Alan MacLeod
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Raytheon sponsorizza le Girl Scouts of America. BAE Systems legge ai vostri bambini le loro fiabe preferite. E Lockheed Martin finanzia gare di matematica e STEM per bambini. Tutto questo viene fatto con grande clamore, presumibilmente per incoraggiare i bambini a coltivare la loro passione per la scienza. In realtà, queste aziende stanno cercando di ripulire la propria immagine e reclutare la prossima generazione per trasformarla in un ingranaggio del complesso militare-industriale.
Nel frattempo, i prodotti di queste organizzazioni vengono utilizzati in tutto il mondo dagli Stati Uniti e da Israele per commettere crimini di guerra – in Iran, Yemen, Palestina e altrove – prendendo di mira proprio i bambini.
MintPress esplora il torbido mondo delle aziende produttrici di armi che addestrano i bambini a bombardare altri bambini.
Normalizzare la guerra per i bambini
Quando molti americani pensano a Raytheon (ora ufficialmente rinominata RTX Corporation), non immaginano razzi e missili da crociera, bensì la matematica. Per decenni, il secondo produttore di armi al mondo ha finanziato una vasta gamma di organizzazioni con l'obiettivo di avvicinare i bambini alle materie STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica).
Dal 2009, Raytheon è lo sponsor principale di MATHCOUNTS, un'organizzazione no-profit che offre programmi di matematica per studenti delle scuole medie in tutti gli Stati Uniti, oltre ad organizzare concorsi di matematica per individuare i bambini più brillanti d'America.
Nel 2005, Raytheon aveva lanciato il programma MathMovesU, con l'obiettivo, secondo le sue stesse parole, di "ispirare gli studenti delle scuole medie ad appassionarsi alla matematica e alle scienze". Oltre al materiale fornito, aveva investito milioni di dollari in borse di studio, sovvenzioni e premi a migliaia di studenti, insegnanti e volontari.
La sua mostra itinerante MathAlive! promette, con un marchio piuttosto datato, di portare la matematica "2theXtreme" (all’estremo). MathAlive! È arrivata anche in diversi Paesi dell'Asia occidentale, tra cui Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, tutti tra i maggiori acquirenti di tecnologia bellica Raytheon.
L'azienda vanta inoltre una partnership di lunga data con le Girl Scouts degli Stati Uniti d'America (GSUSA). Nel 2017, ad esempio, aveva lanciato il primo programma nazionale di informatica e la prima sfida informatica delle GSUSA per ragazze delle scuole medie e superiori.
“È necessario accelerare i progressi verso la diversificazione della forza lavoro nei settori STEM… In un momento in cui la tecnologia sta trasformando il nostro modo di vivere e lavorare, possiamo – e dobbiamo – mostrare alle giovani donne un percorso chiaro per assumere un ruolo attivo in questa trasformazione”, aveva affermato Thomas A. Kennedy, all'epoca CEO di Raytheon; “Lavorando insieme, Raytheon e le Girl Scouts aiuteranno le ragazze a sviluppare la fiducia in se stesse e a pensare al loro futuro come ingegneri della robotica, data scientist e professioniste della sicurezza informatica che creeranno un futuro migliore”.
Raytheon ha inoltre promosso il progetto "Think Like a Programmer" delle Girl Scouts USA, che incoraggia le ragazze ad esplorare il mondo dell'intelligenza artificiale e della sicurezza informatica, e ha sviluppato molti dei distintivi di programmazione disponibili per le scout.
La GSUSA sembra orgogliosa di questa collaborazione. Il suo sito web presenta come esempio di successo e modello da seguire il profilo di una ex scout che ora lavora alla Raytheon. L'articolo include una guida passo passo e un elenco di consigli per chi desidera seguire le sue orme.
Non sorprende che su questi temi Raytheon collabori strettamente anche con l'esercito statunitense, visto che ha istituito quattro nuovi "centri di innovazione" STEM con i Boys & Girls Clubs of America in Michigan, Oklahoma, Colorado e Washington, DC, tutti situati vicino a basi militari.
Sebbene alcuni possano essere sorpresi dalla stretta relazione tra un'organizzazione per ragazzi e un produttore di armi, vale la pena ricordare che il movimento scout era stato originariamente fondato dal tenente generale Robert Baden-Powell come trampolino di lancio per l'arruolamento dei ragazzi nell'esercito. Baden-Powell era profondamente preoccupato che i ragazzi inglesi non fossero fisicamente idonei a combattere per il loro Paese nelle future guerre e aveva ideato un'organizzazione che li avrebbe addestrati sia fisicamente che mentalmente a tale scopo.
