Modernità con suicidi triplicati

Toh l'Africa nera ce l'ha con noi
Massimo Fini, giornalista.

Di Massimo Fini

Sul Corriere Aldo Cazzullo che tiene giornalmente una interessante rubrica di posta, rispondendo a due lettori angosciati per il suicidio della giovane pallavolista Julia Ituma, che gli chiedevano di dare una risposta a questo suicidio, si è affannato a spiegare il fenomeno del suicidio in termini generali, ricorrendo, fra l’altro, insieme ad altre ipotesi più intime, alla “rivoluzione digitale”.

A Cazzullo sembra sfuggire che l’esponenziale aumento dei suicidi nel mondo occidentale ha radici ben più antiche della “rivoluzione digitale”, che è un fenomeno degli ultimi vent’anni. Radici che affondano nel terreno del modello di vita che ci siamo creati dopo l’avvento della Rivoluzione industriale e che l’Illuminismo ha razionalizzato nell’ideologia liberista e marxista. Cazzullo non può accettare, pur da riformista moderato qual è, di dover rispondere alla indecente domanda se “si stava meglio quando si stava peggio” intendendo qui come peggio il mondo pre industriale e pre illuminista.

Si potrebbero tirare in ballo per affermare le ragioni del peggio sul meglio, i fattori che erano patrimonio della società, in prevalenza contadina e artigiana, che ha immediatamente preceduto la Rivoluzione industriale: l’identità, la minore solitudine, l’armonia, i forti sentimenti, la bellezza del paesaggio, l’illusione della fede. Mi si è sempre obiettato che questi fattori o valori non sono definibili e quindi qualsiasi raffronto con la società moderna che, al contrario, produce beni fisici e quindi quantificabili non è possibile e comunque è un esercizio ozioso. Ma non è così. Ci sono almeno due fattori, oserei dire quantistici, o comunque statistici, per poter affermare che il peggio era meglio del meglio: i suicidi, appunto, e le malattie mentali. Secondo studi condotti, su una base di quattrocentomila persone, nella Londra del ventennio fra il 1640 ed il 1660, la percentuale dei suicidi fu di 2,5 su centomila abitanti. Naturalmente la base presa in esame è troppo ristretta e circoscritta per poter fare una statistica generale dei livelli dei suicidi nell’Europa pre industriale. Peraltro è molto probabile che il dato londinese di 2,5 pecchi per eccesso e non per difetto perché non è riferito ad una realtà rurale quale era, per i quattro quinti, quella della società pre industriale, ma ad una città come Londra che all’epoca, con più di 500 mila abitanti, aveva già le dimensioni di una metropoli moderna ed è noto, dai classici studi di Durkheim (il suicidio, 1970) che fra i più importanti fattori che determinano il livello dei suicidi c’è l’urbanizzazione, fenomeno peculiare della civiltà industriale.

Ma veniamo a tempi più recenti e a statistiche più controllabili ed estese. Nel 1851 i suicidi, nel mondo industrializzato, erano già 6,8 su centomila abitanti e divennero 19,4 su centomila nel 1975. C’è da notare che le regioni più ricche e industrializzate sono più ‘suicidarie’, per dir così, di quelle più povere e meno industrializzate. Un buon esempio è l’Italia, che comunque, e per fortuna, in generale è agli ultimi posti di questa sinistra classifica. Leggiamo i dati ISTAT del 2008 che sono gli ultimi forniti in questo campo: “Con riferimento ai valori medi dell’ultimo biennio di disponibilità del dato ISTAT di mortalità (2007-2008), tra le regioni del Nord i tassi più elevati di suicidio si sono registrati in Valle D’Aosta (11,0 per 100.000), in Piemonte (9,2 per 100.000) e nelle Province autonome di Bolzano e Trento (10,7 e 8,8 rispettivamente). Nell’Italia centrale valori piuttosto elevati sono stati registrati in Umbria (9,7 per 100.000) e nelle Marche (8,3 per 100.000). Tassi di suicidialità particolarmente contenuti (inferiori a 6,0 per 100.000 residenti) si sono invece registrati nel Lazio (5,0), in Campania (5,1), Puglia (5,5), Molise (5,9), Calabria (5,95)”. Comunque anche questi dati mediamente bassi ci dicono che il suicidio è in costante e continuo aumento. Prendiamo la Campania, regione dove ci si ammazza volentieri ma ci si suicida meno: nel 1975 i tassi di suicidio erano 2,1 per centomila abitanti ora sono al 5,1, triplicati. In Calabria si è passati da 2,6 a 5,95, triplicati anch’essi.

Comunque se prendiamo per buona l’analisi londinese di metà del Seicento, i suicidi sono prima triplicati e quindi, stando ai dati disponibili di oggi, decuplicati. Prendiamo il Giappone, aveva un tasso di suicidi del 15,6 nel 1975, nel 1980 era salita a 18,5. Ora è del 23,8. Del resto se siete stati in Giappone avrete notato come nelle stazioni c’è un piccolo pertugio per permettere ai viaggiatori di scendere e poi un reticolato che prosegue per chilometri per impedire che qualcuno si butti sotto il treno, modalità preferita dagli attuali giapponesi al posto del rituale harakiri.

