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La manifestazione di Salonicco, 21 gennaio 2018 (stampa greca)

Macedonia indigesta

DI PANAGIOTIS GRIGORIOU

greekcrisis.fr

In questi due articoli, Panagiotis Grigoriou racconta le fasi seguenti l’approvazione dell’ennesimo provvedimento dettato dalla Troika, quello che ha limitato il diritto di sciopero, istituito i tribunali privati e che ha, tra le altre cose, fissato la privatizzazione di altri porti greci. A cui è seguito un maldestro tentativo di Tsipras (spinto da precise mire geopolitiche americane) di riportare in auge la soluzione del problema – solo all’apparenza di lessico – relativo alla regione della Macedonia slava, oggi FYROM (Former Yugoslavian Republic of Macedonia) che chiede di essere designata come la “vera” Macedonia, cosa che i Greci considerano un affronto alla loro storia e non ammettono in alcun modo. La reazione dei greci è stata furiosa: centinaia di migliaia di persone si sono riunite per manifestare a Salonicco, come non avevano fatto che rare volte contro la Troika, mai dopo il referendum del 2015 e molte di più si sono riunite ad Atene dopo la pubblicazione di questo articolo. Molti attendono l’uomo forte, e la reazione, se ci sarà, sarà probabilmente di segno conservatore e nazionalista. Intanto, a Davos, Tsipras ed i commentatori gioiscono per il “ritorno alla normalità” della Grecia, dovuto, a loro dire, alla discesa dei tassi sul debito pubblico greco, dimenticando le cifre da brividi della disoccupazione, della povertà e della fuga dei giovani dal paese. Vivono in un mondo diverso, ma che l’affare della Macedonia non si riveli la loro “buccia di banana”?

Da Cloaca dello scetticismo – pubblicato il 20 gennaio

[Ndt: Il titolo originale era “fosse sceptique”: gioco di parole in francese tra i termini “fosse septique”-fossa settica, fossa biologica, cloaca e “fosse sceptique”-letteralmente “fossa scettica”]

“Sveglia, gente!…”. Piazza della Costituzione, Atene, 15 gennaio 2018 (stampa greca)

Settimana ricca di eventi. La terra ha perfino … tremato. La sera di lunedi 15 gennaio il testo definito “prerequisito” per il memorandum intermedio è stato adottato dal “Parlamento”. I manifestanti afflitti avevano lasciato da poco la piazza della Costituzione, quando, poco prima di 22:30, un terremoto di magnitudo di 4.4 è stato avvertito con forza nella capitale. Qui a “Greekcrisis”, Mimi ha iniziato a miagolare, mentre il giovane Hermes si è immediatamente rifugiato sotto il divano, prova, se mai ce ne fosse bisogno … che la terra non mente!


La piazza ha ritrovato la sua … la normalità. Atene, gennaio 2018


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Il testo lungo 1.531 pagine, è stato adottato … dal paese degli adattati, da parte di una maggioranza che, va notato, ormai è rafforzata. A 153 (molto costosi …) eletti di Syriza e ANEL (il piccolo partito di destra, alleato di Syriza), sì è aggiunta una certa Theodora Megalooikonomou, fuoriuscita dal partito detto Unione dei centristi di Vassilis Leventis, piccola realtà politica entrata in “parlamento” nel 2015 e il cui leader sarebbe, secondo molti osservatori, una personalità mentalmente (e relativamente) squilibrata.

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I soldati della Guardia Evzoni davanti all’edificio. Piazza della Costituzione, Atene, gennaio 2018

 

… Il ritorno a casa dell’Ortodossia. stampa greca, Atene, gennaio 2018

 

Animali senza padrone e i loro luoghi. Di fronte al “parlamento”, Atene, gennaio 2018


Come un fantasma del tutto reale, l’ultimo manifestante solitario sta in posa di fronte al “parlamento” e ha detto ai giornalisti di essere portatore di un messaggio ripetuto così tante volte: “Gente, svegliatevi, ci impoveriscono uno dopo l’altro e i nostri figli con noi, in modo pseudo-democratico”. Appena fattosi buio, si è eclissato, subito dopo il voto degli “eletti”, come Teodora Megalooikonomou.