Kirsten Bayes della Campaign Against the Arms Trade non è rimasta affatto impressionata dai tentativi di Raytheon di migliorare la propria immagine e di formare la prossima generazione di produttori di armi. "A nostro avviso, le aziende produttrici di armi non hanno posto nelle scuole o nelle università e non dovrebbero certamente collaborare con enti di beneficenza che si occupano di istruzione infantile", ha dichiarato a MintPress, aggiungendo:
"Le scuole e gli altri istituti di istruzione dovrebbero essere luoghi in cui i bambini imparano, crescono e sviluppano appieno il loro potenziale. Non dovrebbero essere un terreno di reclutamento dove le aziende produttrici di armi ripuliscono l’immagine delle proprie attività”.
Lockheed Martin U
Raytheon è ben lungi dall'essere l'unico gigante delle armi a puntare direttamente sui giovani americani. Lockheed Martin organizza CYBERQUEST, una competizione annuale per studenti delle scuole superiori che incoraggia i ragazzi ad intraprendere carriere nell'intelligence e nella sicurezza informatica. L'edizione del 2026 si è svolta in 11 località degli Stati Uniti, oltre che virtualmente in tutto il mondo. Il colosso delle armi offre programmi di tirocinio per studenti delle scuole superiori, pensati per accelerare l'accesso dei giovani americani più brillanti a carriere nel settore della difesa. Ogni anno, Lockheed Martin assume migliaia di giovani tirocinanti e afferma che il 60% di questi candidati viene poi assunto a tempo indeterminato dall'azienda.
Inoltre, promuove giornate dedicate alle "giovani menti al lavoro", allestendo esperimenti pratici con cui i bambini possono giocare, tra cui esperimenti con razzi a bottiglia e altro ancora.
Le università sono un terreno di reclutamento fondamentale. L'azienda investe somme ingenti per attrarre i migliori talenti, organizzando, tra l'altro, il "Lockheed Martin Day" in oltre una dozzina di college in tutto il Paese, un evento in cui i responsabili delle risorse umane dell'azienda sono autorizzati ad accedere ai campus per stupire gli studenti con dimostrazioni di realtà virtuale, simulatori di volo e persino atterraggi di elicotteri direttamente sui prati universitari.
Lockheed Martin ha stretto collaborazioni con diverse università di alto livello. Una donazione di 1,5 milioni di dollari all'Università del Texas ad Arlington, ad esempio, ha portato alla ridenominazione di uno dei suoi edifici in Lockheed Martin Career Development Center.
L'azienda si vanta di essere un ambiente di lavoro sicuro per le donne e i dipendenti LGBT ed è regolarmente annoverata tra i migliori datori di lavoro in termini di inclusività. Una delle donne di cui l'azienda stessa parla è Haley, che da bambina sognava di diventare un'inventrice. "Da piccola", scrivono, "Haley teneva sempre stretto un quaderno dove abbozzava le sue idee e invenzioni. Sulla copertina aveva scarabocchiato: 'Il metodo di Haley per migliorare la vita'. La sua idea migliore? Un albero di Natale pieghevole, ingegnosamente chiamato 'Allegro, Luminoso e Impacchettato', per rendere più efficienti le pulizie dopo le feste". Oggi, quella bambina che sognava di rendere il mondo un posto migliore è un'ingegnere missilistico e di controllo del fuoco presso la Lockheed Martin, dove sviluppa armi in grado di uccidere persone in tutto il mondo.
Rivolto ai bambini piccoli
Anche Boeing ha sviluppato una serie di progetti rivolti ai bambini piccoli. Il loro programma "Engineering is Elementary" è pensato per gli studenti della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e secondaria di primo grado e, come quelli di Raytheon e Lockheed Martin, si concentra sull'indirizzare le giovani menti verso una carriera nella produzione di armi. "Boeing ha un focus strategico sulla comunità per aumentare l'efficacia degli insegnanti in matematica e scienze e per attrarre più studenti verso carriere legate alle discipline STEM", ha affermato un rappresentante dell'azienda , aggiungendo:
"Engineering is Elementary offre a insegnanti e studenti una maggiore comprensione dell'ingegneria, e lo fa in modo divertente e interattivo. Il nostro obiettivo è quello di suscitare l'interesse degli studenti per l'ingegneria fin dalla tenera età e aumentare il numero di scienziati e ingegneri."
