Home / Ambiente / L’Ucraina divisa nell’ambra
2311489 31.10.2013 Янтарь, добытый на обогатительном узле карьера государственного унитарного предприятия "Янтарный комбинат" в Калининградской области. Игорь Зарембо/РИА Новости

L’Ucraina divisa nell’ambra

DI DMITRY VASILIEV

gazeta.ru

Come viene organizzata l’estrazione illegale dell’ambra in Ucraina

Il tema dell’estrazione illegale dell’ambra in Ucraina permane nell’agenda dei notiziari almeno dalla rivoluzione di “Euro-Maidan”. Questo problema esisteva già da prima, ma sotto il nuovo governo ucraino il mercato nero ha registrato un aumento. “Gazeta.Ru” ha fatto luce su come tre regioni ucraine si siano trasformate in una zona di business criminali.

Alla fine di luglio (2017 ndr.), la procura ha avviato una causa nei confronti di cinque uomini, che nel tentativo di rubare un sacco di ambra nella regione di Rivne, hanno ucciso un uomo. Questa non è la prima vittima nel mercato nero dell’ambra. In effetti, ora, sul territorio dell’Ucraina, praticamente al di fuori del controllo di Kiev, esiste una “repubblica dell’ambra”, i cui introiti sono percepiti da una cerchia ristretta di persone, mentre i rischi sono distribuiti sull’intera popolazione del paese.

L’estrazione illegale di ambra, in Ucraina, iniziò subito dopo l’indipendenza del paese nei primi anni ‘90. Tuttavia, allora, il suo giro d’affari non era comparabile a quello attuale, soprattutto in base agli importi. 25 anni fa, l’ambra era molto più economica. Ci sono testimonianze secondo le quali, a quei tempi, nella regione di Zhytomyr, l’ambra era persino adoperata come combustibile per non spendere soldi per il carbone.

Tuttavia, già nel 2013, divenne evidente che i suoi volumi d’estrazione illegale stavano raggiungendo livelli record. Nell’agosto di quell’anno al valico di frontiera di Krakovetz sul confine ucraino-polacco furono rinvenute 1,5 tonnellate di ambra.

A cavallo tra il 2013 e il 2014, in questo business sopravvennero cambiamenti qualitativi. In sostanza, aumentarono i prezzi. L’ambra grezza (pietre da 20-100 grammi ciascuna), nel 2014, a Kaliningrad e a Danzica veniva pagata a partire da 5 mila euro al chilogrammo. Solo un anno prima, il suo costo non superava i 1.700 euro. Questi sbalzi  di prezzo colpirono dolorosamente il mercato ucraino dei gioielli.

I problemi economici dell’Ucraina post-Maidan, con la svalutazione della grivna, l’aumento della disoccupazione, delle tariffe abitative e dei servizi, hanno reso l’estrazione dell’ambra quasi l’unica occupazione redditizia nel nord-ovest del paese (nelle regioni di Zhytomyr, Volyn, Rivne).

Non serve andare in Europa per guadagnare soldi, imparare una lingua, ottenere un visto di lavoro: un semplice cercatore d’ambra può guadagnare gli stessi soldi, come se fosse in Polonia, anche se difficilmente in maniera legale.

Nelle regioni di Volyn e Rivne l’ambra, perlomeno, viene estratta con metodi industriali in conformità con la legge. Ma questa opzione non è possibile più distante e dappertutto, ci sono molti punti di giacimenti. Lì, i cercatori “in nero” lavorano con le motopompe (con il loro aiuto pompano l’acqua nel carotaggio e lavano l’ambra in superficie) e con le reti.

Essi rappresentano la base economica della cosiddetta “repubblica dell’ambra”. Anche questo territorio dell’Ucraina, come le autoproclamate DNR e LNR (Repubblica Popolare di Donetsk e  Lugansk ndr.), possiede i suoi propri confini e le sue “strutture di potere”. Di pari passo anche le leggi dell’Ucraina qui non sono valide.

