Mascherina COVID: la psicologia della sottomissione?

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Julian Rose – Global Research – 26 gennaio 2021

 

Indossare “la mascherina” è per coloro che provano sentimenti di paura e/o di colpa. Pensateci.

Uno potrebbe rifiutare una tale affermazione: “No, no, sono solo preoccupato di essere multato, ecco perché la indosso”. Oppure “Non voglio correre alcun rischio, le autorità sanitarie non ci direbbero di indossare mascherine se non avessimo qualche beneficio in termini di protezione”.

Sono risposte valide? Entrambe sono basate principalmente sulla paura. Paura di ciò che un’autorità potrebbe fare se si disobbedisse alle regole, e paura di ammalarsi se non si seguono le disposizioni delle autorità.

Ma chi sono “le autorità”? E le loro richieste sono sostenute da prove empiriche che l’uso di una mascherina è una protezione comprovata contro l’infezione Covid? Il nostro portatore di mascherina si porrà queste domande? E se no, perché?

“Beh, mi chiedo di cosa si tratti – ma non sembra avere molto senso metterlo in discussione, vero?”

Giusto, in effetti questa è un’ammissione di pigrizia intellettuale unita a un’egregia obbedienza ai dettami dell’autorità. Questo è lo stato d’animo di coloro che non sono disposti a pensare con la propria testa.

Lasciarsi trattare come un gregge di pecore perché non si vuole mettere in discussione il comando, è una malattia psicologica che costituisce un libro aperto per la diffusione incontrollata dell’autoritarismo fascista.

Mi chiedo: come reagirebbe la stessa persona se le si dicesse di strisciare carponi fino ai negozi, perché “l’autorità” ha detto che questi particolari agenti patogeni viaggiano solo ad altezza della testa?

Torniamo indietro di qualche passo e immaginiamo, per un momento, che questa persona abbia abbastanza sospetti sulle motivazioni dell’autorità da controllare le cartelle cliniche per vedere se la mascherina funziona davvero.

Vediamo qual è la reazione quando si scopre che non esiste alcuna prova che confermi il conseguimento di una protezione della salute – e questo vale anche per il vaccino – ma che esistono prove di rischi per la salute associati all’uso estensivo della mascherina.

Cosa fa allora il nostro amico?

“Sì, l’ho capito, ma tutti gli altri le indossano – e, beh, non voglio infastidire gli altri non indossandola…”.

Così ora dobbiamo aggiungere la “deferenza verso gli altri soggetti del gregge” alla crescente lista di ragioni per non assumere il controllo della propria vita, ma invece chinare la testa e seguire la massa.

Essere guidati e non sapere dove si viene diretti, ma “confidare” che in qualche modo andrà bene. Meglio non dondolare la barca. Tutti gli altri si mascherano, perché essere ‘diversi’?

Perché non essere diversi?

“Non voglio attirare l’attenzione su di me, sai, e poi è da responsabili indossare la mascherina e dimostrare che non vuoi contagiare nessun altro”.

Sì, le contraddizioni implicite in questa falsa logica sono lampanti. Sapete che le mascherine non funzionano, rischiano di farvi ammalare, costano, [inquinano, anche], si suppone che debbano essere cambiate frequentemente, lavate, asciugate, disinfettate e così via ma, ciononostante, sentite di doverne indossare una perché “è l’unica cosa giusta da fare” e tutti gli altri lo stanno facendo.

È questo il siparietto finale per un numero significativo della presunta specie cognitiva senziente conosciuta come homo sapiens?

Non so voi, ma io mi sento un vuoto allo stomaco nel vedere così tanti miei simili che si comportano come lemming.

Mi piace guardare il volto umano. Non tutti sono belli, ma ognuno è diverso ed esprime un carattere. Quindi cosa provare di fronte a branchi di rapinatori di banche che vanno incontro agli altri con più della metà del volto coperto da una mascherina?

Guardo i loro occhi, perché è l’unica parte animata rimasta visibile. Cosa vedo in quegli occhi? Prevalentemente vedo paura e resa.

Forse mi sbaglio. Forse è senso di colpa, forse vergogna. Forse, in alcuni casi, un certo tipo di piacere malato – come con alcuni giovani “Perché la indosso? È figo, qualcosa di diverso, si possono avere delle mascherine firmate funky – abbastanza particolari. Sì, bello”.

Credi che funzioni?

“Certo, funziona se senti che funziona; una specie di protezione contro gli altri, non è vero…”.

Certo che lo è, giovane narcisista. Protezione contro gli altri – certo – persone malate ovunque, bisogna proteggersi; sopravvivenza del più forte – non corriamo rischi.

Ma soprattutto vedo paura e senso di colpa negli occhi di uomini e donne mascherati. Vedo un codardo che scruta il mondo cercando di apparire ed essere “normale”. Quella famigerata parola “normale”. Sì, la ”Nuova Normalità” annunciata da Klaus Schwab del World Economic Forum. Mein Herr ‘Grande Reset’, pseudo-visionario totalitario di un incubo fascista.

Deve essere contento, così tante persone che si comportano “correttamente”, adattandosi ad inserirsi nella sua Nuova Normalità. Cyborg silenziosi, smarriti e ansiosi, ma che riescono comunque a mantenere un’apparenza di “normalità”.

Così determinati a non pensare, a non distinguersi dalla massa. Carne da macello per la Zero Carbon Smart City, il New Deal verde, i campi di prigionia del Nuovo Ordine Mondiale di domani.

Un futuro costruito appositamente per i morti che camminano, menti andate in rovina per mancanza d’uso, inserite in un computer all’avanguardia in modo che l’atto di pensare possa essere compiuto per loro dal maestro programmatore.

Una razza sub-umana venduta alle macchine che ha creato per liberarla dalla necessità di pensare. È questo il futuro che vedo negli occhi introversi di chi indossa una mascherina masochista? La gente vuole inconsciamente soffrire? È un residuo della dottrina cristiana che si deve soffrire in espiazione della crocifissione di Gesù Cristo?

Qualunque sia la causa, è per coloro che hanno smesso docilmente di percorrere il sentiero della vita per salire sul nastro trasportatore di un culto di schiavi cyborg.

In mezzo a questi inganni così velenosi e oscuri, perpetrati ai danni dell’umanità c’è solo un rimedio che riporterà la luce: avere il coraggio di rifiutare totalmente questo stato di obbedienza insensata che ha spinto una grande fetta dell’umanità in uno stato di povertà spirituale senza precedenti e abietta.

Ritrovare “dentro” il fuoco sufficiente per bruciare i tessuti morti del conformismo che affligge se stessi – questo è l’appello. Rifiutare coraggiosamente “la grande menzogna” che attualmente imperversa in tutti gli angoli del pianeta.

Salvate voi stessi. De-mascheratevi – tornate a essere umani – e difendete la verità, brava gente del Pianeta Terra!

 

Fonte: https://www.globalresearch.ca/covid-mask-psychology-surrender/5735462

Tradotto da Cinthia Nardelli per ComeDonChisciotte

 

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