Nazismo fase suprema del Capitalismo

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org
Autore di una trilogia dedicata ad Auschwitz in onda su Arte (Sonderkommando Auschwitz-Birkenau nel 2007, ad Auschwitz, primi rapporti, nel 2010, e Medici penale Auschwitz nel 2013), Emil Weiss si è recato molte volte nella Polonia meridionale, vicino alla piccola città di Oswiecim (Auschwitz). A proposito della sua produzione Weiss ha affermato «Dopo aver completato la trilogia sull’annientamento, ho voluto mostrare il progetto nazista globale sviluppatosi all’interno e intorno ad Auschwitz. Perché ogni viaggio che ho fatto sul posto è stato accompagnato da nuove scoperte che mi hanno fatto desiderare di capire meglio il funzionamento di questo complesso tentacolare …».

Il documentario  di Weiss, uscito su Le Monde, estende il suo campo di analisi ad un’area molto più vasta, al di là della zona che, oltre ai tre campi inclusi, comprendeva anche fattorie, fabbriche, miniere, centri di ricerca, un complesso industriale, una superficie estesa per oltre sessanta chilometri.

La zona della morte si era dilatata verso un’estesa zona di lavoro, dove si praticava lo schiavismo coatto. Tra il 1940 e il 1944 furono costruiti laboratori di ricerca, fattorie e fabbriche, con l’intento di realizzare un vasto progetto di germanizzazione dell’Europa orientale. Per le SS responsabili dei campi, l’area  era molto redditizia, perché offriva il servizio di una forza lavoro schiavizzata alle dipendenze delle grandi compagnie tedesche installate sul posto ( Krupp, Union, Bayer, Siemens-Schucket, Hermann Göring Werke, IG Farben).  Si stima che il lavoro forzato degli operai presso le compagnie abbia prodotto per le SS circa 20 milioni di marchi nel ’43 e li abbia visti raddoppiare nel ’44, l’equivalente di circa 130 milioni di euro.

Auschwitz rappresenta in sintesi tutte le politiche del Terzo Reich, politiche concentrazionarie, razziali, territoriali, agricole, industriali, scientifiche e di sterminio. I tre campi di Auschwitz hanno rappresentato una grande operazione tentacolare, che riorganizzò quella parte della Polonia annessa al Reich, e le cui tracce sono ancora visibili. Espressione della fase suprema del Capitalismo.

Il sistema concentrazionario di Auschwitz comprendeva infatti un vasto complesso di campi che si formarono nelle vicinanze di Oświęcim, città della Polonia meridionale. Oltre al campo originario, denominato Auschwitz I, nacquero diversi altri campi, tra cui il famigerato campo di sterminio di Birkenau (Auschwitz II), il campo di lavoro di Monowitz (Auschwitz III), e altri 45 sotto-campi costruiti durante l’occupazione tedesca.

L’uso del lavoro schiavizzato nella Germania nazista e in tutta l’Europa occupata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale si materializzò su una scala senza precedenti. Contribuì anche allo sterminio di massa delle popolazioni nell’Europa occupata. I nazisti deportarono circa 12 milioni di persone da quasi venti paesi europei e circa due terzi provenivano dall’Europa dell’Est. Molti lavoratori morirono a causa delle loro condizioni di vita: maltrattamenti, malnutrizione e torture furono le principali cause di morte. Intorno alla metà della guerra i lavoratori forzati costituivano il 20% della forza lavoro tedesca, circa 15 milioni di uomini e donne.

Adolf Hitler saluta le folle dalla sua auto Mercedes
Adolf Hitler saluta le folle dalla sua auto Mercedes

La politica di Hitler denominata Lebensraum (spazio vitale) mirava alla conquista di nuove terre all’est, il cui sfruttamento avrebbe dovuto permettere saccheggi di risorse e manodopera a basso costo.  I nazisti allestirono diverse categorie di Arbeitslager (campi di lavoro) per diverse categorie di detenuti, molti dei quali morirono di stenti e denutrizione.

Il maggior numero di campi di lavoro accoglievano i civili deportati forzatamente, per fornire lavoro all’industria bellica tedesca, riparare a bombardamenti ferroviari, o lavorare nelle fattorie. Il lavoro manuale era una risorsa molto richiesta, perché negli anni ’30 e ’40 era molto scarsa  l’automazione tecnologica. Con il progredire della guerra, l’uso del lavoro schiavista aumentò a dismisura. Milioni di ebrei, slavi e altri popoli vinti  furono impiegati come schiavi dalle corporazioni tedesche, come ThyssenKruppIG FarbenBoschDaimler-BenzDemagHenschelJunkersMesserschmittSiemens, e persino Volkswagen, per non parlare di filiali di aziende straniere, come Fordwerke (una controllata della Ford Motor Company) e Adam Opel AG (una sussidiaria di General Motors).

Gastarbeitnehmer (lavoratori ospiti) – Lavoratori di paesi tedeschi e scandinavi, Francia, Italia, altri alleati tedeschi (Romania, Bulgaria, Ungheria) e neutrali amichevoli (Spagna e Svizzera). Solo circa l’1% dei lavoratori stranieri proveniva da paesi neutrali o alleati con la Germania.

Zwangsarbeiter (lavoratori forzati) – Lavoratori forzati provenienti da paesi non alleati con la Germania.

Zivilarbeiter (lavoratori civili) – polacchi. Erano regolati da severi decreti, ricevevano salari molto più bassi e non potevano usare trasporti pubblici, visitare spazi pubblici o avviare attività commerciali; dovevano lavorare più ore e usufruivano di razioni alimentari più scarse; erano soggetti a un coprifuoco.

Ostarbeiter (Lavoratori orientali) – Operai civili sovietici e polacchi deportati principalmente dal Distrikt Galizien e dal Reichskommissariat in Ucraina. Furono contrassegnati da un marchio  OST (Est), vivevano in campi recintati con filo spinato e sotto scorta, ed erano particolarmente esposti all’arbitrio della Gestapo e delle guardie degli impianti industriali. Le stime indicano il numero di Arbeiters OST tra 3 milioni e 5,5 milioni.

IG Farben Auschwitz

In generale, i lavoratori stranieri provenienti dall’Europa occidentale avevano redditi e imposte simili ai lavoratori tedeschi. Al contrario, i lavoratori forzati dell’Europa centrale e orientale ricevevano al massimo circa la metà dei profitti dei lavoratori tedeschi e molti meno benefici sociali. I lavoratori forzati che erano prigionieri nei campi di concentramento ricevevano un salario molto ridotto o addirittura nessuno.

Alla fine dell’estate del ’44, i registri tedeschi elencavano
7,6 milioni di lavoratori civili stranieri e prigionieri di guerra nel territorio tedesco, il lavoro forzato costituiva un quarto dell’intera forza lavoro della Germania, e la maggior parte delle fabbriche tedesche aveva un suo contingente di prigionieri.

Ulrich Herbert, professore di storia contemporanea all’Università di Friburgo, in «Hitler’s Foreign Workers: Lavoro forzato estero in Germania sotto il Terzo Reich», fornisce una precisa differenziazione dei vari gruppi di lavoratori forzati, delle loro rispettive posizioni giuridiche e sociali.  Inoltre, descrive i cambiamenti, che modificarono il sistema nel corso della guerra: quando le linee del fronte in ritirata causavano un rallentamento nel reclutamento del lavoro civile e militare, i nazionalsocialisti furono costretti a rallentare l’annientamento nei campi.

Hitler parla alla cerimonia di apertura della fabbrica di automobili Volkswagen

Il reclutamento di milioni di lavoratori per il lavoro forzato fu una pietra miliare del Nazionalsocialismo, all’interno della Germania propriamente detta e all’interno dell’intera Europa occupata dai tedeschi.  Il termine «Zwangsarbeiter [lavoratore forzato]» includeva una varietà di gruppi di persone con uno status lavorativo molto variabile, ad esempio si potevano distinguere quattro gruppi principali, diversi tra loro in termini di status, mezzi ed esecuzione del loro reclutamento, posizione sociale, base legale per l’impiego, nonché durata e circostanze del rapporto di lavoro. L’«Ausländereinsatz [uso di stranieri]» tra il 1939 e il 1945 rappresenta il caso più considerevole dell’uso massiccio e forzato di lavoratori stranieri dalla fine della schiavitù del diciannovesimo secolo.

La campagna di reclutamento di lavoratori polacchi, fu presto sottoposta a metodi sempre più rigidi e dopo la primavera del 1940 si trasformò in una vera e propria caccia agli umani tramite il «Generalgouvernement», che amministrava i lavoratori scaricati in seguito a retate, rastrellamenti, repressioni collettive, incursioni in scuole, chiese, o cinema.  In questo modo, più di un milione di lavoratori polacchi erano stati portati nel Reich nel maggio 1940.

Ma diventò sempre più evidente che persino il reclutamento dei polacchi non poteva soddisfare il fabbisogno di manodopera dell’economia tedesca.   Di conseguenza, anche tramite la «Frankreichfeldzug [spedizione in Francia]», circa un milione di prigionieri di guerra francesi furono deportati nel Reich come operai.

IG-FARBEN Cartel

Ognuno di questi gruppi di stranieri subiva regole diverse per il trattamento, i salari e l’alloggio, che erano tuttavia molto più favorevoli di quelle per i polacchi, così che si sviluppò un sistema a più livelli di gerarchie nazionali di «Gastarbeitnehmer [lavoratori ospiti]», in cui  gli operai provenienti dall’Italia alleata e quelli dell’Europa settentrionale e occidentale si trovavano al vertice, mentre i polacchi stavano in basso.

L’autunno del ’41 e i primi rovesci militari della Wehrmacht in Unione Sovietica portarono a un cambiamento fondamentale della situazione. Non si poteva più parlare di «Blitzkrieg», guerra lampo, l’industria tedesca degli armamenti dovette invece adattarsi a una lunga guerra di logoramento e quindi aumentare sostanzialmente la propria capacità. Allo stesso modo non era più possibile contare sul ritorno dei vecchi dipendenti dell’industria, che erano stati reclutati in massa, quindi i lavoratori dell’Europa occidentale non erano più in grado di colmare da soli le lacune.  Solo l’uso di lavoratori dell’Unione Sovietica avrebbe potuto portare un ulteriore ed efficace sollievo.

In modo analogo allo sviluppo della «Poleneinsatz [uso dei polacchi]», anche l’impiego di lavoratori forzati russi nel «Reich» era governato da un sistema di repressione completa e discriminazione degli operai sovietici, che era  notevolmente più estremo del regolamento per i polacchi. I lavoratori civili sovietici, erano contrassegnati con un cartello «Est», dovevano vivere in campi recintati con filo spinato e sotto scorta, ed erano particolarmente esposti all’arbitrarietà della Gestapo e delle guardie degli impianti industriali.

Audi era conosciuta come Auto Union durante il periodo nazista

Si era sviluppato all’interno del Reich un vero universo da campo, c’erano campi per stranieri ad ogni angolo di strada nelle grandi città e nelle zone rurali. Una città come Berlino aveva diverse centinaia di campi, per il Reich in totale il numero può essere stato di circa 30.000.

Numerose imprese segnalarono già all’inizio dell’estate del 1942 che il «Russeneinsatz [uso dei russi]» era poco redditizio, perché avrebbe richiesto migliori razioni di cibo e periodi di riposo adeguati. La situazione dei lavoratori forzati sovietici variava molto da campo a campo; in generale, erano migliori nell’agricoltura che nell’industria, e anche lì le differenze nel trattamento erano sbalorditive.

C’era un sistema a quattro livelli per i salari, e i lavoratori sovietici ricevevano salari sostanzialmente inferiori a quelli dei lavoratori tedeschi e di altri stranieri, pari a circa il 40%, ed anche più bassi. Tuttavia, le autorità del lavoro lamentarono che molte aziende non pagavano affatto salari, perché li consideravano «prigionieri civili» e li trattavano di conseguenza.

È dimostrato che in imprese specifiche, come la Daimler-Benz o la Volkswagenwerk, il rapporto era superiore al 40% o al 50% nell’industria degli armamenti; in molte unità produttive raggiunse il 70% 80%, il che significava che i lavoratori tedeschi, oltre all’amministrazione, erano principalmente usati come istruttori e supervisori.

All’inizio del ’44 però era diventato evidente che anche questi numeri veramente impressionanti non potevano soddisfare le esigenze di lavoro della grande corsa agli armamenti del Reich, soprattutto perché gli sviluppi militari riducevano il potenziale reclutamento di manodopera, di conseguenza, l’attenzione si rivolse sempre più all’unica organizzazione, che conservava ancora una sostanziale disponibilità di manodopera potenziale: le SS dei campi di concentramento.

Fu solo nel settembre del 1942 che Hitler decretò, basandosi su una proposta del Rüstungsminister  Speer [ministro degli armamenti], che le SS avrebbero messo a disposizione dell’industria i detenuti dei campi di concentramento. Il modus operandi fu quello di prestare prigionieri dei campi all’industria privata, che ne avrebbe approfittato.  Le tasse per l’appalto dei detenuti, che le imprese dovevano pagare alle SS, ammontavano a sei Reichsmark (RM) al giorno per lavoratori qualificati e quattro RM per lavoratori non qualificati e le donne.

