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Lombardo-veneti e catalani: trova tu la differenza

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it

Basterebbe ascoltare El Gato Montes, la musica che accompagna l’ingresso scalpitante del toro nell’arena, per capire che gli spagnoli, catalani e non, hanno un temperamento focoso. La partita fra Spagna e Catalogna, fra Madrid e Barcellona, fra Real e Barca, fra Sergio Ramos e Gerard Piqué, non si concluderà con un pareggio.

L’indipendentismo catalano è stato bollato come un romanticismo puerile, fuor da ogni logica, ma nella vita degli uomini e dei popoli, a volte, emergono e straripano delle passioni e dei sentimenti profondi che vanno oltre la fredda razionalità. Testimone ne è Piqué, il centrale del Barca, ricco e famoso, che da questa situazione ha solo da perdere eppure è uno dei più fieri sostenitori dell’indipendentismo catalano.

Mariano Rajoy può ben minacciare di destituzione il comandante dei Mossos, la sindaca di Barcellona e tutti gli altri sindaci che domenica hanno aperto le porte ai seggi elettorali, e lo stesso Presidente della Catalogna, Puigdemont, ma se costoro, con l’appoggio della popolazione o di gran parte di essa, non ne riconoscono più l’autorità le sue scomuniche cadono nel vuoto.

Se le polizie delle due parti contrapposte, la Guardia Civil e i Mossos che dispongono di 17 mila uomini ben armati ed equipaggiati in funzione antijihadista, arrivassero a scontrarsi apertamente –ed è già mancato un pelo che ciò accadesse, tanto che Puigdemont ha chiesto che la polizia di Madrid lasci la Catalogna- si aprirebbe in terra di Spagna una sanguinosa guerra civile, non diversa, se non nelle dimensioni, da quella che nel 1936-1939 vide battersi gli uni contro gli altri i franchisti e i repubblicani. E come allora, anche se con diversi interpreti, potrebbero accorrere in terra di Spagna, questa volta in difesa della Catalogna e non della Repubblica, altri indipendentisti, non solo spagnoli, baschi, galiziani, ma anche scozzesi, gallesi, corsi, fiamminghi, slesiani, frisi e di regioni europee che si sentono oppresse dai rispettivi Stati centrali. Una sorta di ‘Union sacrée’ fra gli indipendentisti continentali in difesa di ideali e sentimenti comuni.

L’Unione europea non ha nulla da temere dalla secessione della Catalogna perché gli indipendentisti catalani hanno dichiarato di voler restare, senza se e senza ma, nella UE. E quindi giustamente nei primi giorni Bruxelles è stata silente considerando l’indipendentismo catalano una questione interna allo Stato spagnolo. Ma poiché questo silenzio è stato aspramente rimproverato da più parti adesso l’Unione europea ha preso apertamente posizione a favore del governo di Madrid. Se questa intromissione dovesse permanere, non limitandosi a dichiarazioni ma magari aggiungendovi sanzioni o invio di navi, si riproporrebbe, questa volta su larga scala, lo scontro fra centralismo autoritario e regionalismi. Allora sì si arriverebbe allo sgretolamento dell’Europa.

In ogni caso non si illudano gli autonomisti nostrani, divisi fra ‘sovranisti’ e indipendentisti, di entrare in questa partita, qualsiasi piega prenda. Ci fu un momento della prima Lega, allora fortemente secessionista, in cui Umberto Bossi minacciò di estrarre dalle fondine le pistole. Dalle fondine i leghisti, e più in generale gli italiani, possono tirar fuori solo i loro smartphone. E basterebbero le melensaggini e la lagnosità delle nostre canzoni, con maschi eternamente imploranti, così lontane dall’ardore di El Gato Montes, per farci capire che non abbiamo le palle.

Massimo Fini

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

5.10.2017

Pubblicato da Davide

  • DesEsseintes

    “El Gato Montés” (il gatto selvatico, soprannome del brigante Juanillo) è una zarzuela ossia una forma di musical spagnolo con origini seicentesche, composta circa nel 1917 da Manuel Penella Moreno.

    Un brano di questa opera è rimasto famoso ed è questo che è un pasodoble

    https://www.youtube.com/watch?v=hnJHUqR-MXA

    Il pasodoble è quel tipo di marcia che viene suonata nelle plaza de toros nell’attesa prima dello spettacolo. Quello di “El Gato Montés” è uno dei numerosissimi pasodoble che si possono ascoltare e non è “la musica della corrida”.

  • riefelis

    I lombardi e ieneti non devono essere neanche lontanamente paragonati ai catalani. Non sono una nazione diversa da quella italiana. Punto

    • DesEsseintes

      Macchissenefrega, scusa…
      Se a dispetto del fatto che oggi sembra del tutto improbabile, sorgessero improvvisamente dei popoli lombardo e veneto, che devono essere almeno il sessanta per cento interclassista delle due regioni, sarebbe un avvenimento eccezionale e bisognerebbe sostenerli in ogni modo.

      Se sono un gruppetto molto minoritario di pasticcioni, e questo è più verosimile, allora non serve a nulla anzi è controproducente.

      • cap1971

        io di certo non li sosterrei se mai si sentano un popolo vadano a cercarsi una terra loro

    • An 19th century man

      Massimo Fini, grande pensatore, purtroppo ogni tanto ultimamente scantona, va fuori di testa… Che differenza ci sia tra la Catalogna, che è a grandi linee quel che rimane della Provenza, nazione abortita nel medioevo, e Veneto e Lombardia, che in piena indipendenza elessero liberamente, chissà come mai, già nel 1500 l’italiano a propria lingua ufficiale sono marcate ed evidenti. Tant’è vero che il canton Ticino parla italiano proprio perché faceva parte non della nazione italiana ma del ducato di Milano. Comunque la secessione al nord mi sa che nel lungo periodo gli si ritorcerebbe contro: voglio vedere come farebbero più i loro istituti bancari a raccogliere (rubare) il risparmio del resto d’Italia e a chi venderebbero il loro iogurtini, formaggini e via discorrendo…

      • Primadellesabbie

        “…Provenza, nazione abortita nel medioevo…”

        A volte ne escono di quelle…ma cosa si aspetta a togliere di torno i manualetti di storia?

        Comunque se non ci fosse stata la cultura fiorita da quelle parti, con tutta probabilità non avresti la Divina Commedia così com’é, e tante altre cose “italiane”.

      • Annibale Mantovan

        Veneto e Lombardia non sono mai state uno stato. Vi era la Serenissima Repubblica, potenza europea, è vi è ancora nel cuore della gente. I suoi territori NON comprendono la parte centrale ed ovest della Lombardia. Questo si vedrà ancora a scrutini espletati…i confini della SERENISSIMA!

        • Perfidissimo Volto

          E già… dovranno anche pretendere le isole ionie, adriatiche e quelle egee, per ricomporre il cadavere della Serenissima. Ma dubito che i legittimi proprietari attuali gliele cedano.

          • Annibale Mantovan

            Beh… io intanto comincerei da chi ci sta, pacificamente, poi si vedrà. Salutami i tuoi.

          • Perfidissimo Volto

            Beh, hanno provato a chiedere alle isole suddette?