Sulle malattie mentali non abbiamo, per le società pre industriali, dati attendibili. Sappiamo che erano abbastanza frequenti le forme di demenza dovute a tare ereditarie, lo “scemo del villaggio” che godeva però di considerazione e rispetto ritenendosi che, in qualche suo misterioso modo, fosse in diretto contatto con Dio (era il modo sapiente con cui i nostri predecessori inglobavano il “diverso” senza bisogno di Lgbtq+). Della stessa considerazione (rapporto diretto con Dio) godeva il mendico. C’è da notare che in Europa i mendichi erano l’1 percento della popolazione ed in linea di massima erano tali per loro scelta, insomma dei clochard consapevoli e desiderosi di rimanere tali. Nell’Italia odierna sono in condizione di povertà assoluta circa 5,6 milioni di individui (dati ISTAT). Ma qui ci addentriamo in un altro discorso che è quello delle immense, spudorate, vergognose, volgari disparità sociali nell’universo mondo (Bezos, Elon Musk). Ritorniamo al tema del suicidio e del contesto che lo favorisce, quello ignorato da Cazzullo. Nevrosi e depressione sono malattie della modernità, l’alcolismo di massa nasce con la Rivoluzione industriale, il fenomeno della droga, non più ristretto a intellettuali e scrittori (Mika Waltari per fare uno dei tantissimi esempi) o all’alta borghesia, è sotto gli occhi di tutti. Si può dire in termini generali che tutti noi basculiamo tra nevrosi e depressioni per trovare una persona sana, equilibrata bisogna andarla a cercare fra i popoli indigeni peraltro in via di estinzione come i rinoceronti. Negli Stati Uniti, 556 americani su mille fanno uso abituale di psicofarmaci. Cioè nel paese guida del mondo occidentale più di un abitante su due non regge la società in cui vive, non sta bene nella sua pelle. Questi sono dati del 1983, perché essendo cambiato il sistema sanitario statunitense non è possibile fare confronti, ma non c’è ragione di credere che l’abuso di psicofarmaci sia diminuito o non piuttosto aumentato visto l’orgia di violenza che ci viene pressoché ogni giorno da quel Paese.

Ma lasciamo, per concludere, le fredde statistiche. Confrontiamo la stupenda Ninfa di Luca Cranach (1472-1553) esposta alla Nationalgalleriet di Oslo con l’Urlo di Munch (1893) esposto anch’esso alla Nationalgalleriet. Cranach aveva intuito le stesse cose che hanno intuito Munch o Kafka, ma mentre nella Ninfa, inquietudine, dubbio, sospetto si ricompongono in una superiore armonia estetica, etica e psicologica, nell’Urlo diventano angoscia allo stato puro, senza speranza.

Di Massimo Fini

Massimo Fini. Giornalista e scrittore.

22.04.2023

Fonte: http://www.massimofini.it/articoli-recenti/2249-modernita-con-suicidi-triplicati

Commenti (59)

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    1. tortnoize 1 maggio 2023

      Prendiamo Massimo Fini che si mette alla tastiera a digitare cazzate.

      1 "Del resto se siete stati in Giappone avrete notato come nelle stazioni c’è un piccolo pertugio per permettere ai viaggiatori di scendere e poi un reticolato che prosegue per chilometri per impedire che qualcuno si butti sotto il treno, modalità preferita dagli attuali giapponesi al posto del rituale harakiri."
      Dio solo sa dove ti hanno portato facendoti credere che eri in Giappone dove Il metodo più usato è l'impiccagione.
      https://ja.wikipedia.org/wiki/%E6%97%A5%E6%9C%AC%E3%81%AB%E3%81%8A%E3%81%91%E3%82%8B%E8%87%AA%E6%AE%BA

      2 Nell’Italia odierna sono in condizione di povertà assoluta circa 5,6 milioni di individui (dati ISTAT)
      Ma che significa povertà assoluta? Andate sul sito ISTAT e c'è una pagina dove vi calcola il livello di povertà assoluta. Un nucleo familiare di 3 persone che abita in periferia nel sud Italia è considerato in stato di povertà assoluta se ha un reddito mensile inferiore ai 1141 euro mensili!
      https://www.istat.it/it/dati-analisi-e-prodotti/contenuti-interattivi/soglia-di-povert%C3%A0

      3 "Negli Stati Uniti, 556 americani su mille fanno uso abituale di psicofarmaci"
      Ma andiamo ma chi te li fornisce sti dati? Ma neanche Red Ronnie.

    1. nandoricciardi 30 aprile 2023

      Il discorso, peraltro condivisibile, poggia su fondamenta statistiche. Ora, chiedo, giusto per sapere, esistono dati statistici su un più alto tasso di "omicidiarietà" della Campania rispetto alla media nazionale?

