L’instabilità mentale di Biden

di Carlo Brevi
santaruina.it

A questo punto occorre andare oltre la dicotomia Biden-Trump, cercando di stabilire chi dei due candidati rappresentasse “il meno peggio”, e concentrarsi totalmente su Biden, sul fatto che una persona simile sia attualmente il Presidente della più grande potenza economica e militare del mondo.
Chiunque avesse seguito all’epoca la campagna elettorale negli Stati Uniti, e avesse assistito ai comizi di Biden, si sarebbe stupito di quanto il candidato democratico fosse in palese difficoltà.
Biden soffre di evidenti problemi cognitivi, non è in grado di completare una frase di senso compiuto, si dimentica costantemente del luogo in cui trova, non ricorda i nomi dei suoi collaboratori più stretti e delle persone che gli stanno intorno.
La situazione era assai palese a chiunque osservasse gli avvenimenti in maniera oggettiva, ma tutti i grandi mezzi di informazione, compattamente schierati contro Trump, si comportavano come se la questione non sussistesse.

Ora, ad elezioni vinte, qualche cronista timidamente si chiede il motivo per cui il presidente a tutt’oggi non abbia ancora affrontato alcuna conferenza stampa con i giornalisti, e se questo possa avere a che fare con questioni riguardanti lo stato della sua salute.

Sembra di essere catapultati all’interno della celebre fiaba del Re che se ne va in giro nudo, con tutti i sudditi che applaudono alla manificenza delle sue vesti, finchè un bambino, nella sua innocenza, fa presente che il Re non indossa nulla.
Qui invece si tratta di ammettere che il presidente è totalmente annebbiato da una grave forma di demenza senile.
Il fatto che una persona con questa grave forma di invalidità mentale possa essere stata scelta ed infine eletta alla carica più importante degli Stati Uniti la dice lunga sulla palese farsa che ormai rappresenta la democrazia nei paesi che si definiscono tali.
Gravi poi saranno le conseguenze se a questa persona si permette di fare commenti che riguardano la politica internazionale, come nel caso di questa intervista, dove Biden chiama assassino il presidente della nazione più potente al mondo, subito dopo la sua.
In tempo di pace un simile attacco non si era mai verificato, ed è chiaro che Biden non si rende nemmeno conto della portata delle sue parole.
Il suo discorso, più che di un presidente pare quello di un ubriaco al bar, e l’intero spettacolo è triste e penoso, oltrecchè preoccupante.
Diversi analisti sostengono che presto Biden verrà messo da parte, a causa delle sue condizioni di salute, e la presidenza andrà saldamente in mano alla sua vice Kamala Harris: questo, si sostiene, era il programma fin dall’inizio.
E di sicuro, se si arrivasse a tanto, la situazione non migliorerebbe, essendo la Harris espressione della corrente più guerrafondaia ed elitista del deepstate statunitense.

 

FONTE: http://www.santaruina.it/biden
Pubblicato da Tommesh per Comedonchisciotte.org