      • luca

        Liberamente chi? Nel 1500 facevano referendum popolari ? E poi cosa vuol dire “italiano” lingua ufficiale ? Gli irlandesi che parlano al 90 % inglese, dovrebbero essere inglesi, allora ? Sulla secessione hai ragione, non dovrebbe interessare solo il nord- est, ma tutti i popoli della penisola ne trarrebbero vantaggio, Bisognerebbe proprio cancellare la parola,Italia lasciarla ai piemontesi ….,,

        • cap1971

          lingua ufficiale vuol dire proprio ciò che si intende una lingua comune che in questo coincideva con il resto della penisola, nel 1500 il sentimento patriottico era certamente più forte di oggi, e tutti nella penisola sentivano questo sentimento proprio, nelle 5 giornate di milano c’erano anche napoletani che combattevano a fianco dei milanesi, studia,

          • luca

            nel 1500 ? ma che dici ? Se poi parli dell’ 1800—-Conosci sta canzone? non c’è nel sussidiario delle scuole medie, perchè ti raccontano di 4 borghesi annoiati( oggi li definirrebero terroristi) che seguivano le mode del tempo, quando il popolo era asburgico fino alle ossa : (ps I sciori erano proprio questi borghesotti annoiati 😉 ) : Viva Radeschi e viva Metternich
            morte ai sciori e viva i poveritt
            viva Radeschi ch’el m’ha salvàa la vita
            ma gnanca el duca Litta
            a Milan ‘l ghe pippa p

        • Cataldo

          No, se proprio la vogliamo dire precisa il nome Italia in primis appartiene alla Calabria, che potrebbe essere l’unica regione ad utilizzarlo in autonomia, noi calabresi però siamo magnanimi e non ne facciamo una questione di principio 🙂

          • luca

            Mi riferivo ai savoiardi che hanno avuto la malsana idea di unificare questa penisola, non volevo offendere il grande popolo Calabrese 😀

          • Perfidissimo Volto

            sì, ma ormai è avvenuto e quindi bisogna fare i conti col presente. Non con un passato che non esiste più da secoli. Che è ciò che crede di fare la Catalogna, pensando di essere in pieno medioevo.
            La Storia è andata così.

          • Tizio.8020
          • fastidioso

            conTerroneo, che piacere !!

        • fastidioso

          se mai agli attuali calabresi…
          forse per questo blondet ha coniato il neologismo (ormai vecchio) “italioti”, per il suo “amore” per la Terronia :-)))

        • Perfidissimo Volto

          cioè aboliamo il XX secolo e torniamo a prima della rivoluzione francese… seh seh, come no

        • Perfidissimo Volto

          Io proporrei di tornare alle città stato, ai vilaggi, e alle palafitte. I Ligur e gli Apua si riapproprino dei loro territori! I Volsci e i Dauni e i Cimbri e i Sanniti! E i Sicani e gli Etruschi, pergiove! Tutti secessionisti colla propria lingua, la propria moneta, i propri eserciti, le proprie flotte. È la soluzione migliore, ha visto proprio bene. Basta coll’italiano. D’ora in poi parliamo latino, greco antico, arabo, longobardo.

      • mago

        Se l`italia non è ancora definita terzo mondo avanzato in modo ufficiale lo si deve ancora a quel poco di Nord sano…per tutto il resto bisogna essere lucidi e vedere le cose come sono…senza i soldi del nord la piccola italia imploderebbe in 1 mese…

        • DesEsseintes

          Poi magari si scopre che senza il nord il sud va meglio…

          • mago

            ne dubito…ma potremmo provare…

          • paolo

            Si certo con le sue fabbriche di… ehm… di… di cosa?

          • An 19th century man

            Ce ne sono, altrochè. Industria aeronautica, bellica, navale, meccanica… Quello che manca sono i produttori di formaggini e yogurtini, mangime per cani, padelle, idrosanitari, sciampini e prodotti spilawater che fanno la vera differenza occupazionale tra nord e sud. Il che è causato poi principalmente dal blocco del credito alle imprese da parte delle banche (del nord) che raccolgono risparmio al pensionato del sud e lo prestano al produttore di stracchini del nord. Ovviamente la multinazionale straniera è portata per questi motivi a stabilirsi al nord piuttosto che al sud. Sicuramente molto meno ricco del nord, ma di certo non è il Burkina Faso che si racconta.

        • fastidioso

          ecco un alro seguace di ricolfi…

        • Perfidissimo Volto

          Mi definirebbe il nord sano per favore? Potrebbero pure esserci un ovest un est e un sud anche più sani. Il nord sano. Quindi vuol dire che c’è un nord assai ammalato. E questo nord sano da chi sarebbe composto? Perché poi la generalizzazione del nord sano, presa come paradigma, sembra che sia continuamente smentita dalle cronache.

          • fastidioso

            forse intendevA “quelli che …il MOSE” :-)))

          • mago

            e bravi fate pure gli spiritosi…i cento morti come dite voi sparati a napoli non si contano in tutta italia messa assieme..vi intossicate con i fuochi siete senza acqua certo la colpa è di chi eleggete..fate parlare il mondo per la monnezza…abusivismo a go go e quanto altro..fate i seri che i problemi restano..il nord ammalato è quello che sentite ai tg dove la mafia & Co hanno posto le metastasi..non vorrei offendervi…la realtà è questa..ps non definitemi razzista.

          • paolo

            Forse intendeva a quella parte di Nord che mantiene il resto del paese con tutte le sue fabbriche e la gente che si fa il culo tutti i santi giorni

          • Perfidissimo Volto

            Ah, bene, questo è un ottimo argomento su cui vedere di che si tratta.
            Quali sono quegli imprenditori di cui lei parla con tanta sicurezza?
            Perché, non so se lei ne sia al corrente, sebbene le regioni del centro e del sud abbiano una maggiore capillarità nell’evasione fiscale, le somme più grandi sono evase proprio in quel nord di cui lei parla: quasi tre volte la somma di quanto si evade al Sud.
            Fonte? L’agenzia delle entrate.
            https://onthenord.files.wordpress.com/2012/01/evasione_regionali.jpg
            Quindi che il debito sia formato esclusivamente dai parassiti del sud e che la “spina dorsale” del paese si faccia il culo, mi consenta, è impreciso.
            Forse quelle persone che, secondo lei, si fanno il culo, ossia gli imprenditori medi e grandi, dovrebbero fare un esamino di coscienza.

          • paolo

            L’evasione è la conseguenza di una tassazione insostenibile. La tassazione è così alta perché pochi devono mantenere molti.
            Quindi, al nord gli imprenditori evadono? Si. Perché? Perché le tasse sono eccessive. Se il grosso della produzione è al Nord, è ovvio che anche il grosso dell’evasione è al Nord, mi sembra ovvio…. confrontiamo la % di evasione sul totale del pil prodotto?
            Ma aldilà di ciò cosa vuol dimostrare? Io dico che se il nord fosse libero dal sud, avremo una tassazione minore e le tasse le pagheremo tutte e volentieri. Non è d’accordo con questo?

          • Perfidissimo Volto

            Quindi lei ammette l’evasione… mi basta questo.

          • Italo Balbo

            I 64 miliardi di Euro di disavanzo fiscale annuo della Lombardia non sono certo evasione…

          • Perfidissimo Volto

            ma 5,527 miliardi di euro del Nord rispetto ai 2,037 del Sud lo sono.

          • paolo

            Certo la ammetto e la condivido. È necessaria per sopravvivere… certo che farsi il mazzo per sopravvivere dovendo mantenere tanti parassiti è triste..

          • An 19th century man

            Indulgenti con se stessi e severi con gli altri. Questo è quello che si chiama coerenza e obiettività di giudizio. Congratulations.

          • Perfidissimo Volto

            Quindi i parassiti chi sarebbero?

          • paolo

            I parassiti sono gli immigrati finti profughi che hanno vitto alloggio,cure sanitarie ecc… a nostre spese, falsi invalidi, pensionati con assegno sociale che non hanno mai lavorato ecc

          • Perfidissimo Volto

            Lei è straordinaria. Anzi, straordinariamente surreale. Se non ci fosse bisognerebbe inventarla perché le sue contraddizioni sono uno spasso.
            Quindi i parassiti sono quelli che dice lei, mentre coloro che al nord, e solo al nord, evadono le tasse sono dei galantuomini e non dei parassiti anche loro: “Se il grosso della produzione è al Nord, è ovvio che anche il grosso dell’evasione è al Nord, mi sembra ovvio”.
            E il bello è che le sembra ovvio, perbacco, normalissimo.
            Cioè è ovvio che si evadano le tasse, ma gli evasori fiscali non sono visti come parassiti, almeno quelli del nord. Cosa sono? Benefattori?
            Lei sa perché si pagano le tasse? E lei sa che chi non le paga è comunque un fuorilegge, e questo in qualsiasi regime, in qualsiasi stato? Forse nel Principato di Monaco o in quello di Andorra non è così, naturalmente, ma da noi sì. L’hanno informata?

