fine. Dopo venti secoli di egemonia e di ascesa il pensiero cristiano nelle sue varie declinazioni cattolica, ortodossa, protestante ha terminato la sua fase propulsiva, per dirla con le parole di Enrico Berlinguer in riferimento al comunismo sovietico.

Forse noi non abbiamo compreso appieno cosa ha voluto dire “la morte di Dio”. Quando Friedrich Nietzsche la proclama nei primi anni ’80 dell’Ottocento, constata, con qualche decennio di anticipo, perché era un genio, che Dio, in virtù o a causa dell’Illuminismo e dell’affermarsi della Dea Ragione, è morto nella coscienza dell’uomo occidentale. Ma i suoi funerali non saranno affatto indolori. Non per nulla il capitolo successivo a questa affermazione nicciana si intitola Incipit tragoedia. Dio sarà sostituito dalle Ideologie. Ma le Ideologie, nel giro di un tempo relativamente breve, due secoli e mezzo all’incirca, periranno anch’esse. E anche la loro morte, come quella di Dio, verrà salutata come una liberazione. Invece è un’altra tragedia. Perché è venuto meno ogni punto di riferimento laico o religioso (un Dio morto non può essere resuscitato), non potendosi considerar tale il libero mercato che non è nemmeno più non dico un’ideologia, com’era ai tempi di Adam Smith e di David Ricardo, ma neppure un’idea. E’ semplicemente un meccanismo che va per conto suo, autopotenziandosi nella misura in cui indebolisce l’uomo che lo ha innescato, sfuggito di mano non solo agli ‘apprendisti stregoni’ che lo concepirono, ma anche alle mosche cocchiere che si illudono di guidarlo e del quale, prima o poi, saranno anch’esse vittima.

Da qui lo smarrimento che ci coinvolge tutti, poveri e ricchi. E la paura, l’abbietta paura (basta pensare a quanto è avvenuto pochi giorni fa alla Gare du Nord dove c’è stato un fuggi fuggi generale dei passeggeri, che hanno abbandonato persino i loro bagagli, la ‘robba’, perché un uomo si aggirava armato di un coltello) nei confronti dei ‘nuovi barbari’ che sono davvero, a differenza di quelli d’antan, ‘altro da noi’. Ma non è del terrore che noi dovremmo aver terrore. Ma del nostro vuoto di valori. Sarà questo che ci perderà, nonostante noi occidentali si sia tanto superiormente armati, come lo erano i Romani di fronte alle orde di origine germanica.

Presso ogni cultura, quasi senza eccezioni, è previsto che il proprio sistema di valori non sia eterno, ma a un certo punto collassi. Ma la favola convenuta, nella inesausta necessità di speranza che è propria di quella tragica creatura che è l’uomo, vuole che dopo ogni krisis, intesa in senso greco, rinasca un mondo migliore e più degno di essere vissuto. A noi non resta che aggrapparci a questa favola e augurarci che non sia veritiera la premonizione di Eraclito che nel VI secolo prima di Cristo ammoniva che l’umanità era destinata a degenerare senza soluzione di continuità. Anche se la Storia, almeno finora, sembra dargli ragione.

Massimo Fini

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

29.04.2017

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    “le Ideologie, nel giro di un tempo relativamente breve, due secoli e
    mezzo all’incirca, periranno anch’esse. E anche la loro morte, come
    quella di Dio, verrà salutata come una liberazione. Invece è un’altra
    tragedia. Perché è venuto meno ogni punto di riferimento laico o
    religioso”.

    Assolutamente d’accordo.

    ” il pensiero cristiano nelle sue varie declinazioni cattolica, ortodossa, protestante ha terminato la sua fase propulsiva”.
    Qui invece mi trovo in disaccordo. La morale pauperistica (almeno in teoria) del cattolicesimo ha dovuto cedere il passo alla prassi protestante del “destino manifesto” che vuole la ricchezza (l’edonismo, l’ostentazione) la prova della vicinanza a dio. E’ in realtà la nemesi delle indulgenze, ovvero della costruzione di San Pietro questa sì apoteosi dell’ostentazione. Viviamo nell’universo dell’ostentazione di stampo religioso, e questa fase propulsiva non è ancora terminata, basta guardarsi attorno. Inutili i patetici appelli di Bergoglio per un ritorno al pauperismo: non ci crede più nessuno.

    • PietroGE

      Non c’è solo la morale pauperistica nel cristianesimo, anzi quella è un fattore secondario. Fini ha ragione il cristianesimo non attrae più come prima, non riesce a convertire più nessuno e non riesce ad essere identitario per i popoli che lo hanno adottato come religione. È diventato, dopo il CVII una succursale dell’ONU con lo scopo della pace nel mondo, la fratellanza universale, la diplomazia ecc. ecc.dimenticando la missione originale, la sua stessa ragione di esistenza. Vedi se la stessa cosa la fa l’islam o l’ebraismo. Bergoglio non fa altro che amministrare la decadenza del cristianesimo.