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“Non toccate il diritto di sciopero.” Atene, 15 Gennaio, 2018 (stampa greca)

 

Davanti al “parlamento”. Atene, 15 Gennaio, 2018 (stampa greca)

 

Istituzioni (Troika). Stampa Greca (gennaio 2018)


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Il “governo” sta ora preparando un elenco delle prossime privatizzazioni sui maggiori porti del paese dopo quelle di Atene (Pireo) e Salonicco, verrà il tempo per entrambe le porte di ingresso in Grecia dall’Adriatico, Igoumenitsa e Patrasso, e poi il menu prevede [la privatizzazione di] Mykonos, Corfù e Creta (Heraklion). Anche questo sta nelle 1.531 pagine approvate senza essere lette dalla gioielliera del Pireo … divenuta l’ultima perla di SYRIZA.

Infine, si noti che la notizia della privatizzazione dei porti greci, è stata riportata in un reportage da Deutsche Presse-Agentur GmbH, Agenzia di stampa tedesca … in Metropolis e successivamente riprodotta dai media greci. Bisogna complimentarsi (senza alcuna ironia) con i giornalisti tedeschi per il loro lavoro.

Aspettando giorni migliori, (e) questa volta a Salonicco precisamente, sono stati rubati 68 tombini e pezzi di carreggiata in una notte, “è inaudito, e molto preoccupante”, hanno detto dal Comune. Piazza della Costituzione (Atene), gli escursionisti curiosi possono scoprire su una facciata il seguente messaggio: “Che venga il vento, vento per spazzare questo colera politico. Quale democrazia?”


Che venga il vento, vento per spazzare questo colera politico. Quale democrazia?. Atene, gennaio 2018

 

Scetticismo. Piazza della Costituzione, Atene, gennaio 2018

 

L’albero dove il farmacista in pensione Dimitri Christoulas si suicidò nel 2012. Atene, gennaio 2018
… Raccolta parallela dei rifiuti, lavoro svolto dai migranti. Atene, gennaio 2018


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Da Macedonia e verdure…pubblicato sabato 26 gennaio


E’ inverno, dolce in verità, e … questo è il paese in cui la gente muore lentamente. Questa settimana la notizia ha ancora girato sul bordo del vaso rotto senza rispondere nemmeno in parte alle aporie umane realmente esistenti. Più di duecentomila persone (quasi un centinaio di migliaia secondo la polizia), si sono riuniti a Salonicco per opporsi alla riapertura dei negoziati tra la Grecia e la Macedonia slava, in particolare per l’uso da parte del ultima del nome storico “Macedonia”. In altre Parole, l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, sulla sua designazione finale ufficiale (e infine accettata da entrambi i paesi). Macedonia e poi … le verdure!


La manifestazione di Salonicco, 21 gennaio 2018 (stampa greca)


Questa storia è abbastanza vecchia, il ridicolo dei governi di Skopje non uccide nessuno quando i vicini slavi si proclamano ufficialmente eredi di Alessandro Magno e della sua dinastia macedone di allora, e, dalla parte greca, difficilmente si ammette, o non si ammette del tutto, che altri vicini di una parte della Macedonia geografica (la cui maggior parte sta nella regione omonima della Grecia settentrionale), possano fare un’auto-designazione di questo tipo (“Macedoni”).

In effetti, la Macedonia slava è per la maggior parte degli altri paesi la Macedonia tout court, e [secondo loro] sarebbe sufficiente rimuovere dalla Costituzione tali paragrafi direttamente irredentisti “sulla liberazione di tutta la Macedonia” e da parte greca, cercare il compromesso senza necessariamente compromettersi, per fare passi avanti. In caso contrario, i legami commerciali e anche il turismo tra i due paesi restano più che buoni per entrambi.