          • paolo

            Ma lei ha problemi seri a capire. Mi spiegherò meglio: a mio modo di vedere chi lavora e si fa il mazzo ed evade parte delle tasse perché troppo esose è in una situazione ben diversa di chi vive a scrocco. Semplifico: i primi vivono del proprio lavoro i secondi del lavoro altrui. Riescie a capire la differenza?

          • Perfidissimo Volto

            Lei proprio mostra di non avere idea di come funzioni lo stato e la società. Lei giustifica chi non paga le tasse (solo al Nord) perché da qualche parte, al Sud secondo lei, c’è chi vive a sbafo. Non le viene neanche per un momento in mente che coloro che non pagano le tasse (al Nord, ma anche al Centro, al Sud, o in fondo a destra o a sinistra, girato l’angolo) vivono a sbafo.
            Ma certo è pretendere troppo da persone che ragionano in termini geografici e non sociali. La società lombardo-veneta è comunque sana, la migliore, quella senza peccati e la guida della nazione, è la società che non può essere diversamente perché è così geneticamente e sotto tutti i punti di vista: questo è il suo dato di partenza non suffragato da alcuna prova.
            Riesce (si scrive senza la seconda i, tra sc ed e) a capire la differenza?

          • paolo

            Ci rinuncio… innanzitutto evadere le tasse non significa necessariamente evaderle completamente, quasi sempre si evade giusto il necessario per sopravvivere o comunque tanto quanto necessario affinché il gioco valga la candela… quindi un evasore parziale paga in parte le tasse, chi vive a sbafo prende risorse da chi le tasse le paga (anche se non tutte). Questo è chiaro? I primi lavorano tutto il giorno e buona parte del loro lavoro viene depredato da uno stato sprecone, i secondi non fanno un cavolo tutto il giorno e traggono le risorse da chi le tasse le paga. Questo mi sembra elementare, addirittura alla sua portata, che si attacca ad un errore di battitura perché evidentemente è povero di argomenti o forse ha la coda di paglia… una domanda se mi è permesso: lei che lavoro fa? Disoccupato o dipendente pubblico o lavora nel sociale?

          • Perfidissimo Volto

            Sono pensionata, ho lavorato 40 anni e ho pagato sempre tutte le tasse.
            Lei invece che fa, evade le tasse? Si direbbe di sì.
            Il suo ragionamento è veramente straordinario: chi evade le tasse parzialmente non commette reato, ma lo commette solo chi, secondo lei, vive a sbafo. Ma chi vive a sbafo sta solo al Sud. Lombardia e Veneto, terre di evasori parziali (o anche totali), sono il paese del bene e della virtù.
            Lei naturalmente si colloca tra i buoni. È davvero comico…

          • paolo

            Si… ti pago la pensione. Zitta e mangia

          • Perfidissimo Volto

            Se lei evade le tasse non mi paga alcunché, ma siamo noi che le abbiamo pagate che la manteniamo… povero caro, che confusione che ha in testa. Ma alla stessa maniera ragionano i lombardi e i veneti a cui sono state inculcate le sciocchezze che lei propaga pensando che siano la verità.
            È vero che l’ignoranza è dannosissima perché crea personaggi come lei che mistificano a loro uso e consumo la realtà. Neanche davanti ai dati dell’agenzia delle entrate lei si ritira dalle sue posizioni. Lei considera unicamente l’orticello di casa sua e non ha una visione più ampia che le consentirebbe di vedere come stanno le cose realmente.
            Neanche l’accesso alla rete la può confortare perché bisognerebbe sapere cosa andare a cercare, nella rete. Infatti le persone come lei, che vantano questa pretesa operosità del nord rispetto al sud, che, forse, esisteva un tempo ma che allo stato attuale delle cose mi sembra un romantico ricordo di un’età dell’oro, non riescono a rendersi conto che il paese è globalizzato che che ogni equilibrio e disequilibrio è attentamente calcolato dalle classi dominanti. Sono accordi tra i capibanda, inclusi i politici di qualsiasi partito o movimento, che determinano il paese in cui viviamo.
            Poi ci sono i polli come lei che si bevono la storia del nord operoso e del sud mafioso e della separazione del nord e del Veneto migliore di tutti e della Lombardia dove si lavora… Poverino… si svegli!

          • paolo

            Non sono un lavoratore autonomo. Con le mie tasse ed i miei contributi ti pago la pensione. Devi stare zitta….. capisco che lei si senta sola ed annoiata ma non ho tempo da perdere con un parassita simile.

          • WM

            @perfidissimovolto:disqus @paolo977:disqus state raggiungendo il limite, finitela qui, per favore.
            Grazie

          • paolo

            Non leggere… mica ti obbliga nessuno

        • An 19th century man

          Senza il mercato del sud in tre giorni.

      • SanPap

        non della Provenza, ma dell’Occitania (Comtè de Roussillon)
        e poi non ha abortito, l’hanno fatta abortire a fil di spada.

        • An 19th century man

          Sempre aborto è.

          • DesEsseintes

            Però con l’accento acuto, non il grave…ma non glielo dire…

          • An 19th century man

            Ammetto le mie lacune sugli accenti, quando potrei salvarmi dando la colpa al t9, ma è tutto ciò che hai da osservare?

          • DesEsseintes

            No, mi riferivo a Sanpap che ha scritto Comtè invece di Comté

      • Perfidissimo Volto

        Credo che tutte le nazioni siano state abortite nel medioevo. Il mondo attuale è parecchio diverso da com’era nel 1200.
        Tanto vale darsi pace e accontentarsi di ciò che si ha guardando avanti piuttosto che procedere col posteriore.

        • An 19th century man

          Guardare avanti sempre. Dove si vuole andare è il problema. È da dimostrare che “Spagna unita”= “avanti”. Non dico sia il contrario, ma l’equazione è tutt’altro che scontata.

          • Perfidissimo Volto

            Delle due l’una. O la Spagna unita va avanti o va indietro. Ma perché andrebbe indietro? E la Catalogna da sola dove andrebbe? Affosserebbe sé stessa e la Spagna con un risultato assai stupido, se mi consente. L’Europa dei grandi stati nazionali è la carta migliore che si può giocare, attualmente, seppure sia ASSOLUTAMENTE perfettibile. Uno stato che si formasse adesso da uno stato membro, in maniera anticostituzionale, non rientrerebbe nell’unione perché non lo riconoscerebbe nessuno degli stati membri dell’UE. Quindi avrebbe vita brevissima: abbiamo scherzato, volevamo burlarci di tutti perché in questo inizio autunno ci annoiavamo e abbiamo giocato al Risiko.
            Un’Iberia unita, che magari prima o poi includesse anche il Portogallo, Gibilterra e Andorra, sarebbe una buona cosa altro che separatismi.
            Lo ipotizzò in un fantaromanzo Saramago, “La zattera di pietra”. Ma ancora l’integrazione europea non esisteva. Lo conosce?

    • Annibale Manstretta

      Adoro quando spari la tua fesseria e poi ci metti il punto.

    • luca

      E’ Pizzamandolinolandia una costruzione artificiale che non esiste con la sua lingua inventata che ha imbestialito, con i suoi diversi accenti, la bella, musicale lingua toscana . Lombardia e vemeto invece esistono con le le loro lingue. PUNTO.

      • fastidioso

        tu sì che sai proprio tutto!!!