      • Tonguessy

        Ripeto: il vero oggetto al centro della contesa è l’edonismo che, al di là delle sfere vaticane, non ha mai trovato grandi seguaci tra i credenti cattolici mentre ha trovato fertile terreno tra le fila protestanti per i motivi già citati. Il fatto stesso che oggi non si riesca a distinguere tra le due modalità dato che entrambe hanno adottato il modello protestante dovrebbe già essere una prova. La stessa spartizione delle risorse che vede una elite sempre più scandalosamente ricca a scapito di un’umanità sempre più povera dovrebbe fare capire che questo è il modello vincente. O, come ha espressamente dichiarato W. Buffett “La lotta di classe esiste e l’abbiamo vinta noi”. Inutile dire che parla a nome dei WASP.

    • marco schanzer

      I cinquestelle….

  • PietroGE

    Beh, vedo che Oswald Spengler è vivo e lotta (forse) insieme a noi, certamente insieme a Massimo Fini. La storia non ritorna mai con le stesse caratteristiche, in particolare quando la situazione è completamente differente da quella di riferimento. Le differenze sono sotto gli occhi di tutti : la globalizzazione, l’annullamento delle distanze e la diffusione delle informazioni.
    La decadenza occidentale non è una conseguenza automatica dell’evoluzione della società, è stata indotta da decenni di indottrinamento martellante fatto di individualismo, antiautoritarismo, emancipazionismo, sensi di colpa indotti, disprezzo per le identità e la cultura identitaria. Questo se si accetta la posizione di Fini, è il tarlo che ha corroso la società occidentale,un tarlo che ha operato anche all’interno del cristianesimo a partire dal Concilio Vaticano II. È il cupio dissolvi, portato avanti da una parte delle élite della società, quella che controlla il discorso, cioè la manipolazione delle masse, criminalizzando ogni opposizione. Gli esempi sono molti e Fini, con la teoria dell’automatismo della decadenza, fa un favore a quelli che hanno come scopo non la fine della civiltà occidentale in senso astratto, ma la fine biologica dei popoli della civiltà occidentale. Prende una posizione simile a quella di Houellebecq nel romanzo ‘Sottomissione’. L’automatismo però esiste nelle macchine non nelle società.

  • gianni

    sono d’ accordo , e sono contento che la schifosa civilta’ occidentale cessa di esistere , siamo un ammasso di viziati rincoglioniti senza valori e identita’ , non ha piu’ senso andare avanti cosi’

    • marco schanzer

      ma dopo , pare , non ci sara’ nulla . Non ci sara’ nessuno in grado di capire cosa era un uomo . O di avere una opinione sull’universo . Temo che spetti a noi tirar fuori qualcosa di buono .

      • ignorans

        Ma “noi” non esistiamo. Esiste solo la scienza e la tecnologia. Quindi è già tutto finito.

        • gianni

          Vero al 90 %

    • Alessandro Loiacono

      right

  • Alberto Capece Minutolo

    La straordinaria capacità di Fini è di dire cose interessanti pur partendo, come in questo caso, da un evidente grand pastiche storico e da idee molto confuse. L’impero romano era finito da un secolo e mezzo quando avvenne la sua caduta canonica e formale, così come l’espansione imperiale fu di fatto un prodotto della Repubblica. Le date sono importanti semplicemente perché Costantino diede via libera al cristianesimo, ovvero a un culto orientale perché aveva compreso che era ad est la parte ancora vitale dell’impero e dunque gli occorreva una religione consona. Del pari le orde dei barbari era risultate vittoriose già sotto Augusto e in realtà già 200 anni dopo la massima parte delle legioni era formato da soldati di origine germanica Fini confonde cause ed effetti sull’onda di una tesi francamente un po’ vecchiotta e di origine risorgimentale, il che non significa che non abbia ragione nel considerare il cristianesimo giunto alla fine del suo senso e ucciso dal fatto di aver avuto occhi al proprio potere materiale, alleandosi da sempre con l’ateismo di mercato.

    • enricodiba

      Un secolo e mezzo no, una settantina di anni si.
      La germanizazzione dell’esercito romano avvenne dopo la sconfitta di Adrianopoli nel 378

  • clausneghe

    Barbari? No, credo che i “razionali” freddi e cinici oltre che ebeti militari “ufficiali” in divisa o meno siano di gran lunga più letali dei barbari selvaggi.
    Infatti nessun “barbaro” tiene il dito sul grilletto atomico, cosa che invece fanno costantemente da anni e anni le “potenze” sedicenti “civili”, fari di civiltà..
    Qual’è il confine tra un barbaro che brandisce un coltellaccio urlando Allah e un pilota di caccia russo o americano che lo arrostisce con le bombe in nome del nostro Dio?

    • Emilia2

      I piloti russi non arrostiscono nessuno in nome del nostro Dio. Bombardano guerriglieri estremisti per difendere la Siria, loro alleata e sede di un governo laico e civilissimo.

      • clausneghe

        Si certo,lo so che ecc.ecc. mi prendi per uno sprovveduto al quale bisogna insegnare tutto?
        Sappi che passo ore e ore da anni ormai a seguire le varie guerre nel mondo, dal monitor ovviamente, e li vedo in azione i velivoli Russi.
        Sganciano bombe esattamente come fanno i loro colleghi, ognuno con le sue “buone ragioni” sembra.
        Ma tutte, le bombe voglio dire, sono uguali, tutte uccidono.
        O mi vuoi dire che esistono i “missili della Pace”?
        In questo caso saremmo lontani anni luce, noi due.
        Ciao.