Ma il caso è un po ‘più complicato (o più semplice, dipende). Perché l’iniziativa dei negoziati in corso tra i due paesi, che su tali controversie hanno già occupato le due rispettive scene politica nei primi anni 1990, è venuta dagli Stati Uniti (e, in misura minore, dall’UE). Secondo la geopolitica attuale, la Macedonia slava dovrebbe trovare il suo nome definitivo, perché di fronte alla Russia, nel lungo periodo (come nelle emergenze) secondo le politiche degli Stati Uniti, dovrebbe indurre gli … altri restanti paesi dei Balcani, nell’ambito della NATO. Semplicemente.


Pierre Moscovici e Alexis Tsipras a Davos questa settimana (stampa greca)

 

“Alessandro Magno potrebbe vivere con 400 € al mese?” (Settimanale “To Pontiki”, 25 Gennaio 2018)


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Il grande raduno di Salonicco è stato popolare, patriottico … patetico e francamente eterogeneo. I membri del partito di Kammenos … il patriota memorandario erano presenti, tra essi l’ex Vice Ministro della Pubblica Istruzione ex-nazionale fresco di dimissioni, Kostas Zouraris ex maggio ’68 a Parigi, e tra altri ex-universitari sufficientemente avvezzi alle commedie, è stato attaccato dalla folla, ed è stato salvato all’ultimo minuto dal pestaggio da parte della polizia

La manifestazione di Salonicco, che prefigura quella organizzata ad Atene il 2 febbraio, in primo luogo ha messo insieme tutti coloro che non si riconoscono più in alcun partito (in particolare nei partiti di sinistra), quindi la stragrande maggioranza dei greci, al momento. Ha cristallizzato come vis-à-vis tutto l’odio, il risentimento per la fine della storia politica del paese, quella che SYRIZA ha compiuto con così tanto … entusiasmo nel 2015. Più che la questione macedone (regolata… in un certo senso), si tratta di un avvertimento forte, rivolto ai pseudo-leader. Niente di molto costruttivo in effetti, ma un chiaro segnale della volontà di non proseguire il percorso di umiliazione e l’uccisione del paese e della maggioranza della sua gente (cultura e la storia inclusa).

Quelli di Alba Dorata c’erano, ovviamente, rumorosamente presenti, salvo che non ne ricavano, e non ne ricaveranno più a me sembra, un vero beneficio da questo tipo di eventi e situazioni. In primo luogo, agli occhi dei greci i neonazisti di Alba Dorata non sono i depositari della difesa del paese, e poi, dopo la truffa di SYRIZA, abbiamo bisogno di rimanere vigili “perché gli Alba Dorata possono essere un’esca mandata da alcune potenze straniere”, questa sembra essere in ogni caso, l’opinione in voga al momento, e in un certo senso è meglio così.

(…) Data la diffusa stanchezza, tutti sentono che c’è spazio in Grecia per un movimento conservatore, sovranista, popolare, e di destra, cosa che Nuova Democrazia di Kyriakos Mitsotakis di certo non è, e che la neonazista Alba Dorata sostiene di essere, ma senza convincere.

L’opinione pubblica greca del momento crede di essere in attesa … dell’uomo forte, militare e anche dittatore, che metterà fine all’umiliazione, perché “la crisi è maledetta”, come si dice ovunque in Grecia. In caso contrario, i greci si disinteressano della politica, delle notizie e gradualmente si occupano delle loro questioni apparentemente private, come la sopravvivenza, una realtà che oggi ha più le … caratteristiche della vita sotto i regimi comunisti nei paesi di est tra gli altri.

Ad ogni modo, uno degli oratori apprezzati dal pubblico di Salonicco alla manifestazione, è stato il generale in pensione Frangos Frangoulis, un … patriota che aveva parlato pubblicamente a favore del ‘sì’ al referendum nel mese di luglio 2015, che è stato anche ministro della Difesa del governo “tecnico”, (di transizione) al momento delle elezioni del 2012, del pro-tedesco … Panagiōtīs Pikrammenos.

