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MENING-ALLOCCO

DI MARZIAN
ComeDonChisciotte

Avendo smesso da tempo di guardare la TV, ascoltare la radio e leggere quotidiani, riesco quasi a vivere un po’ più tranquillamente. In confronto a dotti, medici e sapienti, mi posso anche permettere di non battermi i petti per via delle terribili minacce poste alla nostra civiltà da Al Qaeda, i Rom che rapiscono bambini, i vicini di casa pedofili, o epidemie quali la Sars, l’aviaria o… la meningite.

Fortunatamente, ogni tanto qualcuno mi avvisa di queste minacce, in modo che possa organizzarmi per la miglior difesa. Nel mondo tra le nuvole in cui colpevolmente vivo, ignoravo di star rischiando la vita ogni volta che uscivo di casa per via di questa spaventosa pandemia, ma per fortuna è ormai diventato argomento nella bocca di tutti grazie all’attenzione delle Famiglie Venete per la salute dei Propri Figli.Ho quindi deciso di spendere un po’ di tempo per documentarmi sulla questione, partendo dai dati che ci fornisce il nostro Ministero della Salute in una recente nota:

– L’Italia vede ogni anno (nel periodo invernale-primaverile) circa 900 casi di meningite (il tasso d’incidenza più basso d’Europa, ed in costante diminuzione), con una mortalità del 14 %.

– Il germe mengingococco è presente nel 10 % della popolazione, ma molto meno dell’1 % ha un rischio reale di contrarre la malattia [1].

– La maggior parte dei casi sono sporadici, ma esistono dei focali epidemici (cluster), soprattutto nelle regioni del Centro-Nord.

– “Il contagio avviene da persona a persona con contatti stretti, in ambienti affollati mentre il batterio non riesce a sopravvivere nell’ambiente, né in alimenti, bevande o su oggetti: per questo non sono efficaci disinfezioni ambientali e non v’è un rischio epidemico che oltrepassi il circuito dei contatti stretti dei casi”.

– “il focolaio epidemico veneto [link] è anche il prodotto di una concomitanza accidentale di diversi fattori predisponenti: locali affollati, contatti stretti e presenza di molti individui non vaccinati e provenienti da zone del mondo ad alta suscettibilità alla malattia”.

Bene, grazie addirittura al Ministero della Sanità abbiamo chiarito che:

1. Non c’è nessuna epidemia di meningite.

2. Le possibilità di contrarla sono vicine allo zero. Infitamente inferiori alla probabilità di morire in un incidente stradale o per una malattia polmonare causata dal traffico automobilistico.

Un certo “diabolicomarco” di MenteCritica.Net ha fatto notare che la Novartis, multinazionale farmaceutica in leggera crisi (2.500 posti di lavoro tagliati), sta considerando l’apertura di un nuovo stabilimento per la produzione di farmaci anti-meningite a Siena. Il fatto che l’annuncio arrivi in contemporanea con la nobile opera di sensibilizzazione sulla terribile pandemia svolta dai nostri mezzi di informazione è una pura coincidenza.

Ora, su quanto i vaccini facciano bene alla nostra salute, e a quella dei bambini, esiste già un enorme documentazione. Si vedano i siti di Vaccination liberation (in inglese), quello del Comilva o la pagina di Disinformazione.it dedicata all’argomento.

Adesso è quasi l’ora del Telegiornale, ma penso che andrò a dilettarmi con qualche videogioco. A differenza dei salutari vaccini, pare che queste diavolerie giapponesi possano devastare la propria sanità mentale. Beh, liberi di scegliere!

Marzian
www.comedonchisciotte.org
14.01.2007

Note:

[1] Tra i fattori predisponenti: deficit immunitario in corso, sistema immunitario sotto pressione e trattamento inadeguato di una malattia grave.

APPROFONDIMENTO (PDF):

Conferenza internazionale sul tema: La Meningite, a cura dell’associazione Prèvention des dègàts vaccinaux

Ringrazio Lino Rossi per avermi inviato quest’ultimo testo

Pubblicato da God

  • Marceddu

    Tolta la dietrologia (che in questo sito deve essere presente ed è un bene he ci sia), il problema della piccola epidemia di meningite da meningococco C, è stata la sua particolare virulenza e patogenicità di quel ceppo. Poi su quello i media hanno obiettivamente esagerato. comunque da quando si parla della ormai quattordicenne (è quasi donna) emergenza rifiuti a Napoli, di meningite non parla più nessuno. Come l’anno scorso quando non si parlò più di aviaria quando fu rapito il piccolo Tommy.