        • Emilia2

          Naturalmente non esistono i “missili della Pace”, io volevo pero’ dire che IN QUESTO MOMENTO STORICO le ragioni dei Russi sono nettamente piu’ buone di quelle degli USA-NATO, perche’ il diritto di difendersi da una politica estremamente aggressiva (come e’ quella di questi ultimi) e’ indiscutibile.

          • clausneghe

            Bene. Il fatto è che rispondendo alla barbarie con la barbarie ovvero con la violenza alla violenza non se ne esce. Gli armati Russi sono esattamente come gli armati Americani o Inglesi o Francesi o Cinesi o… eccetera.
            Vedo i video dei bombardamenti della federazione Russa, con quelle bombe da 500kg che scendono con il paracadute e distruggono tutto, uomini cose piante e animali,altro che chirurgiche o intelligenti… Esattamente come le bombe Americane, o Italiane o Inglesi,come già detto.
            Bisogna trovare altre maniere, non si puo rispondere alla morte con la morte. Siamo,sono, ancora al medioevo. Barbari, appunto.
            Ciao.

          • Emilia2

            I bombardamenti massicci sui centri abitati sono incominciati nella II Guerra Mondiale, e tutti li giustificano (almeno quelli americani). Poi lo so che sarebbero meglio delle trattative serie, ma mi sembra che gli Americani, ormai abituati a un predominio assoluto, non vogliano cedere su niente.

  • Annibale Mantovan

    Io non mi fido molto di Massimo Fini.

    • Davide

      e come mai ?

      • Annibale Mantovan

        Ti rispondo così a pelle…è un mezzo ebreo, (forse un quarto, forse tre quarti) l’ altra metà non si sa, nè carne nè pesce quindi. Quando scrive non sai dove va a parare. Anche lui sull’ argomento in qualche intervista è sempre stato ambiguo come tanti altri nel senso che possono o non possono, sono o non sono, vorrebbero o non vorrebbero, sembra quasi che voglia assecondare i sentimenti di chi gli sta difronte più che dichiararsi…BOH! Può essere la malattia che lo sta invalidando per cui chiedo scusa comunque…meglio non fidarsi! Poi un articolo sul “fatto quotidiano” destinato ad un certo pubblico…uhmm. Massimo Fini, se lo desidera, potrebbe scrivere un pò alla volta un bel libro su se stesso, da solo…GRATIS.

  • marco schanzer

    Se guardiamo alla umanita’ intera , allargata anche agli ominidi che I globalizzatori ci impongono , e la guardiamo attraverso I media , di proprieta’ dei globalizzatori , e alle leggi di uno dei governi che partecipano a questo , immondo , progetto di sfruttamento , non ce’ speranza per l’umanesimo . Va benissimo per I bipedi il cui unico sentimento e’ la volonta di riprodursi e giocare con il pupo . Ma se invertiamo il punto di vista , ripartendo dal me ……..dandomi delle regole , cercando il consenso , ottenendo successi nella qualita’ di vita…..si puo’ , poi , proporre qualcosa .

    • ignorans

      L’uomo deve fare proprio lui le cose che gli sono inerenti. Non può delegarle alla “scienza”. Per esempio, la salute. L’uomo deve poter affermare “io mi prendo cura di me stesso e accetto le mie responsabilità in merito”. Non è possibile che si affidi completamente ad altri. Solo su queste basi l’uomo può ripartire, perché l’uomo E’ le sue funzioni. Se non ha funzioni è giusto che scompaia.
      La questione “globalizzatori” è del tutto secondaria.

  • Tex42

    Il problema è che il collasso della civiltà, al contrario di quanto accaduto nel IV-V secolo d.C., si accompagnerà anche all’estinzione biologica dei popoli occidentali.
    Gli invasori barbari erano infatti poche decine di migliaia di persone per ogni popolo che finirono prima o poi “diluiti” nella massa delle popolazioni già presenti (cosa riscontrata anche a livello genetico, soprattutto per quanto riguarda l’Italia).
    Oggi, invece, di fronte ai circa 500 milioni di europei in rapida via di decrescita (un andamento che penso inarrestabile e che accelererà sempre di più) abbiamo un continente africano dove, a voler usare un eufemismo, è in corso la più grande bomba demografica della storia (andate a vedervi le proiezioni per vari stati africani per il 2050).

    Non so se e quando si avrà un punto di rottura; ad occhi penso che sarà quando la generazione del baby boom post-guerra, l’ultima generazione europea consistente, sarà ormai vecchia e/o sepolta (diciamo verso 2040-2050?).