Numerosi nomi di famiglia sfruttarono schiavi e lavoratori forzati tra cui BMW, Siemens e Volkswagen, che producevano munizioni e il razzo V1. Il lavoro degli schiavi era parte integrante della macchina da guerra nazista. Molti campi di concentramento erano collegati a fabbriche specifiche, dove funzionari della compagnia lavoravano a fianco degli ufficiali delle SS che sorvegliavano i campi.

Operai ebrei lavorano in una fabbrica di munizioni naziste nei pressi del campo di concentramento di Dachau

Per gli ebrei, il passaggio al lavoro forzato sistematico era stato visibile fin dall’inizio del 1939. Durante il 1940, il requisito del lavoro forzato fu esteso a tutti gli ebrei tedeschi che potevano lavorare – maschi e femmine – indipendentemente dal fatto che ricevessero sussidi di disoccupazione.

Ma nella primavera del 1941, gli sforzi per utilizzare gli ebrei tedeschi nell’industria degli armamenti entrarono in conflitto con l’obiettivo della leadership tedesca di deportazione totale degli ebrei dalla Germania.  Anche il lavoro forzato degli ebrei reclutati in fabbriche di armamenti – circa 50.000 nell’estate del 1941 – non bastò a proteggerli dalla deportazione. Con pochissime eccezioni, non vi erano più ebrei in Germania nell’estate del ’43, e quindi nemmeno lavoratori forzati ebrei.

Himmler ordinò nel luglio del ’42, che tutti gli ebrei polacchi fossero uccisi entro la fine dell’anno.  Ciò portò all’evacuazione dei ghetti e alla chiusura dei siti di produzione con migliaia di lavoratori forzati ebrei, che furono deportati nei campi di sterminio e furono uccisi.

Poi dalla fine del ’43 agli inizi del ’44, la produzione di importanti armamenti fu trasferita in centrali sotterranee – solitamente caverne o pozzi minerari – per proteggerla dagli attentati, tuttavia progetti del genere ebbero terribili conseguenze sui detenuti dei campi, e aumentarono notevolmente i tassi di mortalità, per le difficoltà di un lavoro fisicamente molto duro e per le tragiche condizioni di vita.

Fino ad oggi è stato impossibile trovare una sola grande azienda nel settore della produzione che non abbia utilizzato il lavoro forzato straniero durante la guerra. Le presunzioni secondo le quali le imprese furono costrette dal regime a utilizzare lo schiavismo lavorativo sono risultate infondate.

1942 Volkswagen

In sintesi l’economia tedesca non aveva alternative all’uso dello schiavismo degli stranieri, certamente non dopo i rovesci dell’inverno 1941/42. Senza di loro non sarebbe stato possibile mantenere la produzione di armamenti e quindi continuare la guerra, né la popolazione tedesca sarebbe stata alimentata a un livello che fino al 1944 si era mantenuto relativamente medio alto.

Il lavoro forzato e lo schiavismo in particolare furono quindi esattamente funzionali all’economia del capitalismo nazista, che si serviva di manodopera a bassissimo costo per risolvere i problemi di disoccupazione e crescita economica. Servì soprattutto all’economia di guerra.

WirtschaftsWoche ha pubblicato una classifica che illustra il passato nazista di importanti aziende tedesche come Bosch, Mercedes, Deutsche Bank, VW e molte altre, che ha comportato l’uso di quasi 300.000 schiavi. La classifica contempla anche Audi, conosciuta come Auto Union durante il periodo nazista, che usò circa 20.000 detenuti dei campi di concentramento nelle sue fabbriche. Nel 2011, la dinastia dietro la fabbrica BMW ha ammesso, dopo decenni di silenzio, di aver usato lo schiavismo, di acquisito imprese ebraiche e di aver fatto affari con le più alte sfere del partito nazista.

Tyssen Krupp

Daimler, che possiede la Mercedes, ha ammesso fin dal 1986 di aver impiegato 40.000 lavoratori forzati in condizioni spaventose durante la guerra, riuscendo ad ottenere enormi profitti. Il gigante elettrico Bosch ha utilizzato 20.000 schiavi, mentre il produttore di acciaio ThyssenKrupp ne ha utilizzati 75.000. VW, costruttore della «People’s Car», trasformatasi nel dopoguerra nel Maggiolino Volkswagen, ha schierato 12.000 schiavi nelle condizioni più terribili, nel suo stabilimento di Wolfsburg. I colossi chimici e farmaceutici BASF, Bayer e Hoechst impiegarono 80.000 schiavi. Nel 2013 Bayer ha celebrato il suo 150° anniversario senza menzionare gli anni nazisti dal 1933 al 1945.

IG Farben aveva una fabbrica nel campo di Auschwitz, che usava il lavoro carcerario nella produzione di gomma sintetica e petrolio, ma anche per il famigerato Zyklon B – il veleno usato nelle camere a gas naziste. Nel 1944, questa fabbrica aveva fatto uso di 83.000 schiavi.

Numerose grandi aziende di famiglia avevano sfruttato schiavi e lavoratori forzati tra cui BMW, Siemens e Volkswagen, che producevano munizioni e il razzo V1. Il lavoro degli schiavi era parte integrante della macchina da guerra nazista. Molti campi di concentramento erano collegati a fabbriche dedicate dove funzionari della compagnia lavoravano mano nella mano con gli ufficiali delle SS che sorvegliavano i campi.

Guenther Quandt, la cui famiglia è proprietaria di BMW, ha utilizzato schiavi durante la seconda guerra mondiale nelle sue fabbriche di armi in Germania. Nel 2011, dopo decenni di silenzio, la dinastia ha ammesso di aver usato il lavoro degli schiavi, rilevando imprese ebraiche e facendo affari con le più alte sfere del partito nazista durante la seconda guerra mondiale.Gabriele Quandt, il cui nonno Guenther impiegava circa 50.000 lavoratori forzati nelle sue fabbriche di armi, producendo munizioni, fucili, artiglieria e batterie U-boat , disse che era «sbagliato» per la famiglia ignorare questo capitolo della sua storia.

Guenther Quandt

Ha ammesso le sue responsabilità dopo la pubblicazione di uno studio approfondito dello storico Joachim Scholtyseck, che ha concluso che Guenther Quandt e suo figlio Herbert erano responsabili di numerosi crimini nazisti. Guenther infatti aveva acquisito società attraverso il programma nazista di «arianizzazione» di imprese di proprietà ebraica. Divenne un membro del partito nazista il 1 maggio 1933, un mese dopo che Adolf Hitler raggiunse il potere. Ma aveva a lungo usato una rete di funzionari di partito e ufficiali della Wehrmacht per creare contatti per gli appalti statali. Nel 1937, Hitler conferì a Guenther il titolo Wehrwirtschaftsführer – leader dell’economia dell’armamento – e la sua impresa fornì armi usando schiavi provenienti dai campi di concentramento di almeno tre fabbriche. Centinaia di questi lavoratori morirono. La famiglia Quandt acquistò la BMW 15 anni dopo la guerra.

I due più potenti industriali nazisti, Alfried Krupp di Krupp Industries e Friedrich Flick, il cui gruppo Flick possedeva una partecipazione del 40% in Daimler-Benz, erano stati figure centrali nell’economia nazista. Le loro compagnie usavano lavoratori schiavizzati come bestiame, che lavoravano fino alla morte. «Per molte figure industriali di spicco vicine al regime nazista, l’Europa è diventata una copertura per perseguire gli interessi nazionali tedeschi dopo la sconfitta di Hitler», afferma lo storico Michael Pinto-Duschinsky, consigliere di ex schiavisti ebrei. «La continuità dell’economia della Germania e delle economie dell’Europa del dopoguerra è sorprendente. Alcune delle figure di spicco nell’economia nazista divennero i principali costruttori dell’Unione europea».

Hermann Abs, il più potente banchiere della Germania del dopoguerra, aveva prosperato nel Terzo Reich. Nel 1937 Abs entrò a far parte del consiglio di amministrazione della Deutsche Bank, la più grande banca tedesca. Con l’espansione dell’impero nazista, Deutsche Bank incorporò le banche «arianizzate» austriache e cecoslovacche possedute dagli ebrei. Nel 1942, Abs deteneva 40 incarichi di amministrazione, un quarto dei quali in paesi occupati dai nazisti. Molte di queste compagnie utilizzavano manodopera schiavizzata e nel 1943 la ricchezza della Deutsche Bank era quadruplicata. Abs era anche membro del consiglio di sorveglianza di IG Farben, in qualità di rappresentante di Deutsche Bank. IG Farben era una delle società più potenti della Germania nazista, formata da un’unione di BASF, Bayer, Hoechst e filiali negli anni Venti.

Arbeit macht frei
Rosanna Spadini

Fonte: https://comedonchisciotte.org

02.02.2018

 

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Leo Pistone
2 Febbraio 2018 , 10:54 10:54

Elenco di cose arcinote e delle esagerazioni pretestuose e strumentali tipiche della narrazione mainstream dell’olocausto, che oltretutto si è trascurato minuziosamente di porre nella necessaria prospettiva storica.
In termini di consenso popolare il nazismo è conseguenza diretta dell’austerità portata alle estreme conseguenze dal cancelliere Bruening, in seguito alle condizioni capestro poste alla Germania dai “paesi democratici”..

La stessa austerità che i 5S si candidano a rendere ancora più vessatoria per assicurarsi il placet dei poteri esterni al paese.
Quelli che hanno dato al nazismo i soldi per crescere prima e poi per fare quello che ha fatto.
Preoccupandosi che il complesso industriale nazista non fosse toccato dai bombarbardamenti terroristici dei “liberatori”, concentrati invece su città e popolazione inerme
Guardacaso, proprio nei giorni scorsi Giggino nella sua intervista a Bloomberg TV ha cercato di rendersi ancora più benvoluto proprio da quegli stessi poteri, dichiarando che vuole facilitare gli espropri nei confronti dei debitori insolventi.
https://scenarieconomici.it/m5g-siryza
Che lo sono esclusivamente a causa dell’Austerità Che Rende Liberi.

E che il referendum sull’euro non è nei programmi dei 5S.
https://scenarieconomici.it/di-maio-m5g-nessun-referendum-su-uscita-da-euro/

Conclusione, il M5S è diventato una cosa talmente schifosa che provoca il voltastomaco persino nei suo fondatore.
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/dagoelezioni-grillo-disgustato-m5s-ndash-maio-casaleggio-sono-166182.htm

DisadAzione
DisadAzione
Reply to  Leo Pistone
2 Febbraio 2018 , 11:27 11:27

Guardi la luna… i 5 stelle sono da sempre osteggiati dal Sistema (quello che predica austerità) ..perché?
Perché forse rappresentano il distacco ..il cambio di direzione ..un’incognita pericolosa.
Se fossero quello che dice lei dovrebbero spingerci a votarli e invece indicano il Berlusca e oscurano il Movimento.
Lei è contro il Sistema? Sicuro?

Roberto R.
Roberto R.
Reply to  DisadAzione
2 Febbraio 2018 , 11:31 11:31

Ciao DisadAzione … qualche cosa devono inventarsela ….

Leo Pistone
Reply to  DisadAzione
2 Febbraio 2018 , 11:33 11:33

Sveglia!
Forse un tempo erano quello che dici.
E ci abbiamo creduto tutti, me compreso.

Oggi i 5S sono i candidati d’eccellenza, in alternativa o forse addirittura insieme alla Grosse Koalitionen FI-PD per la prosecuzione della macelleria sociale di cui il nostro paese è la prossima vittima sacrificale al moloch dell’Austerità Che Rende Liberi..

Giggino sa perfettamente qual è il suo ruolo nella recita.
Infatti in questi giorni non si preoccupa di fare campagna elettorale, ma di recarsi in devoto pellegrinaggio presso i santuari del vero potere a fare professione di obbedienza cieca e assoluta.
Sulla pelle dei suoi connazionali.

Votatelo compatti.

Amalia Iacoviello
Amalia Iacoviello
Reply to  Leo Pistone
2 Febbraio 2018 , 15:24 15:24

ho paura che diventi quello che Tsipras era per i greci, una speranza tradita…spero di sbagliare

Holodoc
Reply to  Amalia Iacoviello
2 Febbraio 2018 , 15:25 15:25

Ci sta, ma fino a che non governa non lo sapremo.

Leo Pistone
Reply to  Holodoc
2 Febbraio 2018 , 15:51 15:51

Il compito di sperimentare le possibilità che si verifichino certi sviluppi lo lascerei volentieri a qualcun altro!

Questo paese ne ha già passate fin troppe.
Dall’inizio della crisi a oggi ha sofferto danni economici e sociali peggiori di quelli dell’ultima guerra.

Proprio perché di una guerra si è trattato.
Di conseguenza la classe collaborazionsta che ha contribuito ad aggravarne a tal punto le conseguenze va portata di fronte alla Corte Marziale.
Doppiogiochisti compresi.