    1. Giacomo 30 aprile 2023

      Concordo con lei, notavo infatti "l'illusione della fede" del Fini, un poco povero spiritualmente parlando

    1. uomospeciale 30 aprile 2023

      E anche fini sembra non voler vedere che il suicidio sta diventando quasi solo un male maschile visto che almeno L'80% dei suicidi in Italia sono uomini ( con punte di più del 90% in nord Europa )
      Questo a causa dell'enorme pressione e aspettative che la società riversa sui maschi dall'infanzia fino alla tomba.
      E il discorso vale un pò per tutto il mondo, con una sola eccezione:

      La Cina.

      La cina è l'unico paese del mondo dove il tasso di suicidio sia maschile che femminile è identico perché uomini e donne vengono trattati allo stesso modo e anche il tasso di morti sul lavoro è molto simile difatti in Cina è molto frequente vedere donne svolgere professioni e lavori pesanti, faticosi e pericolosi spesso insieme agli uomini:
      ( non come da noi dove le donne sono trattate come piccole principessine da proteggere e tutelare a vita )
      In Cina quasi tutti fanno una vita di merda crepando molto democraticamente e paritariamente allo stesso modo....Vera uguaglianza.

      In occidente invece no.... Qui da noi si parla del dramma del suicidio o dei morti sul lavoro sui media e nelle istituzioni solo quando muore una donna, e infatti mica per niente sul corriere si chiedono angosciati il perchè sia morta la giovane pallavolista Julia Ituma, se si fosse suicidato l'ennesimo uomo non fregherebbe un cazzo di niente a nessuno.

      Se il suicidio va considerato come l'ultimo disperato gesto per uscire da una situazione insostenibile io dichiaro che è ingiusto trattare come merda di cane metà della popolazione per continuare a tutelare e proteggere oltre ogni misura l'altra metà..
      Sono consapevole che il valore "in più" da tutelare nelle donne era quello riproduttivo, ma visti i tassi di natalità quel valore non lo hanno più:

      ( Non ci si sacrifica per chi non fa più figli, e quando li fa, priva il padre biologico della sua discendenza accollandogli solo le spese i rischi e i sacrifici a vita. )

      Inutile che l'occidente si ostini a continuare a proteggere e tutelare donne che non servono manco più alla riproduzione.
      Anzi per dirla tutta non servono a un cazzo, perchè qualsiasi lavoro minimamente rischioso, pesante, faticoso o pericoloso, ma proprio per questo ESSENZIALE, in occidente è svolto quasi solo dagli uomini:

      ( alzi la mano chi nella vita si è mai visto risolvere un qualsiasi problema da una donna)

      PS:

      Se non volete fare un salto in Cina date un'occhiata su youtube.
      E' pieno di donne cinesi che lavorano duro di notte, nei cantieri, sulle impalcature, sui tralicci della luce, dentro le fogne, oppure a stendere l'asfalto sotto il sole con 40 gradi. ( altro che le nostre viziatissime e inutili principessine )
      Quella è vera parità...Noi abbiamo solo da imparare.

    1. Martin 30 aprile 2023

      Eeeh.. la pasta fatta in casa, salata con il sudore delle mani contadine, come una volta! Oohh, l'olio con le olive raccolte a mano dalle sorelle carmelitane scalze!! E l'oro rosso, quello che tutto il mondo ci invidia!

      Continuiamo cosi' - poi domandiamoci perche' l'Italia, l'unica cosa che ha inventato negli ultimi 30 anni sono i biscotti del Mulino Bianco!!!

      No, non scherzo! L'avete mai assaggiati?

      Un autentico raggio di luce, sulle tavole di tutto il mondo!

    1. ettorefieramosca 30 aprile 2023

      senza andare troppo indietro nel tempo, la redazione paladina della controinformazione, potrebbe mostrare un plot della vita media dagli anni 60 ad ora e spedirlo al Fini,
      che sara sicuramente raggiungibile via mail e potra' comodamente risponderle dall'Iphone, ....prima che si suicidi, ovviamente.

    1. ettorefieramosca 30 aprile 2023

      "Una concentrazione anomala di CO2 incide moltissimo sulla nostra salute: può provocare disturbi di tipo metabolico, cardiovascolare, ma ha effetti molto forti anche sull’umore."

      Scusa Vincenzino, la domanda mi sorge spontanea: sei contro la transizione energetica?

    2. ettorefieramosca 30 aprile 2023

      2 righe di elaborazione per capire meglio?

    3. ettorefieramosca 30 aprile 2023

      la transizione energetica sara guidata dai laboatori di punta di scienza dei materiali. occhio a non buttare il bambino con tutta lacqua sporca. e' gia successo col nucleare

    1. Martin 30 aprile 2023

      Ehh.....quando leggo certi articoli mi viene da sghignazzare e scureggiare, a livello balera di alcolizzati.. eeh i bei tempi preindustriali...

      Eeeh... come no, con l'aspettativa di vita media di 35 anni piu' la mortalita' infantile al 50%, per millenni prima...

      Nel 1900, post rivoluzione industriale, l'aspettativa media in Occidente era finalmente salita a 40 anni... nel 1960 a circa 65 anni, e da un decennio siamo a oltre 80.... ma cosa volete che sia, vivere 40 anni in piu' nell'arco di un secolo?

