di DavideAmerio per comedonchischiotte.org
La battaglia condotta dal ministro Salvini, e da tutto il governo, contro i monopattini, è certamente figlia di quella cultura, incardinata nella testa degli Italiani, per i quali eliminare l'automobile, o cercare di farne un po' meno uso, costituisce un trauma shakespeariano.
Certamente rivoluzionare il concetto di mobilità richiede tempo e risorse. Per esempio per migliorare l'efficienza del trasporto pubblico. Magari meno soldi a progetti faraonici di grandi opere inutili, e meno denaro regalato a fondo perduto per armamenti, contribuirebbero a realizzare trasporti migliori.
Vieppiù l'acredine verso una idea di mobilità elettrica è anche figlia di quel negazionismo climatico che tanto piace ad alcuni; non ostante le evidenze di mutamenti non più "epocali", ma riscontrabili come osservazione personale nel corso della propria vita. Uno sguardo un po' critico, consiglierebbe almeno un po' di cautela prima di negare i mutamenti tout court.
Ma già vedo fieri automobilisti sbracciarsi per additare giovincelli spregiudicati, e un po' coglioni in vero, i quali ritengono il monopattino non un mezzo alternativo, e più pratico, per migliorare la mobilità, bensì un nuovo giocattolo con cui esibirsi in acrobazie idiote, imprudenze di vario genere, da immortalare prontamente sui social.
L'accusa di comportamenti scorretti, da parte dei possessori di monopattini, seppur parzialmente motivata, suona un po' ridicola nel paese fiore all'occhiello per il mancato rispetto di qualsivoglia regola del codice della strada. Posteggi in doppia/tripla fila, blocco della viabilità per i mezzi pubblici, limiti di velocità infranti, motociclisti che assumono le strade di montagna come fossero personali piste da GP, guida con il telefonino, con la sigaretta accesa, ciclisti viaggianti in tripla/quadrupla fila, Stop e Semafori considerati degli ornamenti stradali, etc etc etc
Da mesi e mesi, i giornali non mancano di inondarci di notizie su incidenti nei quali sono coinvolti monopattini e, di contrappunto, l'azione delle FFdOO contro i possessori che non si sono ancora messi in regola con le nuove normative volute dal governo.
E qui veniamo alle comiche.
Nessuno, ma davvero nessuno, si è posto la domanda se le date di scadenza imposte, per la targa da apporre al mezzo, e la sottoscrizione dell'assicurazione, fossero adeguate per lo smaltimento delle pratiche, da parte delle amministrazioni, e delle compagnie assicurative.
Le Compagnie hanno chiesto una proroga, rispetto alla prima scadenza, in quanto hanno dichiarato di non essere pronte a valutare i costi da imporre per le polizze RCA adeguate ai monopattini. Non solo. Se oggi cercate di avere notizie in merito, non le trovate, oppure trovate menzionata la RC: che non è quella dei veicoli ma solo una Responsabilità Civile tipica delle famiglie, o del capofamiglia che dir si voglia.
Non di rado potete venire tratti in inganno: a caratteri cubitali vi raccontano che dovete sottoscrivere una polizza RC per mettervi in regola; in piccolo riportano che la RC non è adeguata per le nuove normative.
Ma non è finita qui. Per sottoscrivere una assicurazione RCA per monopattino dovete essere in possesso della targa che verrà attaccata al mezzo. Peccato che la distribuzione delle targhe sia ancora in corso, ben oltre la scadenza stabilita dalla nuova Legge.
In altre parole: puoi essere sanzionato per una targa che non hai ancora ricevuto (pur avendola già pagata e prenotata da mesi), e sanzionato (dal 16 luglio) per una assicurazione che non hai, e che non puoi sottoscrivere, sia perché non possiedi la targa, sia perché le compagnie assicurative non hanno le polizze pronte.
Un capolavoro! Degno di un Ministro del Papeete Beach...
Ultima chicca finale. La targa non te la spediscono a casa, come avviene per esempio per la patente, ma ti devi recare alla Motorizzazione centrale per ritirarla di persona. Il che equivale a perdere una giornata di lavoro, più altre spese per il viaggio se non abiti nella città di competenza. Se l'obiettivo era quello di consegnare le targhe di persona, si poteva usufruire di altri soggetti istituzionali, come per esempio i Comuni, i Vigili Urbani, e i Carabinieri.
Tirando le somme. Più che legittimo fare una Legge per regolamentare un settore. Ma se imponi delle date di scadenza, devi essere sicuro che, per quella data, hai messo tutti i cittadini coinvolti nella condizione di poter adempiere a quanto previsto dalla legge. La qual cosa comporta avere contezza della capacità organizzativa dell'amministrazione di poter soddisfare adeguatamente le richieste dei cittadini che devono assolvere a una imposizione di Legge.
Viceversa, sei un incapace.
L'articolo del D.Lgs. 165/2001 (Testo Unico del Pubblico Impiego) che definisce la distinzione tra indirizzo politico e gestione amministrativa è l'articolo 14.
Nello specifico, il comma 3 vieta espressamente al Ministro di avocare a sé o revocare gli atti di competenza dirigenziale. Questo, unito all'articolo 4 che attribuisce ai dirigenti la gestione autonoma delle risorse, pone l'organo politico nella condizione di dover garantire ai dirigenti le condizioni e i mezzi per operare efficacemente.(testo formulato con A.I., parte in evidenza a cura dell'autore)
di DavideAmerio per comedonchischiotte.org
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