Holodoc
Reply to  Leo Pistone
2 Febbraio 2018 , 15:56 15:56

E quale sarebbe la novità? Noi siamo stati un laboratorio geopolitico fin dall’ascesa del Fascismo, che è nato in Italia. Poi siamo stati i primi ad avere il terrorismo e i primi ad avere un tycoon della finanza e dei media come presidente (copiati ora dagli USA).

Leo Pistone
Reply to  Amalia Iacoviello
2 Febbraio 2018 , 15:52 15:52

Ho paura anch’io, Amalia.
Che tu abbia ragione.

Annibale Mantovan
Reply to  Leo Pistone
2 Febbraio 2018 , 16:37 16:37

Austerità Che Rende Liberi..non male come idea…può essere buona per soprannominare-sintetizzare un partito… come farebbe in tedesco?

Holodoc
Reply to  Annibale Mantovan
2 Febbraio 2018 , 17:12 17:12

Tra le traduzioni che ho trovato di austerità mi sa che quella che calza meglio è Sparpolitik = politica di risparmio.

In effetti “Spar macht Frei” ce lo vedrei bene come motto dell’Europa germanocentrica.

Il risparmio è un argomento che ai crucchi piace particolarmente.
Hanno un piacere quasi orgasmico nel risparmiare e nello scroccare, soprattutto su tutto quello che è relativo al proprio piacere, tipo vacanze e cibo. E questo vale anche per i più ricchi: Audi A8 (per ostentare successo sociale) ma vacanze in tenda e spesa alla Lidl.

Annibale Mantovan
Reply to  Holodoc
3 Febbraio 2018 , 0:26 0:26

Me lo scrivo, grazie Holodoc.

Pfefferminz
Pfefferminz
Reply to  Holodoc
3 Febbraio 2018 , 2:55 2:55

“Il risparmio è un argomento che ai crucchi piace particolarmente. Hanno un piacere quasi orgasmico nel risparmiare…”

Sono d’accordo se, in questo caso, intendi con “risparmiare” pagare meno del dovuto, ad esempio acquistare le offerte speciali nei discounter come la Lidl. C’è un modo di dire che rende molto bene l’idea ed è: “Geiz ist geil”, tradotto alla lettera “La spilorceria è lasciva”. Nell’accezione vera e propria del termine risparmiare (spendere meno di quello che si guadagna), i tedeschi propendono, secondo me, più per una vita improntata al “tutto e subito”, ovvero “la vita è troppo breve per bere vino scadente”. Poiché citi la Lidl, ho notato che gli italiani disdegnano questo discounter, mentre in Germania anche i benestanti, non tutti, fanno la spesa nei discounter (da Aldi vendono un ottimo Champagne, non spumante, proprio Champagne, per poco più di 10 euro). Geiz ist geil per l’appunto.

Holodoc
Reply to  Pfefferminz
3 Febbraio 2018 , 16:00 16:00

Ho una amica che lavora a Monaco in una grande azienda. I suoi colleghi ingegneri strapagatibfanno i salti di gioia quando ogni 15 gg viene organizzato un party aziendale con gli avanzi della mensa…

Un mio amico olandese che vive in Italia fa solo vacanze in tenda e hacsolo un cellulare da 2 lire che condivideva con la moglie (fino a che la mamma di lei non le ha regalato lo smartphone… ma Internet lo usa solo a casa col wifi).

I crucchi sono crucchi. Fine.

raffaello nencioli
raffaello nencioli
Reply to  DisadAzione
2 Febbraio 2018 , 15:03 15:03

Ma bravo! se i poteri forti e il mainstream facesse propaganda a favore del m5s, non li voterebbe nessuno, visto che sono nati per ingabbiare la rabbia montante della gente comune.

Mario Vincenti
Reply to  Leo Pistone
2 Febbraio 2018 , 15:02 15:02

Un ragionamento ineccepibile anche se non politically correct: i 5 stelle si apprestano a diventare parte del sistema che fino a qualche mese fa osteggiavano, ma non si può dire.

gix
Reply to  Leo Pistone
2 Febbraio 2018 , 16:07 16:07

forse affermare che i 5S si candidano per una austerità ancora più vessatoria di quella nazista è un tantino esagerato…

Le bateau Ivre
Reply to  Leo Pistone
2 Febbraio 2018 , 17:02 17:02

stavo per darti un like ma quando ho letto… sui 5s ho immantinentemente capito che chi in una tragedia così immane fa delle accuse talmente ignobili da far impallidire di vergogna la stessa ignobiltà, oltre misera… dimostra da sé stesso quali sono i suoi scopi.

WM
MOD
Reply to  Leo Pistone
2 Febbraio 2018 , 19:58 19:58

Nell’articolo non si parla né di elezioni italiane né, tantomeno del Mov5S.
Questi commenti sono fuori tema e saranno cancellati in toto.
Restate in argomento, per favore.
Grazie

Annibale Mantovan
Reply to  WM
3 Febbraio 2018 , 0:18 0:18

eddai.

Leo Pistone
Reply to  WM
3 Febbraio 2018 , 2:10 2:10

Giusto.
Allora stendiamo un reticolato attorno agli argomenti cui è lecito fare riferimento.
Così facciamo un bel campo di concentramento del pensiero, e a sorvegliarlo ci mettiamo i nuovi kapò.

Visto che siamo in tema di nazismo…

Chi ha scritto questo “articolo” lo vorrebbe stigmatizzare, ma di fatto ordinando la censura si comporta nello stesso identico modo.

Anzi peggio, perché almeno i nazisti avevano il coraggio di mostrarsi per quello che erano. Qui invece ci si nasconde dietro un moderatore ignoto.

Per il prossimo articolo do un suggerimento aggratis: l’autore potrebbe parlare della “Metamorfosi” di Kafka, il noto romanzo che descrive l’autoriduzione dell’essere umano a scarafaggio.
Ne ha tutte le competenze.

ilTafano
Reply to  WM
3 Febbraio 2018 , 8:59 8:59

La sua è una malcelata censura di qualcosa (i commenti eliminati) che evidenzia la banalità di un articolo che riprende argomenti triti e ritriti, discutibili nella loro oggettività, e allineati al pensiero unico del pensiero dominante.
L’eliminazione dei commenti cozza con i principi che questo sito persegue.

WM
MOD
Reply to  ilTafano
3 Febbraio 2018 , 12:48 12:48

È evidente che le parole “dovete restare in tema” non vi entrano in testa, per cui smetterò di ripeterle e inizierò a cancellare qualsiasi commento fuori tema senza preavviso, come da regole e bannare chi insiste a sviare i discorsi dall’argomento dell’articolo.
Leggete e seguite le regole e la FAQ, non ci saranno altri avvisi, non ho più tempo da perdere con chi non ha rispetto per gli altri utenti.

ilTafano
Reply to  WM
3 Febbraio 2018 , 12:58 12:58

Il commento del sig. Pistone era più che in tema, specialmente nella prima parte.
Chi non ha rispetto degli altri è lei.
Se non ha tempo da perdere cambi mestiere.
Non pubblicate più nulla se i punti di vista dissonanti vi danno fastidio.

ton1957
ton1957
2 Febbraio 2018 , 10:55 10:55

Ottimo articolo, manca però la parte riguardante le imprese straniere, sopratutto quelle americane, che delocalizzarono nel periodo bellico la produzione in Germania, anch’esse fecero grossi utili abbattendo il costo del lavoro con l’utilizzo di prigionieri/schiavi, rifornendo Tedeschi ed Americani, in contemporanea ……….i capitalisti non hanno patria e dove ci sono schiavi, lì spostano le produzioni per ottimizzare gli utili………….globalizzazione, delocalizzazione, massimizzare gli utili………..tutte scuse per poter liberamente utilizzare schiavi……….niente di nuovo sul fronte capitalistico….. e certamente la Germania nazista fù l’eden del capitalismo.

Primadellesabbie
Reply to  ton1957
3 Febbraio 2018 , 16:46 16:46

E poi ci fu anche questo, ammetterete che “un arsenale democratico” é commovente:

“…L’America certamente merita credito per il suo contributo importante alla vittoria, dopo strenua lotta, che alla fine ha arriso agli Alleati. Ma il ruolo delle imprese Americane giocato nella guerra è seccamente sintetizzato dalla dichiarazione del Presidente Roosevelt, per cui gli USA erano un “arsenale democratico”. Quando gli Americani sbarcarono in Normandia nel giugno 1944 e catturarono i primi autocarri, scoprirono che questi veicoli erano forniti di motori prodotti da industrie Americane, come la Ford e la General Motors. …”

Da qui:

https://comedonchisciotte.org/il-profitto-uber-alles-il-profitto-innanzitutto/

XL
XL
2 Febbraio 2018 , 11:22 11:22

Non ho nemmeno finito di leggere la pappardella. La tesi dell’articolo è completamente sbagliata. Si vuole far credere che il concentrazionismo sia un frutto del capitalismo.
Come la mettiamo coi laogai cinesi (i lager cinesi) che facevano IN TEMPO DI PACE le stesse cose che i nazisti hanno fatto in tempo di guerra?

Lungi da me difendere il capitalismo, ma o si ammette che comunismo e capitalismo sono praticamente uguali o la tesi non regge.

Roberto R.
Roberto R.
Reply to  XL
2 Febbraio 2018 , 11:34 11:34

Esatto, vedi casa museo del terrore a Budapest http://www.terrorhaza.hu/hu
Solo la sete di potere che porta a certi comportamenti, il “colore” e le finte ideologie contano come il due di briscola.

oriundo2006
Reply to  Roberto R.
2 Febbraio 2018 , 18:34 18:34

Oppure quella in Lettonia a Riga.

Denisio
Denisio
Reply to  XL
2 Febbraio 2018 , 12:43 12:43

Certo che comunismo e capitalismo sono due facce della stessa medaglia, l’arroganza dell’uomo di voler controllare e sottomettere altri uomini negando diritti fondamentali, la volonta dell’uomo di voler piegare la natura al suo dominio e in ultimo di volerla replicare e contemporaneamente sottomettere…. il delirio di onnipotenza in questo contesto è senz’altro oggi presente nella società capitalista.

http://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/articolo/2018/02/01/clonazione-umana-e-mind-uploading-un-viaggio-tra-scienza-etica-ed-effetti-collaterali-nascosti-2018730.html

Le bateau Ivre
Reply to  Denisio
2 Febbraio 2018 , 17:30 17:30

Questo fu storicamente possibile, e oggi – se non si cambia paradigma – pressoché irreversibile, perché comunismo e capitalismo nella loro adorazione del lavoro-forzato, hanno sempre avuto un “rapporto fatale” nella gestione repressiva della forza-lavoro. Pertanto, il fine di tutti i “partiti sinistrati” non fu mai la “liberazione dell’uomo dalla schiavitù del lavoro-forzato” ma la “liberazione del lavoro a basso costo”. Perché il suo cieco presupposto rimane sempre il controllo e il dominio delle masse lavoratrici per tenere alto il ricatto…

Denisio
Denisio
Reply to  Le bateau Ivre
2 Febbraio 2018 , 19:50 19:50

Il comunismo è moralizzatore con la pretesa di accentrare la gestione dei mezzi di produzione e la ricchezza nello stato usando talvolta un pretesto morale talvolta all’educazione o alla civilizzazione dei cittadini. Si evince però dalla storia che nel rapporto con i cittadini e con gli altri stati questa “morale” è stata rispettata esattamente come nel regime capitalista o forse peggio. Quello che non entra fondamentalmente in discussione è l’accentramento massivo di gestione delle persone nelle mani di pochi.
Se non si risolve il problema fondamentale la storia continerà a ripetersi. Qualunque uomo dovrebbe accontentarsi di controllare e gestire quello che riesce a percepire con i suoi sensi per affinare la sua capacità di giudizio e azione, serebbe già un impegno oltremodo difficile!!

Orama Mino
Orama Mino
2 Febbraio 2018 , 11:46 11:46

Ci avete rotto i coglioni con sto nazismo d’archeologia.

PietroGE
PietroGE
2 Febbraio 2018 , 12:02 12:02

-Non ci siamo proprio. Questa è la vulgata di sinistra che identifica i nazisti come servi del capitale, tutto il contrario di quello che invece è stato : era il capitale tedesco ( e quindi i ‘padroni’) al servizio del nazionalsocialismo. Ernst Nolte insegna, che il nazismo è nato come reazione al bolscevismo giudaico dell’URSS, era quindi contro l’espropriazione dei mezzi di produzione e l’abolizione della proprietà privata, ovvio quindi che i capitalisti tedeschi si alleassero con i nazisti piuttosto che con chi li voleva abolire. Il capitalismo sotto il regime nazista però era al servizio della nazione tedesca e quindi scorporato dal capitale internazionale apolide. -Scrivere “La zona della morte si era dilatata verso un’estesa zona di lavoro, dove si praticava lo schiavismo coatto. ” mi sembra piuttosto contraddittorio. Come dici tu stessa la Germania era in guerra e tutti sanno che la guerra si vince nelle retrovie non sul fronte. Se tutti gli uomini validi erano al fronte c’era assoluto bisogno di manodopera, coatta o no, per far funzionare le fabbriche. Perchè allora avrebbero dovuto ammazzarli? -Il Lebensraum ad Est è sempre stato una bufala, una illusione considerata tale da tutti (tranne Hitler) quelli capaci di pensare strategicamente.… Leggi tutto »

Holodoc
Reply to  Rosanna
2 Febbraio 2018 , 15:20 15:20

Il nazismo era colonialismo, solo che ci fa più effetto perché il razzismo su cui si basava era rivolto ANCHE verso popoli europei e non SOLO verso africani, indiani e indios. Solo in questo differiva dal colonialismo anglosassone, spagnolo o italiano.