      Poi ci domandiamo perche' in Italia non inventiamo piu' nulla da oltre 30 anni!!

      Tocca perfino spiegare che fino all'introduzione degli antibiotici (tardi anni 40), si schiattava per volgari infezioni che finivano in setticemia!!! Ed eliminate le infezioni e ridotti enormemente i decessi cardiocircolatori, grazie che si muore piu' di tumore!

      Continuiamo cosi' e finiremo trasformati in un museo a cielo aperto, con trattoria integrata.... io mangio mozzarella di bufala e campo 100 anni...tengo nu televisore a 36 canali.....l'oro rosso (la pummarola) e l'oro verde (l'olio d' oliva) che tutto il mondo ci invidia...

      Manca solo l'immancabile idiota che ci parli del siero di capra come rimedio infallibile contro il cancro.....

    2. LuxIgnis 30 aprile 2023

      Stiamo benissimo ora. Non ti preoccupare, dormi tranquillo. È il migliore dei mondi possibile.
      Chissà perché è il mondo che è più vicino all'annichilimento totale.

    3. ettorefieramosca 1 maggio 2023

      annichiliche? io sto seduto al sole vedo un botto di gente fuori e cazzeggio su internet. avvisami quando arriva satana... cojone, sempre cordialmente.

    1. Arthur 30 aprile 2023

      Umanamente mi spiace per il pollice giù, ma stavolta te lo meriti davvero.
      Questo tuo post non può restare impunito.
      😀

    1. danone 30 aprile 2023

      Con un titolo del genere la risposta è facile.
      E' la nuova normalità che porta a suicidarsi, sempre, molto di più della vecchia normalità in vigore nel passato.
      La modernità che cos'è se non la nuova normalità subentrata alla vecchia normalità in vigore nell'epoca precedente?
      E allora aspettate con Fini che arrivino i nuovi numeri della nuova-normalità post-covid, e vedrete di quanto si impenneranno le cifre per tutte le cause di morte, suicidi compresi, aspettate qualche anno a contare.
      Quando succederà, si scriveranno articoli come questo, dove ci si domanderà perchè ci si suicida sempre di più, e come oggi, i cazzullo di turno (teste di cazzo nulle), troveranno mille ragioni tranne quella vera, ovvero che la gente avverte che non ne vale più la pena di vivere in mezzo ai cazzullo, che nelle società sempre più distopiche e false del futuro, si moltiplicheranno come conigli.

    1. LuxIgnis 30 aprile 2023

      Semplicemente c'è mancanza di spazio, sia fisico sia psichico.
      Non c'entrano niente valori, morali, o quant'altro.
      Se costringi dei topi da laboratorio in spazi ristretti, si ammazzano a vicenda o si lasciano morire. Se gli dai i giusti spazi, stanno benissimo.
      Ci fu un famoso esperimento a cui ai topi fu data l'eroina. Tutti i topi ne erano diventati dipendenti. Poi i topi furono spostati in una specie di "paradiso" per topi. Ampi spazi, cibo, divertimenti, sesso. Ma fu continuata a dare la possibilità di usufruire dell'eroina se avessero voluto. Nessun topo lo fece. Non ne avevano bisogno.
      Noi siamo solo dei topi da laboratorio, senza spazi fisici, senza spazi mentali, costretti in routine che nel profondo si odiano. Costretti in gabbie mentali che vengono presentate come virtù ma che in realtà sono esattamente l'opposto. Come "il lavoro nobilita l'uomo" e altre scemenze del genere.
      Non è colpa della modernità o della tecnologia, è solo colpa nostra nel non aver capito nulla. E nel perseguire da millenni gli stessi errori.
      I suicidi spesso sono solo i più coscienti. E la coscienza porta scombussolamenti tali - altrimenti non sarebbe coscienza - che a volte, magari nei soggetti più fragili (ma non è un difetto) sono difficili da sopportare, soprattutto se si è soli.

    2. ducadiGrumello 30 aprile 2023

      "il lavoro nobilita l'uomo" detto così, acriticamente, è in effetti una stronzata. Però se il tuo lavoro coincide con quello che vuoi davvero fare, la frase assume un significato infrangibile. Io posso parlare solo per me, ma le mie 6 ore quotidiane in vigna sono un toccasana che risciacqua tutti mali del mondo. Lo stesso vale per il lavoro in cantina, e sono sicuro che valga per tutti coloro che fanno qualcosa che, nella propria percezione, ha un significato

    3. Martin 30 aprile 2023

      Finalmente anche Luxignis e' arrivato a comprendere il concetto, prima fascista e poi nazista, di spazio vitale o lebensraum...

      Meglio tardi che mai, Luxignis! Cent'anni dopo!!!!

      Deh, ammazziamo il vitello grasso, per il ritorno all' ovile del figliuol prodigo!