Si attribuiscono al generale Frangoulis ambizioni politiche, e se ciò fosse confermato, potremmo vedere una nuova canalizzazione (e il ripristino del sistema?) politica del malcontento, a destra questa volta, dopo avere vissuto la trappola di SYRIZA a sinistra. Forse. Detto questo, dopo il grande raduno di Salonicco, si osserva il paesaggio delle … verdure politiche greche che bolle… quindi attenzione della zuppa!

(…) La domanda giusta è stata posta come uno scherzo da parte del settimanale politico-satirico “To Pontiki” del 25 gennaio 2018: “Alessandro il Grande potrebbe vivere con 400 € al mese?”. Ed è un po ‘come il nodo gordiano, in un certo senso.

Quotidianità greca, in deliquio. Il vicino di casa, medico, che non accompagna il suo vicino solo, in ambulanza a causa di un malessere, e, sempre secondo “To Pontiki”, un uomo che, per un malore, collassa in un treno della metropolitana di Atene, e solo due persone in tutto il vagone (completo) che si chinano ad aiutarlo. Tutti gli altri, greci come migranti, che lasciano uscire … borbottando la loro rabbia. “Spostatelo … questo stronzo, che ci dà fastidio, abbiamo altre cose da fare che sprecare il nostro tempo”. Il corpo … ancora vivo alla fine è stato recuperato da un’ambulanza sei fermate di metropolitana più in là, davanti a un corpo sociale apparentemente privo di vita.

La Grecia non è più la stessa, per non dire che la Grecia non c’è più. La distruzione del legame, questa minima “filia” [Ndt: amore per] necessaria perchè le società e le comunità rimangano il più possibile tra esseri umani, secondo Aristotele, è stata chiaramente schiacciata in otto anni di memoranda… buon risultato, non c’è che dire.

Atene, l’Acropoli. Gennaio 2018


(…)
Alexis Tsipras, (ancora) da Davos questa settimana, ha appena ripetuto quanto e come il tempo di liberare il paese dalla sorveglianza della troïka sarebbe vicino, dal momento che secondo i media ERT (servizio pubblico … ), “Tsipras ha incontrato il Commissario delle Finanze Pierre Moscovici, che ha detto che la Grecia è passata in una nuova fase di consolidamento della fiducia e affidabilità.”

Buona questa. Come osservato giustamente di François Leclerc sul blog di Paul Jorion: “commenti abusivi, fioriscono sul tema che gli indicatori ritornino al verde in Grecia, in vista della fine del terzo piano di salvataggio alla fine di agosto. È un po’ presto per dimenticare che un greco su cinque è ufficialmente disoccupato, e nel terzo trimestre 2017 – ultimi dati disponibili – il consumo è sceso dell’1% anno su anno e gli investimenti del 8,5%. Niente sembra annunciare un inizio con il botto, anche con dei numeri gravemente distorti, che necessiterebbero comunque di una bella aggiustata, grazie ai Big Data!” (…)

“La Grecia sarebbe dunque uscita dalla crisi, ma come descrivere una situazione in cui oltre il 35% dei greci sono sotto la soglia di povertà, la metà dei quali vive di una pensione di vecchiaia – la propria o quella dei loro genitori – in cui sette su dieci giovani di età compresa tra i 18 ei 35 anni sognano di andare all’estero? Che futuro possono aspettarsi da un paese, dove l’importo del debito pubblico è 178% del PIL, e dove la crescita servirà principalmente a finanziarne il rimborso, a meno che una nuova crisi del debito non lo faccia tornare a salire? La semplice verità è che un paese così conciato non può pretendere di avere uno sviluppo, ma solo garantire la sopravvivenza dei suoi abitanti, per un tempo molto lungo.”