  • Credo che non si possano eludere le parole di Frederick Nietzsche, quando dice che il Dio cristiano non è morto perché non lo abbiamo mai incontrato, né nella storia, né nella natura, ma perché non lo abbiamo trovato affatto «divino», ma al contrario pietoso, insensato, dannoso, non solo perché quello che insegna è un errore, ma perché è un crimine contro la vita. Nell’Anticristo Nietzsche si scaglia apertamente contro il Cristianesimo, colpevole di rendere e mantenere ignoranti le persone e di aver causato nella storia milioni di vittime, così come la chiesa. Il Cristianesimo in verità si è rivelato il vero «Anticristo», in quanto «trasvalutatore di tutti i valori». Infatti per il Cristianesimo: «E’ completamente indifferente il fatto che una cosa sia vera o falsa, ma invece è assolutamente importante, fino a che punto sia creduta vera. Così ad esempio non è necessario che l’uomo sia peccatore, ma che si senta peccatore». In questo modo il Cristianesimo ha sostituito la verità con la fede, ed ha oscurato la ragionevolezza, la capacità di giudizio, la saggezza, il buon senso, destinando l’immaginario alla ricerca di un mondo virtuale. Peggio ancora, ha posto un pesante limite alla ricerca della verità, e l’ha sostituita con le virtù teologali: fede, speranza e carità. Al fine naturalmente di dominare la specie umana, signoreggiarla, addomesticarla: «Gli ultimi saranno i primi», e a loro sarà destinato «Il Regno dei cieli», non certo il potere sulla terra.

    • marco schanzer

      ne il potere ne I Diritti basilari….

    • PietroGE

      Da quello che mi ricordo io del poco di Filosofia appresa al Liceo, per Nietzsche è l’uomo che crea Dio e non viceversa. Quando scopre l’illuminismo e al posto di Dio viene messa la dea Ragione, Dio non può far altro che “morire”. Se non sbaglio c’è un aforisma nella Gaia Scienza di un uomo che va strillando nel mercato che Dio è morto perché ucciso dagli stessi uomini. La frase su la cosa vera o creduta vera nel cristianesimo mi sembra sbagliata. Per il cristiano la Verità ultima è il Cristo (“io sono la Via, la Verità e la Vita”) per Nietzsche evidentemente una Verità ultima non esiste perché se esistesse avrebbe anch’essa un connotato fideistico. Non potrebbe essere altrimenti. Non si raggiunge infatti la Verità con la Scienza o la Filosofia. Piuttosto l’edonismo dilagante nella società occidentale non è forse legato al vitalismo dionisiaco proprio di Nietzsche?

      • marco schanzer

        Con la Filosofia , si raggiunge la verita’ , perche’ la si fa .

      • Nemmeno io sono un’esperta di filosofia, però quel poco che so me lo sono costruita dalle letture fatte, non certo a scuola, dove avevo un prof che ci raccontava le sue pillole di filosofia, o la storiella di Talete che cadeva nel pozzo mentre guardava le stelle … quindi direi che il pensiero di Nietzsche può apparire anche contraddittorio, dato che lui si esprime in una prosa evocativa e allusiva, attraverso parabole filosofiche spesso di ardua comprensione … però non c’è dubbio che sia stato il più acerrimo critico nei confronti del Cristianesimo, che ha attaccato con parole inequivocabili: «Io condanno il Cristianesimo, io levo contro la chiesa cristiana la più terribile accusa che mai un accusatore abbia pronunciato. Essa è per me la più grande di tutte le corruzioni pensabili, essa ha voluto l’estrema corruzione possibile. La chiesa cristiana non ha lasciato intatto niente nel suo pervertimento, ha fatto di ogni valore un non-valore, di ogni verità una menzogna, di ogni onestà un’abiezione dell’anima. Questa eterna accusa contro il cristianesimo io voglio scriverla dovunque ci siano dei muri – ho dei caratteri che faranno vedere anche i ciechi… Io dichiaro il cristianesimo l’unica grande maledizione, l’unica grande e più intima depravazione, l’unico grande istinto di vendetta per cui nessun mezzo è abbastanza velenoso, segreto, sotterraneo, meschino; lo dichiaro l’unico immortale marchio d’infamia dell’umanità.» (L’Anticristo) La verità di Cristo è poi quella cui bisogna aderire per fede, e non attraverso la ragione, dice Leopardi che se gli uomini avessero seguito la propria ragione, vivrebbero in pace e in solidarietà, purtroppo hanno seguito i falsi miti delle ideologie, che raccattano adepti per poi consegnarli nelle mani dei potenti. Non farei poi confusione tra l’edonismo attuale, dettato dal consumismo e dalla ricerca parossistica del piacere, e il vitalismo dionisiaco espresso da Nietzsche, perché l’apollineo e il dionisiaca sarebbero due impulsi, opposti, due principi vitali in costante correlazione tra loro. Quindi Apollo rappresenterebbe la forma e il sogno, mentre Dioniso l’unità originaria e l’ebbrezza. In questo modo la tragedia greca diventerebbe la massima espressione della vita stessa, in quanto in essa i due principi divini si troverebbero in perfetto accordo. In un certo senso quindi Nietzsche si concilia con le rivelazioni psicanalitiche freudiane, dandoci una visione completa della natura umana, composta appunto di apollineo e dionisiaco, dove il secondo termine non sarebbe sinonimo di edonismo, quanto di vitalità, gioia, passione, desiderio, ma anche di dolore. Infatti proprio la struttura illusoria apollinea permette di sopportare il fondo della vita dionisiaco, rivelato dalle parole del Saggio Sileno al re Mida nel terzo capitolo dell’opera: «Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è morire presto.»