    4. Martin 30 aprile 2023

      Eh si, anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano, ogni tanto

    5. LuxIgnis 30 aprile 2023

      Non credo che il concetto di spazio vitale sia appannaggio di qualche categoria politica. E poi i fascisti e i nazisti sono quelli che per primi lo contorcono e lo costringono. Se ci fai caso e sai leggere, io non ho parlato solo di spazio vitale ma di spazio mentale, costretto da "gabbie".
      Quindi il "lavoro rende liberi" (noto slogan nazista) o il suo cugino "il lavoro nobilita l'uomo" è degno di chi questo spazio lo toglie.
      Quindi no, non credo che tu abbia capito molto di quello che dico, come al solito direi.

    6. LuxIgnis 30 aprile 2023

      Quello che tu hai descritto non è lavoro.
      Come non era lavoro quello che i nostri progenitori compivano quando andavano a procurarsi il cibo, o creare le abitazioni e i vestiti.
      Nelle società native non esiste il lavoro.
      E poi dipende di quello che vuoi fare della tua vita, e ognuno ha il suo. Per me forse sarebbe di una noia mortale quello che tu fai, per te sarebbe quello che facevo io. Ma non era un lavoro.
      Quindi chi ha detto quella frase era un grande stronzo con una vita sprecata. Un capitalista probabilmente.

    7. ducadiGrumello 30 aprile 2023

      beh, tecnicamente è lavoro, produco vino, lo imbottiglio, lo confeziono e lo vendo (per fortuna non a Martin che predilige cafonate tipo chardonnay e americanate assortite) e mi dà materialmente da vivere - l'aspetto spirituale è certamente un'altra cosa, ma non se ne può parlare in uno scambio di pareri in rete.

    8. LuxIgnis 30 aprile 2023

      Sei una delle poche persone che fa un lavoro che coincide con quello che ho detto.
      Anch'io facevo una cosa simile nel concetto però a differenza di te non riuscivo a tirarci fuori un guadagno decente.
      Sei fortunato.

    9. Martin 30 aprile 2023

      Tranquillo, il piccolo problemino irrisolto e' che da due decenni siamo noi sotto invasione, e ben pochi hanno intenzione di difendersi....l'anno scorso 104.000, e quest'anno di sicuro oltre 120.000 immigrati da mantenere!!! Tutte cosucce, l'importante e' dibattere sul 25 aprile!!

    1. Arthur 30 aprile 2023

      In passato non si suicidava quasi nessuno perché erano cristiani.
      Le ideologie anti-cristiane hanno diseducato l'umanità.
      Tutto qui.
      E la modernità fa schifo.
      L'uomo moderno segue falsi valori, ha una mentalità generalmente becera, crede che la competenza e la bravura siano connesse alla capacità di monetizzare e far soldi, sguazza nella volgarità, ha perso il senso del bello, reputa arte ciò che non lo è, ascolta musica insulsa, è un cafone che veste malissimo e, in tempi recenti, arreda la casa come se fosse la sala d'aspetto di un aereoporto, gli artisti creano opere orribili ed i musicisti non sanno più comporre musica.
      In sostanza, l'uomo moderno è diventato fondamentale un cretino.
      L'unica cosa positiva è che si lava di più.

    2. Hospiton 30 aprile 2023

      Sul fatto che la modernità si stia rivelando anti-umana non posso che concordare Arthur, ma non credo che le motivazioni risiedano nella minore religiosità, non solo quantomeno. Erano uomini più in pace con sé stessi poiché cristiani o poiché al 90% contadini, pastori, allevatori, pescatori, perennemente a contatto con la terra, i boschi, le campagne, il mare, gli elementi naturali, inseriti in cicli vitali lenti, a misura d'uomo? Ancora oggi nella mia zona vedo all'opera numerose persone che passano le giornate nei campi, negli orti, negli agrumeti, nelle vigne, e non mi parlano mai di depressione, mal di vivere o anche semplice, costante insoddisfazione (a differenza di coloro che sono stati risucchiati da quell'infernale universo fatto di burocrazia, informatica, tecnologia iper-invadente, in definitiva stress e alienazione). Il suicidio era pressoché inesistente anche presso altre culture e religioni (se non per motivi rituali e d'onore, per esempio il seppuku nelle caste guerriere giapponesi, ma è un'altra faccenda), non solo nelle comunità cristiane, quindi non ne farei un questione di culti, credenze, bensì di puro e semplice stile di vita. L'uomo moderno ne ha sposato uno disumano, e l'ha adottato in tempi sostanzialmente ristretti...la conseguenza non poteva essere che questa, suicidi, abuso di psicofarmaci, droghe, antidepressivi.

    3. LuxIgnis 30 aprile 2023

      Guarda che il mondo è un po' più vasto dei soli cristiani.
      I pagani o gli induisti, o i buddhisti, o gli animisti, o quello che ti pare, mica si suicidavano in massa eh!

    4. Fantine 30 aprile 2023

      Per te e @Arthur, caro Hospiton.

      https://youtu.be/Sz9rJowh0pY
      (La lotta contro la realtà)
      Correva l'anno 1979!