Rosanna
Reply to  Holodoc
2 Febbraio 2018 , 22:22 22:22

Il razzismo non è la causa primaria del colonialismo, se mai un effetto collaterale, perché i paesi colonialisti non si impegnavano nella conquista territoriale di altre terre e nella sottomissione di altri popoli, unicamente perché li disprezzassero, se mai per sfruttare le loro risorse e servirsi di una manodopera a basso costo e quindi schiavizzata. Ma nazismo rappresenta anche una sorta di “imperialismo razziale”, lo strumento attraverso il quale, nel marasma sociale prodotto dalla “grande depressione” economica, il nuovo regime integrò la popolazione nelle strutture totalitarie e acquisì l’appoggio dei tradizionali gruppi dominanti.

Holodoc
Reply to  Rosanna
2 Febbraio 2018 , 23:33 23:33

Scusami Rosanna ma il colonialismo si basa sul principio che le popolazioni indigene non sono proprietarie della terra su cui vivono in quanto considerate troppo ingenue ed arretrate per avere il diritto di gestirle. Il tutto con la collaborazione della Chiesa che così aveva la possibilità di avere nuovi adepti da rendere docili ed ubbidienti ai nuovi padroni, nonostante quest’ultimi stessero saccheggiando le loro terre e riducendoli in schiavitù.

E se non è razzismo questo…

Rosanna Spadini
Rosanna Spadini
Reply to  Holodoc
3 Febbraio 2018 , 1:47 1:47

Il razzismo colonialista è sempre esistito nella storia, fin dai tempi dell’antica Grecia, ed è servito per giustificare la predazione di popoli e terre, il colonialismo in realtà non trae origine dal disprezzo verso gli altri popoli, perché ritenuti incapaci o arretrati, ma piuttosto mira alla conquista di territori e popoli stranieri, per accaparrarsi dominio economico e risorse … lo stato colonialista si muove non tanto per “civilizzare” gli indigeni, quella è una “giustificazione” della propria arroganza di conquista, quanto per interessi economici. E’ il denaro che muove la storia, non sono i sentimenti, quali odio, disprezzo ecc.

Ale
Reply to  Rosanna
3 Febbraio 2018 , 0:42 0:42

Il razzismo è una conseguenza del pregiudizio o meglio la variante di una sua componente, la discriminazione.
Cercare di individuare relazioni di causa-effetto tra razzismo e pratiche coloniali, decidere quale sia l’aspetto determinante, è difficile e molto più interlacciato di quanto non sembri.

PietroGE
Reply to  Rosanna
2 Febbraio 2018 , 16:04 16:04

Rosanna, la fase suprema del capitalismo è quella a cui assistiamo oggi, non il regime nazionalsocialista. Al centro dell’ideologia nazista c’era il lavoro (l’NSDAP era il partito dei lavoratori tedeschi) non il finanzcapitalismo la speculazione finanziaria e la schiavitù del debito come c’è ora. Lo si può dimostrare andando a vedere i programmi economici portati avanti dal regime. Anche per questo, oltre ai programmi specifici del NSDAP che escludevano dal potere reale e mediatico chi non era ariano, c’è stata subito l’opposizione dell’internazionale ebraica con la famosa dichiarazione di guerra del 24 Marzo 1933.
Quanto al Lebensraum i tedeschi sono sempre stati bravi a ragionare in termini di strategia militare. A parte qualche scemo, lo si capisce benissimo guardando una carta geografica che la cosa è insostenibile e i vertici militari lo sapevano. Una cosa è occupare un pezzo di Francia o l’Olanda, un’altra è occupare un territorio senza difese naturali contro un popolo che è numericamente il doppio di quello tedesco. La demografia tedesca poi non era certo in grado di popolare Lebensraum ad Est nel breve o medio periodo.

Tonguessy
Reply to  PietroGE
2 Febbraio 2018 , 21:30 21:30

E’ esistito il capitalismo 1.0 e sta esistendo il capitalismo 2.0. Non tenere conto delle sostanziali differenze tra queste due forme di sfruttamento permette di arrivare a conclusioni assolutamente sballate come le tue. Quando si è dimostrato che i vertici politici sono conniventi (correi è più esatto) con i vertici economici si è anche dimostrato che il capitalismo è alla sua massima potenza per quanto riguarda i criteri. Cambiano le modalità nei decenni, ma questo non conta.

Sul lebensraum hai poco da cianciare che “a parte qualche scemo” i tedeschi sapevano benissimo che non era fattibile. Se tra quei pochi scemi c’è Hitler hai poco da stare allegro. Hai mica visto come è andata a finire con l’Operazione Barbarossa vista da Von Paulus? C’è stato qualche margine di manovra è le Grande Germania è andata dritta dritta verso un “impossibile” inferno?

PietroGE
Reply to  Tonguessy
2 Febbraio 2018 , 22:50 22:50

Quello di oggi non è il capitalismo 2.0, non niente a che fare con quello precedente. I vertici politici contano come il 2 di briscola, lo si vede benissimo oggi in Europa e quando qualcuno tenta di riprendersi le redini del gioco, come sta facendo Trump guarda che casino organizzano per farlo fuori. Il Lebensraum era una boutade, sapevano tutti che non era difendibile, guardati una carta geografica. L’Operazione Barbarossa era l’unica risposta possibile una volta compreso che l’URSS, con più uomini e più mezzi, avrebbe attaccato il centro dell’Europa. Non è riuscita perché la strategia politica era inesistente.

Tonguessy
Reply to  PietroGE
3 Febbraio 2018 , 7:14 7:14

Ti contraddici continuamente. Trump è la prova che il capitalismo produttivo di stampo nazionalpuritano si sta prendendo una rivincita contro il capitalismo globalista apolide. Chi tenta di farlo fuori, secondo te? I boscevichi? Oppure i vertici del capitalismo 2.0 che hanno pianificato la postdemocrazia ovvero l’inutilità dei processi democratici (i politici semplicemente eseguono i loro ordini e se ne fregano dei popoli)?
Il Lebensraum va correlato alla Blitzkrieg che doveva collegare Berlino a Mosca, ed è una commistione di idiozie ideologiche e tattiche (senza Blitzkrieg anche Napoleone ci aveva lasciato le penne). Se non la credevano possibile perchè l’hanno messa in moto, specie dopo il trattato Molotov-Ribbentrop che garantiva la reciproca non aggressione (e spartizione geografica)?

PietroGE
PietroGE
Reply to  Tonguessy
3 Febbraio 2018 , 8:37 8:37

Stai facendo solo confusione. Non è ovvio che il ‘capitalismo globalista apolide’ come dici dici tu sta tentando di far fuori colui che vuole un ritorno al capitalismo produttivo? La storia del ‘deep state’ cos’è secondo te, una invenzione di Trump? La definizione di capitalismo 2.0 è sbagliata, quello che si è sviluppato con la globalizzazione non è un capitalismo alla Ford con l’aggiunta di qualche computer e robot, è un’altra cosa. È, come dice il titolo dell’articolo, un cambiamento di fase, dal capitalismo centrato sul lavoro al finanzcapitalismo centrato sul denaro. Poi se lo vuoi ridefinire come capitalismo 2.0 fai pure.
Se poi confondi Blitzkrieg e Lebensraum non è il caso che io commenti ulteriormente, e oltre tutto stiamo andando fuori tema. Questo non è un articolo sulla WWII.

PietroGE
Reply to  Rosanna
2 Febbraio 2018 , 23:00 23:00

Non confondere il concetto di Heimat con quello di Lebensraum. La Germania non aveva una demografia africana e non aveva nessun bisogno immediato di ‘spazio vitale’. Rimango d’accordo con la tesi di Nolte circa la nascita del nazionalsocialismo. Se vedi un po’ la storia delle SA, delle battaglie quotidiane con i comunisti e gli spartakisti, ti accorgi che il movimento era nato come reazione al tentativo, ben organizzato dall’URSS, di prendere il potere in Germania. Una cosa che i vertici del partito comunista dicevano, per altro, apertamente. Come anche qualche altro commentatore ha osservato, lo sfruttamento della manodopera era funzionale allo stato di guerra, non ha niente a che fare con lo schiavismo anglo sassone o con i gulag staliniani.

Holodoc
Reply to  PietroGE
2 Febbraio 2018 , 15:13 15:13

I tedeschi hanno sempre considerato le terre dell’Europa centro-orientale come “roba loro”… anche perché era stata davvero roba loro. Anche se formalmente esistevano stati indipendenti (es Estonia, Croazia) in realtà l’economia e la politica di questi paesi è stata monopolizzata per centinaia d’anni da una oligarchia di nazionalità tedesca. Basta ogni tanto mettere il naso fuori dall’Italia e fare un giretto in quei posti per capirlo, anche dall’architettura. Tallinn e a Zagabria, due città a migliaia di km di distanza tra loro, hanno lo stesso impianto urbanistico: la plebe autoctona in pianura e l’élite germanica arroccata in splendide villette barocche nella cittadella sulla collina che sovrasta la città, protetta da forti mura e dalle “Kiek in de kök” da cui gli indigeni venivano sorvegliati. Riguardo al concetto di nazismo come sublimazione del capitalismo ho veramente seri dubbi. Il capitalismo non guarda la nazionalità, i nazisti invece schiavizzavano solo chi era diverso d loro. Si trattava SOLO di colonialismo, che a noi fa più impressione di quello anglosassone o spagnolo solo perché esercitato nei confronti di EUROPEI e non a spese di africani o indiani o amerindi. P.S.: anche in Cina ci sono le fabbriche lager, e lì ci lavorano anche… Leggi tutto »

PietroGE
Reply to  Holodoc
2 Febbraio 2018 , 15:48 15:48

Sono d’accordo. I popoli germanici venivano dall’Est e consideravano quella come loro terra ancestrale. Questo però non giustifica espansioni territoriali insostenibili contro popoli che hanno il doppio della popolazione e che possono riprendersi il territorio perso quando e come vogliono. Il Lebensraum, come era concepito da qualcuno nel regime nazista non era in alcun modo difendibile, e per capire questo basta solo dare una occhiata alla carta geografica.
Il lavoro coatto in tempo di guerra poi non può essere paragonato alla schiavitù nelle piantagioni americane o nelle colonie inglesi dove il lavoro serviva esclusivamente per il profitto delle compagnie coloniali. Le stesse che poi sono diventate multinazionali.

Holodoc
Reply to  PietroGE
2 Febbraio 2018 , 15:52 15:52

Mai detto che le loro azioni fossero giustificate. Comprendere non significa giustificare.

Pfefferminz
Pfefferminz
2 Febbraio 2018 , 12:33 12:33

“Alla fine dell’estate del ’44, i registri tedeschi elencavano 7,6 milioni di lavoratori civili stranieri e prigionieri di guerra nel territorio tedesco ”

Cara Rosanna, vorrei solo ricordare che fra questi lavoratori vi erano anche moltissimi italiani fatti prigionieri dopo l’8 settembre 1943 che non godevano dello status di “prigioniero di guerra”: gli internati militari, un capitolo purtroppo un po’ oscurato della storia italiana.

Leo Pistone
Leo Pistone
Reply to  Pfefferminz
2 Febbraio 2018 , 12:47 12:47

Non solo: ci furono anche quelli catturati nei rastrellamenti e in operazioni di polizia, poi inviati ai campi di prigionia.
Dopo l’accordo con Mussolini poterono acquisire lo status di “lavoratori liberi”.

Holodoc
Reply to  Leo Pistone
2 Febbraio 2018 , 16:10 16:10

Penso che mio nonno sia stato uno di questi. Deportato come disertore dopo l’Armistizio , è stato poco nei campi di prigionia. Fu presto mandato a lavorare la terra da contadini che raccontava lo avessero trattato molto bene.

oriundo2006
Reply to  Holodoc
2 Febbraio 2018 , 18:42 18:42

Un mio prozio ( acquisito, francese alsaziano ) pure. Posso solo far notare, come altri ha detto, che questo immenso esproprio di forza lavoro NEGA lo sterminio: perche’ uccidere chi poteva servire ? In realta’ TUTTI dovevano lavorare. Chi non lo poteva in modo permanente veniva eliminato, almeno nelle fasi finali della guerra. E lo stesso avveniva in Russia, sia nei gulag sovietici a danno delle minoranze tedesche e di altri paesi, sia con le deportazioni forzate e connesso trattamento coatto, tra cui la minoranza italiana della Crimea ( su cui varrebbe aprire un post specifico perche’ e’ importante sapere cosa avvenne a danno loro ).
Dire NO alla guerra OGGI vuol dire NO alla storia unilaterale come viene divulgata a scuola e nelle aule dei tribunali.