  • Gianfranco Attanasio

    Basterebbe NON identificare ‘Dio’ con il ‘dio’ dei cristiani ( e dei giudei e degli islamici…). Troppo chiedere ? E’ qui che si svelano le radici cattoliche di tanti commentatori su CDC…immemori di quello che Severino aveva detto e straridetto tempo fa sulla ‘caduta degli Immutabili’: è solo un’epoca che sta tentando di farla FINITA con dogmi, teorie aberranti, ipotesi indimostrabili, asserzioni fantastiche, profeti ed ‘uomini di Dio’ esaltati corifei della propria persona o dell’Apocalisse: tutti residui mistificati di culti abnormi nati e sviluppati in epoche che definire lontanissime da noi è solo accertarne la loro definitiva inconsistenza a risolvere seriamente i problemi del nostro mondo. Che ovviamente procede per conto suo…non accetta di aspettare che il disvelamento produca un quid novi che a ben vedere restaurerebbe almeno parzialmente quei culti…Quelle epoche fantastiche sono definitivamente finite.

  • CarloBertani

    Molto interessante e ricco di spunti questo articolo di Fini. Cerco di cogliere un solo punto.
    La “morte di Dio”, avviene con l’affermarsi dell’Illuminismo: affermazione frettolosa, ma non si può fare di un commento un libro.
    Ma, domadiamoci, come nasce l’Illuminismo, la forza della Ragione? Ci fu una scuola proto-illuminista anche nella Baghdad dei califfi Abbassidi.
    Nasce come contrappunto al potere assolutista ed ideologico, il quale aveva usato i cardini del pensiero greco-giudaico a suo piacere, sfruttandolo per mere questioni di potere.
    Se leggete Huitzinga, noterete come la nobiltà avesse riti ed abitudini “paradisiache”, ossia tentava, in modo puerile, di raffigurare una sorta di paradiso in terra, nei loro castelli. Raffigurazione, però, che fruttava parecchio fra il popolo incolto: per questa ragione dominarono per secoli. Poi, qualcuno li attaccò con la Ragione, e furono sconfitti. Ma la Ragione si portava appresso la morte di Dio, indubbio, nonostante le incertezze di Pascal.
    Perciò, è sempre la misconoscenza, la frantumazione di un pensiero originario che conduce al disastro seguente. E, a parer mio, l’Occidente, qui, ha proprio chiuso bottega, come racconta saggiamente Fini. Sopravviverà l’umanità? Direi di sì, ma non sotto i nostri cieli e continuando ad arzigogolare delle linee di pensiero fruste.

  • Truman

    Suggestivo il testo di Fini, ma discutibile fin dall’incipit. Non siamo al centro di un impero in decadenza, ma siamo una colonia, una periferia dell’impero (il quale certamente è in decadenza).
    “Il vuoto di valori” è un altro modo per dire che siamo in crisi, perché i “valori” di un’epoca sono sostanzialmente i valori dei vincitori, cioè una sintesi (fatta per le masse) di ciò che sostiene il potere costituito. Nei periodi di crisi il potere è incerto, frammentato, confuso, indistinto. E così anche i suoi valori. A titolo di esempio, non si può continuare a lungo a portare la democrazia con le bombe, o si rinuncia alla democrazia, o si rinuncia alle bombe.
    I grandi periodi di crisi, fin dalla notte dei tempi, si risolvono con sacrifici umani. Il passato non è mai morto, anzi resto ancora oggi allibito ed estasiato nel vedere che il Cristianesimo continua dopo millenni a sostenere che bisogna guardare alla masse, agli ultimi, ai poveri, ai diversi, mentre i partiti che una volta erano di sinistra pronunciano con ribrezzo la parola “populismo”, intendendo che il popolo fa loro schifo e dimenticando che solo pochi anni fa erano ancora capaci di cantare “avanti popolo alla riscossa …”. Loro sono passati al nemico con armi e bagagli.
    Certo, Dostoievskij raccontava bene, nella “leggenda del grande inquisitore”, come si possa passare al nemico, con riferimento all’ideologia cattolica, ma non posso fare a meno di notare che i valori cristiani ancora resistono da parecchie parti, mentre i valori di una certa sinistra sono sublimati come neve al sole.
    A farla breve, resto convinto che nel sapere degli antichi ci sia ancora molto di utile e concordo con Bertani che (in altro articolo) trova utile l’antica saggezza del Tao.

    • marco schanzer

      l’interpretazione che conosce lei , della parola “populismo” , deve la sua genesi al populista grillo che cercava di nascondere la mano . Quello che intendono I partecipanti all’orgia della finanza ( che sono piu’ colti di grillo ) , e’ ” sollazzo di breve durata perche’ non basato sulla realta’ tecnica del problemi ” . Poi , dentro di se , intendono ” un fastidioso tentativo di toglierci il potere assoluto ” . Il populismo , non aiuta’ ad avvicinarsi alla Giustizia o al Buonsenso . Bisognerebbe definire cose’ il “popolo” . Non e’ un pioppo….ma quella parte di una comunita’ che non ha l’intelligenza per autogovernarsi . Invece del “populismo” , diamo loro l’educazione per autogovernarsi . Un governo rivolto al loro voto , sarebbe una tragica farsa . Diamo loro un governo giusto , ispirato a valori migliori dei loro . E l’educazione per amarlo . Chi e’ “popolo” , solo per in incidente di persorso , si riscattera’ . Tornando al vocabolario grillino , la parola “Cittadino” , significa l’opposto di “popolo” .