      Il merito di questa chicca non è mio.
      Geniali.
      A vederlo oggi è quasi profetico.
      Voleva esserlo?
      Dalla parte di chi?
      Ne sono rimasta impressionata, lo ammetto.
      L'uomo (e la donna 😉) restano tali e naturali, con tutto il portato della loro "natura".*

      *Che non è solo materia, ma lo è anche.

    5. Hospiton 30 aprile 2023

      Toglierei il "quasi" Fantine...evidentemente i guai prodotti da un "progresso" dissennato non erano sufficienti, qualcuno ha voluto seminare ulteriore zizzania (e menti sfavillanti come quelle dei Monty Python l'hanno captata con decenni d'anticipo).

    6. Arthur 30 aprile 2023

      Quello che dici è giustissimo.
      Io ho parlato di Cristianesimo perché essendo un occidentale parlo dei valori che da 1500 anni venivano seguiti in Occidente.

      Ad ogni modo i valori religiosi e spirituali contano.
      Non a caso i paesi europei più scristianizzati (Svezia, Olanda) sono proprio quelli con un altissimo tasso di suicidi.
      Osservando le percentuali di suicidi nei paesi occidentali è plateale che la percentuale salga in proporzione al livello di scristianizzazione.

    7. Bertozzi 30 aprile 2023

      E anche perché erano più di destra, i suicidi sono sicuramente di sinistra, possiamo dirlo.

    8. gix 30 aprile 2023

      Concordo, non è un problema di religioni, semmai di spiritualità

    9. logos 1 maggio 2023

      Sarebbe una strofa da aggiungere alla più che ispirata canzone di Gaber. Indifferentemente da dove egli credeva si trovasse "sempre" il cesso. l.

    10. Hospiton 1 maggio 2023

      Infatti Gix, stavo per puntualizzare quest'aspetto anche a Arthur, credo sia corretto parlare di spiritualità. L'uomo sa sopportare la fatica, e infatti la vita nei secoli passati era usurante fisicamente, ma non la mancanza di un senso alla propria esistenza, il vuoto che purtroppo caratterizza i nostri tempi e contro cui ogni forma di spiritualità agisce come antidoto (così come l'essere inseriti armoniosamente in cicli e contesti "naturali", cioè proprio quel che accadeva agli uomini delle epoche passate).

    11. Fantine 1 maggio 2023

      Credo che la società dei consumi non sia affatto terminata, ma stia passando ad una nuova fase qui in "Occidente" in senso lato (noi siamo e restiamo una colonia, ultimamente credo siamo scesi anche a "riserva" e sappiamo che fine si fa in una riserva).
      Dalle diverse letture degli accadimenti, al di là della convergenza di alcune, che non si escludono, una in particolare non deve essere sottovalutata: la nuova frontiera è l'uomo.
      Si può cambiare l'automobile, si può cambiare il frigorifero, si può cambiare il cellulare, ma alla fine, per quanto i beni non siano destinati a durare come un tempo, né si agevoli in alcun modo la loro riparazione, in tutta evidenza disincentivata in termini economici, il mercato è relativamente saturo e non così foriero di profitti.
      E così le multinazionali del farmaco (e/o chi per loro o loro per chi) ed annessi, che hanno metastatizzato Stati e centri di potere, lavorano per creare esseri "umani" privati di radici, identità, livellati verso il basso, dove la differenza, anche quando è naturale e non discriminante viene additata come fattore di discriminazione e di "oppressione" (ma di chi?).
      L'uomo non è una macchina, l'uomo non è fatto in compartimenti stagni, l'uomo è un essere senziente e cosciente, naturale, ma il senso della sua esistenza, come ho già scritto, non è quello della zucchina.
      Vorrei sviluppare ancora il concetto, che ho già espresso tempo addietro, ma per ragioni di spazio e di sintesi mi avvio a concludere.
      L'uomo è la nuova frontiera.
      Nuova, si fa per dire.
      Questo è il tempo della mietitura, i semi sono stati gettati negli ultimi 50 anni con maggior vigore.
      Forse, e sottolineo forse - o è forse ciò che spero - hanno anticipato, per arroganza, fretta (?).
      Ci sono ancora troppi uomini che non si rassegnano a vivere nella gabbia o con la corda corta. Il pascolo d'alta montagna col recinto lontano che si perde oltre i boschi resta un pascolo migliore.
      E soprattutto ci sono ancora troppi uomini che sentono la propria umanità autentica, al di là delle idee, delle opinioni e delle differenze.

    1. Bertozzi 30 aprile 2023

      Non c'è più la vita di una volta.