Tonguessy
Reply to  Holodoc
2 Febbraio 2018 , 21:34 21:34

Mio nonno pure. Ha dovuto vendere asina e carretto ed è stato preso dalle milizie fasciste, caricato su un camion con destinazione ignota. Ho fatto alcune ricerche e quello che ho in mano è solo un piccolo contratto con l’INPS tedesca di allora per alcune settimane. E ricordiamoci che molti prigionieri per non mettere a rischio la vita dei famigliari davano credenziali false.

Leo Pistone
Reply to  Holodoc
3 Febbraio 2018 , 1:11 1:11

Mio padre fu rastrellato, dopo il campo di prigionia si mise a fare il vetraio, mestiere allora molto richiesto per via dei bombardamenti.
Raccontava che quando fece ritorno non lo riconobbero neppure i genitori.

Annibale Mantovan
2 Febbraio 2018 , 13:08 13:08

Non so perchè Rosanna pubblichi questi articoli sfacciatamente ANTI come fossero dei tabù (La storia vista con le briglie made in PD). Rosanna, perchè non vai a vedere le condizioni di vita dei carcerati americani? I carcerati americani sono decuplicati in questi ultimi 20 anni…ti sei mai chiesta il perchè? Lavorano per Microsoft …non Volkswagen… Oggi, anno 2018, tempo di pace…coloro che ordinano a Di Maio ciò che deve o non deve pensare….SVEGLIA!

Annibale Mantovan
Annibale Mantovan
Reply to  Rosanna
2 Febbraio 2018 , 13:34 13:34

Lo sfruttamento del lavoro nelle carceri americane Rosanna, non quelle già nefaste di Amazon. Poi sul tuo colorato articolo…la Germania era in tempo di guerra. I caduti tedeschi nei vari fronti nel ’43-44 erano già milioni. L’ ultima leva del ’44 richiamò i 16-60 anni…uomini non ce n’ erano più! Cosa dovevano fare? L’ esercito doveva essere rifornito (i tedeschi avevano già perso la prima per mancanza di rifornimenti) e per quanto se ne dica una ragione su cosa hanno fatto c’ era.

Annibale Mantovan
Annibale Mantovan
Reply to  Rosanna
2 Febbraio 2018 , 16:23 16:23

No comment. Fino ad ora sei stata te a giustificare le atrocità…Giuseppina Ghersi.

oriundo2006
oriundo2006
Reply to  Rosanna
2 Febbraio 2018 , 18:47 18:47

Non sono d’accordo: in Germania il lavoro serviva alla SOPRAVVIVENZA fisica del Paese in guerra: tutto veniva giustificato in vista della vittoria suprema. Oggi serve al PROFITTO e proprio per questa ragione e’ ‘internazionalizzato’ e ‘finanziarizzato’ al massimo. Non sono identici le finalita’ e meno male che non lo sono neppure i metodi: ma guardate che i metodi indicati nell’ articolo, assolutamente detestabili e disumani, SE l’Occidente entrera’ in guerra saranno fatti propri dalle ‘democrazie’ in un batter d’occhio. E gia’ se ne vedono le avvisaglie…

Tonguessy
Tonguessy
Reply to  oriundo2006
2 Febbraio 2018 , 21:37 21:37

Ma quale sopravvivenza? Per me sopravvivenza non significa vivere a contatto con persone che hanno di tutto (SS) mentre tu non hai niente. Questa non la chiamo sopravvivenza, la chiamo schiavismo. Hai mica notato le differenze?

Rosanna Spadini
Rosanna Spadini
Reply to  oriundo2006
3 Febbraio 2018 , 0:32 0:32

In Germania il lavoro serviva all’esaltazione della razza ariana, e il regime nazista costruì una economia monopolistico totalitaria, che mirava a vanificare gli interessi e le aspettative delle classi lavoratrici tramite demagogia sociale, radicale spoliazione dei diritti e creazione di un’organizzazione della produzione assolutamente gerarchizzata, che concentrava il vero potere nelle mani degli imprenditori. Il consenso delle masse era conquistato attraverso una propaganda assillante, composta di grandi adunate e creazione di élites privilegiate, favorite dal regime perché votate alla fedeltà più fanatica

Hito
2 Febbraio 2018 , 13:26 13:26

Sull’account twitter di Byoblu, potete trovare un video di Di Maio alla city di Londra; sentirete dire dalla sua voce che bisogna velocizzare la giustizia civile per rendere più veloce il recupero crediti… come la Grecia di Tsipras. Chi li vota non si aspetti nulla di diverso.

vocenellanotte
vocenellanotte
2 Febbraio 2018 , 14:06 14:06

Questa parafrasi di un famoso libro di Lenin proprio non mi è piaciuta.

vocenellanotte
vocenellanotte
Reply to  Rosanna
2 Febbraio 2018 , 15:29 15:29

Non ne sono tanto sicuro, anche perché umilmente non ho grandi competenze al riguardo. Il capitalismo è di natura camaleontica e opportunista, oltre ad avere sviluppato benissimo la capacità di occultarsi nel liberismo; il nazismo era tutto il contrario. Magari alcuni effetti possono sembrare uguali, NS proprio non lo sono.
Se fai un’ora di jogging e hai 40, non significa che hai la febbre. 🙂

Rosanna Spadini
Rosanna Spadini
Reply to  vocenellanotte
3 Febbraio 2018 , 0:21 0:21

Il nazismo contrario al capitalismo ?? e perché mai ??

Primadellesabbie
Reply to  Rosanna Spadini
3 Febbraio 2018 , 1:40 1:40

Il grande problema tuttora irrisolto, databile formalmente dalla Grande Rivoluzione, é stato ed é sostituire le strutture gerarchiche derivate da linee di sangue con altro, almeno esteriormente.

La grande ricchezza prodotta ed accumulata dall’era industriale, ed il potere che ne deriva, contribuiscono a rendere questo problema inavvicinabile.

Si può considerare il nazismo, basato su una mistificazione culturale relativa alle sue pretese radici, come uno dei tentativi falliti, ora ci stanno provando con il disegno neo aristocratico, ben descritto da Magaldi nel suo libro (ma, gira e rigira, sono sempre gli stessi).

Pfefferminz
Pfefferminz
Reply to  vocenellanotte
5 Febbraio 2018 , 10:56 10:56

“il nazismo era tutto il contrario” (del capitalismo)
Prima bisogna mettersi d’accordo sulla definizione di capitalismo: se questo è un sistema economico basato sulla proprietà privata e sulla valorizzazione del capitale, allora anche nel Terzo Reich vigeva il capitalismo. Poi vi erano delle particola

Tipheus
2 Febbraio 2018 , 14:20 14:20

Populismo di plastica a 5 Stelle, fase suprema del morente capitalismo finanziario.

Annibale Manstretta
Annibale Manstretta
2 Febbraio 2018 , 14:38 14:38

Mia nonna buonanima ti avrebbe accarezzato la testolina dicendoti “el me bel testòn…”

Lino Berto
Lino Berto
2 Febbraio 2018 , 14:41 14:41

Nella Francia di Vichy c’erano cartelloni pubblicitari per reclutare lavoratori per impiego ben retribuito in Germania. Vi andò anche Thorez poi diventato capo del Partito comunista francese ed anche Mitterand sia pur per un breve periodo. >>> Si può accompagnare il cavallo ad abbeverarsi al fiume ma non lo si può costringere a bere. Che il Terzo Reich sia riuscito a inquadrare e a utilizzare 15 milioni di lavoratori stranieri (16 milioni di maschi tedeschi erano invece impegnati sui vari fronti) impiegandoli anche per compiti tecnici di alta qualificazione, in una Babele in cui pochi conoscevano la lingua tedesca, è stata un’impresa che meriterebbe studiata ed apprezzata. Oggi ad Auschwitz (località Tychy) gli Elkann posseggono lo scintillante stabilimento Fiat Auto con seimila dipendenti pagati 500 – 600 euro/mese. Venti chilometri più giù, a Bielsko Biala, c’è lo stabilimento Fiat Motori. === Katowice / Kattowitz (a 13 km da Auschwitz / Oswiecin) era ed è la capitale della Slesia ex tedesca, più importante della Ruhr quale fulcro dell’industria del Terzo Reich ed in questo distretto ci sono ancor oggi miniere di carbone ed una industria mineraria imponente, cementifici, industria siderurgica, chimica e metalmeccanica che dava e dà lavoro a circa un… Leggi tutto »

Holodoc
Reply to  Rosanna
2 Febbraio 2018 , 15:29 15:29

Ne più e ne meno che con il colonialismo anglosassone, che per l’appunto non è sopravvissuto neanche lui alla caduta del nazismo. Gli inglesi non avevano più scuse per continuare a schiavizzare mezzo mondo dopo aver sconfitto (controvoglia) il nazismo.

Holodoc
Reply to  Rosanna
2 Febbraio 2018 , 17:59 17:59

Avendo i poteri occulti e i mezzi d’informazione globali dalla propria parte (cosa che i nazisti non avevano) il modello coloniale anglosassone continua ad esistere nel plauso generale, con tanto di “missioni umanitarie” e ONLUS di rinforzo.

A 19th century man
A 19th century man
2 Febbraio 2018 , 14:42 14:42

Vabbè, è un articolo rafforzato a norma di legge senz’altro, visto che se il negazionismo non fosse punito per legge la teoria di cui “nazismo fase suprema del capitalismo” sarebbe molto più facilmente spernacchiabile.
Comunque io non capisco:
1. i genocidi sistematici li hanno fatti un po’ tutti
2. Le discriminazioni razziali sistematiche le hanno fatte un po’ tutti
3. Quello che la storia imputa al nazismo non lo ha fatto solo il nazismo…
……
……
……
Perché ci sfracassano la uallera SOLTANTO con la Shoah e il nazismo????

Mario Poillucci
Mario Poillucci
Reply to  A 19th century man
2 Febbraio 2018 , 15:20 15:20

Infatti! Consideri quello che hanno combinato gli ”italiani brava gente” in Africa, solo per dirne una!!!!

Vamos a la Muerte
Vamos a la Muerte
2 Febbraio 2018 , 15:13 15:13

Sarà per questo che le Ong tedesche protagoniste del traffico di esseri umani nel Mediterraneo sono finanziate da personaggi legati in qualche modo al Nazismo.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Detto questo, alla luce di quanto scritto anche in quest’articolo, non si capisce davvero la levata di scudi contro la legge polacca che vieta di affiancare l’aggettivo “polacchi” ai campi di concentramento tedeschi siti in terra polacca o meglio, si capisce benissimo: alcuni discendenti di terza/quarta generazione dei campi hanno visto la possibilità di arricchirsi facilmente chiedendo assurdi risarcimenti allo Stato Polacco (quello Tedesco evidentemente godrà di Alte Protezioni, chissà). Per i sionisti evidentemente vale lo stesso discorso del lupo.

Mario Vincenti
2 Febbraio 2018 , 15:14 15:14

Comunque la si pensi su nazismo e capitalismo, una cosa è evidente: il concetto nazista dello stato, cioè uno stato fortissimo e potentissimo che domina in tutti i settori, è assolutamente inconciliabile con la visione capitalista in cui dominano le multinazionali e lo stato nazionale è ridotto ad un burattino nelle mani delle stesse, come accade nell’Europa contemporanea, dove infatti le destre sovraniste(Orban, Le Pen, Salvini, AFD) sono considerate le maggiori nemiche dell’Europa neoliberista e capitalista. Nazismo e neoliberismo sono entrambe visioni di destra, ma antagoniste e incompatibili tra loro.

Mario Vincenti
Reply to  Rosanna
3 Febbraio 2018 , 19:34 19:34

Appunto e questo turbocapitaliasmo o neoliberismo, chiamiamolo come vogliamo, vede come fumo negli occhi i partiti di estrema destra sovranisti alcuni dei quali di ispirazione fascista tipo AFD e Orban e naturalmente viceversa.

snypex
snypex
2 Febbraio 2018 , 15:24 15:24

La storia si ripete, ringrazio l’Autrice dell’articolo per averci rinfrescato la memoria.

Arbeit macht frei:
niente di più vero, ci vogliono più di 40 anni di lavoro per andare in pensione, altrimenti devi fare la fame. Ed è tanto più vero per l’Italia terra di conquista e di smemorati, altrove si va in pensione più facilmente e più dignitosamente.