      • Truman

        Ormai da tempo ho imparato che nel linguaggio piddino, l’uso della parola “realtà” indica la voglia di stabilire in modo incontrovertibile che l’unica realtà è la loro, quella che assumono come unica possibile (TINA, there is no alternative, nel linguaggio imperiale), dimenticando che fra la terra e il cielo possono coesistere infinite realtà. Mi piaceva molto Franco Cassano, quando a proposito del mondo parlava di un “irrefrenabile politeismo del reale”.

        Invece i piddini insistono a parlare di “realtà”, chiamando subito a sostegno di tale realtà quel concetto teologico (direttamente derivato dal peccato originale di matrice cattolica) che è il cosiddetto “debito pubblico”. Sui saperi immaginari si può facilmente costruire potere reale, insegnava Samir Amin
        (“Il capitalismo senile”).

  • Hito

    Le religioni e successivamente la scuola nascono per voler uniformare il popolo. Ciò nonostante nel 1600 c’è stato bisogno dei processi alle streghe, probabilmente per sradicare gli ultimi residui di matriarcato. Poi arriviamo alle quote rosa per eleggere donne ormai vuote di spirito… Consiglio la lettura de “il furto della magia” di Cesco Ciapanna, se non altro per gli spunti di riflessione.

  • Gino2

    Interessante l’articolo di Fini ma preferisco essere più pragmatico.
    Fini parla di un mondo in decadenza e lo paragone al mondo in decadenza dell’Impero corrotto dal tarlo del cristianesimo e della speranza che dopo la “krisis” possa rinascere un mondo migliore.
    Ma personalmente non vedo tutta questa “ideologia” dietro ciò che accade oggi.
    Non vedo una “krisis” di valori provocata da una nuova ideologia.
    Quale sarebbe la “nuova ideologia” o la nuova religione?
    Molto più praticamente vedo una conquista pratica e materiale sui popoli.
    Vedo nascere una confusione di ideologie e valori provocata ad arte per confondere, dividere e dunque conquistare più facilmente.
    Ciò che accade è una sostituzione della forma di governo, una sostituzione dalla democrazia verso una nuova forma più autoritaria. I centri di potere che vogliono questa svolta la stanno attuando lavorandoci da vari decenni. La svolta è lenta, per certi versi, e quindi spesso non si capisce bene dove vada e velocissima per altri versi.

    Non ci rendiamo ben conto che come cittadini di uno stato sovrano siamo “padroni”, in un certo modo, entro i nostri confini. Fino a ieri.
    Il cambio determinante è che spogliato il potere politico del suo ruolo i popoli saranno “ospiti” su dei suoli di proprietà privata di altri!

    E’ in un certo senso un ritorno al passato dei signori propietari terrieri, ma questa volta i nuovi “propietari terrieri” sono grossi “serbatoi” di potere sui popoli, di gestione e controllo, non più nobili e ricche famiglie separate e in guerra ma una rete compatta e con un unico scopo.
    La differenza con il periodo feudale è che l’opinione pubblica esiste, il numero di abitanti è molto aumentato e si è molto variegato e il “feudalesimo 2.0” è una perfetta macchina di gestione e controllo capillare grazie anche alle tecnologie.

    La visione di Fini la trovo dunque sbagliata alla base, romantica, lasciando intendere che essendo in un periodi di crisi non si sa bene dove si svolta e c’è l’opportunità di un mondo migliore, mentre, come sempre, la crisi la vede solo chi non sa vedere il quadro d’insieme. Personalmente vedo una organizzazione e una strategia ben precisa, non una crisi caotica piena di possibilità ma una strada tracciata con forza verso si una nuova era, ma determinata e precisa.

    • marco schanzer

      si , ma lei non ha capito che le due cose coincidono . L’implicazione nel racconto di Fini , e’ che la Responsabilita’ , e’ la nostra …..COMUNQUE . Per lei , se ce’ una scusa…allora siamo assolti .

      • Gino2

        ? Non ho ben capito quello che mi vuole dire. Quale scusa? Quale assoluzione?

  • johnny rotten

    Quello di Fini è un discorso che vale solo per gli europei, dove anche gli americani sono nella realtà europei, per il resto del mondo, cioè per la stragrande maggioranza del mondo, la caduta dell’occidente è una fortuna, vedere il proprio aguzzino che si ammala e muore, cosa potrebbero chiedere di meglio tutti quei popoli seviziati e saccheggiati per secoli?

    • marco schanzer

      si , ma noi che aguzzini non siamo , e magari portiamo valori positivi e insostituibili , che sono europei almeno quanto quelli di Churchill….dobbiamo sparire anche noi ??

      • johnny rotten

        Beh, per zion noi siamo tutti goym, quindi si, per loro dobbiamo tutti sparire.