    1. gix 30 aprile 2023

      Discorso sempre interessante questo, che si incrocia in qualche modo con la ricerca della felicità, almeno quella terrena. Ogni volta che si leggono statistiche sulla qualità della vita, vediamo ai primi posti spesso sconosciute città e luoghi del profondo nord, dove pure la natura non è certo favorevole in assoluto. Eppure, senza citare statistiche, pare che il nord civilizzato e ricco stimoli assai la depressione e la solitudine che spingono al suicidio. Se uno si fa un giretto in qualunque città africana, vediamo che sono il regno del caos e della sfida alla sopravvivenza quotidiana, spesso nel disinteresse della vita altrui e nella più totale assenza di servizi moderni e civili, per cosi dire. Ma nonostante tutto se i bambini africani sono (quasi) sempre sorridenti, e la gente non ha di certo il tempo per pensare al suicidio, ci sarà un motivo. Ne dobbiamo dedurre che la qualità della vita non è un elemento determinante per essere felici? Certo nel mondo civilizzato impazzano surrogati della felicità, come gli psicofarmaci, che forse ti regalano qualche attimo di piacere e appagamento, ma magari dopo ti spingono all'inferno. Poi c'è la competizione, che, evidentemente, è quanto di più innaturale possa esistere, nel mondo della creazione, oltre al denaro, che non ha mai salvato nessuno dalle proprie inquietudini. Quindi, come dire, forse un leggero sospetto si fa strada: la civiltà moderna, soprattutto quella occidentale, ha per caso interrotto qualche forma di connessione con il creato? E poi, soprattutto, cosa c'è di moderno e più efficente nella civiltà attuale, la tecnologia? Forse troppa tecnologia atrofizza l'organo, In questo caso la mente (o peggio ancora la coscienza), come nel caso del muscolo inutilizzato? Belle domande, ci vuol altro che un cazzullo per provare a rispondere.

    1. ignorans 30 aprile 2023

      Abbi pazienza Vincenzo, sono anni che scrivi su CDC e scrivi sempre la stessa cosa. Ma non ti sei venuto a noia?

    2. Martin 30 aprile 2023

      Ma no, e' proprio come quel giapponese che negli anni 70 usci' dalla jungla per arrendersi agli americani

    1. ignorans 30 aprile 2023

      Vero, L'urlo di Munch è il simbolo della civiltà ma qual è la causa del suicidio? La mente. E che cos'è la mente? Cosa la influenza?

    2. catgarfield 30 aprile 2023

      La modernità antepone la mente a qualcos'altro (chiamiamolo anima, non importa) e poichè la mente mente ci porta inesorabilmente in un cul de sac, per sfuggire al quale ...

    1. Primadellesabbie 30 aprile 2023

      La mancanza di spazio per sviluppare i propri errori (ai quali tutti abbiamo diritto e che forse sono la ragione di questo mondo)?

    1. maghi 30 aprile 2023

      da piccolino mia madre e le sue amiche tutte le sere recitavano insieme il rosario e dopo orzo caldo per tutte, poi risate fino all'ora di andare a dormire. Vivendo certi momenti da piccino, è difficile perdere del tutto la trebisonda. Difatti quest'esempio mi ha concesso di dare un immenso valore alla preghiera, che è stata dai 26 anni, perchè prima mi ero perso per le strade del mondo infame, l'ancora della salvezza della mia salute mentale.

    2. sbregaverse 30 aprile 2023

      Grande insegnamento, le nostre madri:
      la pregniera ed il sorriso in una comunità gioiosa.
      Sospetto ci sia in ciò qualche vecchio retaggio di Santo Francesco .
      N.S. S'è dimenticato di sorridere col viso e col cuore.

    3. catgarfield 30 aprile 2023

      Forse la preghiera è ed era lo psicofarmaco o droga naturale privo di particolari controindicazioni o reazioni avverse. E sono convinto che per molti possa funzionare.

    4. ettorefieramosca 30 aprile 2023

      si ma prima della preghiera, ...non dimentichiamoci di combattere il diavolo tecnologico con un paio di post sul web

    5. Pfefferminz 30 aprile 2023

      Ci sono studi che lo confermano.

      Per le donne americane, l'andare a messa frequentemente è associato a minor rischio di mortalità per tutte le cause, mortalità cardiovascolare e per tumori.

      https://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/fullarticle/2521827

      Probabilmente il fattore decisivo è il sentirsi parte di una comunità, mentre la modernità ha teso ad isolare l'essere umano dai suoi simili, fatto non a caso culminato nel distanziamento sociale e obbligo della mascherina nel corso della pandemenza. E non a caso la "controffensiva" dei dissidenti è stata di dar vita a dei gruppi in cui incontrarsi di persona.

    6. Martin 30 aprile 2023

      Verissimo, ma il punto e' se i benefici non provengano da una forma mentis religiosa. .

    7. Pfefferminz 30 aprile 2023

      Hai ragione, infatti nello studio si dice che religione e spiritualità sono una risorsa sottovalutata che i medici dovrebbero esplorare con i propri pazienti.

      Non escludo che gli stessi benefici possano essere raggiunti sfruttando il potere della mente e le potenzialità dell'autoguarigione (o del mantenersi in buona salute). Questo presuppone però un ambiente umano favorevole, ad esempio buone amicizie come nel bel quadretto descritto da maghi del gruppo di amiche che al rosario facevano seguire l'allegro stare in compagnia.