“Le attività illegali da tempo rappresentano uno stato nello stato governato dalle stesse leggi della sua attività criminale”, afferma il giornalista ucraino Andrej Manchuk. I principali luoghi di estrazione dell’ambra sono sotto il controllo di gruppi armati, strettamente associati alla Polizia e alle procure locali, agli imprenditori, ai funzionari statali e ai politici nazionalisti. Sulle strade forestali ci sono checkpoint dell’“autodifesa” bardati con bandiere rosse e nere (colore dei nazionalisti ucraini ndr.), che non consentono il passaggio di visitatori nelle aree di estrazione dell’ambra, che trattengono e interrogano tutti gli estranei. Nelle foreste sorgono interi villaggi, dove per i lavori di estrazione vengono usati macchinari dell’edilizia e persino attrezzature militari”.

A metà aprile del 2016, le autorità sono state costrette ad intervenire con la forza contro la “repubblica dell’ambra”. Sul territorio delle attività illegali è stata introdotta la Guardia Nazionale. Il fatto è, che poco prima, rappresentanti della “repubblica dell’ambra”, circa un migliaio di persone, hanno attivamente interferito con i tentativi della Polizia di fermare l’estrazione illegale.

Se fino alla scorsa primavera i cercatori d’ambra affrontavano la Polizia con pietre e bastoni, di seguito verso l’estate, durante un regolamento di conti tra bande rivali, sono addirittura arrivati ai colpi d’arma da fuoco.

L’economia della “repubblica dell’ambra”

Lo stato ucraino non può ancora competere con chi scava illegalmente. “Ambra dell’Ucraina” è l’unica società a ciclo completo di lavorazione presente nel paese,  che l’anno scorso, in base alle sue possibilità ha vantato solo 4 tonnellate all’anno. La produzione illegale, secondo il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU), fornisce almeno 150 tonnellate all’anno.

L’economia di questo processo è disomogenea. Il livello più basso di estrazione consiste in una squadra di motopompe, generalmente composta da quattro a sette persone. Un giorno di lavoro di questa tipologia di squadra costa 4-7 mila grivne (ca. 140 – 250 euro ndr.). Inoltre, di norma, tutte le motopompe pagano una “licenza” per il diritto a lavorare di 700-1.000 $ al giorno. Il pagamento di queste cifre, è accessibile ai banditi, o alle forze di sicurezza che sono entrati in questo affare dopo l’Euro-Maidan.

In media una squadra trova l’ambra per un valore di 2-7 mila $ al giorno. La maggior parte della produzione è destinata ai “vertici” e al proprietario della pompa.

L’attenzione dei media su questo tema negli ultimi due o tre anni, in un certo senso, ha accelerato il processo di fusione del crimine con le forze dell’ordine nella “repubblica dell’ambra”. Le autorità centrali hanno riconosciuto pubblicamente questo problema costringendo i comuni locali e la criminalità a spartirsi le entrate.

In tal senso, il coinvolgimento dell’SBU e della Guardia Nazionale nelle questioni dell’ambra è molto significativo. Ovviamente, le sezioni locali del Ministero degli Interni non possono e non vogliono risolvere questo problema, quindi Kiev deve ricorrere a forze di Polizia che non siano collegate alla produzione di ambra.

Questa provvedimento, d’altronde, ha funzionato non più di un anno. La Guardia Nazionale impiegata dalla primavera del 2015, nell’estate del 2016 era già stata incastrata nell’andazzo generale. Secondo i media ucraini, per 100 $ le forze dell’ordine sono pronte a chiudere un occhio sul turno di cinque ore dei gruppi illegali.

Nell’ultimo anno e mezzo l’interesse dei media sulla questione ha indotto le forze dell’ordine a lottare in maniera significativa contro quei cercatori d’ambra finiti nell’obiettivo delle fotocamere.

Tale “pressing” può essere evitato solo da quelle cooperative semi-professionali, che seppur non frequentemente, riescono comunque a portare quanto estratto “in nero” almeno nella zona grigia dell’economia. Praticamente si tratta di un’imposta mensile fissa, indipendentemente dalla produzione.