    • gianni

      giusto cosi’ e giusto che i soldi non fanno la felicita’ , anzi portano falsita’ , vizi , perdizione , assenza di valori e identita’ , giusto che anche le popolazioni dei paesi ricchi facciano una vita difficile e dolorosa

  • vic

    Che viviamo in un periodo di decadenza dei valori è piuttosto palese.
    E’ sul parallelo con la decadenza dell’impero romano che non sono tanto in sintonia con Fini.
    Anzitutto l’impero romano, quello d’Occidente, ci mise parecchi secoli per decadere.
    In questo lunghissimo periodo le crisi furono numerose, ma sostanzialmente affrontate e superate. E man mano la centralità di Roma, la città, andava scemando. Vero, arrivo’ il cristianesimo e si espanse in tutto l’impero. Ma le crisi erano d’altro tipo, piu’ che religiose.
    C’era il problema di tener testa agli avversari al confine. E i romani in questo erano piuttosto abili. Mescolavano forza militare e diplomazia. Facevano il possibile per non aprire troppi fronti di guerra. Se combattevano quelli, cercavano di venire a patti con questi. E questi man mano s’intrufolavano, ovviamente anche per meriti propri, nell’alta gerarchia dell’esercito romano. Talvolta generali “ex barbari” assunsero le piu’ alte cariche politiche.
    Perche’ cadde l’impero? Per via dell’imposizione fiscale ormai insopportabile per chi coltivava la terra. Non conveniva piu’ darsi troppo da fare se poi Roma ti portava via tutto il frutto dei tuoi sforzi. Contribui’ alla fine anche qualche decisione militare sbagliata. Fino all’ultimo l’Impero d’Oriente diede una mano militare a quello d’Occidente.

    Chi si batteva per l’impero romano erano in realta’ tutti soldati, soprattutto ufficiali “ex barbari”. Venne meno l’animus pugnandi. Lo stesso che succede da noi oggi. Ci invadono in tutti i modi possibili e non reagiamo. Ci (tar)tassano e sostanzialmente accettiamo la cosa. Disimpariamo come si fanno le cose elementari per sopravvivere e ce ne freghiamo.
    Non sono cosi’ convinto che il cristianesimo o il protestantesimo c’entrino tanto. So che quando da noi ancora vigeva la civilta’ contadina, la fede era l’unico sostegno per resistere alle difficolta’ della vita. parlo della fede dei contadini di montagna, soprattutto delle donne, che lavoravano come indefesse. Si rivolgevano a questo o quel santo piu’ che al papa. Ringraziavano la madonna per qualche scampato pericolo. Ma sostanzialmente la vera cultura era quella del duro lavoro. Dallo stato non si aspettavano quasi niente. Ultimamente la scuola pubblica, le strade, la bonifica di qualche palude.

    E un valore era anche il ritmo lento della civilta’ contadina.
    Tutta questa frenesia moderna a cosa ha portato?
    A gioire perche’ si possiede un telefonino all’ultima moda?
    Ma se nessuno ha la minima idea di come fabbricarlo un telefonino.
    E anche se l’avesse non ne sarebbe in grado, tanto i processi relativi sono costosi e complicati.

    Dunque abbiamo perso il valore del lavoro, quello della lentezza, e soprattutto quello della microeconomia locale. fare in loco la maggior parte delle cose. Anche produrre in loco, la maggior parte di quel che serve per tirare avanti. E’ questo che trascina con se’ la l’apprezzamento e la conservazione di certi valori. Ma funziona meglio se non c’e’ pubblicita’ televisiva e cinematografica frammezzo.

    Perche’ si sono persi i valori? Per via della pubblicita’, sostengo!
    E i discorsi religiosi fanno solo da sottofondo.

    — PS —
    Sono stupito da certi ritrovamenti archeologici.
    Pare che anticamente, ma proprio anticamente, per intenderci prima dei Sumeri, esistesse una “vecchia europa”, un fior di civilta’, quando tutt’attorno si viveva all’eta’ della pietra.
    Dove? Guarda te il caso: in Serbia!
    Quindi automaticamente il pensiero va a quando gli USA imprecavano contro la “vecchia Europa”. Avranno inteso quella vecchia europa antica di millenni?
    Pare che da questa civilta’ poi fiori’ Sumer ed in seguito anche Creta.
    Era il frutto della diaspora dei vecchi europei ormai invasi dall’orda degli indoeuropei, a quei tempi assai piu’ primitivi dei “vecchi europei”.
    Eppure i primi vinsero ed i secondi alla lunga sparirono dalla circolazione.

    Per chi volesse saperne di piu’, cercare dettagli sulla civilta’ Vinca.
    Affascinante!

    • CarloBertani

      Ciao vic, volevo aggiungere una cosa che forse non tutti sanno. La difesa dai barbari, richiedeva molta mobilità delle legioni. L’epoca aurea romana coincise con un massimo climatico storico, mentre intorno al 500 d.C si toccò un minimo, per poi risalire ad un massimo intorno al 1000. Per farla breve, in epoca augustea i passi, anche in inverno, erano sgombri di neve, mentre durante la decadenza le legioni di “occupazione” rimanevano isolate e non potevano ricevere rinforzi. La Storia è fatta di grandi cause e stocastici eventi. Ciao!