E’ inverno, dolce in verità, e … questo è il paese in cui la gente muore lentamente, sotto lo sguardo filosofo degli animali raminghi del luogo, a dispetto dell’emergere di questa superclasse di manipolatori di simboli.(…)

(Il blog ringrazia i suoi amici (e amiche) per il loro sostegno nella campagna straordinaria di dicembre 2018 – gennaio 2018, di questi tempi è la prova, se necessaria, che c’è ancora luce).


Animale senza padrone. Atene, gennaio 2018

Panagiotis Grigoriou

Fonte: www.greekcrisis.fr

Link: http://www.greekcrisis.fr/2018/01/Fr0659.html#deb

28.01.2018

 

Traduzioni per www.comedonchisciotte.org a cura di FRANZ-CVM

 

 

Pubblicato da Franz-CVM

4 Commenti

  1. Certo il problema della Grecia è il nome della Macedonia… Da impiccarlo su pubblica piazza.
    Se entriamo nel merito etnicamente è un nome un po’ abusivo, ma basterebbe un po’ di buon senso. Il nome fu preso da Tito, un po’ inventato. Linguisticamente i Macedoni (a parte la grossa e crescente minoranza albanese) sono nient’altro che Bulgari dell’ovest. Tito non volle riconoscerli come bulgari, perché “dovevano” essere jugoslavi. Da qui la “invenzione” della Macedonia.
    Quella storica è scomparsa, latinizzata. Giustiniano era macedone e parlava in latino. Ne restano tracce, nelle due Macedonie, in Epiro e in Tessaglia, dei macedoni antichi latinizzati. Li chiamano Aromuni, cioè una specie di rumeni.

    • Disquisizione storica interessante per carità ma, come giustamente hai scritto nell’incipit del tuo commento:
      “il problema della Grecia è il nome della Macedonia”‘??????
      Chiedo scusa ma a me sembra che i greci abbiano davvero perso la bussola.

  2. “I manifestanti afflitti avevano lasciato da poco la piazza della Costituzione, quando, poco prima delle 22:30”: tutti a casa perché è ora di cena e, per adesso, c’è ancora un pasto caldo da mangiare.
    “Il grande raduno di Salonicco è stato popolare, patriottico … patetico”: già, proprio PATETICO. Ai greci gli stanno rubando tutto ma trovano il tempo di eccitarsi per… una questione di lana caprina.
    Vien da dire che i Romani avevano sopravvalutato la plebe quando parlavano di “panem et circenses”: il 2018 ci insegna che ai disgraziati bastano i circenses.
    “La Grecia non è più la stessa, per non dire che la Grecia non c’è più”: RIP.
    Umanamente dispiace per i Greci ma loro capacità di sopportazione non è certamente un pregio ma un atroce difetto che mischia resistenza, nichilismo e pavidità.
    Nel frattempo in Germania è stata approvata la settimana lavorativa di 28 ore per i metalmeccanici – con congruo aumento di stipendio – grazie ai sindacati che là sanno ancora cosa significa l’espressione “Lotta Dura”: tanto i politici tedeschi faranno pagare il conto agli ignavi greci, italiani, francesi eccetera.
    Così va il Mondo nell’Anno del Signore 2018.

    • “”Il grande raduno di Salonicco è stato popolare, patriottico … patetico”: già, proprio PATETICO. Ai greci gli stanno rubando tutto ma trovano il tempo di eccitarsi per… una questione di lana caprina.”
      Non la definirei questione di lana caprina se ha determinato un vasto movimento di popolo. Forse oltre al nome c’è dietro un forte bisogno di ritrovare una propria identità come popolo e come nazione, che nessuna forza politica pare sappia interpretare correttamente in senso rivoluzionario. Alla base si sta creando un clima politico, per certi versi simile, fatte le debite differenze, a quello che diede origine al movimento fascista nel 1° dopoguerra, come reazione alla vittoria “tradita”.