Tizio8020
Reply to  snypex
2 Febbraio 2018 , 17:08 17:08

CHI riesce a sopravvivere con il suo lavoro per 40 anni, forse andrà in pensione.
Ma saranno sempre meno.
Per ora, fai la fame anche se un lavoro ce l’hai…

Primadellesabbie
2 Febbraio 2018 , 15:59 15:59

Fase suprema non so, ma se gli fosse andata fatta… Più cose emergono e più appare la continuità e la determinazione di incardinare il rapporto sociale sulla base dello sfruttamento. Dato che avevano qualche problema nei loro Paesi con queste benedette classi sociali, e pure gli anarchici per giunta, questi avidi e poco illuminati capitalisti delle due sponde dell’oceano hanno messo gli occhi sull’Italia prima e sulla Germania poi, due Paesi che si erano costituiti da poco assemblando cento micromondi che si andavano spegnendo, e perciò ancora alle prese con scossoni per lo più superati da francesi ed anglosassoni, ed usciti opportunamente mal ridotti dalla prima guerra, per esserci entrati inopportunamente i primi, o per opera mirata dei vincitori. Vedo continuità e un cinico esperimento (anzi due) finito in uno dei modi previsti, anche ia coda di sempliciotti esaltatisi, sempre presenti, era prevista, possono sempre tornare buoni (Ucraina docet): in un mondo appiattito su finalità economiche, non si butta mai via nulla. Il racconto, uno dei tanti, udito in gioventù, da una vecchina italiana dell’Istria che da bambina, allo scoppio della WWI, era stata tradotta con gli anziani della famiglia in Austria, di quando, quasi subito, alle donne fu consentito… Leggi tutto »

Hamelin
Hamelin
2 Febbraio 2018 , 16:03 16:03

Mai letto un cumulo di cazzate cosi’ gigantesche . L’articolo poi scambia cause con effetti in modo pretestuoso per sostenere delle tesi insostenibili . Nella Realtà storica il Nazismo fu proprio l’anticorpo nato per combattere il Capitalismo Terminale che aveva ridotto la Germania ad un popolo di straccioni saccheggiati dall’ Ebraismo filo-sionista corporativo finanziario-industriale che in principio appoggio’ persino la sua ascesa salvo poi scaricarlo e usare tutte le sue forze per distruggerlo . I Nazismi in Europa stanno tornando perchè quelli che Hitler definiva come la cricca giudea internazionale che non ha casa in nessun luogo ma che comanda su tutto ha vinto la guerra e sta riportando le cose a come erano agli inizi del 900′ alla schiavitu’ totale capitalista dei popoli ( che sono visti come cose non come esseri umani…il braccialetto amazon è solo l’inizio) . Hitler combattè per tutta la sua vita i Mondialisti Usurai che governano il mondo ma fu sconfitto e relegato alla Damnatio Memoriae . «Abbiamo fatto di Hitler un mostro, un demonio. Sicchè non abbiamo potuto sconfessare questo dopo la guerra. Dopotutto, avevamo mobilitato le masse contro il diavolo in persona. Così siamo stati obbligati a recitare la nostra parte in… Leggi tutto »

MarioG
MarioG
Reply to  Hamelin
2 Febbraio 2018 , 16:30 16:30

Chissà cosa risponderebbe l’insospettabile E. Weiss alle dichiarazioni di questi sospettabili personaggi!
Ma non vorrei con ciò provocare invece la risposta della versione femminile di Barnard-storiografo

MarioG
MarioG
2 Febbraio 2018 , 16:25 16:25

“Auschwitz rappresenta in sintesi tutte le politiche del Terzo Reich, politiche concentrazionarie, razziali, territoriali, agricole, industriali, scientifiche e di sterminio. […]. Espressione della fase suprema del Capitalismo”. Articolo che rappresenta (non dico la fase suprema – sicuramente l’autrice avrà modo di superarsi) ma una fase molto avanzata di agonia ideologica da sopravissuti. Già sull’originale espressione leniniana “imperialismo, fase suprema del capitalismo”, c’è da discutere. Ma almeno lui la scrisse più di un secolo fa. Ora, sentire qualcuno che nel 2018 situa la fase suprema del capitalismo 70-80 anni fa (ad Auschwitz!), dovrebbe convincere chiunque a mettere un bel pietrone sepolcrale all’ingresso di queste fucine di intellettuali-zombie. Non si vede la logica di accostare il lavoro coatto a una presunta fase suprema del capitalismo, quando lo sfruttamento capitalistico si basa esattamente sul presupposto opposto (almeno secondo la lezione di Marx). “Il reclutamento di milioni di lavoratori per il lavoro forzato fu una pietra miliare del Nazionalsocialismo, all’interno della Germania propriamente detta e all’interno dell’intera Europa occupata dai tedeschi.” “Pietra miliare” di un fico secco! L’imparzialissimo Weiss dovrebbe sapere che si tratta di economia di guerra (totale). O forse dal ’33 al ’39 l’economia tedesca è esplosa grazie al lavoro servile? (In… Leggi tutto »

Cataldo
Cataldo
2 Febbraio 2018 , 17:00 17:00

Ritengo molto più utile indagare sul presente.
Non ha molto senso ricavare da una economia di guerra in corso implicazioni di dottrina economica, saranno sempre prevalenti elementi di necessità che annullano ipso facto l’orizzonte delle scelte.

Rosanna
Reply to  Cataldo
2 Febbraio 2018 , 17:09 17:09

Non mi sembra sia stata solo un’economia di guerra, visto che i campi sorsero poco dopo la presa di potere da parte di Hitler del 1933, quando vennero istituiti in maniera non sistematica e spesso in luoghi provvisori i primi campi di prigionia chiamati dagli storici “wilde” (selvaggi) o “frühe” (primi o precoci) Konzentrationslager, nei quali venivano rinchiusi gli avversari politici del partito nazionalsocialista. I campi rimasero in funzione per un periodo massimo di tre anni ed erano sotto il controllo delle SA, SS, Gestapo, Reichsministerium des Innern ecc.
Alcuni di questi campi vennero successivamente integrati nel sistema dei campi di concentramento delle SS. Un’eccezione tra questi primi campi fu il campo di concentramento di Dachau che rimase in funzione fino al termine della seconda guerra mondiale e che divenne il prototipo dei successivi Stammlager.
Il campo di concentramento di Dachau fu il primo campo di concentramento nazista, aperto il 22 marzo 1933 su iniziativa di Heinrich Himmler.
https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_dei_campi_di_concentramento_nazisti

MarioG
MarioG
Reply to  Rosanna
2 Febbraio 2018 , 17:46 17:46

Massì, ha ragione lei! Tanto la rigira come vuole.
Il lavoro forzoso “non è stata solo un’economia di guerra”;
l’economia tedesca dal ’33 al ’38 fu sostenuta dal lavoro forzoso;
Schacht sistemò le finanze e l’economia grazie alla manodopera nei frühe Konzentrationslager;
i disoccupati (che ambivano a rimanere tali) furono impiegati per forza
ecc …

Deheb
Deheb
Reply to  MarioG
2 Febbraio 2018 , 20:06 20:06

Un laik per la pazienza e la tenacia, passano gli anni e, a dispetto dei dati e della logica, questi parlano ancora nella stessa identica maniera: il capitalismo la schiavitù il nazzzismo….
Mi spiace per popolo tedesco, che fardello che gli hanno buttato addosso.

Georgejefferson
Reply to  Deheb
3 Febbraio 2018 , 14:51 14:51

Non esiste un soggetto chiamato “popolo tedesco”, sono semplificazioni di amministrazione di un territorio, esistono le singole persone e loro relazioni. Le stesse persone che abitano in germania oggi non sono “uguali” ad altre del passato, macchiate di crimini. Poi ci sono le tradizioni, che si tramandano ma anche possono cambiare, non sono “entita fisse”. Ogni persona e’ libera di scegliere.

Deheb
Deheb
Reply to  Georgejefferson
4 Febbraio 2018 , 18:27 18:27

Che non esista “un popolo” è una tua idea, specie se riferito alla mentalità dell’epoca.
Le “persone che abitano in germania” cioè il popolo tedesco, di oggi e di ieri, sono diverse fattualmente ma moralmente sempre colpevoli. Nella storia sembra esistano solo i tedeschi cattivi, gli altri non vengono associati con tanta assiduità e frequenza al male. Oggi c’e l’euro ma la storia è sempre quella: sono fatti così, nazi proprio dentro. Prova a chiedere a qualcuno più informato di me il motivo di ciò…

Georgejefferson
Reply to  Deheb
4 Febbraio 2018 , 22:57 22:57

Ma no, sono narrazioni, esistono le persone con le loro storie personali, gioie, sofferenze, cambiamenti, anche tradizioni…e le loro relazioni. Ognuno unico nessuno uguale all’ altro. Che ci provino ancora, a spacciare fantasie romantiche in funzione demagogica e’ pacifico, ma sempre meno si riesce a fregare la gente, a fargli credere inconsciamente che esistano “soggetti pensanti” di aggregazione a prescindere dalle persone stesse. Non esiste un soggetto statico, sempre uguale a sè stesso chiamato “popolo tedesco”, e nemmeno “italiano” ecc.. sono convenzioni semantiche per fini amministrativi, le persone cambiano, le tradizioni si evolvono (spesso in negativo, purtroppo) si integrano, e anche no, ma non esistono soggetti statici. Esistono nell’ immaginario dei demagoghi in funzione politica di controllo repressivo. Non esiste che le colpe di precise persone, si tramandino alle successive. Sono dispositivi ideologici finalizzati ad inculcare il concetto razzista (biologico per chi tende al materialismo, metafisico per chi crede in entità trascendenti) ma sono balle che cercano di incatenare le persone psicologicamente. “Tedeschi cattivi” e’ una frase senza senso, ma cosi come anche “Nigeriani criminali”. Esistono le persone e la responsabilità individuale, negarlo significa (oltre che tornare a barbari usi e costumi) imprimere stigma sociali alla nascita. Un esempio sono… Leggi tutto »

Cataldo
Cataldo
Reply to  Rosanna
3 Febbraio 2018 , 10:17 10:17

L’accostamento tra capitalismo ed economia tedesca nazista prebellica è ancora più errato, siamo di fronte ad un classico sistema di gestione dell’economia da parte dello stato, con incentivi e sviluppo estremo della domanda interna, siamo all’applicazione più pura dei concetti keynesiani. I tedeschi unirono il dirigismo espansivo alla tradizionale politica di cucitura tra interessi delle grandi famiglie industriali mercantiliste e quelli dello stato.
Di capitalismo in senso stretto vedo ben poco. Possiamo dire che i Teteski sono stati kattivissimi, e va bene, ma perchè mettere in mezzo il capitalismo come concetto economico nel calderone ?
Il capitalismo è stato foriero di tante nefandezze, ed ancora ne compirà, forse ci porterà a breve al cupio dissolvi, ma associarlo al nazionalsocialismo in modo cosi superficiale è fuorviante, specie prendendo a parametro il lavoro coatto, che è stata una pratica utilizzata a tutte le latitudini, certo i tedeschi sono stati capaci di portarlo a sistema, ma forse agli altri è mancata la capacità più che la volonta di farlo.

Michele Patruno
Michele Patruno
2 Febbraio 2018 , 17:35 17:35

Chiamiamo le cose per nome, Nazionalsocialismo = nazismo ./. che, poi chi lo ha governato, ne ha fatto un’altra cosa di suo stampo a sua immagine, il ripulisti della notte dei lunghi coltelli ha cambiato pagina, era rimasta solamente la follia di uno contro tutti.
Un pò come la rivoluzione Russa, è nata in un modo e poi è virata in altra maniera.
Sono le guerriglie di potere a cambiare gli eventi.
L’Italia Democristiana tutto c’era dentro, mafie, fascisti, mariuoli, tranne lo spirito cristiano.