        • cenzino fregnaccia pettinicchi

          Non proprio; ad esempio le punteggiature pare le usi a vanvera. A dire il vero anche qualche concetto.

  • DesEsseintes

    Vedi che Fini ha capito, con un ritardo tutto sommato lieve:

    “l’Unione europea ha preso apertamente posizione a favore del governo di Madrid. Se questa intromissione dovesse permanere, non limitandosi a dichiarazioni ma magari aggiungendovi sanzioni o invio di navi, si riproporrebbe, questa volta su larga scala, lo scontro fra centralismo autoritario e regionalismi. Allora sì si arriverebbe allo sgretolamento dell’Europa”

    Attenzione:

    “Allora si arriverebbe allo sgretolamento dell’Europa”

    Voi capire piccini, sí?
    Se popolo catalano ribellare, no importante motivi che essere katzy loro.
    Importante essere che un “popolo” unire e mandare a gambe all’aria potere centrale di Madrid.
    Prima popolo sconfiggere Madrid, poi sconfiggere Bruxelles e poi élite cosmopolita.

    Voi capire, sí?
    No, eh?

    Piccini…

  • ilTafano

    A parte l’inconsapevole popolo Catalano, del tutto ignaro di essere mero strumento eterodiretto, la questione indipendentista è tutta una farsa, probabilmente architettata al fine di fare pressioni politiche per ottenere ben altro.
    L’indipendenza è solo lo specchietto per le allodole, altrimenti non si spiegherebbe, ad esempio come mai la Guardia Civil non abbia menomamente sfiorato i seggi ove hanno espresso la loro falsa preferenza gli appartenenti alla nomenclatura catalognese (Sindaco etc., etc.)

    • giulio pelernei

      Hai copiaincollato lo stesso post di qualche giorno fa al quale avevo già risposto.
      In sintesi, e per farla breve, è assolutamente FALSO quello che hai scritto.
      O sei disinformato o sei in malafede.

      PS. Eterodiretto da chi? Da prezzemolino Soros? Andiamo avanti con questa barzelletta?

      • ilTafano

        per giulio pelernei
        Se l’argomento è pertinente non mi ripeto per una questione di coerenza.
        Piuttosto si vada a leggere la risposta che le ho dato a suo tempo, razza d’insolente.

        • giulio pelernei

          Insolente di razza.
          Grazie del complimento.

          • ilTafano

            Le sue argomentazioni oltre che indimostrate, come le ho già detto, qualora fossero anche vere, non contraddirebbero ciò che sostengo.
            Quanto a ciò che lei reputa complimento, beh, non sarò certo io a toglierle questo cuckoldiano piacere.

          • giulio pelernei

            La differenza [piccolissima] è che domenica scorsa io ero ai seggi nella zona di Girona.
            Pertanto, io ho visto lo spettacolo in diretta mentre Lei ha visto solo una parte dello spettacolo, vale a dire, solo quella parte che meglio si accorda con il suo bias negazionista.
            Naturalmente, negazionista di razza.

          • Antonius Block

            Dunque era ai seggi nella zona di Girona? E quanti ne ha girati di seggi? Quante migliaia di elettori ha contato?

          • giulio pelernei

            Circa una decina, inoltre un amico Mossos d’Ecuadra mi passava i video che si inviavano tra colleghi.
            ilTafano si arrampica sugli specchi meglio di Lei.

          • ilTafano

            Guardi ho capito che lei è un brav’uomo e tento per l’ultima volta di farmi comprendere.
            Allora lei può parlare solo di ciò che è accaduto a Girona in quel momento in cui era presente, non di un fenomeno sociale.
            Così, per esempio, chi si trovava sulla Ramblas il giorno dell’attentato poteva ben parlare di quell’attentato, non certo allo stesso modo chi si trovava a Barcellona ma in posto diverso.
            Anche io e molti altri hanno qualche amico o conoscente in Catalogna, ma non per questo hanno la presunzione di conoscere esattamente un fenomeno sociale quale quello in esame. In buona sostanza, il fatto di essere in Catalogna, non significa che si sia in grado di spiegare un fenomeno di massa per il quale possono solo addursi delle tesi. E la mia è una tesi.
            Ma andiamo avanti.
            Quando si verte in tema di fenomeno sociali, di massa, le tesi devono basarsi sui fatti e sulla considerazione principe che i governanti non sempre fanno gli interessi dei governati.
            Allora in casi come quello di cui discettiamo, è ai comportamenti dei pubblici poteri che dobbiamo guardare per cercare di trovare una chiave di lettura.
            Nella specie i fatti, incontestabili, sono due, e qualcuno lo ripeto con “copia incolla”, senza temere di violare il diritto d’autore, dato che si tratta di farina del mio sacco:
            A) la Guardia Civil non ha menomamente sfiorato i seggi ove hanno espresso la loro falsa preferenza gli appartenenti alla nomenclatura catalognese (Sindaco etc., etc.).
            Il fatto che abbiano “visitato” i seggi (ammesso che sia vero) come sostiene lei, non presuppone la volontà di usare violenza nei confronti di Puigdemont et similia.
            Del resto, attesa la notorietà, non si può non convenire che non sarebbe stato difficile per la polizia sapere dove questi avrebbe votato.
            B) Proclamare un’indipendenza volendo restare in un’Europa, che oramai anche ai normodotati appare inconciliabile con l’autodeterminazione dei popoli, è del tutto distonico con una reclamata indipendenza. Ed altrettanto idiosincratico è chiedere aiuto all’Europa, sarebbe come se chi volesse emanciparsi dal giogo della mafia chiedesse aiuto a Totò Riina.
            Con questo non dico che l’ignaro popolo Catalano non abbia ragione, dico solo che è forte la probabilità che esso sia stato gabbato da chi lo governa ciò che, del resto, nella storia è sempre accaduto (che i popoli siano gabbati).
            Comunque, aspettiamo gli eventi e vediamo chi avrà ragione. Se avrò sbagliato sarò pronto a fare un passo indietro, non mi sentirò di certo meno uomo ad ammettere di avere sbagliato.
            Cordialità

    • DesEsseintes

      “l’inconsapevole popolo Catalano, del tutto ignaro di essere mero strumento eterodiretto”

      Scusa, però questa è anche colpa tua.
      Sai che il popolo catalano non può avere le notizie riservate di cui tu sei in possesso e nemmeno i raffinati strumenti culturali che ti permettono di discernere con colpo d’occhio aquilino sotto quali mentite spoglie si celi lo zampino del belzebú oligarchico.
      E allora diglielo, no?
      Vai a informare quell’ignaro popolo di sprovveduti che la realtà è ben altra, che non si affannino dietro ai falsi idoli.

      Hai una responsabilità verso quella gente. Adempila!

      • ilTafano

        E tu hai una responsabilità verso te stesso, a mondarti dalla tua ignoranza mescolata a patetica ironia.

  • cristina cappugi

    Fini non sa o finge non sapere che gli aspiranti indipendentisti non sono la maggioranza dei Catalani, perciò che timore dovrebbe avere il governo centrale, davvero un bagno di sangue fratricida, col soccorso dei Sanniti e dei Volsci, che “hanno le palle”? A me sembrano discorsi da adolescente torsolo, e mi sembra anche che dopo il Venezuela nemmeno in Catalogna riescano più le rivoluzioni colorate

    • DesEsseintes

      Il problema è appunto capire quanti sono i favorevoli all’indipendenza.
      Per questo magari poteva servire un referendum o qualche altra forma di accertamento della volontà popolare.
      QUINDI…se Madrid lo ha impedito e addirittura nel 2010 ha cancellato ben 14 articoli dello Estatut non è impossibile che in effetti la maggioranza dei cittadini catalani sia favorevole alla separazione.

