Malori certificati a seguito del vaccino Moderna, ma niente esenzione

È l’odissea che sta vivendo una donna del sorano, la quale non può assolutamente sottoporsi al richiamo del vaccino anti-Covid in quanto le precedenti inoculazioni le hanno provocato gravi effetti collaterali, avendo oltretutto riscontrato, a seguito di visita specialistica, di essere affetta da polineuropatia demielinizzante.

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Per la signora Sofia (nome di fantasia) i problemi non finiscono qui: oltre a patire le sofferenze causate dalla patologia e gli aggravamenti senili e motori derivati dalla vaccinazione, il medico curante che l’assiste presso il suo studio, si rifiuta di farle l’attestazione di esenzione con il codice CUEV, necessaria per il QR code.
Lo scorso maggio Sofia, con problemi di pressione ed un addensamento polmonare, si era sottoposta alla prima somministrazione di Moderna, eseguita dal medico curante: conseguenti dolori agli arti inferiori già dopo due giorni, aumentati poi con il passare del tempo. La dottoressa le prescriveva alcuni esami e delle visite specifiche grazie alle quali emergeva che i sintomi senitivi e motori erano riconducibili alla vaccinazione anti-Covid.

Nel frattempo alla signora, nonostante la sintomatologia avversa mostrata alla prima dose, la polineuropatia demielinizzante, l’addensamento polmonare, la pressione alta, veniva fatto il richiamo con la seconda inoculazione, sempre somministratale dal medico curante.
A febbraio, in concomitanza con la scadenza del Green Pass, prima di sottoporsi alla booster, Sofia ha preferito fare un ulteriore accertamento neurologico presso un presidio sorano, a pagamento. Lo specialista, in sede di visita, acclarato che la donna soffrisse di neuropatia, considerate le altre patologie ed i postumi delle precedenti, ha assolutamente vietato alla stessa di sottoporsi ad ulteriori somministrazioni di siero anti-Covid, indicando alla paziente che il medico curante avrebbe dovuto farle l’esenzione già in precedenza.

Il medico curante si è però dimostrata contraria a fornire l’esenzione alla sua assistita, asserendo che Sofia avrebbe dovuto sottoporsi ad una visita presso un ambulatorio sanitario pubblico e non privatamente, oppure rivolgersi ad un centro vaccinale.
Esasperata, Sofia ha preso appuntamento con un centro vaccinale portando con se tutta la documentazione medica in suo possesso. Anche in questa occasione, il medico vaccinale ha confermato alla signora che non avrebbe dovuto vaccinarsi e che spetta al medico curante fornire l’esenzione alla sua assistita.
Nonostante Sofia non stia bene, il suo medico si rifiuta ancora di rilasciarle il certificato di esenzione e continua ad insistere che deve fare una visita neurologica presso lo specialista che lei stessa le indica, quando invece l’assistita ha già preso appuntamento in convenzione presso un’altra struttura sanitaria, più vicina e più comoda. Alle perplessità di Sofia, la dottoressa ha risposto «Cambia dottore, io non te la faccio», riferendosi all’esenzione, ed invitando comunque la sua assistita a completare il ciclo vaccinale con il richiamo booster.

Con l’augurio che Sofia, che ricordiamo è un nome di fantasia, riesca ad ottenere il documento di esenzione che le spetta di diritto, in quanto, così come certificato da dottori specialisti, è una persona che non può ricevere ulteriori dosi di vaccino anti-Covid.
La redazione di TG24.info resta a disposizione per eventuali chiarimenti e/o aggiornamenti relativi alla circostanza.

Fonte articolo: https://www.tg24.info/sora-malori-certificati-a-seguito-della-vaccinazione-anticovid-medico-curante-non-le-fornisce-lesenzione/

 

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