BAE Systems, azienda produttrice di componenti aerospaziali, si spinge ancora oltre. Il colosso londinese, che produce aerei a reazione, missili, obici e navi da guerra, ha pubblicato una serie di bizzarri video in cui sia i suoi dipendenti che membri delle Forze Armate britanniche leggono fiabe classiche ai bambini. Tra queste, Raperonzolo, Jack e il fagiolo magico, Riccioli d'oro e i tre orsi, Cenerentola e Hansel e Gretel. I video sono accompagnati da schede di lavoro per aiutare i bambini più piccoli a sviluppare le loro capacità di risoluzione dei problemi.
Leggere favole della buonanotte ai bambini è solo una parte di una strategia più ampia che BAE Systems sta attuando per, secondo le loro stesse parole, "migliorare la nostra reputazione aziendale sia a livello locale che nazionale". Altre iniziative includono l'organizzazione di spettacoli itineranti nelle scuole, festival di robotica, campi estivi scientifici e programmi di sensibilizzazione per le comunità locali, tutti rivolti ai bambini. Durante la pandemia di COVID-19, l'azienda era anche intervenuta per fornire alle scuole materiali didattici con il proprio marchio per bambini a partire dai cinque anni di età.
La Bayes è apparsa sconvolta dalle azioni dell'azienda e ha dichiarato:
“Siamo consapevoli che BAE Systems dichiara di spendere fino a 100 milioni di sterline [134 milioni di dollari] all'anno in attività educative. Afferma che le sue motivazioni sono di natura sociale, ma noi riteniamo che si tratti di una parte della sua strategia di reclutamento: cercare di influenzare i giovani senza dire veramente cosa sia un'azienda di armamenti e quali sarebbero le conseguenze di lavorare per essa”.
Fiabe e incubi
Per quanto queste aziende cerchino di presentarsi in modo neutrale come entità scientifiche, la realtà è che le loro attività principali ruotano attorno alla produzione dell’hardware e degli armamenti che gli Stati Uniti utilizzano per dominare il mondo.
Solo negli ultimi dodici mesi, gli Stati Uniti hanno bombardato sette Paesi: Iran, Iraq, Nigeria, Somalia, Siria, Venezuela e Yemen. E sono aziende come Raytheon e Lockheed Martin a rendere possibile questo tipo di straordinaria violenza a livello planetario.
Ad esempio, il 28 febbraio gli Stati Uniti avevano colpito la scuola femminile Shajareh Tayyebeh a Minab, in Iran. Un missile da crociera Tomahawk, una delle armi guidate più precise al mondo, era stato lanciato da una nave da guerra e aveva colpito l'edificio, provocandone il crollo. Poco dopo, un secondo missile era caduto nel cortile della scuola, dove si stavano radunando i sopravvissuti in preda alla disperazione.
L'attacco era stato pianificato con precisione per massimizzare i danni: alle 10:45 di un giorno di scuola. Almeno 156 persone erano rimaste uccise, la maggior parte delle quali studenti della scuola, che non aveva alcuna funzione militare né si trovava vicino ad alcun obiettivo militare. I feriti erano stati oltre 100.
L'evento era stato immediatamente denunciato come un grave crimine di guerra. Ma il Segretario alla Guerra Pete Hegseth aveva in seguito minimizzato la cosa, affermando: "Gli unici che devono preoccuparsi in questo momento sono gli iraniani che pensano di sopravvivere".
Il missile da crociera Tomahawk è prodotto da Raytheon, mentre i sottosistemi utilizzati nell'operazione vengono realizzati da una filiale di BAE Systems.
Washington, inoltre, sfrutta il suo primato nel settore degli armamenti per mantenere al potere i suoi alleati. L'Arabia Saudita è di gran lunga il principale acquirente di armi degli Stati Uniti, con acquisti per centinaia di miliardi di dollari di armamenti ad alta tecnologia, che utilizza contro lo Yemen e per reprimere il dissenso interno.