      Qui trovo in un giornale che i risuktati di un referendum legale sarebbero stati, 70% di sí e 50% di partecipazione.
      Dove però chi si astiene, come sempre, lo fa a consapevole beneficio di chi otterrà la maggioranza.

      Che questa sia una rivoluzione colorata non lo credo in maniera categorica vista la reazione della UE e del Papa.
      Che forse Puigdemont avrebbe potuto usare altre strategie è possibile ma comunque la cosa più imoortante e anzi decisiva è che quella parte di popolazione catalana che voleva il referendum era un gruppo coeso e interclassista ossia era davvero “un popolo”.

      Dovreste capire che il “popolo” QUANDO LOTTA CONTRO UN POTERE CENTRALE ha sempre ragione e va sempre sostenuto…perché a noi conviene che si crei un precedente che potrà sia infiammare la gente altrove sia costituire una sorta di orecedente giuridico a favore dei “rivoluzionari”.

      • –<>– –<>–

        Quindi a ragione la lega?
        Il precedente giuridico può valere per i rivoluzionari da tastiera.
        Chi è schierato con i catalani e considera le costituzioni (quelle altrui) carta straccia, non può parlare di principi giuridici, dato che dimostra di essere il primo a non rispettarli.

    • giulio pelernei

      I separatisti sono il 49% o il 51%.
      Loro avrebbero voluto fare un referendum concordato e legale accettando – pacificamente – il possibile risultato del 49%.
      Come è successo in Scozia.
      Ma non gliel’hanno permesso e dunque si sono inventati una rivoluzione colorata –
      con le tecniche di Sharp – che va avanti da 5 anni.

      • DesEsseintes

        Aspe’…49% del totale “completo” o di quelli che andrebbero a votare che ovviamente sono meno del totale dato che ci sono le astensioni?

        • giulio pelernei

          Credo di quelli che andrebbero a votare.
          Tuttavia, visto il casino che sta succedendo, se ci fosse un vero referendum, io credo che voterebbe il 90% degli aventi diritto.

  • Vamos a la Muerte

    “potrebbero accorrere in terra di Spagna, questa volta in difesa della Catalogna e non della Repubblica, altri indipendentisti, non solo spagnoli, baschi, galiziani, ma anche scozzesi, gallesi, corsi, fiamminghi, slesiani, frisi e di regioni europee che si sentono oppresse dai rispettivi Stati centrali. Una sorta di ‘Union sacrée’ fra gli indipendentisti continentali in difesa di ideali e sentimenti comuni”: solo nei sogni di Massimo Fini.
    Gli spagnoli, i catalani, i frisi, i bretoni, i francesi eccetera eccetera eccetera del XXI Secolo non sono affatto diversi dagli italiani: anche loro “dalle fondine possono tirar fuori solo i loro smartphone”. Un Ritorno alla Realtà non sarebbe affatto da disdegnare.

  • Mario Poillucci

    Bentornato sig. Fini! Era da un pò troppo tempo che mancava su questo blog e, creda, che i suoi post sono sempre sintetici, esaurienti e precisi.
    Per quanto concerne, poi, la differenza tra Catalogna ed il Lombardo-Veneto tempo che sia fondata sul fatto che il secondo trovi la sua stella polare solo e soltanto nel ”dinero”! Buon pomeriggio!!!

    • An 19th century man

      Grandioso!

  • fastidioso

    concetto di “legalità costituzionale” del referendum catalano

    Un contributo…

    art. 2.
    Preambolo: “Proteger a todos los españoles y pueblos de España en el
    ejercicio de los derechos humanos, sus culturas y tradiciones, lenguas e
    instituciones.”
    “La Constitución se fundamenta en la
    indisoluble unidad de la Nación española, patria común e indivisible de
    todos los españoles, y reconoce y garantiza el derecho a la autonomía de
    las nacionalidades y regiones que la integran y la solidaridad entre
    todas ellas.”
    Non c’è bisogno di essere raffinati giuristi
    costituzionalisti per vedere che se da una parte si riconosce
    l’esistenza di POPOLI e NAZIONALITA’, dall’altra non li si nomina e
    tanto meno si riconosce loro il diritto all’autoderterminazione o il
    diritto ad avere uno stato proprio nell’ambito di una federazione o di
    una confederazione.

    I partiti antifranchisti e nazionalisti catalani e
    baschi, di destra e di sinistra, accettarono malvolentieri questa e
    molte altre ambiguità costituzionali. Ma lo fecero perché i rapporti di
    forza dei tempi e la minaccia di un sanguinoso scontro con l’intatto
    apparato militare e repressivo franchista non permettevano alternative.

    http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2017/10/6/50183-il-diritto-allautodeterminazione-del-popolo-catalano-quel/

  • oriundo2006

    Vorrei solo far notare che Lombardia e Veneto hanno visioni indipendentiste comuni perchè eredi del dominio austriaco appunto del Lombardo-Veneto ( https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_Lombardo-Veneto ) ancora oggi rimpianto da certuni…( insieme ai dibattiti sulla ‘vera’ casseula, ed sulla ‘vera milanese’-schnitzel’, suppongo…e senza dimenticare la sgnapa…).
    Morale: è solo l’inizio della fine dell’Europa come la conosciamo. E pure dell’Italia. Difficile pensare che non sia previsto ed attuato in base ad un piano deliberato nelle segrete stanze. E pure difficile dire se questi movimenti tellurici possano davvero aver un esito complessivamente positivo ovvero senza drammi e senza sangue, altrimenti sempre necessario per cementare il ‘nuovo’. Io vedo il riemergere di linee comuni indoeuropee che legano ( in modo forse anacronistico ) popoli che nell’alto MedioEvo hanno avuto legami essenziali di stirpe, consuetudini, vita propria proprio perchè la modernità oggi è complessivamente regressiva, non potendo più proporre ideali che non siano abbondantemente logorati proprio perchè realizzati almeno ideologicamente.
    Insomma, oggi cosa hanno da proporre gli stati nazionali di NUOVO ? Nulla. E quel poco che potevano fare lo hanno delegato ad una istanza europea fellona. Evidentemente il loro contrario può ( forse ) produrre un quid novi che rimetta sul tappeto i desideri e le attese comuni a tanta parte della gente: ma è da dubitare che una volta raggiunta l’autonomia piena si voglia davvero continuare a stare in questa Europa.

    • DesEsseintes

      E basta un po’ con le segrete stanze…

      Invece sono d’accordo sulle antiche radici che improvvisamente potrebbero tornare a germogliare.
      Nulla si dimentica finché un popolo “esiste” e a questo proposito leggete i commenti sotto a questo video.

      https://www.youtube.com/watch?v=N7ysB50Pbv4

      Per esempio

      – The day will come when Russians will conquer Constantinople and destroy Turks. Hagia Sophia will be given back to the Greek

      – God will give back Hagia Sophia to The Orthodox Church.

      – I am a direct descendant from the Byzantium. It is incredible the legacy my forefathers left. Too bad it has all gone to waste when ottoman Turks took the city. What an embarrassment they are to the human race.

      – awesome !! to my orthodox brothers respect from GREEKS of MOTHER RUSSIA !!!

      E si parla di una chiesa diventata moschea 550 anni fa…
      Nei siti arabi non mi meraviglierei di trovare rivendicazioni per la ex Mezquita oggi Catedral de Cordoba…

      ………..

      …..e guarda un po’…….

      https://www.youtube.com/watch?v=WSVXUuv_118

      Il pendolo della storia è arrivato all’estremo della sua corsa e si appresta atronare sui suoi passi assumendo il senso inverso

    • oriundo2006

      Le segrete stanze esistono, anche se i razionalisti, specie se petulanti chiosatori delle altrui opinioni, non lo vogliono capire: li renderebbe inutili…
      In ogni caso il Re ha tacciato di ‘slealtà’ il primo Ministro catalano. Un termine che vuol significare molto in politica quando viene usato: allude a conversari riservati, a cambiamenti di posizione contrari a quanto promesso prima… Un p’ difficile pensare che tutto si produca così, a caso, in un mondo eterodiretto da pochissimi.

