Non è pedofilia, adesso è Map

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Non è certo una buona notizia per il primo dell’anno, ma alle volte certe coincidenze sono così inquietanti e sinistre da non potere essere taciute anche se non ci sono legami diretti fra gli eventi, ma rivelano innegabili  linee di tendenza: così proprio con la morte di papa Ratzinger vengono alla luce i tentativi di “normalizzare” la pedofilia. Come tutti sappiamo il papato di Benedetto XVI è stato attraversato dagli scandali  su questo tema con accuse che lo avrebbero coinvolto nella copertura di alcuni prelati accusati di pedofilia, un tema purtroppo reale e diffuso che è stato utilizzato negli ultimi vent’anni come arma per colpire prima la chiesa cattolica in generale e poi un papa poco propenso a trasformare il credo cattolico in qualcosa di poco impegnativo per generazioni educate al narcisismo patologico, in una  specie di happy hour della spiritualità e in sostanza in qualcosa che potesse essere l’oppio dei popoli 2.0  O per essere più aggiornati nel Fentanil del terzo millennio. Ed ecco la coincidenza: proprio mentre le condizioni del papa vero o emerito a seconda delle tesi  si aggravavano è arrivato  il rapporto di fine anno della polizia scozzese sull’abuso e lo sfruttamento dei minori, nel quale non si parla più di pedofilia, bensì di Mapminor attracted people, che è chiaramente un tentativo di cambiare abito a queste pratiche rendendole più presentabili e in definitiva alla stregua di una semplice e propensione sessuale.

Vabbè ma un rapporto di polizia significa poco diranno molti. Però non è così: dopo i primi dubbi su questa terminologia il portavoce della polizia scozzese ha chiarito che loro si sono semplicemente attenuti alla terminologia europea. “La polizia scozzese ha usato il termine di persona attratta da minori nel contesto dell’impegno con il consorzio dell’UE del progetto Horizon per affrontare l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori. Il termine è stato utilizzato nei documenti di committenza per il consorzio ed è più comunemente usato nel continente”. Il progetto Horizon del resto è un’ambigua panacea che si occupa di tutto, di tutti e di niente, nel quale sono anche inserite le nome censorie contro la cosiddetta disinformazione. In realtà questo acronimo gira da un anno o due  tempo ed è stato consacrato  in un libro – A long Dark shadow – che si propone appunto di “riabilitare” tutti coloro che si sentono attratti dai bambini e che non possono essere necessariamente classificati come predatori. Il che da una parte è ovvio, però da un’altra  – e altrettanto ovviamente – toglie uno stigma che ancora costituisce un argine verso la completa industrializzazione della pedofilia. Se una pulsione diventa legittima e accettabile è difficile poi arginarne le conseguenze. Questo almeno dovrebbe essere chiaro. D’altronde ormai anche i bambini sono coinvolti in quella che definirei come prassi gender la quale presuppone una loro esplicita e in qualche modo consapevole sessualità, per cui potrebbe essere difficile in futuro stabilire una loro completa subornazione da parte di adulti. Non sono cose del tutto nuove: già negli anni ’70 e ’80 la campagna Pedophile Information Exchange (PIE) tentò di abbassare l’eta del consenso s quattro anni, ciò che cambia è invece l’intensità di fuoco su questi temi e le abilità acquisite nel creare un consenso.

Non mi voglio soffermare ora su questo problema, ma basta leggere le recensioni del libro considerato per lo più come coraggioso e rivoluzionario per comprendere come tutto questo sia il tentativo di inserire la pedofilia in quel “+” che viene dopo Lgbt, dandole completa legittimità. E che dunque l’adozione dell’acronimo Map non sia che il primo passo in questo senso. Ripeto questo è un discorso complesso da affrontare  Quello che mi colpisce è che la pedofilia sia stata usata come una mazza contro chi non dava garanzie di far parte della menzogna globale, mentre adesso che il risultato è stato ottenuto si comincia un’opera di “recupero etico e morale” di queste pulsioni, peraltro molto diffuse “colà dove si puote” come dimostra il caso Epstein  e in prospettiva a una loro normalizzazione. In quale assurda vacuità navighiamo done valori e prospettive sono segnati da una bussola che viene costantemente manovrata con i magneti della comunicazione di massa? Qual è la rotta reale? Non c’è da illudersi che vi siano limiti invalicabili e che prima o poi il potere reale inciampi: le società occidentali sono ormai pongo per le distopie di pochi.

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Fonte:

Non è pedofilia, adesso è Map

01.01.2023

NOTE

https://www.washingtontimes.com/news/2023/jan/1/scottish-police-scolded-describing-pedophiles-mino/

 

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