In considerazione di tutto ciò, se in Ucraina dovesse passare la legalizzazione di massa della produzione privata, tali cooperative domineranno questo mercato. D’altronde, anche le licenze vengono ora rilasciate; dall’inizio di febbraio (2017 ndr.), il Servizio Statale di Geologia e delle Risorse Minerarie ha rilasciato 10 permessi per l’estrazione dell’ambra a soggetti privati, i quali, tuttavia, non hanno fretta d’iniziare a lavorare attivamente e conservano le licenze in tasca.

La rivista “Fakty”, citando le sue fonti, afferma che in Ucraina l’ambra illegale viene estratta per un valore 1 milione di $ al giorno. Moltiplicando la sopra menzionata produzione annuale (di 150 tonnellate) per il prezzo medio sul mercato nero (2 mila $/kg.), il risultato è approssimativamente lo stesso.

Tuttavia è difficile stimare quale sia effettivamente il volume degli introiti. Il limite massimo di estrazione stimato è di 300 tonnellate l’anno. Considerando che la produzione annuale di ambra grezza su scala mondiale è di 500-800 tonnellate, che in base all’“International Amber Association” equivalgono a 1,3–1,4 miliardi di $, ne deriva che il volume annuale della produzione ucraina può generare un utile approssimativo di  500 milioni di $. Ma probabilmente è di più, dato che l’ambra locale è migliore dell’ambra baltica; inoltre, da metà ad un terzo delle estrazioni si tratta di un’ambra di porzioni più grandi, che è la più cara. D’altronde per pietre da 500 grammi è il venditore stesso che ne può stabilire il prezzo.

Per fare un confronto, la Russia con volumi di produzione comparabili (250–270 tonnellate) fornisce ambra di porzioni più grandi per non più di un quarto della sua produzione.

C’è un’altra questione: la stima del valore delle riserve accertate di ambra ucraina. Solo per la regione di Rivne, varia da 20 a 40 miliardi di $, o perlomeno, questa è la valutazione dei deputati del Consiglio regionale di Rivne, citando gli esperti.

Il governo ucraino prende parte a questo processo non solo “proteggendo” l’estrazione, ma anche con il sostegno legislativo al business “in nero” dell’ambra. È recente lo scandalo, clamoroso, della causa contro il parlamentare Borislav Rosenblat, rappresentante della frazione presidenziale “Blocco Petro Poroshenko” (BPP).

A giugno, si è saputo dell’arresto di una sua guardia per la riscossione di una bustarella di 200 mila $, probabilmente destinata al suo datore di lavoro. I dettagli dell’indagine, pubblicati in seguito, hanno mostrato che non era la prima tangente e che i soldi al deputato sono stati consegnati per aver corrotto i funzionari (rilascio di licenze per l’estrazione dell’ambra sotto la motivazione di ripristino del territorio), così come per lo sviluppo e l’assistenza all’approvazione dei necessari progetti di legge  per  “la mafia dell’ambra”.

Nonostante l’enorme risonanza dovuta al video diffuso dall’Ufficio Anticorruzione, è stato possibile togliere l’immunità a Rosenblat solo dopo tre settimane.

Scandagliare Chernobyl

Il problema principale dell’estrazione dell’ambra è la necessità di rendere ancora coltivabile il terreno. Sia le cave autorizzate, che quelle illegali utilizzano lo stesso metodo: dilavare con l’acqua. Tuttavia, coloro che scavano illegalmente non si impegnano nella bonifica e lasciano dietro di sé paesaggi dove si potrebbe facilmente girare storie di fantascienza aliena: un deserto di sabbia argillosa con fosse e crateri pieni d’acqua.

Nella sola regione di Rivne, a partire dall’anno scorso, i cercatori d’ambra hanno abbandonato in tal modo oltre mille ettari di terra. Dato che metà dell’area di questa regione è considerata promettente dal punto di vista estrattivo, la minaccia all’ecologia della regione è piuttosto reale.

“Intere aree. Decine di migliaia di persone. Centinaia di ettari di foresta distrutta”, così Roman Sinitzyn, membro della Commissione di certificazione per la selezione del personale della Polizia Nazionale, descrive il danno visto coi suoi occhi nei distretti di Sarnenskij e Manevicheskij della regione.