      • DesEsseintes

        Sì caro, ma le segrete stanze a volte sono un refugium peccatorum nel quale non è saggio indulgere troppo.

  • –<>– –<>–

    Olè …. Un altro incendiario che profetizza sventure.
    Bisogna far galoppare la fantasia per parlare di guerra civile.
    Con cosa la farebbero i catalani, con le pistole dei mossos?
    Infatti non risulta che i catalani si siano armati.
    Se lo fosse sarebbe una cosa gravissima, e soprattutto sarebbe interessante sapere Chi, li avrebbe armati.

  • Tizio.8020

    …parla per te!
    Prova a vivere la MIA vita per un paio di anni, e vedi se non scappi!!!

  • Perfidissimo Volto

    ‘Ste pretese dei catalani sono talmente ridicole da apparire una parodia. Anche la lingua lo è, sembra un dialettaccio, pure cacofonico, del nord Italia. Ma non si va otre il dialetto. È inelegante, e basta. Avrà avuto un remoto siglo de oro, ma in seguito non è riuscita a produrre alcunché.
    L’indipendenza totale pretesa, come se i catalani fossero un popolo incatenato e oppresso, povero, affamato, dove la loro lingua e la loro cultura sono proibite con la pena di morte, è ridicola, degna della parodia che viene fatta in questi giorni ovunque. Anche dai catalani stessi, i non catalanisti.

    • DesEsseintes

      “La lingua catalana sembra un dialettaccio cacofonico del nord Italia”

      Ecco un altro buffalmacco appena arrivato che non sa dove si trova Alghero.

      • Perfidissimo Volto

        Se lei leggesse più attentamente forse eviterebbe di dare del buffalmacco a chiunque.
        La mia affermazione che ha scatenato una reazione impropria “La lingua catalana sembra un dialettaccio cacofonico del nord Italia” non c’entra col fatto che il catalano si parli o no ad Alghero, che è comunque un’isola linguistica così come lo sono Carloforte, nella stessa Sardegna, Sanfratello o Piazza Armerina o Piana degli Albanesi in Sicilia o i villaggi grecanici del Salento o quei quattro sperduti che parlano cimbro nei Sette Comuni, e così via.
        Lei dove vive? Conosce i dialetti gallo-italici e quelli occitanici? Nelle province lombarde, per esempio, se dovessero comunicare con un catalano e si esprimessero nel loro dialetto, si capirebbero perfettamente.
        “Mi lavo” si dice “me rento” o “em rento” o “äm rentu” nei vari catalani di Catalogna e “me resento” “m’arsenti” o “me resente” in quelli gallo-italici di Lombardia e dintorni… Ma ci sarebbero mille altri esempi che non le faccio per non sembrare troppo saputella. E sono dialetti che non hanno nulla a che vedere col sardo, vicino di casa del catalano di Alghero. Peraltro, non mi dica che hanno un bel suono, né i gallo-italici né il català, donde il termine “cacofonico” da me utilizzato.
        Poi, se lei volesse contribuire fattivamente alla polemica idiomatica e geografica, sono pronta, anche perché sono parecchio ferrata, avendo studiato, molti anni fa, filologia romanza.
        È molto impegnativo fare Jean Des Esseintes, caro signore, bisogna esserne all’altezza. Inoltre il pittore fiorentino Buffalmacco, utilizzato da Boccaccio, è il cervello della novella, colui che si prende gioco degli sciocchi, non certo uno stupido. Poi, se lei l’ha intesa diversamente, faccia i conti col suo snobismo. C’è anche chi può permettersi di essere più snob di lei, cioè io.

        • DesEsseintes

          Non ti sminuire con il lei non sa chi sono io.

          Hai scritto che la loro lingua è cacofonica e poi

          “Peraltro, non mi dica che hanno un bel suono, né i gallo-italici né il català, donde il termine “cacofonico” da me utilizzato.”

          Certo che hanno un bel suono, qual è il dialetto che non ha un bel suono.
          Non sai come si ascoltano le lingue e soprattutto i dialetti.
          Ci vuole umiltà e rispetto perché quei suoni esprimono altro e più profondo del significato delle parole pronunciate.
          Anzi il significato copre il suono ed è difficile sentire davvero quello della propria lingua madre.
          Cerca di essere meno “parecchio ferrata” e vedrai che farai delle belle scoperte.

          Ascolta questo.
          Sai cosa dicono? C’è una melodia? Le voci sono “belle”?
          No, eppure se per un attimo ti astieni dal dover per forza dare un “giudizio” ti accordi che è più che bello, è sacro, come in quel momento sono sacri loro che cantano.
          Per chi ha gli aures audiendi, però….e qui prevedo qualche altro ponderoso diploma in arrivo 😉

          https://www.youtube.com/watch?v=cATZe_jlc9g

          • Perfidissimo Volto

            Bene, vedo che questi quattro schiamazzi scomposti trovano il loro perfetto posto accanto ai cacofonici dialetti gallo-italici e che anche lei è d’accordo ad accomunarli.
            Mi farebbe piacere, vista la mia ignoranza in materia, e vista la sua enorme sapienza al riguardo, che cosa yodellano le signore (o i signori?) del video che mi ha mandato. Di certo lei lo saprà e potrà inondare il mondo di questa bellezza di cui lei è testimone e custode.

          • DesEsseintes

            Schiamazzi scomposti li chiami?
            Pensa che c’era un signore tedesco che diceva che quelli, esattamente quelli che hai sentito cioè i canti polifonici dei pigmei con melodie fatte principalmente di due sole note, sono “LA” musica primordiale dell’umanità. Tutto è cominciato da quel canto.

            Non credo che tu sia ignorante in materia di musica visto il tuo nick.
            Però hai studiato musica nella stessa maniera “parecchio ferrata” con cui hai studiato filologia.

            Cosa yodellano non lo so…se lo sai dimmelo…

          • Perfidissimo Volto

            Guardi, il signore a cui piacciono gli schiamazzi tribali può essere tedesco, francese, argentino, giapponese o abitante di Saturno, non importa.
            Non me ne importa nulla della musica primordiale dell’umanità perché se la suddetta fosse stata talmente straordinaria non si sarebbe evoluta e non avrebbe prodotto Händel, Mozart, Rossini e Debussy.
            Sarà stata la musica primordiale dei pigmei, e allora? Che c’entra colla cacofonia dei dialetti di cui si parlava? Secondo lei perché una cosa è primitiva è bellissima, purissima e levissima? Ma chi se ne importa?
            Il catalano è una lingua antiestetica per la prosa mentre per la poesia e per la musica può avere qualche pregio. Da sentir parlare è assai comico, anche perché ognuno se lo pronuncia come vuole, e sentendo i dialetti pavesi, tortonesi, emiliani, e di tutta la bassa padana dal Piemonte al Veneto, non si può dire che altrettanto. Se i dialetti gallo-italici fossero stati così estetici oggi si parlerebbe e si scriverebbe in meneghin. Sono rimasti ciò che sono, dialetti. Evidentemente la lingua toscana faceva maggior figura e consentiva di esprimere meglio concetti e poesia.
            La lingua catalana è stata riportata artificialmente in vita nell’800 per una precisa operazione di rivalsa etnica non perché ce ne fosse una reale necessità. Un’altra lingua assai più estetica del catalano, il mirandês, a cavallo tra asturiano e leonese con influenze castigliane e portoghesi, si sta estinguendo naturalmente; d’altro canto, se una lingua, poi, non la parla più nessuno, si vede che non è più utile e svanisce. È accaduto centinaia di volte nel passato: greco antico, latino, etrusco, solo per citare quelle più celebri per noi, ma posso immaginare le centinaia, se non migliaia, dell’Asia. Sul catalano è stata fatta un’operazione chirurgica, soprattutto grafica, di unificazione che mostra i limiti della stessa: si scrive in un modo ma ognuno se lo pronuncia come crede. Sarebbe come dire che noi scriviamo “bello” e poi ognuno lo pronuncia: bille, bulla, billo, belle, eccetera. Le sembra serio? A me per nulla. La comunicazione avviene correttamente quando non ci sono fraintendimenti ed equivoci. Per questo esistono le codificazioni idiomatiche. Ma se ognuno poi pronuncia come vuole la comunicazione sarà ambigua. Non solo, se ognuno pronuncia la lingua come vuole prima o poi scriverà col simbolo corrispondente al fonema, che non è necessariamente quello codificato, e farà ripiombare la lingua ai livelli dei suoi amati pigmei.
            Si vede infatti, anche da noi, come la lingua italiana sia sempre meno parlata, e soprattutto scritta, correttamente, al nord come al sud come al centro. La decadenza linguistica è il sintomo della decadenza culturale, sociale ed economica di un paese, perché una lingua comprensibile da tutti unisce, se invece il vicino non capisce più ciò che lei dice, è finita. Nel caso della Catalogna si nota benissimo che la lingua è una cosa posticcia, nessuno, anche a livelli di cultura che noi dovremmo considerare alti e che non lo sono, lo parla senza errori. Lei non immagina quante volte ho corretto i catalani che si stupivano che una straniera potesse correggerli. Venendo dalla filologia classica può anche avvenire, risposi io, pur non conoscendo la lingua alla perfezione ma conoscendone i meccanismi di sviluppo e di arrivo.
            Cosa yodellano i pigmei del suo video dovrebbe saperlo lei, visto che è un difensore così strenuo de LA musica primordiale: è lei che mi ha mandato quell’inutile link.

