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MEDIA-WAR!

DI MARZIAN
ComeDonChisciotte

La professionalità occidentale: come si fa il giornalismo e, soprattutto, come si gestisce una guerra!

Secondo i seri ed affidabili media occidentali, dopo che l’Iraq è stato liberato dalla dittatura di Saddam Hussein, il paese ha visto scoppiare una guerra civile tra Sciiti e Sunniti. E’ ovvio che le due comunità si odiano da secoli (gli arabi la guerra ce l’hanno nel sangue) ed è altrettanto ovvio che questa guerra civile sarà placata solo dal permanere delle truppe statunitensi.

Fatto sta che questi arabi raccontano una storia un po’ diversa. Per esempio, con una loro agenzia stampa (Mafkarat al-Islam), le cui notizie vengono tradotte in inglese da un sito amico di Al-Qaeda (Free Arab Voice), giorno dopo giorno accusano dei più svariati crimini le forze di liberazione, la polizia irachena e le milizie filo-iraniane… sostenendo pure che tutta questa gente farebbe parte di uno stesso complotto contro il popolo iracheno!Ebbene, trascurando gli scontri tra terroristi islamici e forze di liberazione/forze dell’ordine, diamo un’occhiata ad alcune notizie folli e irrazionali (scelte dal sottoscritto) riportate da questi arabi. Vediamo com’è, secondo loro, una… settimana in Iraq!!!

LUNEDI’ 14 AGOSTO 2006

Baghdad: Alle dieci del mattino, 11 giovani scompaiono dopo essere stati fermati dalla polizia irachena al checkpoint di al-Ghazaliyah, sull’autostrada che porta a Fallujah. La scorsa settimana, 20 giovani erano scomparsi allo stesso modo presso un checkpoint nel distretto al-‘Amiriyah.

Nel frattempo, il corpo di Mahir Misbah al-Madi (palestinese) viene consegnato all’ospedale al-Yarmuk. Secondo una fonte medica, è stato rapito, torturato e finito con un colpo alla testa dalla milizia sciita Jaysh al-Mahdi.
http://www.freearabvoice.org/Iraq/Report/report611.htm

MARTEDI’ 15 AGOSTO 2006

ar-Ramadi: Un bombardiere statunitense fa saltare in aria una casa uccidendo 4 civili: un uomo, sua moglie e due bambini (entrambi sotto i 5 anni).
http://www.freearabvoice.org/Iraq/Report/report612.htm

GIOVEDI’ 17 AGOSTO 2006

Ar-Ramadi: Nel centro cittadino, un cecchino statunitense uccide senza motivo due civili. Nel distretto ad-Dubbat, un altro cecchino uccide tre civili mentre si recavano alla preghiera del pomeriggio.
http://www.freearabvoice.org/Iraq/Report/report614.htm

VENERDI’ 18 AGOSTO 2006

al-Haditah: Le forze Usa tagliano acqua ed elettricità alla città dopo aver subito alcuni attacchi e offrono 50.000 $ a chi saprà fornire informazioni sul “cecchino di al-Hadithah”, che avrebbe ucciso due soldati la sera prima.

Abu Ghuayb: Le forza statunitensi-irachene fanno incursione nella casa di al-Hajj Muhammad Munsi ‘Abbas presso l’area di al-Bustan. Gli sparano in testa, e con la baionetta del fucile sventrano sua moglie Ibtisam Karraz (incinta di 7 mesi), facendole fuoriuscire il feto e le viscere. Poi la “arrestano”. Secondo il dottor Riyad al-Hamdani, professore alla scuola media locale, i soldati hanno anche arrestato la sorella (Ala Munsi ‘Abbas) e il fratello (‘Umar Munsi ‘Abbas) dell’uomo ucciso. Subito dopo, si sono messi ad arrestare abitanti locali, tra cui tutti i membri delle famiglie di due uomini, Ibrahim ad-Dawkmani e Ahmad ‘Azzamle. Le tribù Zawbi‘, al-Hamdaniyin e as-Samilat hanno manifestato davanti al quartier generale degli Statunitensi per chiedere il corpo della donna incinta, certi che ormai fosse morta.
http://www.freearabvoice.org/Iraq/Report/report615.htm

SABATO 19 AGOSTO 2006

ar-Ramadi: Un aereo statunitense bombarda la casa di al-Hajj Jasim Mukhallif al-‘Alliyawi nel villaggio al-Bu ‘Ali Jasim, a nord di ar-Ramadi. Muoiono Jasim, sua moglie e i figli Sa‘d (5 anni), Muhammad (2 anni) e la bambinata appena nata (4 giorni di vita).

Baghdad: La moschea Buratha riprende le sue attività di tortura nei confronti di cittadini sunniti. La moschea è guidata dall’imam Jalal as-Saghir, di origini iraniane e comandante tra le file delle Brigate Badr.

In un altro sviluppo, mentre gli Sciiti osservano l’anniversario della morte dell’imam Musa al-Kazim, le autorità impongono il coprifuoco ai quartieri sunniti, impedendo qualunque attività. Una donna incinta muore nel distretto di al-‘Amiriyah non potendo raggiungere l’ospedale.
http://www.freearabvoice.org/Iraq/Report/report616.htm

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Penso che sia sufficiente.

Mi perdonerete ora se abbandono il mio tono ironico, ma qui non c’è nulla da ridere.

Mentre i media occidentali (compresi quelli “di sinistra”, vedi “Il Manifesto”) continuano a parlare di “violenza settaria”, “guerra civile” etc, l’Iraq sta morendo ucciso dalle truppe di occupazione anglo-statunitensi, dalle milzie curde (Peshmerga) e da quelle sciite filo-iraniane (Badr e Mehdi).

Oggi è più importante che mai urlare che in Iraq non c’è una “guerra civile”, ma un deliberato piano di violenza orchestrato dalle forze occupanti/collaborazioniste per dividere il popolo iracheno e smembrare il paese in tre parti.

Allo stesso modo, chiedere l’immediato ritiro delle forze occupanti e lo smantellamento del governo fantoccio iracheno è un dovere morale.

L’Iraq non è un paese in “guerra civile”, è un paese sotto occupazione militare a cui il popolo iracheno sta legittimamente ed eroicamente resistendo.

— Iraqi Marzian

VEDI ANCHE:

LA RESISTENZA DEGLI IRACHENI ALLA GUERRA CIVILE (GHALI HASSAN)

Pubblicato da God

  • Zret

    I “liberatori” di oggi sono gli oppressori di domani. In Iraq agiscono squadroni della morte.