Una sciagura a parte è il rischio di contaminazione da radiazioni. “Tutto questo strato di acqua, sabbia, contaminato dai radionuclidi (nuclide instabile che decade emettendo energia sotto forma di radiazioni ndr.) durante il lavaggio, viene trasportato in superficie e si diffonde attraverso i corsi d’acqua e l’erosione. Vale a dire, che si verifica un inquinamento secondario con i radionuclidi”, come riferito ai giornalisti da Mikhail Franchuk, ricercatore della Riserva naturale di Rivne.

I cercatori d’ambra non si arrestano nemmeno davanti alle foreste impraticabili e alle paludi, a differenza della polizia, che pare essere venuta a conoscenza del problema solo dalle parole della stampa. “Sono partite tre macchine, semplicemente là non sono arrivate, si sono impantanate. Quindi abbiamo dovuto uscire di notte per tirarle fuori”, si è lamentato Mikhail Evtushik, capo della Polizia del distretto di Rokitnenskij.

Ma ci sono rischi ancor più gravi. I cercatori d’ambra hanno raggiunto non solo la riserva, ma anche la zona di Chernobyl, dove hanno iniziato a scavare. Questo è confermato dalla Polizia della regione di Kiev, che ha già aperto due procedimenti penali. I casi di estrazione nella zona di Chernobyl sono ancora molto rari, ma ci sono già. L’anno scorso, i cercatori d’ambra sono andati anche là, ma con cautela, come per una ricognizione. Tuttavia, col tempo, un numero sempre crescente decide di rischiare.

“La ci sono siti promettenti. Le “lenti” e le “tasche” di ambra locali possono trovarsi sia nel bacino del Dnepr che nel bacino del Pripyat” (fiume della regione di Chernobyl ndr.), mostra un geologo ai giornalisti ucraini. “In generale, da noi ora è come in America durante la corsa all’oro – tutto sta nella buona fortuna. Hai lanciato la pompa, inizi a lavorare, ce l’hai fatta – bene. Non ce l’hai fatta – si va oltre. Per i cercatori del “filone d’oro” perfino la zona d’interdizione è un bocconcino appetitoso”.

Anche gli stessi organizzatori del campo conoscono le prospettive di quella zona e i cercatori d’ambra si vantano di ricevere un triplo stipendio per lavorare lì (zona di Chernobyl): fino a 3.000 Grivne per turno (circa 100 euro ndr.).

L’ecologia, in generale, non è l’unico rischio che l’ambra sta portando all’Ucraina. La “repubblica dell’ambra” è alienante anche dal punto di vista sociale.

Molti bambini in queste aree non vanno a scuola, ma aiutano gli adulti a scavare il terreno se presenta una sfumatura bluastra: è li che si trova l’ambra. Tra qualche anno in Ucraina, in quelle regioni, ci sarà una generazione senza istruzione, ma solo abituata al “denaro facile”.

Nelle regioni di Volyn e Zhytomyr periodicamente sorgono conflitti di confine. Le guardie di frontiera bielorusse sempre più frequentemente colgono sul fatto cercatori d’ambra nella repubblica,  a un chilometro oltre il confine di stato. Si scopre spesso che i cercatori d’ambra “alimentano” le loro motopompe con acqua proveniente dai canali bielorussi. La “repubblica dell’ambra” si sta espandendo lungo i confini dei giacimenti della “pietra solare”.

Mentre a Kiev stanno cercando di legalizzare il “mestiere” dell’ambra e di non star da parte, la “repubblica dell’ambra” disgrega la statalità allo stesso modo in cui le estrazioni distruggono i suoli e le foreste, lasciando in cambio un paesaggio lunare.

 

Dmitry Vasiliev

 

Fonte: https://www.gazeta.ru/

Link:  https://www.gazeta.ru/social/2017/08/23/10854848.shtml

 

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da Eliseo Bertolasi

 

 

Pubblicato da Rosanna

La mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale. Allergica al pelo di capra e alle fake news.