          • DesEsseintes

            “Non me ne importa nulla della musica primordiale dell’umanità perché se la suddetta fosse stata talmente straordinaria non si sarebbe evoluta e non avrebbe prodotto Händel, Mozart, Rossini e Debussy.”

            Cioè se fosse stata “talmente straordinaria” sarebbe rimasta così com’è dall’alba dei tempi?
            Allora Mozart non è straordinario perché poi Debussy ha scritto altra musica.
            Un
            C’è una bellezza

          • Perfidissimo Volto

            Vede, la signora sdentata può battere tutti i ritmi che vuole e pure cantarci sopra la marianna la va in campagna, non cambia di una virgola il suo posto nella storia della musica che è 0.
            E non me ne importa niente di emularla nel battito e nel canto perché proprio non mi interessa.
            Sullo yodel, che il significato delle parole nasconda il suono… mah! Non so se è a conoscenza che lo yodel è solamente un tipo di canto su vocali e pochi altri suoni semivocalici che serve o da ritornello oppure come abbellimento (dipende sempre da chi lo fa, a volte rischia di essere un abbruttimento), ma che ci siano significati arcani nelle sillabe yodeliche proprio mi risulta nuova. Poi, che negli yodel polinesiani o pigmei ci possano essere i dialoghi sui massimi sistemi tradotti in vocalizzi, me lo spiegherà lei che ne sa così tanto e mi tradurrà quei poemi straordinari.
            Riguardo alle codificazioni idiomatiche, vede… se una lingua ha delle regole è perché la gente che la parla si comprenda. Altrimenti c’è il rischio della Sibilla: ibis redibis non morieris in bello. L’ambiguità è una sottigliezza retorica, dipende da cosa si vuole comunicare.
            Le codificazioni vanno seguite, credo, no? Che valore avrebbe per lei se io mi rifiutassi per partito preso di usare la lettera “v” e usare al suo posto la “g” oppure mi rifiutassi di pronunciare la “ss” come sorda (come invece fanno in Lombardia dove la fricativa alveolare diventa “z”, sonora, per cui CaltaniSSetta diventa Caltanizetta, vai a capire perché, e credono di pronunciarla correttamente!), lei mi prenderebbe per un’ignorante o per un’anarchica? Io se lei facesse una cosa del genere la prenderei per ignorante e basta, in prigione e senza passare dal via. Un des essaintes non può permettersi di dire simili sconcezze.
            Le ambiguità della lingua vengono da pronunce errate… pensi a pèsca e pésca! Che differenza, eh? Le codificazioni idiomatiche servono a non perdersi e a non commettere errori. Poi, le codificazioni, col tempo, nelle lingue vive, possono anche cambiare. Per esempio in italiano l’uso della “j” è quasi scomparso, si usa solo per dei nomi propri o geografici o quasi più, come Jacopo, o Barbaja, o qualche vocabolo come “jella” e così via. Una lieve differenza fonetica c’era, tra le due lettere, ma è stata semplificata. Una lingua viva è viva, certo, ma non per questa ragione la sintassi non va rispettata. Gli ignoranti e gli analfabeti di ritorno se ne impipano delle regole anche perché o non le conoscono o le hanno scordate. Infatti commettono errori su errori.
            Mi sembra, il suo discorso, non un elogio della libertà ma un elogio dell’errore (oltre che dell’orrore, visto il video pigmeo). O mi sbaglio io, che sono perfidissima, forse.
            Ovviamente la pigmea yodelante se ne strasbatte delle nostre codificazioni idiomatiche. Però, siccome il livello del nostro linguaggio e della nostra musica è un zinzinello più complesso (non uso “progredito” apposta perché non voglio farla sentire inferiore più di quanto non lo sia già, visto che, a lei, la pigmea la manda in estasi) non le permetto di fraintendere a suo uso e consumo ciò che ho scritto riguardo a Mozart e altri giganti della Storia.
            Se la “musica” primitiva, nelle nostre società, fosse stata così forte, così pregnante, così comunicativa, non si sarebbe evoluta in ciò che è diventata. Sarebbe rimasta così com’era perché era perfetta, no? Io, francamente, lo “splendore” del “piccolo seme” che lei ci vede non riesco a intravederlo, ma sicuramente è un mio limite perché frequento assai poco i pigmei né credo che li frequenterei. Non ho alcun interesse, a dire il vero, in quello yodel locale e preferisco andare ad ascoltare il Flauto Magico. Mi dice molto di più, anche perché forse ne capisco il testo.
            Lei, invece, visto che il “piccolo seme” le provoca celesti orgasmi, e che quindi comprende ogni cosa, mi saprebbe dire il significato di quegli schiamazzi scomposti?
            Mi toglie una curiosità? Lei come considera il “primitivo” in generale? Perché sarebbe interessante sapere se si veste con una pelle d’orso, ha le unghie sporche, mangia la carne cruda colle mani sbranandola coi canini oppure usa il sapone e le posate e si veste con capi comodi e della sua taglia. Vestire con una pelle d’orso sarebbe una bellezza “in nuce” o “per esteso”? Qual è il suo criterio estetico sul “Primitivo”? È “bello” e basta per partito preso?
            Des Esseintes, quello vero, la sfiderebbe a duello per le sciocchezze che ha scritto.

          • WM

            @perfidissimovolto:disqus @comedonchisciotte-76330c26dea62332de2ca7b4a9ef51ec:disqus siete fuori tema.

          • Perfidissimo Volto

            ha ragione

          • Perfidissimo Volto

            Ma sa com’è… da una discussione sulle lingue lombarde e catalane se ne aggiungono altre, sempre più specifiche, e ci si perde.

          • DesEsseintes

            Dobbiamo chiudere che è arrivata la Guardia Civil.
            C’è un forum, se vuoi.

            PS: Perché scrivi “i giganti della Storia”…non si dicono queste cose…

            Ti saluta Jean

  • mingo

    Che noi italiani non abbiamo le palle , sono perfettamente d’accordo.
    Ma secondo me anche i Catalani non le hanno, perché la loro indipendenza la dovranno conquistare col sangue ed al quel punto quando si sparerà voglio vedere quanta gente li seguirà. Sapendo che non ha votato più della meta della popolazione .