SanPap
2 Febbraio 2018 , 17:54 17:54

negli anni ’70 in un mercatino di libri usati mi sono imbattuto in una pubblicazione “scientifica” sulle razze, l’autore mi pare fosse un certo Pende; era costituito da decine di pagine contenente foto di donne nude, solo donne, affiancate le une alle altre, sette otto per foto, tutte nella stessa posizione, in piedi con le braccia lungo i fianchi; non ci vedevo niente di particolare, ma didascalie sotto le foto spiegavano le differenze: longilinee/brevilinee, bacino stretto/bacino largo, ecc . Acquistai il libro e lo feci vedere a mio padre, che dopo una spiegazione mi consiglio di buttarlo e dimenticare quelle pagini umilianti per tutti. Il libro l’ho buttato, ma le pagine non le ho mai dimenticate. E mi sono sempre tenuto lontano dall’argomento: quello che dovevo sapere lo sapevo. Invece no. Se non ho capito male quello che hai scritto, le persone che i nazisti hanno utilizzato come schiavi si possono dividere in due categorie: quelli che hanno subito la schiavitù perché costretti con la forza e quelli che lo hanno fatto perché costretti dalla necessità di sopravvivere. E questi ci portano alle forme di schiavitù attuali. Essere oggetti sessuali, prima prerogativa esclusivamente femminile ora estesa al gender con tutte… Leggi tutto »

Rosanna Spadini
Rosanna Spadini
Reply to  SanPap
3 Febbraio 2018 , 1:20 1:20

Hai ragione, infatti il titolo è volutamente provocatorio, non sarebbe giusto attribuire la piena responsabilità dell’esistenza di Auschwitz al solo capitalismo, anche nella sua fase più esasperata, dato che le concause sono diverse e complesse, ideologiche e razziste, economico e culturali. Lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo è stato una condizione costante nella storia, ma in alcuni momenti è giunto a livelli insostenibili, soprattutto quando si mischiano insieme nazionalismo esasperato, moralismo calvinista ed economia totalitaria. Neumann ha scritto un libro fulminante sul nazismo, Behemoth, il mostro che secondo l’Apocalisse dovrebbe comparire sulla Terra prima della fine del mondo, un mostro che rappresenta il nazismo, perché tra il 1941 e il 1942, si presentò come una forza inarrestabile, preso il potere in maniera fulminea, sembrava talmente potente da piegare tutta l’Europa ai suoi piedi. L’imperialismo razziale nazista seppe aggregare le frustrazioni collettive generate dalla deludente pace di Versailles, fomentate dalla crisi economica, indirizzandole verso un nemico interno, gli ebrei, e uno esterno, le potenze democratiche europee e il bolscevismo. Ma seppe anche creare un sodalizio tra proletariato e borghesia in vista dello “spazio vitale” imperialistico, e infine offrì ai monopoli industriali grandi opportunità di guadagno. Quindi le dinamiche dell’affermazione e della fulminea fortuna… Leggi tutto »

Primadellesabbie
Reply to  SanPap
3 Febbraio 2018 , 2:09 2:09

“…essere complici di crimini politici, industriali, economici, finanziari, amministrativi è una schiavitù subita, accettata o ricercata ?…”

Grande questione che va lontano, e lega tra loro responsabilità lontane e ben mascherate, proponibile ed imbarazzante ad ogni livello.

gix
gix
2 Febbraio 2018 , 17:58 17:58

Certo che non c’è veramente limite alla fantasia surreale di certi commenti e del seguito incomprensibile che ottengono. Bisognerebbe interrogarsi su questo, ma veniamo al dunque. Un articolo a contenuto prevalentemente storico e sociale, nel complesso veritiero, anche se discutibile per alcune affermazioni e alcuni aspetti magari non sufficientemente evidenziati (del resto siamo qui per discuterne), dicevo un articolo del genere usato come strumento per sostenere una presunta deriva nazistoide del M5S, questa veramente non si era mai sentita. Tra poco qualcuno ci dirà, con il massimo candore, che Di Maio è un affiliato a sette segrete naziste che si rifanno alle più lugubri simbologie delle SS, e sta progettando, sempre in combutta con i nazisti di oltreoceano, la riapertura di un nuovo universo concentrazionario in Italia, il tutto naturalmente dall’opposizione, perché intanto ci beccheremo tutti Mister B, Salvini imbavagliato, la Meloni e tutto il resto del partito unico. Ma tant’è, questo è il livello della discussione politica in Italia. Comunque per tornare all’articolo, c’è da dire, semplificando molto, che il popolo tedesco è sempre stato uno strano miscuglio di morale calvinista intollerante e romanticismo nazionalista, perfetto per certe esigenze del potere capitalista, insostituibile per fare la parte del controllore… Leggi tutto »

Holodoc
Reply to  Rosanna
3 Febbraio 2018 , 2:41 2:41

Nazionalista in senso lato, nel senso cioè di Stirpe Germanica e non solo nazionalità tedesca. Infatti i paesi “eletti” sono, guarda caso, Svezia, Danimarca, Olanda, Austria, Gran Bretagna, Belgio e Francia (la Francia, o Frankreich, regno dei Franchi, è da considerarsi un paese di schiatta semigermanica).
Il resto degli europei per loro sono (siamo) Untermensch…

gix
Reply to  Rosanna
3 Febbraio 2018 , 10:30 10:30

Viste le discussioni sollevate, c’è da chiedersi quanto è veramente importante sapere se è il capitale che ha sottomesso il nazismo, o è il nazismo che ha sottomesso il capitale. A parte che bisognerebbe aver vissuto nella Germania nazista per poter dare una risposta equilibrata, ma è evidente soprattutto una cosa, ovvero che il capitalismo ha sempre bisogno di qualcuno che vada in giro per il mondo ad imporre alla gente i suoi principi di sfruttamento e sopraffazione. Se poi si affidi a gente con le uniformi nere e i fucili, piuttosto che a tecnologie moderne molto meno evidenti e proprio per questo più pericolose, non fa molta differenza. Il capitalismo tedesco ha perso la sua influenza sul nazismo solamente negli anni della guerra, dove ovviamente nella concitazione dei combattimenti non c’era più alcun metodo razionale per procedere, essendo il timone politico e militare in mano a soggetti ideologicamente esaltati e senza alcun programma se non di far morire quanta più gente possibile insieme a loro stessi.

Pedro colobi
Pedro colobi
2 Febbraio 2018 , 18:13 18:13

Ho smesso subito alle prime righe.Non vale la pena di leggere questa sfilza di propaganda olocaustica.

Thor
Thor
Reply to  Pedro colobi
3 Febbraio 2018 , 1:57 1:57

Io sono andato oltre le prime righe, in fiducia. Hai fatto bene a smettere subito. Chi scrive dice: “Ho insegnato storia….”. Mamma mia… in che mani sono i nostri figli!

Tipheus
2 Febbraio 2018 , 18:58 18:58

Confesso a voi fratelli tutti, che odio il nazismo e anche Gengis Khan se è per questo. Per non parlare degli Ostrogoti di Teodorico, mi stanno dove non si può dire…
Come diceva Bennato quando era una persona seria? “Meno male, che adesso non c’è Nerone….”

A 19th century man
A 19th century man
Reply to  Tipheus
4 Febbraio 2018 , 5:38 5:38

Carlo Magno! Ti sei scordato Carlo Magno???

Eru Ilúvatar
2 Febbraio 2018 , 19:06 19:06

Il lavoro mette d’accordo qualunque schieramento: il lavoro è dignità, è lo scopo dell’esistenza, fondamento dello Stato, unica vera religione, chi non lavora non vale niente, serve subito più lavoro, per tutti, per sempre, per crescere e produrre e consumare… Il lavoro rende liberi.

Però il nazismo fa schifo eh, siam mica nazisti noi, siamo per la libertà. Mica come quelli di prima, e quelli di prima ancora, e ancora…

Ric Dellago
2 Febbraio 2018 , 23:52 23:52

due cosette giusto per ricordarci la volubilità dell’elettore medio tedesco. Nel 1932 alle ultime elezioni libere in Germania, la sinistra (socialdemocratici, con una storia che parte da Marx per dire e i comunisti) prendono qualcosa come il 30/32% finita la guerra nelle successive libere elezioni del 1949 prendono tra socialdemocratici e comunisti (partito che poi nella Germania Ovest verrà bandito, in ossequio alla democrazia) il 35%. Durante la guerra questo terzo dei tedeschi non ha visto niente ? Intendo i campi di concentramento e sterminio ecc.? Gli andava tutto bene? L’ideologia buttata nel cesso per poi riprenderla dopo? E tutti i cristiani tedeschi? ahhhh

Pfefferminz
Pfefferminz
Reply to  Ric Dellago
3 Febbraio 2018 , 12:06 12:06

Forse ti sei perso che comunisti, alcuni socialdemocratici ed anche alcuni cristiani furono mandati nei campi di concentramento…

Ric Dellago
Reply to  Pfefferminz
9 Febbraio 2018 , 23:49 23:49

Non lo metto in dubbio, ma allora chi era quel 35% che ne 1949 ha rivotato per i socialdemocratici, Nosferatu & Compari?

Pfefferminz
Pfefferminz
Reply to  Ric Dellago
10 Febbraio 2018 , 1:40 1:40

Io non so rispondere alle tue domande, ma se ti interessa capire cosa significhi vivere in una dittatura come quella del Terzo Reich, potresti leggere questo libro: “Testimonianze fino all’ultimo: diari 1933 – 1945” di Victor Klemperer. V. Klemperer era un professore universitario, poi sollevato dal suo incarico, che osservò minuziosamente quanto accadeva intorno a lui.

Primadellesabbie
Reply to  Ric Dellago
3 Febbraio 2018 , 12:48 12:48

Ti perdi un’occasione per riflettere sul funzionamento e sull’efficacia di un controllo capillare dell’educazione e dell’adesione.

Oggi il consumismo é promosso allo stesso modo, un poco meno rigoroso perché qualche rifiuto non guasta, dimostra anzi il clima di libertà nel quale si sviluppa, ma chi lo rifiuta viene proporzionalmente posto in disparte dal contesto sociale.

Quando e se, superassimo la società dei consumi, ci sarà qualcuno che obbietterà: “e dov’erano gli oppositori, gli andava tutto bene”?

Pfefferminz
Pfefferminz
Reply to  Primadellesabbie
3 Febbraio 2018 , 13:13 13:13

“Ti perdi un’occasione per riflettere sul funzionamento e sull’efficacia di un controllo capillare dell’educazione e dell’adesione”

Aggiungo: è bene anche rendersi conto dell’esistenza, a quei tempi, della delazione da parte di vicini di casa, colleghi di lavoro e, a volte, di membri della famiglia.

Primadellesabbie
Reply to  Pfefferminz
3 Febbraio 2018 , 13:49 13:49

I figli a volte, riportando a scuola, senza rendersi conto delle conseguenze, frasi udite in casa, mettevano la famiglia in seri guai, con la conseguenza di un perenne reciproco sospetto anche in casa, e un totale silenzio in presenza di bambini, a tavola…

Ma tanto gli osservatori improvvisati, portatori di estemporanee certezze, non ci arrivano.

Thor
Thor
3 Febbraio 2018 , 1:36 1:36

“Himmler ordinò nel luglio del ’42, che tutti gli ebrei polacchi fossero uccisi entro la fine dell’anno”
Ho letto fino a qui, poi ho capito che la storia l’hai letta su Paperino e ho lasciato perdere. Un po’ di serietà quando si scrive non guasterebbe

Pedro colobi
Reply to  Thor
3 Febbraio 2018 , 15:46 15:46

Non prendertela, su CDC come su altri siti, c’è gente con la puzza sotto il naso ma plagiati dal sistema, che scrive un mare di ca..te e poi ci discute sopra delle giornate come se fossero cose serie. L’unica cosa da fare, a mio parere, è ignorare per il futuro le cose che scrive questa gente.

Trollerball
Trollerball
Reply to  Pedro colobi
3 Febbraio 2018 , 20:54 20:54

Censura su CDC…

WM
MOD
Reply to  Trollerball
3 Febbraio 2018 , 21:16 21:16

E perché non sapete cosa facciamo agli utenti cattivi 🙂
Frustate sulle chiappe a gogo 😀

Trollerball
Trollerball
Reply to  WM
3 Febbraio 2018 , 21:31 21:31

Spero non essere tra i cattivi allora… Diciamo che tutti i commenti di un utente che non condivideva quanto scritto dalla prof. sono stati cancellati… puff… spariti nel nulla. CDC è un sito di controinformazione, oppure sta dalla parte del Pensiero Unico Globale? Basta chiarire e gli utenti scomodi se ne vanno. Magari tornano a scrivere su Il Fatto Quotidiano. Se uno vale l’altro…

WM
MOD
Reply to  Trollerball
3 Febbraio 2018 , 22:00 22:00

Non ci sono utenti scomodi, solo utenti che non rispettano le regole e utenti che le rispettano.
I commenti ai quali ti riferisci non sono stati cancellati perché in disaccordo con chicchessia, sono stati cancellati perché fuori tema.
E non bastano due righe in tema per farne passare 20 altre fuori tema, o pensate che siamo tutti imbecilli?
Per scelta, non interveniamo nel contenuto dei commenti, quindi se il commento è fuori tema lo si cancella in toto.
Anche questi commenti fuori tema saranno cancellati, se ci sono rimostranze alla moderazione, ci sono gli appositi canali, descritti nelle FAQ e nelle regole che bisogna leggere prima di commentare, come ricordato anche in cima all’elenco commenti.

Pfefferminz
Pfefferminz
3 Febbraio 2018 , 3:18 3:18

C’è uno studioso che afferma che il “piano Funk” fu realizzato nel 1944 a Bretton Wood (Georg Zoche). Lo cito solo per evidenziare che ci sono “altre” spiegazioni. Tra l’altro mi sembra che quello che viene chiamato “piano Funk” sia stato solo un discorso orale. (Interessantissima la storia di come si sono svolti i lavori a Bretton Wood e quello che accadde di notte…anche Keynes si lamentò)

johnny rotten
johnny rotten
Reply to  Pfefferminz
3 Febbraio 2018 , 6:25 6:25

funk fu membro di rilievo del reich per lunghi anni, esperto di economia aveva congegnato quale sarebbe stato il futuro dell’europa, il nazismo aveva chiare idee di come avrebbe governato l’europa, ma aveva anche precise idee su come avrebbe governato l’est, funk era il responsabile di questi disegni, non si tratta solamente di chiacchiere ad una conferenza, i tedeschi non si muovono alla bisogna, non sanno cosa sia l’improvvisazione, costoro iniziano a pianificare con largo anticipo, quindi si può ben essere certi che avessero pianificato con largo anticipo come avrebbero governato il loro impero.