  • Adriano Pilotto

    Oramai Fini, complice il suo stato di salute, può scrivere senza alcuna giustificazione e a volte senza alcuna motivazione, se non quella di epater le bourgeois.

  • yuppiyhaje

    L’impero romano finito???
    “Non “i barbari” ma il vuoto di valori ci finirà”

    “….per dirla con le parole di Enrico Berlinguer…”
    😉

    ma che è stà robbaccia che circola su internet?

  • enricodiba

    In realtà tutti pensano che nel 476 D.C è finito l’impero romano ed è iniziato il medioevo, come tutto lo conosciamo, in realtà dopo la detronizzazione dell’ultimo imperatore Romolo Augusto per l’Italia almeno, ci fu un ripresa non male, perché i barbari Goti e romanizzati da secoli che presero il potere ufficialmente, di fatto già l’avevano visto che controllavano l’esercito, anzi erano l’esercito; diedero all’Italia stabilità e sicurezza, anzi l’Italia gota era il regno romano-barbarico più potente in europa occidentale, il problema ci fu che quando i cristiani d’oriente che avevano abiurato l’arianesimo decisero che i goti italiani ariani non poteva credere alla loro versione di Cristo e ci fu la guerra gotica, che portò l’Italia al collasso e al vero medioevo e con l’ingresso dei Longobardi, i veri barbari ci fu l’inizio del medioevo.
    Quindi come l’antica roma del 476 l’italia ha bisogno di togliere dal potere questa classe corrotto e incompetente e mettere forze fresche al comando.
    Lasciando fuori i veri barbari gli immigrati di oggi o i longobardi di ieri che ci porterebbero solo nel medioevo.

    • Truman

      Per l’esattezza almeno Henri Pirenne andrebbe levato dall’elenco di quelli che concordano sull’inizio del Medioevo nel 476 dC. E la sua teoria alternativa è anche ben argomentata.

      • enricodiba

        Perché il medioevo è finito nel 1492
        Di fatto era finito già da decenni.

  • yakoviev

    A parte il contenuto su cui si discute, ma che c’entrano i Lanzichenecchi (sacco di Roma, 1527) con i Goti, i Franchi, la caduta dell’Impero romano d’Occidente etc.? Erano passati più di mille anni! Una puttanata cosmica del genere francamente toglie credibilità a tutto il resto…

  • Ronte

    Il solito articolo che vorrebbe spiegare tutto ma che alla fine non dice nulla se non un ‘nascosto’ e misero abbandono alla fatalità…
    ‘La storia di ogni società esistita fino a questo momento, è storia di lotte di classi…’ (Marx/Engels).
    ‘Mi sono convinto che anche quando tutto sembra perduto bisogna mettersi tranquillamente all’opera ricominciando dall’inizio’. (A.Gramsci)

  • yuppiyhaje

    Se qualcuno fosse convinto che l’impero Romano sia finito dia un’occhiata a questa foto.
    http://civisrespublica.altervista.org/alterpages/130105fasces8.jpg
    Ecco dove è volata l’Aquila che guidava Roma alla conquista del mondo.
    nota sx e dx dello scranno
    l’aquila sta sopra.

  • Weininger85

    Mentre Fini e Co. si masturbano con la filosofia della storia, i “barbari” danno una grossa mano a disgregare ciò che rimane del tessuto sociale europeo, per meglio aggiogare il continente al carro degli statunitensi.

  • Norrin

    “ Rotoleremo tutti insieme nelle tenebre da cui non si ritorna, e il pozzo buio ci accoglierà, noi e i nostri dei assurdi, noi e nostri valori criminali, noi e le nostre speranze ridicole” ( A. Caraco)

  • fuffolo

    E se ora come allora la causa fosse molto più “naturale” ?
    L’evento freddo del 535/550 dC – Alcune fonti per l’Italia
    http://www.climatemonitor.it/?p=38698

  • Mario Poillucci

    La premonizione di Eraclito! Stiamo parlando di Eraclito mica di un ospite fisso di programmacci tv! Anzi quei purtroppo dilaganti diseducativi letamai televisivi confortano, confermano, convalidano, avvalorano le previsioni del grande Eraclito.

  • Giuseppe

    Non s proprio se l’interpretazione di Gibbon che avalla Massimo Fini sia corretta, infatti l’Impero d’Oriente che era cristiano come quello d’Occidente è durato mille anni…inoltre l’impero aveva raggiunto l’apice della corruzione nel I° secolo dopo Cristo…non sarà che le cause della caduta vadano cercate altrove che nella “crisi dei valori”…? Tra l’altro non è detto che chi ha i “Valori”, quelli con la maiuscola, necessariamente vinca, molto spesso vince chi ha i valori, quelli monetari…

  • Giuseppe

    Generalizzare sulla Gare du Nord mi sembra proprio fuori luogo, se non mi sbaglio a Nizza qualcuno ha cercato di fermare il camion che investiva la folla, e poi siamo sicuri che queste scene di panico non possano avvenire per le stesse ragioni in qualunque città del mondo?