L’obbligo delle mascherine è controproducente. Dimostrazione

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Spike Hampson – American Thinker – 10 aprile 2021

 

Il 17 marzo, American Thinker ha pubblicato un articolo intitolato “L’obbligo della mascherina non salva vite”. Confrontando i tassi di mortalità Covid negli stati senza obbligo di mascherina con quelli in cui erano obbligatorie, l’articolo è stato in grado di dimostrare che, in media, gli stati in l’uso delle mascherine era volontario avevano tassi di mortalità più bassi degli stati che lo imponevano.  La differenza era marginale, quindi la conclusione conservativa era che l’obbligo delle mascherine non aveva salvato vite.

Poiché quello studio non ha fatto nulla per controllare le considerazioni potenzialmente confondenti come la densità della popolazione o la struttura dell’età, si rendono necessari studi più sofisticati sull’argomento. Ciò che è stato evidenziato, comunque, è il continuo fallimento dei nostri governi nel fornire prove valutabili che le mascherine salvino vite.

Al momento in cui era stato scritto quell’articolo, c’erano solo dieci stati che non prevedevano l’obbligo delle mascherine, ma da allora, altri sette stati lo hanno revocato. Questi stati sono stati pesantemente criticati per averlo fatto. Il presidente Biden si è riferito alla loro decisione come “pensiero cavernicolo”, e un gran numero di persone di alto profilo con un’inclinazione progressista ha espresso sgomento per tale comportamento irresponsabile. Tuttavia, nessuna prova è stata presentata per documentare l’efficacia misurata dell’obbligatorietà delle mascherine.

Ci si potrebbe logicamente aspettare che indossare le mascherine influenzi il tasso di mortalità solo indirettamente.  Se le mascherine diminuiscono la comparsa di nuovi casi, allora – a parità di altre condizioni – meno casi dovrebbero significare meno morti.

Il 31 marzo, NPR ha pubblicato un articolo intitolato “Quanto è grave l’epidemia di Coronavirus del vostro Stato?” Contiene una mappa interattiva che per ogni stato permette allo spettatore di vedere il tasso al quale sono apparsi nuovi casi di Covid nella settimana precedente. Il tasso è espresso come il numero medio giornaliero di nuovi casi per 100.000 abitanti.

Quanto efficacemente gli stati con obbligo di mascherine contengono la diffusione della malattia rispetto agli stati che non lo prevedono? Per avere un’idea preliminare possiamo guardare l’andamento degli stati in cui sono obbligatorie rispetto agli stati in cui non lo sono.

Ci sono diciassette stati che non hanno prevedevano obbligo di mascherine durante la settimana 24-31 marzo e trentatré stati che lo prevedevano. La mappa che segue mostra in quale categoria rientra ogni stato. Il numero – di solito nell’angolo in alto a destra di uno stato – è il tasso medio giornaliero di nuovi casi per 100.000 abitanti.

Dal momento che si tratta di una politica statale riguardante le mascherine, gli stati hanno lo stesso peso indipendentemente dalla dimensione della popolazione. Ecco la media dei nuovi casi giornalieri per 100.000 abitanti per ciascuno dei due gruppi.

 

33 stati con mascherina obbligatoria: 21,0 nuovi casi giornalieri per 100.000 persone

17 stati con mascherina volontaria: 14,2 nuovi casi giornalieri per 100.000 persone

Gli stati che non prevedono l’obbligo stanno superando gli stati con obbligo con un margine enorme. Il loro tasso è circa due terzi di quello degli stati con obbligo di mascherina. Questo smentisce ciò che al pubblico americano viene detto dai media: gli stati senza obbligo di mascherina non sono in testa per il recente (modesto) aumento dei tassi di infezione; lo sono gli stati con obbligo di mascherina.

Scomponiamo i dati un po’ di più ed estraiamo ulteriori dettagli per vedere se c’è qualche prova che l’obbligo delle maschere funziona. Inizieremo con due gruppi separati di stati, basati sullo stesso tipo di suddivisione che è stato fatto in quell’articolo precedente intitolato ” L’obbligo della mascherina non salva vite “: i dieci stati che non hanno mai avuto alcun obbligo e i dieci stati che hanno attuato per primi (e più a lungo). A questo punto, dopo tanti mesi, i dieci stati con mascherine obbligatorie più severi dovrebbero mostrare un andamento significativamente migliore rispetto al gruppo di stati che non le hanno mai imposte.