Pfefferminz
Pfefferminz
Reply to  johnny rotten
3 Febbraio 2018 , 10:20 10:20

Tutto vero quello che dici. Io mi riferivo soltanto a quel discorso che rese famoso Walther Funk e nel quale illustrava un modello di moneta nuovo a quei tempi. M.Keynes fu incaricato di studiarlo a fondo. Secondo l’autore Georg Zoche, il modello di moneta ideato da Walther Funk servì nei piani di implementazione del dollaro come moneta di riserva mondiale. (Fonte: intervista con Georg Zoche sul canale KenFM.de: “Ken Jebsen im Gespräch mit Georg Zoche”).

Leo Pistone
3 Febbraio 2018 , 4:06 4:06

Dal momento che l’autrice ha reiterato la sua azione volta a ridurre al silenzio le voci scomode già messa in atto su altra piattaforma, ordinando la cancellazione di commenti ai quali in tutta evidenza non ha gli argomenti e soprattutto le facoltà intellettive per replicare, li ripubblico qui depurati degli accenni alle elezioni e al M5S che hanno dato tanto fastidio. Nei loro confronti vige evidentemente il divieto, rigorosamente non scritto, di menzione e di critica. Soprattutto se, come nel caso in questione, questi ultimi sono legati da un filo logico agli argomenti in discussione. Ne è derivata una censura vile da parte di chi l’ha richiesta, ottusa e reazionaria di per sé stessa e da parte di chi la applica, oltretutto su commissione e sulla base di motivazioni risibili. Se è questa la realtà del momento e di questo luogo, tanto vale stendere un reticolato attorno agli argomenti cui è lecito fare riferimento. Dei quali allora è opportuno redigere un’elencazione, ponendo quelli non desiderati all’indice proprio come ha fatto secoli orsono la Santa Inquisizione. Così facciamo un bel campo di concentramento del pensiero, e a sorvegliarlo ci mettiamo i nuovi kapò. Resta il fatto che a un mese dalle… Leggi tutto »

ilTafano
3 Febbraio 2018 , 8:47 8:47

Redazione perché i commenti sono stati eliminati?
Anche qui la censura? Il politicamente corretto?
Il commento del sig. Pistone era equilibrato, nei limiti della continente, pertinente e, sicuramente, faceva riflettere sulla banalità dell’articolo.
Non mi venite a dire che i commenti violavano la legge sul negazionismo.

WM
MOD
Reply to  ilTafano
3 Febbraio 2018 , 12:50 12:50

Leggi le regole, i commenti erano fuori tema, non intendo ripeterlo.
E, già che ci sei, smetti di entrare con due account, è proibito dalle regole e se succede ancora, sarai bannato in entrambi i nick.

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3 Febbraio 2018 , 10:13 10:13

Descrivere fatti avvenuti nel passato cercando di commuovere e spaventare il lettore è ascrivibile alla propaganda e non fa capire realmente gli eventi, diversamente dalla storiografia che analizza freddamente i fatti senza farsi trasportare dalle emozioni.
La propaganda usa slogans e frasi ad effetto, che magari suonano bene, costruendoci sopra degli argomenti che dovrebbero suffragarle, ma non sempre funziona.
Nazismo fase suprema del capitalismo, mi sembra una di queste.
Innanzitutto perchè il nazismo è, per prima cosa, una degenerazione del socialismo, che nasce da movimenti popolari. Mussolini stesso era socialista.
Il nazismo degli anni trenta, come quello moderno in Ucraina, sono chiaramente regimi antirussi che hanno lo scopo di rovesciare il potere in Russia, e sembra più un arnese delle elites capitaliste, che richiede enormi risorse, da usare all’occorrenza e poi smantellare, come avvenuto in Croazia.
L’argomento è comunque vasto, con mille sfacettature, e c’è molto da discutere.

Antonio XV
Reply to  Rosanna
3 Febbraio 2018 , 15:34 15:34

Rosanna, una volta ti avevo perfino fatto i complimenti… Ora li ritiro. Non è che spulciando qualche articolo e poi scrivendoci sopra, si diventa esperti della materia… Al massimo se si tratta di un tema scolastico, si può passare con un sei, dato per generosità e incoraggiamento… Purtroppo per esperienza, so che il nostro passato storico, la sua comprensione scientifica ci è preclusa, e dunque meglio lasciar perdere… NON leggerò più i tuoi articoli che mi sembrano alquanto pretenziosa… Se mi occorre sapere, dispongo di ben altre fonti, che non dover avere da te lumi di cui tu stessa hai bisogno per prima… Addio! Sei confusa, e non capisci neppure le cose di cui scrivi…

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Reply to  Rosanna
3 Febbraio 2018 , 16:22 16:22

Appunto, gli argomenti andrebbero contestualizzati rispetto all’epoca in cui sono accaduti gli eventi.
Infatti è propagandistico scandalizzarsi per il mein kampf guardandolo con gli occhi di oggi, sapendo benissimo che all’epoca erano argomenti diffusi che non destavano scandalo.
Così come pensare che nei lager la vita fosse un inferno e fuori dai lager ci fosse il paradiso.
La vita era dura dentro e fuori.
Logicamente, per gli standard attuali, la vita e il lavoro nei lager appaiono un crimine assoluto, ma per chi era fuori, all’epoca la vita era dura comunque, fatta ugualmente di fame, di stenti e di tragedie.
Come andare a chiedere ad un italiano che vive in automobile cosa ne pensa dei centri di accoglienza per migranti.
Il discorso sulle razze poi, è molto strumentalizzato e abbastanza complesso. Per esempio non è vero che tutti gli ebrei fossero contro il nazismo, anche loro erano divisi.
Hitler, fondamentalmente aveva un compito, invadere e piegare la Russia. Ha fallito ed è stato eliminato.
Nè più nè meno come Saddam Hussein che ha perso la guerra con l’Iran, per conto dell’occidente, ed ê stato eliminato dall’occidente stesso.

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Reply to  Rosanna
3 Febbraio 2018 , 19:15 19:15

Mi pare che esagerato sia parlare di sterminio, inteso in quanto tale.
Lo scopo principale dei lager era quello di far lavorare le persone per sostenere lo sforzo bellico, non sterminarle indiscriminatamente e senza motivo.
Certo, ne morivano a bizzeffe, ma l’obbiettivo era produrre non ammazzare.
Per chi stava fuori, la vita era comunque difficile. Se non eri al fronte a combattere dovevi comunque lavorare per la guerra e campare in condizioni difficili, tali da consentire di non essere neanche sfiorati dal pensiero di cosa stesse succedendo nei campi.
Con Hitler e Saddam, ritengo, che pur su scale differenti, la strategia usata sia molto simile. Ossia essere finanziati dall’occidente per combattere una guerra contro il nemico principale dell’occidente stesso, perderla, e venire invaso e deposto per non far finire il paese in mano del nemico principale.

Rosanna Spadini
Rosanna Spadini
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3 Febbraio 2018 , 21:41 21:41

Ma sì, al netto di qualche incidente di percorso costato milioni di morti, tutto sommato i nazisti erano pur sempre carini e coccolosi …

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Reply to  Rosanna Spadini
3 Febbraio 2018 , 22:08 22:08

Vabbè, se uno non ce la fa proprio, non ce la fa davvero … A separare l’informazione dalla propaganda.
Brutta cosa le gabbie ideologiche,
Dimenticavo … Siamo in campagna elettorale.
Ecco la spiegazione!
Tutto il finto antifascismo è mobilitato per non perdere il potere.
Le brigate fiano sono in azione

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Reply to  Rosanna
4 Febbraio 2018 , 9:58 9:58

Infatti, tutte queste menate antifasciste ultimamente …. Porteranno acqua al mulino di Di maio.
O al pd?

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Reply to  Rosanna
4 Febbraio 2018 , 10:49 10:49

Infatti è per invertire la tendenza verso il cdx che è saltato fuori il tormentone del baubau fascista.

Thor
Thor
Reply to  Rosanna
3 Febbraio 2018 , 20:31 20:31

Pensavo tu avessi studiato la storia su Paperino, invece adesso sono sempre più convinto che l’hai studiata su Topolino. Molto male, per giunta. Forse è meglio che tu scenda dalla cattedra e ti rimetta sui banchi di scuola. Sempre che tu riesca a liberare la mente…

Maria Di Monti
Maria Di Monti
3 Febbraio 2018 , 15:36 15:36

Un indagine dopo tutti questi anni meriterebbe una visione un pochino più ampia. Chi ha tirato i fili, quale fase storica era – condizioni sociali-economici in questo paese. Chi ha finanziato le forze che sono arrivate al potere? Per inquadrare e capire meglio non è male indagare in seguito la nuova mappa, a favore di chi e cosa? Cito: I nazisti furono finanziati dalle classiche famiglie che finanziarono anche gli Alleati che si “opposero” a Hitler. I Rothschild furono al centro di tutto questo, ed operarono ancora una volta attraverso i propri canali inglesi, statunitensi e tedeschi. La Standard Oil, controllata dai Rockefeller, coincideva, in effetti, con la I.G. Farben, il gigante chimico di Hitler che gestì il campo di concentramento di Auschwitz.La I.G. Farben era il nucleo della macchina da guerra nazista e furono le sue avanzate conoscenze tecnologiche, che aveva acquisito dalla Standard Oil, che permisero a Hitler di combattere la guerra. Tra queste conoscenze figurava anche il know-how necessario a trasformare le vaste riserve carbonifere tedesche in petrolio. Altri rifornimenti petroliferi furono forniti alla Germania dalla Standard Oil attraverso la Svizzera, centro finanziario e roccaforte della Confraternita. Il presidente della Standard Oil del New Jersey (oggi Exxon),… Leggi tutto »

Rosanna
Reply to  Maria Di Monti
3 Febbraio 2018 , 16:46 16:46

Grazie per l’approfondimento, però potrà essere utile per aprire un altro tipo di disamina sul nazismo, che magari si occupi delle sue radici economico finanziarie, e delle lobby produttive che avevano l’interesse di finanziarlo … io mi sono occupata di un altra tesi, che ha cercato di individuare lo sfruttamento dei lavoratori stranieri nell’universo concentrazionario nazista, sfruttamento che rasentò in molti casi lo schiavismo vero e proprio. Comunque vedo che la I.G. Farbeni, da me citata, ritorna anche nel tuo approfondimento. :):)

Maria Di Monti
Maria Di Monti
Reply to  Rosanna
3 Febbraio 2018 , 17:06 17:06

‘radici economico finanziari’ be’ avevi dato qualche input,.
I primi campi sono stati aperti anni venti, ancora prima di Hitler e il nazismo. Credo che la storia sia davvero da riscrivere, e con grande cura.

Maria Di Monti
Maria Di Monti
Reply to  Rosanna
3 Febbraio 2018 , 17:55 17:55

Se vogliamo imparare qualchecosa da questa epoca – e visto che incontriamo ancora oggi certi nomi responsabili degli stermini di massa odierni,(BAYER vedi IG Farben) un passo indietro e mappare in senso più ampio mi pare d’obbligo. La Deutsche Bank per esempio era finanziatore di Ausschwitz. https://www.theguardian.com/business/1999/feb/05/14 Chi era padrone delle massmedia dell’ epoca? E’ una grande scachiera, e i player stranamente tornano sempre, più o meno. dei campi avevo letto tempo fa, che i primi campi di reclusione erano creati anni venti, ma non trovo più dati oggi, purtroppo non ho salvato anni fa. Il mio ingresso in rete era con questa tematica. Quindi come non detto.

Maria Di Monti
Maria Di Monti
4 Febbraio 2018 , 0:14 0:14

Il regime?
Le cose sporadiche e disorganizzate?
Tutto nasce e si evolve (con un disegno?) .
Complimenti per il tuo immenso impegno, non solo nel proporre il tuo elaborato, ma seguire anche e con grande intensità ed impegno i comment. Grazie

Rosanna
Reply to  Maria Di Monti
4 Febbraio 2018 , 1:04 1:04

Grazie a te !! per me è un piacere dialogare con persone disponibili al dialogo e rispettose delle opinioni altrui, come sei tu.

A 19th century man
A 19th century man
4 Febbraio 2018 , 5:27 5:27

Veramente, visto che questo piano odierno di schiavizzazione ha matrice finanziaria ed arriva da oltreoceano, di cui l’Europa è una meschina colonia, e si sa la finanza d’oltreoceano nelle mani di chi è, possiamo affermare il contrario, cioè che qualcuno all’epoca ebbe la vista molto lunga e tentò seppur con metodi molto discutibili, veri per legge, di scongiurare il pericolo.

johnny rotten
johnny rotten
Reply to  A 19th century man
27 Maggio 2018 , 11:23 11:23

Dietro funk ci sono gli stessi, a cui fai riferimentoanche tu, allora come oggi i bankieri di zion, il progetto di schiavizzazione dell’intero genere umano non è cambiato da quando ai rothschild venne concesso il privilegio di battere moneta, tale progetto prosegue tra alti e bassi, funk e l’€u sono due tentativi all’apparenza diversi, ma la regia è sempre la stessa, basterebbe al riguardo citare le corporation anglo-sioniste, anche loro le stesse con poche mutazioni di ordine societario ma nelle mani dei medesimi padroni.