  • panchis

    Fuorviante il titolo dell’articolo e tanti commenti. I referendum di Lombardia e Veneto non hanno nulla a che fare con quello della Catalunya: la seconda pretende l’indipendenza, i primi l’autonomia.

    La Catalunya é giá autonoma, come tutte le regioni spagnole (non mi stancheró mai di ripeterlo): hanno uno statuto e un governo autonomo, trattengono circa il 70% dei propri danari e legiferano su tutto, tranne interni, esteri e difesa, competenze del governo centrale di Madrid.
    In Catalunya si parla catalano, oltre allo spagnolo; se l’insegna del tuo negozio decidi di farla in spagnolo ti viene applicata una multa, in pratica una tassa, per poterlo fare; nelle scuole il catalano é insegnato come l’italiano da noi e lo spagnolo come prima lingua straniera.
    La Catalunya ha poi piú autonomia delle altre regioni poiché, al posto della Guardia Civil, ha la propria polizia: i Mossos d’Esquadra.
    La Spagna é un Regno, perché esiste un re, senza il quale non si definirebbe certo una Repubblica, ma una Federazione.

    E per quello che riguarda la UE: pensate veramente che Bruxelles abbia piú paura di singole regioni europee indipendenti che degli Stati Nazionali?

  • Primadellesabbie

    Leggo degli schemi fantasiosi e ricorrenti nelle diverse posizioni, oltre le osservazioni giuridiche o di opportunità politica.

    Non c’é repressione, non sono oppressi, deve scorrere il sangue, hanno i soldi, non avranno più i soldi, non fanno paura a Bruxelles, gli staterelli litigiosi del medioevo, gli oligarchi se ne faranno un boccone, sono il 40 virgola, la lingua fa schifo, e via di questo passo.

    Ma questa roba dove l’avete raccattata?

    Chi vi ha ridotto a passare attraverso questi schemi? I videogiochi, il moralismo teletrasmesso, le cattive compagnie o, come sospetto fortemente, la scuola, dove vi hanno messo per anni alla catena di montaggio della mediocrità?

    Questi, giusto o sbagliato vogliono l’indipendenza e ci provano, punto.
    E, da che mondo é mondo funziona così.

    • FabioEr0976

      Che “Questi vogliono l’indipendenza e ci provano . punto” , mi sembra un’esagerazione . Diciamo il 37% degli aventi diritto al voto .

      Anche il “da che mondo è mondo funziona così” mi sembra una forzatura .

      • Primadellesabbie

        Il 35, ti va bene?

        E con il regime poliziesco messo in piedi ti par poco?

        E, da che mondo é mondo “ti sembra” una forzatura?

        A me no.

        E comunque non sta a noi decidere per loro cosa devono fare, altrimenti hanno ragione quelli che “noi siamo i poliziotti del mondo”, e zitti tutti.

  • FabioEr0976

    In realtà a Barcellona sono solo gli U.Bossi e i M.Fini del posto che sanno dell’esistenza della canzone “El Gato Montes” . Nemmeno Piqué la conosce . Piqué al massimo conosce Waka Waka , e i barcellonesi conoscono jamagine di J.Lennon e Another Brick in the wall dei Pink Floyd . E meno male che è così.. M.Fini deve rifare l’articolo .

  • ilTafano

    Per tutti quelli che dicono io mi trovavo a Barcellona et similia, così come sotto ho risposto al signor Palernei, voglio dire.
    Chi si trovava in catalogna il giorno del referendum non ha più titolo a parlare ed esporre tesi, rispetto a chi si trovava in altra parte del mondo, per la semplice ragione che si tratta di un fenomeno sociale e non di un evento particolare territorialmente circoscritto.
    Così, per esempio, chi si trovava sulla Ramblas il giorno dell’attentato poteva ben parlare di quell’attentato, non certo allo stesso modo chi si trovava a Barcellona ma in posto diverso.
    Tutti hanno qualche amico o conoscente in Catalogna, ma non per questo hanno la presunzione di conoscere esattamente un fenomeno sociale quale quello in esame. In buona sostanza, il fatto di essere in Catalogna, non significa che si sia in grado di spiegare un fenomeno di massa per il quale possono solo addursi delle tesi. E la mia è una tesi.
    Quando si verte in tema di fenomeno sociali, le tesi devono basarsi sui fatti e sulla considerazione principe che i governanti non sempre fanno gli interessi dei governati, in quanto espressione di una minoranza organizzata che sovrasta una maggioranza disorganizzata.
    Allora in casi come quello di cui parliamo, è ai comportamenti dei pubblici poteri che dobbiamo guardare per cercare di trovare una chiave di lettura.
    Nella specie i fatti, incontestabili, sono due, e qualcuno lo ripeto con “copia incolla”, senza temere di violare il diritto d’autore, dato che si tratta di farina del mio sacco:
    A) la Guardia Civil non ha menomamente sfiorato i seggi ove hanno espresso la loro falsa preferenza gli appartenenti alla nomenclatura catalognese (Sindaco etc., etc.).
    Il fatto che abbiano “visitato” i seggi (ammesso che sia vero) come sostiene lei, non presuppone la volontà di usare violenza nei confronti di Puigdemont et similia.
    Del resto, attesa la notorietà, non si può non convenire che non sarebbe stato difficile per la polizia sapere dove questi avrebbe votato.
    B) Proclamare un’indipendenza volendo restare in un’Europa, che oramai anche ai normodotati appare inconciliabile con l’autodeterminazione dei popoli, è del tutto distonico con una reclamata indipendenza. Ed altrettanto idiosincratico è chiedere aiuto all’Europa, sarebbe come se chi volesse emanciparsi dal giogo della mafia chiedesse aiuto a Totò Riina.
    Con questo non dico che l’ignaro popolo Catalano non abbia ragione, dico solo che è forte la probabilità che esso sia stato gabbato da chi lo governa ciò che, del resto, nella storia è sempre accaduto (che i popoli siano gabbati).

  • Tipheus

    Nessuno dice le due cose più importanti.
    Primo: un conto è essere indipendentisti, un conto è l’autonomia, più o meno speciale. Le due cose sono separate da un abisso. Non mi fermo neanche a spiegare perché.
    Secondo: l’autonomia della Lombardia è solo “economica”, di etnico non c’è nulla. Vogliono solo trattenere l’80 % di tasse o giù di lì. Bella forza.
    Faccio però notare che è un autonomismo cialtrone (non quello del Veneto, che qualche ragione ce l’ha). Infatti vogliono l’80 % del “riscosso” in Lombardia, dovunque sia prodotto, e non del “maturato” in Lombardia. Cioè vogliono le tasse degli altri. Mi spiego con un esempio.
    Oggi tutti gli sportelli siciliani di Unicredit hanno ancora il marchio “Banco di Sicilia”. Quanta IRES producono? 100 milioni poniamo? Bene, quei 100 milioni sono riscossi oggi in Lombardia, perché fanno parte di Unicredit che ha sede a Milano, ma fino al 2011 erano riscossi in Sicilia perché il Banco di Sicilia, già controllato da Unicredit, aveva però personalità giuridica autonoma. Ma quei 100 milioni prodotti in Sicilia erano prima e prodotti in Sicilia sono oggi. Capito il trucco? Il 90 % delle imprese italiane di grandi dimensioni ha sede a Milano. Ma questo non significa che il loro prodotto sia tutto fatto in Lombardia.
    Se la Lombardia fosse uno stato indipendente, per ipotesi di scuola, l’Italia restante tasserebbe tutto ciò che è prodotto oltre il Ticino-Po-Mincio. Alla faccia della Lega.
    Questa sì che è l’autonomia “coi soldi degli altri”. Altro che indipendentismo catalano.