Riyad ha perpetrato un attacco genocida contro le infrastrutture civili in Yemen, prendendo di mira fattorie, impianti fognari e idrici, causando la morte di centinaia di migliaia di civili. Nell'agosto del 2018, aveva sganciato una bomba a guida laser da 227 kg su uno scuolabus a Dhahyan, nel nord dello Yemen. I frammenti ritrovati sul luogo dell'attentato avevano permesso di identificare la bomba come prodotta dalla Lockheed Martin. Quaranta bambini erano rimasti uccisi nell'attacco, un evento tutt'altro che raro durante la campagna guidata dall'Arabia Saudita per rovesciare Ansar Allah.
Se l'Arabia Saudita è il principale cliente di Washington, Israele è il suo primo beneficiario. Uno studio della Brown University ha rilevato che nei due anni successivi all'attacco del 7 ottobre 2023, gli Stati Uniti hanno speso 21,7 miliardi di dollari in aiuti militari a Israele, tra cui aerei, missili e ogni sorta di munizioni per armi leggere.
Israele ha utilizzato queste armi per colpire sistematicamente i bambini a Gaza e altrove. Almeno il 97% delle scuole nella Striscia, densamente popolata, è stato colpito. Uno degli esempi più eclatanti è la scuola femminile Khadija a Deir al-Balah, presa di mira il 27 luglio 2024. Un'indagine di Human Rights Watch ha rivelato che Israele aveva sganciato sulla scuola almeno due bombe GBU-39, munizioni prodotte negli Stati Uniti dalla Boeing.
Pertanto, mentre i produttori di armi leggono favole ai bambini occidentali, i bambini di tutto il mondo sono costretti a vivere un incubo molto reale, in gran parte a causa di queste stesse aziende.
Che vivano negli Stati Uniti o in uno dei Paesi sotto il loro giogo, i bambini di tutto il mondo sono presi di mira da queste aziende produttrici di armi, seppur in modi diversi. Negli Stati Uniti, Raytheon, Lockheed Martin, Boeing e altre aziende intervengono per sostenere i dipartimenti dell'istruzione a corto di fondi. Mentre la loro retorica enfatizza l'importanza di dare ai bambini – soprattutto alle bambine – la possibilità di coltivare i propri sogni scientifici, il loro vero intento è quello di ripulire la propria reputazione di mercanti di morte e di addestrare la prossima generazione di americani affinché diventino membri volontari della macchina bellica statunitense.
I bambini dall'altra parte del mondo, tuttavia, non si illudono affatto e devono vivere nel costante terrore di poter diventare le prossime vittime di queste aziende. Questa non è certo l'immagine che la Raytheon vuole che associamo ai suoi prodotti, e per questo spende milioni cercando di distrarci con storie di emancipazione e scoperta. Questo è il mondo in cui viviamo, un mondo dove le aziende produttrici di armi addestrano i bambini a bombardare altri bambini.
Alan MacLeod
Fonte: mintpressnews.com
Link: https://www.mintpressnews.com/how-lockheed-martin-raytheon-bae-systems-are-propagandizing-children-to-support-war-through-stem/291074/
31.07.2026
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org
sarah 8 agosto 2026
Poi naturalmente, è legittimo e doveroso rimarcare il contributo che le grandi aziende promotrici di queste ultime iniziative esercitano a livello militare, ma soprattutto gli sviluppi disumani che le stesse applicazioni militari stanno avendo. Però questo si inserisce in un quadro politico ben più ampio che, ahimè, comprende anche l'eventuale incentivo all'arruolamento dei giovani. Ma questo è un fatto meramente politico e lì si sposta la responsabilità. Chiudere i libri e rifiutare il sapere non risolverà un bel nulla, perché qualora "essi" decidano di spedire in guerra quel che resta dei giovani europei, la loro eventuale impreparazione intellettuale e difficoltà lavorativa non faranno che facilitare il compito. I giovani oggi hanno la sensazione di dover essere per forza "guidati" nelle loro scelte rinunciando all'indipendenza di pensiero e attendendo la soluzione dei problemi dall'alto. Invece gli strumenti che hanno nello loro mani (studio compreso) dovrebbero tornare sotto il loro controllo e vaglio critico. Poche speranze da questo punto di vista, anche la mia generazione si è dimostrata ben poco efficace da questo punto di vista. In ogni caso, a poco servirà invocare un generico ritorno bucolico alle origini esaltando, come spesso si sente dire, il mondo rurale come panacea dei nostri mali. I folli che stanno appestano questo frangente post moderno non sono la nostra cifra né la nostra espressione: non distruggiamo la casa per liberarci di loro in preda a un artificioso senso di colpa che essi stessi quotidianamente alimentano.