    8. JHON 30 aprile 2023

      Hai centrato il problema maghi, l' ancora di salvezza in questo tempo perverso è e rimane la Fede. Ma intendiamoci, non quella propagandata dal buttafuori delle discoteche Argentine, ma quella trasmessa da chi ci ha preceduto. Mio padre era un Comunista, operaio edile, e se qualcuno volesse imparare l' arte oratoria dei Tabernacoli e delle Madonne, dovrebbe fare una esperienza di cantiere edile, ne uscirebbe senz' altro rafforzato, nella sua convinzione religiosa. Le "saracche" che proferiva, erano mitigate dai vari zii e Diaz, in sostituzione del Dio. Guai però a non andare alla messa domenicale, tutti in fila ordinatamente. Erano i tempi, che i letti si dividevano in quattro, 2 di testa e 2 di piedi, piatto unico a pranzo e cena, niente comodità e la latrina in fondo all' orto, prima a destra. Nessuno parlava di suicidio e nessuno portava gente a suicidarsi in Svizzera, a 20.000 Euro a seduta. La Gente si caricava la sua Croce sulle spalle e la portava con dignità, anche davanti alle più disparate situazioni. Le donne assistevano i loro vecchi e non solo, a volte oltre ogni umana sofferenza. Da questo quadro, siamo nati noi e non a caso siamo l' ultima generazione che possiede ancora certi sentimenti, dopo verrà un' altro tipo di umanità, che spero proprio di non vedere, già agli albori non promette niente di buono. Comunque Mai! Svizzera e Mai! salti nel buio. La vita è troppo bella per finire così male.

    9. sarah 30 aprile 2023

      E' vero, @Jhon. Ormai le persone che, in questa nostra società, portano una croce e sopportano le proprie fatiche vengono derise e ridicolizzate. La semplice realtà inevitabile che essi mostrano fa così paura oggigiorno che si preferisce fuggire anche dalla loro vista. Si propongono/impongono spiegazioni alternative. Per esempio, quella persona soffre perché se la è cercata, avrà sicuramente sbagliato qualcosa per ritrovarsi così, ecc. Siamo così miopi da non voler ammettere che la vita è anche, ahimé, fatica e talvolta sofferenza. Però chi oggi non ostenta di continuo uno smisurato piacere e godimento personale viene disprezzato e colpevolizzato. La cultura che si vanta di aver eliminato la presenza di Dio ( responsabile di tutti i sensi di colpa secondo i razionalisti ) oggi colpevolizza niente meno che la stessa essenza umana. Pensiamo alla solitudine e alla disperazione che si può provare quando, già caricati delle nostre croci, veniamo anche in qualche modo "scartati" dagli altri, illusi che esistano soltanto il piacere e l'edonismo.

    10. JHON 1 maggio 2023

      Sei una persona sensibile, mi compiaccio con te. Buona giornata.

    11. sarah 1 maggio 2023

      Grazie, @Jhon

    1. Eugiorso 30 aprile 2023

      A quando la "legalizzazione" del suicidio assistito per i più poveri, deboli, fragili e emarginati?

      Cari saluti

    2. Brule 30 aprile 2023

      A mio parere dipenderà dalla demografia.
      Fino alle pensioni retributive, fermi tutti! dagli con le restrizioni! si sacrificassero gli adolescenti!
      Dalle retributive in poi, l'area politica progressista introdurrà di soppiatto l'idea del valore della dignità della persona...

    3. Eugiorso 30 aprile 2023

      Improbabile, perché come la merdoni falsa populista e sguattera della nato criminale continua l'opera nefasta di draghi - contro il paese e i lavoratori - così l'"area politica progressista" - letamaio gauche caviar, green, lgbt+ e simili oscenità - è sguattera del dip.distato us/ neocon/ élite finanz-globalista-giudaica ...
      Nessuno, ma proprio nessuno, tanto meno i tre maiali sindacali cgil-cisl-uil, difende lavoratori, pensionati, i molti condannati alla precarietà endemica o alla disoccupazione cronica, in questa colonia dell'impero del male statunitoide-occidentaloide, inoltre, ricordo che siamo prigionieri nell'eurolager che sta già chiedendo una nuova ondata di "austerità", per continuare il saccheggio ...

      Cari saluti

    4. Fantine 1 maggio 2023

      In Canada già c'è. Offerto gratis.
      Senza vergogna.

    1. gianB 30 aprile 2023

      Due coerenti indicatori dell'inevitabile destino al tramonto dell'Occidente.
      Per quanto riguarda il Giappone, che apparirebbe ancora con la presenza di una forte cultura orientale, sarebbe interessante confrontare l'attuale con la situazione pre WW2. Non sono riuscito a trovare dati. Sono certo si troverebbe la risposta a tale "anomalia".

    2. Martin 30 aprile 2023

      E' un discorso molto lungo e complicato. Bisognerebbe innanzitutto avere studiato un po' di storia del Giappone, e conoscere almeno un po' il Giappone. In quanti saremmo qui su CDC?

      Giapponesi e Cinesi non sono come noi Occidentali, per quanto ci si sforzi di nasconderlo.

    3. gianB 30 aprile 2023

      Io cercavo solamente il tasso di suicidi ante WW2, non di fare un saggio sul Giappone. Magari tu lo sai, potresti condividere.

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