Un terzo gruppo sarà costituito da quegli stati che solo alla fine hanno imposto l’obbligo. Ci si aspetterebbe che gli stati di questo gruppo abbiano fatto meglio del gruppo degli stati con mascherina volontaria, ma non così bene come i dieci stati che hanno adottato l’obbligo sin all’inizio.

Rimane un quarto gruppo: gli stati che avevano l’obbligo delle mascherine ma che recentemente hanno deciso di eliminarlo.  Anche se ora si comportano male, per un certo periodo hanno agito in modo responsabile, quindi forse il loro tasso medio di nuovi casi scenderà sotto quello del gruppo dei ritardatari ma ancora davanti agli incorreggibili.

Ecco un riassunto delle quattro categorie.

Obbligo di mascherina sin dall’inizio ed ancora in vigore: 10 stati

Obbligo di mascherina successivo ed ancora in vigore: 23 stati

Obbligo di mascherina successivamente ritirato: 7 stati

Incorreggibili miscredenti in qualsiasi obbligo di mascherina: 10 stati

Ecco una mappa modificata che mostra le quattro categorie:

 

Quando si calcola un valore medio standard per ogni gruppo, ecco i risultati.

Stati con obbligo sin dall’inizio: 27,0 nuovi casi giornalieri per 100.000

Stati con obbligo successivo: 18,4 nuovi casi giornalieri per 100.000

Stati con obbligo non più in vigore: 12,4 nuovi casi al giorno per 100.000

Stati con mascherina su base volontaria: 15,4 nuovi casi al giorno per 100.000

Gli stati con mascherina volontaria stanno sperimentando tassi di nuovi casi tanto inferiori a quelli degli stati con mascherine obbligatorie da rendere ragionevole iniziare a chiedersi come e perché questo stia accadendo. La feroce critica mossa contro gli stati che hanno recentemente ritirato l’obbligo della mascherina sta cominciando a sembrare non solo sbagliata, ma come uno sforzo disperato per difendere l’indifendibile. Più a lungo alcuni dei nostri governi continuano a insistere sull’uso delle mascherine, più autoritari e meno credibili diventano i loro pronunciamenti.

È particolarmente degno di nota il fatto che gli stati che hanno recentemente ritirato l’obbligo delle mascherine stiano sperimentando nuovi casi ad un tasso inferiore ad uno qualsiasi degli altri tre gruppi. Sono stati insultati per aver ritirato l’obbligo della mascherina e molte opinioni di sedicenti esperti sostenevano che il loro comportamento avrebbe portato ad un’esplosione di nuovi casi. Non solo questo non è successo, ma questo gruppo di sette stati sta superando gli altri tre gruppi con un margine considerevole.

Due stati sono stati sottoposti a forti critiche: Mississippi e Texas. Questi due stati hanno ritirato l’obbligo rispettivamente il 3 marzo e il 10 marzo. Per il Texas, sono passate tre settimane senza alcuna indicazione di un aumento significativo del tasso di nuovi casi. Per il Mississippi, non c’è stato un aumento significativo nemmeno dopo quattro settimane. Inoltre, entrambi gli stati hanno tassi di nuovi casi che mettono in imbarazzo quelli degli stati che impongono le mascherine.

Alcuni sosterranno che non c’è stato ancora abbastanza tempo per lo sviluppo dei casi di Covid, ma questo è semplicemente falso. Secondo WebMD, “[i] sintomi della Covid-19 possono iniziare già dopo 2 giorni e fino a 14 giorni dall’esposizione. La ricerca mostra che il tempo medio di comparsa dei sintomi è di circa 4 o 5 giorni“. C’è stato un tempo più che sufficiente perché il Texas e il Mississippi sperimentassero l’epidemia prevista. I “credenti” nell’obbligo delle mascherine devono farsene una ragione.

È ora di esigere dati rigorosamente raccolti e oggettivamente analizzati che mostrino il grado in cui l’obbligo delle mascherine presumibilmente sopprimono la diffusione della Covid. Le dichiarazioni dei se-dicenti esperti non sono più sufficienti.

È anche ora di cominciare a contemplare la possibilità che l’obbligo delle mascherine abbia avuto l’effetto opposto a quello voluto.

Di quanti altri dati abbiamo bisogno?

 

Link: https://www.americanthinker.com/articles/2021/04/masks_mandates_counterproductive_how_much_more_data_do_we_need.html

Scelto e tradotto da Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte

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