MILOSEVIC COME ESEMPIO AMMONITORE

Dal blog Xymphora

Milosevic è morto. Temeva di essere avvelenato, ma era anziano e malato: potrebbe essere morto per un attacco cardiaco. In ogni caso, i Poteri Occidentali dietro il processo farsa da giustizia dei vincitori a cui era stato sottoposto non ne escono bene. O l’hanno avvelenato o, sapendo che era malato, gli hanno negato le cure mediche necessarie causando la sua morte. La ragione per ucciderlo era evitare di dover udire la sua testimonianza per cui tutto ciò che ha commesso è stato perpetrato con l’esplicito consenso degli stessi Poteri Occidentali dietro il processo farsa. A Dayton, Milosevic era l’uomo ‘con cui potevi fare affari’. E li hanno fatti, tra cui approvare le cose per cui era stato processato, fino a quando divenne più conveniente smembrare la Serbia. [Nella foto, un sostenitore di Milosevic a Belgrado – AP]
Saddam, o il tipo a cui fanno recitare Saddam, è esattamente nella stessa posizione. E’ stato sostenuto dai Poteri Occidentali quando era conveniente utilizzare un Iraq forte ed unito per vari propositi, tra cui attaccare l’Iran, e lasciarlo andare andare alla deriva quando fu deciso che i Poteri Occidentali preferivano un Iraq diviso.

Per alcuni anni dopo la Seconda Guerra Mondiale, abbiamo vissuto in un periodo in cui la gente credeva effettivamente che ci fosse una nuova era di moralità nelle questioni internazionali. Delle vestigia di queste delusione persistono ancora nella percezione che dobbiamo punire i crimini di guerra come quelli, secondo l’accusa – e senza dubbio effettivamente – perpetrati da gente come Milosevic e Saddam. I processi sono, in parte, l’automatica applicazione della legge da parte dei funzionari internazionali che si mettono in moto come orologi per rafforzare le loro delusioni, e in parte sono intesi dai vincitori, nel sedersi metaforicamente negli scranni dei giudici, come prova che i vincitori sono davvero bravi ragazzi. Poiché sappiamo che i ‘bravi ragazzi’ dicono ai ragazzacci cosa fare, fino al punto in cui i ‘bravi ragazzi’ raccontano bugie in modo da iniziare guerre per rimuovere i ragazzacci, il tutto è semplicemente una buffonata.

Il vero ‘nuovo ordine mondiale’ potrebbe essere di quei paesi come il Venezuela – con molta parte del Sud America a seguito – e l’Iran, e persino la Corea del Nord, che hanno capito quel che sta veramente avendo luogo e non sono più desiderosi di giocare secondo le regole dettate dagli Statunitensi e dai Britannici e dai loro alleati. Non c’è assolutamente alcun vantaggio per paesi con meno potere nel seguire il vecchio protocollo, o nell’essere usati e poi gettati via. E’ molto meglio, sia per le democrazia che per le dittature, dire ‘andate al diavolo’ e semplicemente non impegnarsi con i creatori di vittime.

Data: 12 marzo 2006

Fonte: http://xymphora.blogspot.com/

Link: http://xymphora.blogspot.com/2006/03/milosevic-as-cautionary-example.html

Traduzione dall’inglese a cura di CARLO MARTINI per www.comedonchisciotte.org

VEDI ANCHE: LA DEMONIZZAZIONE DI SLODOBAN MILOSEVIC

MILOSEVIC ALL’AJA: AUMENTA L’INTERESSE, DIMINUISCE L’INFORMAZIONE

MILOSEVIC, LA MORTE DEL PRIMO POST-TITOISTA

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Tao
Tao
14 Marzo 2006 4:43

«Depresso, malinconico? Assurdo, leggete gli atti del processo Non so che cosa deciderà il governo serbo ma so che prima o poi mio fratello sarà sepolto nella sua terra» «Mio fratello ha trascorso quattro anni in carcere mentre un tribunale ricco di potere ma privo di ogni credibiità lo accusava di tutto il possibile. In pratica, Slodoban avrebbe dovuto essere ritenuto responsabile oggettivo dei reati commessi da chiunque in Jugoslavia nell’arco di dieci anni dunque adesso io domando: chi dev’essere considerato responsabile della sua morte se non i giudici che lo detenevano?». Borislav Milosevic, fratello maggiore dell’uomo che l’altra mattina è stato trovato morto nel carcere di Scheveninghen, è stato ambasciatore per molti anni senza mai cedere alla tentazione delle interviste ma in questo momento – raggiunto a Mosca per telefono – fa un’eccezione anche perchè ha perduto qualsiasi remora diplomatica e va giù pesante. «L’intera responsabilità di quanto è accaduto – continua – è del tribunale dell’Aja e di tutti quei governi occidentali che l’ hanno ispirato dandogli forza. Questo è l’ultimo drammatico esempio di come pochi Paesi abbiano imposto regole terroristiche a tutti gli altri e in un momento come questo non può essere dimenticata neppure la condotta… Leggi tutto »